Stangata per gli automobilisti: aumenti del 113%, cosa fare per evitare il salasso

L’annuncio degli aumenti del canone mensile di Telepass ha scatenato non poche polemiche tra gli utenti. Con un incremento che si attesta addirittura al 113%, passando da 1,83€ a 3,90€ a partire dal 1 luglio, molti consumatori si trovano a dover fare i conti con una spesa inaspettata e non indifferente.

Questa mossa da parte di Telepass è stata giustificata dall’azienda come necessaria per finanziare nuovi investimenti.

telepass e aumenti
Telepass aumenti assurdi (SnoItalia.it)

Tuttavia, questa spiegazione non sembra aver placato gli animi dei consumatori che si trovano ancora una volta a dover pagare per le strategie commerciali delle società.

Il mercato del pedaggio si liberalizza

Una nota positiva in questo scenario è rappresentata dalla liberalizzazione del mercato del pedaggio. Questo significa che Telepass non è più l’unica opzione disponibile per chi desidera evitare le code ai caselli autostradali.

Altre soluzioni come Unipol Movie e Munigo stanno emergendo come valide alternative, offrendo servizi simili a un costo significativamente inferiore, quasi un terzo di quello proposto da Telepass.

Unipol Movie e Munigo: cosa offrono?

Telepass cosa succede?
Telepass, attenzione (SnoItalia.it)

Unipol Movie e Munigo rappresentano due delle alternative interessanti al servizio offerto da Telepass. Entrambi promettono di ridurre drasticamente i tempi di attesa ai caselli grazie a sistemi automatizzati simili a quelli utilizzati da Telepass ma con una politica tariffaria decisamente più vantaggiosa per l’utente finale.

Queste opzioni diventano particolarmente attraenti in un momento in cui il risparmio economico gioca un ruolo fondamentale nelle scelte quotidiane dei consumatori.

Vantaggi delle nuove soluzioni

Oltre al vantaggio economico evidente, scegliere alternative come Unipol Movie o Munigo può comportare altri benefici significativi:

  • Maggiore flessibilità: queste soluzioni potrebbero offrire piani tariffari più adattabili alle esigenze individuali.
  • Innovazione tecnologica: essendo relativamente nuovi sul mercato, questi servizi potrebbero incorporare tecnologie più avanzate rispetto al tradizionale sistema Telepass.
  • Supporto clienti potenzialmente più reattivo: data la loro natura di “sfidanti” nel mercato, queste aziende potrebbero mostrarsi più attente alle esigenze dei clienti per conquistare quote di mercato.

Per coloro che decidono che gli aumenti proposti da Telepass sono insostenibili o semplicemente preferiscono esplorare altre opzioni, è possibile recedere dal contratto senza penalità entro il 30 giugno seguendo diverse modalità:

Disdetta online o telefonica

Telepass offre la possibilità di disdire il contratto direttamente attraverso il proprio sito web dedicato. Questa modalità online rappresenta la via più rapida e diretta per comunicare la propria volontà di recedere dal servizio.

Per chi preferisce un contatto diretto con un operatore, è possibile procedere alla disdetta chiamando il numero verde messo a disposizione da Telepass. Questa opzione può essere particolarmente utile per chi ha bisogno di chiarimenti o assistenza durante la procedura di recesso.

Restituzione fisica del dispositivo

Infine, è possibile recedere dal contratto restituendo fisicamente il dispositivo presso uno qualsiasi dei punti assistenza Telepass distribuiti sul territorio nazionale.

Questa modalità può essere comoda per chi desidera avere immediatamente la conferma della restituzione del dispositivo e quindi della cessazione del servizio.

La legge tutela i consumatori

È importante sottolineare che questa possibilità di recesso senza penalità entro determinate date è garantita dalla legge italiana come tutela dei diritti dei consumatori.

In situazioni dove vengono apportate modifiche sostanziali ai contratti in essere – come nel caso degli aumenti tariffari annunciati da Telepass – le aziende sono obbligate ad informare adeguatamente i propri clienti e ad offrire loro la possibilità di recedere dal contratto senza oneri aggiuntivi.

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