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La rivista Italiana di Neurobiologia, tutti gli anni a partire dal 1972
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2002- Aspetti diversi della meningite carcinomatosa nel corso di neoplasie dell'apparato digerente
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (3), 175-178, 2002 | | Titolo | Aspetti diversi della meningite carcinomatosa nel corso di neoplasie dell'apparato digerente | | Titolo in inglese | Different modes of presentation of meningeal carcinomatosis during the course of gastrointestinal neoplasm | | Osp. / Clinica | Unità Operativa di Neurologia - Azianda Ospedaliera Provincia di Pavia - Stabilimento Ospedaliero di Voghera | | Riassunto | La meningite carcinomatosa in corso di neoplasie è un evento spesso sottostimato in considerazione del quadro clinico generale (diagnosi in corso di neoplasia già diagnosticata, reperto autoptico occasionale). In particolare poi costituisce un evento abbastanza raro in corso di neoplasie del tratto gastroenterico. Ne vengono qui presentati tre casi clinici. | | Riassunto in inglese | Meningeal involvement during the course of neoplasms is estimated to be clinically observable in 5% of cases. Although increased by the autoptic evidence, meningeal involvement is always underestimated, since it is generally microscopic and multifocal (1). Meningeal carcinomatosis usually appears after the primary neoplasms are already diagnosed and disseminated, rarely as an initial symptom of the disease. Although any neoplasm can spread to the leptomeninges, this occurrence is rather rare for neoplasms of the gastrointestinal tract, prostate and bladder (8, 9, 13). We describe here three cases of leptomeningeal carcinomatosis originated from gastrointestinal neoplasms, with different clinical expression. | | Parole chiave | Neoplasie, Menigite carcinomatosa | | Autori | Emilio Magrotti, Giuseppina Borutti, Carlo DallOcchio, Giuseppe Frascaroli, Claudia Camana |
- Caratteristiche cliniche ed evoluzione in una serie di pazienti affetti da amiotrofia monomielica benigna
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (5),307-311, 2002 | | Titolo | Caratteristiche cliniche ed evoluzione in una serie di pazienti affetti da amiotrofia monomielica benigna | | Titolo in inglese | Clinical characteristics and evolution in a series of patients with benign monomelic amyotrophy | | Osp. / Clinica | U.O Neurologia - Mirano (Venezia) | | Riassunto | L'amiotrofia monomielica benigna (BMA) o amiotrofia focale benigna (BFA) è una rara malattia sporadica, ad esordio giovanile e predominante nel sesso maschile, caratterizzata da debolezza ed atrofia neurogena segmentale, localizzata ad un solo arto o bilateralmente in modo asimmetrico (solitamente ad interessamento dei muscoli ad innervazione radicolare C7-C8-T1). Ha un esordio insidioso ed una progressione lenta nell'arco di 1-3 anni seguita da stabilizzazione del quadro, in assenza di disturbi sensitivi o interessamento del Sistema Nervoso Centrale. Abbiamo fatto una revisione dei dati clinici, elettrofisiologici, radiologici e istopatologici (solo in alcuni di essi) in 5 pazienti con storia di malattia di 4-30 anni. Il nostro studio conferma l'esistenza di questo tipo di atrofia muscolare focale, che evidenzia caratteristiche di esordio ed evoluzione clinica alquanto eterogenee. È nostra opinione, in accordo con altri studi della letteratura, che la BMA rappresenti una forma segmentale di Sclerosi Laterale Amiotrofica, caratterizzata da un decorso benigno. Dal momento che nelle fasi iniziali di malattia non vi sono dati clinici, elettrofisiologici o laboratoristici distintivi rispetto alle altre forme di malattia del neurone di moto, la diagnosi di BMA può essere fatta solo retrospettivamente dopo una prolungata osservazione. | | Riassunto in inglese | Benign monomelic amyotrophy (BMA) or benign focal amyotrophy (BFA) is a rare, sporadic juvenile-onset disease, predominant in males, in which segmental neurogenic weakness and atrophy is localized to one limb or both homologous limbs asymmetrically (usually in the C7-C8-T1 innervated muscles). Has insidious onset and slow progression for 1 to 3 years followed by stabilization, and absence of any definite sensory loss or Central Nervous System involvement. We reviewed the clinical, electrophysiological, radiological and histopathological (only in some of them) findings in five patients, followed for 4-30 years. Our study confirm the existence of this focal type of muscle atrophy, which shows a heterogeneous onset and clinical evolution. Also in our opinion, in agreement with similar studies founded in literature, BMA represents a segmental form of Amyotrophic Lateral Sclerosis with a benign course. As in the early stages of the disease there are no distinctive clinical, electrophysiological or laboratory findings with other motor neuron diseases, the diagnosis of BMA may be made only retrospectively after a prolonged observation. | | Parole chiave | Amiotrofia monomielica benigna, Elettromiografia, Sclerosi laterale amiotrofica | | Autori | Cristina Zuliani, Carlo Fattorello Salimbeni |
- Degenerazione combinata subacuta: caratteristiche cliniche, elettrofisiologiche e neuroradiologiche di due casi
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (1-2), 45-48, 2002 | | Titolo | Degenerazione combinata subacuta: caratteristiche cliniche, elettrofisiologiche e neuroradiologiche di due casi | | Titolo in inglese | Subacute combined degeneration of the spinal Cord. Two cases report | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Neuroscienze - Ospedale S. Camillo, * Div. di Neurologia, **Div. di Neuroradiologia | | Riassunto | Le alterazioni cliniche, elettrofisiologiche e neuroradiologiche della degenerazione combinata subacuta (SCD) del midollo spinale vengono descritte in due pazienti (uomo di 76 anni e donna di 62 anni) affetti da patologia gastrica e deficit di vitamina B12. Questa malattia neurologica riconosce la sua base su alterazioni dell'assorbimento gastrico e quindi sulla mancanza di sostanze nutritive essenziali per il mantenimento dell'integrità dei tessuti neuronali. Il principale ostacolo ad una diagnosi precoce è la mancanza di duplice presenza di segni ematologici e neurologici, dato che i pazienti che ricevono acido folico regolarmente possono presentare un ematocrito e un volume corpuscolare medio normale per un periodo indefinito, mentre i segni neurologici peggiorano, spesso in modo irreversibile. Gli Autori vogliono sottolineare l'importanza di una diagnosi precoce di deficienza di vitamina B12 fra le numerose diagnosi differenziali di patologie midollari spinali acquisite. Le alterazioni cliniche, elettrofisiologiche e neuroradiologiche della SCD sono state descritte in due pazienti. | | Riassunto in inglese | Clinical, electrophysiological and neuroradiological abnormalities associated to subacute combined degeneration (SCD) of the spinal cord are described in two patients (a male of 76 years old and a female of 62 years old) affected by gastric disease and defiency of vitamine B12. This category of neurologic disease has its basis in a failure of gastrointestinal absorption, resulting in a deficiency of a nutrient or nutrients that are essential for maintaining the integrity of neural tissues. The chief obstacle to early diagnosis is the lack of parallelism that may exist between the hematologic and neurologic signs, since cobalamin-deficient patients who receive folic acid regurarly may maintain a normal hematocrit and mean corpuscular volume for an indefinite period, whereas the neurological signs worsen, often irreversibly. The Authors underline the importance of an early diagnosis of vitamine B12 defiency among the several differential diagnosis of acquired spinal cord diseases. | | Parole chiave | Deficit di Vitamina B12, Degenerazione combinata subacuta del midollo spinale | | Autori | Daniela Tessarolo*, Michele Liguori*, Carmela Gerace, Fabio M. Corsi*, Rodolfo Luna** |
- Disfagia causata da due osteofiti cervicali anteriori: caso clinico
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (1-2), 21-24, 2002 | | Titolo | Disfagia causata da due osteofiti cervicali anteriori: caso clinico | | Titolo in inglese | Dysphagia caused by anterior cervical osteophytes: case report | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Neuroscienze Applicate alla Clinica, Divisione Neurochirurgica; *Servizio di Neuroradiologia; Azienda Ospedaliera Universitaria Arcispedale S. Anna, Ferrara | | Riassunto | La iperostosi anchilosante è spesso asintomatica. Rara è la disfagia causata da uno o più osteofiti cervicali anteriori, isolati e/o nel contesto della sindrome di Forestier. Noi riportiamo un caso di disfagia non associata a sindrome di Forestier. È stato effettuato un intervento di doppia osteofisectomia cervicale per via anteriore, con completa remissione della disfagia. | | Riassunto in inglese | Ankylosing hyperostosis is commonly asymptomatic. Dysphagia caused by anterior cervical osteophyte formation, isolated and/or resulting from Forestier's disease, is rare. We report a case of a woman 67 y. old with a dysphagia acutely, beginned caused by two anterior osteophytes at the level of C5-C6. There are not present sign of the Forestier's Disease. Two anterior cervical osteophytes were resected via the anterior cervical approach with excellent relief of dysphagia. | | Parole chiave | Iperostosi anchilosante, sindrome di Forestier, Disfagia | | Autori | Giuseppe Maida, Marco Farneti, Andrea Saletti*, Roberto Padovani |
- Elettroneurografia nella Sindrome di Guillain-Barré: Sensibilità e specificità
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (4),251-255, 2002 | | Titolo | Elettroneurografia nella Sindrome di Guillain-Barré: Sensibilità e specificità | | Titolo in inglese | Electroneurography in Guillain-Barré Syndrome: Sensitivity and specificity | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, A.O. "S. Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" - Salerno | | Riassunto | Vengono esaminate sensibilità e specificità dei parametri elettroneurografici nei confronti della diagnosi clinica di Sindrome di Guillain-Barré (GBS), in un gruppo di pazienti con GBS e con neuropatie diffuse di diverso tipo. I comuni parametri ENG mostrano in genere alta sensibilità ma bassa specificità; combinazioni di questi parametri danno risultati migliori: "Polyneuropathy" (diffusione proporzionale delle alterazioni e aumento di latenza delle onde F, insieme) associata a "Demyelination" (normale ampiezza distale e/o presenza di blocchi di conduzione) indicano 94.11% di sensibilità e 100% di specificità. L'ENG mostra quindi un'eccellente specificità per la diagnosi di GBS, almeno nella forma demielinizzante. | | Riassunto in inglese | Sensitivity and specificity of different ENG parameters versus standard diagnosis of Guillain-Barré Syndrome (GBS) are calculated, revising the diagnosis in 31 pts with diffuse neuropathies, according to indications of NINCDS ad hoc Committee, and comparing versus ENG examination performed according to AAEM criteria. 17 pts were diagnosed as GBS; 14 had different neuropathies. Usual NCV parameters show high sensitivity but low specificity; combinations of these parameters into complex variables give better results both in sensitivity and specificity: a variable called "Polyneuropathy" (diffusion of the alterations and prolonged F / wave latency together) gave 88.23% sensitivity and 92.57% specificity; another variable denominated "Demyelination" (preserved distal amplitude and/or presence of conduction blocks) gave 100% sensitivity and 93.95% specificity (r=0.936, p<0.001). The association of these variables raised sensitivity to 94.11% and specificity to 100%. With this combinated variables ENG, without losing sensitivity, shows excellent specificity versus standard diagnosis of GBS, at least in its demyelinating form. | | Parole chiave | Sindrome di Guillain-Barré, ENG, Sensibilità, Specificità | | Autori | Gerardo Iuliano, Francesca Di Domenico, Alfonso Mauro, Antonio Esposito |
- Emicrania con aura ed epilessia a scatenamento post-traumatico. Descrizione di un caso
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (5), 337-340, 2002 | | Titolo | Emicrania con aura ed epilessia a scatenamento post-traumatico. Descrizione di un caso | | Titolo in inglese | Post-traumatic onset of migraine with aura and epilepsy: a case report | | Osp. / Clinica | 1 Centro di ricerca per lo studio delle Cefalee - Ist. Neurologia - Univesità Cattolica del Sacro Cuore, 2 Istituto di Medicina Nucleare - Università Cattolica del Sacro Cuore | | Riassunto | Viene descritto di seguito un caso di emicrania con aura ed epilessia insorte in stretta relazione temporale con un trauma cranico maggiore. Lo sviluppo di un sintomatologia cefalalgica inquadrabile secondo i criteri IHS come emicrania con aura è un caso non molto frequente nella letteratura sulla cefalea postraumatica. La comorbidità con le crisi epilettiche, benché secondarie a una lesione temporale destra, le caratteristiche della SPECT in corso di crisi emicranica, l'insorgenza di un aura emicranica, se messe in relazione con le modificazioni biologiche e neurotrasmettitoriali che possono seguire a un trauma, possono essere viste almeno in questo singolo caso da un unico punto di vista in grado di giustificare l'attivazione corticale alla base delle crisi epilettiche e d'altro canto alla base dell'attivazione del sistema trigemino-vascolare e quindi delle vie del dolore. | | Riassunto in inglese | We describe a case of a young woman, with no history of migraine, who developed, after a brain injury, migraine with aura and epilepsy. The development of migraine with aura is quite rare in chronic posttraumatic headache. In this case, it's very interesting consider the coexistence of aura, epilepsy, and SPECT features. Although, to this day, no common physiopathogenetic theory has been able to explain the correlation between cranial trauma and post-traumatic migraine and epilepsy, some authors have advanced the theory that the trauma could act as a trigger for metabolic-ionic alterations, such as the spreading depression, which could justify the cortical activation at the basis of epilectic crises and, on the other hand, the activation of the vascular-trigeminal system and hence of the pain pathways. | | Parole chiave | Emicrania, Trauma cranico, Epilessia | | Autori | Girolamo Di Trapani1, Guido De Rossi2, Alessandro Capuano1, Catello Vollono1, Daniele Mei1, Daniela Di Giuda2, Diana Ferraro1 |
- Encefalomielite disseminata acuta (ADEM) parainfettiva. Caso anatomo-clinico
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (1-2), 55-59, 2002 | | Titolo | Encefalomielite disseminata acuta (ADEM) parainfettiva. Caso anatomo-clinico | | Titolo in inglese | Acute demyelinating encephalomyeLitis (ADEM) with fatal evolution. A clinicopathological report of a case with an infectious onset | | Osp. / Clinica | Neurology Unit and °Pathology Department - Belcolle Hospital - Viterbo (Italy) and *Department of Neuropathology, Institute of Neurology, University College, The National Hospital - London (UK) | | Riassunto | Viene presentato il caso di una donna di 67 anni, con il quadro clinico di una encefalomielite disseminata (ADEM), con prevalente interessamento spinale. La diagnosi è stata confermata dal reperto autoptico che ha messo in luce un processo infiammatorio acuto con prevalente interessamento della sostanza bianca. Nel midollo si osservano vaste aree di demielinizzazione mentre gli assoni appaiono in gran parte conservati. Il quadro clinico è stato caratterizzato dalla comparsa di una paraplegia in breve spazio di tempo, con inizio due settimane dopo una polmonite acuta, per poi progredire verso uno stato confusionale e, infine, uno stato di coma. Mentre sul siero erano stati identificati gli anticorpi Ig G (ma non Ig M) verso il Micoplasma pneumoniae, la rachicentesi mostrava un liquor limpido, acellulare, con un lieve aumento delle proteine (62 mg./dl del primo l.c.r. e 87 mg./dl nel secondo l.c.r.). Erano presenti bande oligoclonali. Il PCR test per il Micoplasma nel liquor non è stato ottenuto. L'EEG evidenziava un'attività lenta diffusa. L'EMG era negativo con F-Wave assenti. La RMN indicava una sofferenza della sostanza bianca. L'exitus si ebbe dopo 47 gg. di degenza. | | Riassunto in inglese | We report the case of a 67 year-old woman presenting with clinical features of an acute disseminated encephalomyelitis (ADEM) with prominent spinal, involvement. This diagnosis was confirmed at post-mortem. Neurological symptoms appeared two weeks after an acute pneumonitis and progressively worsened leading to paraplegia, confusion and coma. Death occurred 47 days after first hospitalization. | | Parole chiave | Encefalomielite disseminata acuta, Leucoencefalomieliti parainfettive | | Autori | Laura Conforti, Mara Gentile, Nicola Falcone, Enzo Gomez°, Agostino Nappo, Francesco Scaravilli* |
- Encefalopatia da SIADH con stato subcomatoso in un paziente con epatopatia cronica evolutiva: aspetti clinici ed EEG*
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (3), 183-186, 2002 | | Titolo | Encefalopatia da SIADH con stato subcomatoso in un paziente con epatopatia cronica evolutiva: aspetti clinici ed EEG* | | Titolo in inglese | Encephalopathy with subcomatose status by inappropriate ADH secretion in a patient affected by chronic progressive liver disease: clinical and EEG aspects | | Osp. / Clinica | Azienda Sanitaria Locale Napoli 1 - Ospedale C.T.O. - Divisione di Neurologia - Unità Stroke | | Riassunto | Gli AA. presentano il caso di un paziente di anni 71, affetto da epatopatia cronica evolutiva HBV correlata, venuto alla loro osservazione in stato comatoso (stadio 1-2). L'esame neurologico non evidenziava segni di patologia focale; negativo risultava anche lo studio neuroradiologico effettuato con l'esame TC e RM dell'encefalo, mentre l'esame EEG evidenziava un'attività elettrica diffusamente e gravemente rallentata con aspetti di sofferenza a prevalente espressione sulle aree fronto-centrali. Le indagini biologiche misero in evidenza una sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (ADH). La correzione dell' alterazione metabolica determinò sia il miglioramento dello stato di coscienza che delle stesse alterazioni EEGrafiche. Il mantenimento dell'equilibrio idro-elettrolitico si presentava, comunque, instabile e difficile, determinando fluttuazioni dello stato di coscienza. Per quanto riguarda la patogenesi della SIADH, molto probabilmente, essa era da ricondurre all'epatopatia cronica evolutiva, da cui era affetto il paziente, essendo stata esclusa una patogenesi cardiaca, cerebrale e paraneoplastica In conclusione, risulta opportuno ipotizzare una encefalopatia da SIADH in pazienti affetti da epatopatia cronica evolutiva con disturbo della coscienza, in cui il tasso di ammonio plasmatico sia normale e sia presente iposodiemia con ritenzione idrica. | | Riassunto in inglese | The authors report the case of a 71 aged man affected by HBV evolutive hepatopathy in coma 1-2. The neurological examination was negative as cerebral TC and RM, while the EEG showed slowing of electrical activity with theta and delta waves of high amplitude on the fronto-central areas. The biological evaluation showed hyponatraemia with water retention caused by inappropriate ADH secretion (SIADH). Therapy based on correction of circulating volume and natriaemia, determined improvement of consciousness and EEG changes. Stability of water and sodium balance was very difficult with frequent changes of counsciousness. In this case, the SIADH was caused by evolutive hepatopathy, because cardiac failure, cerebral and paraneoplastic pathogenesis were excluded. The authors emphasize the hypothesis of encephalopathy by SIADH in every patient affected by evolutive hepatopathy with disorders of counsciousness with normal ammoniaemia and hyponatraemia associated to water retention. | | Parole chiave | Encefalopatia, SIADH, Epatopatia | | Autori | Luigi Pellegrino, Alessandro Iavarone, Massimo Guadagnino, Sergio Diaco, Andrea Tessitore |
- Epilessia parziale motoria in corso di iperglicemia
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (1-2), 35-38, 2002 | | Titolo | Epilessia parziale motoria in corso di iperglicemia | | Titolo in inglese | Partial motor seizures in hyperglycemia. Case report | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche U.O. di Neurologia - A.C.O. San Filippo Neri, Roma | | Riassunto | Nel corso di numerosi disordini dismetabolici, tra i quali gli stati di iperglicemia non chetoacidosica, si possono verificare crisi epilettiche focali. Queste si manifestano prevalentemente come crisi parziali motorie, crisi parziali riflesse oppure come epilessia parziale continua. La correzione del disturbo metabolico può essere considerato l'unico strumento adeguato per la risoluzione delle crisi convulsive che insorgono in corso di iperglicemia, essendo la terapia anticomiziale, in base ai dati presenti in letteratura, del tutto inefficace. Viene presentato il caso di una donna di 72 anni, diabetica, giunta al DEA del nostro ospedale a seguito di tre crisi convulsive focali motorie agli arti di sinistra con secondaria generalizzazione. La paziente presentava uno stato di iperglicemia non chetoacidosica. | | Riassunto in inglese | Partial seizures occur in several metabolic disorders, including non-ketotic hyperglycemia (NKH) syndrome: partial motor seizures, reflex epilepsy and epilepsia partialis continua are not rarely described in association to NKH. The correction of metabolic disorder is perhaps the only helpful treatment to seizures control in NKH conditions as, in literature, many reports indicate that anticonvulsivant therapy is ineffective. The authors describe a case of partial motor seizures occurring in a diabetic 72 y.o. woman, with a NKH syndrome. | | Parole chiave | Crisi epilettiche, Iperglicemia, Disordini metabolici | | Autori | Elisabetta Ferraro, Andrea Foti, Giancarlo Di Battista, Fausto Fiume Garelli |
- Focolai lacero contusivi in aree critiche. Nostra esperienza su 67 casi
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (5), 321-327, 2002 | | Titolo | Focolai lacero contusivi in aree critiche. Nostra esperienza su 67 casi | | Titolo in inglese | Traumatic cerebral haemorrhage in critical areas. Our experience on 67 cases | | Osp. / Clinica | U.O. di Neurochirurgia - Ospedale Nuovo S. Maria di Loreto - Napoli (ASL 1) | | Riassunto | Le recenti linee guida della SINCH evidenziano come due fattori tra gli altri (deterioramento dello stato neurologico e volume della lesione) possano rivelarsi determinanti nell'outcome dei pazienti con trauma cranico complicato da focolai lacero-contusivi. Scopo del presente studio, in sintonia con gli ultimi dati della Letteratura, è dimostrare che nel management chirurgico dei focolai lacero-contusivi un terzo fattore è altrettanto importante: l'interessamento di alcune "aree critiche" cerebrali. Infatti i focolai in regione fronto-basale mediale, postero-temporale e parieto-occipitale, nella nostra esperienza, hanno presentato quasi sempre un carattere più evolutivo rispetto a quelli in altre sedi per il conseguente danno anatomico più esteso e rilievo clinico-neurologico più grave. In una serie di 67 casi con focolai lacero contusivi 28 dei 44 pazienti sottoposti ad intervento sono stati operati precocemente, nelle prime 12 ore dal ricovero, dopo che due esami TC e lo score Glasgow avevano dimostrato un evidente peggioramento clinico e tomografico. Questa scelta è stata dettata dalla consapevolezza che solo evitando l'instaurarsi di un esteso danno ischemico secondario, irreversibile dopo 12-24 h, causato anche dalla compressione del focolaio sulle vie venose, poteva essere migliorato l'outcome dei pazienti. La chirurgia precoce infatti ha reso possibile la rimozione microchirurgica della sola area malacica con il rispetto delle vie vascolari. I sorprendenti buoni outcome in 24 casi hanno dimostrato che il precoce timing operatorio di decompressione in tali aree critiche, ottenuto grazie alla rapidità di diagnosi del trauma center e all'attento monitoraggio neurofisiologico e di neuroimaging, è forse il migliore fattore predittivo di una buona prognosi. | | Riassunto in inglese | The goal in this study, according to Literature, is to assess that a third factor in the surgical management of cerebral traumatic haematomas is very important. The two guidelines indications (deterioration in neurological status and mass lesion) must be necessarily associated to lesion seat. Infact the involvement of "critical areas", like medial fronto-basal, postero-temporal and parieto-occipital regions, showed more severe evolution. 28/44 patients in series of 67 cerebral traumatic haemorrhage were operated earlier, in the first 12 hours of observation after two CT scan and GCS score demonstrating wide worsening, to avoid irreversible secondary ischemic brain damage caused by compression of a particular anatomy of venous drainage in these areas; at this time the earlier microsurgery has given possible only the removal of the malacic area. The surprising good outcomes in 24 cases has demonstrated that most forward surgical timing of traumatic haematomas evacuation in critical areas, obtained with fast diagnosis in trauma center and good neurophysiological and neuroimaging management, is one of the best predictors for a good prognosis. | | Parole chiave | Focolaio lacero-contusivo, Aree critiche, Linee guida e loro modifica | | Autori | Stefano Simpatico, Giovanna Cantatore |
- L'Ipotensione intracranica spontanea può essere correlata alla pachimeningite cronica ipertrofica: elementi di diagnosi differenziale. Case report
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (3), 193-198, 2002 | | Titolo | L'Ipotensione intracranica spontanea può essere correlata alla pachimeningite cronica ipertrofica: elementi di diagnosi differenziale. Case report | | Titolo in inglese | Spontaneous intracranial hypotension may be related to hypertrophic pachymeningitis of unknown aetiology: case report | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia - Unità Stroke, Ospedale C.T.O., Napoli * Unità Operativa di Neuroradiologia, Azienda Ospedaliera "A. Cardarelli", Napoli | | Riassunto | La sindrome di ipotensione intracranica spontanea (SIH), che, per definizione, non deve far seguito ad una rachicentesi, ad un grave trauma rachideo o cranico, ad uno shunt ventricoloperitoneale, è caratterizzata da cefalea ortostatica, bassa pressione liquorale e segni MRI di "contrast enhancement" diffuso delle pachimeningi. In accordo alla teoria di Monro-Kelly, alla "deplezione di volume" liquorale, responsabile delle manifestazioni cliniche, deve corrispondere un incremento del volume ematico intracranico, che si manifesta con un'iperemia venosa meningea: ne consegue impregnazione diffusa delle pachimeningi dopo somministrazione di gadolinio. La SIH va differenziata dalla pachimeningite cronica ipertrofica idiopatica (IIP), che può condividere con la SIH alcuni sintomi: in questo caso la risposta favorevole alla terapia steroidea e le diverse caratteristiche delle immagini alla RMI in T2-W possono consentire, indipendentemente dalla esecuzione della biopsia meningea, una sicura diagnosi differenziale. | | Riassunto in inglese | The CSF "volume depletion" is, probably, responsible of spontaneous intracranial hypotension (SIH), which is characterized by orthostatic headache, low CSF pressure and MRI findings of diffuse pachymeningeal gadolinium enhancement without previous history of head trauma or lumbar puncture. According to Monro-Kelly hypothesis, a decrease in CSF volume would require intracranial blood volume compensation and, consequently, a compensatory intracranial hyperemia occurs. This hyperemia is reflected primarily on the venous system leading to diffuse pachymeningeal "enhancement" on MRI. The enhanced pachymeninges on Tl-W MRI appear as hyperintense signals on T2-W image, but in idiopathic intracranial pachymeningitis (IIP), which can be mistaken for SIH, the signal intensity on T2-W is hypointense. Here we describe the advantage of follow-up to differentiate the SIH from the IIP, without to carry out meningeal biopsy. | | Parole chiave | Ipotensione intracranica spontanea, Impregnazione meningea, Pachimeningite ipertrofica idiopatica, RMI | | Autori | Massimo Guadagnino, Sergio Diaco, Pasquale Vassallo*, Luigi Pellegrino, Andrea Tessitore |
- L'utilizzo dei farmaci anticolinesterasici nei pazienti affetti da malattia di Alzheimer di grado Lieve e Moderato: esperienza del progetto Cronos
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (4), 235-239, 2002 | | Titolo | L'utilizzo dei farmaci anticolinesterasici nei pazienti affetti da malattia di Alzheimer di grado Lieve e Moderato: esperienza del progetto Cronos | | Titolo in inglese | The use of acetylcholinesterase inhibitors in patients with mild and moderate Alzheimer's disease: Cronos trial experience3 | | Osp. / Clinica | Unità Operativa di Neurologia, ASL 12, San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) | | Riassunto | I farmaci anticolinesterasici (donepezil, rivastigmina, galantamina), rappresentano le molecole "gold standard" per il trattamento della malattia di Alzheimer di grado Lieve/Moderato. Nell'ambito del progetto Cronos, relativo alla nostra Unità di Valutazione Alzheimer, abbiamo osservato, nell'arco di 15 mesi, 120 pazienti di cui 70 erano di grado Moderato, 50 di grado Lieve. Dopo una visita di screening in cui è stata posta diagnosi di malattia di Alzheimer probabile secondo i criteri NINCDS-ADRDA, sono stati eseguiti i controlli secondo il Progetto Cronos. I pazienti, alla visita di baseline, sono stati trattati in maniera uniforme con donepezil a 5 mg/die, rivastigmina 3 mg/die, galantamina 8 mg/die e dopo un mese con donepezil dose media 7,5 mg/die, rivastigmina dose media 6 mg/die e galantamina dose media 16 mg/die. I controlli neuropsicologici ci hanno permesso di evidenziare un decorso diverso: a) i pazienti arruolati alla baseline di Grado Moderato presentavano un andamento caratterizzato da un lento ma cronico deterioramento (p>0.5 baseline versus 1 e 3 mesi, p=0.5, baseline versus 6 mesi; p<0.05 baseline versus 9 mesi; p<0.01 baseline versus 15 mesi, rispettivamente non significativo, scarsamente, mediamente ed altamente significativo); b)i pazienti di Grado Lieve non hanno evidenziato sostanziali modifiche in quanto i valori ai test, durante le visite di controllo, rimanevano pressocchè invariati (p>0.5 visita baseline versus 3, 6, 9, 15 mesi, non significativo). In conclusione i farmaci anticolinesterasici dovrebbero essere somministrati fin dall'esordio della malattia soprattutto nelle fasi "Mild" ponendo quindi maggiorre attenzione alla problematica della diagnosi precoce di malattia. | | Riassunto in inglese | Acetylcholinesterase inhibitors such as donepezil, rivastigmine and galantamine, are the "gold standard" therapy of Alzheimer's disease (AD) during mild and moderate phase. We observed, for 15 months, 120 patients affected by AD (NINCDS-ADRDA criteria): 70 in moderate and 50 in mild phase in our Alzheimer Valutation Unit by Project Cronos. At baseline patients received donepezil 5 mg daily or rivastigmine 3 mg daily or galantamine 8 mg daily and after 1 month donepezil (mean dose 7.5 daily) rivastigmine (mean dose 6 mg daily) galantamine (mean dose 16 mg daily). Neuropsychological controls were performed at 1, 3, 6, 9, and 15 months. Neuropsychological controls evidenced a different course of the illness: a) moderate AD patients slowly worsened versus baseline; b) mild AD were stabilized versus baseline; In conclusion we may confirm that acetylcholinesterase inhibitors can be administered at the beginning of AD. | | Parole chiave | Inibitori delle colinesterasi, Malattia di Alzheimer | | Autori | Cristina Paci, Roberto Gobbato, Sandro Sanguigni, Terenzio Carboni, Luigi Curatola |
- La Brucellosi Spinale: Aspetti diagnostici e terapeutici. Analisi di cinque casi
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (1-2), 13-20, 2002 | | Titolo | La Brucellosi Spinale: Aspetti diagnostici e terapeutici. Analisi di cinque casi | | Titolo in inglese | The Spinal Brucellosis. Diagnosis and therapy of five cases | | Osp. / Clinica | Unità Operativa di Neurochirurgia; *U.O. Malattie Infettive; **U.O. Radiologia - Ospedale Umberto I - Nocera I (Salerno) | | Riassunto | La brucellosi spinale è una patologia di non comune osservazione. Spesso viene tardivamente diagnosticata, in quanto si presenta con una sintomatologia che simula affezioni di natura discoartrosica o tumorale. Lo scopo del presente studio è di definire gli aspetti clinici, diagnostici e terapeutici, in base ai dati riportati in letteratura e alla nostra personale esperienza. Vengono esaminati cinque casi di spondilodiscite brucellare a sede lombare, comprensivi di un raro ascesso spinale epidurale, e di due ascessi paravertebrali. Alla diagnosi, confermata dal test di siero-agglutinazione e dall'isolamento della brucella, si è pervenuto attraverso l'impiego della diagnostica per immagini, confrontando i dati relativi alla tomografia computerizzata, alla scintigrafia con radionuclide ed alla risonanza magnetica. Alla terapia antibiotica generale, effettuata per diversi mesi (min 4 - max 11), è stata associata terapia locale, mediante ago-biopsia TC guidata degli ascessi paravertebrali, e trattamento chirurgico, in un caso di ascesso spinale epidurale. L'outcome è risultato buono in tutti i casi. Il miglioramento clinico-sintomatologico, morfologico (RM), e la normalizzazione della VES hanno preceduto di alcune settimane la normalizzazione del test di siero-agglutinazione di Wright. | | Riassunto in inglese | The spinal brucellosis (SB) is a rare disease, which is often diagnosed tardively. In fact, its symptomatology might be mistaken for an other spinal pathological process: spondyloarthrosis or tumor. The aim of this clinical study is to define the diagnostic features and the therapy of the SB, on the basis of the data reported in the literature and the personal experience. The authors have considered five cases of brucellar spondylodiscitis, in lumbo-sacral region of the spine, including a rare epidural abscess and two paraspinal abscesses. A Computed Tomography Image, a Magnetic Resonance Image and a bone-scintigraphy have suggested the presence of the spinal inflammatory process. The diagnosis of the brucellosis was achieved by means of sierological tests and culture of the infective organism from bioptic specimens of the disk, the bone, and the abscess-areas. All the five patients were treated by doxycyclin and rifampicin for 4-11 months: in two cases a local therapy by percutaneous needle biopsy of the paraspinal abscesses was added. In the case of the spinal epidural abscess, a surgical debridement was performed because of neurological involvement. The outcome was good in all the cases. The return to normal values of brucellar agglutination titre was always preceded from ESR normalization, morphological (at the MRI) and symptomatological recovery. | | Parole chiave | Brucellosi, Spondilodiscite, Ascesso spinale epidurale | | Autori | Ettore Amoroso, Michele Genovese, Giovanni Giugliano, Giovanni D'Onofrio, Claudio Carpinelli*, Lorenzo Passalacqua*, Giuseppe Giordano*, Maurizio Della Sala** |
- Leucoencefalopatia multifocale reversibile da deficit di vitamina B12*
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (1-2), 39-43, 2002 | | Titolo | Leucoencefalopatia multifocale reversibile da deficit di vitamina B12* | | Titolo in inglese | Vitamin B12 deficiency and reversible multifocal leukoencephalopathy | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche. U.O. di Neurologia Clinica A.C.O. S Filippo Neri - Roma | | Riassunto | Alterazioni cliniche e radiologiche interessanti le strutture mielinizzate dell'encefalo, del midollo e del sistema nervoso periferico sono riportate in corso di deficit di vitamina B12. Le patologie di più frequente riscontro a carico dell'encefalo consistono in: a) interessamento neurologico acuto caratterizzato radiologicamente dalla presenza alla R.M. di iperintensità della sostanza bianca prevalente nelle sedi posteriori degli emisferi cerebrali ("leucoencefalopatia reversibile posteriore") e clinicamente da cefalea, convulsioni, alterazioni dello stato mentale, visive e della motilità; b) presenza di multiple lesioni del bianco, periventricolari, difficilmente distinguibili dalle lesioni riscontrabili nella sclerosi multipla. La terapia vitaminica sostitutiva può portare alla regressione delle lesioni. Riportiamo il caso di una donna con anemia megaloblastica e grave atassia ed astenia degli arti inferiori ad andamento lentamente ingravescente e con un quadro alla RMN dell'encefalo di lesioni periventricolari iperintense in T2 che non assumevano contrasto con Gadolinio. La terapia sostitutiva ha portato alla regressione completa sia della sintomatologia clinica che del quadro RMN. | | Riassunto in inglese | Vitamin B12 deficiency can determine clinical and radiological typical features involving cerebral and medullar white matter. Two different patterns are recognised: a) acute onset neurological disease characterised by headache, seizures, mental, visual and motor disorders and posterior leukoencephalopathy MRI feature ("reversible posterior leukoencephalopathy syndrome"). b) periventricular white matter hyperintensities on brain MRI mimicking multiple sclerosis cerebral lesions. Vitamin B12 replacement therapy can reverse, more or less completely, those lesions. We report the case of a womans 50 y. old with megaloblastic anemia, who presented slowly progressive lower limbs weakness and ataxia with two periventricular lesions, T2 hyperintense and gadolinium enhancing negative at the MRI. Cobalamin replacement therapy totally reversed clinical and MRI condition in our patient. | | Parole chiave | Deficit di vitamina B12, Leucoencefalopatia, Sclerosi multipla | | Autori | Giancarlo Di Battista, Maria Concetta Altavista, Elisabetta Ferraro |
- Malattia del neurone di moto con demenza: descrizione di un caso
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (5),341-344, 2002 | | Titolo | Malattia del neurone di moto con demenza: descrizione di un caso | | Titolo in inglese | Motor neuron disease with dementia: case report | | Osp. / Clinica | U.O Neurologia - Ospedale di Mirano (Venezia) | | Riassunto | Sintomi cognitivi associati alla Malattia del Neurone di Moto (MND) vengono descritti come rari, e solo di recente inquadrati come un'entità clinicopatologica. Benchè il substrato patologico del disturbo cognitivo rimanga ancora da definire, alcuni Autori suggeriscono che la presenza di inclusioni intraneuronali ubiquitino-immunoreattive (Ub+) nelle regioni corticali rappresenti un marker patologico. Il complesso MND/demenza è caratterizzato da uno specifico pattern di sintomi che si sviluppano in una determinata sequenza temporale e recentemente sono stati stabiliti dei criteri definiti per la diagnosi clinica. Descriviamo un caso in cui un quadro clinico e neurofisiologico compatibile con MND si è manifestato in associazione con un quadro di grave demenza rapidamente ingravescente. | | Riassunto in inglese | Cognitive symptoms associated with Motor Neuron Disease (MND) are described as rare and recently reconsidered. Although the pathologic substrate of cognitive impairment remains to be defined, some Authors suggest that the presence of ubiquitin-immunoreactive (Ub+) intraneuronal inclusions in cortical regions constitute a pathological marker of this process. MND/dementia is characterized by a specific pattern of symptoms developing in a certain sequence in time, and recently consensus criteria have been defined for the clinical diagnosis. A patient is described in whom clinical and neurophysiological features of MND occurred in association with a severe and rapidly progressive dementia. | | Parole chiave | Malattia del neurone di moto, Demenza, Sclerosi laterale amiotrofica | | Autori | Cristina Zuliani, Patrizia Boni, Nicoletta Favaro, Carlo Fattorello Salimbeni |
- Medici di base e sclerosi multipla: indagine nel Comune di Nusco
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (4), 241-244, 2002 | | Titolo | Medici di base e sclerosi multipla: indagine nel Comune di Nusco | | Titolo in inglese | General practitioners and multiple sclerosis: an investigation in the town of Nusco (Southern Italy) | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia - Centro Sclerosi Multipla - Ospedali Riuniti di Salerno; *ASL AV 1, medico di base, comune di Nusco (Avellino); **Divisione di Neurologia, Centro Sclerosi Multipla, Ospedale "G. Moscati"- Avellino | | Riassunto | Nel sistema sanitario italiano, solo i medici di base coprono l'intero territorio, senza avere sovrapposizione di pazienti, e, nel caso della sclerosi multipla, con basso numero di pazienti/medico. In un nostro precedente studio sulla città di Salerno, condotto con un questionario sui medici di base, la prevalenza era risultata di circa 35/100000, dato che ci sembra ancora largamente sottostimato, soprattutto perché il questionario veniva solo consegnato ai medici, e non vi era assistenza alla compilazione. In questo lavoro, effettuato soprattutto per convalidare la metodologia, condotto su un basso numero di medici in un piccolo centro, e con assistenza alla compilazione, sia i valori epidemiologici (90,91/100000 (C.I.: 24,72-232,70), sia le notizie sui pazienti appaiono molto più attendibili, confermando che la metodologia di ricerca, che punta sui medici di base, sembra avere minori costi e risultati migliori rispetto ai metodi tradizionali. | | Riassunto in inglese | In Italian Public Health service only general practitioners (G.P.) cover population, without overlapping and, as to multiple sclerosis, with few patient per physician. In a previous study of ours by a questionnaire on G.P.s in the town of Salerno, the prevalence was likely underestimated (about 35/100000), but the questionnaire was only sent to the G.P.s and there was not assistance to the compilation. The aim of this paper was first of all to validate the method. The work was made in a little town (4721 inh.) on a low number of physicians, and with assistance to the compilation of the questionnaire. Either the prevalence (90.91/100000), though with obvious large confidence intervals (24.72-232.70), is closer to the general italian prevalence, or the informations about patients are much more detailed, confirming that epidemiological research on general practitioners seems to be less expensive and to have lower costs and good results as compared with traditional methods. | | Parole chiave | Sclerosi Multipla, Epidemiologia, Medici di base | | Autori | Gerardo Iuliano, Alfonso Faia*, Antonio Sichinolfi*, Walter Muto*, Daniele Spitaleri** |
- Medicina basata sulle prove di efficacia e dolore
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (1-2), 5-11, 2002 | | Titolo | Medicina basata sulle prove di efficacia e dolore | | Titolo in inglese | Evidence Based Medicine (EBM) and pain | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia - Ospedale Regionale di Bolzano | | Riassunto | La gestione razionale di pazienti affetti da dolore è stata finora del tutto insoddisfacente dal punto qualitativo e quantitativo. Vista l'alta prevalenza del problema e la sua specifica competenza, il medico neurologo è particolarmente coinvolto nella presa in carico di questa problematica. Al fine di garantire un rapporto ottimale fra accesso, costi e qualità delle prestazioni sanitarie, si è sviluppato un approccio legato ai principi della medicina basata sulle prove di efficacia (Evidence Based Medicine, EBM). Tale approccio, che per il recente aumento della pressione economica sta crescendo di popolarità, si fonda sulla promozione degli interventi di provata utilità, basando le decisioni cliniche sull'evidenza ovvero sull'analisi sistematica dei dati presenti in letteratura, correttamente e criticamente revisionati. Vengono illustrati i principi necessari per una corretta applicazione della EBM alla pratica clinica. Vista la mole della letteratura e la difficoltà del compito, esistono diversi gruppi, come la Cochrane Collaboration, che dopo la raccolta e la valutazione sistematica della letteratura medica, rendono fruibili tramite riviste o Internet delle revisioni critiche. Sono riportati alcuni esempi, al fine di illustrare praticamente le modalità di accesso e di implementazione delle informazioni, rese disponibili da tali metanalisi, relativamente ad alcuni farmaci antidolorifici. Compito della professione medica è quello di trasferire questi dati della ricerca alla pratica quotidiana. | | Riassunto in inglese | The management of Patients affected by pain is clearly insufficient, both quantitatively and qualitatively. Since pain specialists with adequate training are scarce, neurologists could successfully make use of their pathophysiological competence in dealing with pain patients. As for every medical intervention, to optimise access, cost and quality only treatments of proven value should be offered, i.e. an evidence based approach is mandatory. The highest level of evidence is based on the systematic collection of published studies, their careful analysis and review and the clear presentation of the synthesis in order to be easily used in the daily clinical practice. Several clinical problems have been addressed by the Cochrane Collaboration and published and regularly updated on line and as CD-ROM. As an example, for the highly prevalent low back pain patients the Cochrane Library shows that bed rest, local injections, exercise therapy and acupuncture are shown to be of no value, while behavioural therapy, back schools, and, at least for early phases, NSAID are useful treatment regimens. Evidence can be collected from several other sources, such as specialized journals or the Internet. Examples are given for the choice of drugs for acute pain. Transfer of all these research data into the daily practice is a condition for a better health care. | | Parole chiave | Dolore, Medicina basata sulle prove di efficacia | | Autori | Rudolph Schoenhuber , Elio Majolino |
- Mielopatia trasversa, con aspetto di neoplasia intramidollare alla Risonanza magnetica, come sintomo di esordio della Sclerosi Multipla. Difficoltà diagnostiche ed utilità del follow-up
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (3), 187-191, 2002 | | Titolo | Mielopatia trasversa, con aspetto di neoplasia intramidollare alla Risonanza magnetica, come sintomo di esordio della Sclerosi Multipla. Difficoltà diagnostiche ed utilità del follow-up | | Titolo in inglese | Isolated MS lesion in Spinal Cord can mimic intramedullary neoplasm: opening misleading diagnosis and clarifying follow-up | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia - Unità Stroke, Ospedale C.T.O., Napoli * Unità Operativa di Neuroradiologia, Azienda Ospedaliera "A. Cardarelli", Napoli | | Riassunto | Le lesioni isolate midollari, che si presentano, all'esordio della MS, con un quadro clinico di mielopatia trasversa acuta ed un aspetto RMI di lesione iperintensa, senza altri segni di interessamento del nevrasse, può far orientare la diagnosi iniziale per neoplasia intramidollare. In questi casi, secondo la nostra esperienza, peraltro condivisa da alcuni autori, dopo aver sottoposto i pazienti a terapia steroidea, un attento follow-up, clinico e neuroradiologico, può dirimere i dubbi diagnostici, consentendo l'esclusione della patologia neoplastica. | | Riassunto in inglese | Isolated MS lesions in the cord, presenting with acute transverse myelopathy, appear, on MRI, as areas of increased signal intensity in T2-W images, with contrast "enhancement" in Tl-W, which can mimic an intramedullary neoplasm, when have no clinical, laboratoristic and MRI picture of involvement of other areas of central nervous system. In these cases serial spinal cord MRI demonstrates the dynamic nature of the signal abnormalities over time, especially in response to high-dose steroid treatment and the mistaken diagnosis of intramedullary neoplasm can be often eliminated preoperatively. | | Parole chiave | Mielopatia traversa acuta, SM, Neoplasia intramidollare, RMI | | Autori | Massimo Guadagnino, Sergio Diaco, Pasquale Vassallo*, Luigi Pellegrino, Andrea Tessitore |
- Miglioramento del deficit cognitivo in un paziente anziano con OSAS dopo trattamento con C-PAP
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (4), 257-259, 2002 | | Titolo | Miglioramento del deficit cognitivo in un paziente anziano con OSAS dopo trattamento con C-PAP | | Titolo in inglese | Recovery of cognitive impairment with C-PAP treatment in aged patient affected by obstructive sleep apnea syndrome | | Osp. / Clinica | Centro di Medicina del Sonno, Divisione di Neurologia, Az. Osp. S. Croce, Cuneo e *Servizio di Psicologia, ASL 15 Cuneo | | Riassunto | Nella Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS) e nella demenza sono presenti svariati sintomi neuropsicologici come il calo di attenzione, deficit di memoria, riduzione dei tempi di reazione, calo delle facoltà prestazionali e delle funzioni esecutive . Nell'anziano aumenta la prevalenza dei disturbi respiratori del sonno e della demenza; pertanto bisogna anche considerare l'ipotesi che il deficit cognitivo in questa fascia di età possa essere conseguenza: 1) della malattia degenerativa neurologica, 2) del disturbo respiratorio notturno, 3) dalla associazione delle due patologie. Occorre discriminare se le apnee peggiorano il deficit cognitivo della demenza oppure se tale deficit è soltanto secondario alla Sindrome delle Apnee del Sonno. La corretta diagnosi è estremamente importante per i risvolti terapeutici. Presentiamo il caso di una paziente giunta alla nostra osservazione con il sospetto di iniziale demenza senile nella quale la corretta diagnosi di Sindrome delle Apnee nel Sonno e la sua terapia con C-PAP (Continous Positive Airway Pressur) hanno permesso un brillante recupero dei deficit cognitivi e comportamentali e la piena reintegrazione nello svolgimento delle comuni attività lavorative domestiche. Vengono infine discusse le relazioni possibili tra OSAS e demenza nella popolazione anziana. | | Riassunto in inglese | In Obstructive sleep apnea syndrome (OSAS) and in dementia many neuropsychological symptoms as attention decrease, memory impairment, reaction times and executive functions lowering are described. Since in the elderly the prevalence of sleep respiratory diseases and dementia increases, the possibility that a cognitive impairment may be due to: 1) neurological degenerative pathology, 2) night respiratory disease, 3) both pathologies, must be considered. We have to state whether apneas worsen dementia cognitive impairment or if such deficit is just consequent to OSAS. A precise diagnosis is therapeutically extremely important. We present a patient suspected to be affected by senile dementia in which a correct diagnosis of OSAS and its C-PAP (Continous Positive Airway Pressure) therapy led to a prompt deficits recovery with a complete restoration to her usual domestic work activities. Finally eventual relationships between OSAS and elderly population are discussed. | | Parole chiave | Osas, Demenza, c-pap | | Autori | Concetto La Piana, Mario Coletti Moja, Gabriella Rosso, Giorgio Carena*, Gianpaolo Pellegrino, Piercarlo Gerbino Promis, Enzo Grasso |
- Mononeuropatie del nervo radiale: studio clinico ed elettrofisiologico di 68 casi consecutivi*
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (3), 145-155, 2002 | | Titolo | Mononeuropatie del nervo radiale: studio clinico ed elettrofisiologico di 68 casi consecutivi* | | Titolo in inglese | Radial mononeuropathies: a clinical and electrophysiological study of 68 consecutive cases | | Osp. / Clinica | * Istituto di Scienze Neurologiche, Università di Siena - ** Servizio di EMG, ASL 7, Siena | | Riassunto | Gli autori riportano la prevalenza e i reperti clinici ed elettrofisiologici dei casi di neuropatia del n. radiale diagnosticati consecutivamente, nel corso degli ultimi 7 anni, in un ambulatorio di EMG a cui afferisce patologia non selezionata. La prevalenza è dello 0.65 x 100 esami elettromiografici eseguiti per la prima volta. Si tratta di 68 casi (52 uomini e 14 donne) di età media 42.3 anni. Le sedi più frequenti del danno sono il tronco principale a livello della doccia di torsione (22 casi, pari al 32.3%), e il nervo radiale superficiale (21 casi pari al 31%). La causa più frequente è un trauma (48 casi pari al 70.6%), accompagnato in 2/3 dei casi da frattura dell'omero e del radio-ulna. I casi idiopatici o da compressione erano 9. Si apprezzava correlazione significativa (p>0.05) tra l'età dei soggetti e la severità del danno elettrofisiologico, calcolato con uno score a punti che tiene conto dell'EMG e della neurografia sensitiva e motoria. Si evidenziano differenze tra i due sessi: la prevalenza è maggiore nei maschi (3:1), la decade di età maggiormente colpita negli uomini è quella compresa tra 30-39 e 40-49 anni, nelle donne si apprezzano due picchi di maggiore frequenza (20-29 e 60-69 anni). Il danno a livello del solco spirale e quello riconducibile a frattura dell'omero sono più frequenti percentualmente nelle donne di quanto non lo siano negli uomini. Mentre il danno al gomito e del n. interosseo posteriore è più frequente negli uomini di quanto non lo sia nelle donne. La prevalenza delle neuropatie del n. radiale è bassa: tra tutte le neuropatie dell'arto superiore è situata al terzo posto, dopo quelle dei nervi mediano ed ulnare. | | Riassunto in inglese | Prevalence and clinical and electrophysiological findings are reported for 68 cases (52 male, 14 female; mean age 42.3 years) of radial mononeuropathy diagnosed consecutively over the last 7 years in an EMG outpatient service receiving unselected patients. The prevalence of the radial neuropathy is 0.65 x 100 first electromyographic examinations The most frequent site of damage was the main trunk at the spiral groove of the humerus (22 cases, 32.3%) and the superficial radial nerve (21 cases, 31%). The most frequent cause was trauma (48 cases, 70.6%) accompanied in 2/3 cases by fracture of the humerus and radio-ulna. Nine cases were idiopathic or due to compression. A significant correlation (p>0.05) was found between patient age and severity of electrophysiological damage, assessed with a score based on EMG and sensori-motor neurography. Differences were found between males and females, the former having a higher prevalence (3:1). The decades most affected were the 4th and 5th for males and 3rd and 7th for females. Spiral groove damage and humeral fractures were percentually more frequent in women than in men, whereas elbow and posterior interosseous nerve damage were more frequent in men. The prevalence of radial nerve neuropathies is low, ranking third among neuropathies of the upper limb, after those of the median and ulnar nerves. | | Parole chiave | Nervo radiale, Neuropatia, Sindrome del tunnel radiale, Nervo interosseo posteriore, Elettromiografia | | Autori | Paolo Morana *, Mauro Mondelli ** |
- Mutismo acinetico in esito a trauma cranio-encefalico: descrizione e trattamento di un caso
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (5-6), 351-356, 2002 | | Titolo | Mutismo acinetico in esito a trauma cranio-encefalico: descrizione e trattamento di un caso | | Titolo in inglese | Posttraumatic akinetic mutism: case report | | Osp. / Clinica | Unità Operativa Medicina Fisica e Riabilitazione - Unità Spinale/Unità Gravi Cerebrolesioni A.U.L.SS. 6 Vicenza, *Unità Operativa di Neurologia, A.R.N.A.S. "Garibaldi", Catania | | Riassunto | Il mutismo acinetico è un'infrequente condizione clinica in cui appare preservata la vigilanza come pure l'esplorazione visiva, mentre le funzioni verbali e motorie risultano gravemente compromesse. È spesso secondario a un interessamento bilaterale dei circuiti frontali-sottocorticali, conseguenza della rottura di un aneurisma o della massiva distruzione della corteccia del sistema limbico frontale nel territorio dell'arteria cerebrale anteriore. Spesso vi è uno specifico interessamento del cingolo anteriore. Nel presente lavoro si descrive il caso di un giovane ragazzo, con gli esiti di un grave trauma cranico, che si è svegliato dopo un lungo periodo di coma rimanendo in stato di mutismo acinetico, senza la capacità di rispondere a comandi o di iniziare attività motorie o verbali. È stato sottoposto a un intenso programma di rieducazione motoria e cognitiva, a un trattamento farmacologico con psicostimolanti e dopaminomimetici che hanno portato a una progressiva riduzione delle manifestazioni cliniche della sindrome. Gli autori postulano una "sindrome da disconnessione funzionale" con una diffusa, permanente sofferenza dei circuiti corticali-sottocorticali nella regione frontale, conseguente a un grave trauma cranico, potenzialmente migliorabile con una sinergica attivazione di multipli sistemi neurotrasmettitoriali associata a un intensivo programma riabilitativo. | | Riassunto in inglese | Akinetic mutism is an unfrequent clinical condition where vigilance is preserved as well as spatial exploration, whereas verbal and motor output is profoundly impaired. It is often secondary to bilateral involvement of frontal-subcortical circuits following aneurismal rupture or other massive disruption of the limbic-frontal cortex in the territory of the anterior cerebral artery. Often there is a specific involvement of the anterior cingulum. In the present paper we describe the case of a young male with sequelae of a severe traumatic brain injury. After a prolonged period of coma he awoke and remained in this akinetic state, being unable to respond to commands or to initiate motor or cognitive actions. He underwent a period of intensive motor as well as cognitive rehabilitation program and a pharmachologic treatment with psychostimulants and dopaminomimetic substances which progressively reduced the entity of the clinical syndrome. The authors postulate a "functional dysconection syndrome" with permanent diffuse impairment of cortical-subcortical circuit in the frontal area following the severe traumatic brain injury which could partially be improved over time with a synergic activation of multiple neurotransmissional systems as well as intensive rehabilitation program. | | Parole chiave | Mutismo acinetico, Trauma cranico, Disconnessione fronto-limbica | | Autori | Giannettore Bertagnoni, Giovanni Sensi, Feliciana Cortese, Giuseppe Zappalà* |
- Oftalmoplegia completa transitoria in un caso di Sclerosi Multipla
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (1-2), 31-34, 2002 | | Titolo | Oftalmoplegia completa transitoria in un caso di Sclerosi Multipla | | Titolo in inglese | Total transitory ophtalmoplegia in a case of Multiple sclerosis | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica - Dipartimento di Malattie del Sistema Nervoso - Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata - Roma | | Riassunto | Viene riportato il caso di una donna di 29 anni ammessa in ospedale per una paralisi completa dei movimenti volontari oculari in cui la RMN del tronco encefalico aveva messo in luce un'area iperintensa in T2 pesata livello del pavimento del IV ventricolo, la cui immagine appariva rinforzata nettamente dopo somministrazione di contrasto paramagnetico, associata alla presenza di altre aree periventricolari e dei centri semiovali di chiara genesi demielinizzante. Sottoposta a trattamento con un "bolus" di corticosteroidi si è potuto assistere alla rapida scomparsa della oftalmoplegia, studiata fin dall'inizio e successivamente seguita con oculometria. La precisa collocazione della lesione induce a ritenere che il quadro clinico osservato possa essere attribuito a una lesione del pavimento del IV ventricolo, verosimilmente per l'interessamento della formazione reticolare paramediana pontina, suggerendo che questa possa avere un ruolo chiave nel controllo dei nuclei mesencefalici rostro-mediali responsabili dei movimenti oculari volontari. | | Riassunto in inglese | The case of a young woman admitted to our Hospital for a complete paralysis of voluntary ocular movements is reported. MR of the brain showed an hyperintense area in T2-weighted scans located in the floor of the fourth ventricle, with enhancement after c.m. and others periventricular lesions in the white matter of the brain, suggesting the diagnosis of multiple sclerosis. After a strong therapy with corticosteroids,a progressive recovery of the ocular voluntary movements was observed. We conclude that acute vertical and horizontal ophtalmoplegia can be secondary to a single brainstem lesion at the level of the floor of the fourth ventricle with probable involvement of the pontine paramedian reticular formation (PPRF). Our data suggest that PPRF exerts a key role also in the control of mesencephalic rostro-medial nuclei involved in generation of vertical voluntary ocular movement. | | Parole chiave | Sclerosi multipla, Oftalmoplegia completa, Sostanza reticolare pontina paramediana | | Autori | Raffaele Paolo Cioffi?, Tatiana Koudriavtseva, Loredana Bove, Andrea Cobianchi, Anna Rosa Casini, Antonio Salerno, Mauro Brogi |
- Paralisi unilaterale degli ultimi nervi cranici da artrite reumatoide dell'articolazione atlanto-assiale
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (5), 357-360, 2002 | | Titolo | Paralisi unilaterale degli ultimi nervi cranici da artrite reumatoide dell'articolazione atlanto-assiale | | Titolo in inglese | Rheumatoid arthritis of atloaxoid localization with unilateral palsy of left bulbar cranial nerves | | Osp. / Clinica | Servizio Territoriale di Neurologia e Neurofisiologia, Arzignano (Vicenza), * Divisione di Geriatria, Ospedale di Valdagno (Vicenza) | | Riassunto | Alterazioni atlanto-assiali vengono riportate nel 41,3% dei pazienti con artrite reumatoide, se studiati con TAC e nel 61% con RM e possono portare a sublussazione del dente dell'epistrofeo con danno midollare. Descriviamo il caso di verosimile artrite reumatoide siero-negativa con localizzazione isolata atlanto-assiale. Un pensionato di 76 anni si presentò con paralisi acuta dei IX, X, XI e XII nervi cranici di sinistra Lo studio neuroradiologico evidenziò un "panno" ipertrofico che avvolgeva il processo odontoide e si estendeva a livello del basicranio anteriormente. Agli esami di laboratorio vi erano segni di flogosi, la tipizzazione genomica HLA era negativa per i geni associati all'artrite reumatoide. Non vi erano inoltre storia e segni clinici di psoriasi e spondilite anchilosante. Vi fu una completa risposta clinico-radiologica al prednisone, verificata dopo tre anni. | | Riassunto in inglese | Computerized tomography and magnetic resonance imaging respectively show 41,3% and 61% atloaxoid alterations in patients with rheumatoid arthritis. Such alterations can lead to epistropheus dens subluxation with myelic damage. We describe a case of possibly seronegative rheumatoid arthritis with isolated atloaxoid localization. A 76 year old man presented acute palsy of the IX, X, XI and XII left cranial nerves. Neuroradiological imaging showed a synovialis "pannus" enveloping the dentoid process and reaching the anterior basicranium level. Laboratory exams showed alterations of common phlogosis indexes but did not reveal any alteration in HLA genome as far as rheumatoid arthritis associated genes were concerned. Furthermore there was no clinical history or symptoms of psoriasis and ankylosing spondylitis. Complete clinical and radiological recovery was observed after prednisone treatment and was still present at a three year follow-up. | | Parole chiave | Artrite reumatoide, Dente dell'epistrofeo, Nervi cranici | | Autori | Federico Morello, Luca Rossi*, Marcello Mari*, Fabio Armellini* |
- Possibile Malattia di Gerstmann-Sträussler-Scheinker: descrizione di un caso clinico
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (5-6), 345-349, 2002 | | Titolo | Possibile Malattia di Gerstmann-Sträussler-Scheinker: descrizione di un caso clinico | | Titolo in inglese | A clinical case of possible Gerstmann-Sträussler-Scheinker disease | | Osp. / Clinica | Unità Operativa di Neurologia, Azienda Ospedaliera "Cannizzaro", Catania, *Unità Operativa di Neurologia, Azienda Ospedaliera "Gravina", Caltagirone (CT) | | Riassunto | Le encefalopatie da prioni sono malattie rare caratterizzate da progressiva degenerazione spongiforme dell'encefalo, ad evoluzione subacuta e trasmissibili sperimentalmente. Esistono forme sporadiche, genetiche e infettive (o acquisite). La malattia di Gerstmann-Sträussler-Scheinker (GSS) è una rara (circa un caso/10.000.000/anno) encefalopatia spongiforme, trasmessa geneticamente con modalità autosomica dominante; da un punto di vista neuropatologico sono presenti placche amiloidi a livello della corteccia cerebrale, cerebellare e nel talamo; dal punto di vista genetico-molecolare sono state descritte diverse mutazioni a carico del gene PRNP, di cui la più frequente è la P102L (sostituzione della prolina in posizione 102 con leucina). La storia naturale della malattia è caratterizzata da un esordio tra la IV e la V decade, un decorso progressivamente ingravescente e una durata variabile da uno a dieci anni o più. Sono descritte due modalità di esordio: una forma atassica e una forma demenziale telencefalica, più rara. Descriviamo il caso di un paziente di sesso maschile con esordio di malattia all'età di 41 anni, caratterizzato da apatia, inerzia e scarso rendimento lavorativo, progressivamente ingravescenti. Un fratello era deceduto a 46 anni per una malattia neurologica invalidante non meglio specificata e caratterizzata da progressivo decadimento cognitivo. A tre anni dall'esordio il nostro paziente presentava una grave compromissione delle funzioni cognitive; inoltre erano presenti importanti turbe dell'equilibrio con necessità di appoggio durante la deambulazione. In questo periodo venivano effettuate indagini strumentali (EEG, RM cerebrale, esame del liquor, potenziali evocati), risultate tutte nella norma. L'analisi della proteina prionica evidenziò la mutazione P102L (caratteristica della GSS). Nella malattia di GSS l'atassia è la manifestazione iniziale più comunemente riportata; nel paziente da noi descritto tuttavia la demenza ha dominato il quadro clinico durante tutto il decorso. In un paziente con demenza ad esordio precoce e a evoluzione relativamente rapida, soprattutto in presenza di una storia familiare positiva, è ragionevole considerare l'ipotesi di una encefalopatia da prioni. | | Riassunto in inglese | Human prion diseases are rare encephalopathies marked by spongy degeneration. They are slowly progressing and experimentally transmissible; may be sporadic, genetic and acquired (by infection). Gerstmann-Sträussler-Scheinker (GSS) disease is a rare (about one case/10,000,000 per year) spongiform encephalopathy inherited as an autosomal dominant character. Pathological hallmark are amyloid plaques in cerebral and cerebellar cortices and in the thalamus. Molecular genetic studies have described many mutations of the PRNP gene, the most common being the P102L (substitution of the proline at position 102 by leucine). The onset of the disease is between the fourth and the fifth decade, the course is progressively worsening and the survival ranges from one to ten or more years. An ataxic (more frequent) and a dementing or telencephalic form have been described. We report here the case of a male patient who, at the age 41, began to present apathy, reduction of activity and work efficiency, progressively worsening with time. He had a brother who died at the age 46 for a not better specified invalidating neurological disease, marked by progressive intellectual decline. Three years after the onset our patient was intellectually severely impaired and showed important problems with balance (needed support during deambulation). He underwent many investigations (brain MRI, EEG, examination of cerebrospinal fluid, evoked potentials) that were all normal; only the study of the sequence of the prion protein found the mutation P102L, highly characteristic of the GSS disease. In the GSS disease, ataxia is the most common manifestation, but in our case intellectual impairment has been prominent since the beginning. In a patient with an early-onset and rapidly evolving dementia, particularly if similar cases have been manifested in the family, the hypothesis of a prion encephalopathy must be considered. | | Parole chiave | Malattia di Gerstmann-Sträussler-Scheinker, Malattie da prioni, Demenza | | Autori | Gaetano Failla, Giuseppe Caravaglios, Roberto Marziolo, Maria Giovanna Pennisi, Giuseppe Rapisarda, Erminio Costanzo, *Giuseppe La Rosa |
- Prevenzione primaria dello stroke ischemico: il ruolo delle placche carotidee e l'IMT
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (5), 313-319, 2002 | | Titolo | Prevenzione primaria dello stroke ischemico: il ruolo delle placche carotidee e l'IMT | | Titolo in inglese | Primary prevention of ischemic stroke: the meaning of carotid plaque and intima-media thickness | | Osp. / Clinica | S.O.C. Neurologia ASS n° 4 Medio Friuli Udine | | Riassunto | Lo stroke rappresenta la seconda causa di morte nel mondo, la prima causa di disabilità, la sesta causa di DALY nel mondo (disability adjusted life year). I costi umani, sanitari, sociali sono elevatissimi. Nonostante la trombolisi in acuto sia una validata terapia dell'ictus ischemico, essa può essere riservata solo ad una minoranza dei pazienti colpiti da stroke. È dunque alla prevenzione che ci si deve rivolgere. La prevenzione primaria dello stroke ischemico viene attuata attraverso il riconoscimento e il trattamento precoce dei fattori di rischio. La moderna medicina preventiva tende a individuare strategie preventive di massa, efficaci e a basso costo, e il riconoscimento precoce di sottogruppi ad alto rischio di ischemia nei confronti dei quali organizzare interventi terapeutici mirati e aggressivi. Un ruolo particolare assume la presenza delle placche carotidee. La prevalenza di lesioni carotidee asintomatiche emodinamicamente significative nella popolazione generale è dell'ordine del 2-8% con una percentuale di stroke ipsilaterali del 1-2% annualmente. Il ruolo patogenetico delle placche carotidee nell'ischemia cerebrale è particolarmente importante nello stroke aterotrombotico. L'aumento dello spessore intima-media della carotide costituisce un nuovo elemento utile nella prevenzione neuro e cardiovascolare. Esso è un marker precoce di aterosclerosi, è associato ai principali fattori di rischio cardiovascolari, a fattori genetici ed è un elemento predittivo sensibile dell'incidenza tanto dell'infarto del miocardio che di quello cerebrale. Poiché la misura dello SIM presenta una variabilità significativa, è necessario assicurare una rigorosa procedura di acquisizione e analisi delle immagini ecografiche delle carotidi. | | Riassunto in inglese | Stroke is the second world cause of death, the first cause of disability, the sixth cause of DALY (disability adjusted life year). The human, social, medi- cal burden of stroke is enormous. Acute thrombolysis is a validated therapy of ischemic stroke but it is confined to a restricted and selected number of patients. So the best approach to reduce the burden of stroke still remains prevention. The primary prevention of stroke is based on the individual patient's risk assessment profile. Thus, it is fundamental to identify and early modify cardiovascular risk factors. The preventive interventions are two: the first involves a large part of population and it is devoted, unexpensively, to modi- fy lifestyle behaviour, using a mass preventive strategies. The second, concerning a high risk subgroup of patients, is based on specific aggressive therapeutic interventions. A particular meaning is related to the presence of carotid plaques. The prevalence of asymptomatic emodynamically carotid plaque is 2-8% in a general population with 1-2% annually of ipsilateral stroke. The rule of carotid plaques is crucial in atherothrombotic stroke. The carotid intima-media thickening is a new non invasive preventive element to stratify ischemic profile risk: it is a precocious marker of atherosclerosis, it is related to know and new cardiovascular risk factors, it is associated to genetic factors and finally it is able to predict cerebro and cardiovascular ischemic events. Despite their wide use, methods of IMT carotid measurements are not standardized. To reduce their variability it is necessary a shared procedures of acquisition and measurement. | | Parole chiave | Prevention, Ischemia, Asymptomatic carotid claque, Intima-media thickness, Carotid artery | | Autori | Patrizio Prati, Marco Casaroli, Antonio Cinti |
- Ruolo attuale della decompressione osteo-durale nella terapia dell'ipertensione intracranica traumatica incontrollabile. Un nuovo protocollo di trattamento
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (3), 157-166, 2002 | | Titolo | Ruolo attuale della decompressione osteo-durale nella terapia dell'ipertensione intracranica traumatica incontrollabile. Un nuovo protocollo di trattamento | | Titolo in inglese | Actual role of the osteo-dural decompression in the treatment of the uncontrollable intracranial traumatic hypertension. A new therapeutic protocol | | Osp. / Clinica | *Unità Operativa di Neurochirurgia - Azienda Ospedaliera "Umberto I"- Ancona - **Servizio di Anestesia e Rianimazione Ospedale Materno-Infantile "Salesi" - Ancona | | Riassunto | Premesse: Sebbene lo scopo della chirurgia, nel trattamento dei gravi traumi cranio-cerebrali, sia principalmente la cura dell'ipertensione intracranica, raramente l'indicazione all'intervento viene posta sulla base dei valori registrati di pressione. Il criterio universalmente usato per l'indicazione alla chirurgia è la presenza di lesioni morfologicamente evidenti alla TAC che determinino uno shift della linea mediana superiore a 5 mm. Materiale e metodo: La nostra casistica si basa su un gruppo di 161 pazienti opportunamente selezionati in cui abbiamo seguito il principio di non operare le lesioni evidenti alla TAC in assenza di ipertensione intracranica e trattare solamente i casi con pressione elevata. Risultati: Nei pazienti affetti da varie patologie ma con pressione bassa e quindi non operati, (106 casi) la sopravvivenza fu superiore al 75%. Nei rimanenti 55 pazienti in cui fu registrata una pressione alta e non controllabile con la terapia medica, abbiamo preferito eseguire una craniotomia decompressiva fronto-temporale senza resezione di tessuto. Con tale intervento si ebbero solo 27 guarigioni, anche se esso controllò la pressione in 47 casi. Considerazioni: La morfologia delle lesioni alla TAC non ha rapporto costante con la pressione intracranica che è indice della quantità di tessuto danneggiato e non della sola immagine evidenziata. Conclusioni: La craniotomia decompressiva può essere una buona scelta per controllare la pressione alta nei casi più gravi. | | Riassunto in inglese | Background: Although the purpose of surgery when treating serious cranial-cerebral traumas is to treat intracranial hypertension, the decision to operate is rarely taken on the basis of the pressure values taken. The criterion used universally for the indication to surgery is the presence of injuries morphologically evident from the CT scan where there is a shift in the midline of more than 5 mm. Methods: On a group of 161 suitably selected patients, we followed the principle of not operating on the injuries clearly visible from the CT scan in the absence of intracranial hypertension and of treating only those cases with a high pressure. The operation performed differs from the classic operation which consists in the resection of laceration or contusion and the repositioning of the operculum. We preferred to perform a frontotemporal decompressive craniectomy without any tissue resection. Results: In patients suffering from various pathologies but with a low pressure and therefore not operated on, the survival rate was more than 75%. Among the remaining 55 patients where a high pressure was recorded and thus non-treatable with medical therapy, only 27 recovered even though the operation kept the pressure under control in 47 cases. Conclusion: The morphology of the injuries visible from the CT scan has no relationship whatsoever with the intracranial pressure (ICP) which is an indication of the amount of damaged tissue and not an indication of the image displayed by itself. Decompressive craniectomy can be a good decision to make in order to keep high pressure under control in the most serious cases. | | Parole chiave | Decompressive craniectomy, Head injury, Intracranial pressure monitoring | | Autori | Giuseppe Caruselli*, Marco Caruselli**, Carlo Corrado Occhipinti*, Massimo Bernardini*, M. Antonietta Recchioni*, Stefano Vecchioni*, Raffaele Alessandrello* |
- Sclerosi laterale amiotrofica: Riflessioni bioetiche
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (3), 137-143, 2002 | | Titolo | Sclerosi laterale amiotrofica: Riflessioni bioetiche | | Titolo in inglese | Medical ethics in amyotrophic lateral sclerosis | | Osp. / Clinica | U.O.A. di Anestesia e Rianimazione e *U.O.A. di Neurologia, Ospedale S. Martino di Belluno | | Riassunto | Le mutate condizioni del contesto sanitario e socio-culturale maturate negli ultimi venti anni hanno fatto emergere nuovi dilemmi etici che i medici devono affrontare quotidianamente nella pratica clinica e nel rapporto col paziente. In ambito neurologico la Sclerosi Laterale Amiotrofica è la malattia che più si presta a considerazioni di bioetica che sono essenzialmente quelle del limite alle cure, della rinuncia alle cure e delle direttive anticipate. Tali questioni emergono con la specificità di ogni singolo caso ma si avvalgono di un quadro etico, deontologico e giuridico di riferimento. | | Riassunto in inglese | Social and cultural changes occurred in the course of the last two decades have raised new ethical issues to physicians when treating chronic and untreatable diseases. This is particular evident when dealing with devastating neurological disorders such as Amyotrophic Lateral Sclerosis (ALS). The three main questions that must be addressed by the physician before starting and during his duty with ALS patient are the following: the circumstances in which decisions have to be taken about foregoing life-sustaining treatments, the patient's right to refuse care, the patient's advanced directives. | | Parole chiave | SLA, Limitazione di cure, Direttive anticipate | | Autori | Davide Mazzon, Giuseppe Moretto* |
- Sindrome del Tunnel Carpale: Correlazioni clinico-neurofisiopatologiche
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (4), 245-249, 2002 | | Titolo | Sindrome del Tunnel Carpale: Correlazioni clinico-neurofisiopatologiche | | Titolo in inglese | Carpal Tunnel Syndrome: clinical-neurophysiopathological correlations | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia A.O. "S. Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" - Salerno | | Riassunto | Il Gruppo Italiano per lo studio della Sindrome del Tunnel Carpale (CTS) ha introdotto classificazioni cliniche e neurofisiopatologiche del disturbo. Il lavoro valuta comparabilità e correlazione delle due scale. Sono state esaminate 181 mani sintomatiche per CTS. Le femmine sono circa il doppio dei maschi, ma non vi sono differenze significative tra i sessi nella distribuzione tra le classi. Vi è stretta correlazione tra clinica e neurofisiopatologia solo per gli ultimi steps della scala neurofisiopatologica (da 3 a 1), mentre per la prima parte della scala (da 6 a 4), il rapporto è inverso, e significativo solo nelle femmine. Vi è una buona associazione età- clinica, meglio evidente nel gruppo femminile. Meno evidente la correlazione età - neurofisiopatologia, significativa solo per i maschi. L'età media delle femmine con CTS bilaterale è più bassa di quella dei maschi. | | Riassunto in inglese | Italian Carpal Tunnel Syndrome (CTS) Studv Group introduced clinical and neurophysiological scorings for the assessment of CTS. The paper evaluates comparability and correlations between the scales. In this study 181 symptomatic hands are examined. Females are about 2:1 vs males; there are not sex significant differences in the scoring distribution. There is close correlation between the two scores only for last steps of the neurophysiological one (3 to 1); for the first part of the scale (6 to 4) the correlation is inverse, and it is significant only for females. There is good association age-clinical score, better evident in females. The correlation with neurophysiopathological score is less clear and signifìcant only in males. The side is not correlated with gravity and sex. Females with bilateral CTS are significantly younger than males. Pain is associated to greater clinical score but not to different neurophysiopathological one. | | Parole chiave | Sindrome del Tunnel Carpale, Elettroneurografia | | Autori | Gerardo Iuliano, Francesca Di Domenico, Antonio Esposito |
- Sindrome di Lambert-Eaton con decorso rapidamente ingravescente associata a comparsa tardiva di microcitoma polmonare ad evoluzione fulminante: descrizione di un caso
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (3), 179-182, 2002 | | Titolo | Sindrome di Lambert-Eaton con decorso rapidamente ingravescente associata a comparsa tardiva di microcitoma polmonare ad evoluzione fulminante: descrizione di un caso | | Titolo in inglese | Lambert-Eaton with a fastly progressive evolution associated to a late onset of small cell lung cancer: a case report | | Osp. / Clinica | Azienda Sanitaria Locale Napoli 1 - Ospedale C.T.O. - Divisione di Neurologia - Unità Stroke | | Riassunto | Viene presentato il caso di un uomo di 59 anni che ha presentato una LEMS con decorso rapidamente progressivo associata ad un microcitoma polmonare manifestatosi tardivamente e ad evoluzione infausta in tempi molto brevi. Tale caso risulta interessante per lo stretta correlazione tra gravità della sintomatologia della LEMS e caratteristiche di elevata malignità di questa forma di tumore polmonare a piccole cellule. Data l'elevata frequenza di tale tipo di neoplasia nella LEMS, gli AA ritengono importante praticare TC del torace seriati nel tempo in tutti i pazienti affetti da LEMS, in quanto solo la diagnosi precoce può consentire un adeguato trattamento della neoplasia polmonare, determinando nel contempo un miglioramento della sintomatologia miastenica. | | Riassunto in inglese | The authors report the case of a 59 aged man affected by LEMS with a fastly progressive evolution associated to a late onset of small cell lung cancer.This case is interesting for correlating evolution between LEMS symptomathology and remarkable malignity of this type of small cell lung cancer. The small cell lung is very frequent in LEMS (about the 60%); thus, the authors believe the early diagnosis (by repeated chest TC overtime, also if negative) very important because the surgical or medical treatment can determine the improvement of symptomathology of LEMS, according to previous reports from literature. | | Parole chiave | Sindrome Lambert-Eaton, Miastenia, Microcitoma polmonare | | Autori | Luigi Pellegrino, Alessandro Iavarone, Massimo Guadagnino, Sergio Diaco, Andrea Tessitore |
- Studio della reattivitÀ vasomotoria cerebrale tramite il test dell'apnea massimale in soggetti con uno o più dei maggiori fattori di rischio per malattie vascolari, non affetti da patologia cerebrovascolare. Applicazione clinica dell'Ecocolor-po
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (4), 213-221, 2002 | | Titolo | Studio della reattivitÀ vasomotoria cerebrale tramite il test dell'apnea massimale in soggetti con uno o più dei maggiori fattori di rischio per malattie vascolari, non affetti da patologia cerebrovascolare. Applicazione clinica dell'Ecocolor-po | | Titolo in inglese | Cerebral vasomotor reactivity study by means of the "breath holding test" in subjects with vascular disorder risks, not affected by cerebrovascular pathology. Transcranial imaging clinical application | | Osp. / Clinica | Unità operativa di Neurologia, Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione, Azienda Ospedaliera "S. Maria" di Terni | | Riassunto | Lo studio enfatizza la validità del test dell'apnea massimale nella valutazione della reattività vasomotoria cerebrale nei soggetti con fattori di rischio per malattie vascolari. I vantaggi sono rappresentati da non invasività, applicabilità su ampie casistiche, non necessità di apparecchiature particolari. Contemporaneamente gli autori esaltano il ruolo dell'ecocolor-power doppler transcranico che permette una maggiore precisione di valutazione velocimetrica ed una maggiore accuratezza nella rilevazione di eventuale patologia a carico del poligono del Willis, nei confronti del doppler transcranico. Sono stati selezionati soggetti collaboranti di età compresa tra 40-65 anni;sono stati esclusi pazienti affetti da patologia cerebrovascolare e cardiorespiratoria, inoltre portatori asintomatici di patologia significativa dei vasi cerebroafferenti extracranici e del poligono del Willis. Durante l'anno 2000 e l'inizio del 2001 sono stati studiati 165 soggetti con fattori di rischio per malattie vascolari(ipertensione arteriosa, diabete mellito, dislipidemie, fumo) e 74 soggetti senza fattori di rischio. Si è riscontrata una prevalenza di casi con test alterato, significativamente più elevata nei soggetti ipertesi e/o diabetici rispetto ai soggetti senza fattori di rischio. Si è riscontrata una maggiore incidenza di alterazioni di tale test rispetto agli altri indicatori di rischio:spessore medio-intimale carotideo, indice di pulsatilità di Gosling (P.I.), presenza di ateromi. Quando si è verificata l'associazione di più di un fattore di rischio, la maggiore durata di esposizione al o ai fattori di rischio(convenzionalmente oltre 10 anni), l'assenza o l'inefficacia della terapia, si sono avuti:maggiore incidenza di alterazioni del test dell'apnea massimale, ma anche maggiore incidenza di alterazioni degli altri indicatori di rischio che sono aumentati in misura percentuale. | | Riassunto in inglese | The study emphasizes the validity of the "breath holding test" in evaluating the cerebral vasomotor reactivity in vascular disorder risk subjects, the advantages being the non invasation, application on large casuistics, no need for special apparatus. At the same time the Authors highlight the role of the T.C.I. instrument that gives higher precision and more accuracy in revealing eventual Willis circulus arteriosus pathology in comparison to the transcranial Doppler. Subjects aging from 40-65 years were selected. Patients affected by cerebrovascular, cardiovascular and pulmonary pathologies, as well as asymptomatic carriers of significant pathologies of cerebroafferent extracranial and Willis circulus arteriosus vessels were excluded. During the 15 months from 2000 to 2001, 165 subjects with vascular disorder risk were studied(high blood pressure, diabetes mellitum, dyslipemia, smoke), 74 no risk subjects. The number of altered test cases were found to be significantly higher in those subjects suffering from hypertension and/or diabetes compared to those with no risk. Higher alteration incidence of this test were found in respect to the other risk indicators:medio-intimal carotid thickness, Gosling pulsatility index, atheroma presence. When there were more risk factors together, longer exposure to risk or risks (conventionally over 10 year) therapy lack or inefficiency, there was: higher incidence of breath holding test alteration but also higher alteration incidences of the other risk indicators that increased in percentage. Therefore it can be presumed that the functional parameter alteration called cerebrovascular reserve capacity, calculated by means of the breath holding test, is the first or main alarm for detecting cerebrovascular pathology in hypertension and/or diabetic patients, for an initial period that varies according to the individual. | | Parole chiave | Test dell'apnea massimale, Reattività vasomotoria cerebrale, Riserva vasomotoria cerebrale, Ecocolor-Power Doppler transcranico | | Autori | Aldo Trenta, Danilo Costanti, Gregorio Iannone, Giuseppe Neri |
- Studio Epidemiologico della Demenza: l'esperienza di due anni della Unità di Neurologia di San Benedetto del Tronto
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (4), 231-234, 2002 | | Titolo | Studio Epidemiologico della Demenza: l'esperienza di due anni della Unità di Neurologia di San Benedetto del Tronto | | Titolo in inglese | Epidemiologic Study of Dementia: two years San Benedetto del Tronto experience | | Osp. / Clinica | Unità Operativa di Neurologia, ASL 12, San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) | | Riassunto | Nell'ambito dell'ambulatorio Demenze sorto nel mese di Aprile 2000, presso la nostra Unità di Neurologia, sono stati visitati circa 500 pazienti per sospetta demenza. Tutti i pazienti sono stati esaminati con esame neurologico, test neuropsicologici, TAC Cranio o RMN dell'encefalo, parzialmente associati a studio SPECT, esami di laboratorio specifici (dosaggio ormoni tiroidei, vitamina B12, Folati, VDRL) Dei 500 pazienti visitati, 240 (48%) erano affetti da malattia di Alzheimer: 110 di grado moderatamente grave e grave, secondo la Global Deterioration Scale, GDS; 10 di grado molto grave, 120 di grado lieve e moderato. Le Demenze Vascolari, diagnosticate secondo i criteri NINDS, hanno rappresentato circa il 16% del totale (80 pazienti) mentre il 22%, 110 pazienti , era costituito da Demenze Miste. Nell'ambito delle altre forme di demenze 40 pazienti (8%) erano affetti da Demenza a Corpi di Lewy, 18 da Parkinson plus (3.6%), 7 da Pseudodemenza-Depressione(1.4%) 3 (0.6%) da Demenza Fronto-temporale, 1 da Degenerazione Cortico-Basale-Ganglionare (0.2%), 1 da Paralisi Sopra- nucleare Progressiva (0.2%). Questi dati confermano che la malattia di Alzheimer rappresenta la forma prevalente di demenza, seguita dalla forma di Demenza Mista e dalla Demenza Vascolare. | | Riassunto in inglese | Since april 2000 in our neuropsychological ambulatory of neurological department of San Benedetto del Tronto we observed 500 patients who came to our observation for suspect of dementia. All patients were examined with neurologic examination, neuropsychological tests, neuroradiologic study such as CT or MRI occasionally accompained by SPECT study, specific laboratory tests (TSH, FT3, FT4, Vitamine B12 and Folate dosage and VDRL) Finally 500 patients were classified with different diagnosis: 240 (48%) were affected by Alzheimer's disease (110 in moderately serious and serious phase, 10 in very serious phase, 120 in mild and moderate phase; the gravity of the illness was classified with Global Deterioration Scale); 80 patients (16%) were affected by Vascular Dementia and 110 by Mixed Dementia by NINDS-AIREN criteria. Furthermore 40 patients (8%) were affected by Lewy Body Dementia, 18 (3.6%) by Parkinson Plus, 7 (1.4%) by Depressive Pseudo-dementia, 3 (0.6%) by Fronto-Temporal-Dementia, 1 by Cortico-Basal-Ganglionic-Degeneration (0.2%), 1 (0.2%) by Progressive-Supranuclear-Palsy. Our results confirm that Alzheimer's disease represents the most prevalent form of dementia followed by Mixed Dementia and Vascular dementia respectively. | | Parole chiave | Malattia di Alzheimer, Studio epidemiologico, Malattie neurodegenerative | | Autori | Roberto Gobbato, Cristina Paci, Sandro Sanguigni, Terenzio Carboni, Luigi Curatola |
- Trattamento dei traumi verterbrali del passaggio dorso-lombare. Esperienza su 53 casi
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (5), 329-335, 2002 | | Titolo | Trattamento dei traumi verterbrali del passaggio dorso-lombare. Esperienza su 53 casi | | Titolo in inglese | Treatment of thoraco-lumbar joint vertebral trauma. Experience on 53 cases | | Osp. / Clinica | A.F.O. di Scienze Neurologiche - U.O. di Neurochirurgia P.O. Nuovo S. Maria di Loreto ASL NA 1 | | Riassunto | Gli autori presentano la loro esperienza nel management delle fratture vertebrali del passaggio dorso-lombare su 53 casi trattati nel quinquennio 1996-2000. Nel presente lavoro sono analizzate e confrontate le diverse strategie terapeutiche utilizzate per il trattamento delle lesioni traumatiche della suddetta area vertebrale anche alla luce di analoghe esperienze presenti in Letteratura. Sono infine spiegati i motivi per i quali a nostro avviso la stabilizzazione chirurgica è da preferirsi al trattamento conservativo con tutori esterni. | | Riassunto in inglese | The authors present five years experience (1996-2001) in thoracolumbar spine fractures management (53 cases). In the present work different therapeutic strategies about thoracolumbar spine injuries treatment are analyzed and compared (surgical versus conservative therapy). At last the authors explain why they think surgical fixa- tion the best treatment of thoracolumbar spine fractures. | | Parole chiave | Giunzione dorso-lombare, Fissazione interna, Tutore esterno | | Autori | Stefano Simpatico, Giovanna Cantatore, Gennaro Taglialatela |
- Trattamento endoscopico della Sindrome del Tunnel Carpale: Studio retrospettivo su 197 casi*
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (3), 167-174, 2002 | | Titolo | Trattamento endoscopico della Sindrome del Tunnel Carpale: Studio retrospettivo su 197 casi* | | Titolo in inglese | Endoscopic Carpal Tunnel release surgery: retrospective study of 197 consecutive cases | | Osp. / Clinica | Azienda Ospedaliera di Cosenza. Dipartimento di Neuroscienze - Unità Operativa di Neurochirurgia e di *Neurologia | | Riassunto | La sezione endoscopica del legamento trasverso del carpo è stata introdotta nella pratica chirurgica dal 1989 da Okutsu e Chow. Tale tecnica ha avuto un notevole sviluppo negli anni successivi particolarmente per la capacità di ridurre la morbilità postoperatoria e di accelerare il ritorno all'attività lavorativa creando un'aspra polemica non ancora sopita tra i suoi fautori e quelli della tecnica aperta. Per valutare i risultati a distanza, tenendo conto anche delle variazioni elettromiografiche, dei pazienti trattati per sindrome idiopatica del tunnel carpale, abbiamo intrapreso uno studio retrospettivo su 197 interventi eseguiti con la tecnica del doppio portale di Chow dal Luglio 1999 al Dicembre 2001. Si tratta di 135 femmine e 46 maschi di età compresa tra 23 e 87 anni (età media 47.7 anni) di cui 16 operati bilateralmente. Il follow-up clinico è stato assicurato ad 1, 3 e 6 mesi mentre i risultati a distanza sono stati valutati utilizzando un questionario telefonico (Health Outcomes Carpal Tunnel Questionnaire, Health Outcomes, Bloomington, MN, USA) che misura un largo spettro di variabili ed un elettromiogramma eseguito da un esaminatore indipendente. I risultati sono stati complessivamente soddisfacenti nel 97,8% dei casi mentre il 2,2% ha presentato risultati scadenti con dolore persistente localizzato all'eminenza tenar. La media dei giorni trascorsi per la ripresa dell'attività lavorativa è stata di 20 giorni. In 11 casi (5,6%) la tecnica endoscopica è stata convertita in aperta. In tali circostanze si è osservata persistenza del dolore alla ferita per più di 6 mesi per la formazione di aderenze cicatriziali. Al follow-up finale si è avuto un completo recupero. In 1 caso (0,5%) abbiamo avuto la sezione incompleta del perinervio verosimilmente per insufficiente visualizzazione nell'endoscopio del legamento. In questo caso la tecnica è stata convertita in aperta nella stessa seduta e si è provveduto alla sutura dell'epinervio. Dopo trattamento fisioterapico a 2 anni sono presenti saltuarie parestesie. In 5 casi (2,5%) la ferita si è infettata con successiva guarigione dopo trattamento antibiotico. Infine in 4 pazienti (2%) si è manifestato dolore per trauma dei tendini risoltosi a 3 mesi. Nessun paziente ha presentato una recidiva. Per quanto riguarda i risultati elettromiografici abbiamo avuto netto miglioramento nella velocità di conduzione motoria passata da valori in media di 6,7 preoperatori a 3,8 msec. La velocità di conduzione sensitiva è passata da valori medi di 29,2 msec prima dell'intervento a 42,3 postoperatori. In conclusione la tecnica endoscopica può essere utilmente impiegata nella sindrome idiopatica del tunnel carpale. Essa assicura risultati più che soddisfacenti a patto che lo strumentario venga usato correttamente con precisi punti di repere e che si sia sempre pronti al minimo dubbio a convertire la tecnica in aperta. | | Riassunto in inglese | Endoscopic carpal tunnel release (ECTR) surgery was developed by Okutsu and Chow in 1989. Many reports have indicate that endoscopic technique reduces postoperative morbidity with minimal incision, minimal pain and scarring, a shortened recovery period and high level of patients satisfaction. To test these beliefs, a retrospective study of 197 procedures with two-portal Chow technique for idiopathic carpal tunnel syndrome was conducted. The patients, treated between July 1999 and December 2001, were 135 females and 46 males with age range 23-87 years (average age of 47.7 years). Sixteen patients were operated on both sides. The follow-up period was conducted from 1 to 3 and to 6 months and overall results were assured with telephone questionnaire (Health Outcomes Carpal Tunnel Questionnaire, Health Outcomes, Bloomington, MN, USA), that measured a wide spectrum of variables and with a electrodiagnostic evaluation. The results were favorable in 97.8% and unfavourable in 2.2% for persistent pain. The rate of satisfaction of the patients was 94.1%. The average time of patient's return to work was 20 days. Eleven procedures (5.6%) were converted to open release. There was one case (0.5%) on incompleted section of the perineurium for failure endoscopic visualization of the ligament. In this case was a conversion to open procedure that was completed with perineurium suture. In 5 cases (2.5%) there were wound infection with antibiotic therapy resolution. In 4 patients (2%) there were pain for tendon injury with resolution after 3 months. Over follow-up period there was no recurrence. In addition no re-exploration cases. The mean preoperative obtainable distal motor latency (DML) and sensory conduction velocity (SCV) values were 6.7 msec and 29.2 m/s, respectively. The mean DML and SVC values at final follow-up were 3.8 msec and 42.3 m/s, respectively. In conclusion ECTR can be used in the carpal tunnel syndrome and is a reliable alternative to the open procedure with excellent self-report of patient satisfaction. Reduced recovery period with minimal tissue violation and incisional pain can be expected. Finally, the safety of Chow's technique must be ensured by prevention of complications, bored on respect of 4 golden rules: training in the surgical endoscopic technique; open conversion at the slightest doubt; correct positioning of the hand; correct use of instruments. | | Parole chiave | Sindrome del Tunnel Carpale, Trattamento endoscopico, Elettromiografia | | Autori | Paolo Quaglietta, Andrea Saverio Corriero, Alfredo Petrone* |
- Un caso di degenerazione epatocerebrale acquisita
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (1-2), 49-53, 2002 | | Titolo | Un caso di degenerazione epatocerebrale acquisita | | Titolo in inglese | A case of acquired hepatocerebral degenerationDivisione di Neurologia; *Servizio di Neuroradiologia, Osp. S. Camillo - RomaViene presentato il caso di una giovane donna di 34 anni, etilista e tossicodipendente già in cura presso l'Ospedale di | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia; *Servizio di Neuroradiologia, Osp. S. Camillo - Roma | | Riassunto | Viene presentato il caso di una giovane donna di 34 anni, etilista e tossicodipendente già in cura presso l'Ospedale di malattie infettive "L. Spallanzani" di Roma per una epatopatia cronica HCV, associata ad ascite e grave insufficienza epatica. Nel febbraio 2001, dopo un episodio di coma epatico, aveva presentato dolori muscolari, grave disartria con disfagia ed atassia per cui fu trasferita alla nostra divisione neurologica. Dopo una intensa terapia si ottenne un notevole miglioramento che consentì l'invio a un centro di Riabilitazione. La degenerazione epatocerebrale acquisita (AHD) è una sindrome neurologica che si manifesta nell'ambito di malattie epatiche acquisite. Per le caratteristiche cliniche, i rilievi strumentali e i reperti anatomopatologici è considerata analoga alla forma ereditaria di degenerazione epatocerebrale o morbo di Wilson. | | Riassunto in inglese | A case of an young patient, a female 34 y. old, alcohol and drug addicted, envoyed by the Hospital of infectious Disease "L. Spallanzani" were she was cared for a chronic HCV hepatitis with ascitis and hepatic deficiency. In the month of February 2001, after an episode of hepatic coma presented muscular pain and a very marked dysartria associated with muscular, pseudotetanic, rigidity. The patient presented also ataxia and dysphagia; for that symptomatology the patient was transferred to own neurological Unit. After an intense therapy the patient recovered partially to be possible a transfer to a Rehabilitation Unit. Acquired hepatocerebral degeneration is a rare neurologic disorder that occurs in patients with cronic liver disease. The clinical, radiological and histological features of this disorder are very similar to those of the hereditary hepatocerebral degeneration (Wilson disease). | | Parole chiave | Degenerazione epatocerebrale, Risonanza magnetica cerebrale | | Autori | Carmela Gerace, Alberto Pingi*, Maria Rosaria Fele, Daniela Tessarolo, Onorio Andrea Licausi, Giuseppe Piazza |
- Un Caso di Displasia Fibrosa Poliostotica del Cranio
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (1-2), 31-34, 2002 | | Titolo | Un Caso di Displasia Fibrosa Poliostotica del Cranio | | Titolo in inglese | A Case of Cranial Polyostotic Fibrous Dysplasia | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurologia e Neurofisiopatologia, Dipartimento di Medicina, *Dipartimento di Diagnostica per Immagini Ospedale Regina Apostolorum, Albano Laziale - Roma | | Riassunto | Riportiamo il caso di una giovane donna affetta da displasia fibrosa poliostotica con coinvolgimento delle ossa del cranio e sofferenza del II e III nervo cranico di sinistra già sottoposta ad intervento neurochirurgico, con recidiva della sintomatologia. Si descrivono le immagini TC eseguite con tecnica di ricostruzione tridimensionale, che permettono di visualizzare la stenosi del canale ottico e della fessura orbitaria superiore. | | Riassunto in inglese | We describe a case of a young woman affected by Polyostotic Fibrous Dysplasia, involving cranio-facial bones with impairment of the second and third left cranial nerves. The patient was previously treated with surgical decompression of the orbita four years before, but lesion recurred, with visual disturbances and ptosis, in the left eye. In view of a new surgery, we performed three dimensional CT scan and demonstrated a left optic canal and superior orbital fissure stenosis. | | Parole chiave | Displasia Fibrosa, Stenosi del canale ottico, Nervo Ottico | | Autori | Luigi Polidori, Maria Magarelli, Claudio M. Pacella*, Dario Valle*, Giancarlo Bizzarri*, Oreste Fraschetti*, Roberto Tramutoli |
- Validità e limiti della RM nello studio postoperatorio delle listesi traumatiche e degenerative lombari dopo artrodesi con impianti al titanio
| Anno | 2002 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 48, (4), 223-229, 2002 | | Titolo | Validità e limiti della RM nello studio postoperatorio delle listesi traumatiche e degenerative lombari dopo artrodesi con impianti al titanio | | Titolo in inglese | Reliability of magnetic resonance imaging of the postoperative spine with titanium implants after thoracolumbar burst fractures or degenerative spondylolisthesis | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Neuroscienze Azienda Ospedaliera di Cosenza, Unità Operativa di Neurochirurgia e di *Neuroradiologia | | Riassunto | Allo scopo di valutare la validità e i limiti della risonanza magnetica postoperatoria nei pazienti trattati per listesi traumatiche o degenerative con un sistema di artrodesi intersomatica al titanio (SOCON), abbiamo intrapreso uno studio retrospettivo su 39 casi venuti alla nostra osservazione dal Gennaio del 1999 al Dicembre del 2001. Si tratta di 30 pazienti con fratture post-traumatiche della colonna toraco-lombare: 15 del passaggio dorso-lombare (11 di L1 e 4 di D12), 3 con interessamento di L2 e 3 di L3, 5 con frattura di L4. Altri 4 pazienti avevano una doppia frattura: 2 del segmento D12-L1 e 1 rispettivamente di D11-D12 e L3-L4. Altri 9 erano stati trattati per listesi degenerative: 6 a livello L4-L5 e 3 a L5-S1. Sono state valutate preoperativamente i radiogrammi standard e la RM al fine di individuare con precisione le varie componenti della colonna dorso-lombare interessate al processo traumatico. Secondo gli studi più recenti la RM è stata condotta utilizzando oltre a quelle convenzionali (T1, fast spin-echo e T2 in sagittale e in assiale) sequenze in fat-suppressed T2 ritenute valide nello studio dei traumi dell'apparato legamentoso posteriore. Nel periodo post-operatorio la RM è stata condotta in 15 pazienti con un follow-up medio di 23,4 mesi (range 6-36 mesi). Le immagini di RM in T1 sono state ottenute con valori di TE 15 e TR 500-600; quelle in SE T2 con TE 90 e TR 2200 e quelle in SE DP con TE 25 e TR 2200. Abbiamo avuto un caso di migrazione dell'impianto per rottura di una vite transpeduncolare in seguito ad un secondo trauma con successiva rimozione dell'impianto stesso. Negli altri casi si è osservata una buona corrispondenza tra l'aspetto intraoperatorio, il risultato clinico e neuroimaging con scarsi effetti distorsivi, buona visualizzazione dell'impianto e della decompressione del canale e ridotta interferenza con i tessuti molli circostanti. In conclusione possiamo dire che la RM può essere utilmente impiegata per la valutazione a distanza dei risultati nelle listesi degenerative e post-traumatiche quando sono usati impianti al titanio. Questi non determinano effetti distorsivi e permettono la buona visualizzazione del canale e delle strutture midollari. | | Riassunto in inglese | The aim of this study is to assess the reliability and the value of postoperative magnetic resonance imaging (MRI) in patients treated with titanium implants (SOCON). A retrospective study on 39 cases surgically treated from January 1999 to December 2001 was conducted. 30 patients had thoracolumbar spinal fractures: L1 in 11 cases; T12 in 4 cases; L3 in 3 cases and L5 level in the other 3 cases. 4 patients had a double fracture: 2 patients on T12-L1 segment and the other 2 on T11-T12 and on L3-L4 segments respectively. 9 patients were treated for degenerative spondylosis: 6 on L4-L5 and 3 on L5-S1 level. The patients were examined with plain radiography and MRI imaging preoperatively to determine the relationship between the different structures of the fractured thoracolumbar spine and MRI findings. In addition to conventional MR imaging sequences consisting on T1 weigthed and fast spin-echo T2 weighted sagittal and axial images, a fat-suppressed T2 weighted sagittal sequence was performed. In the postoperative period 15 patients were controlled. The average follow-up was 23.4 months (range 6-36 months). The MRI imaging sequences consist on T1 with TE 15 and TR 500-600; on SE T2 with TE 90 and TR 2200 and SE DP with TE L5 and TR 2200. There was one case with implant dislocation for transpedicular screw rupture after a second trauma. In this case the implant was removed. In the other cases postoperative MRI scans revealed a minimal implant-related artifact and a non invasive imaging of the neuraxis with good correlation between intraoperative findings, clinical results and neuroimaging. In conclusion the MRI imaging can be used to determine overall results in the postoperative degenerative spondylosis and thoracolumbar fractures with titanium implants and assure a good visualization of the spinal cord without important artifact. | | Parole chiave | Impianti al titanio, RM postoperatoria, Artrodesi intersomatica | | Autori | Giuseppe Corriero, Paolo Quaglietta, Salvatore Aiello, Florence Anna Perino, Andrea Saverio Corriero, Pier Luigi Lanza* |
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