Toronto, 11 febbraio 2026 – Il Canada si trova nuovamente sotto la lente d’ingrandimento per un episodio di violenza armata che ha scosso profondamente la nazione. La sparatoria a Tumbler Ridge, in Columbia Britannica, con almeno nove vittime e 27 feriti, rappresenta uno degli eventi più tragici nella storia recente del Paese. Nonostante la severa regolamentazione sull’accesso alle armi da fuoco rispetto agli Stati Uniti, il Canada ha visto nel corso degli anni diversi casi di violenza armata, spesso con risvolti drammatici, che meritano una riflessione approfondita.

Le stragi scolastiche più significative in Canada
Tra le più drammatiche vicende che hanno segnato il Paese, spicca il massacro del Politecnico di Montreal del 1989. Marc Lépine, un giovane di 25 anni, armato di un fucile semiautomatico acquistato legalmente, entrò nella sede universitaria e, dopo aver separato gli uomini dalle donne, uccise 14 studentesse prima di togliersi la vita. Questo evento tragico è rimasto impresso nella memoria collettiva canadese e ha portato a istituire il 6 dicembre come giornata nazionale per la memoria e la lotta contro la violenza sulle donne. Lépine, nato Gamil Rodrigue Liass Gharbi, aveva una storia familiare segnata da violenze e difficoltà, un aspetto che è stato oggetto di studi per comprendere le radici del suo gesto.
Nel 1992, un altro episodio di violenza colpì l’Università Concordia di Montreal, dove Valery Fabrikant, professore di Ingegneria Meccanica, uccise quattro colleghi e ferì una segretaria, venendo poi condannato all’ergastolo.
Il 1999 vide un’altra tragedia a livello scolastico con la sparatoria alla W.R. Myers High School di Taber, Alberta, dove un quattordicenne uccise uno studente di 17 anni.
Nel 2006, il Dawson College di Montreal fu teatro di un’altra sparatoria mortale: Kimveer Gill, 25 anni, sparò uccidendo una studentessa e ferendo altre 20 persone prima di morire in uno scontro con la polizia.
A Toronto, nel 2007, il quindicenne Jordan Manners fu trovato morto al C.W. Jefferys Collegiate Institute, anche se i due adolescenti inizialmente incriminati furono poi assolti.
Un episodio particolarmente drammatico avvenne nel 2016 presso una scuola di La Loche, Saskatchewan. Randan Dakota Fontaine, quasi 18enne, uccise due suoi cugini a casa e poi aprì il fuoco a scuola, causando la morte di un professore e di un’assistente e ferendo numerosi altri studenti e docenti. Fontaine è stato condannato all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale per dieci anni. Recentemente, nel 2023, è deceduta per le complicazioni delle ferite subite durante quella sparatoria anche la docente Charlene Klyne, a sette anni dall’attacco.
Altri episodi di violenza armata nel Canada recente
Fuori dal contesto scolastico, rimangono impressi nella memoria collettiva due gravi atti di violenza. Nel 2017, Alexandre Bissonnette irruppe armato nel Centro Culturale Islamico di Quebec City, uccidendo sei persone e ferendone altre, un atto che fu condannato come un crimine d’odio e che portò alla sua condanna all’ergastolo.
Nel 2020, una lunga e sanguinosa azione armata attraversò la provincia della Nuova Scozia, con Gabriel Wortman che, travestito da poliziotto, uccise 22 persone in varie località prima di essere abbattuto dalla polizia dopo un inseguimento. Questo episodio è stato il più letale nella storia recente del Canada.
Confronto con gli Stati Uniti: una frequenza diversa ma preoccupante
Il Canada, pur avendo una regolamentazione sulle armi da fuoco più restrittiva rispetto agli Stati Uniti, non è immune da episodi di violenza armata, sebbene la frequenza sia notevolmente inferiore rispetto al vicino meridionale.
Negli Stati Uniti, infatti, le stragi con armi da fuoco sono purtroppo molto più comuni e spesso devastanti: dal 2013 si registra una media di una sparatoria di massa al giorno. Le cause sono molteplici e complesse, tra cui spiccano l’ampia diffusione di armi, problemi legati alla salute mentale, e fattori socio-culturali come il bullismo e il desiderio di notorietà. Le armi semiautomatiche, in particolare, sono state utilizzate nella maggior parte dei massacri più letali, con caricatori ad alta capacità che aumentano la rapidità e la letalità degli attacchi.
Gli episodi più drammatici nella storia americana includono la strage di Las Vegas del 2017, con 60 vittime, e quella della scuola elementare di Sandy Hook nel 2012, con 27 morti, oltre a numerosi altri massacri che hanno segnato profondamente il dibattito pubblico sul controllo delle armi.
Impatto sociale e culturale delle stragi canadesi
Gli attacchi come quello del Politecnico di Montreal hanno avuto un impatto profondo sulla società canadese, ponendo in evidenza il problema della violenza di genere e della misoginia. Il gesto di Marc Lépine, infatti, è stato categorizzato come un crimine d’odio contro le donne, e ha contribuito a sensibilizzare la nazione verso la necessità di contrastare la violenza sessista.
Analogamente, la sparatoria di La Loche ha evidenziato le difficoltà e le tensioni nelle comunità indigene e rurali, così come la necessità di un intervento più efficace per prevenire tali tragedie.
Le istituzioni canadesi, a fronte di questi eventi, hanno mantenuto un approccio di stretta regolamentazione delle armi da fuoco, con controlli rigorosi e programmi di prevenzione, ma continuano a confrontarsi con la sfida di garantire la sicurezza nelle scuole e nei luoghi pubblici.
Ultimi sviluppi e riflessioni
A seguito della recente sparatoria di Tumbler Ridge, le autorità canadesi hanno ribadito l’impegno per rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza e il controllo delle armi, pur riconoscendo la complessità del fenomeno, radicato in fattori sociali, psicologici e culturali profondi.
Il ricordo delle vittime delle precedenti stragi, insieme alle storie di sopravvissuti e famiglie colpite, continua a spingere il Canada a mantenere alta l’attenzione sul tema della violenza armata, adottando strategie di prevenzione fondate su educazione, supporto psicologico e legislazione rigorosa.
Questi eventi tragici si inseriscono in un contesto globale di crescente preoccupazione per le stragi con armi da fuoco, con un confronto costante tra modelli legislativi e culturali diversi, come quelli di Canada e Stati Uniti, dove la frequenza e la drammaticità degli episodi sono purtroppo ancora molto elevate.
