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La rivista Italiana di Neurobiologia, tutti gli anni a partire dal 1972
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1996- Adrenoleucodistrofia-x-linked Nelmorbo Di Addison(revisione Della Letteratura E Nostra Personale Esperienza)*
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (1), 23-30,1996 | | Titolo | Adrenoleucodistrofia-x-linked Nelmorbo Di Addison(revisione Della Letteratura E Nostra Personale Esperienza)* | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Medicina Interna e Scienze Endocrine e Metaboliche, Università
di Perugia | | Riassunto | L'adrenoleucodistrofia (ALD) una malattia genetica trasmessa con il cromosoma X (incidenza presunta 1/20.000 maschi) caratterizzata dalla presenza di insufficienza cortico-surrenalica e demielinizzazione del sistema nervoso centrale. IL difetto biochimico dell'ALD rappresentato da una ridotta ossidazione degli acidi grassi saturi a catena molto lunga (VLCFA) che si accumulano nei tessuti e nei fluidi dell'organismo.Recenti osservazioni hanno mostrato che la frequenza dell'ALD fra i soggetti maschi affetti da morbo di Addison idiopatico è maggiore di quanto ritenuto fino ad ora ed è stimata intorno al 30%.Il morbo di Addison, in assenza di segni clinici di compromissione neurologica, può quindi rappresentare la prima ed unica manifestazione di ALD. Per tale motivo è necessario sottoporre tutti i pazienti maschi affetti da morbo di Addison idiopatico ad uno screening per l'ALD mediante il dosaggio dei VLCFA. Una diagnosi precoce, ancor prima che i danni neurologici si rendano evidenti, è estremamente importante sia per le implicazioni prognostiche che per i potenziali benefici di un pronto intervento terapeutico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. LAURETI, G. CASUCCI, G. ANGELETTI, R. CELLENO, F. SANTEUSANIO, P. BRUNETTI |
- AMAUROSI, SORDITA' OFTALMOPLEGIA E TETRAPARESI Un probabile caso di carcinomatosi leptomeningea
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2), 363-366, 1996 | | Titolo | AMAUROSI, SORDITA' OFTALMOPLEGIA E TETRAPARESI Un probabile caso di carcinomatosi leptomeningea | | Titolo in inglese | Amaurosis, deafness ophtalmoplegia and tetraparesis as a probable case of leptomeningeal carcinomatosis | | Osp. / Clinica | Sezione di Neurologia, Ospedale Loreto Mare, ASL Napoli I Regione Campania | | Riassunto | Gli Autori riportano un caso di probabile carcinomatosi leptomeningea in una donna di 52 anni, mastectomizzata per ca mammario. Il quadro clinico era caratterizzato da un'insolita e ricca associazione di segni di sofferenza dei nervi cranici e spinali e di compromissione del sistema nervoso centrale (amaurosi, sordità, oftalmoplegia, tetraparesi, torpore psichico). Vengono inoltre riportati i risultati delle indagini neuroradiologiche, neurofisiologiche e dell'esame liquorale nel quale era presente una ipoglicorachia e viene infine discussa la diagnosi differenziale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. MAJELLO, R. SANTANGELO, D. COPPETTA, F.A. DE FALCO |
- AMAUROSI, SORDITA' OFTALMOPLEGIA E TETRAPARESI Un probabile caso di carcinomatosi leptomeningea
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2), 363-366, 1996 | | Titolo | AMAUROSI, SORDITA' OFTALMOPLEGIA E TETRAPARESI Un probabile caso di carcinomatosi leptomeningea | | Titolo in inglese | Amaurosis, deafness ophtalmoplegia and tetraparesis as a probable case of leptomeningeal carcinomatosis | | Osp. / Clinica | Sezione di Neurologia, Ospedale Loreto Mare, ASL Napoli I Regione Campania | | Riassunto | Gli Autori riportano un caso di probabile carcinomatosi leptomeningea in una donna di 52 anni, mastectomizzata per ca mammario. Il quadro clinico era caratterizzato da un'insolita e ricca associazione di segni di sofferenza dei nervi cranici e spinali e di compromissione del sistema nervoso centrale (amaurosi, sordità, oftalmoplegia, tetraparesi, torpore psichico). Vengono inoltre riportati i risultati delle indagini neuroradiologiche, neurofisiologiche e dell'esame liquorale nel quale era presente una ipoglicorachia e viene infine discussa la diagnosi differenziale. | | Riassunto in inglese | The Authors report the case of a woman with a precedent mastectomy for the ablation of a breast cancer, aged 52, probably affected by leptomeningeal carcinomatosis. The clinical! picture was characterized by an unusual association of amaurosis, deafness, ophtalmoplegia, tetraparesis with hypoglicorachia and signs of derangement of central nervous system. Neuroradiological and neurophysicological findings together with the results of cerebrospinal fluid examination are als reported . Finally, differential diagnosis is discussed. | | Parole chiave | | | Autori | L. MAJELLO, R. SANTANGELO, D. COPPETTA, F.A. DE FALCO |
- Analisi Della Deformazione Spazialein Un Modello Morfo-funzionale Del Cervello
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (3), 199-204, 1996 | | Titolo | Analisi Della Deformazione Spazialein Un Modello Morfo-funzionale Del Cervello | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | *Istituto di Neurochirurgia, Universit
di Pisa** Istituto di elaborazione dell'Informazione, CNR, Pisa | | Riassunto | Nel presente studio vengono investigati gli aspetti preliminari inerenti l'analisi delle deformazioni in un modello integrato morfo-funzionale tridimensionale del cervello. Ai dati morfologici acquisiti mediante TAC vengono sovrapposti dati immagine di identificazione anatomo-funzionale acquisiti da tavole di atlante. A questo scopo le immagini sono elaborate in modo da consentire la fusione in un'unica geometria di informazioni morfologiche e funzionali prescindendo dalle modalit
di acquisizione.Modelli geometrici e anatomici sono stati quindi sottoposti a sollecitazioni deformanti topologicamente e quantitativamente definite e gli effetti di tali sollecitazioni sono stati visualizzati e misurati nello spazio geometrico contiguo e remoto considerato, in questa fase, omogeneo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. LUTZEMBERGER*, O. SALVETTI** |
- Aneurisma del tratto distale dell'arteria fronto-polare
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (4), 341-343,1996 | | Titolo | Aneurisma del tratto distale dell'arteria fronto-polare | | Titolo in inglese | RUPTURED ANEURYSM OF DISTAL FRONTOPOLAR ARTERY. CASE REPORT | | Osp. / Clinica | Neurochirurgia 2, Policlinico Universitario Messina | | Riassunto | Gli autori riportano il caso della rottura di un aneurisma dell'arteria frontopolare in sede distale, causante una emorragia intracranica massiccia interessante il lobo frontale destro omolaterale e il terzo ventricolo. Il paziente fu sottoposto a intervento chirurgico di urgenza (completa evacuazione di un ematoma intracerebrale e del sangue contenuto nel ventricolo laterale e nel terzo ventricolo; exeresi della malformazione vascolare) e guarì completamente nonostante le pessime condizioni preoperatorie. Gli Autori sottolineano la rarità di tale malformazione vascolare ed esprimono l'opinione che l'eccellente decorso sia dovuto alla tempestività e precocità dell'intervento operatorio e alla completezza della asportazione dell'ematoma intracerebrale e intraventricolare. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. PATERNITI, M.F. FALCONE, P. FIORE, A. LEVITA |
- Angiolipoma spinale epidurale
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (4), 345-348,1996 | | Titolo | Angiolipoma spinale epidurale | | Titolo in inglese | SPINAL EPIDURAL ANGIOLIPOMA. A CASE REPORT | | Osp. / Clinica | Neurosurgical Division "A. Cardarelli" Hospital, Naples # Neurosurgical Division "San Luca" Hospital, Vallo della Lucania, Salerno, Italy | | Riassunto | Viene riportato il caso di un angiolipoma epidurale spinale diagnosticato in una donna di 41 anni che aveva presentato apparentemente una sciatica sinistra, per circa tre mesi. Un esame TAC aveva messo in luce una protrusione discale a sinistra a livello L5-S1. All'atto del ricovero era stato osservato all'esame neurologico un Laségue nettamente positivo a Sn. ed una asimmetria dei riflessi rotule) ed achillei. Una RMN evidenzio la presenza di una lesione espansiva situata posteriormente al sacco durale a livello di L2-L3, che appariva iso-iperintensa in T1 ed iperintensa in T2 con una significativa visualizzazione al contrasto paramagnetico. Fu praticata una laminectomia a livello L2-L3 che mise in luce una massa color giallo scuro, molle, scarsamente adesa al sacco durale ma in continuità con il grasso durale per cui occupava lo spazio epidurale corrispondente. Tale lesione fu asportata con l'ausilio del microscopio operatorio. L'esame istologico mise in luce tessuto grasso associato a vasi dilatati dalle p areti molto sottili, portando alla diagnosi di emangiolipoma. Oltre alla immediata scomparsa del dolore precedentemente lamentato, lo status a distanza e stato lusinghiero e negativi sia la TAC che la RMN di controllo, effettuati sei mesi dopo. Viene segnalata la notevole rarità non solo del tipo di lesione ma anche della sede, lombare anziché dorsale come più abitualmente si registra ed, ovviamente, la diversità della sintomatologia che, a livello lombare, non comporta, come nella maggior parte degli angiolipomi epidurali vertebrali, una compressione midollare. | | Riassunto in inglese | The Authors report on a rare case of lumbar epidural angiolipoma in absence of skeletal abnormality, and its hystopathological, clinical, diagnostic and therapeutic aspects in a woman 41 years old with a symptomatology of left sciatica. They emphasize the role of MRI for a correct diagnosis and the good result of the surgical treatment; in particular, the well-known advantages of anatomical reconstruction of the spine allowed by the laminoplastic surgery is underlined. | | Parole chiave | | | Autori | E. AMOROSO, P. DE MARINIS, A. RAPANA'* |
- ANGIOMATOSI CORTICALE CALCIFICANTE: DESCRIZIONE DI UN CASO CLINICO
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv Neurobiologia, 42, (5/6), 497-499, 1996 | | Titolo | ANGIOMATOSI CORTICALE CALCIFICANTE: DESCRIZIONE DI UN CASO CLINICO | | Titolo in inglese | Cortical calcifying angiomatosis: a case report | | Osp. / Clinica | *Divisione di Neurologia,°Divisione di Anatom-Patologia, °°Divisione di Neuroradiologia Istituto Neurologico C.Besta, Milano | | Riassunto | Descriviamo il caso di una donna di 28 anni giunta alla nostra osservazione in quanto affetta da sindrome ipertensiva endocranica secondaria a massive calcificazioni cerebellari e occipito-temporali bilaterali. L'esame istologico (regione occipitale destra) permetteva di formulare la diagnosi di angiomatosi meningo cortico-sottocorticale calcificante. Questa forma fu identificata da Kufs nel 1954 e classificata da Pfeiffer (1976) tra le leucodistrofie semplici associate a facomatosi Tuttavia in considerazione dell'assenza di aspetti francamente leucodistrofici si propone una nuova classificazione nell'ambito delle facomatosi angiomatosiche, pur in assenza di interessamento cutaneo-oculare. | | Riassunto in inglese | A woman affected by intracranial hypertension related to bilateral! cerebello-occipito-temporo-parietal calcifications is described. Histological study of the occipital lobe led to diagnosis of cortical calcifying angiomatosis This form was identified by Kufs in 1954 and classified by Peiffer (1976) among the orthocromatic leucodystrophies combined with phacomatosis However, the absence of typical leucodystrophic aspects and oculo cutaneous involvement, induce to propose a new classification among the Phacomatoses-Angiomatoses | | Parole chiave | | | Autori | L. LA MANTIA*, A. POLLO°, A. COSTA°°, M. EOLI*, A. SALMAGGl*, A. SILVANI*, A. ALLEGRANZA |
- Applicazione Di Reti Neurali Ad Un Compito Di Stima Di Pev e Di Diagnosi Esperta
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 42, (3), 235-238, 1996 | | Titolo | Applicazione Di Reti Neurali Ad Un Compito Di Stima Di Pev e Di Diagnosi Esperta | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | *Centro interuniversitario per la Ricerca sull'Elaborazione Cognitiva in sistemi Naturali ed Artificiali(ECONA)Dipartimento di Psicologia - Universit
di Roma ""La Sapienza"" | | Riassunto | Viene presentato un metodo di diagnosi esperta attraverso reti neurali, inteso sia a produrre una stima del segnale PEV a partire dal segnale EEG, sia a produrre una discriminazione diagnostica finale sulla base dei dati cosacquisiti. I problemi ed i vantaggi relativi sono illustrati attraverso l'applicazione di un esempio di diagnosi reale su soggetti sani e pazienti affetti da sclerosi multipla. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. NICOLE*, M. M. FILIPPI |
- Aspetti Clinici Dell'embolia Paradossa
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 49-52, 1996 | | Titolo | Aspetti Clinici Dell'embolia Paradossa | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Spedali Civili, Brescia | | Riassunto | Il Doppler Transcranico (DTC) pu identificare la Perviet
del Forame Ovale (PFO) con una sensibilit
ed una specificit
del 90% e del 100% rispettivamente se confrontato con l'ecocardiografia transesofagea (TEE). La PFO una causa potenziale di embolia cerebrale emergente, che viene identificata sempre pi spesso negli ictus di causa sconosciuta, suggerendo che l'embolia cerebrale paradossa (ECP) possa spiegare buona parte degli infarti cerebrali a patogenesi occulta.Abbiamo studiato il profilo clinico dei pazienti con presunta ECP comparandoli con gli ictus a causa pi convenzionale. I pazienti ricoverati presso la Clinica Neurologica di Brescia dal Gennaio '93 al Maggio '96 per primo ictus, o seguiti ambulatorialmente, sono stati considerati affetti da ECP se rispondevano interamente ai seguenti criteri: PFO dimostrata tramite DTC e confermata dal TEE, assenza di fonti cardioemboliche convenzionali al TEE e all'ECG, assenza di lesioni carotidee extracraniche come dimostrato dall'EcoDoppler TSA, nessuna anormalit
delle proteine C, S, AT III, Fibrinogeno, conta piastrinica, PT o PTT e assenza di sindrome da anticorpi antifosfolipidi. Abbiamo selezionato in tal modo 35 pazienti (m/f=19/16, et
media 40 anni, range 15-50). I pazienti con ictus convenzionale (CC) sono stati definiti come tali se presentavano almeno una delle seguenti anomalie: una fonte cardioembolica al TEE (esclusa la PFO), evidenza di stenosi carotidea > 70%, un deficit di proteina C, S o Plasminogeno. Abbiamo quindi selezionato 50 pazienti con CC omogenei per et
con il gruppo ECP (m/f=28/22, et
media 37, range 17-50). Tutti i pazienti sono stati classificati nelle sindromi cliniche di Bamford. Nei pazienti ECP la prevalenza era: Total Anterior Circulation (TACI)=3%, Partial Anterior Circulation (PACI)=23%, Posterior Circulation Infarction (POCI)=26%, Lacunar Infarction (LACI)=48%, mentre nei CC i valori erano rispettivamente del 14%, 40%, 20% e 26%. La proporzione LACI era significativamente superiore negli ECP (c2= 6.492, p=.011, O.R.=3.48, 95% C.I. 1.31-11.08). I fattori di rischio vascolare convenzionali non differivano tra i gruppi. In conclusione il profilo clinico della ECP sembra essere relativamente benigno con ictus lacunari in circa la met
dei casi e devastanti ictus anteriori totali in meno del 3%. Inoltre questi dati suggeriscono che le sindromi lacunari, accanto alla eziologia ipertensiva comunemente accettata, possano riconoscere anche una genesi embolica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.P. ANZOLA, M. COBELLI, A .COSTA, M. MANGONI, M. GUINDANI |
- Aspetti Ecografici Dell'idrocefalo esterno Nel Primo Anno Di Vita
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 145-148, 1996 | | Titolo | Aspetti Ecografici Dell'idrocefalo esterno Nel Primo Anno Di Vita | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Pediatrica e *Neuropsichiatria infantile, Universit
di Verona Escola Paulista de Medecina (Neonatalogia) Sao Paulo do Brasil | | Riassunto | In 6 soggetti di età compresa tra 5 e 11 mesi esenti da malformazioni congenite e da dismorfismi inviati all'ecografia cerebrale per il riscontro di macrocrania in assenza di sintomatologia e di dati anamnestici di danno cerebrale perinatale o postnatale l'ecografia ha evidenziato allargamento della scissura interemisferica e degli spazi subaracnoidei frontali e fronto-parietali, allargamento delle cisterne della base (1 caso) e lieve ventricolomegalia (1 caso), aspetti caratteristici che hanno consentito di stabilire la diagnosi di idrocefalo esterno, condizione generalmente benigna caratterizzata dall'eccessiva crescita della circonferenza cranica associata alle alterazioni neuroradiologiche descritte e tendente generalmente all'autolimitazione ed alla risoluzione senza trattamento. L'ecografia cerebrale si è confermata anche nella nostra esperienza altamente affidabile nel riconoscere questa patologia e più in generale nella valutazione diagnostica della macrocrania nel primo anno di vita. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.P. CHIAFFONI, E. FONTANA*, E.M. PADOVANI, E. KERNBICHLERĝ, S. CAVALCANTE MIRANDEZ*, B.J. KHOORY, B. DALLA BERNARDINA |
- ASPETTI ORGANIZZATIVI NELL'ACCERTAMENTO DELLA MORTE CEREBRALE
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 545-548, 1996 | | Titolo | ASPETTI ORGANIZZATIVI NELL'ACCERTAMENTO DELLA MORTE CEREBRALE | | Titolo in inglese | Organizational aspects in the Italian laws concerning brain death assessment | | Osp. / Clinica | III° Servizio Anestesia e Rianimazione, Azienda Ospedaliera "A. Cardarelli", Napoli | | Riassunto | L'identificazione della morte con la perdita irreversibile di tutte le funzioni cerebrali e le sue modalità di accertamento, definite dalla legge 578 del 93 e dal D.M. 582 del 94, hanno agevolato il compito del rianimatore, che, esaurito ogni sforzo organizzativo per salvare il paziente, ne può mantenere in funzione gli organi destinati al trapianto o sospendere l'attività di assistenza. Aver definito per legge tempi più rapidi per l'accertamento della morte, ha certamente comportato migliori condizioni di lavoro nelle rianimazioni, migliori rapporti con i familiari che possono ricevere una più corretta informazione e maggiore impulso alle donazioni di organi. | | Riassunto in inglese | The intensive care specialist has acquired a new role following to the recent Italian laws concerning brain death assessment (L. 578/1993 and D.L. 582/1994). A more precise definition of all criteria required for brain death assessment both for adults and children has played a crucial role in improving the relationship with patients and relatives and towards organ donation attitudes. | | Parole chiave | | | Autori | D.V. GRAZIANO, D. GIFUNI |
- Attrattori Caotici Nell'atti Vita'elettrica Cerebrale Normale E Patologica
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (3), 257-263, 1996 | | Titolo | Attrattori Caotici Nell'atti Vita'elettrica Cerebrale Normale E Patologica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | *Servizio Dipartimentale di Salute Mentale, Azienda USL - Roma ""E""**Divisione di Neurologia, Azienda Ospedaliera S. Filippo Neri - Roma | | Riassunto | L'attivit
elettrica cerebrali mostra un comportamento di tipo dinamico non-lineare analogamente ad alcuni fenomeni naturali che presentano una apparente imprevedibilit
nella loro evoluzione (oscillazioni della borsa, variabilit
delle condizioni atmosferiche, modalit
di distribuzione delle epidemie). In realt
leggi deterministiche sottostanti a questo apparente disordine possono essere ottenute con opportune analisi di dati. In questo lavoro vengono esaminate le recenti acquisizioni nel campo dell'analisi non-lineare del segnale EEG normale e patologico, discutendo le possibili applicazioni cliniche e i limiti metodologici e teorici di questo tipo di approccio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P.L.. BANDINELLI*, E.M. PENNISI** |
- CELLULE PRODUTTRICI DI IL-10 NEI PROCESSI INFIAMMATORI DEMIELINIZZANTI NEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 443-448, 1996 | | Titolo | CELLULE PRODUTTRICI DI IL-10 NEI PROCESSI INFIAMMATORI DEMIELINIZZANTI NEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE | | Titolo in inglese | Production of IL-10 in demyelinating inflammatory processes in the central nervous system | | Osp. / Clinica | Istituto Nazionale Neurologico "C. Besta", Milano * Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università degli Studi di Genova | | Riassunto | In questo studio abbiamo analizzato la capacità di produrre in vitro mRNA per IL-10 e rilasciare la proteina nel sovranatante delle colture in seguito a stimoli come LPS, TNF-a Y-IFN in cellule endoteliali cerebrali, astrociti, cellule endoteliali da vena ombelicale e, come controllo, da cellule mononucleate del sangue periferico. Abbiamo inoltre valutato la presenza di mRNA per IL-10 e TNF-a in 4 placche da pazienti con SM. Sebbene in seguito allo stimolo vi fosse un incremento dei Livelli di IL-113 e ß2-microglogulina in tutti i tipi cellulari studiati, mRNA per IL-10 e/o proteina a stata evidenziata solo nelle colture di cellule mononucleate stimolate con LPS. Anche nelle placche non a stato evidenziato mRNA per IL-10; tuttavia 2 placche sono risultate positive per la presenza di mRNA per TNF-a. La mancata produzione di significativi livelli di IL-10 da parte delle cellule endoteliali cerebrali e degli astrociti suggerisce che tali tipi cellulari non siano i principali responsabili della immunosoppressione mediata dall'IL-10 che si verifica in vivo nelle infiammazioni demielinizzanti del sistema nervoso centrale. | | Riassunto in inglese | The ability of human brain endothelial cells to produce mRNA for interleukin-10, and release IL-10 in culture supernatants after in vitro stimulation with LPS, TNF-a and Y-IFN was assessed and compared to that of astrocytes, peripheral blood mononuclear cells and human umbilical vein endothelial cells. The presence of mRNA for IL-10 and TNF-a was also investigated in 4 multiple sclerosis lesions. While increased IL-Tß and ß2-microglobulin release in the supernatants of stimulated cells could be detected in all the studied cell lineages, IL-10 mRNA and protein release was only seen in LPS-stimulated PBMNCs. We could not detect mRNA for IL-10 in MS lesions; on the other hand, 2 of 4 were positive for the presence of mRNA for TNF-a The lack of production of significant amounts of IL-10 by astrocytes and human brain endothelial cells suggests that these cells may not be the primary source of in vivo IL-10-mediated down-regulation of immune reactions within the central nervous system. | | Parole chiave | | | Autori | E. CORSINI, A. DUFOUR, E. ClUSANI, M. GELATI, S. FRIGERIO, A. GRITTI,G.L.. MANCARDI*, A. SALMAGGI |
- CONCETTO DI MORTE ENCEFALICA E CULTURA DELLA DONAZIONE NEL PERSONALE MEDICO E PARAMEDICO DELLA PROVINCIA DI NAPOLI
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 549-554, | | Titolo | CONCETTO DI MORTE ENCEFALICA E CULTURA DELLA DONAZIONE NEL PERSONALE MEDICO E PARAMEDICO DELLA PROVINCIA DI NAPOLI | | Titolo in inglese | Brain death criteria knowledge and attitude toward organ donation in medical and non medical hospital staff in the district of Naples (Italy) | | Osp. / Clinica | Sezione di Neurologia, Ospedale S.M. di Loreto Nuovo, U.S.L. NA 01 di Napoli | | Riassunto | La carenza delle donazioni e un elemento limitante la pratica del trapianto di organi a scopo terapeutico in Italia. Il nostro paese e agli ultimi posti per numero di donazioni rispetto alla media europea. Esistono poi differenze sensibili tra le varie Regioni italiane ed in particolare in Campania il numero delle donazioni e gravemente insufficiente. Alla base di tali carenze vi sono tre ordini di motivi. Vi sono problemi di ordine legislativo, oggi in via di risoluzione, in particolare per quanto attiene alla organizzazione ed al funzionamento dei Centri di Riferimento ed al problema del consenso. Vi sono importanti problemi di ordine tecnico organizzativo in relazione alla identificazione delle strutture ospedaliere ed universitarie che dovrebbero esprimere un certo numero di donatori in relazione al numero di ricoveri per anno ed all'adeguamento in termini di attrezzature e di personale di tali strutture. Vi sono infine i motivi di ordine cosiddetto <<culturale>> questi ultimi sono solo in parte relativi al livello socio-culturale dei cittadini ed alla disinformazione, come e dimostrato dal fatto che accanto a regioni settentrionali la Sicilia, la Sardegna ed adesso la Calabria hanno raggiunto standard accettabili. In realtà un problema determinante e la mancanza di motivazioni ed una insufficiente cultura della donazione proprio nella classe medica, più che nel cittadino comune. Questo rappresenta un fattore [imitante fondamentale nella promozione delle donazioni, probabilmente condizionante le differenze che si riscontrano tra le varie regioni. Attraverso un questionario anonimo abbiamo svolto una indagine conoscitiva sulla conoscenza dei concetti fondamentali della morte encefalica e sulla donazione degli organi a scopo di trapianto terapeutico tra il personale medico e paramedico di 5 Ospedali di Napoli e della Provincia. I risultati di tale indagine vengono discussi in relazione alla particolare carenza di donazioni che si riscontra nella nostra Regione. | | Riassunto in inglese | In the area of Naples the rate of organ donation has remained significantly low during the last decades. Three crucial factors are involved in such a phenomenon: 1) the Italians laws concerning brain death and organ donation, which have been modified and updated in recent years, especially as far as the consensus is concerned; 2) the organization of general and university hospitals, in particular in the area of the intensive care units, and the specific attitude of both medical and paramedical professionals; 3) the "culture" of organs donation among the citizens of the Naples area, where an accurate and detailed information and education campaign appears mandatory, but only after a specific campaign selectively dedicated to the health professionals working in the hospitals network. | | Parole chiave | | | Autori | F.A. DE FALCO, L. MAJELLO, R. SANTANGELO, G. MASTROROBERTO, D. COPPETA, A. CONTE |
- Controllo Motorio:rete Neurale Autoapprendente
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (3), 227-229, 1996 | | Titolo | Controllo Motorio:rete Neurale Autoapprendente | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dip. Scienze Neurologiche Universit
di Roma La Sapienza | | Riassunto | Viene presentato un modello connessionista che controlla il movimento di un braccio simulato a due giunti. L'apprendimento non supervisionato avviene attraverso un progressivo aumento della correlazione trala mappa sensoriale e quella motoria utilizzando le coordinate della posizione iniziale e finale dell'arto e le attivazioni muscolari. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | N. ACCORNERO, M. CAPOZZA |
- DECOMPRESSIONE DELLE GUAINE DEL NERVO OTTICO (MENINGECTOMIA PERIOTTICA) PER VIA ORBITOTOMICA LATERALE: INDICAZIONI E TECNICA
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (4), 313-321,1996 | | Titolo | DECOMPRESSIONE DELLE GUAINE DEL NERVO OTTICO (MENINGECTOMIA PERIOTTICA) PER VIA ORBITOTOMICA LATERALE: INDICAZIONI E TECNICA | | Titolo in inglese | Optic nerve sheath decompression (perioptic meningectomy) through a lateral orbitotomy approach: indications and technique | | Osp. / Clinica | Divisione di Chirurgia Maxillo-Facciale, * Istituto di Oftalmologia, Parma, ** Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Civile, Parma | | Riassunto | La decompressione delle guaine del nervo ottico e divenuta nell'ultimo decennio la metodica chirurgica di scelta nel trattamento delle alterazioni della funzione visiva in corso di pseudotumor cerebri e presidio terapeutico in vari processi morbosi interessanti il disco ottico. Otto pazienti (10 occhi) con progressiva perdita della funzione visiva sono stati da noi trattati mediante meningectomia periottica per via orbitotomica laterale con risultati inoraggianti. Vengono discusse brevemente le indicazioni ed i risultati ottenuti soffermandoci principalmente sulla tecnica chirurgica da noi utilizzata. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. SESENNA, R. MONTEVERDI, S. GANDOLFI*, V. NIZZOLI** |
- DEMENZA IN PAZIENTI CON ESTESE CALCIFICAZIONI CEREBRALI DA IPOPARATIROIDISMO POSTCHIRURGICO. DESCRIZIONE DI TRE CASI
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (4), 331-337,1996 | | Titolo | DEMENZA IN PAZIENTI CON ESTESE CALCIFICAZIONI CEREBRALI DA IPOPARATIROIDISMO POSTCHIRURGICO. DESCRIZIONE DI TRE CASI | | Titolo in inglese | Dementia in three patients with post surgical hypopa- rathyroidism and extensive brain calcificCASIations | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale Civile Gorizia | | Riassunto | Gli autori descrivono i casi di tre pazienti affette da ipoparatiroidismo post chirurgico e da disturbi cognitivi e comportamentali indicativi di demenza sottocorticale. Sulla base dei reperti clinici, neuroradiologici e della SPECT viene discusso il ruolo delle calcificazioni nella fisiopatologia dei disordini cognitivi e dei possibili meccanismi patogenetici dei deficit neuropsicologici osservati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. NICOLAI E L.G. LAZZARINO |
- Descrizione Di Un Pacchetto Softwareper L'analisi In Frequenza Delpotenziale Evocato Visivo Steady-state
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (3), 239-243, 1996 | | Titolo | Descrizione Di Un Pacchetto Softwareper L'analisi In Frequenza Delpotenziale Evocato Visivo Steady-state | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Istituto di Elaborazione della Informazione, CNR, Pisa**dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche, Universit
di Firenze | | Riassunto | Viene illustrato un pacchetto software per l'analisi in frequenza del potenziale evocato visivo "" steady- state"" e per il suo confronto con l'E EG spontaneo. Questo pacchetto un prototipo di interfaccia videografica amichevole progettata per essere utilizzata con semplicit
da utenti non informatici. Ô stato implementato in linguaggio Microsoft Visual Basic 3.0 in ambiente Windows per Personal Computers IBM compatibili. Il linguaggio di programmazione scelto permette all'utente di gestire l'applicazione selezionando, dalla corrente finestra interattiva e con un semplice click del mouse, la funzione desiderata.L'interfaccia stata sperimentata p er l 'analisi di segnali ottenuti da 2 4 elettrodi posti sullo scalpo secondo il Sistema Internazionale 10/20, campionati alla frequenza di 128 Hz e trasferiti tramite rete su Personal Computer. I segnali sono stati registrati sia in assenza di stimolazione visiva sia in risposta a stimolazione visiva periodica consistente in brevi flash di frequenze 4, 6, 8,12 e 16 Hz. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | *C. NAVONA, U. BARCARO **F. PINTO, A. RAGAZZONI |
- DIAGNOSTICA NEUROFISIOLOGICA DELLA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE. STUDIO DI 2200 CASI
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 571-577,1996 | | Titolo | DIAGNOSTICA NEUROFISIOLOGICA DELLA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE. STUDIO DI 2200 CASI | | Titolo in inglese | Diagnosis of carpal tunnel syndrome: electrodiagnostic study of 2200 cases | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale A. Cardarelli, Napoli | | Riassunto | Vengono riportati i dati neurofisiologici relativi allo studio di 2200 casi di sindrome del tunnel carpale idiopatica esaminati presso il Servizio di Neurofisiopatologia dell'Ospedale A. Cardarelli di Napoli negli ultimi 15 anni. Tali pazienti sono stati selezionati da una casistica più ampia escludendo quelli ad etiologia conosciuta. In tutti i casi e stato eseguito studio della Velocità di conduzione motoria e sensitiva dei nervi mediano ed ulnare di entrambi i lati con le diverse tecniche proposte, nonché esame Elettromiografico del muscolo abduttore breve del pollice. In circa il 20% dei casi, nei quali si ponevano problemi diagnostici differenziali con patologie più prossimali (ad esempio sindrome dell'egresso toracico e radicolopatie cervicali) sono stati valutati anche i Potenziali evocati somatosensoriali da stimolazione del nervo mediano ed ulnare. Dallo studio emerge quanto segue: - la Velocità di conduzione sensitiva risulta la metodica più affidabile essendo alterata in circa il 98% dei casi, seguita dalla Velocità di conduzione motoria (alterata nel 58% dei casi) e dall'Elettromiografia (alterata nel 20% dei casi). - In tutti i casi in cui risultava alterata l'Elettromiografia, erano alterate anche la Velocità di conduzione motoria e sensitiva. - In tutti i casi in cui era alterata la Velocità di conduzione motoria risultava alterata anche la Velocità di conduzione sensitiva. - In nessun caso erano alterate la Velocità di conduzione motoria e sensitiva del nervo ulnare. Lo studio della Velocità di conduzione sensitiva del nervo mediano e del nervo ulnare consente, quindi, se alterato, di confermare con buona approssimazione una diagnosi clinica di sindrome del tunnel carpale nei casi in cui, per svariati motivi, non si possa procedere all'esecuzione di tutte le indagini. | | Riassunto in inglese | Electrophysiological reports of 2200 patients with idiopathic carpal syndrome examined in the fast 15 years, are described. All cases are evaluated with bilateral! Motor and Sensory conduction velocity of the median and ulnar nerve, and Electromyography of the abductor pollicis breves muscle. In about 20% of cases, where a differential diagnosis with more proximal pathologies (i.e. thoracic outlet syndrome, cervical radiculopathies) was requested, the Somatosensory evoked potentials were also evaluated by stimulating the median and ulnar nerve. - The Sensory conduction velocity is demonstrated to be the more sensitive method being abnormal in about the 98% of cases, followed by the Motor conduction velocity (which is alterated in 5 8% ) and by Electromyography (which is abnormal in 20% of cases). - In all cases where Electromyography was abnormal both Motor conduction velocity and Sensory conduction velocity also showed anomalies. - In all cases where Motor conduction velocity was abnormal, Sensory conduction velocity also showed anomalies. - Motor conduction velocity and Sensory conduction velocity of ulnar nerve were always found normal. Therefore the evaluation of Sensory conduction velocity of the median and ulnar nerve allows, if they are found abnormal, the diagnosis of carpal tunnel syndrome in cases were all techniques cannot be employed. | | Parole chiave | | | Autori | V. ROSSI |
- Doppler Transcranico Nella Amnesia Globale Transitoria: Un Caso Con Malformazione Artero-venosa Temporale Sinistra
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 43-47,1996 | | Titolo | Doppler Transcranico Nella Amnesia Globale Transitoria: Un Caso Con Malformazione Artero-venosa Temporale Sinistra | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche, Universit
degli Studi di Genova | | Riassunto | Riportiamo un caso di Amnesia Globale Transitoria senza sintomi o segni associati, in cui l'esame doppler transcranico effettuato in fase acuta ha consentito di porre il sospetto diagnostico di malformazione artero-venosa di medie dimensioni a sede temporale, in seguito confermato mediante angioTC, angiografia in Risonanza Magnetica e angiografia tradizionale. Il pattern velocimetrico sulla arteria cerebrale media sinistra si modificato durante l'osservazione clinica, passando da 128 cm/sec (Indice di Pulsatilit
0.38) a 92 cm/sec (P.I. 0.54) dopo due giorni. Il caso segnalato conferma l'importanza del doppler transcranico nella diagnosi di malformazioni arterovenose di medie e grosse dimensioni, e sembra suggerire una possibile genesi emodinamica nella fisiopatologia della amnesia globale transitoria. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. ANGELI, P. ZAGAMI, M. DEL SETTE, M. MAROGNA, A.PRIMAVERA |
- E LA F.A. UNA VARIABILE INDIPENDENTE NEL DETERMINISMO DELLO STROKE ISCHEMICO ED EMORRAGICO?
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 525-528, 1996 | | Titolo | E LA F.A. UNA VARIABILE INDIPENDENTE NEL DETERMINISMO DELLO STROKE ISCHEMICO ED EMORRAGICO? | | Titolo in inglese | Stroke and atrial fibrilIation: an indipendent variable? | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Civile di Vibo Valentia | | Riassunto | Viene valutata l'incidenza di stroke ischemico e di emorragia cerebrale in pazienti affetti da F.A. cronica non valvolare, riferiti a ricoverati nella Divisione di Neurologia del P.O. di W; i dati relativi all'emorragia cerebrale raccolgono i pazienti afferiti nell'ultimo quinquennio, quelli ischemici sono riferiti al reclutamento di un intero anno. I pazienti emorragici non assumevano th anticoagulante. La F.A. era presente in 25 dei 192 pazienti ischemici reclutati nel corso dell'84 ed in 10 dei 105 pazienti affetti da emorragia cerebrale intraparenchiamle spontanea. L'età media degli ischemici senza F.A. era 78.2 (32-95) di cui 84 maschi e 74 femmine; l'età media dei fibrillanti ischemici di 77.9 (59-91) di cui 8 maschi e 19 femmine (rapporto M/F: 1/3). Maggiore e l'incidenza di F.A. negli ultraottantenni (13/25). Dei 192 solo 11 erano affetti da sola F.A. e da Ipertensione; 8 da F.A., Ipertensione e Diabete; 1 da F.A. e da Diabete. Negli emorragici con F.A. l'eta media era di 87.8 (85-85) e in quelli senza F.A. 68.9 (23-88). Dei fibrillanti 3 presentavano F.A.-I+D; 2 F.A.+D; 3 la sola F.A. Questi ultimi con età media 81.3. Pur riconoscendo a questo lavoro il limite dei piccoli numeri gli autori ritengono di poter concludere (come Warlow, Landi 1985) che <<e possibile che l'importanza della F.A. quale fonte di emboli sia stata sopravvalutata >> Forse in molti casi le due patologie rappresentano manifestazioni incidentalmente concomitanti in una popolazione di anziani soggetti arteriosclerotici. Pur senza nulla definitivamente concludere gli autori ritengono di fondamentale importanza cover considerare un'ipotesi di lavoro da meglio suffragarsi sul piano qualitativo e soprattutto quantitativo. | | Riassunto in inglese | 92 successive patients with ischemic stroke and 105 with cerebral hemorrhage, hospitalized at the Neurology Department of Vibo Valentia Hospital, have been studied in order to evaluate the possible role of atrial fibrillation (A.F.). A.F. was present in 25 out of 192 ischemic patients: 84 males and 83 females, mean age 78,2, age interval 32-95; in patients with A.F. (8 males and 17 females mean age was 77.9 (59-91), with a significant presence of patients aged 80 and over (13/25). In 11 cases F.A. was alone, in 5 cases F.A. was associated with hypertension, in 8 cases F.A. was associated with hypertension and diabetes. In 10 out of 105 hemorrhagic patients F.A. was presenti no patient had the haemorrhagic stroke under anti-coagulant therapy; mean age was 87.8. According to these limited data and referring to the Oxfordshire Community Stroke Project (1983) and the data of Warlow (1985) the authors suggest a careful and prudent evaluation of the role of F.A. in the pathogenesis of both ischemic and haemorrhagic stroke. | | Parole chiave | | | Autori | G.A. PIRO, A. FRANCOLINO, V. GIUNTA, F. GALATI, G. GRILLO, A. VECCHIO, D. CONSOLI |
- Ematoma Sottodurale Da Rottura Di aneurisma Intracranico
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (1), 67-73, 1996 | | Titolo | Ematoma Sottodurale Da Rottura Di aneurisma Intracranico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Neurochirurgia 2, Policlinico Università
di Messina | | Riassunto | L'osservazione di un ematoma sottodurale conseguente alla rottura di un aneurisma intracranico è poco frequente. In letteratura viene segnalata un'incidenza che varia dallo 0,5% all'8 %% e che diventa molto più bassa se si considerano gli ematomi subdurali non associati ad altre raccolte ematiche intracraniche o che siano evidenti alle indagini radiologiche. In questo lavoro vengono riportati 19 casi riscontrati su 406 aneurismi revisionati.In tutti i casi è stato eseguito l'intervento chirurgico con svuotamento dell'ematoma e clipping dell'aneurisma. 11 pazienti hanno presentato un completo recupero, in 3 sono residuati deficit neurologici più o meno severi mentre 5, in gravi condizioni preoperatorie, sono deceduti.In 13 casi l'ematoma subdurale ha costituito un reperto chirurgico all'apertura della dura mentre in 6 esso era di spessore tale che ne era stata possibile la dimostrazione con le indagini neuroradiologiche preoperatorie (TC ed angiografia); in 11 casi l'ematoma subdurale era associato con altre raccolte ematiche mentre in 8 esso era ""isolato"".Vengono descritti in dettaglio alcuni di questi casi più interessanti. Citati i possibili meccanismi che causano un ematoma subdurale dopo la rottura di un aneurisma, gli Autori si soffermano sull'utilità dell'angiografia ed indicando alcuni dei criteri che in casi selezionati di ematoma subdurale spontaneo dovrebbero spingere all'esecuzione dell'esame angiografico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. PATERNITI, S. GUERRERA |
- Emorrgie Peri-ventricolari, Dilatazione Ventricolare Postemorragicashunt V-p E Sue Complicanze Nei Neonati Vlbw:casistica Quinquennio 1990-1994
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1),129-135, 1996 | | Titolo | Emorrgie Peri-ventricolari, Dilatazione Ventricolare Postemorragicashunt V-p E Sue Complicanze Nei Neonati Vlbw:casistica Quinquennio 1990-1994 | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Patologia Neonatale, * Divisione di Neurochirurgia,Ospedale Regionale,Treviso | | Riassunto | Nel quinquennio 1990-1994 presso la Divisione di Patologia Neonatale dell' O.C. di Treviso sono stati ricoverati 290 neonati di peso <1500 gr.138 dei 290 neonati hanno sviluppato emorragie peri-intraventricolari, pari al 47,5%; Peso neonatale medio: 1054 gr (R. 560-1490); Et
gestazionale media: 28 SG (R 23-36). 81 (27,9%) avevano emorragie di 1ĝ-2ĝ grado, 57 19,6%) di 3ĝ-4ĝ grado.23 dei 230 soprawissuti (12,6%) hanno sviluppato ventricolomegalia. Et
gestazionale media: 28,5 SC (R 25-36); Peso medio 1132 gr. R 72()/1480); 4/29 (13,8%) dopo emorragia di 2ĝ grado; 21/29 (72,5% dopo emorragia di 3ĝ; 4/29 (13,8%) dopo emorragia di 4ĝ. 11 tempo medio della diagnosi di dilatazione ventricolare stato di 17 giorni (R 8-25). In 4 neonati la dilatazione ventricolare si arrestata spontaneamente senza trattamento.23 neonati hanno dimostrato dilatazione ventricolare progressiva. Sono stati trattati con acetazolamide e sottoposti a sottrazione liquorale mediante punture lombari e/o prelievi liquorali da reservoir sottocutaneo.In 6 di questi 23 neonati (26%) l'idrocefalo si arrestato; in 17 (73,9%) stato necessario procedere allo shunt.Il neonato non sottoposto a sottrazioni liquorali ha presentato un idrocefalo a progressione molto lenta ed stato sottoposto allo shunt a 7,5 mesi di vita. Un neonato non valutabile perch trasferito all'estero a 12 giorni di vita.Nessuna infezione si verificata nei 23 neonati trattati con punture lombari e/o punture del reservoir. 11 derivazioni su 18 sono state sottoposte a revisione o sostituzione, una o pi volte, a causa di infezioni o malfunzionamento, pari al 61%.Disponiamo del follow-up di 28 neonati:10 neonati presentano esiti neurologici maggiori, tutti presentavano estese leucomalacie periventricolari o poroencefalie;18 neonati presentano sviluppo neurosensoriale normale o lieve ritardo motorio armonico senza patterns patologici.Conclusioni:- l'idrocefalo postemorragico nei VLBW si verifica pi frequentemente nei neonati soprawissuti con emorragia di 3ĝ e 4ĝ grado;- le sottrazioni liquorali mediante puntura del reservoir sottocutaneo si rivelata la modalit
pi utile e sicura;- lo shunt V-P tuttora gravato da frequenti complicanze;- gli esiti neurologici pi gravi sono soprattutto correlati alla presenza di grave leucomalacia e/o poroencefalia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. VISENTIN, L. MEMO, S. CAVINATO, I. PlTASSI, S. AGOSTINI, F.FUIDA*, O.S.SAIA |
- Encefalopatia NeonataleCytomegalovirus: Aspetti-ecografici
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1),153-156, 1996 | | Titolo | Encefalopatia NeonataleCytomegalovirus: Aspetti-ecografici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Pediatrica e *Neuropsichiatria infantile, Universit
di Verona ,** Divisione di Pediatria, O.C. di Bussolengo (Verona)***Escola Paulista de Medecina (Neonatalogia) Sao Paulo do Brasil | | Riassunto | In una neonata a termine inviata all'ecografia cerebrale per il riscontro di microcefalia alla nascita e di persistente ventricolomegalia all'ecografia fetale, l'ecografia cerebrale rilevava moderata ventricolomegalia, moderato allargamento della cisterna magna da ipoplasia cerebellare, numerose immagini iperecogene rotondeggianti periventricolari ed intraparenchimali interpretabili come calcificazioni e la TAC successivamente eseguita confermava questi reperti rilevando inoltre allargamento delle scissure silviane e minore evidenziazione dei solchi cerebrali, tutte alterazioni compatibili con esiti di un processo infiammatorio necrotico combinato con una diffuso disturbo della girazione; I'EEG registrava un pattern di attività anch'esso orientativo per un disturbo della girazione. Il sospetto di un'encefalopatia infettiva congenita era successivamente confermato dall'isolamento di Cytomegalovirus dell'urina della neonata e dal riscontro di un elevato titolo neonatale di CMV-IgG, per cui veniva iniziato il trattamento specifico.L'ecografia cerebrale ha consentito non soltanto di descrivere accuratamente le lesioni alla base della microcefalia, ma anche, con le immagini caratteristiche, di risalire all'etiologia del danno cerebrale in una neonata asintomatica dal punto di vista generale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.P. CHIAFFONI, E. FONTANA*,M.ALTICHIERI**, E.M. PADOVANI, E. KERNBICHLER***, S. CAVALCANTE MIRANDEZ*, B.J. KHOORY, B. DALLA BERNARDINA* |
- Ependimoma Dell'epicono Midollare associato A Papilledema E Sindrome Di ipertensione Endocranica
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (1), 75-78, 1996 | | Titolo | Ependimoma Dell'epicono Midollare associato A Papilledema E Sindrome Di ipertensione Endocranica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurochirurgica dell'Universit
di Genova | | Riassunto | Gli Autori riportano un caso di ependimoma dell'epicono midollare sintomatico di papilledema e ipertensione endocranica. Vengono discusse le implicazioni diagnostiche e terapeutiche di questa infrequente associazione patologica, con particolare riferimento alla relativamente aspecifica progressione delle manifestazioni cliniche che in molti casi conduce ad un allungamento dei tempi diagnostico-terapeutici, con tutti i rischi sensibili connessi alla sindrome di ipertensione endocranica, primo fra tutti il calo dell'acuità visiva. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. DONAIO, N. GUERRA, A. DORCARATTO, R. PISANI |
- Esiste Un Ruolo Dell'anestesista Rianimatorenel Trattamento Dell'ischemia Cerebrale?
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2), 188, 1996 | | Titolo | Esiste Un Ruolo Dell'anestesista Rianimatorenel Trattamento Dell'ischemia Cerebrale? | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio Anestesia e Rianimazione Ospedale Civile Modena. | | Riassunto | Un supporto protettivo cerebrale sicuramente efficace od una metodologia specifica di rianimazione cerebrale in corso di ischemia non sono ancora disponibili, tuttavia ogni volta che diminuito il flusso sanguigno cerebrale i farmaci anestetici possono essere utili come fattori limitativi del danno diminuendo il CMR02. Fondamentale il supporto che l'Anestesista Rianimatore pu apportare a tutte le funzioni organiche che hanno una ripercussione sul circolo e sul metabolismo cerebrale, garantendo la migliore omeostasi respiratoria, metabolica, circolatoria e riducendo cos al minimo i danni secondari all'evento ischemico. Particolare attenzione va posta nell'assicurare la perviet
delle vie aeree e la presenza di riflessi efficaci ricordando che le pi frequenti cause di morte sono secondarie ad infezioni polmonari. Nell'ambito del trattamento chirurgico vascolare (vasi extracranici) l'aspetto pi rilevante la scelta della tecnica anestesiologica in funzione del monitoraggio cerebrale in corso di intervento. Nonostante, infatti, la disponibilit
di monitoraggi elettroencefalografici, di controllo dei P.E. e pi recentemente della saturimetria transcranica, riteniamo ancora pi sicuro operare in anestesia loco regionale. Il blocco dei plessi cervicali, l'anestesia peridurale cervicale o il blocco interscalenico ci permettono, infatti, di mantenere il paziente cosciente e collaborante cos da evidenziare nel modo pi completo tutta la funzionalit
cerebrale. Il completo stato di coscienza e vigilanza facilita il proseguimento del monitoraggio anche nell'immediato post-operatorio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Montanari, M. Rambaldi, M. Donato |
- EVOLUZIONE DEI DISTURBI FASICI IN ISCHEMICI CON E SENZA FIBRILLAZIONE ATRIALE
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 521-523, 1996 | | Titolo | EVOLUZIONE DEI DISTURBI FASICI IN ISCHEMICI CON E SENZA FIBRILLAZIONE ATRIALE | | Titolo in inglese | Evolution of language disturbance in patients with ischemic lesions of the brain with and without atrial fibrillation | | Osp. / Clinica | M.F.ROMANO, A FURCHI, F.GALATI, G.GRILLO, G.A.PIRO, A.VECCHIO, A FRANCOLINO, D.CONSOLl | | Riassunto | Gli autori hanno valutato il comportamento dell'evoluzione in acuto dei disturbi fasici in pazienti ischemici fibrillanti e non fibrillanti ricoverati presso la Divisione di Neurologia di Vibo Valentia negli anni 93-94-95. Un primo dato discrepante rispetto alla incidenza di F.A. nella popolazione ischemica generale relativa ai nostri dati é che l'afasia e presente in una percentuale tre volte superiore rispetto alla suaccennata popolazione (43 afasici non fibrillanti e 27 fibrillanti). Eta media per i primi 73.1 (52-88) 20 maschi 23 femmine; eta media per i secondi 71.3 (59-89)1 maschio e 17 femmine. Le afasie Globali erano rappresentate in n. 15 per i fibrillanti e in n. 12 per i non fibrillanti; le Wernicke 4 e 2; le Broca 9 e 3; le Tm 4 e 2; le A 3 e 1; le C 2 e 2; inoltre 1 Ts- 1 Ts con denominazione intatta -1 Tg; 1 Talamica nei soli non fibrillanti. L'evoluzione verso la normalita era pressoche sovrapponibile nei 2 gruppi (6.75%-4.8%). Peraltro non si evidenziavano significative variazioni nella evoluzione verso forme di stabilizzazione in quadri intermedi per esempio G verso B o W etc. ad eccezione delle afasie insorte come B che evolvevano in maniera diversa nei due gruppi pur nel limite di esiguita numerica delle B del gruppo dei fibrillanti; e ad eccezione delle afasie insorte come di Conduzione esiguamente rappresentate nei due gruppi. E importante verificare comunque l'evoluzione a distanza i cui dati ancora incompleti non ci consentono di trarre conclusioni definitive. | | Riassunto in inglese | The evolution of speech and language disorders in patient with acute ischemic stroke admitted to the Department of Neurology of Vibo Valentia Hospital during a three-years period (1993-1995) has been studied with specific attention to the presence of Atrial Fibrillation (A.F.). Out of 70 patients with aphasia in 27 (10 males, 17 females, mean age 71,3, age interval 5989) A.F. was present, while it was absent in 43 (20 males, 23 females, mean age 73,1, 52-88): no significant difference has been found between the two groups (with and without A.F.) as far as the type of disorder (Global, Wernicke, Broca aphasia) or the recovery rate was concerned. | | Parole chiave | | | Autori | M.F.ROMANO, A FURCHI, F.GALATI, G.GRILLO, G.A.PIRO, A.VECCHIO, A FRANCOLINO, D.CONSOLl |
- EVOLUZIONE DEI DISTURBI FASICI IN ISCHEMICI CON E SENZA FIBRILLAZIONE ATRIALE
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 521-523, 1996 | | Titolo | EVOLUZIONE DEI DISTURBI FASICI IN ISCHEMICI CON E SENZA FIBRILLAZIONE ATRIALE | | Titolo in inglese | Evolution of language disturbance in patients with ischemic lesions of the brain with and without atrial fibrillation | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Civile di Vibo Valentia | | Riassunto | Gli autori hanno valutato il comportamento dell'evoluzione in acuto dei disturbi fasici in pazienti ischemici fibrillanti e non fibrillanti ricoverati presso la Divisione di Neurologia di Vibo Valentia negli anni 93-94-95. Un primo dato discrepante rispetto alla incidenza di F.A. nella popolazione ischemica generale relativa ai nostri dati é che l'afasia e presente in una percentuale tre volte superiore rispetto alla suaccennata popolazione (43 afasici non fibrillanti e 27 fibrillanti). Eta media per i primi 73.1 (52-88) 20 maschi 23 femmine; eta media per i secondi 71.3 (59-89)1 maschio e 17 femmine. Le afasie Globali erano rappresentate in n. 15 per i fibrillanti e in n. 12 per i non fibrillanti; le Wernicke 4 e 2; le Broca 9 e 3; le Tm 4 e 2; le A 3 e 1; le C 2 e 2; inoltre 1 Ts- 1 Ts con denominazione intatta -1 Tg; 1 Talamica nei soli non fibrillanti. L'evoluzione verso la normalita era pressoche sovrapponibile nei 2 gruppi (6.75%-4.8%). Peraltro non si evidenziavano significative variazioni nella evoluzione verso forme di stabilizzazione in quadri intermedi per esempio G verso B o W etc. ad eccezione delle afasie insorte come B che evolvevano in maniera diversa nei due gruppi pur nel limite di esiguita numerica delle B del gruppo dei fibrillanti; e ad eccezione delle afasie insorte come di Conduzione esiguamente rappresentate nei due gruppi. E importante verificare comunque l'evoluzione a distanza i cui dati ancora incompleti non ci consentono di trarre conclusioni definitive. | | Riassunto in inglese | The evolution of speech and language disorders in patient with acute ischemic stroke admitted to the Department of Neurology of Vibo Valentia Hospital during a three-years period (1993-1995) has been studied with specific attention to the presence of Atrial Fibrillation (A.F.). Out of 70 patients with aphasia in 27 (10 males, 17 females, mean age 71,3, age interval 5989) A.F. was present, while it was absent in 43 (20 males, 23 females, mean age 73,1, 52-88): no significant difference has been found between the two groups (with and without A.F.) as far as the type of disorder (Global, Wernicke, Broca aphasia) or the recovery rate was concerned. | | Parole chiave | | | Autori | M.F.ROMANO, A FURCHI, F.GALATI, G.GRILLO, G.A.PIRO, A.VECCHIO, A FRANCOLINO, D.CONSOLl |
- Evoluzione Di Una ""fovea''in Un Organismo Artificiale
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (3), 221-225, 1996 | | Titolo | Evoluzione Di Una ""fovea''in Un Organismo Artificiale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | *Universit
di Pavia**INSERM U324, Centre Paul Broca, Paris***Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roma | | Riassunto | Vengono descritte alcune simulazioni con reti neurali volte a mostrare in quali condizioni si ha la formazione di una ""fovea"" sulla superficie sensoriale di un organismo, cio di una porzione di tale superficie che viene ad avereuna capacit
di discriminazione degli stimoli superiore a quella delle restanti porzioni (periferiche). Una popolazione di semplici organismi artificiali vive in un ambiente che contiene cibi e pericoli e si riproduce selettivamente in base alla capacit
di ciascun individuo di mangiare i cibi e di evitare i pericoli. Quando le risorse computazionali (numero di unit
interne della rete neurale) sono commisurate alla complessit
del compito, la superificie sensoriale degli organismi rimane omogenea e non si ha formazione di una fovea. Quando le risorse computazionali sono scarse la parte centrale della superficie sensoriale diventa una fovea nel senso che essa dimostra di avere maggiori capacit
di discriminazione tra cibi e pericoli rispetto alle porzioni laterali. Pertanto, quando un organismo percepisce un oggetto lateralmente deve voltarsi in modo da foveare l'oggetto e identificarlo come cibo o pericolo, prima di poter decidere se mangiare o evitare l'oggetto. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L PAGLIARINI*, P. BARTOLOME O * *, D. PARISI** * |
- FARMACI ANTIEPILETTICI. UNA RASSEGNA SINTETICA DELLE INTERAZIONI FARMACOCINETICHE RECIPROCHE
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (4), 397-401,1996\ | | Titolo | FARMACI ANTIEPILETTICI. UNA RASSEGNA SINTETICA DELLE INTERAZIONI FARMACOCINETICHE RECIPROCHE | | Titolo in inglese | Antiepileptic drugs: a short review of the mutuai farmacokinetic interactions | | Osp. / Clinica | Istituto di Riabilitazione, Villa Immacolata, Viterbo * Divisione Neurologica, Az.USL, Viterbo | | Riassunto | Nella cinetica dei farmaci antiepilettici le interazioni reciproche sono frequenti e la loro rilevanza clinica non e sempre prevedibile. Una selezione della letteratura più recente ed una tabella sinottica offrono una sintesi utile all'impiego appropriato delle associazioni. | | Riassunto in inglese | Antiepileptic agente frequently have clinically relevant mutual interactions. A survey of the large literature and a synthetical synopsis of the pharmacokinetic interactions may assist the clinician in selecting appropriate combinations and dosages. | | Parole chiave | | | Autori | L. COMPAGNONI, A. NAPPO* |
- FARMACORESISTENZA IN UNA CASISTICA DI SOGGETTI EPILETTICI CON FOLLOW-UP PROLUNGATO
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 529-535, 1996 | | Titolo | FARMACORESISTENZA IN UNA CASISTICA DI SOGGETTI EPILETTICI CON FOLLOW-UP PROLUNGATO | | Titolo in inglese | Drug-resistance in a series of epileptic patients with long-term follow-up | | Osp. / Clinica | Centro Epilessia, Ospedale Regionale, Ancona | | Riassunto | In una casistica di 2152 pazienti epilettici seguiti per un periodo medio di 11 anni e stata riscontrata farmacoresistenza nel 28,9% dei casi. Si tratta di soggetti adulti con eta media di 29,3 anni, i cui dati sono omogenei perché raccolti mediante una cartella clinica standard computerizzata. Sono stati riscontrati inoltre i seguenti dati: a) l'oligofrenia e risultata più frequente nei casi farmacoresistenti (30,9%) rispetto ai casi farmacosensibili (12,8%) con p<< 0,001; b) le crisi parziali complesse sono più frequenti nei casi farmacoresistenti; inoltre sono risultati maggiormente rappresentati i reperti TC-RMN patologici e gli stati di male, sempre con differenze significative rispetto ai casi farmacosensibili. Nonostante l'uso di recenti farmaci anticonvulsivi (Vigabatrin, Lamotrigina, Gabapentin), la farmacoresistenza resta sostanzialmente immodificata. Sono da tenere presenti le seguenti possibilità: a) chirurgiche (in particolare callosotomia parziale o totale nei casi non suscettibili di altri interventi); B) utilizzo di nuove molecole (ce ne sono molteplici in sperimentazione). Infine vanno considerati anche gli aspetti riabilitativi e assistenziali (necessita di centri diurni, in genere molto carenti). | | Riassunto in inglese | In a series of 2152 epileptic patients with an average follow-up of 11 years, definite drug-resistance was found in 28,9% of cases. These patients are adulte (mean age 29,3 y.) in whom all data are homogeneous, on the "round that these were collected on the basis of a standard computerized clinical! history. Moreover, the following data were collected as well: a) oligophrenia was found to be more frequent in drug resistant cases (30,9%) than in drug-sensitive ones (12,8%; p < 0,001); b) partial complex seizures are the most frequent features in drug-resistant patients, particularly in the group with low I.Q. (p < 0,001); c) furthermore, drug-resistance was encountered to be more frequent in patients with previous status epilepticus and with CT-MRI alterations; these differences are statistically significant. Despite the supply of the most recent anticonvulsive drug (Vigabatrin, Lamotrigine, Gabapentin) drug-resistance remains practically unchanged. For these reasons, the following possibilities remain to be taken into account: a) surgical procedures (in particular total or partial commissurotomy in patients not amenable to focal ablative procedures); b) new molecules since several of them are being tried at the present moment. Finally, assistential and/or rehabilitative aspects (chiefly daily centers which are still lacking in our country) are to be considered. | | Parole chiave | | | Autori | A. QUATTRINI, A. ORTENZI, A. PAGGI, N. FOSCHI, F. PAURI, C. QUATTRINI |
- Fisiopatologia Vascolare Dell'ischemia Cerebraleil Punto Di Vista Del Neurosonologo
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2),149-151, 1996 | | Titolo | Fisiopatologia Vascolare Dell'ischemia Cerebraleil Punto Di Vista Del Neurosonologo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Seruizio di Neurofisiopatologia, Ospedale San Martino, Genova | | Riassunto | La diagnostica con ultrasuoni in grado di offrire un punto di vista privilegiato sui meccanismi patogenetici dell'ictus ischemico attraverso lo studio dei tronchi sopraortici, delle cavit
cardiache e della circolazione intracranica. In particolare il Doppler Transcranico una metodica che si dimostrata in grado di evidenziare l'occlusione della cerebrale media e la su eventuale ricanalizzazione nell'ictus ischemico. Una sua ulteriore promettente applicazione legata alla possibilit
di rilevare il passaggio di materiale embolico asintomatico a livello intracranico. A tale proposito sono in corso numerose proposte di standardizzazione sia delle indicazioni clinichee implicazioni prognostiche, sia di quantizzazione dei dati. L'autore, facendo riferimento a tali proposte, riassume i dati accettati e controversi emersi dai recenti lavori e congressi. Dall'applicazione di questa metodica derivano informazioni fisiopatologiche riguardanti i processi di occlusione-ricanalizzazione delle arterie intracraniche e la preponderanza della tromboembolia nella genesi dell'insufficienza cerebrovascolare. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. A. OTTONELLO |
- GLI ESITI GRAVI DEI TRAUMI CRANICI: NUOVI CRITERI DI CLASSIFICAZIONE
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 537-540,1996 | | Titolo | GLI ESITI GRAVI DEI TRAUMI CRANICI: NUOVI CRITERI DI CLASSIFICAZIONE | | Titolo in inglese | Severe outcomes of cranial trauma: new criteria of classification | | Osp. / Clinica | 1° Servizio di Anestesia e Rianimazione, Ospedale Cardarelli, Napoli | | Riassunto | La terminolgia riguardante gli esiti gravi delle lesioni cerebrali e tuttora alquanto confusa. Condizioni in cui sono presenti turbe della coscienza con deficit motori di grado notevole, vengono definite adoperando termini considerati sinonimi, pur esistendo piccole, ma importanti differenze: la letteratura anglo-americana ricorre al termine "stato vegetativo persistente" (PVS della Glasgow Outsome Scale = GOS) sottintendendo la irreversibilità di questa condizione. Nella letteratura francese, invece, con il termine "coma vigile" si indica la condizione di vigilanza (occhi aperti) in assenza di coscienza. Infine, nella letteratura tedesca si parla di "sindrome apallica" volendo definire un quadro sindromico complesso in cui c'e vigilanza in assenza di contatto con l'ambiente esterno, accompagnato da anomalie posturali, vegetative, e di funzioni del tronco encefalico. Ma non tutti i pazienti sono strettamente inquadrabili secondo questa terminologia e, pertanto, e stata introdotta la definizione di "minimally responsive patients" (MR), anello di congiunzione tra il PVS e la "inabilita grave" (= Severe Disability, SD della GOS). Gli Autori riportano la loro esperienza relativa a 6 pazienti ricoverati presso la Rianimazione dell'Ospedale Cardarelli di Napoli su 330 ricoveri prolungati annui, nel periodo aprile 1995 - aprile 1996. | | Riassunto in inglese | The terminology pertinent to severe outcomes of brain injuries is still quite confused . A state characterized by alteration in consciousness with motor deficiency of a remarkable degree is defined with words that are considered to be synonyms even if there are small but important differences. For istance, in American literature the term "persistent vegetative state" (PVS of the Glasgow Outcome Scale = GOS) implies the irreversibility of this state. On the other hand, in French literature the term "vigil coma" defines a state of vigilance (open eyes) in absence of consciousness. In German literature the "apallic syndrome" defines a state of vigilance without any contact with the external world, postural! and vegetative anomalies, even in the functions of the encephalic cord. Since not all the patients can be included in this nomenclature, the definition "minimally responsive patients" (MR) has been introduced as a link between PVS and "severe disability" (SD of the GOS). The Authors report their experience o n 6 patients hospitalized at the Reanimation Department of Hospital A. Cardarelli, Naples, out of 330 annual lasting admissions from April 1995 up to April 1996. | | Parole chiave | | | Autori | R. BUONANNO, O. CARDUCCI, C. FICO, B. GALLO, M. MARMO, R. VILLANI, A. RUGGIERO |
- I Medici D'urgenza Nel Trattamentodello Stroke Acuto
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2), 155-159, 1996 | | Titolo | I Medici D'urgenza Nel Trattamentodello Stroke Acuto | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Medicina d'urgenza, **Neurologia, ***Radiologia d'urgenzaPoliclinico S. Orsola-Malpighi, Bologna - Italia | | Riassunto | I medici d'urgenza sono spesso i primi a valutare e a trattare i pazienti con stroke. Il loro ruolo nei trials sul trattamento in acuto dello stroke ischemico in costante espansione. I principali limiti al trattamento in acuto sono costituiti dal tempo intercorso tra l'esordio dei sintomi e l'arrivo in ospedale e dal tempo necessario all'inquadramento diagnostico del paziente comprendente l'esecuzione di una TC cerebrale.Tuttavia, il tempo intercorso dall'esordio un indicatore incompleto, e sicuramente non l'unico, di finestra terapeutica. La ""debole"" risposta ottenuta con vari tipi di citoprotettori pu essere in parte ricondotta al tentativo, talora semplicistico, di interferire con uno, o alcuni, dei presunti mediatori del danno ischemico. Inoltre, I'efficacia della trombolisi con rt-PA limitata ad un ristretto sottogruppo di pazienti.L'ampliamento della popolazione, che pu trarre beneficio dalla trombolisi, verosimilmente correlato all'allargamento della finestra terapeutica. Su questa possono interagire singole classi di citoprotettori. La dimostrazione di una maggiore sicurezza ed efficacia terapeutica di una politerapia (trombolisi associata a una citoprotezione precoce) rappresenta la scommessa dei trials clinici del prossimo futuro. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. RE*, G. AZZIMONDI**, N. BINETTI*, C. LANZARINI*, D. RIZZOLI*, S. ROMITI*** |
- Idrocefalo Postemorragico Neonatale Revisione Dei Casi Del Decennio 1985-1995
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 123-129, 1996 | | Titolo | Idrocefalo Postemorragico Neonatale Revisione Dei Casi Del Decennio 1985-1995 | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Paologia Neonatale, Dipartimento di Pediatria, Universit
di Padova *Divisionedi Patologia Neonatale,Ospedale Ca'Foncello,Treviso | | Riassunto | Nel decennio 1985-1995 presso il Reparto di Patologia Neonatale di Padova sono stati ricoverati 3948 neonati. 3796 sono stati studiati con ecografia cerebrale. 351 hanno presentato emorragia periintraventricolare: I grado 127, II 126, III 64, IV 34.55 dei 351 bimbi (15,8%) hanno sviluppato una dilatazione ventricolare (D.V.) cos distribuita rispetto alla emorragia iniziale: 3 nel I grado, 12 nel II, 20 nel III, 20 nel IV. Peso medio 1403,5 gr. (R 5353400) E.G. media 29,7 sett. (R 22-40). 8 (14,55%) D.V. si sono stabilizate spontaneamente, 47 (85,45%) erano progressive. Il timing della D.V. stato mediamente di 11,4 99 (R2-30). Ô stata utilizzata la acetazolamide dal 1990 in 21 casi con stabilizazione della D.V. in un solo caso. 38 (80%) neonati sono stati trattati con rachicentesi evacuative o punture ventricolari con arresto della progressione della D.V. in 12 (su 38=31,5%;su 47=25,5%).34 non sono stati responsivi al diuretico e alle rachicentesi (72,34%). Di questi 6 (17,6%) sono stati sottoposti a derivazione esterna: nessuno si stabilizzato definitivamente; 23/34 (67,6%) hanno ricevuto uno shunt ventricolo-peritoneale (VP); degli altri 11, 10 (29,4%) sono deceduti per complicanze prima dell'intervento e 1 attualmente in attesa di derivazione. Dei 23 neonati con shunt V-P 3 (13%) sono morti per altre complicanze, 8 (34,8%) hanno richiesto una o pi revisioni delle shunt. 20 (86,95%) sopravvissuti sono stati seguiti con Follow-up neuromotorio (i pi vecchi fino a 24 mesi). Di questi, 8 hanno un quadro normale, 2 presentano una disarmonia (a 1 e 4 mesi di et
corretta), 2 lieve ritardo motorio, 1 lieve monoparesi, 1 diplegia lieve, 1 emiparesi moderata, 2 tetraparesi, 1 (a 2,5 mesi e.c.) diplegia grave o tetraparesi, 1 emiplegia destra con encefalopatia epilettogena a 18 mesi di e.c.; 1 (a 3 mesi di e.c.) presenta una lieve asimmetria sinistra ma non si presentato ai controlli successivi. Conclusioni: la D.V. pi frequente alle et
gestazionali ed ai pesi pi bassi, come le emorragie intra-periventricolari. La D.V. pi frequente dopo le emorragie di III e IV grado. La gravit
degli esiti psiconeuromotori si correla alla D.V. ma soprattutto alla gravit
della emorragia iniziale e/o alla presenza di Ieucomalacia periventricolare. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | O.S.SAIA* N. BATTAJON, A. FIORE, S. SALVADORI, S.BORDIGNON,P. ZARAMELLA, B. DALLA BARBA, F. CANTARUTTI |
- Idrocefalo Neonatale:nostra Casistica 1990-1994
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1),141-144, 1996 | | Titolo | Idrocefalo Neonatale:nostra Casistica 1990-1994 | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Patologia Neonatale, e Terapia Intensiva OO.RR. Foggia Specializzando Ist. Cl. Ped. prev. e Neonatologia, Policlinico S.Orsola, Bologna | | Riassunto | In un reparto di Patologia Neonatale il riscontro di un Idrocefalo, inteso come incremento significativo e/o progressivo del contenuto liquorale nel sistema ventricolare cerebrale, presenta una relativa frequenza, legata all'evoluzione ezio-patogenetica dell'Emorragia peri-ventricolare del neonato pretermine. A questi casi vanno aggiunte quelle situazioni (meno frequenti) di Idrocefalo complicante una meningo-encefalite o una condizione malformativa.In questa breve rassegna della nostra esperienza negli anni 1990-1994 abbiamo a priori escluso tutte quelle condizioni di dilatazione ventricolare di lieve entità, a decorso transitorio o stabile, di scarsa rilevanza clinica.Negli anni considerati, abbiamo posto la diagnosi di Idrocefalo a 17 neonati. Negli stessi anni abbiamo avuto ricoverati 2.348 neonati, per una percentuale di Idrocefali variabile negli anni tra lo 0 e l'1,2%. Sono stati trasferiti 9 neonati per essere avviati alla derivazione ventricolo-peritonale.8 pazienti sono stati gestiti nella ns. UTIN con trattamento ""medico"" (acetazolamide, furosemide, rachicentesi evacuative; non è stata mai eseguita ventricolocentesi evacuativa).L'outcome dei nostri neonati idrocefalici è stato variabile e, in prospettiva, forse migliorabile, come lasciano sperare i risultati del 1994 e del 1995 in cui non è stata posta nessuna diagnosi di Idrocefalo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. MARCIELLO*, M.RINALDIĝ |
- IL BETA-INTERFERON NELLA TERAPIA DELLA SCLEROSI MULTIPLA: CONFRONTO CON ALTRE TERAPIE:
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (4), 383-396, 1996 | | Titolo | IL BETA-INTERFERON NELLA TERAPIA DELLA SCLEROSI MULTIPLA: CONFRONTO CON ALTRE TERAPIE: | | Titolo in inglese | The Interferon-beta in the therapy of Multiple Sclerosis comparison with the other therapies | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università di Bari; * Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell'Università di Firenze; ** Clinica Neurologica Universita di Torino; ° Clinica Neurologica della Universit9 di Genoua; # Dipart | | Riassunto | Viene esposta una rassegna sui trial clinici per la terapia della Sclerosi Multipla effettuata da studiosi di tale malattia per la Consensus Conference organizzata a tal uopo nell'ambito del XXIX Congresso della Società Italiana di Neurologia (Roma, 25-29 novembre 1995), con la coordinazione di Maria Trojano. Il testo non e stato pubblicato altrove e tratta dei seguenti farmaci: Copolimero 1, Ciclofosfamide, Mitoxantrone, Azatioprina, Interferone Alfa, Ciclosporina e della Irradiazione Linfoide Totale. | | Riassunto in inglese | Short review of clinical! trials on the therapies of Multiple Sclerosis with the exception of Interferon-beta. The report has been presented at the 29° Congress of the Italian Society of Neurology and it concern: Copolymer I, Cyclophosphamide, Azathioprine, Mitoxantrone, Interferon Alfa, Cyclosporin, Total Limphoid Irradiation. | | Parole chiave | | | Autori | M. TROJANO, M.P. AMATO *, L. DURELLI **, L. MANCARDI °, M. PRENCIPE #, M. SPADARO ^ |
- IL CONTROLLO DELLA MIORISOLUZIONE NELLO STUDIO ELETTRONEUROGRAFICO INTRAOPERATORIO DELLA VIA MOTORIA IN CORSO DI CHIRURGIA SPINALE
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 42, (5/6), 585-587, 1996 | | Titolo | IL CONTROLLO DELLA MIORISOLUZIONE NELLO STUDIO ELETTRONEUROGRAFICO INTRAOPERATORIO DELLA VIA MOTORIA IN CORSO DI CHIRURGIA SPINALE | | Titolo in inglese | The control of the myoresolution in the electroneurographic study of the motor pathways during the interventions of spinal surgery | | Osp. / Clinica | III Servizio Anestesia, Rianimazione e Terapia lntensiva Az. Osp. di Rilievo Nazionale "A. Cardarelli", Napoli | | Riassunto | Il monitoraggio neurofisiologico mediante potenziali evocati in corso di chirurgia spinale richiede una attenta valutazione dei farmaci anestetici ed impone il controllo dell'attività di trasmissione neuromuscolare. Riportiamo la nostra esperienza sull'impiego del Relaxograph (DATEX) nella valutazione della placca neuromuscolare in corso di anestesia con miorilassanti, per concludere che tale metodica e necessaria ed indispensabile per evitare errate valutazioni neurofisiologiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. CORTESANO, D. GIFUNI, A. FRANGIOSA, A. GERI, D.V. GRAZIANO, L. FOGGIA |
- Il Controllo Della Parola. un Indicedi Funzionalita Indipendentedai Tratti Psicomotori Individuali
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (1), 45- 47,1996 | | Titolo | Il Controllo Della Parola. un Indicedi Funzionalita Indipendentedai Tratti Psicomotori Individuali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neuroriabilitazione, Ospedale Villa Salus, Mestre, Venezia | | Riassunto | L'autore descrive una nuova metodologia di indagine che consente di ottenere dati quantitativi sui tempi di svolgimento dei processi cerebrali. La strumentazione è costituita da due PC, uno presentatore di immagini (WIP) e l'altro (SAS) che gestisce l'acquisizione, I'elaborazione, la memorizzazione dei segnali biologici e dei parametri. Il WIP riceve e interpreta i comandi inviati dal SAS e visualizza le parole durante un periodo di 3s. Nelle prime 30 presentazioni il soggetto deve leggere immediatamente le parole, nelle 60 successive presentazioni il soggetto aspetta a pronunciare le parole un segnale luminoso rappresentato da un asterisco. Vengono riferite le ricerche eseguite con questa metodica (MDRV) in soggetti normali, in bambini, in pazienti con malattie neurologiche e psichiatriche e vengono discussi i risultati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. PINELLI |
- Il Reflusso Diastolico nei Pazienti In Morte Encefalica
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 113-116, 1996 | | Titolo | Il Reflusso Diastolico nei Pazienti In Morte Encefalica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Neurorianimazione Ospedale di Lecco, * Neurochirurgia, Ospedale di Lecco | | Riassunto | La diagnosi di morte encefalica sta assumendo sempre maggiore importanza soprattutto in relazione al prelievo di organi a scopo di trapianto e alla sospensione dei supporti vitali.La legislazione italiana a tale scopo prevede l'assenza dei riflessi di tronco cerebrali, del respiro spontaneo e dell'attività elettrica di origine cerebrale (EEG); in alcuni casi però viene anche richiesta la dimostrazione dell'assenza del flusso ematico cerebrale. Tra gli esami utili a questo scopo può essere incluso il Doppler transcranico.Al fine di approfondire lo studio Doppler in pazienti in morte encefalica ne sono state valutate le fasi precoci: sono state esaminate le arterie cerebrali medie di 20 pazienti in cui la progressiva riduzione della pressione di perfusione cerebrale e l'andamento dell'elettroencefalogramma indicavano l'imminente evoluzione verso la morte encefalica.A conferma dei dati presenti in letteratura il reflusso diastolico ha presentato morfologie differenti che si sono succedute sia temporalmente che in senso prossimo-distale sullo stesso vaso.1. reflusso protodiastolico seguito da flusso anterogrado telediastolico; 2. due punte di reflusso diastolico, una proto e una telediastolica; 3. unione delle due componenti che restano però ancora distinguibili; 4. scomparsa della distinzione tra le due componenti; 5. spike sistolico anterogrado seguito da uno spike diastolico retrogrado.In nessuno dei casi esaminati il reflusso diastolico è risultato reversibile ed in tre casi è stato rilevato anche se i pazienti non rientravano ancora nei criteri clinici di morte encefalica.I nostri dati sono limitati e non ci consentono di proporre conclusioni definitive, comunque riteniamo opportuno sottolineare che:- sono necessarie determinazioni Doppler ripetute per poter documentare l'evoluzione dalla fase del reflusso diastolico a quella degli spikes sistolici, l'unico quadro che coincide con l'arresto circolatorio cerebrale irreversibile; - va ancora documentato il ruolo del circolo posteriore;- la diagnosi di morte encefalica è comunque soprattutto clinica, non solo strumentale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. LUSENTI, P .FUMAGALLI, C. MARTINI, M TROJANI, M.C.ZOTTI, D. VISMARA*, M. PONTIGGIA |
- Il Ruolo Del Doppler Transcranico Nel Monitoraggio Della Vasoparalisi Nel Trauma Cranico Associato A Lesioni Cerebrali Profonde
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 91-96 1996 | | Titolo | Il Ruolo Del Doppler Transcranico Nel Monitoraggio Della Vasoparalisi Nel Trauma Cranico Associato A Lesioni Cerebrali Profonde | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirurgia, * Istituto di Pediatria, Universit
Cattolica del S. Cuore | | Riassunto | Alla base di ogni trauma cranico grave complicato da un danno secondario vi una modificazione del flusso cerebrale. Abbiamo osservato 25 pazienti affetti da vasoparalisi post traumatica. Di questi 6 erano affetti da ""Diffuse Axonal Inury"" (DAI). Questo quadro morboso si pu verificare nel 48% delle lesioni primarie intraassiali traumatiche ed caratterizzato da lesioni microscopiche diffuse e lesioni emorragiche della linea mediana, del grigio sottocorticale e del tronco. Nel 50% dei casi si complica con il coma irreversibile mentre nei rimanenti pu dar luogo ad uno stato vegetativo persistente od a gravi deficits neurologici. Sono stati sottoposti a studio sette soggetti di et
compresa tra gli 8 ed i 29 anni, ricoverati d'urgenza presso il nostro Policlinico con GCS inferiore ad 8. I pazienti, intubati e connessi ad un respiratore automatico, venivano sottoposti ad esami seriati TC cranio e Doppler transcranico (TCD) utilizzando la finestra temporale ed insonando le due arterie cerebrali medie mantenendo l'omeostasi emodinamico-metabolica. In tutti i casi si impostava terapia diuretico-osmotica (mannitolo), in 6 casi barbiturica (tiopentale) ed iperventilatoria. In 6 casi su 7 stato identificato un iperafflusso da vasoparalisi, sensibile in grado variabile alla terapia barbiturica, su cui si sovrapponeva un aumento delle resistenze secondario ad ipertensione endocranica. Su indicazione del TCD quattro pazienti venivano sottoposti a procedure chirurgiche come la ventricolostomia per il monitoraggio della pressione intracranica ed in uno solo, in una seconda fase, alla craniectomia decompressiva. Sulla base della nostra esperienza l'impiego del TCD appare imprescindibile per una corretta identificazione del danno emodinamico associato alla DAI, per l'impostazione di un trattamento etiologico medico e/o chirurgico e per la documentazione del successo terapeutico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. VISOCCHI, M. MEGLIO, B.CIONI, A.CHIARETTI* |
- Impatto Delle Variazioni Della Pressione Di Perfusione Cerebrale E Della co2 Sulla Forma Dell'onda Doppler Transcranica
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 97-100, 1996 | | Titolo | Impatto Delle Variazioni Della Pressione Di Perfusione Cerebrale E Della co2 Sulla Forma Dell'onda Doppler Transcranica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia II, Ospedale Bellaria, Bologna* Dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistemistica, Universit
di Bologna | | Riassunto | Le interazioni tra pressione arteriosa sistemica (PAS), pressione di perfusione cerebrale (PPC), pressione intracranica (PIC) ed autoregolazione sono alla base dei fenomeni della pulsatilit
della PIC e delle variazioni della forma dell'onda che si ottiene con il doppler transcranico.Scopo di questo lavoro quello di approfondire il significato clinico dei principali parametri ottenibili con il doppler transcranico (velocit
sistolica, velocit
diastolica, velocit
media, indice di pulsatilit
di Gosling) durante variazioni della PPC e della C02 a differenti valori di PIC.L'analisi stata effettuata utilizzando un modello matematico della emodinamica intracranica e della dinamica liquorale.I risultati evidenziano come la pulsatilit
della PIC e del FEC dipendono sia dal livello medio della PIC che dalla pressione intravasale e dai meccanismi di regolazione cerebro-vascolare.All'interno del range autoregolatorio l'Indice di Pulsatilit
di Gosling influenzato principalmente dalle variazioni nella pulsatilit
del FEC e della PPC. L'uso di un monitoraggio continuo delle relazioni tra PIC, PAS, PPC ed onda Doppler pu fornire informazioni sull'autoregolazione cerebrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M.GIULIONI, M. URSINO* |
- Incidenza Dell'emorragia Cerebrale E Dell'indrocefalo Postemorragico Del Neonato Nella Provincia Di Ferrara Nel Periodo 1988-1995
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1),137-140, 1996 | | Titolo | Incidenza Dell'emorragia Cerebrale E Dell'indrocefalo Postemorragico Del Neonato Nella Provincia Di Ferrara Nel Periodo 1988-1995 | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Sezione di T.I.N. e Neuronatologia, Istituto di Pediatria dell'Universit
Degli Studi di Ferrara | | Riassunto | La reale incidenza dell'idrocefalo postemorragico non ben documentata nella letteratura. Ci dovuto oltre che alla mancanza di dati epidemiologici specifici e di criteri diagnostici univoci anche alla evoluzione delle procedure assistenziali e alla variazione dei tassi di mortalit
dei neonati di peso molto basso.Nel periodo 1.1.1988-31.5.1995, nella popolazione neonatale della provincia di Ferrara l'incidenza dell'idrocefalo postemorragico stata pari allo 0,17 per mille. Essa risulta invece dell'1,8% se rapportata ai neonati di peso molto basso che, notoriamente, costituiscono la popolazione a maggior rischio di tale patologia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L.TAMISARI, A. LODI, P. GUERRINI |
- INDAGINI NEUROFISIOLOGICHE IN NEUROUROLOGIA. DATI NORMATIVI
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 563-569, 1996 | | Titolo | INDAGINI NEUROFISIOLOGICHE IN NEUROUROLOGIA. DATI NORMATIVI | | Titolo in inglese | Electrophysiological tests in neurourology. Normal values | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, *XIVDivisione di Urologia, Ospedale A. Cardarelli, Napoli | | Riassunto | In tempi relativamente recenti la Neurofisiologia ha acquisito nuove metodiche in grado di esplorare funzionalmente il sistema urogenitale. Le metodiche di più comune impiego sono: - Potenziali evocati somatosensoriali da stimolazione del nervo dorsale del pene e del clitoride. - Sacral latency test. - Potenziali evocati motori con registrazione nei muscoli perineali. - Elettromiografia dei muscoli perineali in condizioni basali ed in fase perminzionale. Tali indagini rivestono interesse sia in campo neurologico che in campo urologico e ginecologico. Sulla base dell'esperienza maturata dallo studio di numerosi casi, vengono riportati i dati normativi relativi a circa 100 soggetti normali nonché i pattern patologici di più comune riscontro. | | Riassunto in inglese | In recent years Neurophysiology has acquired new methods which allow a functional evaluation of urogenital system. The techniques actually employed are: - Somatosensory potentials evoked by stimulation of the dorsal nerve of the penis and clitoridis. - Sacral latency test. - Motor evoked potentials recording compound motor action potentials from perineal muscles. - Electromyography of perineal muscles in baseline condition and during micturition. These techniques are of interest both in neurological! and urological fields. The normative data are reported of 100 normal subjects together to the pathological patterns more frequently found. | | Parole chiave | | | Autori | V. ROSSI, M. CARRINO* |
- Ischemia Cerebrale Acuta Organizzazione Delleprime Fasi Del Soccorso Nella Nostra Realt·
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2), 189-190, 1996 | | Titolo | Ischemia Cerebrale Acuta Organizzazione Delleprime Fasi Del Soccorso Nella Nostra Realt· | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Pronto Soccorso, Medicina d'Urgenza, Centrale OperatiuaArcispedale Santa Maria Nuova, Azienda Ospedaliera, Reggio Emilia. | | Riassunto | La tipologia dei pazienti che afferiscono al Pronto Soccorso per ischemia cerebrale acuta assai varia per et
, patologie concomitanti, presentazione clinica ed entit
del deficit neurologico. Al P. S. del nostro Arcispedale, che ha un bacino d'utenza di circa 134.000 abitanti, ma l'unico in tutta la provincia di Reggio Emilia a disporre di una divisione di Neurologia, giungono anche molti ischemici cerebrali da altri distretti; nel corso del 1994 sono stati ricoverati in diversi reparti (Neurologia, Medicine, Geriatria) ben 663 casi. Soltanto per una minoranza di essi stata inviata l'Auto Medica: il protocollo della nostra Centrale Operativa prevede infatti che, essendo i tempi di trasporto abbastanza rapidi nella nostra realt
, tale servizio sia attivato soltanto in caso di concomitante compromissione respiratoria o dello stato di coscienza. In P. S. sono stati eseguiti in tempi brevi i primi provvedimenti diagnostico-terapeutici: anamnesi clinica e farmacologica E.O. generale con particolare attenzione ai parametri vitali, monitorizzazione della P.A., ECG, visita neurologica, esami bio-umorali urgenti (glicemia, emocromo, assetto coagulativo, elettroliti, funz. renale, EGA) con mantenimento di un accesso venoso. In alcuni casi selezionati stata eseguita anche TAC cerebrale urgente al fine di escludere una causa emorragica. Dal punto di vista terapeutico ci siamo limitati al controllo di eventuali concomitanti episodi comiziali, rialzi pressori, aritmie ipercinetiche, scompenso cardiaco, stati dismetabolici acuti, quali iper o ipoglicemia, ipossia. In Medicina d'Urgenza sono stati infine ricoverati 22 di tali pazienti (a fronte dei 206 ricoveri in Neurologia): 18 con TIA, dimessi dopo opportuno inquadramento diagnostico-terapeutico, e 4 con infarto cerebrale, trasferiti dopo alcuni giorni nelle divisione di Neurologia e di Riabilitazione Funzionale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Galimberti, S. Alboni, M.G. Bonacini, L. Boiardi, G. Baldi |
- Ischemia Cerebrale Di Origine Cardiaca
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2), 125-132, 1996 | | Titolo | Ischemia Cerebrale Di Origine Cardiaca | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Cardiologia, Ospedale Bellaria, Bologna | | Riassunto | L'ischemia cerebrale noto essere causata per il 60% da aterosclerosi carotidea, per il 20% da malattia delle arterie perforanti, per il 15% da embolia cardiogena e per il 5 % da cause inusuali. L'introduzione dell'ecografia transesofagea ha permesso di individuare con certezza, come fonte emboligena cardiaca, le anomalie del setto interatriale, le valvole, I'atrio sinistro (in particolare l'auricola) e l'arco aortico, portando la percentuale di tale eziologia al 40 % Vengono prese in esame Ie varie patologie che determinano la formazione di trombi a livello cardiaco, in particolare la fibrillazione atriale con una revisione delle attuali indicazioni alla terapia anticoagulante. Gli autori riportano le linee guida per una corretta indicazione all'ecografia transesofagea nella valutazione dei pazienti con ischemia cerebrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. DI PASQUALE, S. URBINATI, M. L. BORGATTI, P. PASSARELLI, D. BORIONI, G. PINELLI |
- Ischemia Cerebrale Dopo Emorragia Subaracnoidea
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2), 189, 1996 | | Titolo | Ischemia Cerebrale Dopo Emorragia Subaracnoidea | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena. | | Riassunto | Una delle complicanze pi gravi delle emorragie subaracnoidee la comparsa di vasospasmo con conseguente ischemia cerebrale. La sua insorgenza determinata dalla liberazione negli spazi subaracnoidei di prodotti di disgregazione degli clementi corpuscolati del sangue. Questi determinano una contrazione strutturale delle pareti arteriose che, a sua volta, provoca diminuzione del flusso ematico cerebrale. Nei casi pi gravi il vasospasmo diffuso pu portare a morte il paziente; negli altri pu determinare deficit neurologici permanenti. Dai dati della letteratura, il vasospasmo si presenta nel 35-60% delle emorragie subaracnoidee con una mortalit
del 42% nelle prime 48 ore e morbidit
del 12-15%. Nella nostra esperienza abbiamo riscontrato 12 casi di vasospasmo clinico su 139 emorragie subaracnoidee da rottura di aneurisma trattate dal 1982 al 1992. Discutiamo brevemente la storia clinica dei nostri pazienti, riportando le terapie attualmente pi idonee a ridurre gli effetti ischemici nel parenchima cerebrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Chahine, P. Angiari, L. Corradini, G.A. Merli |
- L'ALFA INTERFERONE NELLA MALATTIA DI BEHÇET
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 477-480, 1996 | | Titolo | L'ALFA INTERFERONE NELLA MALATTIA DI BEHÇET | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurologia, Policlinico "A. Gemelli", Roma | | Riassunto | La malattia di Behçet (MB) è una patologia infiammatoria multisistemica ad eziologia ignota, caratterizzata da un quadro istopatologico di vasculite. Le manifestazioni neurologiche vengono riportate con frequenza variabile e hanno in genere prognosi negativa. Descriviamo il caso di una paziente di 28 anni, con manifestazioni muco-cutanee, oculari e neurologiche, insorte 14 anni prima, ed un decorso recidivante-remittente. E stato instaurato trattamento con interferone-a-2A umano ricombinante (3 MIU, i.m., ogni tre giorni) per un periodo di tre anni. Durante il follow-up non vi e stata evidenza di ricadute a carico del sistema nervoso, anzi, abbiamo osservato un significativo miglioramento delle condizioni neurologiche e una marcata riduzione delle manifestazioni muco-cutanee ed oculari. I controlli seriati della RM non hanno evidenziato nuove lesioni, ne impregnazioni al gadolinio. Non si sono visti effetti collaterali di rilievo. La nostra osservazione pertanto incoraggia l'approfondimento dell'uso dell'int erferone-a-2A nella MB. | | Riassunto in inglese | Beçet's disease (BD) is a multisystem inflammatory disorder of unknown origin with mucocutaneous, ocular, articular, intestinal, urogenital, cardiovascular, and neurological! involvement. Vasculitis is its underlying pathologic hallmark. Here we describe the case of a 28 year-old woman, with relapsing-remitting BD, who presented recurrent aphtous ulcers, cutaneous lesions, ocular manifestations, and neurological! symptoms, associated with abnormal brain MRI. The disease onset was 14 years before. Traditional treatments were not efficient in stopping the patient's recurrent relapses. Treatment with human recombinant a-2A-interferon (3 MIU im every three days) was then started in order to demonstrate a possible beneficial effect on the course of the disease and on some laboratory parameters. We monitored during the period of observation: general and neurological! conditions, routine laboratory examinations, brain MRI (also with gadolinium), lymphocyte subsets, anti-a-itn antibodies. During the three-year follow -up we noticed: sharp reduction of the mucocutaneous and ocular manifestations, which were also much less pronounced and less painful; significant improvement of the neurological! examination; sharp reduction of the previously frequent epileptic seizures; no appearance of new lesions at the serial MRI controls, neither gadolinium enhancement; normalization of the EEG. The Iymphocyte subsets showed a marked increase of CD8 and a decrease of CD4 cells at the final evaluation. No significant side effects were shown, nor alterations of the routine laboratory examinations. Anti-a-ifn antibodies were never detected. These data, compared with the patient's pre-treatment disease course, suggest that the treatment was probably helpful. Human recombinant Ifn-a may act by antiviral and/or immunomodulatory mechanisms, but it is impossible, at the moment, to speculate further about its possible biological! activity in Behçet's disease. Our observation strongly encourage additional therapeutical trials on Ifn-a in BD, also in order to demonstrate if a higher dosage could be necessary in order to achieve a long-lasting relief or a possible eradication of the disease. | | Parole chiave | | | Autori | A.R. MASSARO, A. CARNEVALE, A. LAUDISIO, P. TONALI |
- L'allocazione Di Risorse Ospedalieremediante Un Sistema Informativo Geografico
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (3), 267-273, 1996 | | Titolo | L'allocazione Di Risorse Ospedalieremediante Un Sistema Informativo Geografico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * IASI - CNR, Viale Manzoni 30, 00185, Roma** CISB, Universit
""La Sapienza"", Corso V Emanuele II 244, 00186, Roma | | Riassunto | Poich le attivit
dei servizi sanitari si svolgono in un contesto di risorse limitate e di variabilit
della domanda, fondamentale che la gestione di tali risorse sia flessibile e versatile, ridefinendo nel tempo un uso ed una eventuale ridistribuzione pi efficiente di quelle esistenti.I manager sanitari hanno necessit
di prevedere le tendenze dem ografiche e sanitarie e di utilizzarle come base per le decisioni operative e per pianificare l'uso ottimale delle risorse, usando indicatori di costi-efficacia/efficienza, secondo budget prefissati . Le principali difficolt
n el la pianificazione e nella programmazione dei sistemi sanitari riguardano le priorit
di intervento, I'allocazione delle risorse, la gestione di soluzioni alternative e la stima dei risultati attesi come impatto sanitario sulla popolazione assistita.Attualmente i sistemi informativi geografici (GIS, Geographical Information Systems) costituiscono un elemento di novit
e di supporto tecnico avanzato nella rappresentazione, nella pianificazione e nell'organizzazione dei sistemi sanitari.Nel modello organizzativo proposto il GIS usato, Scenario, definisce quali e quante risorse debbono essere allocate o riallocate nell'ospedale o nella struttura sanitaria considerata.Scenario in grado di ottimizzare la dislocazione (o riallocazione a seguito di variazioni di bilancio, normative di legge, emergenze) delle risorse affinch esse abbiano il massimo impatto sull'utenza.La ripartizione del budget riservato a ciascuna risorsa effettuato usando un Decision Support System secondo parametri predefiniti (sesso, fasce di et
, cronicit
, handicap, ecc.). I processi di ottimizzazione, massimizzando il rapporto ricavi-costi, definiscono in output, per ciascun tipo di risorsa, il numero di entit
da allocare alle attivit
a cui la risorsa e funzionale.La soluzione suggerita appare sotto forma di Report o spreadsheet da stampare e/o da visualizzare su schermo tramite una opportuna interfaccia grafica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. POURABBAS*, M. RAFANELLI*, R. MACERATINI** |
- L'analisi Computerizzata Come Strumento Diagnostico Per Lo Studiodella Placca Carotidea
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 37- 42,1996 | | Titolo | L'analisi Computerizzata Come Strumento Diagnostico Per Lo Studiodella Placca Carotidea | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | *Ospedale di Busto Arsizio, U.O. di Chirurgia Vascolare** Universita degli Studi di Pavia, Clinica Neurologica*** Ospedale di Novi Ligure, Divisione di Neurologia. | | Riassunto | L'aspetto morfologico della placca carotidea rilevato all'ecografia ha assunto una notevole importanza indipendentemente dal grado di stenosi; anche pazienti asintomatici con vari gradi di stenosi dovrebbero essere considerati come soggetti a rischio di malattia cerebrovascolare qualora la placca presenti aspetti strutturali e ultrasonografici caratteristici. Gli Autori hanno condotto uno studio atto a definire una tecnica diagnostica con caratteristiche di ripetibilit
, obiettivit
e riscontro statistico. Sono stati sottoposti ad ecografia carotidea preoperatoria 49 pazienti le cui immagini della placca elaborate ed archiviate mediante personal computer sono state messe in relazione diretta con i risultati dell'analisi termogravimetrica (chimico-fisica) delle stesse placche prelevate chirurgicamente, allo scopo di ottenere un'adeguata taratura della procedura informatizzata. Tale procedura comprende i seguenti stadi:a) durante l'esame ecografico o successivamente se lo stesso viene videoregistrato le immagini di interesse diagnostico vengono digitalizzate e archiviate;b) dall'immagine memorizzata viene estrapolata la figura della placca che successivamente si ingrandisce;c) le tonalit
di grigio vengono sostituite da una scala standardizzata di colori;d) il conteggio automatico dei pixels permette di stabilire il grado di ecogenicit
della placca stessa attraverso la visione della distribuzione colorimetrica data da un istogramma;e) hard-copy dell'immagine finale.Altri 36 pazienti sono stati sottoposti allo studio della placca carotidea mediante ecografia tradizionale vs computerizzata utilizzando come parametro di riferimento l'analisi termogravimetrica (chimico-fisica) della placca prelevata intraoperatoriamente. Infine si ricercata l'eventuale associazione tra i risultati ottenuti e i dati clinico-anamnestici.Gli Autori evidenziano che l'interpretazione dell'immagine ecografica tramite elaborazione computerizzata migliora i parametri di sensibilit
e di specificit
eliminando la soggettivit
caratteristica dell'immagine ultrasonografica. Inoltre il confronto statistico della natura della lesione aterosclerotica con l'anamnesi e l'esame neurologico ha mostrato una non trascurabile correlazione tra iperecogenicit
(durezza) della placca ed assenza di segni neurologici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E.BORACCHI*, A.M. SOCRATE*, S. COSTANTINI*, E. MARCHIONI**, P.BO**, F. SAVOLDI**, C. DALLOCCHIO*** |
- L'INCIDENZA DEI DISTURBI NEUROLOGICI DA ALCOLISMO SUI RICOVERI OSPEDALIERI
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 491-495, 1996 | | Titolo | L'INCIDENZA DEI DISTURBI NEUROLOGICI DA ALCOLISMO SUI RICOVERI OSPEDALIERI | | Titolo in inglese | Relationship between alcohol - related nervous system diseases and hospital admission | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia - * Divisione Sanitaria, Ospedale S. Antonio Abate, Gallarate | | Riassunto | In uno studio retrospettivo dei pazienti ammessi all'Ospedale di Gallarate dal 1991 al 1994, per patologia neurologica correlata con l'alcolismo e stata valutata l'incidenza di tale patologia nei ricoveri ospedalieri anche in rapporto all'età, al sesso, e all'origine regionale dei pazienti cosl come alle professioni rappresentate. Mentre la patologia piu rappresentata era la epatopatia alcolica cirrogena, nel campo neurologico il primo posto risulta occupato dalla neuropatia periferica a genesi etilica. Il 10% dei ricoveri in tale ambito riguardava casi di etilismo acuto. Un certo numero di pazienti (6%) e stato invece ricoverato per un programma di disassuefazione con componente psicoterapeutica. | | Riassunto in inglese | A retrospective study has been carried out of patients admitted to the neurological department of the Gallarate Hospital, Lombardia, Northern Italy, over the years 1991-1994, for alcoholism and alcohol - related diseases. Patient's yearly clinical! records have been examined to obtain data such as: sex, age, residence, occupation, number of admissions due to alcohol - related conditions, duration of stay in hospital and finally, the diseases pertaining to the object of this study: acute alcoholism, alcohol - related epatopathy, polyneuropathy and other diseases such as epilepsy and encefalopathy. Alcohol-related conditions are determined by alcoholic epatopathy developing liver cirrhosis in most cases and alcoholic polyneuropathy in about 20 % of cases. Over 6% of the patients had been admitted for alcohol disintoxication, that is patients who were already on a psychotherapeutical programme. On the whole, from 1991 to 1994 there were 2734 days stay in hospital for alcohol-related problems. | | Parole chiave | | | Autori | D. ZARCONE, M. PERINI A. ZIBETTI, S. BORDONI* |
- L'innovazione Dei Processi:il Reengineering In Ambito Sanitario
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (3), 275-280, 1996 | | Titolo | L'innovazione Dei Processi:il Reengineering In Ambito Sanitario | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | ĝDocente di Chimica Fac.^ di Medicina e Chirurgia La Sapienza, RomaĝĝPsicologo Servizio Assistenza e Tossicodipendenze Osp. S. Spirito, Roma^Medico chirurgo, Istituto Igiene G. Sanarelli, Roma*Dirigente IFAP IRI Servizi per la | | Riassunto | L'obiettivo del gruppo di lavoro quello di presentare l'approccio manageriale del ""Business Process Reengineering"" nell'azienda sanitaria. Il successo di questo ""Manifesto per la rivoluzione manageriale"" deriva da tre azioni: 1) il ""reengineering"" dei processi aziendali; 2) il ""reengineering"" delle risorse informatiche; 3) il ""reengineering"" delle risorse umane. Esso pu essere applicato all'azienda sanitaria superando i problemi di ordine culturale e pratico. Un concreto e positivo esempio stato il progetto comunitario RICHE. Si conclude che un organico processo di reingegnerizzazione dell'azienda sanitaria, nell'ottica del ""Total Quality Control System"", possa partire dagli ""incidenti critici"" e dalla eliminazione degli errori. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | BERTOLLINlĝ, D. PERAZZAĝĝ, G. NICOLAIA^, N. FRESSURA*, L. SPAMPINATO ** |
- L'ischemia Cerebrale Acuta In Neurorianimazione:nostra Esperienza
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2), 187, 1996 | | Titolo | L'ischemia Cerebrale Acuta In Neurorianimazione:nostra Esperienza | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Neurorianimazione Ospedale di Lecco. | | Riassunto | Gli Autori riportano la loro esperienza maturata nella Neurorianimazione di un Ospedale di medie dimensioni (circa 700 posti letto) in cui l'atteggiamento prevalente nei confronti dell'ictus cerebrale ischemico di solito quello dell'attesa della sua evoluzione naturale. I pazienti affetti da tale patologia giungono in Pronto soccorso attraverso il 118 o il Medico di famiglia e vengono ricoverati in netta maggioranza nei reparti di Medicina e raramente in quello di Neurologia. In Neurorianimazione giungono generalmente solo i pazienti con grave insufficienza respiratoria e/o cardiocircolatoria, in et
non particolarmente avanzata. Dei 17 pazienti con patologia ischemica cerebrale ricoverati dal gennaio 1993 all'agosto 1995 nel nostro reparto, 4 erano affetti da trombosi acuta della carotide interna verificatasi nell'immediato periodo postoperatorio dopo una endoarteriectomia, 2 erano affetti da dissezione della carotide interna e 2 da trombosi della basilare. L'iter diagnostico si basa in genere su TAC, Doppler transcranico, ecodoppler TSA, EEG ed eventualmente angiografia, potenziali evocati e monitoraggio della pressione intracranica. La terapia comprende i comuni supporti rianimatori, se necessari, l'eparina i fibrinolitici in casi rari e particolarmente selezionati, gli antiedemigeni e gli altri presidi volti a ridurre la pressione intracranica, quando indicati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | I. Donato, F. Lusenti, M. Troiani, C. Martini, P. Fumagalli, D. Vismara. |
- L'OSSIFICAZIONE DEL LEGAMENTO LONGITUDINALE POSTERIORE DEL RACHIDE
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (4), 369-379, 1996 | | Titolo | L'OSSIFICAZIONE DEL LEGAMENTO LONGITUDINALE POSTERIORE DEL RACHIDE | | Titolo in inglese | Ossification of the posterior longitudinal ligament of the spine | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università degli studi di Roma "La Sapienza" | | Riassunto | L'ossificazione del legamento longitudinale posteriore e una patologia da considerare non più rara, soprattutto in Giappone e in Estremo Oriente. L'associazione con altre, patologie può far supporre, pure essendo la sua eziologia ancora ignota, che sia una manifestazione di una malattia sistemica. La TAC, a differenza della radiologia classica, permette la diagnosi anche nelle fasi iniziali. La sintomatologia, quando e presente, e costituita da segni di compressione radicolare o midollare o di mielopatia. Non e rara l'associazione con una patologia discale. La terapia chirurgica, che offre varie tecniche, anche in rapporto alla localizzazione, risulta oggi relativamente promettente. | | Riassunto in inglese | The ossification of the posterior longitudinal ligament (OPLL) is now almost an ordinary pathology in Japan, but in the fast years OPLL has been also described in Occident countries. Although the etiopathogenesis is unknown, the frequent association with other pathologies should leads to believe that the ossification may be a manifestation of a sistemic illness. OPLL may remain undiagnosed because in many cases it is asymptomatic, whereas must be suspected when a cervical radiculopathy or myelopathy is present. The major sensibility of the computerized tomography (CT) for the smallest alteration of the spine permits to discovery the OPLL more easy than with the general radiology, also in the initial phase. The association with a disc herniation, in the seat of the ossification is not rare. The surgical treatment (with some different techniques) may be efficacious. | | Parole chiave | | | Autori | C. MARAGLINO |
- La Cartella Clinica Computerizzataapproccio Multidisciplinare Ai Pazienti Con Vasculopatia Cerebrale
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2), 185-186, 1996 | | Titolo | La Cartella Clinica Computerizzataapproccio Multidisciplinare Ai Pazienti Con Vasculopatia Cerebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | | | Riassunto | Il clinico che intende affrontare la patologia cerebrovascolare secondo un approccio multidisciplinare incontra difficolt
nella gestione globale di informazioni provenienti da competenze specialistiche diverse. La mancanza di standardizzazione fra medici che usano un linguaggio non omogeneo e l'enorme difficolt
nella rapida consultazione ed elaborazione di dati raccolti da operatori diversi in centri differenti rende molto problematico qualunque trial clinico multicentrico su pazienti affetti da vasculopatia cerebrale.Le potenzialit
offerte da un calcolatore consentono di superare questi limiti in quanto le informazioni contenute in una cartella clinica computerizzata occupano pochissimo spazio, sono distribuite in modo ordinato e sono rapidamente disponibili.Poich la potenza del computer nell'analizzare le informazioni, raggruppare i dati omogeneamente e calcolare funzioni complesse in tempi brevi fornisce al medico un valido mezzo per realizzare analisi statistiche e di correlazioni di dati altrimenti impossibili, la cartella clinica computerizzata appare soprattutto un utile strumento di ricerca clinica che pu aprire nuove strade all'indagine medica. L'elaborazione della cartella clinica computerizzata richiede ovviamente una accurata selezione di informazioni indispensabili da parte dei diversi specialisti e tale selezione, che costituisce l'elemento fondamentale nella preparazione della cartella clinica computerizzata, abitua l'operatore ad un linguaggio che, seppur sintetico, comprende tutte le informazioni necessarie all'analisi della patologia neurovascolare.Nella nostra proposta di costruire una cartella clinica computerizzata per realizzare uno studio multidisciplinare di pazienti affetti da vasculopatia cerebrale si ritenuto importante utilizzare i pi recenti prodotti gestionali basati su database che non richiedono codifica di informazioni ma pi semplici menu strutturati formati da descrizioni precise alle quali sono associate finestre nelle quali possibile scrivere in formato libero un numero notevole di caratteri. Si raggiunge in tal modo l'obiettivo di disporre di un archivio preciso nella parte strutturata e di una parte a formato libero che mantiene comunque la possibilit
di poter conservare tutti i dati desiderati. Particolare importanza stata data alla flessibilit
del programma per poter modificare il database nella parte strutturata in modo da poter aggiungere o togliere stringhe di caratteri dal menu curando anche l'integrit
dell'archivio al fine di evitare qualsiasi rischio di perdita di dati. L'organizzazione di tipo semistrutturato della cartella clinica computerizzata rende semplice e precisa la ricerca nel database a scopo statistico per cui non necessario l'apprendimento di alcun linguaggio di interrogazione per accedere alle informazioni. Si data particolare importanza al report dei dati in modo da renderlo rapido ed immediato per poter lavorare costantemente con la tastiera ed ottenere la stampa solo successivamente.Nella cartella clinica computerizzata vengono cos registrati tutti i dati relativi al paziente, dati che vengono memorizzati in un archivio automatizzato.Una possibile implementazione ed estensione del software comprende la possibilit
di archiviare non solo testi, ma anche immagini e sequenze grafiche in modo da arrivare al documento multimediale, un documento derivato, cio, dalla composizione di materiali provenienti da media diversi.A conclusione di questa presentazione riteniamo che la cartella clinica computerizzata eleborata dalla Societ
Interdisciplinare Neurovascolare costituisca un utile strumento di indagine che permette di ottenere una accurata standardizzazione delle metodiche valutative nell'approccio interdisciplinare alla complessa patologia cerebrovascolare. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | Societ
Interdisciplinare Neurovascolare S.I.N.V |
- LA FIGURA E LA PREPARAZIONE DEL MEDICO-CHIRURGO NEL MEZZOGIORNO NORMANNO-SVEVO
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 555-559, 1996 | | Titolo | LA FIGURA E LA PREPARAZIONE DEL MEDICO-CHIRURGO NEL MEZZOGIORNO NORMANNO-SVEVO | | Titolo in inglese | The figure and the preparation of the medicai doctor in the southern norman-svevian Italy | | Osp. / Clinica | Primario Neurochirurgo Emerito, Ospedale Cardarelli, Napoli | | Riassunto | La storia della Scuola medica salernitana si può dividere in tre periodi: il primo che va dal VII sec. d.C., epoca della fondazione, all'XI; il secondo dall'XI al XIII sec., periodo aureo per la Scuola salernitana sotto la spinta normanna ed infine il terzo, dal XIII al XV sec., periodo della decadenza. La Scuola medica salernitana fu fondata circa 400 anni prima dell'Università di Bologna (XI sec.) e 600 anni prima delle Università di Padova e Napoli (XIII sec.). Rappresentò, alla sua epoca, la vita del pensiero umano nel mondo: nelle scienze, nella filosofia, nella teologia, nel diritto e soprattutto nella medicina-chirurgia, per cui fu detta Hippocratica Civitas. Le conoscenze mediche dell'epoca, affluivano ad essa da ogni luogo e s'innestavano sul tronco di quella Civiltà greco-latina che Salerno aveva raccolto con tanta cura, senza respingere le conquiste scientifiche arabe. | | Riassunto in inglese | The Schola Medica Salernitana, founded in the 7th century, 400 years earlier than the University of Bologna and 600 years earlier than the University of Naples, knew its golden era between the 11th and 13th century, under the Norman influence. Medical knowledge and education, at that time, were shared with philosophy and theology influenced by the contacts and scientific acquisitions of the arab world. | | Parole chiave | | | Autori | F. TROISI |
- La Sonografia Doppler Transcranicastudio Della Reattivita' Vasomotoria Cerebrale
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 42 (2) 145-148, 1996 | | Titolo | La Sonografia Doppler Transcranicastudio Della Reattivita' Vasomotoria Cerebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica 1, Universit
di Padova | | Riassunto | La sonografia Doppler Transcranica permette di studiare la Reattivit
Vasomotoria cerebrale dopo stimolo farmacologico. In un gruppo di 15 pazienti portatori di occlusione monolaterale dell'arteria carotide interna extracranica si evidenziata la presenza di una significativa vasodilatazione basale nel territorio silviano omolaterale all'occlusione carotidea dove la Reattivit
Vasomotoria, studiata dopo stimolo farmacologico con Acetazolamide, risultata compromessa rispetto all'emisfero controlaterale. In particolare, l'Indice di Pulsatilit
basale ed il suo indice di asimmetria si sono dimostrati parametri altamente predittivi delle variazioni velocitometriche indotte dalla somministrazione di Acetazolamide. Tali parametri appaiono quindi altamente informativi sullo stato di vasodilatazione arteriolare compensatoria e sul grado di utilizzazione della riserva di perfusione cerebrale. Il Doppler Transcranico si dimostrata metodica affidabile e atraumatica in grado di rilevare le variazioni emodinamiche intracerebrali indotte dall'occlusione del segmento extracranico dell'arteria carotide interna. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. MENEGHETTI |
- LAMOTRIGINA EPILESSIA FARMACO RESISTENTE E TONO DELL'UMORE: OSSERVAZIONI SU 10 CASI
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 517-519, 1996 | | Titolo | LAMOTRIGINA EPILESSIA FARMACO RESISTENTE E TONO DELL'UMORE: OSSERVAZIONI SU 10 CASI | | Titolo in inglese | Lamotrigine in patients with refractory partial seizures | | Osp. / Clinica | | | Riassunto | Riportiamo l'osservazione relativa agli effetti della somministrazione di lamotrigina in associazione, in 10 pazienti affetti da epilessia parziale farmacoresistente. Sono stati valutati gli effetti del farmaco sulle crisi epilettiche e sul tono dell'umore. Abbiamo rilevato una riduzione della frequenza e/o dell'intensita delle crisi in 7 pz. su 10 ed un significativo miglioramento del tono dell'umore in 7 pz. su 10 (anche nei 2 pz. che non avevano riportato benefici sulle crisi epilettiche). | | Riassunto in inglese | The Author reports their data about the use od Lamotrigine as added therapy in ten patients suffering from refractory partial seizures. The effects of the drug on the seizures and on quality of life were studied. A decreased frequency and intensity of' seizures was observed in 7 out of' 10 pts. and there was also a significant improvement of mood in 7 pts., even if the drug was ineffective for the partial seizures. | | Parole chiave | | | Autori | R. FABBRI, G. MAZZINI, F. RASI |
- Le Alterazioni Del Campo Visivo In Caso Di Stenosi Severa Ma Asintomatica Della Carotide Sono Sintomo Premonitore Di Danno Cerebrale Ischemico?
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 31-35,1996 | | Titolo | Le Alterazioni Del Campo Visivo In Caso Di Stenosi Severa Ma Asintomatica Della Carotide Sono Sintomo Premonitore Di Danno Cerebrale Ischemico? | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale San Martino, Genova* Clinica Oculistica dell'Universit
, Genova | | Riassunto | Le complicanze oculari dell'occlusione e della stenosi severa della carotide sono conseguenza di un'ischemia prolungata dovuta a fattori emodinamici e/o embolici.Venti soggetti (11 maschi e 9 femmine), portatori di una stenosi asintomatica della carotide interna extracranica compresa tra il 70% e il 90%, evidenziata con metodica Duplex-Scanner, sono stati sottoposti a Perimetria Visiva Computerizzata e a Risonanza Magnetica Cerebrale al fine di individuare una possibile correlazione tra danno oculare e eventuali lesioni ischemiche cerebrali asintomatiche.14 dei 20 soggetti hanno mostrato alterazioni del campo visivo la cui gravit
non era correlata al grado di stenosi.L'incidenza di anomalie dell'arteria oftalmica non ha mostrato differenze significative tra il gruppo dei campi visivi normali e il gruppo dei campi visivi alterati.La presenza di lesioni ischemiche alla RM apparsa significativamente predominante nei soggetti con alterazioni del Campo Visivo.I risultati indicano l'opportunit
di effettuare la perimetria computerizzata in soggetti asintomatici portatori di una stenosi carotidea severa allo scopo di evidenziare danni oculari precoci e di selezionare i soggetti a maggior rischio di danno ischemico cerebrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. BRUSA, G. CORALLO*, E. GANDOLFO*, C. NOVARO*, G.A. OTTONELLO, U. RAITERI, E.SEMINO*, P. TAGLIAVACCHE* |
- Limiti E Possibilita' Del Doppler Transcranico Nello Studio Del Vasospasmo Cerebrale Postemorragia Subaracnoidea
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 81-84,1996 | | Titolo | Limiti E Possibilita' Del Doppler Transcranico Nello Studio Del Vasospasmo Cerebrale Postemorragia Subaracnoidea | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirurgia, Universit
Cattolica S.Cuore, Roma | | Riassunto | Abbiamo studiato sei pazienti consecutivi affetti da emorragia subaracnoidea impiegando il Doppler trancranico (TCD) e la TC cerebrale. L'et
era compresa tra i 43 ed i 69 anni. In accordo con la scala di Hunt ed Hess il quadro clinico era compreso tra il I ed il IV grado. L'incremento della pressione intracranica era responsabile del ""mascheramento"" dei segni emodinamici del vasospasmo cerebrale; questi ricomparivano dopo la correzione dell'ipertensione endocranica a seguito delle procedure terapeutiche adottate. In considerazione dell'esperienza in oggetto il TCD dovrebbe essere considerato uno strumento diagnostico indispensabile ma inadeguato per il monitoraggio della storia naturale del vasospasmo complicato dall'ipertensione endocranica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. VISOCCHI, M.MEGLIO, E.PROCACCINI, B. CIONI |
- Malformazioni Della Fossa Cranica Posteriore Rilevate Mediante Ecografia Cerebrale
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 119-123,1996 | | Titolo | Malformazioni Della Fossa Cranica Posteriore Rilevate Mediante Ecografia Cerebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Dottorato di ricerca in Medicina Materno-Infantile e dell'Et
EvolutivaIstituto Clinico di Pediatria Preventiva e Neonatologia, Universit
di Bologna | | Riassunto | Tra i neonati ricoverati presso l'Istituto Clinico di Pediatria Preventiva e Neonatologia dell'Universit
di Bologna, e sottoposti ad ecografia cerebrale transfontanellare nel periodo 1984-1995, sono stati studiati 12 casi di malformazione di Dandy-Walker (D-W) (cisti in fossa cranica posteriore comunicante con il IV ventricolo, ipoplasia cerebellare, elevazione del tentorio) e 13 di ipoplasia cerebellare. In tutti i casi lo studio stato completato mediante tomografia computerizzata o risonanza magnetica. I neonati con D-W presentavano diagnosi prenatale di cisti della fossa cranica posteriore o di idrocefalia. Le ipoplasie cerebellari sono state invece riscontrate casualmente in seguito ad indagini ecografiche eseguite in neon
ti ricoverati per altra patologia; in un neonato era presente microcrania. Dei 12 casi con D-W, 8 presentavano idrocefalia gi
alla nascita. In questi stato necessario l'inserimento di uno shunt liquorale ad un'et
compresa tra i 7 e 35 giorni di vita. In un caso l'idrocefalia si sviluppata tardivamente ed ha richiesto derivazione ventricolo-peritoneale all'et
di 9 mesi. In 4 neonati erano presenti malformazioni associate a carico del sistema nervoso centrale: in un caso si trattava di lissencefalia con meningocele parieto-occipitale, in un altro di oloprosencefalia con meningocele fronto-parietale, nei restanti 2 di oloprosencefalia lobare. Si sono verificati 2 decessi: 1 in prima giornata di vita per la presenza di ernia diaframmatica, l'altro per complicanze legate allo shunt cisto-peritoneale all'et
di 4 mesi. Dei 13 casi con ipoplasia cerebellare 4 pre sentavano sol o un interessamento del verme mentre in 9 l'ipoplasia era totale. Anomalie cromosomiche erano associate in 3 casi: in 2 si trattava di trisomia 18, nel terzo di sindrome di Turner. In un neonato era presente anche una agenesia del corpo calloso. Si verificato un decesso per cardiopatia (si trattava di un neonato affetto da trisomia 18). In letteratura la prognosi nei pazienti con D-W sembra dipendere in larga parte dalla presenza di eventuali malformazioni associate e dalle possibili complicanze legate alla derivazione. Nella nostra casistica disponibile il QS/QI per 3 bambini affetti da D-W, di cui 2 con malformazioni cerebrali associate: in tutti i casi esso.era nel range di normalit
. La prognosi dei pazienti con ipoplasia cerebellare varia a seconda del grado e dell'estensione dell'ipoplasia: le forme a prognosi migliore sono le ipoplasie emisferiche unilaterali. Negli altri casi, e soprattutto in presenza di malformazioni associate, sono frequenti ritardo psicomotorio, in genere non evolutivo, e le tipiche manifestazi oni del deficit cerebellare . Abbiamo ottenuto il QS/QI in 4 soggetti: esso risultava nella norma in 2 casi di ipoplasia del verme, senza malformazioni associate, e notevolmente ridotto in 2 casi di ipoplasia totale (1 di essi presentava microcrania). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.ANCORA*, S. DALLA VECCHIA, A. DAPPOZZO, F SANDRI, P.M.A. MAMMOLITI, G. COCCHI |
- MAPPE EEG NEL NORMALE INVECCHIAMENTO E NELLA DEMENZA TIPO ALZHEIMER
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (4), 323-329, 1996 | | Titolo | MAPPE EEG NEL NORMALE INVECCHIAMENTO E NELLA DEMENZA TIPO ALZHEIMER | | Titolo in inglese | EEG mapping in normal aging and dementia of Alzheimer type | | Osp. / Clinica | U. O. di Neurologia e Neuropsiologia Clinica, Ospedale Regionale di Aosta | | Riassunto | Il mappaggio topografico dell'EEG e stato eseguito in 63 soggetti sani di eta compresa tra 20 e 84 anni, suddivisi in 3 sottogruppi a seconda dell'età e in 20 pazienti affetti da demenza tipo Alzheimer (DAT). Lo scopo del presente lavoro e stato quello di valutare le modificazioni EEG nel normale invecchiamento e le eventuali differenze con pazienti affetti da DAT. Dal confronto statistico fra i 3 sottogruppi di soggetti sani non si e evidenziata una correlazione significativa fra l'eta e la frequenza dominante posteriore dell'alpina, mentre nei soggetti piu anziani si e osservato un decremento dell'attivita lenta di banda theta ed un aumento della potenza delle frequenze rapide. Al contrario, confrontando i pazienti dementi con controlli di pari eta si e evidenziato un incremento delle bande lente associato ad una riduzione sia di alpha che di beta. Infine allo scopo di valutare l'utilita del mappaggio EEG nella diagnosi clinica di DAT i singoli pazienti sono stati confrontati con il gruppo di soggetti sani di pari eta. II parametro piu sensibile e risultato l'incremento della potenza relativa di banda theta presente nell'85 %% dei casi. Nessuna alterazione e stata evidenziata in 3 pazienti che sono risultati i meno compromessi al Mini Mental State (MMS). Pertanto sulla base delle nostre osservazioni il mappaggio topografico da una parte conferma che le modificazioni EEG nella DAT e nel normale invecchiamento presentano caratteristiche opposte suggerendo un processo patologico differente, dall'altra la reale utilita diagnostica di questa metodica risulta incerta nelle forme lievi e/o precoci della malattia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. LIA, L. CARENINI, G. CORSO, E. BOTTACCHI |
- MIELITE RECIDIVANTE IN LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO. DESCRIZIONE DI UN CASO CLINICO CON LUNGO FOLLOW-UP
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 463-466, 1996 | | Titolo | MIELITE RECIDIVANTE IN LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO. DESCRIZIONE DI UN CASO CLINICO CON LUNGO FOLLOW-UP | | Titolo in inglese | Relapsing myelitis in systemic lupus erythematosus. Long-term follow-up of a case | | Osp. / Clinica | 1^ì Divisione di Neurologia, Istituto Nazionale Neurologico "C. Besta", Milano | | Riassunto | Tra le manifestazioni neurologiche del lupus eritematoso sistemico (LES), la mielopatia acuta trasversa e una evenienza non frequente ed ancor piu raramente assume un andamento ricorrente. Le difficoltà diagnostiche e i problemi prognostici che essa pone sono esemplificati dal caso di una giovane donna che osservammo per la prima volta nel 1984, che presento quali sintomi d'esordio del LES episodi recidivanti di mielopatia associati a neurite ottica. Non è noto se la patogenesi delle mielopatie acute trasverse in corso di LES sia vascolare o immunitaria, come noi assumiamo sia nel caso descritto. | | Riassunto in inglese | Acute transvers e myelitis (ATM) is an uncommon complication of systemic lupus erythematosus (SLE). A 23 year-old woman developed optic neuritis and recurrent weakness of the right leg. At 31 she presented ATM plus fever, rash, pleuritis and Raynaud's phenomenon; IgG index and oligoclonal IgG were increased in CSF. A year laser ATM occurred again and she was diagnosed with SLE following American Rheumatic Association criteria. Ten years laser the patient is still on steroids, as attempts to reduce the dosage below 30 mg/day have always worsened her clinical! condition. The pathogenesis of ATM in SLE is unknown and may be heterogeneous. The response to steroids plus intrathecal IgG synthesis in our patient suggest that an autoimmune mechanism underlies the relapsing ATM. | | Parole chiave | | | Autori | D. TESTA, V. FETONI, D. MONZA, F. GIROTTI |
- MIOPATIA MITOCONDRIALE CON ESPRESSIONE CLINICA TIPO DISTROFIA OCULO-FARINGEA: STUDIO Dl UN CASO FAMILIARE
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 481-486, 1996 | | Titolo | MIOPATIA MITOCONDRIALE CON ESPRESSIONE CLINICA TIPO DISTROFIA OCULO-FARINGEA: STUDIO Dl UN CASO FAMILIARE | | Titolo in inglese | Mitochondrial myopathy with clinical! expression of an oculo-pharyngeal muscular dystrophy: a familial case | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Azienda Ospedaliera "Papardo", Messina * Clinica Neurologica 2, Università di Messina ** Divisione di Biochimica e Genetica, Istituto Nazionale Neurologico "C. Besta", Milano | | Riassunto | Riportiamo qui lo studio clinico, biochimico e genetico-molecolare eseguito su due donne (madre e figlia) con esordio clinico, nella seconda decade, caratterizzato da ptosi palpebrale e disfagia tipo Distrofia Muscolare OculoFaringea (OPMD). Successivamente entrambe le pazienti mostrarono oftalmoplegia esterna progressiva, deficit di forza prossimale ai 4 arti e elevata lattacidemia. L'EMG mostrava reperti miopatici mentre la biopsia muscolare rivelava la presenza di una miopatia mitocondriale con fibre "ragged rea" e fibre con assente reattività per la citocromo c ossidasi. L'esame biochimico confermava il deficit parziale di citocromo c ossidasi mentre l'analisi molecolare mediante Southern Blot rivelava delezioni multiple del DNA mitocondriale confermate mediante studio con PCR. Le nostre pazienti, pur avendo avuto sintomi iniziali tipo OPMD, erano invece affette da una miopatia mitocondriale con delezioni multiple del DNA mitocondriale. Questi aspetti molecolari sono generalmente compatibili con una o più mutazioni del DNA nucleare che secondariamente alterano il DNA mitocondriale. Ciò suggerisce, nelle nostre pazienti, una malattia ad ereditarietà autosomicodominante, sebbene una trasmissione di tipo matrilineare non possa essere esclusa. | | Riassunto in inglese | We report here the clinical!, biochemical and molecular genetic features of two women (mother and daughter) with onset, in their twenties, of eyelid ptosis and dysphagia mimicking an Oculo-Pharyngeal Muscular Dystrophy (OPMD). Later on they evidenced ophtalmoplegia and proximal muscle weakness as well as lactic acidosis. Myopathic EMG was present in both patients. Muscle biopsy revealed a number of"ragged red fibers" and cytochrome coxidase negative fibers in both cases. Biochemical analysis showed a partial cytochrome c oxidase deficiency. Southern blot analysis revealed mitochondrial DNA (mtDNA) multiple deletions that were confirmed by PCR studies. Although these patients seemed to be initially affected by OPMD, they had a mitochondrial myopathy with mtDNA multiple deletions. These genetic aspects are compatible with a primary genetic change in the nuclear DNA secondarily damaging the mtDNA. This suggests an autosomal -dominant trait in this family, although a matrilinear inheritance cannot be ruled out. | | Parole chiave | | | Autori | G. DE LUCA, A. TOSCANO*, M. ZEVIANI**, L. ARCUDI, C. RODOLICO*, M. AGUENNOUZ*,M.C. FAZIO*, F. CARRARA**, G. VITA* |
- Misurazione Indiretta Della Pressione Di Perfusione Cerebrale Mediantedoppler Transcranico. Studio Clinico
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1),105-108, 1996 | | Titolo | Misurazione Indiretta Della Pressione Di Perfusione Cerebrale Mediantedoppler Transcranico. Studio Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | DipartimentodiScienze Neurologiche,Azienda Ospedaliera ""S. Mari "",TerniUniversit
degli Studi di Perugia, Sede di Terni | | Riassunto | Gli AA. prendono in esame 15 pazienti consecutivi affetti da una patologia della dinamica liquorale nei quali stata effettuata un'analisi simultanea della pressione intracranica, della pressione arteriosa sistemica e della velocit
del flusso ematico cerebrale, analizzando quest'ultima mediante Doppler transcranico. La correlazione tra i vari parametri stata effettuata durante il test di infusione a velocit
costante eseguito secondo la metodica di Katzmann e Hussey. Tale test viene eseguito con l'intento di valutare la presenza di una alterazione della dinamica liquorale.I dati ottenuti mostrano che una buona correlazione di tipo lineare o moderatamente esponenziale tra l'indice di resistenza e/o l'indice di pulsatilit
con la pressione di perfusione cerebrale esiste relativamente a ciascun paziente considerato, mentre non sembra possibile riscontrare una correlazione statisticamente significativa quando si prendano in considerazione globalmente i dati relativi a tutti i pazienti esaminati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. ANILE, A. MANGIOLA, S. CARLETTI, D. COSTANTI, D. FRONDIZI, G.IANNONE, A.TRENTA, C.SPERA, G.MAIRA |
- Misurazione Indiretta Della Pressionedi Perfusione Cerebrale Mediante Doppler Transcranico. Studio Sperimentale
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 101-104, 1996 | | Titolo | Misurazione Indiretta Della Pressionedi Perfusione Cerebrale Mediante Doppler Transcranico. Studio Sperimentale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | DipartimentodiScienze Neurologiche,Azienda Ospedaliera ""S. Mari "",TerniUniversit
degli Studi di Perugia, Sede di Terni | | Riassunto | Gli AA. hanno eseguito uno studio sperimentale utilizzando 8 maiali in cui stata prodotta una condizione di ipertensione endocranica reversibile infondendo soluzione fisiologica nel ventricolo laterale. In tutti gli animali sono stati monitorizzati i seguenti parametri: pressione intracranica mediante il catetere utilizzato per l'infusione; pressione arteriosa sistemica per mezzo di un catetere inserito nell'arteria carotide comune e velocit
di flusso misurata con tecnica Doppler a livello del seno sagittale superiore e dell'arteria carotide interna intracranica, previa esecuzione di appropriate craniectomie. Sui dati ottenuti a livello carotideo sono stati calcolati l'indice di resistenza e l'indice di pulsatilit
, al fine di verificare la possibilit
di una misurazione indiretta della pressione di perfusione cerebrale, monitorizzando la velocit
del flusso ematico cerebrale a livello arterioso intracranico. Inoltre i parametri di pressione arteriosa sistemica e di pressione intracranica sono stati analizzati utilizzando due metodi introdotti in precedenza da altri Autori al fine di verificarne l'attendibilit
come valutazione indiretta della pressione di perfusione cerebrale e/o della pressione intracranica. Correlazioni statisticamente significative tra i valori di pressione di perfusione cerebrale e/o di pressione intracranica reali rispetto a quelli valutati indirettamente con le diverse metodiche sopra elencate sono state riscontrate in sette animali su otto. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. ANILE, A. MANGIOLA, S. CARLETTI, D. FRONDIZI, C. PIZZONI,C. SPERA, G. MAIRA |
- Modificazioni Dei Parametri Di Velocita' Di Flusso Delle A. Cerebrali Posteriori Indotte Dai Movimenti Del Rachide Cervicale In Soggetti Normali
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 57-60,1996 | | Titolo | Modificazioni Dei Parametri Di Velocita' Di Flusso Delle A. Cerebrali Posteriori Indotte Dai Movimenti Del Rachide Cervicale In Soggetti Normali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Diagnostica Vascolare non invasiva, Ospedale S. Carlo Borromeo, Milano | | Riassunto | In letteratura scarseggiano gli articoli circa la risposta fisiologica dei flussi delle a. cerebrali posteriori e del tronco basilare all'assunzione delle diverse posizioni del rachide cervicale, risposta esaminata mediante doppler transcranico. Inoltre questi articoli non fanno menzione della posizione d'esame (ortostasi o seduta) n analizzano il comportamento delle componenti di velocit
sistolica e diastolica. Gli AA. analizzano le modificazioni dei parametri di velocit
delle a. cerebrali posteriori in soggetti normali in ortostasi, osservando come all'inizio di ogni manovra (ed al ritorno alla posizione assiale o neutra) si registri un decremento di velocit
perdurante 10"" indi ripristino dei valori pretest attraverso una fase transitoria di incremento di velocit
della stessa durata. La brevit
dei tempi e la maggior espressione a carico del flusso diastolico fanno ipotizzare in analogia al test di apnea e variazione della pressione sistemica, I'intervento, finalizzato all'omeostasi, da parte dell'autoregolazione cerebrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M.FUMAGALLI, L. DEL RE, G. CASTAGNETTA, C. MARIANI |
- Neurocitoma Centrale:caratteristiche Clinico-patologiche E modalita Del Trattamento Chirurgico
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (1), 59-66, 1996 | | Titolo | Neurocitoma Centrale:caratteristiche Clinico-patologiche E modalita Del Trattamento Chirurgico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione d i Neurochirurgia 11, * Istituto d i Anatomia Patologica, Ospedale Bellaria, Bologna | | Riassunto | Il neurocitoma è una rara neoplasia del Sistema Nervoso Centrale caratterizzato da cellule con differenziazione neuronale, che all'esame ultrastrutturale presentano granuli secretori, sinapsi e positività immunocitochimica per la sinaptofisina.Se asportati completamente il loro comportamento biologico è prevalentemente benigno.Caratteristiche principali del neurocitoma sono la sede intraventricolare (nei ventricoli laterali), la prevalenza in soggetti giovani-adulti e l'esordio clinico rappresentato principalmente da sintomi e segni di ipertensione endocranica.Riportiamo le caratteristiche clinico-radiologiche istopatologiche, le modalità ed i risultati del trattamento chirurgico in 4 pazienti con neurocitoma centrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. GIULIONI, A. FIORAVANTI, N. ACCIARRI, F. GIANGASPERO*, M. MONDANI, F. CALBUCCI |
- Neuromodulazione E Circolo Cerebrale. Ipotesi Clinico-sperimentali Per Un Trattamento Del Danno Cerebrovascolare
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 69-73, 1996 | | Titolo | Neuromodulazione E Circolo Cerebrale. Ipotesi Clinico-sperimentali Per Un Trattamento Del Danno Cerebrovascolare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirurgia, Universita Cattolica, Roma | | Riassunto | Dopo la dimostrazione sull'uomo di un effetto terapeutico della stimolazione spinale (SM) sul flusso ematico periferico, nel 1986 Hosobuchi ne studi per primo le interferenze anche sul flusso ematico cerebrale (FEC). Il nostro gruppo (Meglio '87) ha dimostrato un effetto emodinamico della SM sul FEC in termini di incremento o di riduzione. Mediante studio flussimetrico (SPECT) o velocitometrico (Doppler Transcranico - TCD), quando presente, stato possibile identificare una risposta emodinamica del medesimo segno. L'evidenza di una riduzione del FEC molto rara e si presenta pi frequentemente per localizzazioni molto caudali dell'elettrodo (16% delle SM toraciche). La SM cervicale induce pi frequentemente un incremento del FEC (61% delle SM cervicali). I test di autoregolazione cerebrale effettuati nel nostro laboratorio in pazienti prima e durante la SM hanno suggerito un'interferenza di tipo competitivo tra la SM e la regolazione del FEC C02 mediata). Inoltre in un nostro studio sperimentale (Visocchi et al. '94) abbiamo confermato che la SM interferisce con il FEC dei conigli attraverso un meccanismo di sinpaticolisi funzionale reversibile. Ulteriori studi sperimentali suggeriscono che la SM 1) previene drasticamente la progressione dell'infarto cerebrale nei gatti (Matsui et al. '89); 2) migliora i sintomi clinici dei pazienti in stato vegetativo persistente (Kanno et al. '89); 3) sopprime gli attacchi di cefalea nei pazienti emicranici (Robaina '90); 4) riduce significativamente l'edema ischemico cerebrale nei ratti (Gonzalez-Darder et al. '91). Sulla scorta di tali premesse clinico-sperimentali Hosobuchi ha impiegato per primo la SM nel trattamento dell'ischemia cerebrale nell'uomo ('91). Pi recentemente abbiamo anche noi confermato un simile effetto sull'ischemia cerebrale (Visocchi'94) e sul vasospasmo secondario ad emorragia subaracnoidea. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. VISOCCHI |
- Neuropsicologia E Neurofisiologia Computerizzata:proposta Di Un Metodo Interattivo
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (3), 249-255,1996 | | Titolo | Neuropsicologia E Neurofisiologia Computerizzata:proposta Di Un Metodo Interattivo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Neuropsichiatria infantile - Clinica Pediatrica - Universit
di Bologna | | Riassunto | Proponiamo un metodo computerizzao innovativo al fine di rendere l'applicazione di test neuropsicologici sperimentali e clinici pi precisa e fruibile. Il sistema esposto, ""Advanced Timed High Executive Neuropsychological Assessment"" - A.T.H.E.N.A., (1) si basa su valutazioni specifiche da parte di studiosi delle funzioni superiori ed di tipo multimodulare, dotato di scheda verbale e 'touch screen' per fornire un approccio diretto e ottenere risultati inequivocabili.Tutti i test vengono proposti tramite messaggio verbale e/o visualizzati sullo schermo, I'esecuzione viene compiuta tramite risposta manuale sullo stesso schermo.Il metodo permette alcuni indubitabili vantaggi:- assoluta sovrapponibilit
metodologica;- precisione inequivocabile di giudizio;- correlazione con ulteriori parametri clinico-laboratoristici;- capacit
di connessione telematica con altri centri;- annullamento di interferenze contestuali nel rapporto col paziente;- somministrazione facilitata anche in assenza di personale specializzato.La batteria di test selezionati composta dalle prove seguenti:1. Tempi di reazione.Test di vigilanza e di reattivit
globale; valuta una reazione immediata a stimoli visivi semplici (FRECCE), lateralizzati nei due emicampi e di colorazione diversa per inibire effetti di pregnanza (rosso a destra, verde a sinistra): richiesta una risposta motoria tattile immediata sullo schermo (3).a) Semplici (SRT): livello primario di attenzione sostenuta e prevalenza di lato: frecce dirette verso l'esterno in sequenza: richiesta una risposta omolaterale alla loro direzione.b) In scelta multipla (ChRT): variazione pseudorandomizzata di direzione degli stessi simboli: primo livello di attenzione selettiva: frecce con posizione e direzione alternate.c) In scelta multipla condizionata (CoRT) :aggiunta fattori'condizionanti""'= / X "", per una risposta congrua (=) o incongrua (X), omo o controlaterale alla direzione delle frecce. Comporta un livello maggiore di attenzione selettiva e capacit
mnesico-procedurali.2. Attenzione. Indagine globale delle due principali vie di afferenza sensoriale: uditiva e visiva; richiesta per entrambe una risposta motoria sullo schermo.a) Auditivo-motoria: reazione motoria binaria alternativa (tapping singolo o doppio) a n.30 stimoli uditivi pseudorandomizzati, semplici (bip) o in sequenza (bip-bip) (4).b) Visuo-motoria: discriminazione spaziale di n.30 figure determinate: ""campane"" in una schermata di figure variabili; tempo limite di un minuto (5).3. Memoria . Da una Batteria standardizzata per l'et
pediatrica e adulta (6) si sono scelte due prove verbali e due omologhe visive per utilit
presunta ed agevole informatizzazione: Verbale.a) Riconoscimento: 24 frasi, lette prima di fattori distraenti, vengono fatte riconoscere per indicazione su gruppi di 4 frasi, senza alcuna conferma . Tempo limite per item: 5"".b) Apprendimento associativo: 5 coppie di parole differenti per classe fonologica, grafica e semantica denominate in sequenza, poi, citata una parolaper coppia, fatte appaiare, mediante indicazione tattile, alla reciproca esposta insieme alle altre; la prova fatta ripetere tre volte con ordine spazia-le diverso. Ad ogni scelta, affermata la propriet
o corretto l'errore con ripetizione della coppia esatta. Tempo limite, 5"" per item.Visiva. Item equivalenti a quelli verbali vengono fatti osservare sullo schermo:a) Apprendimento associativo: 5 coppie di immagini astratte non verbalizzabili, differenti fra loro, esposte per un tempo di 5""; viene richiesto l'appaiamento di ogni met
con la reciproca, mostrata in gruppi di 5; l'esattezza confermata o corretta con la riesposizione della coppia iniziale. La prova ripetuta in tre ordini diversi per 5"" ad ogni coppia.b) Riconoscimento: 24 figure astratte, osservate in precedenza, sono riproposte in scelta multipla di 4 e fatte indicare, senza alcuna correzione di errore. Tempo limite, 5"" per item.4. Intellettualizzazione visiva # Matrici Progressive Colore. Ô stato selezionato questo test per la larga diffusione e le vaste possibilit
di applicazione. Ô registrata l'esattezza di scelta, la sua localizzazione spaziale e, dove possibile, la variet
di errore astrattivo: perseverativo, globalizzante. In caso di errore iniziale viene fornita una correzione verbale e la simultanea rappresentazione visiva.I test sono stati selezionati come liberi da influenze culturali e le prove sono temporizzate al millisecondo con lo scopo di operare collegamenti con esami neurofisiologici e con altri computerizzati: tecniche di 'imaging' cerebrale dinamico; parametri laboratoristici in sequenza.Alcune tecniche neurofisiologiche computerizzate sono gi
state collegate al sistema tramite un cavo-trigger dotato di porta seriale: EEG, PEV, PEA, PES, PELL. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. SAMOGGIA, E. FRANZONI |
- NUOVI FARMACI ANTI EPILETTICI: RAPPORTO COSTI/BENEFICI
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 513-515, 1996 | | Titolo | NUOVI FARMACI ANTI EPILETTICI: RAPPORTO COSTI/BENEFICI | | Titolo in inglese | New antiepileptic drugs and the cost-benefits ratio | | Osp. / Clinica | Ospedale "A. Cardarelli", Napoli | | Riassunto | Negli ultimi anni una notevole attivita di ricerca e stata dedicata alla terapia dell'epilessia tanto che numerosi sono i nuovi farmaci oggi a disposizione del Neurologo, farmaci che avrebbero tutti le caratteristiche di ridurre il numero delle crisi nei pazienti farmacoresistenti. Il costo del trattamento con queste nuove molecole risulta certamente piu elevato e cio rende indispensabile valutare con attenzione - in un momento come questo in cui c'e particolare preoccupazione al contenimento dei costi - la quantificazione del profilo costo/benefici. | | Riassunto in inglese | In recent years several new anti-epileptic drugs have been introduced into the italian market, some of them with a specific molecular-tailored mechanism of action. Most of them are "add on drugs" therefore expected to improve the effectiveness of treatment when added to previous therapies with traditional anti-epileptic-drugs (A.E.D.). The cost of these new drugs is often significantly high and therefore specific attention in therapeutical choices has to be dedicated to the cost/benefits ratio. | | Parole chiave | | | Autori | L. STELLA |
- Occlusione Della Carotide Al Collo:confronto Tra I Dati Clinici, Ultrasonori E Spect
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 19-23,1996 | | Titolo | Occlusione Della Carotide Al Collo:confronto Tra I Dati Clinici, Ultrasonori E Spect | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Div. di Neurologia O.M. Vittoria, * Med. Nucl., Universit
C., Torino | | Riassunto | E' noto come pazienti portatori di occlusione della carotide extracranica (ICA) possano presentare evoluzioni cliniche molto differenti. Scopo dello studio è stato di analizzare l'influenza svolta dai fattori emodinamici sul decorso di malattia. 85 pz. affetti da occlusione della ICA al collo (in 5 casi bilaterale) sono stati sottoposti a ecocolordoppler, TAC cranica, Doppler Transcranico e SPECT con HM-PAO. Le ICA sono state suddivise in 3 gruppi: I asintomatiche (19), II responsabili di TIA e strokes lievi (28), III responsabili di strokes moderati e severi (45). Nei pz. con carotidi del II gruppo si sono osservati molto più frequentemente infarti emodinamici alla TAC (77% contro 33% e 2%), bassi valori di Pulsatility Index (P.I.) (100% contro 63% e 19%), valori di Pulsatility Transmission Index < 0.60 (68% contro 26% e 0%), ridotta efficienza della riserva vasomotoria (VMR) (96% contro 32% e 46%). In questo gruppo la SPECT ha evidenziato aree di ipoperfusione nel 68% dei pz. contro il 21% e il 100%.Durante il follow up (durata media 4 anni) 10 nuovi strokes si sono osservati nei pz. con carotidi del III gruppo e 10 Tia in pz. con carotidi del II. In tutti questi ultimi il TCD ha rilevato un progressivo esaurimento della VMR e una riduzione della Mean Velocity (Vm) nella MCA, mentre alla SPECT si sono osservate accentuazioni delle asimmetrie di captazione corticali.Per concludere i fattori emodinamici sembrano svolgere un ruolo rilevante nei pz. con carotidi del II gruppo. Tra questi ultimi una progressiva riduzione della funzionalità della VMR, una riduzione della Vm nella MCA, un incremento delle asimmetrie di captazione, come rilevati dal TCD e dalla SPECT, sembrano fortemente associati con eventi cerebrovascolari successivi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D.GIOBBE, G.C. CASTELLANO* |
- Organizzazione E Finalita' Della Stroke-unit
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2), 165-168, 1996 | | Titolo | Organizzazione E Finalita' Della Stroke-unit | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica e Centro Ictus ""Luciano Garello"", Ospedale S. Martino, Genova | | Riassunto | Viene esposta l'attivit
della Stroke Unit organizzata come modulo assistenziale della Divisione di Neurologia dell'Ospedale S. Martino di Genova nei primi 12 mesi di attivit
(1993-94). Sono forniti i dati relativi al numero dei ricoveri, ai tempi di degenza, all'outcome dei pazienti classificati all'ingresso secondo la Canadian Neurologic Scale (C.N.S.) e la Scandinavian Neurologic Scale (S.S.S.). Tali dati concordano con quelli riportati in letteratura.I risultati pi favorevoli si sono ottenuti nei pazienti senza compromissione dello stato di coscienza, minore gravit
secondo C.N.S. e S.S.S., e pi giovane et
. C.N.S. e S.S.S. sono risultati tra loro correlate.Nella gestione del centro si rivelata importante la collaborazione di differenti specialisti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. SENEGHINI, G. REGESTA |
- Ormoni Ed Epilessia
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (1), 7-22, 1996 | | Titolo | Ormoni Ed Epilessia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Centro Epilessia - U. O. Neurologia /Neurofisiopatologia - Ospedale USL 8 Arezzo | | Riassunto | Le interazioni tra epilessia, farmaci antiepilettici e funzioni ormonali sono complesse. Lo scopo di questo lavoro quello di presentare le attuali conoscenze sull'argomento.Molti fattori collegati con le funzioni ormonali possono avere un impatto nel corso dell'epilessia. Gli ormoni influenzano le funzioni cerebrali e possono alterare la soglia convulsiva modificando l'eccitabilit
neuronale. Il pattern e la frequenza delle crisi epilettiche possono presentare variazioni in certi momenti della vita, probabilmente in relazione ad alterazioni ormonali. La gravidanza, per esempio, si pu associare ad un aumento della frequenza delle crisi. Modificazioni della frequenza delle crisi sono osservate anche all'interno del ciclo mestruale, con una tendenza alla riduzione durante la fase luteinica ed un incremento quando i livelli di progesterone diminuiscono.Le crisi epilettiche, specialmente quelle che originano dal lobo limbico, possono avere dirette influenze sull'asse ipotalamo-ipofisario. Dopo crisi epilettiche generalizzate e parziali sono state descritte modificazioni transitorie dei livelli plasmatici degli ormoni. Inoltre i pazienti con epilessia sembrano presentare una aumentata frequenza di disordini endocrini e riproduttivi.Anche i farmaci antiepilettici possono influenzare le funzioni ormonali tramite effetti diretti a livello cerebrale e modificazioni della farmacocinetica delle sostanze ormonali. Vengono illustrate le principali conoscenze sulle interazioni tra farmaci antiepilettici ed ormoni. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. SEVERI, A. BIANCHI |
- Pazienti Sintomatici Dopo Restaurazione Del Flussosucclavio Mediante Bypasses Intersucclavici Odinterposizione Tra Succlavia E Carotide Comune
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2), 190, 1996 | | Titolo | Pazienti Sintomatici Dopo Restaurazione Del Flussosucclavio Mediante Bypasses Intersucclavici Odinterposizione Tra Succlavia E Carotide Comune | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Diagnostica Vascolare non Invasiva. OSCB, Milano | | Riassunto | In alcuni pazienti trattati per occlusione delle succlavie prevertebrali o del tronco anonimo, con procedure di rivascolarizzazione extranatomiche (bypasses intersucclavici o carotido-succlavici in vena autologa o protesi), abbiamo rilevato la comparsa ex novo od il peggioramento di sintomi cerebrovascolari in assonanza alla non reintegrazione postoperatoria di un valido flusso vertebrale ipsilaterale. Per ""valido"" intendiamo una direzione ortodromica e una regolare ascesa sistolica, comparati ai dati preoperatori. Descriviamo un caso paradigmatico di donna di a. 66, operata di bypass intersucclavio per occlusione del tronco anonimo con ostii distali liberi. Poco tempo dopo l'intervento inizia a lamentare vertigini oggettive, deambulazione incerta ed episodi di amaurosis fugax destri. Quadro ecodoppler: emodiversione vertebrale destra intermittente (v1-v4) (mentre nel preoperatorio era di tipo permanente verso la succlavia), netta diminuzione del flusso in CC con placche all'ostio della CI verosimilmente responsabili delle documentate embolie retiniche.Analisi critica: la paziente peggiorata clinicamente, perch il flusso protesico postvertebrale privilegia il flusso verso l'arto superiore (scomparsa dell'anisosfigmia) e non possiede la ""spinta"" = pressione sufficiente a rifornire in senso ortodromico la vertebrale e la cc ipsilaterali, in quanto questi assi lavorano in senso antigravitario. Oltre che la sede pre o postvertebrale, altro comune denominatore dei casi osservati (peraltro operati in sedi diverse, il tipo di anastomosi effettuata terminolaterale; noto, infatti, che l'anastomosi terminoterminale fornisce migliori profili emodinamici e minori perdite di carico rispetto alle lateroterminali pur se ben spatolate. L'esclusione-defunzionalizzazione della vertebrale dx sino alla confluenza con il tronco basilare documentata dal doppler transcranico, associata all'ipoafflusso carotideo destro rende ragione di come durante una compressione della residua vertebrale si crei una condizione di relativa transitoria ischemia non compensata a livello e oltre la distribuzione del circolo di Willis. Una valutazione pi attenta dell'emodinamica globale della paziente anche con doppler transcranico, avrebbe suggerito una strategia terapeutica diversa e fruttuosa, come ad esempio un bypass intercarotideo, un reimpianto vertebrale ed una TEA della biforcazione carotidea destra. Un'altra possibilit
di adeguamento della funzionalit
dell'anastomosi scelta potrebbe essere il controllo intraoperatorio della qualit
dei flussi, ma quest'ultima promettente metodica riserva ancora delle difficolt
tecniche e necessit
di uno stato emodinamico stabile. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Fumagalli, L. Del Re, G. Castagnetta, S. Zaccone |
- POLIRADICOLONEVRITE ASSOCIATA A ENCEFALITE TRONCO-ENCEFALICA: VARIANTE DELLA SINDROME DI MILLER-FISHER? A PROPOSITO DI UN CASO CLINICO
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 473-476, 1996 | | Titolo | POLIRADICOLONEVRITE ASSOCIATA A ENCEFALITE TRONCO-ENCEFALICA: VARIANTE DELLA SINDROME DI MILLER-FISHER? A PROPOSITO DI UN CASO CLINICO | | Titolo in inglese | Polyradiculoneuritis associated with brainstem encephalitis: a variant of Miller-Fisher Syndrome? Case report | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale S. Paolo, Savona Servizio di Neuroradiologio, Ospedale S. Corona, Pietra Ligure, Savona | | Riassunto | Viene descritto un paziente con encefalite troncoencefalica a decorso clinico e neuroradiologico migliorativi associata a grave e persistente polineuropatia motoria prevalentemente assortale con anticorpi IgM anti-asialoganglioside GM1 nel sangue. Questo caso si inserisce all'interno dello spettro di malattie neurologiche su base immunitaria che vede ad un estremo la encefalite troncale di Bickerstaff ed all'altro la radicolopolineurite acuta di Guillain Barre. In posizione intermedia di tale spettro e situata la Sindrome di Miller-Fisher, dalla quale il nostro caso si differenzia sul piano clinico e laboratoristico. | | Riassunto in inglese | We describe one patient with a brainstem encephalitis with a favourable course and a severe persistent motor polineuropathy of the axonal type, with IgM anti-asyaloganglioside GM1 serum antibodies. This case might be included in the spectrum of immuno-mediated neurological disorders encompassing Bickerstaff's brainstem encephalitis at one end and the polyneuritis of Guillain-Barre at the other. In midposition of the spectrum stands the syndrome of Miller-Fisher, from which our case differs under many clinical! and laboratoristic aspects. | | Parole chiave | | | Autori | C. TOMASINA, F. DE MERRA, G. GIANNI*, M. MANZINO, G. MICHELOZZI*,G. VALENTI, A. LEONARDI |
- Presentazione Di Un Data Base Relazionale Per La Gestione Degli Esami Doppler Transcranici
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 65-68,1996 | | Titolo | Presentazione Di Un Data Base Relazionale Per La Gestione Degli Esami Doppler Transcranici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurochirurgica, Policlinico Universitario, Messina | | Riassunto | Presentiamo un data base relazionale, che ha come scopo quello di archiviare gli esami seriali doppler transcranici effettuati. Il software utilizzato a tale scopo il pacchetto Access della Microsoft, che grazie alle sue potenzialit
coniugate ad una relativa facilit
d'uso anche con configurazioni hardware non particolarmente potenti, consente l'utilizzazione di schede multiple tra loro relazionate e la generazione di grafici flussimetrici e velocimetrici particolarmente utili per una corretta monitorizzazione del paziente. Possiamo infine concludere sottolineando come tale data base aiuta nella interpretazione degli esami doppler, soprattutto con i grafici e la possibilit
di fare un proprio archivio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D.G.IACOPINO, S.LUCERNA,F.M. SALPIETRO, F.TOMASELLO |
- Prevalenza Di Segnali Ad Elevata Intensita' Al Doppler Transcranico In Pazienti Portatori Di Valvole Cardiache Artificiali Di Differente Tipo
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 51-54,1996 | | Titolo | Prevalenza Di Segnali Ad Elevata Intensita' Al Doppler Transcranico In Pazienti Portatori Di Valvole Cardiache Artificiali Di Differente Tipo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento Scienze Neurologiche, Universit
degli Studi di GenovaCNR Centro di Studio per la Neurofisiologia Cerebrale, Genova; * Servizio di cardiologia, Ospedale di Genova Nervi | | Riassunto | Abbiamo valutato la frequenza di segnali ad elevata intensit
registrabili al doppler transcranico (HITS) in 20 soggetti portatori di valvole cardiache artificiali, di tipo BiCarbon e St. Jude (rispettivamente 17 e 3). Tutti i pazienti sono stati sottoposti a monitoraggio bilaterale sulle arterie cerebrali medie per la durata di 30'. In tutti sono stati registrati HITS, senza differenza tra cerebrale media destra e sinistra. Lo studio della correlazione tra frequenza di HITS e parametri clinici, cardiologici e coagulativi ha evidenziato una correlazione positiva tra HITS ed et
della valvola (p=0.007) ed una correlazione negativa tra HITS e aumento dei diametri ventricolari in telediastole (p=0.04). Non sono emerse differenze significative per quanto concerne altri parametri ecocardiografici, eventi clinici, presenza di fibrillazione atriale, tasso di protrombina; nessuna differenza stata rilevata nella frequenza di HITS tra differente sede di protesi valvolare (aortica o mitralica) e tra differenti tipi di valvole. In conclusione il rilievo di HITS frequente in pazienti portatori di valvole cardiache artificiali, e sembra correlato con l'et
della valvola e con assenza di ingrandimento telediastolico ventricolare all'ecocardiogramma. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S.ANGELI, C.FINOCCHI, M.DEL SETTE, G.L. BRUZZONE, L;BADANO*, P.ZAGAMI, C. GANDOLFO |
- Protocollo Fes Per L'arto Superiorenell'emiplegico
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (3), 245-248, 1996 | | Titolo | Protocollo Fes Per L'arto Superiorenell'emiplegico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Elaborazione dell'Informazione, CNR, Pisa* Dipartimento di Scienze dell'Informazione, Universit
di PisaĝIstituto di Clinica Neurologica, Sezione Aggregata di Neuroriabilitazione, Universit
di Pisa^ARTS Lab, | | Riassunto | Scopo del presente lavoro lo studio delle relazioni tra muscoli distali e prossimali all'interno di tre classi di movimenti dell'arto superiore. Tali relazioni sono state indagate su parametri estratti dal segnale elettromiografico (EMG) di superficie, registrato durante ciascun movimento, in soggetti di controllo. I segnali EMG sono stati elaborati tenendo conto anche delle curve cinematiche corrispondenti a ogni movimento in studio per estrarre parametri utili quali input di una rete neurale supervisionata. Tale rete dovr
classificare i tipi di movimento e correlarli al task motorio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M.L. MANCA, A. STARITA*, M.C. CARBONCINIĝ, S. STRAMBIĝ, P. DARIO^, A. SABATINI^, E. GUGLIELMELLI^, S. MICERA^, P. LISI^, B. ROSSIĝ |
- PROTOCOLLO NEURORIABILITATIVO DEL PAZIENTE IN COMA
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 541-543,1996 | | Titolo | PROTOCOLLO NEURORIABILITATIVO DEL PAZIENTE IN COMA | | Titolo in inglese | Protocol of neurorehabilitation of comatose patient | | Osp. / Clinica | Servizio di Recupero e Rieducazione Funzionale, A.O. "A. Cardarelli", Napoli ° Divisione di Neurochirurgia, A. O. "A. Cardarelli", Napoli | | Riassunto | Il trattamento riabilitativo riveste particolare importanza quando viene rivolto a pazienti degenti in Rianimazione. Acquista infatti peculiarità diverse da quelle del neuroleso sveglio e cosciente, favorendo lo svezzamento del respiratore automatico prevenendo le complicanze articolari e muscolari da prolungata e forzata immobilizzazione, e da posture viziate, stimolando infine la ripresa dello stato di coscienza. Viene pertanto riportato il protocollo riabilitativo impiegato nei pazienti neurolesi degenti presso le unita di neurorianimazione dell'Ospedale Cardarelli di Napoli (I Servizio di Rianimazione, III Servizio di Rianimazione e Terapia Intensiva Pediatrica, Terapia Intensiva post-operatoria di Neurochirurgia). | | Riassunto in inglese | Rehabilitation treatment is of particular importance when applied to the patients of a Reanimation Unit, beeing very different than the patients with neurological! lesions but awaked and aware. It is very important the breaking of the authomatic respirators, the prevention of articular and muscular complications of forced immobilization and the stimulation for the recovery of the consciousness. The Rehabilitation Protocol of the patients of the Neuroreanimation Center of the Cardarelli Hospital of Naples and the allied Units of Intensive Theraphy of the same hospital is presented. | | Parole chiave | | | Autori | AA.TROISI, T.QUARTO, S.ACAMPORA° |
- REAZIONI EMOTIVE E RELAZIONE MEDICO- PAZIENTE NELLA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (4), 307-312, 1996 | | Titolo | REAZIONI EMOTIVE E RELAZIONE MEDICO- PAZIENTE NELLA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA | | Titolo in inglese | Emotional reaction in the doctor-patient relationship in amyotrophic lateral sclerosis | | Osp. / Clinica | Fondazione S. Maugeri MCCS, Clinica del Lavoro e della Riabilitazione, Centro Medico di Riabilitazione di Veruno, Divisione di Neurologia, #Psicoterapeuta, Novara | | Riassunto | In questo lavoro vengono analizzate secondo una prospettiva psicodinamica le differenti reazioni emotive che si slatentizzano sia nel medico che nel paziente ai vari stadi di evoluzione della sclerosi laterale amiotrofica, nonche le varie modalità con cui queste reazioni possono influenzare la relazione medico-paziente. Poiché le dinamiche intrapsichiche che si sviluppano in entrambi (in particolare l'angoscia di morte) sono così difficili da affrontare e possono portare all'instaurarsi di rigidi meccanismi di difesa (la rimozione e la negazione) che tenderebbero a spezzare l'alleanza terapeutica o a generare situazioni conflittuali e ambivalenti in grado di influenzare i processi decisionali, si sottolinea l'importanza che l'equipe dei curanti si avvalga di un adeguato training e di un supporto psicoterapico efficaci nel sostegno al molo, così pesantemente messo in crisi da una malattia tanto devastante sia sul piano fisico che psicologico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. PASETTI, D. MANGIACAVALLI* |
- Reti Neurali E Robot Mobili Come Modelli Delle Caratteristiche neuro-biologiche Di Un Organismo
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (3), 231-234, 1996 | | Titolo | Reti Neurali E Robot Mobili Come Modelli Delle Caratteristiche neuro-biologiche Di Un Organismo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Dipartimento di Psicologia, Sezione di Scienza Cognitiva Universit
di Palermo** Reparto reti neurali e vita artificiale, Istituto di Psicologia - C.N.R. Roma | | Riassunto | I modelli di spiegazione del comportamento umano ed animale spesso tendono a stabilire una divisione netta tra il corpo e le strutture neurali che lo controllano. Anche i modelli basati su reti neurali artificiali di norma non tengono sufficientemente in conto il ruolo del corpo e dell'ambiente esterno. Recentemente invece sono stati sviluppati alcuni modelli artificiali in cui il sistema nervoso viene visto come una entit
inserita in un corpo che interagisce con un ambiente esterno. Alcuni di questi modelli sono anche stati implementati su dei robot autonomi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | O. MIGLINO*, S. NOLFI** |
- SARCOIDOSI ASINTOMATICA DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE DESCRIZIONE Dl UN CASO
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 505-511, 1996 | | Titolo | SARCOIDOSI ASINTOMATICA DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE DESCRIZIONE Dl UN CASO | | Titolo in inglese | Asymptomatic sarcoidosis of the central nervous system: case report | | Osp. / Clinica | Istituto di Anatomia Patologica, Universita degli Studi di Milano I.R.C.C.S, Ospedale Maggiore di Milano | | Riassunto | Segnaliamo il caso di una donna di 62 anni, giunta in Pronto Soccorso in arresto cardiorespiratorio. L'anamnesi patologica remota e quella prossima sono negative. I tentativi di rianimazione hanno consentito la ripresa dell'attivita elettrica e cardiaca, registrata come fibrillazione ventricolare che ha condotto rapidamente all'exitus. II riscontro diagnostico ha evidenziato linfoadenomegalia generalizzata ed epato-splenomegalia. L'esame istologico ha mostrato granulomi non caseosi a cellule epitelioidi ed a cellule giganti contenenti corpi asteroidi e corpi concoidi nell'encefalo e nel midollo cervicale, nel miocardio comune e specifico, nei linfonodi, nei polmoni, nella milza, nel fegato e nei reni. L'esame sistematico dell'encefalo ha dimostrato lesioni granulomatose nelle leptomeningi, nei lobi frontali e parietali, nel bulbo, nel chiasma ottico, nella neuroipofisi, nel cervelletto e nel midollo spinale cervicale. La diagnosi anatomo-patologica definitiva e stata quella di sarcoidosi sistemica con esteso coinvolgimento cerebrale e cardiaco. La neurosarcoidosi e un'evenienza particolarmente rara nei soggetti affetti dalla forma sistemica. Il contemporaneo interessamento cardiaco puo giustificare la morte improvvisa in questo caso, peraltro del tutto eccezionale per l'assenza di sintomatologia, nonostante la diffusione e la gravita della malattia. | | Riassunto in inglese | Sarcoidosis is a chronic granulomatous inflammatory disease that tends to disseminate. Its etiology is unknown and cerebral localization is seldom reported. We describe a case of neurosarcoidosis in which clinical! history was absolutely aspecific and not diagnostic. A 62-year-old-woman, presenting with sudden cardiovascular shock was admitted in this hospital. She died after quick ventricular fibrillation. She had not previous history of significant diseases. Histological findings at necropsy were of multiple sarcoid granulomas in central nervous system, common and specific myocardium, Iymphonodes, lungs, spleen, liver and kidneys. Cerebral findings showed sarcoid granulomatous tissue in leptomeninges, frontal and parietal robe, bulb, optic chiasma, neurohypophysis, cerebellum and cervical spinal cord. The histological diagnosis was of diffuse sarcoidosis with widespread involvement of brain and heart. The sarcoid granulomas in the central nervous system and in the heart may explain the sudden and unexpected death of this patient. | | Parole chiave | | | Autori | P. GHIDONI, G. ARRIGONI, C. VARESI, T. MASINI |
- SCHWANNOMA GIGANTE INTRASACRALE. CASE REPORT
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (4), 355-358, 1996 | | Titolo | SCHWANNOMA GIGANTE INTRASACRALE. CASE REPORT | | Titolo in inglese | Giant intrasacral Schwannoma. Case report | | Osp. / Clinica | Neurochirurgia 2, Policlinico Universitario, Messina | | Riassunto | Gli Autori riportano un caso di schwannoma gigante intrasacrale trattato chirurgicamente con successo: asportazione completa del tumore e chiaro miglioramento clinico della paziente, una donna di 71 anni. La revisione della letteratura dimostra che questo tumore e estremamente raro essendo stati pubblicati solo pochi casi. Il quadro clinico del caso qui presentato e sovrapponibile a quello dei casi prima riportati: sintomatologia aspecifica (dolore lombare, talvolta di tipo radicolare; parestesie e diminuizione della forza ad un arto inferiore), lunga durata dei sintomi. L'obiettivo della chirurgia deve essere l'asportazione radicale della massa che e spesso possibile ed e seguita quasi sempre da ottimo risultato. | | Riassunto in inglese | A case of giant intrasacral schwannoma is reported: a 71-old-year woman underwent surgical treatment successfully: complete tumor excision followed by a very good neurologica! result. The review of the literature demonstrates that a giant intrasacral schwannoma is an extremely rare tumor: few cases have been reported previously. In our patient the neurological picture was very similar to other reported cases: low back pain, unilateral radicular pain, leg weakness and paresthesias, longstanding symptoms. The goal of surgery should be the total tumor resection that may be accomplished frequently and nearly always it is followed by a good result. | | Parole chiave | | | Autori | S. PATERNITI, S. CAMBRIA, D. SACCO, A. LEVITA |
- SIGNIFICATO PROGNOSTICO DEI POTENZIALI EVOCATI MOTORI DA STIMOLO MAGNETICO NELLA PATOLOGIA COMPRESSIVA MIDOLLARE
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 579-584, 1996 | | Titolo | SIGNIFICATO PROGNOSTICO DEI POTENZIALI EVOCATI MOTORI DA STIMOLO MAGNETICO NELLA PATOLOGIA COMPRESSIVA MIDOLLARE | | Titolo in inglese | Assessment of clinical outcome by motor evoked potentials induced by magnetic stimulation in compressive spinal disorders | | Osp. / Clinica | Unità di Neurologia INRCA, Ancona Clinica Ortopedica, Università degli Studi di Ancona | | Riassunto | Lo studio presentato ha lo scopo di definire l'utilità dei potenziali evocati motori (PEM) nella previsione di un recupero funzionale midollare dopo intervento di stabilizzazione. Sono stati pertanto studiati 14 pazienti affetti da lesioni midollari dorsali di natura traumatica e 11 pazienti con lesioni compressive neoplastiche, trattati chirurgicamente. I dati elettrofisiologici sono stati confrontati con una scala funzionale di danno neurologico. I risultati inducono a sostenere l'utilità dei PEM solo per quanto riguarda la predittività del recupero clinico nei soggetti con patologia compressiva midollare di genesi neoplastica. Invece, i PEM eseguiti nei pazienti con lesioni midollari di natura traumatica non aggiungevano informazioni ulteriori a quelle risultanti dalla scala funzionale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. PELLICCIONI, O. SCARPINO, A. SOCCETTI*, G. ZANOLI*, F. GRECO*, M. GUIDI,T. ROSSI, M. DEL GOBBO |
- SIGNIFICATO PROGNOSTICO DEI POTENZIALI EVOCATI MOTORI DA STIMOLO MAGNETICO NELLA PATOLOGIA COMPRESSIVA MIDOLLARE
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 579-584, 1996 | | Titolo | SIGNIFICATO PROGNOSTICO DEI POTENZIALI EVOCATI MOTORI DA STIMOLO MAGNETICO NELLA PATOLOGIA COMPRESSIVA MIDOLLARE | | Titolo in inglese | Assessment of clinical outcome by motor evoked potentials induced by magnetic stimulation in compressive spinal disorders | | Osp. / Clinica | Unità di Neurologia INRCA, Ancona Clinica Ortopedica, Università degli Studi di Ancona | | Riassunto | Lo studio presentato ha lo scopo di definire l'utilità dei potenziali evocati motori (PEM) nella previsione di un recupero funzionale midollare dopo intervento di stabilizzazione. Sono stati pertanto studiati 14 pazienti affetti da lesioni midollari dorsali di natura traumatica e 11 pazienti con lesioni compressive neoplastiche, trattati chirurgicamente. I dati elettrofisiologici sono stati confrontati con una scala funzionale di danno neurologico. I risultati inducono a sostenere l'utilità dei PEM solo per quanto riguarda la predittività del recupero clinico nei soggetti con patologia compressiva midollare di genesi neoplastica. Invece, i PEM eseguiti nei pazienti con lesioni midollari di natura traumatica non aggiungevano informazioni ulteriori a quelle risultanti dalla scala funzionale. | | Riassunto in inglese | The present study was carried out in order to evaluate the usefulness of motor evoked potentials (MEPs) obtained by transcranial magnetic stimulation, in anticipating medullary functional recovery after surgical treatment of spine stabilization. MEPs were studied in 14 patients with traumatic dorsal spinal cord injuries and in 11 patients with neoplastic lesions surgically treated. Electrophysiological data were compared using a functional scale that allows quantification of neurological! impairment. MEPs was useful only in predicting clinical! recovery in subjects with compressive neoplastic lesions. MEPs performed in traumatic injuries did not contribute any further information to that derived from the clinical! examination with the functional scale. | | Parole chiave | | | Autori | G. PELLICCIONI, O. SCARPINO, A. SOCCETTI*, G. ZANOLI*, F. GRECO*, M. GUIDI,T. ROSSI, M. DEL GOBBO |
- SINDROME DA ANTICORPI ANTIFOSFOLIPIDI IN GRAVIDANZA: UN CASO CLINICO
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 449-452, 1996 | | Titolo | SINDROME DA ANTICORPI ANTIFOSFOLIPIDI IN GRAVIDANZA: UN CASO CLINICO | | Titolo in inglese | Antiphospholipids antibodies syndrome and pregnancy: a clinics case | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia e °11 Divisione di Medicina, O.O.R.R., Foggia | | Riassunto | Gli autori presentano il caso clinico di una donna di 28 anni, che ha presentato, nel corso colla seconda gravidanza, una emiplegia ed una emiipoestesia a sinistra causata da una ischemia cerebrale insorta acutamente. La paziente risultava positiva per tutti gli indici di laboratorio considerati probanti per una sindrome da anticorpi antifostolipidi. Il parto mediante taglio cesareo ha dato luogo ad un neonato sano; la terapia cortisonica ha negativizzato gli indici di laboratorio. | | Riassunto in inglese | The authors have examined a clinic case of a woman aged 28, who during the second pregnancy has showed an hemiplegia and an hemihypoestesia on the left side caused by a cerebral ischemia arising sharply. The patient was positively to all the indexes of laboratory considered convincing for antiphospholipid syndrome. The childbirth with a cesarian section gave birth to a health newborn. The steroid therapy had neutralized the indexes of laboratory. | | Parole chiave | | | Autori | F. D'ACUNIO, G. CANDELIERE, R. BUCCI°, T. LO MUZIO, F. P. RIZZITELLI |
- SINDROMI DEMIELINIZZANTI "ATIPICHE" CON POSITIVISTA' PER GLI ANTICORPI ANTIFOSFOLIPIDI: PRESENTAZIONE Dl TRE CASI
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 453-458, 1996 | | Titolo | SINDROMI DEMIELINIZZANTI "ATIPICHE" CON POSITIVISTA' PER GLI ANTICORPI ANTIFOSFOLIPIDI: PRESENTAZIONE Dl TRE CASI | | Titolo in inglese | Presence of antiphospholipid antibodies in atypical demyelinating syndromes | | Osp. / Clinica | Unità Organica di Neurofisiopatologia, Ospeadale "R. Silvestrini", Azienda Ospedaliera di Perugia | | Riassunto | Vengono riportati tre casi di pazienti che, sebbene siano da considerarsi, secondo i criteri di Poser, come Sclerosi Multiple certe si presentano eon caratteristiche cliniche piuttosto "atipiche" e manifestano positività per la classe lgG di anticorpi antifosfolipidi (aPL,). Viene avanzato il sospetto che l'interessamento neurologico nei casi descritti rientri nel contesto di una sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi (aPLs) e si suggerisce una riflessione ei rea il .significato funzionalo degli aPL e della possibile sovrapposizione delle due entità cliniche. La riflessione viene allargata ad altre malattie sistemiche in cui una lesione primitivamente vasculitica si associ a segni di interessamento neurologico e positività per gli aPL. | | Riassunto in inglese | Three cases of definite multiple sclerosis (by Poser) are reported: they have an atypical neurological! picture and the presence of' antiphospholipid antibodies (aPL). We Suggest that in these patients could be made the diagnosis of' primary antiphospholipid antibodies syndrome because of the laboratory findings and the clinical! overlap of the two different syndromes. On our opinion, a similar diagnosis could be raised in systematic disease due to vasculitis when neurological! features and the presence of' aPL occur. | | Parole chiave | | | Autori | R. URCIUOLI, M. GIUGLIETTI, V. PIERINI, M. CARLINI, A. BARTOCCI, G.F. PERTICONI |
- Sintomatologia E Clinica Dello Stroke
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2),133-137,1996 | | Titolo | Sintomatologia E Clinica Dello Stroke | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale di Vicenza | | Riassunto | Partendo dalla definizione di ictus vengono sottolineate alcune difficolt
diagnostiche, in parte legate alla necessit
di interventi medici precoci, che accorcia i tempi di osservazione, ed in parte alla mancanza di esami diagnostici, nelle prime ore dell'ictus. Inoltre, l'ictus encefalico non ha un'unica eziopatogenesi e le terapie, specie quelle di profilassi secondaria, sono diverse a seconda del processo patologico.L'infarto encefalico da embolo di origine cardiaca, per fibrillazione atriale cronica non valvolare, pretende, quando possibile, una profilassi secondaria con dicumarolici.Le lacune, piccoli infarti sottocorticali, sono nella met
dei casi sostenute dalla lipoialinosi arteriosclerotica delle arterie perforanti, con calibro inferiore al millimetro. Esse non vanno trattate n in acuto n come profilassi con anticoagulanti. Almeno queste due entit
cliniche vanno riconosciute precocemente. Per questo vengono riassunti, in due tabelle, gli elementi clinici che aiutano a riconoscere questi due quadri sindromici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. TOSO |
- SINUS PERICRANII UNA RARA EMERGENZA CLINICA
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (4), 349-353, 1996 | | Titolo | SINUS PERICRANII UNA RARA EMERGENZA CLINICA | | Titolo in inglese | Sinus pericranii, a rare clinical emergency | | Osp. / Clinica | Dipartimento delle Scienze Neurologiche e Psichiatriche * Isituto di Anestesia e Rianimazione, Università di Padova | | Riassunto | Gli Autori descrivono un caso di rottura traumatica di sinus pericranii occipitale destro con anemizzazione acuta, che richiese un trattamento chirurgico d'urgenza, occorso in un paziente di sesso maschile dall'età di 45 anni. La rarità della lesione primitiva e le difficoltà diagnostiche e terapeutiche, particolarmente sotto l'aspetto anestesiologico, ne possono rendere difficile il trattamento adeguato in regime d'urgenza. | | Riassunto in inglese | The Authors describe the case of a 45 years old patient, affected from traumatic rupture of a right occipital sinus pericranii with acute anaemia, requiring an emergency surgical procedure. The difficulty of a proper diagnosis is due to the rarity of such lesions, while the possibility of anaesthesiological complications, as in the present case, should be recognized from the medical staff of emergency unite. | | Parole chiave | | | Autori | I. IOB,A. DELLA PUPPA, M. VINDIGNI, C. ORI* |
- SIRINGOMIELIA CON MALFORMAZIONE DI CHIARI-ARNOLD TIPO I: DESCRIZIONE DI UN CASO CLINICO PAUCISINTOMATICO
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 501-503, 1996 | | Titolo | SIRINGOMIELIA CON MALFORMAZIONE DI CHIARI-ARNOLD TIPO I: DESCRIZIONE DI UN CASO CLINICO PAUCISINTOMATICO | | Titolo in inglese | Syringomyelia with Chiari malformity type I a description of a clinic paucisymptomatic case | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia e ° Servizio di Diagnostica per Immagini, O.O.R.R., Foggia | | Riassunto | Gli autori descrivono il caso clinico di un paziente di 18 anni, che, dopo uno sforzo, presenta sintomi di atassia cerebellare; la RM evidenzia una estesa cavita siringomielica cervico-dorsale ed una malformazione di Chiari tipo I. La sintomatologia clinica e determinata dalla malformazione di Chiari, mentre la marcata siringomielia e asintomatica. | | Riassunto in inglese | The authors describe the clinic case of a patient aged 18, who shows symptoms of cerebellar ataxia after an effort. The MRN shows an ample cervicodorsal siringomyelia and a Chiari malformation type I. The clinic symptoms are determined by Chiari malformati on instead the remarcable syringomyelia is asymptomatic. | | Parole chiave | | | Autori | G. CANDELIERE, G. GRILLI°, F. D'ACUNIO, T. LO MUZIO, G. COSTANTINO, F.P. RIZZITELLI |
- Sistema Gaba/bdz Come Fondamentobase Di Uno Spettro Continuo:vigilanza, Stress, Ansia, Insonnia
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (1), 31- 43,1996 | | Titolo | Sistema Gaba/bdz Come Fondamentobase Di Uno Spettro Continuo:vigilanza, Stress, Ansia, Insonnia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Universit
Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Istituto di Psichiatria e Psicologia | | Riassunto | Gli autori studiano gli agonisti, gli agonisti inversi e gli antagonisti del sistema GABA allo scopo di dimostrare l'inibizione di questo nei confronti dei fenomeni ansiogeni; inoltrerilevano la correlazione tra i sistemi endocrino ed immunologico e il sistema GABA. Spiegano il ruolo del GABA/BDZ e del CAP (Cycling Alteranating Pattern) nell'insonnia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. TARANTO, S. FAVETTA, M. SCIPIONI, A. MARTANO, L JANIRI, S. DE RISIO |
- STUDIO DELLE FUNZIONI COGNITIVE NELLA SCLEROSI MULTIPLA. VALUTAZIONE A DISTANZA DI 5 ANNI
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 459-462, 1996 | | Titolo | STUDIO DELLE FUNZIONI COGNITIVE NELLA SCLEROSI MULTIPLA. VALUTAZIONE A DISTANZA DI 5 ANNI | | Titolo in inglese | Study of cognitive functions in Multiple Sclerosis: a 5 years follow-up | | Osp. / Clinica | Reparto di Neurologia, Ospedale Cardarelli, Napoli | | Riassunto | Sono stati ripresi in considerazione i pazienti affetti da S.M. che nel 1991 erano stati sottoposti a tests neuropsicologici per valutare le funzioni cognitive in rapporto alla durata della malattia. Nel primo gruppo (gruppo A) in cui attualmente la durata della malattia e di sette anni si e avuto un deterioramento delle funzioni cognitive sovrapponibile a quello dei pazienti del secondo gruppo (gruppo B) in cuigia cinque anni or sono la durata della malattia era compresa tra i 2 e i 10 anni. Nel gruppo B, allo stato attuale il deterioramento delle funzioni cognitive e ulteriormente peggiorato. Dai dati emersi, ci sembra di poter dire che vi e sicuramente una stretta correlazione tra deterioramento cognitivo e durata della malattia anche in rapporto al numero e alla sede delle placche. | | Riassunto in inglese | Cognitive patterns trave been examined in 40 patients with relapsing-remitting multiple sclerosis in a 5 year follow up. In the first group (group A) where the multiple sclerosis were seven years old we have seen a pattern of cognitive disfunction as in the second group (group B) in which in 1991 the duration of the multiple sclerosis was between two and five years. Presently in group B the pattern of cognitive disfunction is further worsened. Therefore there is a correlation between the pattern of cognitive disfunction and the disease's duration and the number and centre of the plates. | | Parole chiave | | | Autori | R. VALIANI, A. BATTAGLIA, C. FLORIO, A. MANDARINI, P. VIVO |
- Studio Spect Del Flusso Ematico Regionale Cerebrale Nelle Ischemie Cerebrali Acute
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2), 186, 1996 | | Titolo | Studio Spect Del Flusso Ematico Regionale Cerebrale Nelle Ischemie Cerebrali Acute | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Medicina Nucleare USL Citt
di Bologna. | | Riassunto | La SPECT fornisce informazioni funzionali sul flusso cerebrale regionale (rCBF) utili nella patologia acuta cerebro vascolare (ACBVP). Nei pazienti con TIA la SPECT pu fornire l'unica oggettiva documentazione di una alterazione del rCBF, la sensibilit
diminuisce dal 60% nelle prime 24 ore a meno del 40% dopo 1 settimana. Durante le prime fasi dell'ictus la SPECT evidenzia alterazioni del rCBF pi precocemente rispetto alle altre tecniche di imaging (a 8 ore 90% SPECT+ e 20% TAC +). Come nei TIA, fornisce le indicazioni pi utili nella fase acuta. In caso di stroke silente o di stenosi carotidee asintomatiche il dato SPECT di ridotto rCBF o una ridotta riserva di perfusione ai test di attivazione pu essere utile per il corretto inquadramento del paziente e la scelta terapeutica pi appropriata. Nello stroke il rapporto tra estensione della zona a ridotto rCBF alla SPECT e alterazione strutturale TAC correla con la prognosi clinica. Nonostante questi risultati il ruolo clinico della SPECT nella ACBVP deve essere ancora definito nel corso di protocolli clinici controllati su ampie casistiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Fagioli, E. Turba, G.L. Marzocchi. |
- STUDIO SULLA ADESIONE DI SOTTOPOPOLAZIONI LINFOCITARIE A CELLULE ENDOTELIALI CEREBRALI UMANE: EFFETTO DI ˙-IFN E DESAMETAZONE
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 435-441, 1996 | | Titolo | STUDIO SULLA ADESIONE DI SOTTOPOPOLAZIONI LINFOCITARIE A CELLULE ENDOTELIALI CEREBRALI UMANE: EFFETTO DI ˙-IFN E DESAMETAZONE | | Titolo in inglese | Lymphocyte subsets adhesion to human cerebral endothelial cells: modulations by y-IFN and dexamethazone | | Osp. / Clinica | Istituto Nazionale Neurologico "C. Besta", Milano | | Riassunto | Abbiamo analizzato l'adesione delle sottopopolazioni linfocitarie del sangue periferico CD4++ e CD8++ di controlli sani a cellule endoteliali della vena ombelicale (HUWECs) e a cellule endoteliali cerebrali umane (HBECs) coltivate in vitro. Le cellule endoteliali sono state trattate con desametazone (Dx), y-IFN o entrambi prima degli esperimenti di adesione. Nei sovranatanti delle colture sono state inoltre misurate le concentrazioni di ß2-microglobulina e IL-1ß II trattamento delle cellule endoteliali con y-IFN aumenta l'adesione sia dei CD4++ che dei CD8++; la co-stimolazione con Dx non inibisce questo effetto. I livelli di ß2-microglobulina nei sovranatanti aumentano dopo stimolo con yIFN e il Dx a in grado di inibire questo effetto solo temporaneamente. II Dx, tuttavia, e in grado di ridurre i livelli di IL-1ß nelle colture di HUWECs anche in co-stimolazione con il y-IFN. I livelli di IL-1ß nelle colture di HBECs sono indeterminabili. | | Riassunto in inglese | Dexamethazone (Dx) is a synthetic steroid commonly used in treatment of multiple sclerosis (MS) relapses; it has a number of actions on immune cells, but it might also act on the endothelial cells preventing cellular adhesion at this level. We investigated the adhesion of CD4+++ and CD8+++ T-lymphocytes from healthy controls to in vitro cultured endothelial cells from human umbelical vein (HUWECs) and brain microvessels (HBECs). Endothelial cells were pretreated with Dx, y-IFN or both prior to adhesion experiments. Adhering cells were evaluated by cytofluorimetric analysis. Endothelial cells supernates were assessed for ß2-microglobulin and IL-1ß levels. Both CD4+++ and CD8+++ cells adhesion increased after Y-IFN treatment of endothelial cells; co-stimulation with Dx did not inhibit this adhesion. In comparison with CD4++ and CD8++ percentages on PBMNCs, reduced percentages, expecially for CD4++ cells, were detected after adhesion (probably due to CD4 down regulations). ß2-microglobulin levels in the supernat es increased after Y-IFN stimulation and Dx was unable to counteract this action at 72 hours. On the other hand, Dx reduced IL-1ß levels by HUVECs, also in costimulation with y-IFN. No detectable levels of IL-1ß were released by HBECs. Apart from the IL-1ß release by HBECs, we did not detect major district specific differences between HWECs and HBECs in the response to the applied stimulations. | | Parole chiave | | | Autori | E. CORSINI, M. GELATI, A. DUFOUR, S. FRIGERIO, E. CIUSANI, G. MASSA, C. MILANESE,A. NESPOLO, A. SALMAGGI |
- Sulla Chirurgia Degli Aneurismi Cerebrali: Studio Intraoperatorio:angiografico E Dopplersonografico A Confronto. risultati Preliminari
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 85-89, 1996 | | Titolo | Sulla Chirurgia Degli Aneurismi Cerebrali: Studio Intraoperatorio:angiografico E Dopplersonografico A Confronto. risultati Preliminari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia Ospedale S. Michele, Az. USL 8 Cagliari | | Riassunto | Negli ultimi 10 anni le metodiche doppler sonografica ed angiografica hanno rivestito un ruolo importante anche durante l'intervento chirurgico, oltre che nella fase diagnostica, preoperatoria, degli aneurismi cerebrali. Da circa 4 anni gli autori utilizzano un apparecchio doppler microvascolare, dotato di sonde miniaturizzate, sterilizzabili ed utilizzabili nel campo operatorio sotto visione microscopica. Viene inoltre effettuata un'angiografia digitale prima della definitiva chiusura della ferita chirurgica. L'esperienza degli autori costituita da 87 casi di aneurismi cerebrali. Il doppler microvascolare e l'angiografia digitale sono stati impiegati durante le manovre di avvicinamento all'aneurisma, nella localizzazione della sacca, nel controllo della sua completa esclusione e nel controllo dei vasi vicini alla sacca stessa. Dall'esperienza degli autori le due metodiche offrono differenti utilit
intraoperatorie e risultano tra loro complementari, anche se in alcuni casi il doppler appare validamente alternativo all'angiografia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F., FLORIS, G.C.NURCHI, PORCELLA, A. VAGAGGINI, M. CORADDU |
- Sviluppo Di Un Archivio Didattico Computerizzato In Un Istitutouniversitario Di Radiologia
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Ncurobiologia, 42, (3), 213-218, 1996 | | Titolo | Sviluppo Di Un Archivio Didattico Computerizzato In Un Istitutouniversitario Di Radiologia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Radiologia, II Cattedra Policlinico Umberto I- Roma | | Riassunto | In questo lavoro gli autori espongono le caratteristiche generali impiegate nello sviluppo di un archivio didattico multimedial e presso la II cattedra dell'Istituto di Radiologia dell'Universit
""La Sapienza"" di Roma.Tale sistema stato allestito utilizzando l'applicativo 4th Dimension per utilizzo con computers Apple Macintosh collegati in rete Ethernet.L'archivio multimediale collegato al RIS presente nel Reparto.Ogni caso costituito dai dati anagrafici del paziente, da una breve storia clinica, dagli esami precedenti e dalle immagini pi significative che mettono in evidenza la patologia.Lo sviluppo del programma didattico stato possibile grazie alla presenza, nel reparto, di un Sistema di Gestione ove immagini a bassa risoluzione sono legate al referto; questo permette di esportare le immagini ed i dati alfanumerici con velocit
e semplicit
.L'archivio didattico utile sia per gli studenti che per i medici; infatti la qualit
delle immagini a bassa risoluzione soddisfacente per gli scopi che il sistema si prefigge. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. LAGHI, P. PAVONE, V. PANEBIANCO, C. CATALANO,E. BASSETTI, S. PIRILLO, R.F. PASTORE, A. MESSINA, R. PASSARIELLO |
- Tecniche Ultrasonografiche Per La diagnosi Di Aterosclerosi Carotidea Extracranica
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2), 139-143, 1996 | | Titolo | Tecniche Ultrasonografiche Per La diagnosi Di Aterosclerosi Carotidea Extracranica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di Medicina Interna, Universit
di Padova | | Riassunto | Gli ultrasuoni, grazie al grado di avanzamento tecnologico raggiunto e al grado di esperienza clinica accumulato da molti esaminatori esperti, hanno ormai soppiantato ogni altra tecnica diagnostica non invasiva e, in molti casi, anche la arteriografia, nello studio della aterosclerosi carotidea. Permettono di riconoscere la malattia in tutto il suo aspetto, dall'ispessimento intimale (alterazione precoce, ancorché non specifica dell'aterosclerosi), alle placche focali. Le lesioni aterosclerotiche possono essere caratterizzate secondo parametri morfologici (ecogenecità e aspetti di superficie), e il loro grado di stenosi può essere accuratamente quantificato. Tuttavia, i tentativi in atto di definire le caratteristiche delle placche ""attive"" (cioè, a rischio di sintomi neurologici) non hanno per ora dimostrato utilità clinica nel processo decisionale. Il solo parametro significativo in questo senso rimane la gravità della stenosi, e gli ultrasuoni permettono di identificare accuratamente i pazienti con stenosi superiori al 70%. Ciò è particolarmente importante, dal momento che gli studi NASCET e ECST hanno dimostrato che sono i pazienti con questo grado di stenosi che beneficiano della endoarteriectomia carotidea. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. LUSIANI |
- Terapia Chirurgica Nell'ischemiacerebrale Acuta
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2), 169-171, 1996 | | Titolo | Terapia Chirurgica Nell'ischemiacerebrale Acuta | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Chirurgia Vascolare, * Divisione di Medicina d'Urgenza, Ospedale S. Agostino, Modena | | Riassunto | Il trattamento chirurgico in urgenza nella patologia ischemica cerebrovascolare rappresenta tuttora argomento di vivace discussione. Dopo i deludenti tentativi di trattamento chirurgico dello stroke negli anni '60, vi stata una ripresa di interesse per l'argomento grazie alla possibilit
di eseguire diagnosi pi accurate (Ecodoppler, DSA, TAC, RM) ma soprattutto grazie ad una riduzione dei tempi di rivascolarizzazione entro il termine massimo delle 6 ore dall'evento acuto. Il trattamento combinato chirurgicofibrinolitico permette, inoltre, il recupero delle aree cerebrali in cosiddetta ""penombra ischemica"". Gli autori descrivono la loro personale esperienza in 31 pazienti trattati in urgenza ed i risultati a breve e lungo termine dopo trattamento chirurgico di disobliterazione e/o trombolisi locoregionale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. VECCHIATI, N. TUSINI, R. MORATTO, G. COPPI, G. MALFERRARI |
- TERAPIA DELLA SINDROME DI GUILLAIN-BARRE (GBS): IMMUNOGLOBULINE ENDOVENA (IVGG) VERSUS PLASMA EXCHANGE (PE)
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5/6), 467- 472, 1996 | | Titolo | TERAPIA DELLA SINDROME DI GUILLAIN-BARRE (GBS): IMMUNOGLOBULINE ENDOVENA (IVGG) VERSUS PLASMA EXCHANGE (PE) | | Titolo in inglese | On treatment of GuilIain Barre Syndrome (GBS): immunogIobulins E.V. (IVGG) versus plasma exchange (PE) | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale A. Cardarelli, Napoli | | Riassunto | Negli anni 1991-94 abbiamo osservato nella Divisione Neurologica dell'Ospedale A. Cardarelli 80 pazienti affetti da GBS. Da questa casistica abbiamo selezionato 40 pazienti divisi in due gruppi a seconda che siano stati trattati con PE o con IVGG. I due gruppi erano omogenei per 1) età, 2) gravita di malattia, 3) malattie antecedenti) alla GBS,4) epoca di trattamento in rapporto al momento dell'esordio, 4) latenza al plateau, 5) assenza di patologia grave concomitante. Nostro scopo e stato di valutare: 1) ['outcome; 2) il tempo intercorso tra la somministrazione della terapia e l'inizio del recupero (latenza al recupero); 3) la latenza al recupero di 1 grado; 4) il raggiungimento della deambulazione autonoma ovvero il grado 2 della scale; 5) la latenza alla guarigione. I pazienti sono stati trattati con PE o IVGG entro una settimana dall'inizio di malattia; il PE (4 scambi a giorni alterni) e stato effettuato con apparecchio a flusso continuo ed il liquido di sostituzione e stato albumina associato a plasma fresco in 6 cast. I pazienti trattati con IVGG hanno ricevuto Immunoglobuline e.v. 0.4 gr/Kg/die per 5 giorni. Dal nostro studio emerge che non vi e differenza significativa rispetto alla percentuale di pazienti che guariscono, ne al tempo totale che essi impiegano per guarire (P>0.05), mentre la latenza al recupero nei suoi vari aspetti, e significativamente (P<0.05) ricotta nel gruppo trattato con immunogIobuline. Ne derive l'indicazione all'utilizzo delle IG in bolo e.v.. nella sindrome di Guillain Barre anche in considerazione della facilita di attuare tale terapia in qualsiasi centro ospedaliero. | | Riassunto in inglese | We have selected 40 patients affected by GBS (stage 4 or 5) who have been divided in two groups, the one treated with PE, the other with IVGG. The two groups were homogenous in respect to: 1) age; 2) severity of disease; 3) antecedent disease to GBS; 4) treatment time; 5) absence of serious concurrent illness. Our goal was to evaluate: a) the latency to the beginning of the recovery; b) the latency to the walking unaided; c) the latency to the complete recovery. The patients have been treated with Plasma exchange (PE) (4 exchanges on alternate days) or Intravenous Immunoglobulin (IVGG) (0.4 gr/kg/day for 5 days) within one week from the beginning of the disease. We have not found significant differences respect to the percentage of recovered patients, nor to the global time needed to complete recovery (P>0.05), while the latency to the recovery (that is the beginning of the recovery, the walking unaided) was significatively (P<0.05) shortened in the group treated with IVGG. Therefore we confirm that IVGG is a safe and more effective treatment than PE in GBS. | | Parole chiave | | | Autori | A.M. FASANARO, V. PIZZA |
- Terapia Trombolitica Per Via Endoarteriosa Nello Stroke Ischemicoacuto: Esperienza Personale
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2),161-164, 1996 | | Titolo | Terapia Trombolitica Per Via Endoarteriosa Nello Stroke Ischemicoacuto: Esperienza Personale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia 2, *Seruizio di Neuroradiologia, Ospedali Riuniti, Bergamo | | Riassunto | Osservazioni clinico sperimentali evidenziano l'efficacia della trombolisi effettuata precocemente su ostruzioni emboliche delle arterie cerebrali. Poich i trials clinici non hanno ancora dato indicazioni all'uso della metodica per via sistemica, rimane attuale l'interesse per la trombolisi per via arteriosa ottenuta con microcateteri che iniettano il trombolitico vicino, all'interno e a valle del trombo.Il gruppo neurovascolare degli Ospedali Riuniti di Bergamo, costituitosi nel 1990 e composto da neurologi e neuroradiologi, ha trattato 22 pazienti (13 maschi e 9 femmine) di et
media di 59 a. con ostruzione della cerebrale media e del tronco basilare, con Urochinasi per via arteriosa a dosaggi variabili tra 0,2 e 1,2 MeU per infusione-locoregionale e frammentazione associata del trombo.I pazienti sono stati controllati con angiografia post riperfusione e con TAC a distanza di 24 ore e 4 -7 gg. La ricanalizzazione stata ottenuta nel 72% dei casi, con buon esito clinico. Due pazienti hanno avuto riocclusione del tronco basilare ricanalizzato, con esito infausto; due sono morti per emorragia cerebrale (1 emisferica, 1 pontina); quattro hanno avuto evoluzione emorragica dell'infarto senza aggravamento della sintomatologia (in 3 pz su 4 l'arteria non era ricanalizzata). In conclusione vi stato un miglioramento globale della prognosi. Vi sono state per complicanze emorragiche non trascurabili che rendono questa procedura ancora sperimentale, da eseguirsi in centri selezionati e con necessit
di ulteriori miglioramenti tecnici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. CAMERLINGO, L. CASTO, A. MAMOLI, L.CAVERNI*, A. MAZZA*, G.BELLEONI* |
- Tolleranza Cerebrale Alla Riduzione Di Flusso
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (2), 173-175, 1996 | | Titolo | Tolleranza Cerebrale Alla Riduzione Di Flusso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | 1a Divisione Neurochirurgia, Ospedale Bellaria, Bologna | | Riassunto | In caso di stenosi carotidee superiori al 70%, l'intervento di Endoarteriectomia carotidea (CEA) ritenuto proponibile per la prevenzione dell'ictus cerebrale con ampio margine di sicurezza. Vengono esaminati i problemi e le possibili complicanze legate all'intervento, sia quelle locali sia quelle secondarie ad ipoafflusso cerebrale durante le procedure chirurgiche. Sono illustrate le modalit
di monitorizzazione intraoperatoria (neurofisiologica ed emodinamica), le problematiche inerenti l'indicazione e le differenti tecniche di shunt intraoperatorio. Le complicanze, dettagliatamente quantificate, sono viste alla luce della alterata emodinamica cerebrale dovuta all'attivarsi o meno dei circoli di compenso intracranico o alla presenza di microemboli. Fra le varie metodiche di monitorizzazione il Doppler Transcranico si rivelato strumento utile alla valutazione dell'assetto circolatorio e per la decisione sul metodo di protezione cerebrale da applicare. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. LIMONI |
- Un Caso Di Idrocefalo Post-emorragicoad Esordio Prenatale
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1),149-152,1996 | | Titolo | Un Caso Di Idrocefalo Post-emorragicoad Esordio Prenatale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Puericultura e Patologia Neonatale; Universit
degli Studi di Cagliari | | Riassunto | L'idrocefalo è una complicazione estremamente pericolosa del sanguinamento cerebrale nel neonato. Esso è spesso dovuto a un sanguinamento massiccio nei ventricoli, la inondazione ventricolare, così che si rendono urgenti determinate procedure chirurgiche.Viene riportato il caso di una neonata, nata da parto cesareo, reso necessario dal reperto ecografico alla 37a settimana di una dilatazione ventricolare, con grossi coaguli nel ventricolo laterale sinistro.Una derivazione esterna fu effettuata d'urgenza, con drenaggio di liquido color cioccolato, pertanto corrispondente ad una pregressa emorragia di almeno dieci giorni. Una successiva meningite, verificatasi nonostante la copertura antibiotica, dovuta a stafilococco edpidermis complicò il decorso post-operatorio per più di 40 giorni, potendosi riscontrare finalmente un liquor sterile solo dopo diverse settimane. Un controllo clinico all'11ĝ mese di vita metteva in luce un grave deficit visivo dal lato destro, già sospettato fin dall'inizio della osservazione, insieme a un ritardo psicomotorio significativo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C.PORCU, M.L.COSTA, S.CHIAPPE |
- UN CASO Dl IPERSONNIA PERIODICA: SINDROME DI KLEINE-LEVIN O EPILESSIA COMPLESSA?
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (5-6), 487-490,1996 | | Titolo | UN CASO Dl IPERSONNIA PERIODICA: SINDROME DI KLEINE-LEVIN O EPILESSIA COMPLESSA? | | Titolo in inglese | A case of periodic hypersomnia: Kleine-Levin Syndrome or complex partial seizures?: | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurologia Istituto Regina Elena (IFO), Roma * Dipartimento di Scienze Neurologiche Psichiatriche dell'età evolutiva, Università "La Sapienza", Roma ** Istituto Materno Regina Elena, USL RM E, Roma | | Riassunto | Viene riportato il caso di un giovane di 15 anni che presento vari episodi caratterizzati da netto aumento del sonno notturno e da sonnolenza diurna, estrema voracità ed ipersessualità. La sintomatologia e la tendenza a recidivare deponevano per una forma di ipersonnia periodica con i caratteri della sindrome di Kleine-Levin verosimilmente secondaria a meningo-encefalite e con sintomatologia d'esordio a tipo epilessia a semeiologia complessa. Le indagini neurofisiologiche, immunogenetiche e neuroradiologiche non hanno consentito una diagnosi conclusiva. | | Riassunto in inglese | We report the case of a 15-years-old young man who showed periodic attacks of somnolence and hypersomnia, overeating, hypersexuality. Clinical features and recurrent symptoms suggested a Kleine-Levin syndrome, caused by a meningo-encephalitis with initial symptoms of complex partial epilepsy. Electrophysiological, immunogenetic and neuroradiological studies were not conclusive | | Parole chiave | | | Autori | A. PIETRANGELI, F. EDITO, P. GARZIA*, C. SILVESTRI**, B. JANDOLO |
- Un Sistema Informativo Radiologico Con Capacita Di Gestione Di Datialfanumerici Ed Immagini
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (3), 205-212,1996 | | Titolo | Un Sistema Informativo Radiologico Con Capacita Di Gestione Di Datialfanumerici Ed Immagini | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Radiologia, II Cattedra, Policlinico Umberto 1- Roma | | Riassunto | In questo lavoro vengono descritte le caratteristiche generali e la filosofia utilizzata nello sviluppo del Sistema Informativo Radiologico (RIS) oggi in funzione presso la II Cattedra dell'Istituto di Radiologia dell'Universit
""La Sapienza"" di Roma. Tale sistema stato sviluppato mediante l'applicativo 4th Dimension per utilizzo in rete Ethernet con computers Appl Macintosh. Uno degli scopi fondamentali nella creazione di tale sistema stato il concetto ""user friendly"", per consentire all'utente una facile operabilit
.Le attivit
principali del sistema sono riassunte nella videata del menu principale: prenotazione, accettazione, esecuzione esame, refertazione, archivi e statistiche e amministrazione del sistema.Una delle caratteristiche di questo RIS, conformato al nostro tipo di lavoro, la possibilit
di archiviare alcune immagini significative di ogni paziente in numero limitato ed a bassa risoluzione. Lo scopo di impiegare le immagini a fini di consultazione ed a fini didattici, non per la refertazione, che viene sempre eseguita con le immagini originali valutate al diafanoscopio. L'impiego di immagini a bassa risoluzione consente di limitare l'aggravio sulla memoria di massa del sistema.La qualit
delle immagini si avvicina molto a quella delle originali, ed inoltre possibile acquisire direttamente le immagini in uscita video (ecografia e RM nel nostro Reparto). Per le immagini di Radiologia tradizionale e di TC vengono usati due scanner con risoluzione massima di 4k x 4k x 11bits.I risultati conseguiti finora ci consentono di essere ottimisti. Infatti, il sistema gestionale stato immediatamente adottato da tutto il personale medico e non medico del reparto, senza bisogno di particolari istruzioni per l'uso, permettendo sia di sistematizzare che velocizzare le procedure di gestione del reparto e la preparazione dei referti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. PAVONE, A. LAGHI, C. CATALANO, M. MARSELLA, V. PANEBIANCO,A. SARRANTONlO, A. ASCARELLI, V. TANCIONI, R. PASSARIELLO |
- Utilita' Del Tcd Nel Setting Ventilatorio In Pazienti Con Grave Patologia Intracranica
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1),109-112, 1996 | | Titolo | Utilita' Del Tcd Nel Setting Ventilatorio In Pazienti Con Grave Patologia Intracranica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.O.Anestesia e Rianimazione, Ospedale diArezzo | | Riassunto | La velocit
del flusso sanguigno cerebrale stata studiata in pazienti con lesioni endocraniche gravi (sia traumatiche che vascolari), trattate nella Unit
di Terapia Intensiva dell'Ospedale di Arezzo. La CBFV stata misurata sotto l'effetto della pressione endotoracica, generata dai livelli sempre pi elevati di Vt, con EtCO2 stabile e con la monitorizzazione e regolarizzazione continua del respiro. In tutti i pazienti venivano monitorati i seguenti parametri: ritmo cardiaco, pressione venosa centrale, saturazione di ossigeno, EtC02, la pressione arteriosa a livello radiale, il picco, la media e il plateau della pressione intrapolmonare.Nella nostra esperienza il settaggio ventilatorio risultato un elemento utile nel trattamento di pazienti con lesioni intracraniche gravi, edema cerebrale, ipertensione endocranica. Nel corso della intermittente ventilazione a pressione positiva si osservava la riduzione della CBFV.Gli Autori suggeriscono, in accordo con i propri dati, che il Doppler Transcranico sia considerato indispensabile in un reparto di terapia intensiva (ICU), da usare insieme agli altri parametri d'obbligo, per misurare il setting ventilatorio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | MARCO FERI |
- Variabilita' Nella Funzionalita' Cerebrale In Soggetti Con Bioocclusione della Carotide Interna
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 13-17,1996 | | Titolo | Variabilita' Nella Funzionalita' Cerebrale In Soggetti Con Bioocclusione della Carotide Interna | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Medicina d'Urgenza, Ospedale Civile di Sant'Agostino (MO)* Cattedra di Geriatria Gerontologia, Dipartimento di Medicina Interna, Universit
degli Studi di Modena** Servizio di Neurologia, Ospedale Malpighi Sant'Orsola (BO) | | Riassunto | Rancurel e coll., (1988) e Verhaeghe e coll. (1991) hanno dimostrato che pazienti con occlusione bilaterale delle carotidi interne sviluppano con il tempo un quadro di decadimento mentale di tipo frontale. Presentiamo i dati raccolti in dieci pazienti con biocclusione delle carotidi interne , seguiti per un periodo fino a tre anni circa. Lo scopo dello studio è di replicare i risultati precedenti tramite due tecniche di neuro-imaging funzionale (Doppler Transcranico, SPECT) ed una batteria di test neuropsicologici volti ad individuare sia alterazioni a carico di un emisfero o dell'altro sia la compromissione di funzioni cognitive prevalentemente anteriori (prerolandiche) o posteriori (postrolandiche).Durante il follow-up sei dei dieci pazienti hanno presentato eventi avversi: uno con ictus, quattro con drop attacks e due con una ischemia miocardica. In tutti i pazienti l'esame Doppler Transcranico ha rilevato una significativa riduzione delle riserve cerebrovascolari alle prove dinamiche (apnea massimale) asimmetrica e confermata sia da un'asimmetria dei deficit delle funzioni corticali superiori che della SPECT.Lo studio concorda con i dati retrospettivi riportati nella letteratura in termini di storia clinica della malattia (soprvvivenza ed eventi avversi). Tuttavia, e contrariamente ai suddetti studi, sembra che le alterazioni delle funzioni corticali superiori siano molto più variabili e complesse in termini sia di severità che di localizzazione intra- ed interemisferica. Questa patologia necessita pertanto di ulteriori approfondimenti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. MALFERRARI, L.P.DE VREESE*, F. NONNINO** |
- Vasospasmo E Deficit Clinici Prima E Dopo Trattamento Chirurgico Di Aneurisma Cerebrale.uno Studio Retrospettivo Con Doppler Transcranico
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 75-80,1996 | | Titolo | Vasospasmo E Deficit Clinici Prima E Dopo Trattamento Chirurgico Di Aneurisma Cerebrale.uno Studio Retrospettivo Con Doppler Transcranico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurochirurgica, Universit
di Brescia | | Riassunto | Si esaminato il ruolo dello spasmo cerebrale nel determinare mortalit
e morbilit
neurologica in 146 pazienti con emorragia subaracnoidea da rottura da aneurisma, tutti trattati chirurgicamente. Questo studio retrospettivo stato eseguito comparando dati morfologici cerebrali TAC, dati morfologici angiografici, valori velocimetrici Doppler e quadro clinico. La nostra esperienza ridimensiona significativamente il ruolo del vasospasmo, inteso quale processo emato-biochimico di vasocostrizione, nel determinare deficit neurologici irreversibili. I nostri dati evidenziano che il vasospasmo causa danni neurologici definitivi in non pi del 2-3 per cento dei casi trattati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. BORTOLUZZI E G. MARINI |
- Volvolo A Tipo Coiling-kinking Della Arteria Carotide Interna Edinsufficienza Di Circolo Cerebro-vascolare: studio Duplex Scanner E Doppler Transcranico
| Anno | 1996 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 42, (suppl. 1), 25-30,1996 | | Titolo | Volvolo A Tipo Coiling-kinking Della Arteria Carotide Interna Edinsufficienza Di Circolo Cerebro-vascolare: studio Duplex Scanner E Doppler Transcranico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica 1, Universit
degli Studi di Bari | | Riassunto | Scopo del presente contributo quello di verificare se il Volvolo a tipo Coiling-Kinking (C-K) dell'arteria carotide interna (ACI) sia responsabile di insufficienza di circolo cerebro-vascolare (ICCBV), in assenza di altri fattori in grado di indurre sintomi cerebrali. Sono stati studiati 51 pz. esenti da importanti fattori di rischio cardio-vascolare, in cui il Duplex Scanner Tronchi Sovraortici (Duplex Scanner TSA) ha evidenziato volvolo a tipo C-K della ACI che in 36 casi presenta caratteristiche stenosanti. Tutti i pz. sono stati quindi sottoposti a Doppler transcranico (DTC), ECG, EEG, TAC e/o RMN encefalo. I risultati inducono a formulare che il meccanismo alla base della ICCBV sia di tipo emodinamico, realizzandosi un furto ematico, responsabile di ischemia distrettuale di determinate zone del parenchima cerebrale; il ripetersi di tali eventi ischemici, non sempre compensati da adeguato flusso collaterale, condurrebbe alla ischemia cronica e alla necrosi di cellule neuronali, nelle aree sottoposte a tali insulti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. PASCAZIO, F, FEDERICO |
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