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La rivista Italiana di Neurobiologia, tutti gli anni a partire dal 1972
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1995- Le Recidive Dei Meningiomi intracranici Operati
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 877-882,1995 | | Titolo | Le Recidive Dei Meningiomi intracranici Operati | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia,*Servizio di Neuroradiologia, ** Servizio di Istologia e Anatomia Patologica, *** Servizio di Citogenetica, Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi, Varese | | Riassunto | Dal 1967 al 1990 sono stati operati presso la Divisione di Neurochirurgia dell'Ospedale Regionale di Varese 723 pazienti con meningioma intracranico. Di questi, 538 con follow up minimo di 6 anni sono stati reclutati per uno studio sulle recidive tumorali. Sono stati ualutati lo stato neurologico pre e postoperatorio, gli accertamenti radiologici prima ed a distanza dall'intervento e rivisti i preparati istologici secondo la classificazione WHO 1993: sono stati esclusi i meningiomi maligni e quelli emangiopericitici. In 73 casi fu condotto a termine lo studio cariotipico tumorale. Una recidiva fu dimostrata in 85 casi: 50 furono operati (29 maschi, 21 donne). Vengono riportati i rapporti tra asportazione totale o subtotale, tra localizzazione tumorale, tra intervallo chirurgia-recidiva a 5,10,15,20 anni, tra istologia e recidive. La maggior parte delle recidive si sviluppa nei tumori di difficile asportazione mediani sovratentoriali. Viene discusso il termine ricrescita e recidiva, la necessit… di un lungo follow up, l'importanza di un'asportazione totale, l'affidabilit…, come criterio di predittivit… di recidiva, della citometria di flusso, dei recettori ormonali, della marcatura con BUDR. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Marra, A. Dario, S. Bellocchi, F. Albertini*, M. Cerati**, R. Casalone***, A. Dorizzi |
- Spettroscopia In Risonanza Magnetica (1h-mrs E 31p- Mrs) Ed Emiplegia Alternante: presentazione Di Un Caso.
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6),1001-1004, 1995 | | Titolo | Spettroscopia In Risonanza Magnetica (1h-mrs E 31p- Mrs) Ed Emiplegia Alternante: presentazione Di Un Caso. | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Unit… Organica di Neurofisiopatologia, *Servizio di Fisica Sanitaria,Azienda Ospedaliera di Perugia | | Riassunto | Viene descritto il caso di una paziente affetta da emiplegia alternante in cui Š stato condotto uno studio con Spettroscopia in Risonanza Magnetica dell'encefalo (1H-MRS) e del muscolo scheletrico (31-P-MRS).La paziente, di anni 25, insufficiente mentale, aveva presentato fino dall'et… infantile, numerosi episodi di emiplegia alternante. Lo studio MRI dell'encefalo ha evidenziato atrofia diffusa.Lo studio spettroscopico dimostra riduzione dei valori di N-Acetilaspartato (NAA)) nell'encefalo (lH-MRS) ed un aumento del fosforo (Pi) nel muscolo scheletrico (31P-MRS). Viene discusso il significato di tali reperti che confermano analoghi dati riportati dalla letteratura. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Brunori, O. Presciutti*, R. Tarducci*, C. Tiacci, G.F. Perticoni |
- "Infant Botulism" Dell'adulto. Descrizione Di Un Caso
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (4), 549-554, 1995 | | Titolo | "Infant Botulism" Dell'adulto. Descrizione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale di Lecco | | Riassunto | Viene descritto il caso di un uomo affetto da ileite terminale che da tre giorni manifesta segni di insufficienza respiratoria, ileo paralitico, xerostomia, fotofobia ed appannamento della vista senza cicloplegia. Viene posta diagnosi di botulismo confermata dalla successiva rapida evoluzione in un quadro paralitico generalizzato, dall'indagine elettromiografica e dalla positività delle prove biotossicologiche e colturali. Alcuni elementi quali l'esordio atipico, la negatività dell'anamnesi alimentare, il caso isolato ci hanno fatto ritenere tale condizione correlabile a tossinfezione per produzione “in vivo" di tossina dalla germinazione di spore del Clostridium Botulinum a livello intestinale. Si è ritenuto altresì che la concomitante ileite terminale, quale affezione autoimmunitaria, per l'alterata permeabilità ed assorbimento, abbia giocato un ruolo fondamentale determinarldo per prima la compromissione diaframmatica. Vengono discusse le possibilità diagnostiche differenziali, i dati epidemiologici ed il trattamento terapeutico più adeguato. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Marotta, F. Basso, E. Morosi. |
- "Spectacular Shrinking Deficit" Dopo Ictus Emisferico Maggiore: Descrizione Di Un Caso Cllnico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1), 97-100,1995 | | Titolo | "Spectacular Shrinking Deficit" Dopo Ictus Emisferico Maggiore: Descrizione Di Un Caso Cllnico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Div. di Geriatria, Ospedale di Monselice (Padova) *Div. di Medicina e **Div. di Lungodegenza, Ospedale di Cittadella, Padova | | Riassunto | Uno spontaneo, spesso eclatante miglioramento dei sintomi dopo un ictus emisferico maggiore è stato definito da Mohr “spectacular shrinking deficit” , ritenuto suggestivo per embolismo cerebrale cardiogenico con migrazione di un embolo nelle branche di stati dell'asse carotideo. Viene descritto il caso clinico di un paziente che presenta rapida regressione dei sintomi dopo un'emiplegia con afasia globale. La frequenza di ricanalizzazione spontanea nel tromboembolismo cerebrale necessita di particolare attenzione nell'approccio terapeutico con trombolitici nella fase acuta dell'ictus ischemico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Turrin, S. Martinelli*, E. Graziosi** |
- Adesione Dei Mononucleati Ematici A Cellule Endoteliali In Pazienti Con Sclerosi Multipla
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 249-252,1995 | | Titolo | Adesione Dei Mononucleati Ematici A Cellule Endoteliali In Pazienti Con Sclerosi Multipla | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Neurologico "C.Bestan e °Istituti Clinici di Perfezionamento, Milano | | Riassunto | 16 pazienti affetti da sclerosi multipla clinicamente definita in progressione ed altrettanti controlli sani appaiati per età e sesso sono stati studiati per quanto riguarda l'adesione in vitro a cellule endoteliali e la espressione di molecole di aderenza (HLADR, LFA-1 e VLA-4) da parte di mononucleati ematici. L'adesione e la espressione di molecole di aderenza sono state valutate mediante metodica di citofluorimetria. Non sono emerse differenze significative tra pazienti e controlli per quanto riguarda l'aderenza, mentre si è riscontrata una ridotta espressione dell'antigene HLA-DR sui monociti dei pazienti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Dufour, M. Eoli, A. Salmaggi, E. Corsini, L. La Mantia, G. Bordin°, C. Milanese, A. Nespolo |
- Adrenomieloneuropatia: Utilita Delle Indagini Neuroradiologiche E Neurofisiologiche
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 611-622, 1995 | | Titolo | Adrenomieloneuropatia: Utilita Delle Indagini Neuroradiologiche E Neurofisiologiche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurologia e Neuroriabilitazione, * Laboratorio di Neurofisiopatologia, Ospedale C. T. O., Napoli | | Riassunto | L'AMN è caratterizzata da paraparesi spastica ad inizio nella seconda-terza decade di vita, polineuropatia distale, associate frequentemente ad insufficienza corticosurrenalica ed ipogonadismo. Condivide con l'ALD lo stesso difetto enzimatico a livello ß-ossidazione dei VLCFA il cui incremento nel plasma o nei fibroblasti in coltura è diagnostico. Il nostro paziente, che presenta una AMN clinicamente e laboratoristicamente definita, è stato sottoposto ad indagini neurofisiologiche e a R.M.I. che hanno mostrato anomalie che riteniamo importanti ai fini diagnostici. Esse, infatti, pur non essendo specifiche, permettono, a nostro parere, la identificazione funzionale e la localizzazione della sofferenza della mielina del S.N.C. anche in aree apparentemente indenni sul versante della sintomatologia clinica. Consentono il monitoraggio temporale delle lesioni favorendo l'espressione di una prognosi "quoad valetudinem» ed infine contribuiscono significativamente alla diagnosi differenziale con patologie, quali la malattia di Strumpell e la sclerosi multipla, in cui la paraparesi spastica paò essere l'elemento dominante del quadro clinico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Guadagnino*, L. Russo, O. Matrone*, A. Tessitore |
- Alterazioni Di Segnale A Livello Dei Nuclei Della Base In Pazienti Con Cirrosi Epatica: Studio Rm Dell'encefalopatia Epatica A 0,5 Tesla
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 427-431, 1995 | | Titolo | Alterazioni Di Segnale A Livello Dei Nuclei Della Base In Pazienti Con Cirrosi Epatica: Studio Rm Dell'encefalopatia Epatica A 0,5 Tesla | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Osp. Casa Sollievo della Sofferenza, IRCCS, 71013 San Giovanni Rotondo - Foggia | | Riassunto | L'encefalopatia epatica può manifestarsi con disturbi dello stato mentale o sintomi neurologici (tipicamente i flapping tremors). Alla TC il quadro può essere normale o può aversi un'atrofia cerebrale non specifica. Oltre a ciò la RMpuò dimostrare alterazioni di segnale in T1 a livello dei nuclei della base, del mesencefalo, del ponte, dell'ipofisi, come già evidenziato a 1,5 Tesla. Allo scopo di verificare quali alterazioni si possano documentare con un apparecchio da 0,5 Tesla, abbiamo studiato con RM 16 pazienti consecutivi con cirrosi epatica, in 14 casi scompensata al momento dell'esame. Sono state impiegate sequenze SE pesate in T1, DP e T2 secondo i piani assiale, sagittale e coronale. In 2 pazienti è stato impiegato anche il Gd-DTPA e.v.. Mentre un'atrofia cerebrale era visibile in solo 8 pazienti, in tutti è stato rilevato nelle immagini pesate in T1 un caratteristico aumento simmetrico di segnale nella regione dei nuclei della base, coinvolgente soprattutto i nuclei pallidi, in 9 casi esteso anche ai peduncoli cerebrali, senza equivalente alterazione di segnale in DP e T2. Nei pazienti in cui è stato somministrato, il Gd DTPA non ha modificato i rilievi di base. In una paziente sottoposta con successo a trapianto di fegato, si è osservata una regressione delle alterazioni segnalate. Anche se a tutt'oggi non è noto l'equivalente anatomopatologico del riscontro descritto, esso appare tipico e ben dimostrabile anche con magnete di media intensità, nonché reversibile con la normalizzazione della funzione epatica, come nel caso sottoposto a trapianto di fegato. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M.G. Bonetti, A. Casillo, M. Armillotta |
- Alterazioni Liquorali Nella Sindrome Di Guillain Barre': Utilita Nella Diagnosi E Monitoraggio Della Malattia
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 681-686,1995 | | Titolo | Alterazioni Liquorali Nella Sindrome Di Guillain Barre': Utilita Nella Diagnosi E Monitoraggio Della Malattia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università di Ferrara | | Riassunto | In questo studio, gli Autori presentano i dati relativi a ricerche condotte sul Liquido Cefalorachidiano (LCR) in pazienti affetti da Sindrome di Guillain-Barrè (SGB). Si tratta di 57 soggetti, 37 maschi e 20 femmine, età media 58.8 + 16.9, intervallo di età compreso fra 9 ed 81 anni. I criteri di inclusione sono quelli di Asbury e Cornblath. In tutti i pazienti, è stato analizzato il LCR ed il siero per determinare il quadro cito-chimico, l'Albumina e le IgG, con una determinazione quantitativa e qualitativa di una sintesi intratecale di IgG e/o un danno della Barriera Emato-Encefalica (BEE). È stato individuato un danno della BEE in 70.2% dei casi, una dissociazione Albumino-citologica nel 47.4%, ed una Pandy positiua nel 43.8%. Gli indici quantitativi risultano meno importanti. L'Isoelettrofocusing (IEF) e l'Immunoblotting (IB) segnalano un quadro policlonale e, quindi, di danno della BEE, nel 50.9% dei pazienti. All'osseruazione finale, l'end-point, uiene rileuata una correlazione positiua, statisticamente significatiua (p<0.01 e p<0.05), tra danno della BEE e recupero fisico incompleto. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Paolino, E. Fainardi, P. Ruppi, R. Tola, V. Govoni,I. Casetta, V.C. Monetti, E. Granieri, M. Carreras |
- Alterazioni Neuro Comportamentali Reversibili In Soggetto Affetto Da Neoplasie Endocrine Multiple (Sindrome Da M.E.N. Tipo I° Sporadica). Caso Clinico.
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 627-632,1995 | | Titolo | Alterazioni Neuro Comportamentali Reversibili In Soggetto Affetto Da Neoplasie Endocrine Multiple (Sindrome Da M.E.N. Tipo I° Sporadica). Caso Clinico. | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia O.C.M., * Divisione di Endocrinologia O.C.M., °Servizio di Medicina Nucleare, Azienda Ospedaliera di Verona | | Riassunto | Le alterazioni neurocomportamentali sono spesso i primi sintomi che si sviluppano nel corso di una malattia sistemica. Tra queste le malattie endocrine possono mima re una malattia neurologica e/o psichiatrica. n caso clinico che viene descritto ne è un esempio. Donna di 68 anni, ricoverata presso il D-H della Divisione di Neurologia nell'ottobre '92. Dal 1990 senza apparenti fattori scatenanti cominciò ad essere irrequieta e insonne a cui ben presto si aggiunsero frequenti stati confusionali acuti, il più delle volte notturni. Gli esami ematochimici portavano alla diagnosi di Neoplasia Endocrina Multipla (M.E.N.) senza familiarità (iperparatiroidismo primitivo e ipercortisolismo ACTH-dipendente). L'esame cognitivo-comportamentale evidenziava uno stato depressivo e la testatura neuropsicologica non standardizzata una condizione ai limiti del deteriorarmento intellettivo. La qualità della vita era compromessa. Nel maggio '93 veniva sottoposta a intervento di asportazione di adenoma ipofisario. Il controllo neurocomportamentale eseguito qualche mese dopo non mostraua sostanziali modificazioni. Nel settembre '93 ueniua sottoposta a intervento di paratiroidestomia e posta interapia sostitutiua con calcio e diidrotachisterolo. Al controllo del maggio '94 la paziente non presentava più le alterazioni dello stato mentale. Il punteggio ai test neuropsicologici (non standardizzati) rientrava nel range della normalità, mentre la batteria neuropsicologica standardizzata evidenziava un lieve deficit della memoria, rivelatosi stabile nel controllo successivo. La qualità della vita era nettamente migliorata. A tutto il mese di aprile '95 si conferma lo stato di normalità della paziente. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Gambina, R. Castello*, G. Teresi, M.G. Passarin, M.C. Martini, R. Furlani*, A. Marabini, G. Ferrari |
- Amnesia Globale Transitoria: Trattare O Non Trattare
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1), 63-70,1995 | | Titolo | Amnesia Globale Transitoria: Trattare O Non Trattare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale San Martino, Genova | | Riassunto | Vengono esposti i risultati di uno studio caso controllo con follow-up riguardante 81 pazienti con amnesia globale transitoria (AGT) confrontati con un gruppo di soggetti con pregresso TIA e con un gruppo di soggetti normali, condotto allo scopo di portare un contributo ad una migliore definizione dell'etiologia e della prognosi dell'AGT. È stata indagata l'incidenza di fattori di rischio vascolare, che è risultata significativamente più alta nel gruppo TIA rispetto agli altri due gruppi, e l'incidenza di eventi vascolari (TIA, ictus, infarto del miocardio, morte) durante il follow-up, risultata anche essa più elevata nel gruppo TIA. È stato inoltre effettuato un confronto per gli stessi fattori, fra i risultati ottenuti e quelli degli studi precedenti. Il dato più significativo che emerge è rappresentato dalla prognosi sostanzialmente buona dei soggetti che hanno presentato un episodio di AGT per quanto concerne il rischio di successvi incidenti cerebrovascolari. Viene pertanto suggerita l'inutilità di sotto porre ad un trattamento preventivo a lungo termine i soggetti con AGT. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Tanganelli, G. Regesta |
- Analisi Di Comportamenti Diagnostici E Terapeutici In Pazienti Portatori Di Aneurisma Endocranico Prima E Dopo L'introduzione Del Doppler Transcranico. Parziale Revisione Dei Criteri Di Valutazione
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 455- 461,1995 | | Titolo | Analisi Di Comportamenti Diagnostici E Terapeutici In Pazienti Portatori Di Aneurisma Endocranico Prima E Dopo L'introduzione Del Doppler Transcranico. Parziale Revisione Dei Criteri Di Valutazione | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurochirurgia 0 Ospedale "V. Fazzi" Lecce. | | Riassunto | Gli autori analizzano due serie di pazienti operati per aneurisma endocranico: un primo gruppo di 4 Pazienti operati dal 1986 al 1989 ed un secondo di 59 pazienti studiati con DTC, ed operati dal 1990 al 1993. L'esame dei dati considerati nell'am bito dei due gruppi di pazienti, in particolare l'intervallo tra emorragia ed intervento e la relazione fra calori velocitometrici riscontrati e tempi angiografia e chirurgici adottati evidenzia come gli autori, pur considerando il DTC una metodica affidabile, non abbiano mutato in modo rilevante l'approccio a questo tipo di patologia. A tal proposito gli autori propongono di variare i criteri di predittività della metodica ultrasonica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Cancelliere, M. Rolli, G. Caggia, B. Armenise |
- Angioplastica Transluminale Percutanea Di Stenosi Carotidee Sintomatiche: Risultati Immediati E Follow-Up
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1),157-160, 1995 | | Titolo | Angioplastica Transluminale Percutanea Di Stenosi Carotidee Sintomatiche: Risultati Immediati E Follow-Up | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia 11 e * Servizio di Neuroradiologia, Ospedali Riuniti, Bergamo | | Riassunto | Ventuno pazienti con TIA o “minor stroke" e stenosi carotidea di alto grado sono stati trattati con angioplastica transluminalepercutanea. In 16 casi (76.1%) la PTA ha determinato la completa ricanalizzazione o una riduzione della stenosi. In 2 casi si è verificata una complicazione perioperatoria (1 TIA, 1 ictus); una restenosi si è osservata in 3 casi. Durante il follow-up 3 pazienti hanno presentato un TIA. Gli Autori concludono che la PTA carotidea in pazienti sintomatici è un intervento da considerare in alternativa all'endoarteriectomia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Mamoli, G. Pelloni*, M. Carmelingo |
- Anomalie Del Tempo Di Conduzione Centrale Valutato Mediante Potenziali Evocati Motori In Diabetici Insulino-Dipendenti
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 41 (2) 291-296, 1995 | | Titolo | Anomalie Del Tempo Di Conduzione Centrale Valutato Mediante Potenziali Evocati Motori In Diabetici Insulino-Dipendenti | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Unità di Neurologia, I.N.R.C.A. Ancona * Servizio di Diabetologia, Ospedale di Senigallia **F Dipartimento Ricerche l.MR.C.A. Ancona | | Riassunto | Studi elettrofisiologici ed anatomopatologici hanno evidenziato in corso di diabete insulino-dipendente un coinvolgimento del sistema nervoso periferico e di quello centrale per quanto concerne le vie afferenti. La conduzione centrale nelle vie efferenti motorie non è stata invece ancora studiata in maniera esaustiva nei soggetti diabetici. La stimolazione magnetica transuranica della corteccia motoria consente la valutazione dell'integrità del sistema piramidale, è indolore e risulta di semplice effettuazione. Potenziali evocati motori (ME:Ps) per stimolazione corticale sono infatti registrabili con elettrodi di superficie dai muscoli dell'arto superiore ed inferiore, permettendo di misurare il tempo di conduzione motorio totale (TCMT) che intercorre dalla corteccia al muscolo target. Il tempo di conduzione motoria centrale (TCMC) è calcolabile sottraendo il tempo di conduzione periferica (latenza spinale) per stimolo magnetico cervicale (C7) o lombare (L4) dalla latenza totale. Tale metodica è stata da noi utilizzata per valutare il grado di coinvolgimento del sistema piramidale nei soggetti diabetici. Per tale motivo abbiamo misurato i MAP derivati dai mm. opponente del pollice e dal tibiale anteriore, indotti da stimolo magnetico transuranico, in 19 pazienti diabetici insulino-dipendenti ed in 16 soggetti sani, di controllo. In tutti sono stati valutati il TCMTed il TCMC mediante stimolo corticale, cervicale e lombare. Il confronto tra i due gruppi evidenzia che nei pazienti diabetici insulino-dipendenti è presente un significativo allungamento del TCMT e della latenza spinale sia dagli arti superiori che inferiori, espressione del già noto coinvolgimento della porzione periferica della via motoria. L'esistenza di isolate anomalie del TCMC in almeno 2 soggetti diabetici mostra lapossibilità di un danno specifico del pathway piramidale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Pelliccioni, S. Manfrini*, P. Fioravanti**, E. Brizioli**, M. Guidi, L. Rosa, T. Rossi, M. Del Gobbo, O. Scarpino |
- Anomalie Di Flusso E Volume Polmonare In Differenti Stadi Di Sclerosi Laterale Amiotrofica
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 219 224,1995 | | Titolo | Anomalie Di Flusso E Volume Polmonare In Differenti Stadi Di Sclerosi Laterale Amiotrofica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica e ~Pneumologica, Arcispedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia | | Riassunto | Nella maggioranza dei casi il coinvolgimento dei muscoli respiratori negli stadi avanzati di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è tanto grave da causare la morte. Allo scopo di diagnosticare precocemente l'esordio delle anomalie del flusso e del volume polmonare come espressione del coinvolgimento dei muscoli respiratori nel corso della malattia, abbiamo valutato retrospettivamente i tests di funzione respiratoria di 28 pazienti in differenti stadi di progressione della malattia. In particolare abbiamo analizzato la morfologia della curva flusso volume nella sua parte sforzodipendente in accordo con i criteri di Vincken, ottenendo un punteggio da 0 a 4 dai parametri di massimo flusso inspiratorio ed espiratorio. Lo score più elevato (3-4) è stato ottenuto nei pazienti con deficit ventilatorio restrittivo grave e negli stadi più avanzati della malattia. L'aumento dello score è infatti risultato significativamente correlato col decremento della Capacità Vitale (p = 0.001), col punteggio totale (p = 0.2) e con quello della funzione bulbare (p = 0.3) dell'ALS rating scale. La concordanza fra i parametri derivati dalla Curva Flusso-Volume e lo score di gravità calcolato secondo l'ALS rating scale può risiedere nel fatto che entrambi i sistemi di analisi prendono in considerazione sia la forza sia la velocità della contrazione muscolare. Pertanto lo score di Vincken permette una più accurata valutazione del deficit ventilatorio e del suo andamento nel tempo di quanto possa essere ottenuto mediante le misure tradizionali dei volumi polmonari statici (Capacità Vitale) e delle massime pressioni statiche inspiratorie ed espiratorie. Inoltre la Curva Flusso-Volume, fornendo una imaging della forza generata dai muscoli respiratori, può essere immediatamente utilizzata dal neurologo per un criterio prognostico nel follow-up dell'insufficienza respiratoria. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | N. Marcello, F. Ortaggio*, M.G. Scacchetti* |
- Anticorpi Anticardiolipina (Aca) Nella Sclerosi Multipla: Un Epifenomeno?
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 775-778,1995 | | Titolo | Anticorpi Anticardiolipina (Aca) Nella Sclerosi Multipla: Un Epifenomeno? | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologia * Unità Ricerca Aterosclerosi e Trombosi MCCS Casa Sollievo della Sofferenza, S. Giovanni Rotondo ** Ist. Clin. Neurologica, Univ. Cattolica S. Cuore, Roma | | Riassunto | Nella sclerosi multipla (SM) autoanticorpi sierici a basso titolo diretti sia verso antigeni del tessuto nervoso che di altri tessuti sono presenti in maniera significativamente maggiore che nel normale, anche in assenza di una malattia autoimmune associata. Il loro riscontro viene considerato espressione di una disregolazione dell'attività B-linfocitaria. Gli anticorpi anticardiolipina (ACA) sono autoanticorpi diretti verso antigeni fosfolipidici, implicati nella patogenesi della "sindrome da anticorpi antifosfolipidi", caratterizzata da diatesi trombotica con manifestazioni ischemiche a carico del SNC. La presenza di ACA nella SM è stata descritta. Allo scopo di verificare l'incidenza di ACA in pazienti con SM e di confrontarla con quella di altri autoanticorpi, 37 pazienti con SM definita e 67 controlli sani (simili per età e sesso) sono stati sottoposti al dosaggio di ACA e alla determinazione dell'attiuità LA. Nei pazienti è stata effettuata anche la ricerca di anticorpi anti muscolo liscio (ASMA), anti cellule parietali (APCA), antimitocondrio (AMA), anti-nucleo (ANA). Nei pazienti con SM l'incidenza di titoli di ACA superiori alla norma è risultata essere del 18,9% (7 su 37), mentre nessun valore patologico è stato riscontrato nei controlli. Tra gli altri autoanticorpi, solo gli ASMA hanno mostrato frequenza elevata (9 su 37; 24,3%). La differenza tra l'incidenza di ACA e ASMA non è risultata significativa (test chi-quadro). Nonostante in singoli pazienti il valore degli ACA sia risultato elevato, l'attività LA è sempre risultata nella norma. Analogamente a quanto ritenuto per altri autoanticorpi, gli ACA probabilmente non suolgono un ruolo patogenetico nella SM, ma la loro presenza potrebbe costituire l'epifenomeno di una attivazione policlonale aspecifica di cloni B-linfocitari. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R.P. Cioffi, N. Giuliani, M. Margaglione*, E. Grandone*, G. Cappucci*, P. Simone, P.A. Tonali** |
- Applicazione Della Spettroscopia In Risonanza Magnetica (mrs) Nello Studio Dell'epilessia. Dati Preliminari
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 995-999, 1995 | | Titolo | Applicazione Della Spettroscopia In Risonanza Magnetica (mrs) Nello Studio Dell'epilessia. Dati Preliminari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Unit… Organica di Neurofisiopatologia e *Servizio di Fisica Sanitaria, Azienda Ospedaliera di Perugia. | | Riassunto | La spettroscopia in Risonanza magnetica (MRS) Š un metodo di studio non invasivo dei metaboliti presenti nei tessuti. Viene discussa l'applicazione della spettroscopia del protone (1H-MRS) nello studio dell'epilessia e vengono riportati i dati preliminari di una indagine condotta su pazienti affetti da epilessia focale (benigna e non).I soggetti affetti da epilessia benigna a,' colai rolandici e alcuni casi di forme focali sintomatiche insieme ad una popolazione di soggetti di controllo sono stati studiati con 1H-MRS dell'encefalo.La metodica d'indagine utilizzata Š una metodica multivoxel, con codifica di fase che d… la possibilit… di produrre immagini quantitative di una data regione di interesse. La metodologia di studio utilizzata e i risultati ottenuti vengono presentati e discussi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Brunori, R. Tarducci*, P. Presciutti*, G.F. Perticoni |
- Approccio Pragmatico Ed Esplorativo Alla Sperimentazione Clinica Di Nuovi Trattamenti Dell'ictus Ischemico Acuto
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1), 205-207, 1995 | | Titolo | Approccio Pragmatico Ed Esplorativo Alla Sperimentazione Clinica Di Nuovi Trattamenti Dell'ictus Ischemico Acuto | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università "La Sapienza" Roma | | Riassunto | Dopo secoli di impotenza terapeutica vi sono attualmente delle terapie promettenti per l'ictus ischemico cerebrale. Alcuni trials condotti negli ultimi tempi hanno potuto selezionare alcuni farmaci fra le miriadi proposte dai farmacologi negli ultimi vent'anni. Trials pragmatici del tipo “Patient oriented" hanno permesso di effettuare delle strategie terapeutiche nei grandi ospedali dose è possibile sottoporre a tutti gli esami necessari i pazienti affetti da ictus entro le prime ore dall'inizio della sintomatologia, ai fini di poter assicurare ai pazienti, in buon numero di casi una migliore qualità di vita nell'ulteriore decorso. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Argentino, M. Fiorelli, M.L. Sacchetti, D. Toni |
- Aspetti Elettroencefalografici Nella Sindrome Di Sotos
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 797-800,1995 | | Titolo | Aspetti Elettroencefalografici Nella Sindrome Di Sotos | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia II, Facolta di Medicina di Napoli | | Riassunto | Riportiamo il caso di un bambino di 6 mesi affetto da sindrome di Sotos seguito con tecnica elettroencefalografica per tre anni. La diagnosi è stata formulata sulla base dei caratteri somatici e sulla base dell'accelerato sviluppo osseo (corrispondente a 3 anni all'età di 19 mesi). Il tracciato EEG mostrava segni irritativi in regione temporale sinistra; tra i ó e i 10 mesi di età il bambino aveva crisi temporali parziali con clono ai quattro arti, movimenti masticatori e perdita di coscienza. La terapia con Valproato (30 mglKgldie) ha portato a remissione sintomatologica con scomparsa dei segni elettroencefalografici e miglioramento dei ritardo psicomotorio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Natale, A. Rapuano, G. Vacca, L. Bianchi |
- Ateromasia Carotidea Asintomatica E Fattori Di Rischio Per L'ictus
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl.1), 83-90,1995 | | Titolo | Ateromasia Carotidea Asintomatica E Fattori Di Rischio Per L'ictus | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Lab. di Fisiopatologia Vegetativa e Diagnostica Neurovascolare, Dip. Neurologico C, Fondazione "C. Mondino' Università degli Studi, Pavia * Dip. Medicina interna, Ospedale "C. Miran Casorate Primo, Pavia | | Riassunto | Le placche ateromasiche si associano frequentemente alla patologia cerebrovascolare di tipo ischemico. Tuttavia la loro prevalenza nella popolazione generale è estremamente variabile ed è tuttora dibattuta, in particolare, la relazione che intercorre tra ateromasia carotidea e fattori di rischio per lo stroke. Questo studio riporta i dati relativi ad un'indagine cooperativa svolta su 441 soggetti maschi asintomatici portatori di fattori di rischio per malattie cerebrovascolari al fine di stabilire alcune possibili correlazioni con lo sviluppo di placche in ambito carotideo e allo stesso tempo di sviluppare un possibile modello predittivo di uno studio epidemiologico multicentrico. Placche ateromasiche sono state riscontrate nel 32% della popolazione generale ed erano significativamente correlate con l'età (P<0.0001). Un'analisi univariata dei dati ha messo in luce una stretta correlazione tra placche ateromasiche e elevati tassi ematici di colesterolo (P<0.0274), storia di ipertensione (P<0.0360), segni di ischemia cardiaca durante test da sforzo al cicloergometro (P<0.0007). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Micieli, D. Bosone, A. Cavallini, S. Marcheselli, M. Poli*, G. Nappi |
- Aura Emicranica Senza Cefalea Con Lesione Ipodensa Cerebrale Transitoria Alla T.C.
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 745-747, 1995 | | Titolo | Aura Emicranica Senza Cefalea Con Lesione Ipodensa Cerebrale Transitoria Alla T.C. | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia - O.O.R.R. Foggia - (*) Ex Ospedale Psichiatrico S. Maria, Foggia | | Riassunto | Gli autori fanno un breve excursus sulla letteratura specifica: 1) dell'aura emicranica senza cefalea; 2) dell'eventualità che essa possa essere causa di infarto cerebrale e 3) dei fattori che predispongono a tale evenienza. Quindi essi descrivono il caso clinico di una paziente di 22 anni senza storia di cefalea, la quale, dopo un breve episodio di afasia transitoria occorso all'età di 12 anni, presenta, poco prima di giungere alla loro osservazione, un nuovo episodio di afasia accompagnata da emianopsia laterale omonima destra ed ipostenia brachiale destra per la durata di circa 15 minuti, non seguito da cefalea. In occasione di tale episodio una TC. cranio evidenzia una piccola ipodensità nel braccio posteriore della capsula interna di sinistra, i successivi esami neuroradiologici (MRI, Angiografia cerebrale) risultano normali. A distanza di molti mesi la paziente presenta episodi emicranici a sinistra senza aura. Il lavoro si conclude con la discussione sul caso clinico e sulla natura della lesione evidenziata alla T. C. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Candeliere, (*) D. Ciampanelli, T. Lo Muzio, G. Costantino, F.P. Rizzitelli |
- Calcificazioni Cerebrali Bilaterali Ed Ipocalcemia Grave Paucisintomatica In Adulto Con Ipoparatiroidismo Ignorato (Familiare?)
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 641-645,1995 | | Titolo | Calcificazioni Cerebrali Bilaterali Ed Ipocalcemia Grave Paucisintomatica In Adulto Con Ipoparatiroidismo Ignorato (Familiare?) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia e di *Medicina II, Ospedale Predabissi, Melegnano | | Riassunto | Oggetto del nostro lavoro è la descrizione di un caso clinico relativo ad un uomo di 63 anni, giunto alla nostra osseruazione per una sintomatologia assai sfumata presente da circa 2 mesi, caratterizzata da numerosi episodi lipotimici con sensazione di malessere generale di breve durata e da modesto rallentamento ideomotorio senza chiari deficit delle funzioni superiori. Alcuni episodi lipotimici si erano verificati, per un breue periodo, anche circa 8 anni prima. L'esame neurologico era negativ o; una Tomografia Computerizzata (TC) dell'encefalo dimostrò la presenza di estese calcificazioni cerebrali bilaterali e simmetriche interessanti i nuclei della base e gli emisferi cerebellari. Lo studio del metabolismo fosfocalcico dimostrò graue ipocalcemia (4.9 mg%) ed iperfosforemia senza calciuria. Il dosaggio del paratormone plasmatico risultò di 7. 8 mglml (v. n. 12 - 72 mglml). In anamnesi familiare veniva segnalata ipocalcemia neonatale in uno dei figli e la morte improvvisa di un altro figlio, all'età di 4 mesi con un quadro clinico di tetania. La peculiarità del caso consiste, a nostro parere, nell'esiguità della sintomatologia clinica correlata con l'ipocalcemia e nell'assenza di sintomi neurologici nonostante le estese calcificazioni cerebrali e cerebellari. Le notizie anamnestiche inoltre suggeriscono una possibile familiarità dell'ipoparatiroidismo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.E. Molini, A. Colombo, M. Spina*, F. Sasanelli |
- Caratterizzazione Dell'ictus Nei Pazienti Aids
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41(Suppl. 1), 91-96,1995 | | Titolo | Caratterizzazione Dell'ictus Nei Pazienti Aids | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Radiologia 2, * Servizio di Neurofisiopatologia, ** Divisione di Neurologia 1, Ospedali Civili, Brescia | | Riassunto | Gli Autori hanno valutato clinicamente e radiologicamente (TC) 70 pazienti portatori di AIDS, con depressione dello stato di coscienza e deterioramento mentale, per un periodo superiore a 36 mesi. 55 pazienti erano maschi, 15 femmine, con un range di età variabile da 18 a 41 anni. I fattori di rischio comprendevano uso di droga per iniezione in vena in 60 pazienti, 10 pazienti erano omosessuali. La diagnosi di AIDS venne effettuata in accordo con i criteri del CDC (Center fior Disease Control). Alla TC si evidenziarono aree di ridotto coefficiente di attenuazione, localizzate nella sostanza bianca, durante la fase di esordio dei disturbi compatibilmente, si supponeva, ad un quadro di encefalite da HIV. Nei successivi controlli con TC, le stesse lesioni apparvero per buona percentuale, come tipiche localizzazioni cerebro vascolari ed in parte come lesioni infiammatorie. In 1 caso si diagnosticò un'emorragia cerebrale con inondamento ematico di un ventricolo laterale. Gli Autori ritengono che nei pazienti AIDS il rischio di lesioni infartuati o ischemiche sia estremamente elevato e che le lesioni cerebro-uascolari osservate all'esordio della malattia possano rappresentare, in elevata percentuale, il quadro di presentazione della malattia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Scipione, L. Antonini*, B. Guarneri*, G. De Maria*, C. Lazzarini*, B. Troianiello**, E. Castegnini |
- Cause E Prognosi Dell'ischemia Cerebrale Cardioembolica Nel Giovane
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl.1), 51-54,1995 | | Titolo | Cause E Prognosi Dell'ischemia Cerebrale Cardioembolica Nel Giovane | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Dip. di Medicina Interna e Sanità Pubblica, Università degli Studi, I'Aquila | | Riassunto | Le cardiopatie costituiscono la causa di circa un terzo degli infarti cerebrali in soggetti al di sotto dei 45 anni. L'ecocardiografia transesofagea permette di diagnosticare le alterazioni del setto interatriale, i trombi intracavitari e le lesioni ateromasiche dell'arco aortico. Le aritmie (OR=9.5; p=0.0014), la stenosi mitralica (OR=55.7; p=0.002) e la cardiopatia ischemica (OR=4.3; p=0.05) rappresentano fattori di rischio indipendenti all'analisi logistica multivariata. Una presumibile patogenesi cardioembolica è stata riscontrata nel 23.7% dei pazienti ed ha comportato una più elevata mortalità globale (p<0.0001), cardiaca (p=0.03) e cerebrale (p=0.04) durante i 5 anni di follow up. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Carolei, C. Marini, G. De Matteis, P. Santalucia, M. Baldassarre |
- Cavernomi Cerebrali Ed Epilessia:risultati Del Trattamento Chirurgico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (suppl. 2/ Fasc. 4/95), 33-44, 1995 | | Titolo | Cavernomi Cerebrali Ed Epilessia:risultati Del Trattamento Chirurgico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia 11, Ospedale Bellaria, Bologna | | Riassunto | Nell'ambito delle forme di epilessia lesionale, ha assunto recentemente sempre maggior importanza l'epilessia causata da cavernoma o angioma cavernoso cerebrale che appartiene al gruppo delle malformazioni vascolari cerebrali agiograficamente occulte [29,33,34].Il riscontro di tali malformazioni vascolari Š diventato infatti sempre pi— frequente negli ultimi anni per l'aumento di sensibilit… delle tecniche di diagnostica per immagini [2,27,28,41,48].Il cavernoma o angioma cavernoso cerebrale Š una malformazione del Sistema Nervoso Centrale di aspetto moriforme, colorito rosso scuro, composta da sinusoidi vascolari la cui parete Š costituita da cellule endoteliali e tessuto connettivale, senza interposizione di tessuto nervoso e contenenti sangue stagnante escluso dalla circolazione.I cavernomi cerebrali costituiscono dal 5 al 13% di tutte le malformazioni vascolari cerebrali [20,34].La maggior parte di queste malformazioni vascolari sono localizzate negli emisferi cerebrali e l'epilessia ne Š il sintomo pi— frequente [1,4,6,9,13a,13b,14,17,31, 36,38, 42,43].La storia naturale dei cavernomi non Š ancora ben definita; soprattutto non Š ben nota l'incidenza di complicanze emorragiche e/o di ""accrescimento"" nei cavernomi che si presentano con epilessia.Descriviamo i risultati del trattamento chirurgico in 37 pazienti con cavernoma cerebrale che provocava epilessia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Giulioni, N. Acciari, R. Padovani, G. Gaist |
- Chemioterapia Dei Gliomi Anaplastici
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 357-361 ,1995 | | Titolo | Chemioterapia Dei Gliomi Anaplastici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Nazionale Neurologico "Besta" e *Divisione di Radioterapia Ospedale "Ca Granda" Niguarda: Milano. | | Riassunto | I trial di chemioterapia delle neoplasie gliali anaplastiche sono piuttosto scarsi. In questo studio vengono presi in considerazione 71 Pazienti (41 Astrocitomi anaplastici, 16 Oligoastrocitomi A. e 14 Oligodendrogliomi A.) diagnosticati all'Istituto Nazionale Neurologico dal 1987 al 1993. Tutti i Pazienti immediatamente dopo la diagnosi istologica sono stati sottoposti a 4-5 cicli di chemioterapia secondo l'associazione BCNU + CDDP, successivamente irradiati (dose totale 56 Gy) ed infine alla ripresa di malattia nuouamente trattati con chemioterapia secondo l'associazione PVC. Nello studio vengono presi in considerazione il TTP, ST ed analizzati euentuali fattori che possono influenzare la prognosi. Parallelarnente è stato allestito un gruppo controllo retrospettiuo di 39 astrocitomi anaplastici trattati con solo radioterapia dopo l'exeresi chirurgica. Il TTP mediano dei pazienti con astrocitomi anaplastici, oligoastrocitoma anaplastico ed oligodendroglioma anaplastico è risultato di 25, 44 e 58 mesi rispett iuamente. La mediana del ST per il solo gruppo di Astrocitomi Anaplastici è risultato di 39 mesi rispetto ai 21 mesi del ST del gruppo di controllo. (p<O. 001). Il fattore prognostico più importante è risultato l'età sia per il TTP che per il ST. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Silvani, A. Salmaggi, A. Pozzi, C.L. Solero, *M. Botturi, A. Boiardi |
- Cisti Epidermoidi Dell'angolo Ponto-cerebellare
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 909-915,1995 | | Titolo | Cisti Epidermoidi Dell'angolo Ponto-cerebellare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia ""G.M. Lancisi"", Ospedale San Camillo, Roma | | Riassunto | Nel periodo 1980-1994, su 145 pazienti portatori di processi espansivi dell'angolo ponto-cerebellare operati presso la Divisione di Neurochirurgia dell'Ospedale San Camillo di Roma, 12 (8.3%) erano portatori di cisti epidermoidi: gli Autori analizzano questo gruppo riguardo a fattori epidemiologici, quadro clinico, ""neuroimaging"". Vengono inoltre presentati l'outcome chirurgico ed il follow-up a distanza: in accordo con i dati della letteratura, i nostri risultati dimostrano che la resezione subtotale Š lecita nella frequente evenienza di tenaci aderenze tra capsula tumorale e strutture neurovascolari dell'angolo. Questa strategia assicura infatti bassa morbidit… e mortlit…. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Brunori, A. Delitala, G. Simonetti, F. Chiappetta |
- Complicanze Del Sistema Nervoso Centrale In Un Caso Di Sindrome Emolitica Uremica Atipica
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2),197-201,1995 | | Titolo | Complicanze Del Sistema Nervoso Centrale In Un Caso Di Sindrome Emolitica Uremica Atipica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Nefrologia, Servizio Neuroradiologia*, Ospedale Annunziata, Cosenza | | Riassunto | Le complicanze del Sistema Nervoso Centrale (SNC) valutate con la Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) permettono di fare alcune ipotesi sulla patogenesi delle complicanze neurologiche in alcuni casi di Sindrome Emolitica Uremica (SEU). Presentiamo un caso di SEU atipica per esordio, decorso e prognosi in cui la biopsia renale riuelaua una grave microangiopatia trombotica glomerulare e arteriosa. Erano presenti inoltre, insufficienza renale e gravi complicanze del SNC quali emiparesi, cecità transitorie, convulsioni. La paziente, dopo un primo episodio di perdita della coscienza con emiparesi mostrava all'esame TAC una vasta lesione infartuate che segnava peraltro, l'esordio delle oomplicanze neurologiche della SEU. Tale lesione è da ascrivere verosimilmente ad una trombosi di un ramo cerebrale maggiore e non a lesioni microangiopafiche. Più interessante risulta un successivo reperto TAC in occasione di una recidiva della SEU 4 anni dopo, e che mostrava il quadro di una estesa ipodensità della sostanza bia nca. Questa lesione può essere invece interpretata sia come edema ischemico dovuto alla microangiopatia trombotica, sia come edema dovuto alla epilessia ed alla grave ipertensione arteriosa. Infine nel nostro caso, la presenza sullo stesso reperto TAC di lesioni focali ischemiche, in corrispondenza del girus cinguli può essere suggestiva di lesioni interpretabili patogeneticamente come da microangiopatia trombotica. Dall'analisi del nostro caso e dalla revisione della letteratura emerge che non è corretto ascrivere ad una stessa patogenesi le diverse lesioni del SNC in corso di SEU. Al momento, le lesioni trombotiche dei grossi vasi le lacune ischemiche senza componente emorragica e l'edema cerebrale rimangono lo spettro più comune delle lesioni del SNC in alcuni tipi di SEU. Resta ancora irrisolto, come nel caso da noi presentato, se le lesioni del SNC in corso di SEU hanno meccanismi patogenetici diversi oppure se la microangiopatia trombotica rappresenti per il cervello, come per il rene, I'unico meccanismo responsabile delle complicanze neurologiche in corso di SEU. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Bonofiglio, P. L. Lanza *, W. Auteri *, T. Papalia, N. De Napoli |
- Compressione Dell'ulnare Al Gomito: Anteposizione Del Nervo O Semplice Decompressione ?
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 403-406, 1995 | | Titolo | Compressione Dell'ulnare Al Gomito: Anteposizione Del Nervo O Semplice Decompressione ? | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Scienze Neurologiche e Neurochirurgiche, Neurochirurgia 2, Università di Messina | | Riassunto | Nonostante la neuropatia cla intrappolamento del nervo ulnare al gomito sia nota ormai dcl oltre un secolo, esistono ancora oggi opinioni discordanti circa la più efficace strategia chirurgica. Si discute in sostanza se la tecnica più opportuna sia l'anteposizione, sottocutanea o profonda, del nervo o non piuttosto la sua semplice decompressione nel tunnel cubitale. Noi riferiamo la nostra esperienza in 45 casi: in 30 abbiamo effettuato l'anteposizione sottocutanea ed in 15 la semplice decompressione del nervo nel tunnel cubitale. L'anteposizione è stata eseguita soprattutto all'inizio della nostra esperienza e,anche più recentemente, in presenza di grossolane alterazioni ossee, artrosiche o post-traumatiche, del gomito; in assenza di tali reperti e, con maggiore frequenza negli ultimi anni, abbiamo preferito la semplice decompressione. Nei due gruppi di pazienti abbiamo ottenuto risultati globalmente soddisfacenti senza significative variazioni in relazione alla tecnica usata. I risultati sono stati più strettamente correlati con la sintomatologia e l'obiettività preoperatorie, essendo migliorati essenzialmente i disturbi della sfera sensitiva. Noi riteniamo, in conclusione, che il tipo di intevento più opportuno deve essere adottato il più delle volte al singolo caso. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Paterniti, P. Fiore, F. Falcone, A. Levita |
- Compromissione Del Lobo Frontale Nella Malattia Di Alzheimer E Nella Demenza Vascolare
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 41 (2) 145-153, 1995 | | Titolo | Compromissione Del Lobo Frontale Nella Malattia Di Alzheimer E Nella Demenza Vascolare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università di Perugia. | | Riassunto | Scopo del presente contributo è di verificare se la demenza degeneratiua corticale primaria tipo Alzheimer (DAT) e la demenza vascolare sottocorticale (SVD) possono essere differenziate in una fase evolutiva precoce sulla scorta delle prestazioni ad una serie di prove che valutano le funzioni esecutive di pertinenza prefrontale. E' infatti opinione prevalente che il danno di tali funzioni caratterizzi il modello di deterioramento cognitivo delle patologie cerebrali a primitiva localizzazione sottocorticale. Sono stati esaminati 21 pazienti DAT e 15 SVD, omogenei per età e scolarità e con equivalente grado di compromissione mnesica ed intellettiva. I risultati suggeriscono che un deficit delle funzioni sottese dalle aree frontali sembra essere parte integrante del quadro neuropsicologico iniziale sia nella DAT che nella SVD mentre piu incerta appare l'attribuzione di un profilo cognitivo specifico della diversa eziopatogenesi della demenza. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Finali, M.A. Surace, C. Cantoni, M.S. Dioguardi, M. Giuglietti, T. Mazzoli, S. Rizzuto, T. Sciarma, M. Piccirilli. |
- Confronto Tra L'efficacia Del Metilprednisolone Ev E Del Prednisone Orale Nel Trattamento Delle Poussees Di Sclerosi Multipla: Follow-Up Clinico E Di Risonanza Magnetica
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 259-264,1995 | | Titolo | Confronto Tra L'efficacia Del Metilprednisolone Ev E Del Prednisone Orale Nel Trattamento Delle Poussees Di Sclerosi Multipla: Follow-Up Clinico E Di Risonanza Magnetica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Neurologia e di Neuroradiologia, Ospedale S. Raffaele, Università degli Studi di Milano | | Riassunto | In questo studio abbiamo confrontato gli effetti del trattamento con MetilPrednisolone EV-MPEV (1 g die per 5 giorni) e con Prednisone Orale-PO (1 mg/Kg die, a scalare in 3 settimane) sulla incidenza di ricadute a breve termine e sulla attività di malattia nella Sclerosi Multipla, valutata con RM dell'encefalo (effettuata con gadolinio). Diciotto pazienti affetti da SM sono stati inclusi nello studio all'esordio di una poussée. Dieci pazienti sono stati trattati con MPEV e 8 con PO; tutti i pazienti presentavano almeno 4 aree di alterato segnale captanti il gadolinio alla RM basale La RM dell'encefalo è stata effettuata 5 volte: prima del trattamento, dopo 1 e 2 settimane, dopo 1 e 3 mesi. Il follow-up neuroradiologico è stato interrotto in caso di ulteriore poussée clinica. Uno soltanto dei 10 pazienti trattati con MPEV, contro 6 degli 8 trattati con PO, ha presentato una ricaduta clinica ulteriore durante i 3 mesi di follow-up (p=0.02). Dopo una settimana dall'inizio della terapia nei pazienti trattati con MPEV si osservaua la persistenza di un numero medio di lesioni significativamente minore (0.22 contro 3.4; p<0.005) dei pazienti in terapia con PO. Per quanto riguarda l'evoluzione dei singoli casi, questa riduzione non è risultata correlata al numero di lesioni captanti presenti alla RM basale; le lesioni attive erano scomparse completamente in 9/1O pazienti trattati con MPEVe soltanto in 1 di quelli trattati con PO (p<0.01). Confrontando le immagini T2 pesate della RM basale e del controllo al mese dall'inizio della terapia, i pazienti trattati con PO mostravano inoltre un numero medio di lesioni nuore o allargate significativamente maggiore rispetto a quelli trattati con MPEV. I nostri dati indicano quindi che il trattamento con MPEV ha un effetto più intenso, rapido e prolungato del PO sulla attività di malattia nella SM. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Rovaris, V. Martinelli, B. Colombo, A. Campi*, P. Reganati*, M. Filippi, G. Comi |
- Confronto Tra La V.D.C. Sensitiva Ii Dito-Polso E Palmo-Polso: Nuova Tecnica Per La Diagnosi Precoce Della Sindrome Del Tunnel Carpale
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 801-803,1995 | | Titolo | Confronto Tra La V.D.C. Sensitiva Ii Dito-Polso E Palmo-Polso: Nuova Tecnica Per La Diagnosi Precoce Della Sindrome Del Tunnel Carpale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.O. di Neurologia, USL di Pescara, Pres. Osp. di "S. Valentino" | | Riassunto | Nell'intento di identificare una tecnica elettrofisiologica idonea ad evidenziare precocemente una sindrome del tunnel carpale (STC), abbiamo studiato 32 pazienti (25 femmine) con sintomi iniziali di STC; in questi pazienti la latenza motoria distale e la uelocità di conduzione (VDC) II° dito-polso era normale. Come gruppo di controllo abbiamo studiato 27 soggetti normali (16 femmine) comparabili come età e sesso. Nei due gruppi di soggetti abbiamo paragonato la VDC II° dito-polso con quella palmo-polso. Nel gruppo dei soggetti con sintomi iniziali di STC la VDC palmo-polso era significativamente ridotta, se paragonata a quella II° dito-polso, mentre nei soggetti normali non abbiamo rilevato differenze significative. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Cutarella, A. Giusti, S. Santini, U. Colangelo |
- Considerazioni Sul Trattamento Chirurgico Dell'epilessia: Revisione Della Letteratura E Risultati In 37 Pazienti Con Cavernoma Cerebrale
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (suppl. 2/ Fasc. 4/95), 5-31, 1995 | | Titolo | Considerazioni Sul Trattamento Chirurgico Dell'epilessia: Revisione Della Letteratura E Risultati In 37 Pazienti Con Cavernoma Cerebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia 11, Ospedale Bellaria, Bologna | | Riassunto | Gli autori, sulla base di una ampia revisione della letteratura, approfondiscono alcuni aspetti riguardanti il trattamento chirurgico dell'epilessia.In particolare ungono analizzate le problematiche inerenti i rapporti tra lesione strutturale cerebrale e focus epilettogeno, i fenomeni correlati con lo sviluppo di epilettogenesi secondaria ed i rapporti tra la sclerosi mesiale temporale e crisi epilettiche.Vengono inoltre presi in considerazione l'importanza ed il ruolo delle nuove metodiche d'indagine cerebrale morfologica, metabolica, funzionale, nella valutazione e selezione chirurgica dei pazienti affetti da epilessia intrattabile con la terapia medica.Sono state analizzate le indicazioni ed i risultati delle principali tecniche utilizzate per il trattamento chirurgico dell'epilessia. Vengono infine discussi i risultati del trattamento chirurgico in 37 pazienti con cavernosa cerebrale che causava epilessia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Giulioni, N. Acciari, R. Padovani, G. Gaist |
- Correlazione Tra Decorso Clinico Epoliamine Nel Tessuto Meningiomatoso: Follow-up A Tredici Anni
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 901-906, 1995 | | Titolo | Correlazione Tra Decorso Clinico Epoliamine Nel Tessuto Meningiomatoso: Follow-up A Tredici Anni | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di Neurochirurgia, Universit… degli Studi di Bari | | Riassunto | La possibilit… di recidiva post-operatoria nei meningiomi ha indotto alla ricerca di vari criteri di valutazione prognostica, che risultano pertanto non del tutto soddisfacenti. Abbiamo per questo cercato un ulteriore fattore clinico-prognostico, correlando la recidiva con la concentrazione delle Poliamine nei prelievi bioptici di meningiomi. Le Poliamine Putrescina (Pu), Spermidina (Spd) e Spermina (Sp), sono piccole molecole alifatiche coinvolte nel metabolismo degli acidi nucleici e nella sintesi proteica, perci• le loro concentrazioni sono elevate nei tessuti a maggiore attivit… mitotica. Il rapporto Spd/Pu Š un indicatore del metabolismo poliaminico e pu• essere correlato con la crescita tumorale. La possibile correlazione Š stata valutata su quarantaquattro pazienti. Il nostro follow-up va dai dieci ai tredici anni. La recidiva Š correlata in modo statisticamente significativo (P < 0,05 con il test di Cochran) al metabolismo delle poliamine (pi— queste vengono sintetizzate e metabolizzate, pi— il meningioma si svikuppa).In conclusione, il dosaggio delle poliamine sul tessuto meningiomatoso pu• utilmente aggiungersi agli altri fattori prognostici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Pierangeli e F. Imbrici |
- Correlazione Tra Eeg Quantitativo Ed Alterazioni Neuropsicologiche In Pazienti Con Deficit Cognitivo Iniziale
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 279-283,1995 | | Titolo | Correlazione Tra Eeg Quantitativo Ed Alterazioni Neuropsicologiche In Pazienti Con Deficit Cognitivo Iniziale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale S.M. di Collemaggio, L'Aquila | | Riassunto | Scopo dello studio è stato di verificare l'utilità e la correlabilità di tests neuropsicologici e neurofisiologici (EEG tradizionale ed EEG quantitatiuo) nello screening diagnostico di pazienti con iniziale deficit cognitivo. 33 soggetti sono stati sottoposti ad una batteria di tests neuropsicologici in modo da indiuiduare 4 gruppi (normali, con solo disturbo mnesico, con disturbo mnesico associato ad alterazioni simboliche, dementi iniziali ). L'EEG eseguito con tecnica tradizionale ha evidenziato una distribuzione di sede ed entità di anomalie non specifica e poco sensibile nel discriminare deficit neuropsicologici settoriali (dismnesia e asimbolie) mentre si conferma la maggior incidenza di anomalie nel gruppo dei dementi iniziali. L'analisi spettrale EEG ha evidenziato, globalmente, maggiore sensibilità evidenziando un significativo aumento della potenza relativa delle bande ß e A nel gruppo dei dementi rispetto ai normali. Poco significatiuo appare invece l'aumento di potenza relativa di tali bande nei pazienti dismnesici e con asimbolie. L'analisi topografica delle anomalie ha evidenziato la maggior evidenza dell'aumento di potenza delle bande lente in sede TPO nei dementi con una modesta asimmetria interemisferica. Inoltre nei pazienti con alterazioni simboliche si è evidenziata una significatiua riduzione della potenza relativa U sull'emisfero sinistro ed in particolar modo in sede TPO sia nei confronti dei dismnesia che dei dementi iniziali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Marrelli, C. Porto, G. Cerone, G. Galliè, G. Di Gianfilippo, P. Aloisi |
- Correlazioni Clinico-Patologiche Nei Pazienti E Nelle Portatrici Della Amiotrofia Bulbo-Spinale X-Linked (Malattia Di Kennedy)
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 229-236,1995 | | Titolo | Correlazioni Clinico-Patologiche Nei Pazienti E Nelle Portatrici Della Amiotrofia Bulbo-Spinale X-Linked (Malattia Di Kennedy) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica di Reggio Emilia *SIMAP di Reggio Emilia **lstituto di Tecnologie Biomediche avanzate, CNR Milano ***Clinica Neurologica di Parma | | Riassunto | La malattia di Kennedy (MK) od amiotrofia bulbo-spinale X-linked è una sindrome caratterizzata da una degenerazione dei motoneuroni spinali ad esordio nell'età adulta. L'esordio è solitamente a 30-40 anni ed è caratterizzato da atrofia ed ipostenia al cingolo inferiore, accompagnata e preceduta da crampi muscolari. Tutti i Pazienti 1 hanno fascicolazioni diffilse, specialmente al volto ed alla lingua, disartr¾a e disfagia, tremore agli arti superiori e talora ginecomastia. Un incremento del numero del ripetuto CAG nel primo esone col gene per il recettore dogli androgeni (RA) è stato recentemente associato alla malattia. Abbiamo valutato 31 membri di una numerosa famiglia con e MK clinicamente, e li abbiamo sottoposti ad EMG, valutazione neuropsicologica, determinazione del CK ed ad analisi molecolare del gene RA. Un incremento del ripetuto CAG è stato accertato in tutti i Pazienti affetti e nelle portatrici obbligate. In tutti i Pazienti sintomatici ed in alcune portatrici sono stati riscontrati segni di polineuropatia assonale all'EMG e punteggi patologici in alcuni test neuropsicologici. Per la prima vol ta in questa famiglia viene segnalata la possibilità d'avere segni elettromiografici nelle portatrici ed un deficit anche se modesto della memoria a lungo termine e della attenzione selettiva nei Pazienti e nelle portatrici stesse. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Guidetti, *E. Vescovini, L. Motti, E. Ghidoni, **A. Ferlini, ***A. Marbini, ***F. Gemignani, F. Solimé |
- Deficit Acquisito Degli Inibitori Della Coagulazione E Stroke Arterioso In Giovani Adulti: Studio Prospettico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1), 215-217,1995 | | Titolo | Deficit Acquisito Degli Inibitori Della Coagulazione E Stroke Arterioso In Giovani Adulti: Studio Prospettico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Service des Urgences, Hopital Saint-Roche, Nice Service de Neurologie, Hopital Pasteur, Nice | | Riassunto | Sono stati studiati 73 pazienti tutti al disotto dei 45 anni di età, ospedalizzati entro 12 ore dall'inizio di un attacco ischemico cerebrale nel Dipartimento delle Emergenze Neurologiche di Nizza, onde indagare sulla eziologia dell'ictus in giovani adulti. Non è stata messa in luce alcuna eziologia determinata anche indagando sui sari deficit di coagulazione conosciuti. Viene riportato l'unico caso in cui è stato scoperto un alto livello della Proteina S (considerato un dato a favore di un deficit coagulatiuo) in una giovane donna in stato di gravidanza al quinto mese che aveva presentato improvvisamente cefalea alla parte sinistra del cranio seguita da parestesie all'emicorpo destro ed amianopsia laterale omonima destra, con lieve emiparesi destra. Alcuni mesi dopo la sintomatologia appariva totalmente regredita e normalizzato il livello di Proteina S. Durante il ricovero una RM aveva messo in luce un focolaio ischemico nel territorio dell'arteria cerebraleposteriore sinistra. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M.H. Mahagne, F. Bertrand, J.P. Fournier, P. Martinez, P. Bedoucha, D. Thiercelin, M. Chatel |
- Deficit Del Fattore Di Hageman E Ischemia Cerebrale
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1),101-103,1995 | | Titolo | Deficit Del Fattore Di Hageman E Ischemia Cerebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica di Brescia, °11 Laboratorio Analisi Chimico Cliniche Osp. Civ. di Brescia | | Riassunto | Il fattore Hageman dà inizio alla uia intrinseca della coagulazione ed ha un'importante azione fibrinolitica. Viene descritta una famiglia in cui la carenza di fattore XII si associa a sintomatologia cerebrovascolare, costituita da una paziente di 33 anni studiata nella clinica neurologica, da sua padre e da un fratello. In tutti risultò la presenza, oltre che del suddetto deficit, anche di disturbi vascolari minimi (vertigini sincope). Due altri membri erano in buona salute. Non vi sarebbero altri casi di associazione di deficit del fattore di Hageman a disturbi cerebrovascolari. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | N. Marcianò, R. Capra, R. Del Bono° |
- Descrizione Di 2 Casi Di Sindrome Di Behçet, Con Interessamento Del S.N.C.Ad Andamento Familiare
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 749-751, 1995 | | Titolo | Descrizione Di 2 Casi Di Sindrome Di Behçet, Con Interessamento Del S.N.C.Ad Andamento Familiare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia - O. O.R.R. Foggia | | Riassunto | La sindrome di Behçet, classicamente caratterizzata da uueiti recidivanti e ricorrenti ulcere aftose genitali ed orali, può, nel 20% dei casi, interessare il SNC con notevole polimorfismo sintomatologico, ma principalmente sotto forma di meningoencefaliti asettiche. Tale sindrome è a genesi sconosciuta e sporadica. Esistono, tuttauia, rare forme familiari, presumibilmente associate all'antigene HLA-B5. Riportiamo, in questo lavoro, il caso di un fratello e di una sorella, entrambi affetti da tale patologia sia dal punto di vista clinico sia strumentale-laboratoristico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Costantino, G. Candeliere, T. Lo Muzio, F.P. Rizzitelli. |
- Differenze Cliniche E Anatomopatologiche In 75 Meningiomi con Differente Cariotipo: Normale, Con Anomalie Del Cromosoma22, Pseudo Ed Iperdiploide
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia ,41 (6), 871-875,1995 | | Titolo | Differenze Cliniche E Anatomopatologiche In 75 Meningiomi con Differente Cariotipo: Normale, Con Anomalie Del Cromosoma22, Pseudo Ed Iperdiploide | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, (2) Laboratorio di Citogenetica, Ospedale Regionale di Varese, (1) Biologia Generale e Genetica Medica, Universit… di Pavia | | Riassunto | Vengono analizzate le correlazioni tra rilievi citogenetici e risultanze cliniche ed antomopatologiche in 75 casi di meningioma del sistema nervoso centrale. Anomalie cromosomiche clonali furono presenti in 32 pazienti (42.6%). Il rapporto totale maschilpemmine fu 1.9 a favore delle femmine, mentre quello del gruppo di pazienti con anomalie cromosomiche fu di 1.4. Anomalie del solo cromosoma 22 furono prevalenti nelle femmine. L'et… media dei pazienti con cariotipo normale fu significativamente pi— bassa di quella con pazienti con anomalie cromosomiche. La sede tumorale prevalente nei pazienti con cariotipo normale fu la base, mentre negli altri pazienti con diuersa sede fu notata una prevalenza statisticamente significativa di anomalie cromosomiche. La proporzione di anomalie cromosomiche fu significativamente pi— alta nei tipi istologici meningoteliomatosi e psammomatosi. In 3 pazienti con tumore multiplo furono notati diversi cariotipo nei differenti tumori, il che potrebbe indicare un'origine multifocale dei meningiomi. Nove pazienti dimostrarono cariotipo inusuale, potendo costituire un differente tipo di alterazioni cromosomiche. Vengono discusse le caratteristiche di questa serie e le loro implicazioni prognostiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Dario, R. Casalone (1,2), D. Mazzola (2), G. Sammarelli (2), A. Marra, M. Pozzi, A. Dorizzi |
- Disegno Dello Studio E Stato Attuale Dell'ecass (Studio Cooperativo Europeo Dell'ictus Acuto)
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1),175-182,1995 | | Titolo | Disegno Dello Studio E Stato Attuale Dell'ecass (Studio Cooperativo Europeo Dell'ictus Acuto) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dept. of Neurology, Ruprecht-Karis-Universitàt, Heidelberg | | Riassunto | Presentemente non esiste una terapia dell'ictus acuto universalmente accettata. Una occlusione vascolare viene dimostrata nel 75-90% dei pazienti che hanno presentato un ictus ischemico e viene riconosciuto che una rapida eliminazione della occlusione vascolare può migliorare il decorso dell'ictus. Il fine dello studio portato avanti dall'ECASS è di valutare se la terapia trombolitica a base di un attivatore del plasminogeno ricombinante, alteplase, possa migliorare il decorso di queste forme in confronto con un gruppo di pazienti controllo trattati con placebo. Pazienti con rammollimento ischemico acuto emisferico, nei quali sia stato possibile iniziare entro 6 ore dall'inizio dei sintomi un trattamento endovenoso con rt-PA (alteplase) verranno valutati in base all'esame neurologico e alla TC. I pazienti inclusi nel la ricerca sono stati trattati con 1,1 mg. di rt-PA/kg Non sono stati effettuati esami angiografici. L'effetto del trattamento viene valutato dopo 90 giorni (+/- 7), tramite il Barthel Index e la Scala di Rankin Modificata. Il decorso clinico viene controllato con ripetute valutazioni mediante la Scandinavian Stroke Scale. Eventuali effetti indesiderati sotto forma di emorragie cerebrali o edema cerebrale, potranno essere valutati con TC ripetuta dopo 24 ore e dopo 7 giorni. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | W. Hacke |
- Disfunzione Cranio-Mandibolare: Considerazioni E Suggestioni
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 203 - 206,1995 | | Titolo | Disfunzione Cranio-Mandibolare: Considerazioni E Suggestioni | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, °Servizio di Odontostomatologia Ospedale "Butalini | | Riassunto | Viene suggerito un procedimento integrato per lo studio dei disturbi funzionali quali, cefalee non classificabili, dolori cervicali o della spalla, instabilità e apparente discquilibrio senza alcuna obiettiuità all'esame neurologico, basato sulla apparente connessione fra la biomeccanica del sistema masticatorio, la funzione uditiva, il tono muscolare assiale e l'equilibrio, mediante l'uso di una apparecchiatura che valuta le caratteristiche della chiusura della mandibola e indaga la funzione interattiva della regione cranio-mandibolare. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Mazzini, °P. Cecchetti, F. Rasi |
- Dissezione Spontanea Dei Vasi Arteriosi Cervicali In Valle D'aosta: Epidemiologia, Fattori Di Rischio, Prognosi
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl.1), 79-81, 1995 | | Titolo | Dissezione Spontanea Dei Vasi Arteriosi Cervicali In Valle D'aosta: Epidemiologia, Fattori Di Rischio, Prognosi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.O. Neurologia, *U.O. Radiologia, Ospedale Regionale, Aosta | | Riassunto | La dissezione spontanea dei vasi arteriosi cervicali è una causa importante di stroke ischemico, specialmente nel giovane. Durante 5 anni di osservazione (gennaio 89 dicembre 93) abbiamo identificato 12 soggetti residenti in Valle d'Aosta che hanno presentato dissezione spontanea delle arterie cervicali. La diagnosi era confermata angiograficamente in tutti i pazienti. L'eta media era di 45,5 anni. L'incidenza media annuale era di 2,1/100.000 abitanti (C.I. 95% 1.82- 2.37). In 8 pazienti erapresente al follow-up (media 24 mesi) recupero completo del deficit neurologico. I fattori di rischio piu freguentemente correlati erano ipertensione e ipercolesterolemia. In nessuno dei soggetti si osservarono recidive. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Di Giovanni, G. D'Alessandro, C. Martinazzo, P. Carbonatto*, T. Meloni*, E. Bottacchi |
- Dissezione Spontanea Dell'arteria Carotide Interna In Un Giovane
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 703-708, 1995 | | Titolo | Dissezione Spontanea Dell'arteria Carotide Interna In Un Giovane | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Unità Organica di Neurologia - Presidio Ospedaliero di Foligno | | Riassunto | Gli Autori descrivono un caso di dissezione spontanea della carotide interna destra in un giovane studente di 18 anni. La sintomatologia è insorta improvvisamente con un quadro sincopale, senza dolore al collo ma con cefalea, sensazione di confusione e sonnolenza successive. L'angio RMI ha dimostrato la alterazione della ACI. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | O. Bacchi, P. Bustenghi, S. Stefanucci |
- Efficacia E Dosaggio Dell'aspirina Nella Prevenzione Delle Recidive Dell'ictus Ischemico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl.1),119-129,1995 | | Titolo | Efficacia E Dosaggio Dell'aspirina Nella Prevenzione Delle Recidive Dell'ictus Ischemico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | University Department of Neurology, Utrecht, The Netherlands | | Riassunto | Viene effettuata una rassegna della letteratura sulla efficacia dell'aspirina (ASA) nel prevenire le recidive dell'ictus ischemico, insieme con i risultati di recenti trials, incluso il TTC (Anti-platelets Trialist's Collaboration). In base a tali dati e alla esperienza dell'Autore, vengono sottolineati i seguenti elementi: 1) essendo legata l'azione antiaggregante alla sintesi del trombossano, qualsiasi dose di ASA superiore a 100 mg è in grado di sopprimere la produzione di trombossano in più del 95% delle piastrine circolanti e una dose di mantenimento di 20-40 mg al giorno di ASA può sostenere tale grado di inibizione piastrinica; 2) trials placebo-controllati di ASA in TIA o minor stroke hanno dimostrato una riduzione approssimatiua del 20% del destino prognostico (morte, stroke o infarto miocardico), con dosi di ASA uarianti da 1000 1300 mg. a 75 mg al giorno; 3) in pazienti con infarto miocardico o angina instabile, dosi di ASA fra 100 e 300 mg. al giorno hanno potuto prevenire non solo l'evento cardi aco ma anche uno stroke. Gli effetti secondari dell'ASA sono dose-dipendenti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | J. van Gijn |
- Ematoma Extradurale Bilaterale
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 363 -366 ,1995 | | Titolo | Ematoma Extradurale Bilaterale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | stituto di Scienze Neurologiche e Neurochirurgiche, Neurochirurgia 2, Università di Messina | | Riassunto | L'ematoma extradurale bilaterale è una rara lesione traumatica, come dimostra la revisione della letteratura dalla quale si evince anche che vi è spesso un esito negativo per un'alta incidenza di mortalità e morbidità. Gli Autori riportano due casi trattati chirurgicamente con pieno successo. Questi casi presentano delle caratteristiche differenti: in uno l'ematoma, di vaste dimensioni, era bifrontale; nell'altro sono stati riscontrati due ematomi, di dimensioni contenute, interessanti le regioni temporali. Diverso è stato anche il decorso clinico: I'ematoma bifrontale ha determinato un quadro neurologico immediatamente severo (coma, aniscoria, emiparesi) ed è stato evacuato d'urgenza; i due ematomi temporali pur formatisi immediatamente dopo il trauma hanno causato una sintomatologia neurologica (sonnolenza, disfasia e deficit del VI n.c.) solo a distanza di alcuni giorni rendendo allora necessario il trattamento chirurgico. Nei due pazienti l'intervento è stato seguito dal completo recupero neurologico. Gli Autori sottolineano come casi analoghi a quelli da loro osservati sono stati raramente segnalati in letteratura e puntualizzano come anche in queste gravi lesioni traumatiche possono essere ottenuti brillanti risultati quando la diagnosi ed il trattamento siano tempestivi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Paterniti, G. Marra, S. Guerrera, A. La Camera |
- Ematoma Subdurale Cronico. Criteri Di Predittivit· Dell'outcome. osservazioni Su 118 Casi
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 955-959,1995 | | Titolo | Ematoma Subdurale Cronico. Criteri Di Predittivit· Dell'outcome. osservazioni Su 118 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale S. Maria di Loreto Nuovo, USL 1 - Napoli | | Riassunto | Sono stati esaminati retrospettivamente 118 casi consecutivi di ESC osservati tra il gennaio 1990 ed il giugno 1994, allo scopo di valutare i fattori predittivi dell'outcome.Tutti i pazienti sono stati operati con tecnica tradizionale. I risultati sono stati buoni in 72 casi (61%), sufficienti in 25 casi (21%) e scarsi in 21 casi (18%); due pazienti sono deceduti per problemi metabolici preesistenti.14 dei 19 pazienti viventi con risultato insoddisfacente hanno presentato recidiva (11,5%). Non sono risultati significativi per l'outcome l'intervallo di tempo tra il trauma e la diagnosi, l'entit… dello shift preoperatorio e la differenza di densit… dell'ematoma. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Longhi, G. Taglialatela, S. Simpatico, G. Cantatore, M. Lama, G. Mirone, R. Cacace, F. Avella |
- Emiatrofia Facciale Progressiva: Descrizione Di Un Caso Clinico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 41 (5), 719-724 1995 | | Titolo | Emiatrofia Facciale Progressiva: Descrizione Di Un Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia * Servizio di Neurofisiopatologia, O. O. R. R. Foggia | | Riassunto | Gli autori di questo lavoro espongono con ricchezza di particolari le caratteristiche cliniche di questa rara malattia; prendono in esame le varie ipotesi etiologiche avanzate nella letteratura per spiegarne la natura; quindi descriuono il caso clinico di un paziente maschio di 32 anni il quale, nel giro di circa I0 anni, ha presentato una progressiua atrofia facciale prevalente a sinistra. Tra i numerosi esami a cui il paziente è stato sottoposto, gli autori mettono in rilieuo la MRI dell'encefalo che euidenzia una asimmetrica dilatazione dei ventricoli laterali per sin. > dx; ma soprattutto l'EMG che ha euidenziato segni di sofferenza neurogena nei muscoli maggiormente interessati all'atrofia. Nelle conclusioni uiene inoltre ricordata la positiuità anamnestica, in questo caso clinico, per un trauma cranico importante precedente l'inizio dell'atrofia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. D'Acunio, G. Candeliere, T. Lo Muzio, A. Tartarino*, B. Lecce*, C. Mundi, F.P. Rizzitelli |
- Emorragia Cerebellare Spontanea: Nostra Esperienza In 19 Casi
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 973-977,1995 | | Titolo | Emorragia Cerebellare Spontanea: Nostra Esperienza In 19 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia Ospedale Loreto Mare ASL 1 Napoli | | Riassunto | L'analisi retrospettiva di diciannove pazienti con emorragia cerebellare spontanea ci ha permesso di confrontare e identificare alcuni criteri guida per il loro trattamento.Tra i diversi fattori presi in considerazione per l'identificazione chirurgica e per l'outcome i pi— importanti sono sembrati essere il quadro neurologico, la sede e le dimensioni dell'ematoma. In particolare la nostra attenzione si Š rivolta a quei pazienti di classe intermedia (soporosi con ematoma di medie dimensioni, compreso tra 10 - 30 ml) nei quali le variazioni neurologiche e la sede dello spandimento emorragico sono i principali discriminanti per un corretto trattamento.Sottolineamo, inoltre, che per gli ematomi a sede mediana, cosiddetti vermiani, si impone la scelta chirurgica, cosi come riteniamo non adatto l'uso di una derivazione ventricolare sovratentoriale progressiva da interessamento del IV ventricolo.L'et… del paziente, infine, non Š sembrata un fattore critico per la definizione prognostica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Mirone, G. Cantatore, M. Lama, P. Longhi, S. Simpatico, G. Tagliaiatela |
- Encefalopatia Di Wernicke Acuta
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 171-177, 1995 | | Titolo | Encefalopatia Di Wernicke Acuta | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Anatomia Patologica, Università di Milano | | Riassunto | L'encefalopatia di Wernicke acuta è una encefalopatia emorragica recentemente associata con maggior frequenza, più che ad abuso alcolico, a carenze nutrizionati, malassorbimento, ampie resezioni gastriche ed a terapie antiblastiche, particolarmente in soggetti leucemici (A.J. Parkin e coll. Brain Cogn 1991). Viene presentato il caso di una donna di 45 anni affetta da acalasia esofagea, disfagia grave per solidi e liquidi, ricoverata presso il reparto chirurgico dell'Ospedale Maggiore di Milano per il trattamento del caso. La paziente, dimagrita negti ultimi 3 mesi di circa 39 kg per la quasi totale impossibilità ad alimentarsi, è stata sottoposta ad intervento chirurgico di miotomia sottomucosa secondo Heller del III distale esofageo ed a fundoplicatio gastrica. Nel postoperatorio la paziente ha presentato, a partire dalla IVgiornata, uertigini e nistagmo, sintomatologia in seguito aggravata e complicata da diplopia, ipostenia degli arti e segni di atassia; la RMN con e senza gadolinio ha dato esito negativo. A circa 3 settimane dall'intervento la paziente è entrata in coma ed è deceduta. Al riscontro diagnostico autoptico viene evidenziata una encefalopatia di Wernicke acuta emorragica ed edema acuto polmonare e cerebrale. L'encefalo presentava macroscopicamente edema marcato con riduzione delle cavità ventricolari e congestione del corpo striato, e microscopicamente numerose microemorragie del tronco in sede periacqueduttale e della faccia ventricolare del corpo calloso, con spiccata spongiosi tissutale ed ipertrofia degli astrociti; a livello corticale microemorragie focali con ipertrofia gliale di accompagnamento. Viene discussa la patogenesi di tali lesioni verosimilmente riferibili, in assenza di alcolismo, a stress fisico-metabolico da intervento chirurgico e favorite dallo stato acuto di carenza nutrizionale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Pallotti, A. Migliarini, T. Masini |
- Encefalopatie Disendocrine
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 597-605,1995 | | Titolo | Encefalopatie Disendocrine | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale di Vicenza | | Riassunto | Le complicanze encefaliche, acute e gravi, da turbe endocrine sono divenute rare per i progressi diagnostici, per il precoce riconoscimento con gli screening neonatali e per i successi terapeutici dovuti agli ormoni sintetici, sostitutivi. Tuttavia la ricchezza di recettori ormonali nei neuroni, la presenza dell'area secretoria ipotalamo-ipofisaria e la funzione modulatoria dei neurotrasmettitori, sia sulla produzione dei precursori e degli ormoni che sulla loro azione sul bersaglio encefalico, rendono ragione del perché le anomalie encefaliche fanno parte dei sintomi costanti delle disendocrinopatie e non solo di quelle complicate. Le turbe ormonali influenzano intensamente la funzione encefalica anche attrauerso le anomalie del sodio e del calcio e la difficoltà di mantenere dei livelli glicemici normali. Questo gioco complesso di fattori giustifica perché non esistono manifestazioni cliniche specifiche di un disordine ormonale ed un medesimo disturbo può essere spiegato sia dall'eccesso che dal difetto dello stesso ormone. Per comodità espositiva i disturbi prevalenti sono suddivisi in tre gruppi: a) le anomalie del comportamento istintivo di origine neurovegetativa; b) le turbe dell'umore e del comportamento accanto alle psicosi organiche; c) le manifestazioni neurologiche sul versante della vigilanza; il decadimento cognitivo fino alla demenza; le convulsioni; le cefalee; i disturbi del movimento. Sulla base delle conoscenze attuali vengono valorizzati gli effetti degli ormoni, in eccesso o difetto, sulla funzione neuronale e le anomalie della membrana e della costanza del mezzo cellulare per i disordini elettrolitici o metabolici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Toso |
- Epidemologia Dell'ictus A Tunisi
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1), 21-25,1995 | | Titolo | Epidemologia Dell'ictus A Tunisi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Institut National de Neurologie, La Rabta, Tunis, Tunisie | | Riassunto | Uno studio epidemiologico è difficile in Tunisia non essendo i pazienti abbastanza disciplinati per poter essere seguiti regolarmente. L'incidenza dello stroke in Tunisi è dello 0.54°/ vicino a quella dello studio Framingham (0.51°/) e ai dati francesi (0.61°/), ma molto più bassa di quella osservata nelle popolazioni cinese e giapponese. La prevalenza, nella popolazione di Tunisi ad alto rischio è del 141°/, quattro volte più bassa fra le età di 55 e 63 anni, rispetto a quelle fra 65 e 74. Nel 61% dei casi le lesioni erano di tipo ischemico, nel 28% emorragico. In ordine di frequenza i fattori di rischio erano costituiti da: età, ipertensione arteriosa, cardiopatia, malattia reumatica, diabete ed obesità se associata a ipertensione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Ben Hamida |
- Epidemologia Dell'ictus Ischemico In Umbria
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl.1), 27-29, 1995 | | Titolo | Epidemologia Dell'ictus Ischemico In Umbria | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università degli Studi, Perugia | | Riassunto | Lo studio SEPIVAC è un'indagine epidemiologica di comunità sulla incidenza e sul decorso dell'ictus ischemico nella USSL N°ó della'Umbria. I dati raccolti indicano un'incidenza per tale forma morbosa del 1.94 per 1000 l'anno (95% CL 1.72/2.18). Tali tassi, riportati alla popolazione italiana ed europea sono rispettiuamente 1.36 (1.15/1.16) e 1.15 (0.95/1.39). Il tasso mensile di mortalità è del 10%; tuttavia, quando si considerano le diverse sindromi cliniche della ischemia cerebrale le Sindromi della Circolazione Totale Anteriore sono 50% di CFR, mentre le Sindromi Lacunari sono 0% di CFR. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Ricci |
- Epilessia Tardiva Da Eterotopia Focale Sottocorticale Ad Esordio Post Traumatico. Case Report.
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 937-940, 1995 | | Titolo | Epilessia Tardiva Da Eterotopia Focale Sottocorticale Ad Esordio Post Traumatico. Case Report. | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, servizio di Neuroradiologia(*), Ospedale S.M. di Loreto NapoliServizio di Pediatriaø, Ospedale ""Maresca"", Torre del Greco | | Riassunto | L'eterotopia della sostanza grigia Š un difetto della migrazione dei neuroblasti dalla regione subependimale alla corteccia che si compie tra la 18a e la 24a settimana di gestazione. Tra le anomalie di migrazione (lissencefalia, polimicrogiria) essa si rivela spesso meno grave ed estesa, essendo caratterizzata in genere da uno o pi— agglomeratidi cellule nervose in sedi abnormi. L'espressione clinica pi— comune Š l'epilessia generalizzata, che spesso Š gi… presente nella prima infanzia; tuttavia, manifestazioni tardive sono anche possibili (dopo l'adolescenza) in particolar modo se l'eterotopia Š piccola ed isolata. Nelle forme diffuse prevale invece il ritardo psicomotorio.Gli Autori presentano un caso di eterotopia focale, laminare, sottocorticale interessante il centro ovale frontale dx ad espressione clinica tardiva. Singolare, nel presente caso, ‚ la slatentizzazione post-traumatica di un focus epilettogeno sostenuto dalla descritta anomalia di migrazione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Simpatico, M. Lama, G. Mirone, G. Cantatore, M. Villano, F. De Fazioø, G. Fucci (*),P. Longhi |
- Evoluzione Anatomica Delle Dissecazioni Dell'arteria Carotide Interna Extra Cranica Valutata Mediante Ultrasonografia Doppler: Tre Casi Clinici A Confronto
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2),1B5-190, 1995 | | Titolo | Evoluzione Anatomica Delle Dissecazioni Dell'arteria Carotide Interna Extra Cranica Valutata Mediante Ultrasonografia Doppler: Tre Casi Clinici A Confronto | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia 0 Ospedale San Paolo di Savona | | Riassunto | Tre casi di dissezione dell'arteria carotide interna cervicale sono stati sottoposti a un monitoraggio con ultrasonografia doppler che ha consentito di valutare l'evoluzione anatomica, che si è compiuta, con analoghi tempi cronologici, fino a risoluzione, intorno alla 4° settimana. Tale monitoraggio ha consentito di interrompere il trattamento anticoagulante instaurato in due dei tre casi e ha fornito ulteriore conferma che la terapia anticoagulante, instaurata per prevenire le complicazioni trombo emboliche della dissezione, non influenza l'emorragia della parete arteriosa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Tomasina, M. Manzino |
- Fattori Di Rischio Per Recidive Di Stroke In Val D'aosta
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl.1), 31-36,1995 | | Titolo | Fattori Di Rischio Per Recidive Di Stroke In Val D'aosta | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Unità Operativa di Neurologia, *Unità di Geriatria, ** Servizio di Radiologia, Ospedale Regionale, Aosta | | Riassunto | Scopo di questo studio prospettico è quello di identificare potenziali indicatori di recidive ischemiche in un gruppo di 319 infarti cerebrali registrati durante i primi due anni (gennaio 1980dicembre 1990) in Val D'Aosta. Durante un “follow-up” medio di 92 settimane (minimo 62, massimo 250 settimane) 64 pazienti presentarono una recidiva ischemica (incidenza di 14/100.000/anno). Fra le variabili comparate fra i due gruppi di casi (con o senza recidive, usando la «odds ratio» con 95% CL, “chi-square test» o test t di Student), l'età avanzata (x2=7.8, df=4,, p<0.05), una storia di precedente attacco ischemico transitorio (OR=2.2, 95%CI=0.9-5.4, X2=2.9, p<0.05) e un infarto cerebrale di tipo cardio-embolico (X2=9.3, df=4, , p<0.05) erano fattori associati significativamente con la recidiva. In conclusione la identificazione e il trattamento intensivo di pazienti con queste caratteristiche può abbassare il rischio di recidiva dopo un ictus ischemico. Altri fattori o una combinazione di quelli studiati possono essere interessati. Analisi multifattoriali in una popolazione più vasta sono necessarie per confermare i nostri risultati preliminari. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. D'Alessandro, L. Jannizzi*, M. Di Giovanni, T. Meloni**, L. Roveyaz*, E. Bottacchi |
- Fenomeno Di Uhthoff. Sintomo Clinico Iniziale Di Patologia Demielinizzante Del Sistema Nervoso Centrale. Descrizione Di Un Caso Clinico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 771-773,1995 | | Titolo | Fenomeno Di Uhthoff. Sintomo Clinico Iniziale Di Patologia Demielinizzante Del Sistema Nervoso Centrale. Descrizione Di Un Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica dell'Università di Milano - ACeSM, IRCCS Ospedale San Raffaele, Milano. | | Riassunto | In questa segnalazione viene presentato il caso di un paziente nel quale il fenomeno di Uhthoff, una temporanea riduzione della funzionalità visiva dopo stress emotivo o esercizio fisico, è risultato essere la prima spia clinica per una successiva diagnosi di patologia demielinizzante del Sistema Nervoso Centrale. Questo sintomo è normalmente riportato nel corso della progressione della malattia e nella nostra esperienza questo è il primo caso in cui il fenomeno è stato invece evidenziato all'esordio della stessa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Colombo, P. Rossi, L. Vallatta, G. Comi |
- Follow Up Clinico E Con Risonanza Magnetica Di Pazienti Con Neurite Ottica Monosintomatica
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 265-270,1995 | | Titolo | Follow Up Clinico E Con Risonanza Magnetica Di Pazienti Con Neurite Ottica Monosintomatica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Neurologia e *Neuroradiologia, Ospedale S. Raffaele, Università degli Studi di Milano | | Riassunto | I dati presentati in letteratura mostrano una stretta relazione tra Neurite Ottica (NORB) e Sclerosi Multipla (SM); tuttavia gli studi di follow-up clinico riportano una frequenza di evoluzione estremamente variabile (13-85%), con risultati spesso contraddittori riguardo al valore prognostico e diagnostico dei test paraffinici all'esordio. Abbiamo pertanto sottoposto ad un follow-up clinico di lunga durata 50 pazienti con NORB monosintomatica, sottoposti all'esordio della malattia a Potenziali Evocati multimodali (PE), Risonanza Magnetica dell'encefalo (RM) ed esame liquorale. La RM dell'encefalo era alterata nel 58% dei casi; nel 6% dei pazienti vi erano alterazioni dei PE acustici o somatosensoriali in assenza di lesioni evidenti alla RM dell'encefalo. Il 51% dei pazienti aveva bande oligoclonali (BO) esclusivamente liquorali. Durante il periodo di follow-up, 14 pazienti (28%) hanno presentato un'evoluzione a SM clinicamente definita; il 93% di essi presentava RM dell'encefalo alterata all'esordio e il 64% BO liquorali. Tra i pazienti non evoluti a SM definita, 19 hanno accettato di sottoporsi a controllo della RM dell'encefalo; 9 presentavano alterazioni alla RM dell'encefalo basale mentre gli altri 10 avevano la RM normale. Tutti i pazienti con RM dell'encefalo alterata all'esordio presentavano una evoluzione del quadro neuroradiologico, mentre soltanto un paziente con RM dell'encefalo negativa mostrava comparsa di nuove lesioni. I nostri dati confermano l'elevata sensibilità della RM dell'encefalo nell'individuare una disseminazione spaziale del processo demielinizzante già all'esordio di NORB monosintomatica, con un elevato valore predittivo sul successivo sviluppo di SM. Questi risultati vengono auualorati dai riscontri del follow-up neuroradiologico da noi effettuato, con possibili applicazioni ad un monitoraggio di trial terapeutici nelle fasi precoci di malattia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Rodegher, M. Rovaris, M. Filippi, V. Martinelli, A. Campi*, S. Mammi, G. Comi |
- Follow-Up Quadriennale Di Pazienti Con Sclerosi Multipla Trattati Con Interferone Alfa-2A
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 759-763,1995 | | Titolo | Follow-Up Quadriennale Di Pazienti Con Sclerosi Multipla Trattati Con Interferone Alfa-2A | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurologia, Università del Sacro Cuore, *Ospedale "Cristo Re" Roma | | Riassunto | A seguito dei soddisfacenti risultati precedentemente ottenuti in uno studio pilota biennale con l'uso dell'interferone-a-2A umano ricombinante in 14 pazienti affetti da Sclerosi Multipla (SM) con età superiore ai 40 anni, abbiamo condotto un'ulteriore osservazione di due anni sugli stessi pazienti, 7 dei quali hanno deciso di continuare il trattamento. Nessuno dei pazienti trattati ha presentato effetti collaterali di rilievo, nè alterazioni degli esami ematochimici. Solo uno di loro ha presentato una esacerbazione durante il periodo di osservazione, con un modico incremento della EDSS. Tra i pazienti non trattati solo due sono rimasti clinicamente stabili; gli altri sono andati incontro ad esacerbazioni, a cui hanno fatto seguito deficit residai permanenti. n follow-up con RMN ha presentato un'ottima concordanza con i dati clinici, mentre quello delle sottopopolazioni linfocitarie non ha correlato con l'evoluzione clinica della malattia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A.R. Massaro, A. Carnevale, M. Colosimo*, P. Profice, A. Laudisio, P.Tonali |
- Forma Spinale Dell'atrofia Muscolare Peroneale: Descrizione Di Una Famiglia
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 779-782,1995 | | Titolo | Forma Spinale Dell'atrofia Muscolare Peroneale: Descrizione Di Una Famiglia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Policattedra delle Malattie del Sistema Nervoso, Clinica Neurologica Ospedale Regionale di Torrette, Ancona. | | Riassunto | La forma spinale dell atrofia muscolare peroneale, nota anche come motoneuronopatia ereditaria (HMN) distale o forma spinale della malattia di Charcot-MarieTooth (CMT) e una rara sindrome genetica ad esordio in eta giovanile o adulta. Descriviamo il caso di due fratelli giunti alla nostra osservazione per una progressiva ipostenia agli arti inferiori, con atrofia muscolare, esordita attorno ai 50 anni e successiva estensione del deficit agli arti superiori. La trasmissione appariva di tipo autosomico dominante. La diagnosi e stata posta sui reperti EMG-ENG, che deponevano per una motoneuronopatia diffusa, con normali velocita di conduzione sensitiva e motoria e con conservata ampiezza dei potenziali d'azione sensitivi, permettendo quindi di escludere una CMT tipo II. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Paladini, F. Logullo, A. Cinti, L. De Dominicis, E. Pucci, P. Guidoni |
- Gli Studi Sul Cretinismo Endemico Di Gaetano Perusini
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 607-610, 1995 | | Titolo | Gli Studi Sul Cretinismo Endemico Di Gaetano Perusini | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale Civile di Pordenone | | Riassunto | Aspetto meno noto nella storia della neurologia è l'interesse che il Perusini, insieme a Cerletti, ebbe per il cretinismo endemico: interesse che si concretizzò in alcuni lavori pubblicati fra il 1904 e il 1909, di cui alcuni fondamentali. n Perusini prima di dedicarsi alla neuropatologia, che fu l'oggetto della sua attenzione nell'ultimo periodo della sua vita a partire dal 1906, si dedica nei mesi estivi degli anni 1903-4-5 alla perlustrazione, con il Cerletti, di alcune valli alpine per la sistematica, meticolosa e rigorosissima raccolta di casi di cretinismo endemico. I vari aspetti epidemiologici, genetici, clinici e antropologici furono raccolti in tre monografie essenziali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Lucci |
- I Fattori Di Crescita Del Sistema Nervoso Centrale
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (4), 473- 485, 1995 | | Titolo | I Fattori Di Crescita Del Sistema Nervoso Centrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università "La Sapienza" Roma | | Riassunto | Gli AA. tracciano una rivista dei Fattori di Crescita di cui si conosce attualmente l'attività sul SNC, sia sull'organo che sui citotipi del tessuto nervoso. I dati recenti permettono di concludere per una stretta relazione a questo proposito fra SNC e sistema immune e per una compartecipazione molecolare stretta sia nell'ontogenesi che nella patologia fra fattori di crescita propriamente detti, trascritti di oncogeni cellulari e fattori di differenziamento . | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Palladini, F.R. Buttarelli, D. Maione, F. Gragnani, L. Calandriello, B. Caronti |
- I Mucoceli Dei Seni Paranasali Di Interesse Neurochirurgico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6) 931-935 1995 | | Titolo | I Mucoceli Dei Seni Paranasali Di Interesse Neurochirurgico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Azienda Ospedaliera di Parma | | Riassunto | Gli autori riportano 18 casi di mucocele dei seni paranasali con invasione intracranica e/o intraorbitaria trattati chirurgicamente, presso il reparto di Neurochirurgia dell'Azienda Ospedaliera di Parma, dal 1985 ad oggi.In tre casi la localizzazione era a livello del seno sfenoidale. In altri tre casi si trattava di mucopiocele. I'approccio chirurgico Š stato scelto in base alla sede e alla dimensione del mucocele tenendo presente i seguenti criteri: massima esposizione per una rimozione completa, possibilit… di ricostruire un piano di separazione tra strutture intra ed extracraniche, evitare le recidive ed ottenere un buon risultato estetico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Filippi, I. Dascola, A. Murgese, V. Nizzoli |
- Ictus Ischemico Maggiore Da Trombosi Bilaterale Della Carotide Interna Extracranica: Terapia Fibrinolitica Con Rt-Pa Per Infusione Venosa
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1), 209-214,1995 | | Titolo | Ictus Ischemico Maggiore Da Trombosi Bilaterale Della Carotide Interna Extracranica: Terapia Fibrinolitica Con Rt-Pa Per Infusione Venosa | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Geriatria, Ospedale di Monselice, Padova * Div. di Medicina e **Div. di Lungodegenza, Ospedale di Cittadella, Padova | | Riassunto | Numerosi trials clinici che utilizzano la terapia trombolitiea nell'ictus ischemico tendono a stabilire l'efficacia e la sicurezza dei farmaci fibrinolitici nelle prime ore dopo la comparsa dei sintomi. Viene descritto il caso clinico di un paziente colpito da infarto nel territorio dell'a. cerebrale media per trombosi bilaterale della carotide interna extracranica e trattato con rt-PA ev: la fibrinolisi ha permesso la ricanalizzazione dell'arteria occlusa responsabile dell'emiplegia e un miglioramento clinico nonostante la comparsa di infarcimento emorragico nell'area ischemica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Turrin, S. Martinelli*, E. Velo*, E. Grazioli** |
- Il Cnte Liquorale In Pazienti Neurologici
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 687-690, 1995 | | Titolo | Il Cnte Liquorale In Pazienti Neurologici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurologia, Università del Sacro Cuore, Roma * Fidia, Laboratorio per le Tecnologie Avanzate, Abano Terme (Padova) | | Riassunto | Abbiamo messo a punto un "double sandwich immunoassay" per il dosaggio del Ciliary Neurotrophic Factor (CNTF) nel liquor, con sensibilità di 100 pglml. Abbiamo analizzato i campioni liquorali di 14 soggetti normali, 14 con sclerosi multipla (SM), 12 con sindrome di Guillain-Barré (SGB) e con polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (PDIC), 12 con tumori del SNC e 10 con meningosi leucemica (ML). Nei campioni di soggetti normali e con tumori non vi erano quantità dosabili della proteina. Solo 2 pazienti del gruppo ML sono risultati positivi, mentre i pazienti del gruppo SM e del gruppo SGBIPDIC erano tutti positivi con ualori medi di 240 pglml e di 450 pglml rispettiuamente. n CNTF si propone quale potenziale marcatore clinico di euenti patologici correlati alla demielinizzazione-rirnielinizzazione ed è quindi meriteuole di ulteriori approfondimenti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A.R. Massaro, C. Soranzo*, A. Carnevale, A. Laudisio, P. Tonali |
- Il Cosiddetto Amartoma Fibroso Dell'infanzia In Un'insolita Presentazione Clinico-Patologica Simulante Il Neurofibroma
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 345-349,1995 | | Titolo | Il Cosiddetto Amartoma Fibroso Dell'infanzia In Un'insolita Presentazione Clinico-Patologica Simulante Il Neurofibroma | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Istituto di Anatomia Patologica 0 Università di Milano ** Servizio di Anatomia Patologica 0 Ospedale dei Bambini UV. Buzzi', Milano | | Riassunto | L'Amartoma Fibroso dell'Infanzia (FHI) è una rara lesione fibroproliferativa generalmente singola e non recidivante che colpisce tipicamente bambini di sesso maschile entro i primi anni di vita. Pur considerata lesione di tipo amartomatoso (Enzinger, Cancer, 1965), l'istogenesi del FHI è a tutt'oggi incerta. Viene presentato il caso di un bambino di 14 mesi ricoverato per duplice neoformazione della parete toracica e dell'arto superiore sinistro entrambe recidivate in loco a distanza di dieci mesi dal primo intervento. Le masse si presentano come noduli sottocutanei di aspetto plarilobulato, poco mobili rispetto ai piani superficiali, delle dimensioni massime di cm. 3,5. I campioni operatore peruenuti pluriframmentati, mostrano al taglio un aspetto compatto di colorito omogeneo bianco-giallastro, sedimentati da bande di tessuto adiposo. All'esame istologico si evidenzia un aspetto di tipo vagamente organoide con numerosi tronchi nervosi intrappolati nel contesto di ampie aree di tessuto simil-neurofibromatoso e con aree di tessuto adiposo. Le indagini immunoistochimiche consentono di escludere l'origine neuroectodermica e di porre diagnosi di FHI. A distanza di 5 anni dal secondo intervento non sono state osservate ulteriori recidive. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | T. Masini*, A. Tarocchi**, L. Runza**, F. Pallotti* |
- Il Ruolo Del Doppler Tenscranico Nella Gestione Dell'ictus Ischemico In Fase Acuta
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1), 183-186, 1995 | | Titolo | Il Ruolo Del Doppler Tenscranico Nella Gestione Dell'ictus Ischemico In Fase Acuta | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale San Martino, Genova | | Riassunto | Il Doppler Trasncranico (DTC) ha un ruolo importante nello studio dell'ictus in fase acuta, in particolare per l'ischemia silviana. Lo studio dell'Arteria Cerebrale Media (ACM) permette di chiarire i meccanismi eziopatogenetici dell'ictus (occlusione della ACM o delle sue branche, occlusione della Carotide Interna (CI) extra o intracranica) e di fornire una valutazione prognostica mediante follow up documentando un processo di trombolisi spontanea o farmacologica. Un recente sviluppo della metodica è quello relativo alla possibilità di documentare il passaggio di microemboli asintomatici, sia solidi che gassosi, attraverso le arterie intracraniche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.A. Ottonello, G. Brusa, V. Montano |
- Il Ruolo Della Compliance Nella Terapia A Lungo Termine Della Patologia Cerebrale Ischemica
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1), 55-62,1995 | | Titolo | Il Ruolo Della Compliance Nella Terapia A Lungo Termine Della Patologia Cerebrale Ischemica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale San Martino, Genova | | Riassunto | Gli Autori esaminano il ruolo della compliance nella terapia a lungo termine della patologia cerebrale ischemica. In base ad un protocollo appositamente ideato, 249 soggetti sono stati suddivisi, dopo un periodo di osservazione di 12 mesi, in due gruppi, con buona compliance (146 pazienti) e con cattiva compliance (103 pazienti). Dopo un successiuo follow-up di 24 mesi sono stati valutati i risultati ottenuti per i due gruppi, con riguardo agli eventi occorsi. Il ruolo della buona compliance è risultato prognosticamente favorevole pur senza raggiungere una completa significatività statistica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Seneghini, G. Regesta |
- Il Ruolo Della Ticlopidina Nella Prevenzione Delle Recidive Dell'ictus Ischemico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1),131-137 ,1995 | | Titolo | Il Ruolo Della Ticlopidina Nella Prevenzione Delle Recidive Dell'ictus Ischemico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | McMaster University, Hamilton Civic Hospitals Research Centre, Hamilton, Ontario, Canada | | Riassunto | Presupposti e scopo. Il ruolo ben definito delle piastrine nelle trombosi arteriose e la conoscenza dell'origine tromboembolica di molti ictus forniscono un razionale alla valutazione dell'efficacia di diversi farmaci antiaggreganti. Il primo scopo di questa rassegna è di stabilire la efficacia della ticlopidina nella prevenzione dell'ictus così come di altri eventi ischemici. Metodi. I risultati di due trials (TASS e CATS) nei quali è stata valutata la sicurezza e l'efficacia della ticlopidina nella prevenzione dell'ictus in pazienti a rischio per malattie cerebrovascolari vengono passati in rassegna, ed inclusi in una meta analisi insieme ai dati di altri trials sull'efficacia del farmaco nelle malattie vascolari periferiche (STIMS) e nell'angina instabile (STAI). Da tali dati viene desunta la efficacia della ticlopidina nel ridurre il rischio di ictus, di infarto miocardico e di morte vascolare. Risultati: Il TASS ha dimostrato una riduzione del 17% di rischio relativo, da parte della ticlopidina nei confronti dell'aspirina (p=0,024), sia di ictus che di morte da ictus, nell'arco di tre anni. Il CATS ha dimostrato una riduzione del rischio relativo del 34% da parte della ticlopidina nei confronti del placebo (p=0, 08) con una corrispondente riduzione del rischio di ictus, infarto miocardico e morte per cause vascolari (p=0,06). La meta-analisi mette in luce una riduzione relativa del 30% da parte della ticlopidina nei confronti di ictus, infarto miocardico e morte vascolare (p=0,0002); la riduzione di rischio relativo per morte vascolare è del 36 % (p=0,0023). Conclusioni. La ticlopidina è chiaramente efficace nel prevenire l'ictus ischem¾co. Di importanza ancora maggiore è la sua efficacia nel ridurre il rischio di ictus, infarto miocardico e di morte vascolare in un'ampia serie di pazienti con affezioni a genesi aterosclerotica, inoltre risulta dal complesso dei dati esaminati che la ticlopidina può essere migliore dell'aspirina. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Gent |
- Il Segno Di Babinski: Analisi Elettrofisiologica Della Risposta Tardiva
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 285-290,1995 | | Titolo | Il Segno Di Babinski: Analisi Elettrofisiologica Della Risposta Tardiva | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Reparto di neurologia, Ospedale civile di Fermo (AP) Clinica Neurologica dell'Università di Ancona | | Riassunto | Scopo della ricerca è lo studio elettrofisiologico del riflesso cutaneo-plantare in soggetti affetti da spasticità. Sono stati esaminati 48 soggetti (14 soggetti sani, 18 con spasticità conseguente a lesione cerebrale e 16 con spasticità da lesione midollare). La stimolazione è stata condotta a livello del quadrante plantare antero-esterno con treni di impulsi rettangolari, mentre la registrazione e stata effettuata a livello dei muscoli tibiale anterioreb estensore lungo e flessore breve dell'alluce mediante aroelettrodo. L'analisi dei risultati è stata volta a valutare, oltre alle metodiche ottimali di stimolazione, le caratteristiche peculiari della risposta tardiva (latenza, durata, prevalenza nei flessori o negli estensori, ritmicità della contrazione, presenza o meno di inibizione reciproca) al fine di individuare criteri elettrofisiologici atti alla salutazione della sede di lesione dslle vie cortico-spinali ed a fornire eventuali criteri prognostici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Dellantonio*, D. Paladini, A. Cinti, D. Tulli, P. Guidoni |
- Il-10 E Sclerosi Multipla: Espressione Dell'm Rna E Produzione Da Parte Delle Cellule Mononucleate Del Sangue Periferico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 765-769,1995 | | Titolo | Il-10 E Sclerosi Multipla: Espressione Dell'm Rna E Produzione Da Parte Delle Cellule Mononucleate Del Sangue Periferico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Nazionale Neurologico "C. Besta"- Milano | | Riassunto | L'IL-10 è una citochina ad effetto principalmente soppressivo della risposta immunitaria cellulo-mediata prodotta da alcuni tipi di cellule mononucleate (Th2, monociti). Abbiamo messo a punto un modello in vitro per lo studio sia della produzione di mRNA per questa citochina che della sua secrezione nel sovranatante, da parte di cellule mononucleate del sangue periferico ottenute da 8 pazienti con Sclerosi Multipla (SM) e 8 individui sani. In questo modello sperimentale l'mRNA per IL-10 è visibile già dopo 3 ore di stimolo e raggiunge il massimo liuello tra le 9 e le 24 ore. Nel gruppo di pazienti è stato riscontrato un lieue aumento dei liuelli di mRNA per IL-10 rispetto ai controlli; il dosaggio della citochina nel sovranatante rivela livelli significativamente più elevati nei sovranatanti dei pazienti con SM rispetto ai controlli (p<0,01 Test di Wilcoxon). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Salmaggi, E. Ciusani, E. Corsini, M. Gelati, M. Eoli, L. La Mantia, A. Dufour, C. Milanese, A. Nespolo |
- Impiego Degli Isoenzimi Ldh Liquorali Quale Indice Diagnostico E Prognostico In Corso Di Meningite
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (4), 527-533, 1995 | | Titolo | Impiego Degli Isoenzimi Ldh Liquorali Quale Indice Diagnostico E Prognostico In Corso Di Meningite | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Medicina Interna, Unità Operativa di Malattie Infettive Ospedale «M. Bufalini>>, Cesena (FO) | | Riassunto | È stato valutato l'impiego degli isoenzimi della latticodeidrogenasi (LDH) liquorale come indice diagnostico e prognostico in corso di meningiti di diversa eziologia. Nel liquor del soggetto sano normalmente presenti le frazioni isoenzimatiche LDH 1-2-3 e 4, in percentuali decrescenti nell'ordine; risulta assente la frazione 5. In corso di meningite batterica si riscontra caratteristicamente la comparsa della frazione 5, che diviene percentualmente predominante, associata ad incremento percentuale della frazione 4 e a decremento delle frazioni 1-2 e 3, con una inversione completa del profilo elettroforetico rispetto al soggetto sano. Tale profilo è detto "a cinque bande" o "batterico". In corso di meningite linfocitaria, invece, si riscontra una prevalenza delle frazioni "rapide" LDH 1-2 e 3, con modico aumento della 4 e comparsa di LDH 5, che però non risulta mai prevalente. Lo studio degli isoenzimi LDH risulta peraltro di particolare utilità nella diagnosi di meningite tubercolare, nella quale il profilo elettroforetico assume un aspetto di tipo "batterico" sebbene si tratti di meningite linfocitaria; nella diagnosi di meningiti batteriche cosiddette "decapitate", perch è trattate con terapia incongrua, ovvero intempestivamente, prima del prelievo liquorale; ovvero nelle meningiti leptospirosiche, che inizialmente possono presentare una pleiocitosi granulocitaria, mentre il profilo isoenzimatico liquorale appare di aspetto linfocitario, simil-virale. n test isoenzimatico consente inoltre una valutazione di tipo prognostico, in corso di meningite, in quanto la tendenza alla guarigione biologica e clinica della malattia, con miglioramento dei parametri liquorali tradizionali, si accompagna al progressivo ripristino di un profilo elettroforetico normale. Viene riportata una casistica personale di 113 campioni di liquor consecutivi di pazienti ricoverati presso l'Ospedale M. Bufalini di Cesena con meningite (48) o con diagnosi che escludesse una patologia infettiva a carico del SNC (65). L'esame dei dati conferma la peculiarità dei diversi profili elettroforetici e la correlazione di questi con la evoluzione clinica e biologica in corso di meningite. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Stagno e C. Antonini |
- Infarti Cerebrali Silenti Ricorrenti In Soggetti Emicranici
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl.1), 37-43.1995 | | Titolo | Infarti Cerebrali Silenti Ricorrenti In Soggetti Emicranici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale San Martino, Genova | | Riassunto | L'infarto emicranico costituisce una complicazione ben nota della crisi emicranica e rappresenta il 7% degli infarti cerebrali nei giovani adulti. L'Emicrania (E.) con aura sembra costituire altresi un possibile fattore di rischio per l'ictus ischemico, non correlato con il singolo attacco. Recentemente è stato suggerito che ripetuti attacchi emicranici possano essere responsabili di minimi danni strutturali del parenchima cerebrale. Aree di iperintensità della SB alla RM sono state descritte negli emicranici con percentuali variabili sino al 44% dei casi. Trentuno soggetti affetti da E. con aura e 17 soggetti affetti da E. senz'aura sono stati studiati per verificare l'influenza della frequenza degli attacchi e della durata della malattia sulla comparsa delle aree iperintense della SB sottocorticale.Il gruppo di controllo era costituito da 48 soggetti epilettici, analoghi per sesso ed età. Aree iperintense sono state riscontrate in 11/31 (35.5%) emicranici con aura e in 2/17 (11.8%) emicranie senz'aura. Nel gruppo di controllo sono state riscontrate solo in un caso (2.2%). La frequenza degli attacchi preceduti da aura è significativamente correlata con la presenza di iperintensità, mentre nessuna correlazione sembra esistere nei casi di E. senz'aura. Viene rivista la possibile natura di queste lesioni. Viene inoltre sottolineata l'importanza di una adeguata prevenzione degli attacchi e di una attenta sorveglianza nel tempo di questi pazienti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Regesta, P. Tanganelli |
- Infarti Lacunari: Significato Prognostico Dell'associazione Con Leucoaraiosi
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2),161-170,1995 | | Titolo | Infarti Lacunari: Significato Prognostico Dell'associazione Con Leucoaraiosi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Sezione di Neurologia, Ospedale "Villa Malta', Sarno | | Riassunto | Ipodensità periventricolari della sostanza bianca denominate leucoaraiosi vengono spesse rinvenute sulle indagini di Neuroimaging nei pazienti con ictus cerebrale, specialmente in quelli di tipo lacunare. La Leucoraiosi è un reperto aspecifico che è stato ritrovato sia in pazienti anziani asintomatici sia in pazienti anziani sintomatici con segni neurologici minori e/o con compromissione delle funzioni cognitiue. Poiché la prognosi degli infarti lacunari è in genere considerata favorevole, abbiamo voluto verificare se la presenza di Leucoaraiosi possa avere un qualche significato nella prognosi a lungo termine di questi pazienti. Lo studio è stato effettuato su di una serie di 100 pazienti con diagnosi clinica di infarto lacunare, confermata dalla TC o dalla RNM, seguiti per un periodo di almeno tre anni. In 43 di questi pazienti era presente leucoaraiosi sulla TC iniziale effettuata al momento dell'ictus. Nello studio sono stati valutati il grado di ricorrenza di ictus, il grado di sopravvivenza, la presenza di deterioramento mentale e il grado di dipendenza nelle attività della vita quotidiana in rapporto alla presenza o meno di Leucoaraiosi. Alla fine del periodo di controllo è stato trovato un significativo più alto grado di ricorrenza di ictus e un più basso grado di sopravvivenza nei pazienti con Leucoaraiosi, mentre anche la prevalenza di deterioramento mentale e di disabilità erano significativamentepiu alti. In conclusione la presenza di Leucoaraiosi sembra essere un indicatore per una prognosi sfavorevole nei pazienti con infarti lacunari. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Liguori, R. Dell'Aversana |
- Insorgenza Di Demenza In Pazienti Con Sindrome Lacunare: Studio Di Follow-Up
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl.1), 45-50,1995 | | Titolo | Insorgenza Di Demenza In Pazienti Con Sindrome Lacunare: Studio Di Follow-Up | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università degli Studi, Genova | | Riassunto | Lo studio ha valutato la frequenza di evoluzione in demenza di un gruppo di soggetti affetti da infarti cerebrali di tipo lacunare e la rilevanza sull'insorgenza di demenza dei fattori di rischio per malattie cerebrovascolari, della leucoaraiosi, del grado di atrofia cerebrale, del volume, numero e sede delle lesioni ischemiche. 108 Pazienti affetti da un primo episodio di sindrome lacunare sono stati seguiti per un periodo medio di 4 anni. 25 di essi (23.1%) hanno sviluppato un quadro di demenza. La frequenza di demenza è risultata maggiore nei soggetti con pre esistente quadro di atrofia cerebrale alla TC cerebrale (P=0,009) e nei soggetti che presentarono, nel periodo di studio, nuovi episodi cerebrovascolari (p<0,000001). I fattori di rischio vascolari la sede il numero ed iI volume delle lesioni cerebrali e la leucoaraiosi non sono risultati predittivi per l'insorgenza di demenza. In conclusione, i soggetti con sindrome lacunare sviluppano demenza almeno 3 10 volte più spesso della popolazione di pari e tà. Tra i fattori che si associano a tale esento, tra altri non ancora chiariti, hanno rilevanza l'atrofia cerebrale pre esistente e le recidive cerebrovascolari. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Gandolfo, M. Conti, R. Croce, C. Loeb |
- Iperattivita Alfa Isolata Dei Motoneuroni Sfinterici In Corso Di Lesione Dell'epicono: Case Report
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 817-822,1995 | | Titolo | Iperattivita Alfa Isolata Dei Motoneuroni Sfinterici In Corso Di Lesione Dell'epicono: Case Report | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle, Cuneo. | | Riassunto | Un uomo di 26 anni venne ricouerato nella nostra Divisione per esordio acuto di paraplegia flaccida; la NMR euidenziava un'area di ipersegnale in T2 nella regione dell'epicono. L'analisi del Liquor, il focusing e l'indice di Link erano normali; non ui erano segni di patologia sistemica. L'EMG agli arti inferiori evidenziava assenza di attiuità uolontaria con ricca attiuità spontanea nei territori di competenza L4-S1; la modesta riduzione della NCV motoria con normali SAP sensitiui indicaua una lesione delle corna anteriori. Lo studio EMG dello sfintere striato dell'ano indicava una eccessiua attiuità basale senza modificazione durante contrazione volontaria; il SEP pudendo era normale, come pure il riflesso Pudendo-Anale. il riflesso Bulbo-Cavernoso (BC) evocava una contrazione tonica continua. Questo pattern inusuale indica una interruzione delle vie discendenti verso il nucleo di Onuf, con perdita dell'inibizione cortico-spinale, ed è in contrasto con i segni di deneruazione periferica negli altri distretti muscolari. L'EMG della muscolatura del piano pelvico si è rivelata insostituibile nella definizione degli aspetti fisiopatologici e topografici della lesione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Ambrogio, C.La Piana, P.C.Gerbino Promis, M.G.Rosso, F.Perla. |
- Iperdensita Simmetriche In Corrispondenza Dei Nuclei Basali In Corso Di Intossicazione Acuta Da Monossido Di Carbonio
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 41 (5) 709-712, 1995 | | Titolo | Iperdensita Simmetriche In Corrispondenza Dei Nuclei Basali In Corso Di Intossicazione Acuta Da Monossido Di Carbonio | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, *Servizio di Radiologia, Ospedale Santa Corona, Garbagnate Milanese (Ml) | | Riassunto | Descriviamo un caso di intossicazione acuta da monossido di carbonio (CO), venuto recentemente alla nostra osservazione, in cui la TC cerebrale senza mezzo di contrasto eseguita d'urgenza euidenziava la presenza di iperdensità puntiformi in corrispondenza dei due nuclei pallidi. Dopo ossigenoterapia iperbarica si è assistito alla totale scomparsa delle alterazioni densitometriche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Perri, I. Clerici*, C. Tonini, R. Pellizzoni*, S. Sbrascini |
- Ipertensione Arteriosa E Malattia Cerebro Vascolare. Indici Di Predittivita' Del Doppler Transcranico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3) 463- 466 1995 | | Titolo | Ipertensione Arteriosa E Malattia Cerebro Vascolare. Indici Di Predittivita' Del Doppler Transcranico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurochirurgica e * Divisione Cardiologia Ospedale "V.Fazzi" Lecce | | Riassunto | Gli autori mettono a confronto due serie di pazienti. Il primo gruppo di 30 pazienti affetti da ipertensione sistemica senza complicazioni oculari renali e cardiache in atto; il secondo gruppo di pari numero senza ipertensione arteriosa accertata. I due gruppi sono stati studiati con DTC misurando le velocità medie di flusso sulla MCA bilateralmente, il P.I. e la reattività vasomotoria. Nei pazienti con ipertensione sistemica è stato riscontrato un aumento significativo del P.I. e una parimenti significativa diminuzione della reattività vasomotoria.In base a tali risultati gli autori propongono la validità della metodica ultrasonica nella precisione di rischio di malattia cerebro-vascolare nei pazienti con ipertensione sistemica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Caggia, M. Cancelliere, M. Rolli, A. Camassa*, B. Armenise |
- Ipoparatiroidismo Ed Epilessia. Studio Clinico-Neuroradiologico Di Tre Casi
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 633-639,1995 | | Titolo | Ipoparatiroidismo Ed Epilessia. Studio Clinico-Neuroradiologico Di Tre Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Sezione di Neurologia, Ospedale S.M. di Loreto Nuovo - Napoli | | Riassunto | Sono stati studiati 3 pazienti con estese calcificazioni parenchimali bilaterali e simmetriche alla T C cranio ed ipocalcemia, giunti all'osservazione per crisi epilettiche. Fu diagnosticato in due casi un ipoparatiroidismo (IPT) primitivo idiopatico (F, di a.16, M, di a.46) e nel terzo un IPT post-chirurgico (F, a.60). Le crisi epilettiche erano in tutti di tipo tonico-clonico generalizzato con correlato EEG di aspetti irritativi generalizzati, in 2 casi con risposta fotoparossistica. Nessun paziente mostrava segni di patologia focale o sintomatologia extrapiramidale. La presenza di calcificazioni parenchimali è frequentemente ma non obbligatoriamente causa di crisi epilettiche, dovute alla lesione cerebrale focale (sclerosi tuberosa, m. di Sturge Weber, toxoplasmosi, m. celiaco con calcificazioni occipitali, etc.). D'altro canto l'ipocalcemia è di per sé epilettogena, determinando una ipereccitabilità neuronale per l'alterato funzionamento dei canali del potassio Ca++ dipendenti, della ATPasi Ca++ dipendente e dello scambiatore Na+/Ca++ e verosimilmente per il ridotto release di neurotrasmettitori inibitori (GABA). Le manifestazioni epilettiche nei pazienti sron IPT sono frequenti e prescindono dal tipo dell'ipoparatiroidismo. Come nei casi da noi osservati sono verosimilmente dovute all'ipocalsemia piuttosto che alla presenza delle calcificazioni parenchimali, probabilmente in associazione con un fattore predisponente come suggerisce la contemporanea presenza di fotosensibilità, fattore aggiuntivo nell'epilessia e notoriamente trasmesso geneticamente. Le manifestazioni e pilettiche sono quasi sempre controllabili con la sola terapia calcica. Infine va sottolineato che le crisi consulsiue rappresentano spesso il primo sintomo eclatante nel quadro sindromico di un ipoparatiroidismo frequentemente misconosciuto. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F.A. de Falco, L. Majello, G. Mastroroberto, A. Montariello, P. Angelone, P. Rapone |
- L'utilizzo Dei Dati Correnti Di Mortalita'per Lo Studio Epidemiologico Della Distribuzione Della Patologia Cerebro-Vascolare
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1), 65-72,1995 | | Titolo | L'utilizzo Dei Dati Correnti Di Mortalita'per Lo Studio Epidemiologico Della Distribuzione Della Patologia Cerebro-Vascolare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Biometria, Università degli Studi, Milano * Divisione di Neurologia, Ospedale "S. Corona', Pietra Ligure, Savona ** Registro Tumori Ligure, Ist. Naz. ricerca su/ cancro, Genova | | Riassunto | I dati ISTAT sulla mortalità mostrano una interessante distribuzione delle aree nazionali per quanto si riferisce alle malattie cerebrovascolari: esse predominano, infatti, per ambo i sessi nel Sud e nell'Italia settentrionale, ore se ne osserva un maggior numero a Nord-ovest rispetto al Nord-est. La rielaborazione dei dati di mortalità per quanto riguarda la Liguria indica alcune interessanti caratteristiche epidemiologiche in rapporto alla urbanizzazione e alla situazione delle zone costiere. Gli Autori effettuano un'analisi critica dei dati suddetti soprattutto sul piano metodologico concernente la rilevazione delle cause di mortalità in base ai certificati di morte, spesso inadeguati, imprecisi, carenti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Cislaghi, T. Tassinari*, M. Vercelli**, R. Badino* |
- La Afasia Acquisita Con Epilessia (Sindrome Di Landau-Kleffner) Nell'infanzia Rassegna Clinico Eeg
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (4), 487- 496,1995 | | Titolo | La Afasia Acquisita Con Epilessia (Sindrome Di Landau-Kleffner) Nell'infanzia Rassegna Clinico Eeg | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università "La Sapienza" Roma | | Riassunto | Dopo l'esauriente review di Deonna del 1991 (5) sono stati presentati altri casi oggetto di più pubblicazioni. Al momento attuale i casi di sindrome di Landau-Kleffner (SLK) riportati in letteratura sono 173. Dalle descrizioni delle singole osservazioni la SLK risulta un'entità eterogenea per l'aspetto fenomenologico, il decorso e l'esito variabile da caso a caso. Tuttavia due elementi sono costanti: un'afasia acquisita ed anomalie EEG ("spikes", "sharp waves” "spikes and slow waves"). È stato sostenuto che il disturbo del linguaggio risulti da un'attività critica epilettica nelle aree cerebrali responsabili di questa funzione. Va tenuto conto che le crisi epilettiche possono mancare in una certa percentuale di casi. Inoltre l'epilessia in genere rappresenta un fenomeno scarsamente attivo, presente nelle fasi iniziali della SLK ed alla sua remissione dopo un trattamento anticomiziale l'afasia si mantiene insariata e può combinarsi anche con una regressione psichica. Quindi la valorizzazione delle crisi epilettiche nella patogenesi della SLK viene considerata grischiosa". Le registrazioni EEG notturne nella SLK mostrano una successione continua di complessi punta-onda lenta, diffusi sincroni e simmetrici nella fase di sonno non REM. Questo aspetto EEG, come d'altra parte l'espressione EEG diurna, rappresenterebbero l'espressione di un disturbo funzionale di aree cerebrali più o meno estese. La presenza dei due fenomeni elettrici diurno e notturno, condizioni essenziali nella SLK, ci ha portato ad estendere la nostra review anche alla epilessia con punteonda continue durante il sonno lento. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. De Romanis |
- La Chirurgia Nella Prevenzione Dello Stroke
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1),151-155, 1995 | | Titolo | La Chirurgia Nella Prevenzione Dello Stroke | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | John P. Robarts Research Institute London, Ontario, Canada | | Riassunto | Sono passati in rassegna i trials sulla Endarterectomia carotidea e vengono messi in rilievo i seguenti elementi: I) Possono beneficiare della endoarterectomia carotidea i pazienti con stenosi carotidea severa (Š70%); 2) Il trattamento chirurgico può essere attuato solo se il tasso delle complicazioni perioperatorio per stroke o decesso è inferiore al 10%; 3) Il Trial Nord-americano sulla arterectomia carotidea sintomatica (NASCET) riporta una più alta percentuale di successi (17% a 2 anni), nei confronti della terapia medica, rispetto a quello europeo (ECST); 4) Pazienti con stenosi carotidea inferiore al 70% non traggono sicuri benefici dalla chirurgia. NASCET ed ECST sono d'accordo su questo punto. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | H.J.M. Barnett, M.D., H.E. Meldrum, B.A. |
- La Neuropatia Tomaculare: Aspetti Elettrofisiologici Di 5 Casi
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 41 (5) 805-811,1995 | | Titolo | La Neuropatia Tomaculare: Aspetti Elettrofisiologici Di 5 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Scienze Neurologiche, Università degli studi di Siena | | Riassunto | Riportiamo lo studio elettrofisiologico di ó pazienti con neuropatia tomaculare, appartenenti a 3 famiglie, con diverso fenotipo. Nei primi due pazienti, fratello e sorella, la malattia esordita all'età di 14 anni con ipostenia e difficoltà alla deambulazione, assumeva il quadro clinico ed elettrofisiologico di una polineuropatia sensitivo motoria cronica. Negli altri 2 pazienti, padre e figlia, la malattia era iniziata a 20 anni con paralisi ricorrenti di differenti nervi periferici. Lo studio neurofisiologico mostrava una neuropatia diffusa con un più marcato coinvolgimento dei nervi nei tratti che più facilmente vanno incontro a compressione. Anche l'ultimo paziente presentava il fenotipo di neuropatia focale ricorrente associato ad un interessamento diffuso del sistema nervoso periferico. La grande variabilità clinica della neuropatia tomaculare rende necessaria una diagnosi differenziale con altri quadri clinici simili, come la neuropatia ereditaria di Charcot Marie Tooth tipo Ia, la paralisi ricorrente familiare del plesso brachiale, la neurite acuta del plesso brachiale, tutte le paralisi isolate dei nervi periferici. A tale proposito risulta fondamentale lo studio istopatologico nel mostrare le caratteristiche lesioni della neuropatia tomaculare. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Scarpini, M. Mondelli |
- La Risonanza Magnetica Dell'encefalo Nella Sclerosilaterale Amiotrofica (sla);correlazioni Con Il Quadro Clinico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 989-994,1995 | | Titolo | La Risonanza Magnetica Dell'encefalo Nella Sclerosilaterale Amiotrofica (sla);correlazioni Con Il Quadro Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologia, *Servizio RadiologiaIRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, S. Giovanni Rotondo.**lst. Clin. Neurologica, Univ. Cattolica S. Cuore - Roma | | Riassunto | Tra le alterazioni RM osservabili in pazienti con SLA, Š stato descritto un aumento dell'intensit… di segnale nelle sequenze T2-pesate lungo il decorso dei fasci cortico-spinali, espressione di fenomeni di gliosi secondaria al processo degenerativo. I'incidenza e le relazioni di tale reperto con il quadro clinico non sono completamente definiti.Dodici pazienti affetti da SLA (5 maschi, 7 femmine, et… 29-69 aa.; mediana 52 aa.) sono stati sottoposti ad esame RM dell'encefalo con magnete di 0,5 Tesla, ad esame EMG e a potenziali evocati motori (PEM).Quattro pazienti presentavano un quadro di sofferenza sia del I che del II motoneurone, 3 prevalentemente del I e 5 prevalentemente del II motoneurone.Alterazioni RM sono state riscontrate in 10 dei 12 pazienti. Un modesto grado di atrofia corticale, non in relazione con il quadro clinico, Š stato osservato in 6 pazienti. Sei esami hanno mostrato alterazioni di segnale nelle sequenze T2-pesate (in due di questi era presente atrofia corticale). In 4 casi si trattava di focalit… iperintense della sostanza bianca di piccole dimensioni, a carattere aspecifico (non in relazione con fattori di rischio vascolari). In due dei tre casi a prevalente espressione piramidale, un'alterazione di segnale a carattere iperintenso nelle immagini T2-pesate Š stata osservata lungo la corona radiata e la capsula interna bilateralmente.Alterazioni di segnale della sostanza bianca in relazione con il processo degenerativo possono essere osservate alla RM encefalo in alcuni pazienti con SLA (16 % nella nostra casistica). Tale reperto sembra essere pi— frequente in pazienti con prevalente interessamento del I motoneurone e deve essere tenuto in conto nella diagnosi differenziale con altre patologie della sostanza bianca. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R.P. Cioffi, D. Fogli, M. Zarrelli, P. Di Viesti, P. Simone, *M. Armillotta, *T. Scarabino,**P.A. Tonali |
- La Risonanza Magnetica Nella Atassia Cerebellare Idiopatica Con Altri Segni Non Cerebellari
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 207-211, 1995 | | Titolo | La Risonanza Magnetica Nella Atassia Cerebellare Idiopatica Con Altri Segni Non Cerebellari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia Ospedale di Alessandria *Divisione di Neurologia e **Servizio di Radiologia Ospedale "S. Andrea" di Vercelli | | Riassunto | Sono comparsi nella recente letteratura diversi studi con Risonanza Magnetica (MRI) sulle Atassie Cerebellari, i cui risultati non sono sempre concordanti. Noi abbiamo valutato clinicamente e neuroradiologicamente (MRI) quattro pazienti affetti da Atassia Cerebellare Idiopatica ad esordio tardiuo con altri segni non cerebellari (IDCAP). I nostri risultati sono a favore di una noteuole utilità diagnostica della MRI in tali patologie. Nello stesso tempo abbiamo riscontrato che non esiste una correlazione diretta fra dato clinico e dato morfologico. Infine il dato neuroradiologico nei nostri quattro pazienti non risulta uniforme e quindi, a nostro parere, non esiste un quadro morfologico specifico di tale patologia come indicato da qualche Autore. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Lozza, L. Ruiz*, R. Bottaro, G.F. Imassi**, M. Palermo, M. Melato, F. Coppo*, M.L. Magrassi*, R. Santamaria*. |
- La Scintigrafia Con 111 In- Dtpa- Octreotide Nella Diagnosi E Nel follow-up Degli Adenomi Ipofisari
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6),1013-1018,1995 | | Titolo | La Scintigrafia Con 111 In- Dtpa- Octreotide Nella Diagnosi E Nel follow-up Degli Adenomi Ipofisari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Centro Interdipartimentale di Biocibemetica e Tecniche Radioisotopiche, Cattedra di Medicina Nucleare, Cattedra di Neurochirugia, Universit… di Bari | | Riassunto | La scintigrafia con 111In-DTPA-Octreotide (OCT) consente di visualizzare le neoplasie con recettori della somatostatina (RS) sulla membrana cellulare e le loro eventuali metastasi. Negli adenomi ipofisari GH- e PRL-secernente sono stati dimostrati recettori della somatostatina. Nel nostro lavoro abbiamo valutato la utilità della scintigrafia con 111In-OCT nella diagnosi degli adenomi ipofisari e nell'identificazione dei residui minimi post-chirurgici e la ripercussione sulla strategia terapeutica da adottare.La scintigrafia con 111 In-OCT ha evidenziato adenomi ipofisari in 13 su 17 (76,5%) pazienti: 6 GH-secernente, 6 PRL-secernente e 1 non secernente.In 8 (4 GH-secernente e 4 PRL-secernente), ci fu la ripresa dei sintomi clinici e ipersecrezione ormonale dopo adenomectomia transnaso-sfenoidale. Questi pazienti sono stati sottoposti ad una seconda scintigrafia con 111In-OCT che ha rilevato la presenza di residuo di tessuto adenomatoso fissante il radiofarmaco in 6 pz (4 con adenoma secernente GH e 2 PRL-secernente). La RM rileva la presenza di residuo in soli 3 di questi pazienti.Riteniamo che la 111In-OCT SPET da considerarsi utile indagine nel follow-up degli adenomi ipofisari, da associare alle altre indagini strumentali di imaging soprattutto se negative. Essa comporta una migliore selezione dei pazienti da sottoporre a terapia farmacologica con analoghi della somatostatina, e ad ulteriore trattamento con terapia radiante e/o a reintervento, contribuendo alla definizione di piani terapeutici personalizzati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Lauriero, E. Pierangeliø, G. Rubini, A. D'Addabbo |
- La Sindrome Di Landau Kleffner. Follow-Up Clinico Eeg Di Cinque Bambini
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 41 (4). 513-525, 1995 | | Titolo | La Sindrome Di Landau Kleffner. Follow-Up Clinico Eeg Di Cinque Bambini | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università "La Sapienza" di Roma | | Riassunto | Vengono presentati in questo studio cinque casi di sindrome di Landau-Kleffner (SLK), due femmine e tre maschi, tutti destrimani, in età compresa tra i 3 anni e 6 mesi ed i 6 anni (media: 4.1; DS = 1.1). Essi sono stati seguiti dal punto di vista clinico ed EEG da un minimo di 12 ad un massimo di 17 anni (media: 13.9; DS = 2.1). Sono stati inclusi nella ricerca unicamente quei casi che hanno presentato uno sviluppo psicomotorio normale prima dell'insorgenza dell'afasia epilettica acquisita (AEA) in cui non era evidente alcun segno di organicità cerebrale. Un eventuale disturbo dell'udito è stato escluso tramite un esame audiometrico praticato in epoche diverse. Dai nostri dati la SLK risulta un'entità eterogenea i cui sintomi, incostantemente tutti presenti in un occasionale periodo di osservazione, hanno avuto una comparsa, una durata, un'evoluzione diversa da caso a caso. L'inizio del disturbo afasico è stato riscontrato dai 3 anni e 6 mesi ai 6 anni (media: 4.6; DS = 1.1). La sua durata è stata variabile d ai 4 anni ai 15 anni (media: 9.2; DS = 4.3). L'esito a distanza è stato di diverso tipo: benigno con normalizzazione neuropsicologica in tre casi (oss. 1, 3, 5); relativamente benigno per la persistenza di un certo grado di deficit nell'espressione verbale in un caso (oss. 4); maligno per la grave compromissione ed espressione verbale, la regressione psichica ed il comportamento psicotico. In due casi (oss. 2 e 5) il disturbo afasico è stato rinvenuto combinato con agrafia, alessia ed aprassia. In un solo caso (oss. 1) la remissione del quadro ESES ("electrical status epilepticus during sleep") ha coinciso con il miglioramento dell'afasia, nei rimanenti ha anticipato con tempi diversi la graduale scomparsa dell'afasia acquisita. Nell'oss. 2 alla remissione del quadro ESES è subentrato un peggioramento dell'AEA. La comparsa delle crisi epilettiche è avvenuta nella nostra casistica tra i 3 ed i ó anni (media: ó.7; DS = 2.1). La loro remissione si è verificata tra i 2 mesi ed i 4 anni (media: 1.9; DS = 1.5). La durata dell'epilessia è risultata significativamente inferiore a quella dell'afasia. Le crisi epilettiche presenti in tutti i casi hanno avuto una fenomenologia diversa: dalle crisi parziali più o meno combinate alle crisi generalizzate convulsive, alle crisi emiconvulsive. Il trattamento con steroidi non ha avuto alcuna efficacia sulle sindromi afasiche. Un EEG di veglia specifico in senso epilettico è stato un'osservazione costante in occasione della prima visita. La positività EEG si è mantenuta dai 3 anni e ó mesi ai 5 anni e 3 mesi (media: 4.1; DS = 1.2). Considerando l'evoluzione non sempre benigna della SLK una possibile unità nosografica a nostro parere potrebbe essere individuata con l'epilessia atipica parziale benigna dell'infanzia di Aicardi e Chevrie, ossia con una variante della BCECS. L'ipotesi di una identità tra le due forme morbose potrebbe essere rafforzata dal possibile riscontro nell'epilessia atipica parziale benigna di un quadro ESES. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. De Romanis e N. Sopranzi |
- La Somatotomia Nelle Lussazioni Cervicali Non Riducibili Da Dislocazione Bilaterale Delle Faccette Articolari
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 389-393,1995 | | Titolo | La Somatotomia Nelle Lussazioni Cervicali Non Riducibili Da Dislocazione Bilaterale Delle Faccette Articolari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurochirurgica, Università di Messina | | Riassunto | La recente diffusione dei sistemi di stabilizzazione interna ha consentito una diversa condotta chirurgica delle lussazioni cervicali da locked facet non riducibile mediante l'adozione di una metodica più conservativa nei riguardi delle strutture nervose anche se più aggressiva nei confronti delle strutture scheletriche. Nella nostra esperienza, la somatotomia cervicale necessaria per ridurre il kinking midollare dovuto alla dislocazione vertebrale è stata fatta seguire dalla fusione intersomatica ed osteosintesi secondo la metodica di Caspar. La procedura adottata ha consentito di eliminare i rischi di mancata fusione legati al trattamento mediante stabilizzazione esterna e di ridurre quelli legati alla riduzione intraoperatoria aperta posteriore mentre, d'altra parte, non sono state registrate complicanze legate alla metodica né ai materiali di sintesi adottati. Essa può essere ritenuta pertanto affidabile ed efficacemente utilizzabile nel trattamento di queste patologie. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Gambardella, S. Toscano, S. Cipri, C. Zaccone, D. Collufio, G.na Caruso, C. Staropoli, M. Passalacqua, F. Tomasello |
- La Tecnica Policentrica Ad Archi Multipli (p.a.m..) Nella Cura Radiante Dei Tumori Cerebrali. Studio Di Fase I - Ii
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 981-988,1995 | | Titolo | La Tecnica Policentrica Ad Archi Multipli (p.a.m..) Nella Cura Radiante Dei Tumori Cerebrali. Studio Di Fase I - Ii | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Radioterapia, *Servizio di Fisica Sanitaria, +Divisione di Neurologia dell'Ospedale Umberto I di Mestre | | Riassunto | Si descrivono la tecnica Policentrica ad Archi Multipli ed i risultati preliminari della sua applicazione alla cura dei tumori cerebrali, con particolare riguardo alla fattibilit… e alla tollerabilit… (studio di fase I-II).Questa Š una tecnica originale di Radioterapia transcutanea che consente di riprodurre distribuzioni di dose relativa simili a quelle proprie della brachiterapia; permette quindi una elevata concentrazione di dose all'interno del tumore, disomogeneamente distribuita, e una rapida caduta nei tessuti vicini. Essa Š applicabile, essendo possibile riprodurre qualsiasi forma geometrica del tumore, nella maggior parte dei casi di neoplasie cerebrali che si presentano nella attivit… quotidiana (senza quindi selezione de i casi) . Essendo una tecnica ad alta concentrazione di dose nel tumore, Š necessaria una precisa definizione geometrica del tumore stessa Pertanto, dopo aver costruito un apposito mould personalizzato di immobilizzazione, si esegue sempre sia una TC che una RMN di centramento.Dalla seconda met… del 1993 sono stati trattati 15 pazienti con glioma cerebrale (6 a basso e 9 ad alto grado di malignit…), 9 femmine e 6 maschi, di et… media = 50 anni (range 17-70).I 6 casi a basso grado di malignit… sono tutti viventi, 4 giudicati in remissione completa (R.C.), 1 in remissione parziale (R.P.) mentre 1 non Š ancora valutabile (per il breve tempo trascorso dalla fine della Radioterapia).Dei 9 casi ad alto grado di malignit… 7 sono deceduti e due sono viventi, apparentemente senza malattia, sebbene questi ultimi con un breve periodo di follow-up (7 e 2 mesi rispettivamente).I pazienti deceduti hanno avuto una sopravvivenza media di 9.7 mesi (range 6-12 mesi). La tossicit… Š stata di scarso rilievo in tutti i 15 casi, per cui Š possibile concludere col proposito di proseguire l'esperienza, aumentando tuttavia la dose totale nei gliomi ad alto grado. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R.Polico, L. Stea*, M. Masato+, M. Antonello, M. Princivalli, S. Schiavon, R. Vincenzi, G. Sartorato, C.Marchetti, G.B Pizzi, C. Ravenna+. |
- Le Basi Farmacologiche Della Terapia Trombolitica
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1),165-174,1995 | | Titolo | Le Basi Farmacologiche Della Terapia Trombolitica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Medicina Interna e Medicina Vascolare, Università degli Studi, Perugia | | Riassunto | La reazione fondamentale del sistema fibrinolitico è la trasformazione del proenzima plasminogeno nell'enzima attivo plasmina cui è deputata la trasformazione della fibrina in prodotti di degradazione solubili. Gli agenti in grado di trasformare il plasminogeno in plasmina sono detti attivatori del plasminogeno o farmaci trombolitici. I farmaci trombolitici vengono oggi distinti in farmaci trombolitici di prima, seconda e terza generazione. Attualmente, 5 agenti trombolitici sono approvati per l'uso clinico: la streptochinasi, la urochinasi, il t-PA, la pro-urochinasi e il complesso acilato plasminogeno-streptochinasi (APSAC). La streptochinasi è una proteina di origine batterica, preparata per purificazione da filtrati di colture di alcuni ceppi di streptococchi ,ß emolitici di gruppo A. La streptochinasi non è un attivatore diretto del plasminogeno, infatti il complesso streptochinasi-plasminogeno (complesso attivatore) costituisce il vero attivatore del plasminogeno. La streptochinasi presenta una elevata incidenza di reazioni allergiche che si riscontrano in circa il 4% dei pazienti. La urochinasi è una serin-proteasi a catena singola, identificata per la prima uolta nelle urine umane e purificate, a scopo terapeutico, dalle urine stesse o da colture di cellule renali. Fanno parte del gruppo degli attivatori di seconda generazione, il t-PA, I'agente sicuramente meglio caratterizzato e studiato, la pro-urochinasi o scu-PA ed i derivati acilati del complesso streptochinasi-plasminogeno o APSAC. L'interesse per gli agenti trombolitici di seconda generazione, in particolare per il t-PA e lo scu-PA, dipende in larga misura dalla loro possibilità teorica di determinare una cosiddetta 'trombolisi selettiva'. Nell'ambito degli agenti trombolitici di terza generazionepossono essere distinti: i mutanti del t-PA con proprietà funzionali modificate, gli attivatori del plasminogeno di tipo chimerico, i complessi di attivatori del plasminogeno con anticorpi monoclonali fibrino-specifici e la stafilochinasi ricombinante. Ne ll ambito dei mutanti del t-PA con proprietà funzionali modificate sono compresi mutanti del t-PA con aumentata affinità per la fibrina, mutanti del t-PA resistenti alla Plasmina, mutanti del t-PA con aumentata efficienza catalitica in presenza di fibrina, mutanti del t-PA resistenti all'azione inibitoria del PAI-1, mutanti del t-PA con lunga emivita plasmatica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Agnelli |
- Le Crisi Convulsive Durante La Fase Acuta Dell'ictus: Frequenza, Caratteristiche E Prognosi
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 691-702, 1995 | | Titolo | Le Crisi Convulsive Durante La Fase Acuta Dell'ictus: Frequenza, Caratteristiche E Prognosi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Sezione di Neurologia, Ospedale "Villa Malta" Sarno (Sa) | | Riassunto | Durante la fase acuta degli ictus cerebrali possono essere occasionalmente presenti manifestazioni conuulsiue che sono ritenute espressione di alterazioni metaboliche citotossiche conseguenti all'insulto uascolare e alle quali non necessariamente fa seguito una condizione di epilessia. Allo scopo di studiare il fenomeno della convulsività precoce Iegata all'ictus e i rapporti con i diversi tipi di ictus, e stata ualutata prospetticamente la comparsa di crisi durante i primi 15 giorni dall'inizio della malattia in 935 pazienti affetti da tutti i tipi di ictus, compreso gli attacchi ischemici transitori. Fra i 935 pazienti entrati nello studio 57 (ó,09%) presentarono crisi precoci che si presentarono come sintomo di esordio dell'ictus in 30 casi (52.ó%) preualentemente con le caratteristiche di crisi parziali (56,14%). La maggior parte dei pazienti (63,5%) presentò un'unica crisi, mentre 5 dei restanti presentarono uno stato di male. Le crisi precoci si sono verificate nel 7,01% (361513) dei casi di infarti isc hemici, nel 2,48% (41161) degli attacchi ischemici transitori nell'1.14% (21174) degli infarti lacunari, nel 18,18% (14177) delle emorragie parenchimali e nel 10%, (1110) delle emorragia subaracnoidee con una significativa differenza (p<0,001) tra l'incidenza nella patologia ischemica e quella nella patologia emorragica. Nella maggior parte dei casi le crisi precoci erano in rapporto con lesioni parenchimali cerebrali con interessamento corticale, ma in 6 casi esse comparvero in presenza di lesioni profonde. esclusivamente sottocorticali. Le crisi non si sono associate ad un significativo più alto grado di mortalità, ma i pazienti con crisi precoci presentarono un più alto grado di ricorrenza di crisi a distanza rispetto ai pazienti che non avevano presentato crisi durante la fase acuta dell'ictus. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Liguori, R. Dell'Aversana, N. Bovio, A. Mandola |
- Lesioni Troncoencefaliche E Cerebellari In Pazienti Affetti Da Sclerosi Multipla: Comparazione Tra Risonanza Magnetica Nucleare Ed Analisi Computerizzata Dei Movimenti Oculari
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 313-319,1995 | | Titolo | Lesioni Troncoencefaliche E Cerebellari In Pazienti Affetti Da Sclerosi Multipla: Comparazione Tra Risonanza Magnetica Nucleare Ed Analisi Computerizzata Dei Movimenti Oculari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Facoltà di medicina e chirurgia, Catanzaro | | Riassunto | La risonanza magnetica nucleare (RMN) negli ultimi anni ha assunto un ruolo fondamentale nella diagnosi di sclerosi multipla (SM). Nel nostro studio abbiamo effettuato una comparazione tra i dati dell' analisi computerizzata dei movimenti oculari (ACMO) e le immagini RMN in poeienti affetti da SM. Sono stati studiati 36 soggetti affetti da SM clinicamente definita, età media 37.9+/-9.9 anni; 14 maschi e 22 femmine; durata media di malattia 9.ó+/-7.5 anni. Tutti i soggetti sono stati sottoposti ad esame RMN dell'encefalo con Gadolinio e ad analisi computerizzata dei movimenti oculari saccadici verticali (MOSver), orizzontali (MOSor) e dei movimenti oculari d'inseguimento lento (MOL). I risultati ottenuti hanno evidenziato che il 41.7% dei pazienti presentava immagini RMN di lesioni del troncoencefalo e/o cerebellari. Anomalie dei movimenti oculari, oftalmoplegie internucleari (OIN) o alterazioni quantitative e/o qualitative dei MOL, riconducibili a lesioni del troncoencefalo o cerebellari erano presenti nel 61.1% dei soggetti esaminati. I dati ottenuti dimostrano che l'analisi computerizzata dei movimenti oculari può essere più sensibile della RMN nel rivelare patologie del troncoencefalo o del cervelletto e, pertanto, confermano il ruolo dell'ACMO nella diagnostica funzionale della SM. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Bono, M. Gerardis, R.L. Olivieri, A. Quattrone |
- Lipoma Del Corpo Calloso
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 917-921, 1995 | | Titolo | Lipoma Del Corpo Calloso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Anatomia Patologica, Universit… di Milano, Italia | | Riassunto | I lipomi intracranici sono lesioni benigne molto rare, la cui natura resta ancora in parte oscura.L'origine disontogenetica di tali lesioni sembra comunque essere la pi— probabile, trovandosi frequentemente associate a disgenesia del corpo calloso, anomalie del lobo frontale ed encefalocele frontale.Sebbene tali lesioni possano localizzarsi in qualsiasi spazio intracranico, la maggior parte di esse si riscontra in regione interemisferica.Solitamente asintomatici, possono talvolta dar luogo a fenomeni epilettici; rimangono comunque per la maggior parte riscontri autoptici occasionali (B. Dean et al. 1988). Viene presentato il caso di un uomo di 70 anni affetto da diabete mellito, ipercalcemia e dispnea ingravescente, ricoverato presso l'Ospedale Maggiore di Milano per il trattamento del caso.Durante il ricovero si ha progressivo aggravamento della sintomatologia fino al decesso del paziente.Il riscontro autoptico ha evidenziato: danno alveolare diffuso, linfangite carcinomatosa da carcinoma polmonare indifferenziato a piccole cellule, variet… a cellule fusate.I'esame dell'encefalo ha permesso di rilevare: lipoma del corpo calloso, angiopatia ipertensiva, stato cribroso dei nuclei della base ed aterosclerosi di grado elevato.Viene discussa l'eziopatogenesi del lipoma in relazione alla storia clinica del paziente ed alla rarit… della sede anatomica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Pallotti, M. Vanini, T. Masini |
- Lipomi Spinali
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 41 (3), 383-387, 1995 | | Titolo | Lipomi Spinali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Scienze Neurologiche e Neurochirurgiche, Neurochirugia 2, Università di Messina | | Riassunto | I lipomi spinali non sono frequenti (meno dell'1% di tutti i tumori spinali). Noi abbiamo esperienza di 4 casi osservati in molti anni: due lipomi intramidollari C6-C7 e D4-D8; uno extradurale lombare (in soggetto operato in età pediatrica per mielomeningocele); I'ultimo, intradurale cono-cauda L2-L4. Tutti i pazienti sono stati trattati chirurgicamente con buon risultato anche dopo eteresi subtotale. Va sottolineato che oggi la RM rappresenta la procedura diagnostica di scelta poichè oltre che fornire precise informazioni circa la localizzazione, I'estensione ed i rapporti della neoplasia ne delinea anche la tipizzazione istologica grazie al suo tipico comportamento di segnale (iperintensità in Ti che decade in T2). Infine, per quanto concerne l'aspetto chirurgico va richiamato che anche la letteratura più recente è concorde nel segnalare che un'asportazione totale è quasi sempre impossibile e che, d'altra parte, è esperienza comune che anche l'asportazione subtotale consente la risoluzione dei sintomi anche per lungo tempo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Paterniti, E. Macrì, D. Sacco, S. Cambria |
- Lo Studio Italiano Di Prevenzione Dello Stroke Con Eparina A Basso Dosaggio: Aspetti Metodologici E Caratteristiche Basali
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1), 147-150, 1995 | | Titolo | Lo Studio Italiano Di Prevenzione Dello Stroke Con Eparina A Basso Dosaggio: Aspetti Metodologici E Caratteristiche Basali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Gruppo di Studio LDHSPS, Clinica Neurologica e *CIinica Medica, Università degli Studi, Firenze | | Riassunto | Lo Studio Italiano di Prevenzione dello Stroke con Eparina a Basso Dosaggio è uno studio multicentrico randomizzato per la valutazione della efficacia dell'eparina calcica sottocutanea in trattamento cronico nel prevenire la recidiva di ictus o morte in pazienti con ictus ischemico quale primo evento. Vengono riportati i criteri di inclusione ed esclusione, le caratteristiche basali dei pazieznti in rapporto a fattori di rischio, territorio vascolare dell'ictus, dimensioni dell'infarto e terapie associate nel gruppo dei pazienti trattati ed in quello dei controlli. I dati relativi all'outeome sono tuttora in corso di analisi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Inzitari, G.G. Neri Serneri*, G.F. Gensini*, L. Amaducci |
- Malattia Di Creutzfeldt-Jakob In Italia: Indagine Clinico Epidemiologica Su 40 Casi Riscontrati Nel Periodo Gennaio Dicembre 1993
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 499-505,1995 | | Titolo | Malattia Di Creutzfeldt-Jakob In Italia: Indagine Clinico Epidemiologica Su 40 Casi Riscontrati Nel Periodo Gennaio Dicembre 1993 | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Laboratorio di Virologia: Reparto Infezioni da virus lenti e persistenti, Istituto Superiore di Sanità, Roma | | Riassunto | La Malattia di Creutzfeldt-Jakob (MCJ) è una rara encefalopatia ad eziologia ignota che colpisce soggetti adulti con un'incidenza di 0.5-1 casi per milione di abitanti. Nel gennaio 1993 l'Istituto Superiore di Sanità ha istituito il Registro Nazionale della Malattia di Creutzfeldt-Jakob e sindromi correlate (RNMCJ) al quale vengono segnalati tutti i casi con sospetto clinico di MCJ presenti nel territorio nazionale. Nel primo anno di attività al RNMCJ sono pervenute 47 segnalazioni che hanno permesso di rilevare un'incidenza di 0.7 casi per milione di abitanti. Lo studio clinico-epidemiologico relatiuo ai casi segnalati non ha mostrato particolari caratteristiche cliniche rispetto a quanto riportato in studi di altri Paesi o in precedenti studi epidemiologici italiani, ma ha evidenziato una chiara disomogeneità nella distribuzione dei casi nel territorio nazionale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. D'Alessandro, F. Cardone, R. Petraroli, M. Pocchiari |
- Meningiomi Parasellari. Esempi Per Una Classificazione Chirurgicasemplificata
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 883-993,1995 | | Titolo | Meningiomi Parasellari. Esempi Per Una Classificazione Chirurgicasemplificata | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Servizio di Neurofisiopatologia, Istituto Regina Elena -Roma | | Riassunto | I meningiomi (m.) parasellari possono essere suddivisi in tre gruppi, in base alla loro ubicazione anatomica e alla loro operabilit… ""radicale"". Un primo gruppo comprende i m. sfeno-cavernosi ""veri"", che sono quelli che crescono direttamente nel seno cavernoso (s.c..), spesso a partenza dalla regione gasseriana, con estrinsecazione prevalentemente extradurale e che, nei soggetti neurologicamente integri, vanno considerati non radicalmente operabili senza una morbilit… inaccettabile. E' vero che negli ultimi anni vi Š stato un incremento degli interventi per lesioni endocavernose, cionondimeno non si pu• evitare di considerare che l'infiltrazione dei m. sfeno-cavernosi avviene nei riguardi di tutte le pareti sinusali, e che pertanto la radicalit… oncologica sarebbe ottenibile solo resecando in blocco il s.c. e il suo contenuto.Un secondo gruppo Š costituito dai m. a placca della cresta sfenoidale, che spesso recidivano e che talora richiedono interventi assai importanti. Ciononostante si tratta di lesioni ben aggredibili e con risultati buoni nel lungo periodo, anche in presenza di recidive. Sono tumori tipici del sesso femminile in et… immediatamente pre e post-menopausale, che infiltrano l'osso lungo i canali di Havers, con scarsa componente intradurale. La chirurgia si propone di demolire tutto l'osso tumorale, decomprimendo il canale ottico, la cavit… orbitaria, la fessura sfenoidale superiore, i forami rotondo e ovale e, se necessario, asportare la base della fossa cranica media fino alla regione infratemporale.Il terzo gruppo comprende tutti i m. globosi della regione parasellare. Sono neoplasie tendenzialmente non infiltranti, la cui asportazione chirurgica Š quasi sempre possibile con minima morbilit… e mortalit…. Anche nei casi in cui le immagini preoperatorie possono far pensare a un coinvolgimento della carotide e dei suoi rami, Š quasi sempre possibile la dissezione del tumore dalle arterie. I casi di infiltrazione dell'avventizia sono rari; in questi tale dissezione Š impossibile. Le pareti mediale e superiore del s.c. non sono in genere infiltrate dal m., che pu• essere agevolmente scollato con rispetto delle strutture vascolo-nervose. Sono quindi m. Ia cui asportazione radicale deve essere programmata e perseguita con tenacia a patto di impiegare una tecnica microneurochirurgica corretta. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | Pompili A. e Jandolo B. |
- Meningite Cronica Da Malattia Di Lyme
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41(5), 677-680,1995 | | Titolo | Meningite Cronica Da Malattia Di Lyme | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale S. Antonio Abate - Gallarate (VA) * Divisione Malattie infettive, Ospedale di Circolo - Varese | | Riassunto | Presentiamo un caso di neuroborreliosi manifestatosi con cefalea e paralisi multipla dei nervi cranici, trattata con ceftriaxone per 2 settimane e con amoxicillina-acido clavulanico per 2 mesi. L'evoluzione clinica è stata favorevole con regressione completa della sintomatologia; tuttavia si osservava persistenza di alterazioni infiammatorie e liquorali che ponevano quesiti sulla totale regressione della malattia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Perini, M. Di Falco, E. Mazzalovo, F. Vanzulli, D. Zarcone, G.P. Fiori* |
- Meningiti Carcinomatose: Aspetti Clinici E Decorso In 5 Pazienti Trattati Con Metotrexate Endorachide
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 671-675, 1995 | | Titolo | Meningiti Carcinomatose: Aspetti Clinici E Decorso In 5 Pazienti Trattati Con Metotrexate Endorachide | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurologia, Istituto Regina Elena, Roma | | Riassunto | Da un gruppo di 20 pazienti studiati nel nostro centro dal 1988 al 1993 sono stati selezionati ó casi che presentavano quasi tutti i segni ed i sintomi della meningite carcinomatosa. Tutti i pazienti, con eccezione del caso 5, furono trattati con MTX (10 mglm2) intratecale per via lombare fino alla normalizzazione del quadro citologico liquorale. La paziente 5 fu trattata, con scarso beneficio, solo con radioterapia "whole brain". In questo gruppo di pazienti l'utilità del Metotrexate endorachide introdotto tramite puntura lombare appare confermata. La terapia migliora o stabilizza i sintomi neurologici e probabilmente prolunga la sopravvivenza. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Pietrangeli, L. Bove, P. Innocenti, A. Pace, B. Jandolo |
- Metastasi Del V Paio Dei Nervi Cranici In Corso Di Carcinomatosi Leptomeningea: Studio Rm.
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 433-437, 1995 | | Titolo | Metastasi Del V Paio Dei Nervi Cranici In Corso Di Carcinomatosi Leptomeningea: Studio Rm. | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia e °Divisione di Neurologia, Ospedale Annunziata, Cosenza. | | Riassunto | Si riporta il caso di una donna di 50 anni sottoposta dieci anni prima a mastectomia radicale la quale presenta una sintomatologia caratterizzata da cefalea frontale, ipersonnia, dolore trigeminale a destra, dismetria, deambulazione a base allargata con tendenza alla lateropulsione destra. Due esami RM, eseguiti a distanza di tre mesi l'uno dall'altro, hanno evidenziato una lesione talamica destra, una a livello del peduncolo cerebellare inferiore destro, I'impregnazione contrastografica dell'ependima ventricolare della cella media destra, del III e del IV ventricolo, della leptomeninge bulbo midollare nonché della porzione cisternale del nervo trigemino di destra, indice del suo coinvolgimento metastatico. Il presente lavoro sottolinea l'elevatissima sensibilità della RM dopo somministrazione di m.d.c paramagnetico nell'identificare l'interessamento del V nervo cranico in caso di carcinomatosi leptomeningea con la possibilità, anche, di svelare, come nel caso presentato, la catena patogenetica che ne determina il coinvolgimento. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P L. Lanza, W. Auteri, A. Armentano, A. Petrone°, F. Petrone°, F. Stancati°. |
- Metastatizzazione Per Via Neurogena Del Cavo Di Meckel Da Carcinoma Della Ghiandola Salivare
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 337 -339,1995 | | Titolo | Metastatizzazione Per Via Neurogena Del Cavo Di Meckel Da Carcinoma Della Ghiandola Salivare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale "V. Fazzi" USL LE/1-Lecce | | Riassunto | Il carcinoma adeno cistico (cilindroma) originante in genere da ghiandola esocrine, metastatizza per via ematica o linfatica o per contiguità, mentre la diffusione per via neurogena è rara. Viene descritto un caso di cilindroma della ghiandola salivare che ha metastatizzato attraverso le branche del trigemino nel cavo di Meekel. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. L. Cantisani, G. Caggia, B. Armenise |
- Mielite Trasversa Acuta E Meningoencefalite In Corso Di Infezione Da Micoplasma Pneumoniae. Descrizione Di Un Caso.
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (4), 543-548, 1995 | | Titolo | Mielite Trasversa Acuta E Meningoencefalite In Corso Di Infezione Da Micoplasma Pneumoniae. Descrizione Di Un Caso. | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, * Divisione di Neurochirurgia, ** Servizio di Neuroradiologia, Ospedale di Lecco | | Riassunto | Mielite trasversa acuta e concomitante meningoencefalite sono osservate in un caso di infezione da Mycoplasma pneumoniae confermata dalle indagini sierologiche e nel liquor. Le lesioni demielinizzanti rilevate dalla RM encefalomidollare non sono dissimili da quelle osservate in corso di leucoencefalite postinfettiva. Si ritiene pertanto che un meccanismo immunitario umorale o cellulo-mediato possa esserne responsabile. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Marotta, A. Taborelli*, M. Pontiggia*, A. Lunghi**, V. Ballarini** |
- Miopatia Tireotossica Acuta Iatrogena (Da Amiodarone): Descrizione Di Un Caso
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41(5), 647-649,1995 | | Titolo | Miopatia Tireotossica Acuta Iatrogena (Da Amiodarone): Descrizione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, * Divisione di Medicina Generale, Ospedale Civile di Voghera, USL 44 | | Riassunto | Descriviamo il caso di una paziente di anni 80 giunta all'osservazione per tetraparesi con caratteri di miopatia prossimale insorta in modo acuto in corso di terapia cronica con amiodarone in cui venne riscontrato un quadro di ipertiroidismo la cui correzione farmacologica portò alla risoluzione del quadro miopatico ed endocrinologico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Magrotti, G. Borutti, G. Frascaroli, M. Frascaroli* |
- Modificazioni Della Risposta Simpatico-Cutanea Da Stimolazione Trigeminale Indotte Da Benzodiazepine
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2) 309-312, 1995 | | Titolo | Modificazioni Della Risposta Simpatico-Cutanea Da Stimolazione Trigeminale Indotte Da Benzodiazepine | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica dell'Università di Ancona * Reparto di Neurologia, Ospedale civile di Fermo (AP) | | Riassunto | L'attivazione sincrona delle ghiandole sudoripare esocrine, in seguito a stimoli di varia natura determina, in via riflessa, una variazione del potenziale elettrico cutaneo denominata risposta simpatico-cutanea (RSC). Scopo della nostra ricerca è verificare se le benzodiazepine, agendo su strutture encefaliche che costituiscono il substrato organico dell'emotività, siano in grado di modificare la RSC. I risultati ottenuti evidenziano una costante considerevole riduzione dell'ampiezza della RSC, dopo somministrazione di diazepam. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Paladini, R. Dellantonio*, A. Cinti, D. Tulli, L. De Dominicis |
- Monitoraggio Cardiaco Nell'ictus Acuto
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1), 225 -227,1995 | | Titolo | Monitoraggio Cardiaco Nell'ictus Acuto | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Medicina d'Urgenza e Pronto Soccorso, * Patologia Speciale Medica Policlinico S. Orsola Malpighi, Bologna | | Riassunto | L'ictus ischemico è talora responsabile di turbe del ritmo, che si verificano indipendentemente dalla presenza di una concomitante patologia cardiaca. 69 pazienti con ictus osservati consecutivamente entro 8 ore dall'esordio dei sintomi neurologici, sono stati sottoposti a ECG basale, monitoraggio Holter per le prime 48 ore ed ecocardiografia transesofagea. In un certo numero di casi (16%) sono state documentate, entro i primi due giorni di ricovero, turbe del ritmo e alterazioni della ripolarizzazione che non erano presenti al momento dell'ingresso. In base alla nostra esperienza, il monitoraggio cardiologico continuo riveste un ruolo insostituibile nella valutazione del paziente con ietus ischemico in fase acuta, consentendo un immediato intervento terapeutico nei casi con aritmiepiù severe. Viene inoltre confermata l'utilità della associazione ecocardiografia-monitoraggio cardiaco per la precoce identificazione del trattamento antiischemico più appropriato nei pazienti con alterazioni elettrocardiografiche correlate a danno miocardico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Re, C. Lanzarini, N. Binetti, V. Tomassetti*, M. Miglioli |
- Monitoraggio Eeg Durante Tilting Test Nella Valutazione Degli Episodi Di Perdita Di Coscienza A Genesi Non Definita. Dati Preliminari
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 793-796,1995 | | Titolo | Monitoraggio Eeg Durante Tilting Test Nella Valutazione Degli Episodi Di Perdita Di Coscienza A Genesi Non Definita. Dati Preliminari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche, *Dipartimento delle malattie del cuore Azienda Ospedaliera San Filippo Neri, Roma. | | Riassunto | L'utilità dell'Head Up Tclting Test nella diagnosi di sincope vasovagale è ben nota ma sono disponibili pochi dati sia sulle modificazioni dell'attività bioelettrica cerebrale che intervengono nel corso della sincope sia sulla specificità della metodica a differenziare tra le differenti forme di sincope e l'epilessia. Noi abbiamo studiato 75 pazienti con ricorrenti episodi di perdita di coscienza non diagnosticati con il monitoraggio EEG durante Tilting Test (ortostatismo a 60° per 45' con monitoraggio ECG e della PA). Nei 25 pazienti con esame positivo per comparsa di perdita di coscienza sono state registrate modificazioni dell'EEG di base con pattern specifici per la sincope vasovagale, vasodepressiva e l'epilessia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Conti, F. Ammirati*, G. Di Battista, E. Ferraro, F. Fiume Garelli, M. Santini* |
- Monitoraggio Plasmatico Della L-Dopa: Utilizzo Clinico In Pazienti Parkinsoniani
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 41 (5), 753-757, 1995 | | Titolo | Monitoraggio Plasmatico Della L-Dopa: Utilizzo Clinico In Pazienti Parkinsoniani | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Antonio Benedetti, Villa Margherita, Vicenza ° Dipartimento di Neuroscienze, Osp. S. Filippo Neri, Roma * Dipartimento Scienze Neurologiche, Università "La Sapienza" Roma | | Riassunto | La necessità di ottimizzare la terapia farmacologica della malattia di Parkinson ha indotto da un lato la comparsa di formulazioni particolari della L-DOPA (a rilascio controllato o rapidamente assorbibili perché liquide) ed al tempo stesso ha reso necessario il monitoraggio del tasso plasmatico della L-DOPA dopo assunzione del farmaco nelle varie formulazioni. Vengono riportati i dati relativi a 100 pazienti trattati con L-DOPA e seguiti nel profilo plasmatico del dosaggio del farmaco. Questo studio appare utile nella prospettiva di individuare posologie e vie di somministrazione di L-DOPA efficaci in specie per i pazienti con più lunga storia di malattia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.P. Nordera, A. Monge, L. Barbato, A. Bolner , R. Bogoni, G. Neri°, F. Stocchi* |
- Mononeuropatia Del N. Soprascapolare. Studio Clinico Ed Elettrofisiologico Di 5 Casi
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 823-828, 1995 | | Titolo | Mononeuropatia Del N. Soprascapolare. Studio Clinico Ed Elettrofisiologico Di 5 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Scienze Neurologiche, Università di Siena * Serv. di Medicina dello Sport, USL 7 Siena | | Riassunto | Riportiamo 5 casi di mononeuropatia del n. soprascapolare, di cui uno con un danno selettivo della branca inferiore. Nei primi due pazienti (un uomo di 55 e una donna di 52 aa.) non è stato possibile individuare la causa. n 3° caso riguardava una praticante di body-building che, dopo una pesante seduta di allenamento ai bilancieri, auvertì intenso dolore alla spalla, seguito il giorno dopo da evidente deficit della rotazione esterna del braccio. n 4° (uomo di 34 aa.) dopo un prolungato sforzo (gara di lancio di pietre tra amici), ed il 5° (uomo di 79 aa.), dopo sollecitazione acuta dell'articolazione della spalla contro una resistenza (tentativo di sfilare un chiodo da un muro), lamentarono il giorno dopo deficit di abduzione e rotazione esterna del braccio. L'EMG e lo studio delle laíenze motorie dimostravano un danno del solo n. soprascapolare, nel 3° caso a carico della sola branca inferiore. Negli ultimi 4 pazienti il follow-up a due-sei mesi dimostrò un recupero pressocchè completo in due e parziale in u no, mentre nella donna di 62 aa. il deficit rimaneva insariato. Si sottolinea come forti e repentine sollecitazioni dell'articolazione della spalla possano, al pari delle compressioni croniche, provocare una neuropatia del n. soprascapolare in soggetti allenati e non. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Mondelli, P. Della Porta, G. Martelli*, S. Parlanti, A. Rossi |
- Mononeuropatia Del N. Surale Conseguente A Neuroma E A Panarterite Nodosa: Studio Clinico, Elettrofisiologico E Trattamento Di Quattro Casi
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 41 (2) 297-302,1995 | | Titolo | Mononeuropatia Del N. Surale Conseguente A Neuroma E A Panarterite Nodosa: Studio Clinico, Elettrofisiologico E Trattamento Di Quattro Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Scienze Neurologiche, *U.O. Neurochirurgia, ° Clinica Dermosifilopatica, Università di Siena. | | Riassunto | Riportiamo 4 casi di mononeuropatia del n. surale. Nei primi tre l'esplorazione chirurgica rivelava la presenza di un neuroma di origine traumatica in due casi e iatrogena nel terzo (stripping della vena safena parsa). Nel IIpaziente oltre al neuroma si osservava una compressione estrinseca. La sezione del nervo, I'asportazione del neuroma e l'affossamento del moncone prossimale sotto la fascia o nel ventre del m. soleo comportauano la scomparsa della sintomatologia. Il IV caso riguardava un soggetto affetto da panarterite nodosa. Nel corso di una recidiva cutanea agli arti inferiori egli lamentava parestesie dolorose nel territorio del n. surale sinistro. Lo studio elettrofisologico dimostrava un danno mielino-assonale lungo tutto il decorso del n. surale sinistro, più spiccato distalmente, escludendo un interessamento sistemico del SNP. La terapia cortisonica migliorava il quadro clinico, ma non quello elettrofisiologico. Si sottolinea come, in tutti i casi riportati, lo studio delle velocità di conduzione abbia consentito di identificare il sito preciso del blocco, parziale o totale, della conduzione fornendo, inoltre, nei primi 3, al chirurgo, una precisa indicazione di sede. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Mondelli, F. Reale*, C. Romano°, P. Della Porta, A. Rossi |
- Neurofibromatosi E Risonanza Magnetica Cerebrale: Immagini Di Alterato Segnale In Pazienti Asintomatici
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 415- 420,1995 | | Titolo | Neurofibromatosi E Risonanza Magnetica Cerebrale: Immagini Di Alterato Segnale In Pazienti Asintomatici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirurgia Università di Milano *Servizio di Neuroradiologia Ospedale Policlinico IRCCS ** Divisione di Neurologia Ospedale San Carlo Borromeo, Milano. | | Riassunto | L'uso sempre più esteso della Risonanza Magnetica per lo studio delle patologie a carico del s.n.c nei pazienti affetti da Neurofibromatosi ha portato alla scoperta di alterazioni di segnale non accompagnate da sintomatologia clinica e di non sicura interpretazione. Gli autori presentano cinque casi di pazienti portatori di Neurofibromatosi di ti po 1 in cui la NMR cerebrale, eseguita per sari motivi, ha rivelato la presenza di alterazioni asintomatiche che fino ad oggi non hanno subito evoluzione. In tre di essi le alterazioni riscontrate rientrano nella definizione degli Unidentified bright objects (UBO’s), ossia aree caratterizzate da segnale iperintenso in T2, senza o con scarso effetto massa, che possono rappresentare o zone di ritardata mielinizzazione o displasia cerebrale o addirittura tumori a basso grado di malignità. Iprimi due sono pazienti di sesso maschile, di 29 e 34 anni, portatori di neurofibromi periferici, che hanno eseguito l'esame a scopo presentivo e in cui le zone di iperintensità sottocorticali sono state localizzate rispettivamente in sede parietale posteriore bilaterale e in sede parietale destra. La terza paziente, donna di 28 anni, è stata sottoposta a NMR a causa di ripetuti episodi di perdita di conoscenza e l'immagine iperintensa è stata riscontrata in sede occipitale sinistra. Negli altri due pazienti le alterazioni sono risultate di tipo differente. Nella prima, adolescente di 14 anni, operata dieci anni prima di asportazione di glioma dell'ottico, la NMR di controllo eseguita tre anni fa ha rivelato la presenza di piccole alterazioni tondeggianti iperintense in sede subependimale a livello dei ventricoli laterali bilateralmente e nel tronco. Le dimensioni di tali lesioni sono rimaste invariate nei controlli successivi e asintomatiche. L'ultima paziente, donna di 68 anni, fu sottoposta a TAC cerebrale tredici anni fa a causa di episodi sincopali e l'esame dimostrò un'ipertrofia dei nervi ottici e del chiasma. I controlli successivi e recentemente anche uno studio NMR hanno confermato il quadro descritto senza segni di evolutività e senza che siano comparse alterazioni del campo visivo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Caroli, C. Arienta, S. Balbi, *F. Resta, **C. Meregalli |
- Neuropatia Autonomica In Bambini Ed Adolescenti Con Diabete Di Tipo I
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 623-426,1995 | | Titolo | Neuropatia Autonomica In Bambini Ed Adolescenti Con Diabete Di Tipo I | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.O. di Neurologia U.S.L. di Pescara, Pres. Osp. di S. Valentino. °Dipartimento di Pedistria. Università di Chieti | | Riassunto | Nell'intento di valutare la presenza di una disfunzione nervosa autonomica cardiovascolare nei bambini e negli adolescenti con Diabete Mellito Insulino-Dipendente, abbiamo studiato 110 pazienti (54 maschi e 56 femmine) e 100 bambini comparabili per sesso ed età. Fra i 110 bambini e adolescenti studiati, 47 hanno mostrato uno o più test patologici; molti pazienti avevano un'anormalità in più di un test. 22 pazienti hanno mostrato un coinvolgimento precoce, 18 pazienti avevano un coinvolgimento definito e 7 un grave interessamento, mentre in tutti i soggetti di controllo fu riscontrato un coinvolgimento precoce. I nostri dati dimostrano che, anche in età pediatrica, può essere presente una disfunzione autonomica cardiovascolare in pazienti diabetici asintomatici e che la variazione della frequenza cardiaca durante la manovra di Valsalva e il rapporto maximumlminimum 30:15 sono gli indici più sensibili per svelare le anormalità autonomiche in età pediatrica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Cutarella, A. Blasetti°, A. Giusti, S. Santini, U. Colangelo |
- Neuropatie Periferiche Associate Alla Infezione Da Hiv. Una Correlazione Neurofisiologica E Clinica
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (4), 507-512, 1995 | | Titolo | Neuropatie Periferiche Associate Alla Infezione Da Hiv. Una Correlazione Neurofisiologica E Clinica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | SRRF USL FR4, UO AIDS USL FR4, Divisione Malattie Infettive Azienda Sanitaria Frosinone | | Riassunto | Differenti parametri elettroneurografici (velocità di conduzione nervosa ed ampiezza del potenziale evocato sensitivo e motorio), sono stati studiati in 53 pazienti affetti da infezione da HIV in differenti stadi di malattia. I pazienti venivano esaminati, allo scopo di determinare la presenza di una neuropatia periferica e di quantificarne il grado, attraverso l'utilizzazione di un protocollo di studio standardizzato comprendente un questionario ed un esame neurologico di routine. Le ampiezze dei potenziali evocati sensitivi e le velocità di conduzione nervosa motoria si presentauano alterate in misura superiore rispetto ai parametri clinici di neuropatia periferica. Le parestesie distali, la riduzione della percezione vibratoria e la riduzione dei riflessi achillei rappresentavano i segni clinici più significativi di neuropatia periferica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Bove, 1. Tersigni, E. Anzalone, P. Fabrizi, L. Sarracino, M. Savo, M.C. Falco |
- P300 Ed Rm Dell'encefalo: Studio Comparativo In 20 Pazienti Con Sclerosi Multipla
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 253-258,1995 | | Titolo | P300 Ed Rm Dell'encefalo: Studio Comparativo In 20 Pazienti Con Sclerosi Multipla | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, *Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Cosenza | | Riassunto | 20 pazienti affetti da SM (15 con SMR-R e 5 con SM progressiva) sono stati sottoposti ad uno studio dei potenziali euocati uditiui evento-correlati (M00), tests neuropsicologici ed RM dell'encefalo. I paz. con SM remittente non presentavano deficits cognitivi ai tests e la P300 risultò nei limiti della norma rispetto ad ungruppo di controllo di 15 soggetti. I 5 paz. con SM progressiua presentavano una P300 alterata con aumento dei ualori della latenza superiori a 3 DS rispetto ai controlli ma ampiezza nella norma, cosi come nella norma risultavano i valori delle altre onde esaminate. La gravità del quadro RM risultava maggiore nei paz. con SM progressiva sia riguardo al processo demielinizzante che all'eventuale presenza di atrofia cerebrale. In questo studio le alterazioni della P300 sono risultate correlabili con la forma clinica di SM, con la presenza di deficit cognitivo, con il quadro RM e con il grado di invalidità. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Petrone, T. Lanza, A. Mollo, F. Petrone, F. Stancati, W. Auteri*, T. Lanza* |
- Paralisi Multipla Degli Ultimi Nervi Cranici Da Tumori Della Regione Latero-Cervicale Alta: Contributo Diagnostico Delle Metodiche Di Immagini E Della Stimolazione Magnetica Transcranica
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 851-857,1995 | | Titolo | Paralisi Multipla Degli Ultimi Nervi Cranici Da Tumori Della Regione Latero-Cervicale Alta: Contributo Diagnostico Delle Metodiche Di Immagini E Della Stimolazione Magnetica Transcranica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Unità di Neurologia e Servizio di Radiologia*, INRCA, Ancona | | Riassunto | I tumori della regione laterofaringea che coinvolgono gli ultimi nervi cranici sono relativamente rari e difficilmente riconoscibili. Descriviamo 3 casi di tumori extracranici della regione laterocervicale alta che mostravano un quadro clinico comune di sindrome laterocondilare posteriore (s. di Collet-Sicard). Il quadro clinico della sindrome di Collet-Sicard è stato complicato dalla associazione di un deficit del VI e VIII nel primo caso e del V e VII nervo cranico nel secondo caso. La presenza di una sindrome di Horner suggerisce un ulteriore coinvolgimento di fibre ascendenti simpatiche, come si è verificato in uno dei nostri pazienti, configurando la cosiddetta sindrome di Villaret. In tutti i pazienti una precisa localizzazione anatomica delle lesioni è stata ottenuta soltanto con la esecuzione di una risonanza magnetica estesa alla regione del collo. Gli stessi pazienti sono stati sottoposti ad un completo esame elettrofisiologico. La stimolazione magnetica transcranica ha consentito di stimolare le fibre motorie del V, VI, VII, XI e del XII neruo cranico, ottenendo una anormale risposta dal lato della lesione. La stimolazione magnetica si è riuelata in questo studio una tecnica utile per l'indagine elettrofisiologica su nervi ineccitabili alla stimolazione elettrica convenzionale e non altrimenti esplorabili. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Pelliccioni, O. Scarpino, M. Guidi, R. Rossi*, A. Manca*, M. Del Gobbo, T. Rossi |
- Paralisi Periferica Del Nervo Facciale Come Sintomo Di Esordio Di Porfiria Acuta Associata A Protoporfiria Eritropoietica Familiare
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 713-717, 1995 | | Titolo | Paralisi Periferica Del Nervo Facciale Come Sintomo Di Esordio Di Porfiria Acuta Associata A Protoporfiria Eritropoietica Familiare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Ematologica, Università di Udine* Div. di Neurologia, Ospedale Civile di Udine** 4 Div. Med., Ospedale Civile di Udine*** Div. Neurologia, Ospedale Civile di Pordenone**** | | Riassunto | Gli Autori descrivono due casi di protoporfiria eritropoietica interessanti un fratello ed una sorella. Sono stati eseguiti ripetuti dosaggi urinari ed ematici delle porfirine nelle differenti stagioni. Vengono discusse la diagnostica differenziale soprattutto con la sindrome di Gunther o porfira eritropoietica congenita e la porfiria acuta evidenziata nella fase acuta della paralisi periferica del facciale sinistro e risolta con la scomparsa della paralisi stessa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Barillari*, D. Romito**, B. Barillari***, B. Lucci**** |
- Paralisi Periodica Ipokaliemica, Sintomo Di Esordio Di Tireotossicosi: Presentazione Di Un Caso
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 41 (5), 651-653,1995 | | Titolo | Paralisi Periodica Ipokaliemica, Sintomo Di Esordio Di Tireotossicosi: Presentazione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, * Divisione di Medicina Generale, Presidio Ospedaliero di Voghera (USSL 44) | | Riassunto | Tra le possibili cause di paralisi periodica ipokaliemica sistomatica è da tenere presente la tireotossicosi, eziologia particolarmente frequente nella razza asiatica. Vogliamo qui presesentare il caso di un paziente in cui a seguito di ricorrenti episodi di paralisi periodica verificata di natura ipokaliemica fu riscontrato un quadro di ipertiroidismo la cui correzione farmacologica portò anche alla risoluzione della sintomatologia neurologica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Magrotti, G. Borutti, M. Rebagliati* |
- Paralisi Periodica Ipokaliemica: Descrizione Di Un Caso Clinico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 655-657,1995 | | Titolo | Paralisi Periodica Ipokaliemica: Descrizione Di Un Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia e ° Servizio di Neurofisiopatologia O.O.R.R. Foggia * Ex Ospedale Psichiatrico S. Maria, Foggia | | Riassunto | Gli autori in questo lauoro descrivono il caso clinico di un paziente maschio di 31 anni, con anamnesi familiare negativa per paralisi transitoria, il quale giunge alla loro osseruazione per una paralisi flaccida ai 4 arti insorta dopo un pasto abbondante,uno sforzo fisico ed una esposizione al freddo prolungati. Gli esami di laboratorio evidenziano ipopotassiemia e nel giro di 4 - 5 giorni la paralisi regredisce completamente. Dopo pochi giorni però, dopo assunzione di cioccolato, la paralisi transitoria si ripresenta seppure in forma molto meno grave. Gli esami specifici a cui il paziente viene sottoposto risultano normali; un test di induzione non riproduce la sintomatologia clinica. Gli autori nelle conclusioni definiscono sporadico il caso da loro osservato e sottolineano che nella patogenesi devono entrare altri fattori non identificati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Candeliere, F. D'Acunio, G. Costantino, T. Lo Muzio, ° A. Tartarino, ° B. Lecce, * D. Ciampanelli, F.P. Rizzitelli |
- Pervieta Del Forame Ovale Diagnosticata Con Il Doppler Transcranico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl.1), 233 - 235,1995 | | Titolo | Pervieta Del Forame Ovale Diagnosticata Con Il Doppler Transcranico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, *Sen/izio di Policardiografia, Ospedali Civili, Brescia | | Riassunto | Quarantuno pazienti ricoverati presso la nostra clinica per ictus ischemico sono stati sottoposti alle due indagini; per 15 di essi la registrazione TCD è stata effettuata in contemporanea al TEE; per 13 pazienti è stata effettuata in tempi diversi con metodica non standardizzata, infine per Impazienti è stata effettuata in tempi diversi con metodica standardizzata. La standardizzazione del metodo consisteva nella iniezione di 20 ml. di soluzione fisiologica, vigorosamente agitata, in bolo, in una vena Antibrachiale, operazione che veniva ripetuta, per un massimo di 10 volte, fino alla visualizzazione al TEE di passaggio di m.d.c. dall'atrio destro al sinistro, oppure alla detezione sonografica al TCD, entro 10 cicli cardiaci dopo l'iniezione, di uno o più segnali iperintensi inscritti nell'onda velocimetrica registrata sull'arteria cerebrale media. Dall'analisi statistica dei risultati emerge che il DTC con metodica standardizzata può raggiungere valori di sensibilità e di specificità del 100% nel rilevare la presenza di pervietà del forame ovale e quindi possiede un'accuratezza diagnostica sovrapponibile a quella del TEE, tecnica considerata finora diagnostica per eccellenza. Questo consentirebbe di sostituire un esame strumentale semiinvasivo qual è il TEE con un esame meno invasivo e sicuramente meglio tollerato per il paziente nell'iter diagnostico di PFO. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.P. Anzola, M. Magoni, E. Renaldini*, M. Guindani, A. Costa, M. Cobelli, S. Masè |
- Piccola Incisione Longitudinale: Risultati A Distanza Nel Trattamento Chirurgico Della Sindrome Del Tunnel Carpale
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 407-414, 1995 | | Titolo | Piccola Incisione Longitudinale: Risultati A Distanza Nel Trattamento Chirurgico Della Sindrome Del Tunnel Carpale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.O. Neurochirurgica 1°, USL 30, Policlinico Le Scotte, Siena | | Riassunto | Vengono riferiti i risultati a distanza soggettivi ed oggettivi di 141 casi consecutivi sottoposti ad intervento per sindrome del tunnel carpale. Tale casistica, enucleata dai 346 interventi eseguiti per tale patologia negli ultimi 10 anni presso la Neurochirurgia 1° del Policlinico di Siena, è particolarmente omogenea in quanto l'intervento è stato eseguito da un solo operatore con una stessa tecnica chirurgica. L'operazione consiste in una piccola incisione (3 cm) cutanea longitudinale in linea con il dito medio dal palmo fino alla piega di flessione del polso; il nervo mediano viene liberato per l'estensione del tunnel carpale e, per via sottocutanea, prossimalmente e distalmente, sempre sotto controllo visivo con ingrandimento di immagine (loupe 3.5 x). In un primo gruppo di pazienti si è usata l'anestesia al plesso con compressione arteriosa al braccio, successivamente l'anestesia locale senza tourniquet. La casistica comprende 24 interventi bilaterali e 2 reinterventi: il numero dei pazienti è quindi di 115, con un rapporto femmine/maschi di 4:1 ed un'età media di 54 anni; 15 pazienti pari all'11%, sono sfuggiti al controllo a distanza ottenuto con visite ambulatoriali o interviste telefoniche. Il follow-up medio è di 28 mesi. La funzionalità della mano è stata recuperata in media in 1.4 mesi. Si è ottenuta una completa o pressocchè completa scomparsa dei sintomi soggettivi preoperatori nel 95% dei casi ricontrollati e il recupero completo o un netto miglioramento dei deficit neurologici preoperatori nel 97% dei casi. I risultati vengono analizzati e messi in relazione con vari parametri preoperatori (sesso, occupazione lavorativa, durata della storia clinica, gravità dei deficit, gravità del danno EMG - tutti i pazienti sono stati operati sulla scorta dell'esame neuroelettrico). Solo la gravità del quadro neurologico è risultata in relaziohe statisticamente significativa con l'esito (p:0.0004). I casi con esito insoddisfacente, le complicazioni ed i reinterventi sono analizzati e discussi. I dati riportati evidenziano che la tecnica chirurgica utilizzata è sicura ed affidabile, con risultati estetici, soggettivi ed oggettivi ottimi. L'anestesia locale, meno rischio sa e meglio sopportata dal paziente, appare da preferirsi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Reale |
- Polineuropat Ia Infiammatoria Cronica: Aspetti Liquorali, Neurofisiologici Ed Istologici
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 243-246, 1995 | | Titolo | Polineuropat Ia Infiammatoria Cronica: Aspetti Liquorali, Neurofisiologici Ed Istologici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Seconda Divisione di Neurologia, Ospedale S. Gennaro, USL 42 * I Clinica Neurologica, Ateneo Federico 11, Napoli | | Riassunto | La polineuropatia infiammatoria cronica (CIP) è caratterizzata da un processo di demielinizzazione ad andamento cronico con periodi di remissione e riacutizzazione. Abbiamo osseruato una paziente di 28 anni che accusava una progressiva ipostenia/ipoestesia agli arti inferiori con successiva estensione ai superiori. Il quadro neurofisiologico era in favore di un marcato e diffuso interessamento delle fibre nervose periferiche di tipo prevalentemente demielinizzante. L'esame del liquor evidenziava un aumento delle IgG. La biopsia del nervo surale evidenziava lieve perdita di fibre mieliniche di grosso calibro ed aspetti di rimielinizzazione, ma non infiltrazione infiammatoria cellulare. L'assenza di formazioni a bulbo di cipolla potrebbe essere spiegata dalla fase iniziale della malattia. È stata osservata una buona risposta al trattamento cortisonico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Sinisi, M. Rubino, L. Serino, D. Mansi, F. Barbieri* |
- Possibilità Dell'impiego Del Doppler Transcranico Nello "Screening" Delle Malformazioni Cerebrovascolari
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 449-453,1995 | | Titolo | Possibilità Dell'impiego Del Doppler Transcranico Nello "Screening" Delle Malformazioni Cerebrovascolari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Policlinico Mater-Domini di Catanzaro Facoltà di Medicina e Chirurgia Unità Operativa di Neurochirurgia *Ospedale di Lamezia Terme USSL ó di Lamezia T. Servizio di Neurologia | | Riassunto | Le malformazioni vascolari intracraniche (MAV) sono più frequentemente diagnosticate mediante TC e/o RM e confermate mediante Angiografia cerebrale. Più recentemente è stato introdotto il Doppler Transcranico (DTC) che permettendo di rilevare la velocità di flusso e la sua pulsatilità nelle arterie cerebrali ha contribuito, in maniera non invasiva e facilmente ripetibile, allo studio dell'emodinamica nelle stesse arterie in condizioni sia normali sia patologiche. Questi metodi sono applicati in pazienti con emorragia sub-araonoidea o intracerebrale, epilessia o deficit neurologici focali. Noi abbiamo utilizzato il DTC in ambito ambulatoriale come primo approccio al paziente che lamentava patologie aminoriX quali cefalea e/o vertigini al fine di saggiare la sensibilità di questo strumento nella diagnostica di primo livello delle MAV intracerebrali. Sono stati esaminati 800 pazienti tra i quali 160 hanno mostrato una alterazione delle resistenze vascolari e/o della uelocità di flusso in uno o più casi e sono stati sottoposti ad ulteriori indagini neuroradiologiche (TC e/o RM ed Angio dell'encefalo) che hanno evidenziato una MAV in 10 casi (6%). L'analisi dei risultati ha dimostrato la concordanza tra reperti ultrasonografici e l'emodinamica del tipo di MAV confermata mediante angiografia. La valutazione conclusiva è incoraggiante nel prosieguo dell'impiego del DTC quale metodica altamente sensibile ed affidabile nello screening della popolazione a “rischio” di MAV offrendo altresì nuove prospettive in un monitoraggio non invasivo e facilmente ripetibile dei pazienti affetti da questa patologia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Volpentesta, A. Lavano, G. Donato, F.A. Perino, A. Veraldi, D. Chirchiglia, G. Caruso*, C.D. Signorelli |
- Precoce Comparsa Di Deficit Cognitivi In Pazienti Con Infezione Da Hiv Ex-Tossicodipendenti Endovena In Stadio Cdc Ii E Iii
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2),155-160,1995 | | Titolo | Precoce Comparsa Di Deficit Cognitivi In Pazienti Con Infezione Da Hiv Ex-Tossicodipendenti Endovena In Stadio Cdc Ii E Iii | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Civile Borgo Trento, Verona *Istituto di Immunologia e Malattie Infettive, Università degli Studi di Verona. | | Riassunto | In corso di infezione da HIV la compromissione del SNC risulta particolarmente frequente. Tra le patologie ad eziologia virale diretta (HIV) estremamente frequente è l'AIDS-dementia complex. Accanto a queste forme di deficit cognitivo globale tipiche delle fasi più tardive della malattia, si sono delle forme minori di deficit cognitivo tipiche delle fasi precoci dell'infezione. In questo studio sono stati studiati 19 pazienti positivi per HIV, ex tossicodipendenti endovena in astinenza da almeno 6 mesi, con patrimonio di linfociti CD4+>500/mm3. Il gruppo di controllo era rappresentato da seggetti con le medesime caratteristiche dei pazienti ma sieronegativi per HIV. Sono stati preventivamente sottoposti alla Scala per la Depressione di Hamilton. Quindi sono stati sottoposti a testatura neuropsicologica comprendente, Mini Mental Scale, Scala per le Demenze di Blessed (parte I e II), batteria per il Deterioramento Intellettiuo di Gainotti e Caltagirone, modificata. Si sono ottenuti i seguenti risultati: soltanto due controlli hanno ottenuto punteggio patologico in un singolo test, tra i pazienti , 4 hanno ottenuto punteggio inferiore al cut-off in un singolo test, altri 6 in più test ed un solo paziente ha ottenuto punteggio inferiore al cut-off in tutti i test somministrati. È stata evidenziata una differenza significatiua tra la percentuale di pazienti che hanno ottenuto punteggio normale in tutti i test (47%) e i controlli che hanno ottenuto i medesimi risultati (90%). Pur non potendo evidenziare un pattern di compromissione cognitiva precoce nell'HIV e pur essendo la casistica limitata, possiamo comunque ritenere auspicabile un accurato esame neuropsicologico sia in fase diagnostica che di follow-up, essendosi dimostrato sensibile a cogliere la precoce compromissione del SNC. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Teresi, G. Gambina, M. Merighi*, G. Di Perri*, M. Mirandola*, D. Fendt*, M.G. Passarin, G.P. Tomelleri, E. Concia*, G. Ferrari |
- Prevenzione Medica E Chirurgica Dello Stroke
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1),161-162, 1995 | | Titolo | Prevenzione Medica E Chirurgica Dello Stroke | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Stroke Unit, Departement of Neurology, Sackler Faculty of Medicine, Tel-Aviv University, Tel-Aviv, Israel | | Riassunto | Lo studio compara i risultati della chirurgia della carotide e delle cure mediche nella prevenzione dello stroke e delle sue recidive, raccolte nella letteratura mentre viene confermata la efficacia della endoarteriectomia nel migliorare gli esiti nei pazienti con stenosi carotidea uguale o superiore al 70% non vi sono dati a favore della opportunità di trattare pazienti asintomatici con un grado più basso di stenosi. Nell'ambito delle terapie mediche e della terapia antiaggregante in particolare ui sono delle buone possibilità. Una superiorità della aspirina nei confronti della ticlopidina sembra legata ai maggiori costi di quest'ultima. Le dosi giornaliere dell'aspirina uariano da 50 a 350 mg e più. Nei pazienti con fibrillazione atriale i migliori risultati possono essere ottenuti con un trattamento anticoagulante con warfarina. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | N.M. Bornstein |
- Previsione Clinica Della Trasformazione Emorragica Dell'infarto Cerebrale Ischemico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41(Suppl.1),187 -191,1995 | | Titolo | Previsione Clinica Della Trasformazione Emorragica Dell'infarto Cerebrale Ischemico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università degli Studi, Brescia | | Riassunto | Quarantasei pazienti ricoverati presso la nostra clinica per ictus cerebrale ischemico sono stati sottoposti a studio prospettico mediante TAC cerebrale ed esame obiettivo neurologico secondo la Canadian Neurological Scale (CaNeSc) effettuati in 3 tempi nell'arco dei 40 giomi successivi all'evento acuto. In base alle modalità di manifestazione clinica dell'ictus si sono individuate 4 diverse sindromi: TACI (Infarto totale del Circolo Anteriore), PACI (Infarto Parziale del Circolo Anteriore), LACI (Infarto Lacunare), POCI (Infarto del Circolo Posteriore) come proposto da Bamford e coll. Quindi si è studiata la frequenza con cui i 4 sottotipi di infarto ischemico vanno incontro a trasformazione emorragica e la possibile correlazione di tale evento con il decorso clinico dell'ictus. Globalmente abbiamo osservato una frequenza di trasformazione emorragica del 18% al terzo follow-up, secondo un profilo che aumenta in modo costante nel tempo, ma mentre nei TACI tale evoluzione sembra condizionare un peggioramento delle condizioni cliniche del paziente, nei PACI sembra associarsi ad un miglioramento del quadro neurologico. Nei LACI la trasformazione emorragica, che avviene nel 12% dei casi e precocemente, non appare modificare significativamente il decorso dell'ictus. Nessuno dei POCI è andato incontro ad infarcimento emorragico. La frequenza di trasformazione emorragica non è risultata significativamente correlata con il tipo di terapia (anticoagulante e/o antiaggregante) praticata durante la degenza, né con i fattori di rischio vascolare presenti, né con i valori di PT, PTT, ematocrito e pressione arteriosa riscontrati all'ingresso. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.P. Anzola, A. Costa, M. Magoni, S. Masé, M. Guindani, M. Cobelli |
- Protocollo Di Valutazione Combinata Elettrofisiologica E Radiologica Nei Disordini Della Continenza Fecale
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 841-849,1995 | | Titolo | Protocollo Di Valutazione Combinata Elettrofisiologica E Radiologica Nei Disordini Della Continenza Fecale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Unità di Neurologia e Servizio di Radiologia* - INRCA, Ancona | | Riassunto | La diagnostica strumentale del piano perineale che indaga la efficienza sfinteriale necessita di un coinvolgimento specialistico multidisciplinare. Il nostro studio è finalizzato alla definizione di un protocollo diagnostico basato sull'utilizzo di differenti tecniche elettrofisiologiche applicate alla valutazione dell'integrità dei pathways afferente ed efferente al pavimento pelvico, combinate con la metodica radiologica della defecografia. A tale scopo sono riportati i risultati ottenuti con tale metodica in tre pazienti con disordini della continenza fecale. Il protocollo elettrofisiologico prevede la registrazione del riflesso pudendo-anale, dei potenziali evocati sensoriali per stimolo del n. dorsale del pene o del clitoride e per stimolo anale, dei potenziali evocati motori per stimolo magnetico transcranico e lombosacrale e la effettuazione di un esame elettromiografico dello sfintere. I casi presentati sono esempi di danno neurogeno a differenti livelli del pathway afferente-efferente allo sfintere anale, identificati mediante il protocollo elettrofisiologico e radiologico proposto. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Pelliccioni, O. Scarpino, V. Piloni* |
- Quadri Neuroradiologici Atipici Di Meningiomi. Correlazioni Istologiche.
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 895-900,1995 | | Titolo | Quadri Neuroradiologici Atipici Di Meningiomi. Correlazioni Istologiche. | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirurgia Universit… di Milano; *Divisione di Neurochirurgia e **Servizio di Anatomia e Istologia Patologica Ospedale Fatebenefratelli Milano. | | Riassunto | Gli autori presentano due casi di meningiomi endocranici in cui le immagni neuroradiologiche preoperatorie (TAC/RMN) erano suggestive di altra patologia e in cui la diagnosi istologica ha invece documentato la presenza di meningimi tipici.Nel primo caso di tratta di una donna di 54 anni, sottoposta ad irradiazione in et… giovanile per tinea capitis e gi… operata una prima volta quattro anni prima di asportazione di meningioma della convessit… frontale destra. Sottoposta a indagini neuroradiologiche di controllo, la Risonanza Magnetica aveva dimostrato gi… dopo due anni la presenza di una seconda lesione espansiva con caratteristiche differenti rispetto a quella precedentemente diagnosticata e operata, in quanto si trattava di un'immagine ipointensa (e ipodensa alla TAC senza presa di contrasto) in sede parietale parasagittale sinistra che all'intervento (eseguito dopo altri due anni) risult• essere anch'essa un meningioma (di tipo meningoteliomatoso). L'anno seguente alla paziente fu asportato un terzo meningioma con caratteristiche radiologiche analoghe a quelle del primo. A nove anni dal primo intervento la paziente gode buona salute.La seconda paziente, donna di 55 anni, ricoverata per crisi parziale motoria sinistra poi generalizzata ed emiparesi post-critica, presentava alla TAC un'immagine di lesione espansiva plaricistica frontotemporale destra con effetto massa, suggestiva di neoplasia maligna intrinseca. All'intervento chirurgico la neoplasia si dimostr• essere extracerebrale, adesa alla dura dello pterion, alla piccola ala e alla convessit… fronto-temporale des tra . La diagnosi istologica fu di meningioma senza peraltro caratteristiche di atipia.Vengono discussi gli aspetti neuroradiologici che possono condurre ad una diagnosi pre-operatoria errata e le correlazioni con eventuali caratteristiche istologiche peculiari. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Caroli, S. Balbi, N. Romanazzi*, F. Sparacio*~, C. Arienta |
- Recidive Di Ictus Fra I Vari Sottotipi Di Infarto Cerebrale
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl.1), 15-20,1995 | | Titolo | Recidive Di Ictus Fra I Vari Sottotipi Di Infarto Cerebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Consultant and Senior Clinical Lesturer in Cerebrovascular Medicine, St James's University Hospital, Leeds, United Kingdom | | Riassunto | L'importanza del riconoscimento di sottotipi nella nosografia dell'ictus ischemico è oramai generalmente accettata e dimostrata anche dagli studi di followp-up. Tali sottotipi possono essere identificati su base etiologica, in rapporto alla sede dell'occlusione vascolare o alla sede dell'ischemia parenchimale. Sulla base di quest'ultimo criterio, I'Oxford Community Stroke Projeot (OCSP) ha classificato gli infarti in: lacunari (LACI), dell'intero distretto vascolare anteriore (TACI), di parte del distretto vascolare anteriore (PACI) e del circolo posteriore (POCI). I criteri classificativi topografici ed etiologici devono essere considerati complementari nel fornire indicazioni in merito all'approfondimento diagnostico ed al trattamento. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | J.M. Bamford |
- Reperti Autoptici In Due Casi Di En Cefalomiopatia Mitocondriale
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 661-666,1995 | | Titolo | Reperti Autoptici In Due Casi Di En Cefalomiopatia Mitocondriale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Anatomia Patologica, Università degli Studi Milano | | Riassunto | Il termine "malattie mitocondriali» comprende un gruppo eterogeneo di disordini nei quali una disfunzione mitocondriale è sospettata o provata da crteri morfologici, genetici o biochimici. Clinicamente, questi disordini progressivi interessano l'apparato muscolare singolarmente (miopatie mitocondriali) o in associazione ad altri organi, più frequentemente l'encefalo (encefalomioptie). Riportiamo due casi. CASO 1: soggetto di sesso maschile, di anni 46, a cui era stata diagnosticata una miopatia mitocondriale dall'età di 26 anni, che presentava ipostenia ai quattro arti, acidosi lattica, disturbi cardiaci, morto per insufficienza cardio-respiratoria. Il riscontro autoptico ha evidenziato infarto miocardico laminare settale, ipertrofia cardiaca (600 g), diatesi emorragica pluriviscerale, epatosplenomegalia, polmonite e ade noma ipofisa rio prolattino-secernente . CASO 2: soggetto di sesso maschile, di anni 63, a cui era stata diagnosticata, 11 anni prima, una encefalomiopatia mitocondriale con interessamento cardiaco (portatore di pace maker), retinopatia pigmentosa e acidosi lattica. n riscontro autoptico ha euidenziato rammollimento dei nuclei della base, tromboembolia polmonare e cardiomiopatia ipertrofica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | I. Martini, C. Fava, D. Vergani, M. Vanini, T. Masini |
- Reperto Morfofunzionale Nel Tia Carotideo
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 373-375,1995 | | Titolo | Reperto Morfofunzionale Nel Tia Carotideo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.O. Neurologia ~U.O. Med. Nucleare Ospedale di Legnano, U.S.S.L. Nr. 70 | | Riassunto | Le metodiche flussimetriche, quali la Tomografia ad Emissione di Singolo Fotone (SPECT HM-PAO) hanno permesso di definire, con alta sensibilità, aree di ipoperfusione focale in corso o a distanza di eventi ischemici reversibili a TC negativa. Riportiamo la nostra esperienza riguardante 55 pazienti affetti da T.I.A. studiati con SPECT e TC, correlandone i dati clinici, morfologici e funzionali. I nostri risultati confermano l'utilità della SPECT (positiva nel 61% dei pazienti, del tutto asintomatici all'atto dell'esame) nello studio clinico-prognostico del T.I.A. carotideo | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M.V. Calloni, R. Freschi, A. Giorgetti, R. Morini, P. Perrone, L. Politini, P. Secchi, G. Mariani, M. Andruccioli* |
- Sarcoidosi Ad Iniziale Localizzazione Colecistica E Muscolare
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 725-729, 1995 | | Titolo | Sarcoidosi Ad Iniziale Localizzazione Colecistica E Muscolare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Ematologica, Università di Udine* 2 Div. Med.** Div. di Pneumologia*** 4 Div. Med.**** 2 Div. di Chirurgia Generale, Ospedale Civile di Udine***** Div. Neurologia, Ospedale Civile di Pordenone*****% | | Riassunto | Gli Autori deserivono un caso di sarcoidosi del colletto della colecisti diagnosticata nel corso di un intervento per calcolosi della colecisti stessa. In questa occasione viene eseguita anche la asportazione, per esame istologico, di un nodulo presente saltuariamente da qualche settimana al muscolo quadricipite della gamba destra: questo rilievo segue di diversi mesi l'inizio delle coliche biliari. Il paziente, affetto da frequenti e prolungate coliche da circa otto mesi, ha sempre rifiutato la colecistectomia e viene ricoverato in reparto medico per ulteriori accertamenti sulla natura di una mialgia ehe interessa saltuariamente da qualche settimana l'arto inferiore destro. Viene anche riferita la trasformazione cheloide, l'arrossamento ed il prurito di alcune cicatrici in corrispondenza del ginocchio destro ove era stato operato per frattura a seguito di incidente stradale: questo rilievo segue in rapida successione l'inizio delle coliche biliari. La evoluzione della malattia alla forma sistemica ha portato all'interessamento dei polmoni, della cute, delle piccole articolazioni delle mani, della colonna lombare e delle congiuntive: il tutto nello spazio di due anni dalla prima diagnosi. Vengono riportati gli esami istologici, strumentali, radiologici, scintigrafici e di laboratorio praticati, la risposta al trattamento steroideo e la ulteriore evoluzione della malattia. Il paziente, operato nell'ottobre del 1988, lamenta tutt'ora una continua dolorabilità poliarticolare associata alla persistenza della adenopatia ilare bilaterale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Barillari*, O. Manazzone**, A. Pasquadibisceglie***, B. Barillari****, B. Di Bello*****, B. Lucci****** |
- Sclerosi Laterale Primaria: Una Diagnosi Possibile?
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 225-227, 1995 | | Titolo | Sclerosi Laterale Primaria: Una Diagnosi Possibile? | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Ospedale Torrette di Ancona | | Riassunto | Descriviamo il caso di una paziente con un selettivo, progressivo ed isolato deficit della via corticobulbospinale. L'esordio della malattia è stato all'età di 49 anni; la paziente non ha fattori di rischio per patologie vascolari. È stata posta diagnosi di Sclerosi Laterale Primaria dopo un follow-up di circa 10 anni ed un'ampia ricerca clinico-strumentale di altre cause note di deficit isolato della viapiramidale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Del Pesce, E. Pucci, L. Catena. M. Bartolini, R. Cesarano |
- Sindrome Della Cauda Da Spondilodiscite Lombare Ed Ascesso Epidurale: Considerazioni Su Dl Un Caso Clinico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 941-947,1995 | | Titolo | Sindrome Della Cauda Da Spondilodiscite Lombare Ed Ascesso Epidurale: Considerazioni Su Dl Un Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Civile ""F. Ferrari"" Casarano (Lecce) | | Riassunto | La spondilodiscite, anche se raramente, pu• associarsi ad infezione dello spazio epidurale, la quale, a sua volta, pu• essere responsabile di deficit neurologici, talora gravi ed irreversibili e pertanto richiedere una diagnosi precoce.Controverso Š il trattamento terapeutico pi— idoneo anche se, nei casi ove si ravvisino pi— metameri con estesa epidurite, assenza di significativi deficit neurologici, paraplegia da pi— di tre giorni), taluni adottano un atteggiamento conservativa A tal proposito, ci sembra opportuno segnalare che l'ultimo criterio non Š valido in assoluto.Riportiamo infatti, il caso di una paziente paucisintomatica sino alla comparsa di paraplegia ed incontinenza sfinterica globale insorte circa una settimana prima del ricovero, affetta da spondilodiscite L2-L3 ed ascesso epidurale, trattati con antibioticoterapia mirata risultata inefficace, in cui l'intervento chirurgico ha consentito un completo recupero funzionale dei deficit neurologici.Riteniamo, pertanto, in base alla nostra esperienza, che la spondilodiscite dovrebbe essere tenuta sempre presente nella diagnosi precoce del low back pain e che l'ascesso epidurale lombare dovrebbe essere trattato chirurgicamente anche in presenza di deficit neurologici apparentemente stabilizzati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Toscano, A. Muscetra, D. Cassito, G. Di Pierro |
- Sindrome Demenziale Reversibile In Paziente In Trattamento Con Litio: Evidenza Di Neurotossicita Con Normale Litiemia
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 731-739, 1995 | | Titolo | Sindrome Demenziale Reversibile In Paziente In Trattamento Con Litio: Evidenza Di Neurotossicita Con Normale Litiemia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Policattedra delle Malattie del Sistema Nervoso, Clinica Neurologica Ospedale Pegionale di Torrette, Ancona. | | Riassunto | Viene descritto il caso di una paziente 71 enne affetta da disturbo bipolare, in trattamento con 900 mgldie di carbonato di litio da 2 anni, giunta alla osservazione per deficit mnesici, disturbi faso-pratto-gnosici ed incontinenza urinaria. Tale sintomatologia, ad andamento progressivo, era esordita 3 mesi prima su una condizione di eutimia, in assenza di malattie intercorrenti o modificazioni terapeutiche. Controlli ripetuti della litiemia risultarono nel range terapeutico e l'EEG mostrò marcato e diffuso aumento dell'attiuità lenta con frequente ricorrenza di sharp-waues e punte bi-trifasiche isolate o in brevi sequenze. Gli altri esami, tra cui una MRI encefalo, non euidenziarono alterazloni significative ad eccezione di una preesistente encefalopatia uascolare. La sospensione del litio determinò miglioramento dell'EEG (ricomparsa dell'alfa e netta diminuzione delle anomalie irritative) già dopo 10 giorni ed il progressfuo recupero delle funzioni cognitiue nell'arco di 2 mesi. L'esclusione anamnestico-str umentale di altri possibili fattori eziologici di encefalopatia subacuta e la correlazione temporale con il trattamento con litio, ci hanno indotto a ritenere probabile una sua neurotossicità. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Paladini, A. Cinti, L. De Dominicis, E. Pucci, B. Viti, G. Giuliani |
- Sindrome Di Cockayne O Encefalomiopatia Mitocondriale? Discussione Di Un Caso
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 667-670,1995 | | Titolo | Sindrome Di Cockayne O Encefalomiopatia Mitocondriale? Discussione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Istituto Nazionale Neurologico "C. Besta" Milano | | Riassunto | Riportiamo il caso di un uomo di 47 anni che osservammo nel 1980, con una sindrome degenerativa multisistemica ad espressione apparentemente sporadica e ad evoluzione fatale. Alla TAC-encefalo erano presenti estese e simmetriche calcificazioni dei nuclei della base in assenza di alterazioni del metabolismo calcico; la biopsia muscolare, eseguita nel 1972, dimostrò alterazioni istoenzimatiche nelle fibre di tipo I suggestive di una míopatia mitocondriale. L'insieme delle caratteristiche cliniche, quali lesioni oculari, sordità, compromissione neurologica multisistemica e deterioramento mentale con associate calcificazioni dei nuclei della base suggerirono l'ipotesi diagnostica di Sindrome di Cockayne. Una rilettura attuale del caso ci porta a ritenere che il nostro paziente fosse affetto da una encefalomiopatia mitocondriale. Infatti, in tempi più recenti, alla lunga lista di sindromi che si associano alle calcificazioni dei nuclei della base, si sono aggiunte le encefalomiopatie mitocondriali di cui le manife stazioni cliniche del paziente sono altamente suggestive. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Fetoni, D. Testa |
- Sindrome Di Klinefelter Ed Epilessia: Descrizione Di Un Caso E Breve Revisione Della Letteratura
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 191 -196, 1995 | | Titolo | Sindrome Di Klinefelter Ed Epilessia: Descrizione Di Un Caso E Breve Revisione Della Letteratura | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Ospedale Generale Regionale di Torrette, Ancona | | Riassunto | La sindrome di Klinefelter (SK) è un'aberrazione cromosomica caratterizzata dalla presenza di uno o più cromosomi X soprannumerari. La maggiore prevalenza di epilessia nella SK rispetto alla popolazione generale è in discussione e mancano dati circa semeiologia, frequenza delle crisi, correlati EEG e risposta farmacologica. Viene descritto il caso di un 22enne giunto alla osservazione per stato di male generalizzato. Dall'età di 7 anni erano comparse crisi parziali complesse, con secondaria generalizzazione, scarsamente controllate dalla terapia. All'anamnesi ed all'osservazione clinica presenti anche disturbi comportamentali, a ricorrenza intercritica, e ritardo mentale di grado lieve. L'EEG intercritico mostrava isolati complessi punta-onda atipici nelle derivazioni fronto-temporali, ad alterna prevalenza di lato. La RMN encefalica evidenziava soltanto un reperto aspecifico di asimmetria dei ventricoli laterali per sinistra maggiore di destra. Il fenotipo del paziente induceva all'analisi del cariotipo evidenziando un corredo cromosomico 4 7,XXY. Difficile è risultato il controllo soddisfacente del quadro clinico, infine conseguito con fenobarbitale 150 mg, carbamazepina 1800 mg, knitoina 150 mg ed aloperidolo 6 mg/die. Viene inoltre segnalato, durante i 7 giorni di terapia con vigabatrin (VGB) 3 g/die, un incremento, per frequenza e gravità degli episodi critici e dei disturbi comportamentali. Si discutono: (i) la possibile associazione SK-epilessia; (ii) il possibile ruolo del VGB su frequenza e gravità di episodi critici e disturbi comportamentali; (iii) l'ipotesi di una disfunzione del sistema limbico nella SK. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Paladini, A. Cinti, L. De Dominicis, G. Giuliani, E. Pucci, B. Viti |
- Spelling Dyslexia: Revisione Dell'inquadramento Nosografico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 41 (4) 537-542, 1995 | | Titolo | Spelling Dyslexia: Revisione Dell'inquadramento Nosografico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.O. di Neurologia ULSS Pescara, Presidio Ospedaliero di S. Valentino | | Riassunto | Una paziente, portatrice di una lesione ischemica in sede temporo-occipitale sinistra, presentava un quadro clinico costituito da: quadrantopsia laterale omonima superiore destra, spelling dyslexia, simultaneoagnosia, agnosia visiva associativa, agnosia per i colori, modesta afasia anomica, deficit MBT-VV In particolare la spelling dyslexia, spiegata corne sindrome da disconnessione anatomica fra le aree linguistiche dell'emisfero sinistro e le aree visive dell'emisfero destro, secondo un approccio neurolinguistico, può essere considerata conseguenza di una disconnessione funzionale, nell'ambito del modello di lettura normale. La disconnessione interverrebbe tra la fase di presentazione visiva e la successiva analisi visiva delle parole come unità. Alcuni autori negano l'esistenza di una disconnessione, sia essa anatomica che funzionale, ritenendo la spelling dyslexia un deficit dell'analisi visiva delle parole come unità, fase che precede la derivazione del suono o del significato dallo scritto. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Santini, A. Giusti, R. Cutarella, U. Colangelo |
- Stimolazione Dei Cordoni Posteriori Del Midollo E Failed Low-Back Surgery Syndrome
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 395-398, 1995 | | Titolo | Stimolazione Dei Cordoni Posteriori Del Midollo E Failed Low-Back Surgery Syndrome | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di Neurochirurgia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Policlinico Mater Domini, Catanzaro | | Riassunto | La stimolazione elettrica dei cordoni posteriori del midollo (SCS) rappresenta un valido metodo di controllo del dolore neurogenico. Abbiamo sottoposto ad un trial di sti molazione elettrica esterna 18 pazienti che presentavano una lombosciatalgia residua da intervento di ernia discale lombare resistente alla terapia medica. Tutti erano stati sottoposti ad EMG e a PESS, a T.C. ed RMN con m.d.c.: queste ultime indagini avevano evidenziato la presenza di una fibrosi epidurale in 12 casi e di una aracnoidite adesiva in 6 casi. A tutti i pazienti abbiamo praticato infiltrazioni diagnostiche e/o terapeutiche di anestetico, terapia fisica e terapia medica. Nei 14 pazienti in cui la stimolazione esterna di prova ha consentito un miglioramento della sintomatologia algica superiore al 76% abbiamo successivamente impiantato un neurostimolatore definitivo. Il followup.è stato effettuato ogni 3 mesi per il primo anno ed ogni sei mesi per gli anni successi vi. La SCS ha consentito di ottenere un risultato ottimo nel 90% dei casi a 3 mesi dall'impianto definitivo mentre tale percentuale è scesa al 60% a 12 mesi e al 33,7% a 24 mesi. A tali epoche nei rimanenti 40% e 66,3% il risultato è stato buono. Nel follow-up a 48 mesi il 33% dei pazienti presentava un risultato buono mentre il rimanente 67% un risultato soddisfacente. Il controllo della sintomatologia algica ha riguardato sia il dolore lombare che quello sciatico. Con il passare del tempo abbiamo notato un progressivo aumento della intensità di stimolazione necessaria per il controllo del dolore e del tempo medio di uso del neurostimolatore. Le complicanze verificatesi sono state una migrazione dell'elettrodo epidurale ed una erosione cutanea della tasca del neurostimolatore. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Lavano, G. Volpentesta, G. Donato, F.A. Perino, A. Veraldi, D. Chirchiglia, C. D. Signorelli |
- Studio Dei Recettori Dopaminergici Striatali (D2) Con Spect I-Ibzm In 21 Pazienti Parkinsoniani: Correlazioni Cliniche
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2),179 -84,1995 | | Titolo | Studio Dei Recettori Dopaminergici Striatali (D2) Con Spect I-Ibzm In 21 Pazienti Parkinsoniani: Correlazioni Cliniche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, ° Servizio Medicina Nucleare, Arcispedale S.Maria Nuova, Reggio Emilia | | Riassunto | La iodobenzamide (I-IBZM) è un antagonista dei recettori dopaminergici D2 ed è utilizzabile, come tracciante, in stud i con SPECT. La SPECT con IBZM permette d i valutare la densità dei recettori D2: a questo dato è possibile correlare gli aspetti clinici delle malattie del sistema extrapiramidale. Lo studio è stato condotto su 21 pazienti affetti da morbo di Parkinson suddivisi in 3 gruppi: 1. 7 pazienti non in terapia con L-Dopa; 2. 5 pazienti in terapia cronica con L-Dopa zgood-responders, 3. 9 pazienti in terapia cronica con L-Dopa Xpoor-responders" o affetti da sindrome da trattamento cronico con L-Dopa. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a TAC e/o RMN cerebrale. Le nostre conclusioni suggeriscono che non vi sono asimmetrie di uptake del ligando nei pazienti emiparkinsoniani o con segni prevalenti da un lato. Riscontriamo normali valori, o lievemente elevati, di attività D2 nei pazienti in terapia con agonisti dopaminergici o con L -Dopa «good -responders». con eccezione in 2 pazienti con malattia di vecchia data ed in trattamento con bromocriptina. Riduzione dell'uptake nei pazienti “poor responders>>, in particolare, con i più bassi valori in asso auto, in 2 pazienti che sono risultati, ad un controllo clinico a distanza, una Degenerazione Striato Nigrica ed una Paralisi Sopranucleare Progressiva. In più, vi è una stretta corrispondenza tra la riduzione dei valori dell'uptake e la sindrome da trattamento cronico con L-Dopa. A questo ultimo proposito, la SPECT-IBZM pare possa fornire anticipatamente indicazioni sull'insorgenza dei fenomeni ON-OFF stessi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Baratti, D. Salvo°, D. Serafini°, A. Versari°, F. Solimè |
- Studio Di Inibizione Dei Neuropeptidi Vasodilatatori Durante Le Fasi Precoci Del Vasospasmo Postemorragico Sperimentale
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 377 -382, 1995 | | Titolo | Studio Di Inibizione Dei Neuropeptidi Vasodilatatori Durante Le Fasi Precoci Del Vasospasmo Postemorragico Sperimentale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirurgia Università di Milano, Ospedale Policlinico IRCCS | | Riassunto | Il ruolo dei neuropeptidi con proprietà vasoattive nel vasospasmo cerebrale dopo emorragia subaraonoidea sembra rivestire una grande importanza nella genesi e nel mantenimento di tale fenomeno. Vari Autori hanno dimostrato con studi di immunoistochimica come all'emorragia subaraonoidea faccia seguito un fenomeno di deplezione marcata di vari peptidi (Sostanza P (SP), Calcitonin Gene Related Peptide (CGRP), Noradrenalina, ecc.) anche in fase acuta (Arienta, Brain Res Bull, 1991). Per capire se tale fenomeno rappresenti solamente la risposta patologica ad una stimolazione intensa quale è l'emorragia subaraonoidea senza tuttavia significato funzionale, o se invece sia la manifestazione di un meccanismo di difesa all'insulto spasmogeno, abbiamo ideato un disegno sperimentale di inibizione mediante antisieri specifici di due neuropeptidi con proprietà vasodilatatorie marcate (SP e CGRP) iniettati nello spazio subaraonoideo prima dell'emorragia subaraonoidea. In tale studio si vuole anche evidenziare eventuali diff erenze in fase precoce tra i meccanismi vasodilatatori endotelio-dipendenti (caratteristico della SP, che sembra inibito da legami specifici tra messaggeri del segnale recettoriale e l'emoglobina e dipendente dall'integrità dell'endotelio vasale) ed endotelio-indipendente (CGRP, non inibito da emoglobina ed attivo anche nel caso di importante danno endoteliale). Conigli albini di circa 3 Kg di peso sono stati divisi in 4 gruppi sperimentali: 1) Controlli senza ESA, 2) Veicolo + ESA, 3) Anti CGRP + ESA, 4) Anti SP + ESA. In anestesia generale, gli animali sono stati sottoposti, mediante puntura suboccipitale ad iniezione nella cisterna magna di veicolo (Tampone fosfato, gruppo 2) o di antisiero specifico (Gruppo 3 e 4). Dopo circa 15 minuti iniezione in cisterna magna di 1cc di sangue autologo non eparinizzato. Dopo 20 minuti, sacrificio degli animali mediante perfusione intracardiaca, asportazione della basilare per sia transcliuale ed inclusione in resina epossidica dell'arteria. La misurazione dei calibri delle arterie è stata effettuata mediante metodo morfometrico su sezioni di 3-4 di spessore (non meno di 15 sezioni per arteria). I risultati evidenziano come nel gruppo 2 (sham-operated) si uerifica uasospasmo significatiuo rispetto ai controlli. Il uasospasmo è tuttavia più marcato nei gruppi 3 e 4. Tra i gruppi 3 e 4µ non sono evidenti differenze significative nell'entità del vasospasmo. Si può quindi concludere che; (I) La massiva deplezi one di neuropeptidi che si verifica durante le fasi precoci del uasospasmo rappresenta un fenomeno funzionale atto a ridurre l'efficacia degli stimoli spasmogeni. L'inibizione dell'attività di tali peptidi provoca infatti un peggioramento del uasospasmo. (II) Durante la fase acuta del uasospasmo postemorragico il meccanismo di vasodilatazione endotelio-dipendente è ancora attivo. Non esistono infatti differenze significatiue nell'entità del vasospasmo inibendo la SP (endotelio-dipendente) o il CGRP (endotelio- indipendente). L'inattivazione di tale meccanismo si verifica durante fasi più tardive. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Balbi, M. Caroli, C. Arienta |
- Studio Funzionale Del Rachide Cervicale Con Risonanza Magnetica: Tecnica Ed Esperienza Preliminare
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 421-426,1995 | | Titolo | Studio Funzionale Del Rachide Cervicale Con Risonanza Magnetica: Tecnica Ed Esperienza Preliminare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Osp. Casa Sollievo della Sofferenza, San Giovanni Rotondo, Foggia | | Riassunto | Le condizioni di instabilità del rachide cervicale vengono usualmente indagate mediante uno studio radiografico tradizionale, che non fornisce informazioni dirette cir ea lo stato dell'apparato disco legamentoso, del sacco durale e del midollo cervicale. La mielografia convenzionale e la mielo-TC permettono di superare queste limitazioni, ma entrambe sono metodiche cruente ed indaginose. Nel presente studio, condotto con un'apparecchio RM da 0,5 Tesla ed utilizzando materiale di facile reperibilità, abbiamo ottenuto immagini RM di buona qualità del rachide cervicale in condizioni di flessione e di estensione in 15 pazienti affetti da patologie varie del rachide cervicale (malformativa, degenerativa, traumatica). La flessione e l'estensione del rachide veniva autoregolata dagli stessi pazienti, che in nessun caso hanno lamentato disturbi nell'esecuzione dell'esame. È stato sempre effettuato dapprima uno studio del rachide cervicale in posizione standard. I pazienti venivano quindi riposizionati per l'esame funzionale. Sono state ottenute immagini sul piano sagittale ed assiale con spessore di strato di 6 mm mediante sequenze gradient echo T1- e T2*-pesate in 92 secondi per ciascuna acquisizione (il TR, il TE, il flip angle e il numero di misure sono stati rispettivamente 60 e 14 msec, 65° e 8 per le immagini T1-pesate, 60 e 22 msec, 30° e 8 per quelle T2*-pesate). Le informazioni aggiuntive fornite dall'esame funzionale rispetto a quello standard si sono rivelate utili nell'approccio chirurgico dei pazienti che presentavano una stenosi del canale cervicale o malformazioni della giunzione cranio-cervicale ed interessanti dal punto di rista fisiopatologico nei rimanenti casi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M.G. Bonetti, A. Casillo, G.M. Giannatempo, M. Armillotta |
- Studio Prospettico Sulla Profilassi Dell'emicrania Senz'aura: Risultati Preliminari
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 741-743, 1995 | | Titolo | Studio Prospettico Sulla Profilassi Dell'emicrania Senz'aura: Risultati Preliminari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U. O. di Neurologia, USL di Pescara, Pres. Osp. di S. Valentino, Pescara | | Riassunto | Al fine di valutare l'efficacia della Lisuride e della Flunarizina nella profilassi dell'emicrania senz'aura abbiamo studiato in un'indagine prospettica 30 pazienti, dividendoli in 2 gruppi comparabili per età e sesso; i d ue gruppi erano omogenei anche per i sintomi emicranici (senz'aura). Abbiamo valutato i nostri pazienti a intervalli di due mesi dopo l'inizio della terapia profilattica. I nostri dati preliminari dimostrano l'efficacia sia della Flunarizina che della Lisuride nel ridurre la frequenza e l'intensità degli episodi emicranici. Infatti l'analisi statistica effettuata mediante il test della T di Student non mostra differenze significative fra i due gruppi di pazienti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Cutarella, S. Santini, A. Giusti, U. Colangelo |
- Studio Seriato Con Q-Eeg In Un Gruppo Di Pazienti Sottoposti A Tips (Transjugular Intrahepatic Porto Systemic Shunt)
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41(5), 785-792 1995 | | Titolo | Studio Seriato Con Q-Eeg In Un Gruppo Di Pazienti Sottoposti A Tips (Transjugular Intrahepatic Porto Systemic Shunt) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia *Servizio di Radiodiagnostica **Divisione di Gastroenterologia Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle-Cuneo | | Riassunto | Sono stati seguiti 22 pazienti sottoposti a TIPS (Transjugular Intrahepatic Portosystemic Shunt) per mezzo del q-EEG, al fine di determinare l'eventuale insorgenza di encefalopatia epatica o il peggioramento dell'attività elettrica cerebrale; usualmente, il peggioramento è dovuto al diretto transito di sangue intestinale all'encefalo. Il gruppo consisteva di 18 maschi e 4 femmine, età media 57,8 anni, affetti da cirrosi alcoolica o conseguente a epatite autoimmune e sottoposti a TIPS per ascite intrattabile o sanguinamento di varici esofagee. L'EEG-q è stato eseguito prima dell'intervento e dopo 7-14 (18 pts), 30-60 (16 pts), 180 (13 pts) e 360 (8 pts) giorni; lo stadio di grauità della malattia epatica era determinato per mezzo dello score di Child-Pugh; I'encefalopatia epatica era determinata sulla base dei dati clinici ed anamnestici. Prima del TIPS 3 pazienti avevano segni di encefalopatia (13%), e la percentuale non variava in seguito alla procedura (15%); lo score di Child-Pugh dell'intero gruppo migliorava da 8 a ó,3. 15 soggetti (75%) aueuano un EEG patologico prima dell'intervento; dopo 7-60 giorni il 45% dei pazienti era peggiorato, mentre un miglioramento si riscontrava nelle registrazioni più tardive (180-360 giorni). Concludiamo affermando che il periodo medio di peggioramento dell'attività elettrica cerebrale dopo il TIPS è circa 30-60 giorni e che l'EEG-q è un mezzo utile nel valutare l'evoluzione della complicanza encefalopatica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Ambrogio, C. Ferro*, M. Borrelli*, A. Manca**, R. Ferraris**, G.P.Pellegrino, E. Grasso, E. Bracco*, D. Domeniconi**, A. Mattalia** |
- Studio Sonografico Delle Arterie Della Base Cranica Negli Adulti Asintomatici
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1), 229-232,1995 | | Titolo | Studio Sonografico Delle Arterie Della Base Cranica Negli Adulti Asintomatici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica 11, Università degli Studi, Padova, Padova | | Riassunto | Un gruppo di 218 soggetti è stato sottoposto a studio velocitometrico delle arterie delle base cranica con Sonografia Doppler Transcranica (TCD). Nessun soggetto aveva mai presentato sintomi neurologici focali e in tutti i casi l'Eco-doppler dei tronchi sovraortici (TSA) aveva escluso lesioni stenosanti agli assi carotidei e vertebrali extracranici. Inoltre erano assenti tutti i principali fattori di rischio vascolare. Lo scopo dello studio è stato quello di salutare le velocità di flusso ematico e l'indice di pulsatilità delle arterie della base cranica. Sono state studiate le arterie cerebrali medie (MCA), le arterie cerebrali anteriori (ACA) e il segmento P1 delle arterie cerebrali posteriori (PCA-P1). I risultati di questo studio dimostrano una riduzione correlata con l'età della velocità media (mV), un aumento dell'indice di pulsatilità (P.I.) delle MCA e l'assenza di una significativa differenza di lato della mV. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Meneghetti, C. Baracchini, R. Manara, G. Bozzato, B. Marini |
- Studio Sulla Qualita'della Vita Dei Pazienti Neuromuscolari Nella Provincia Di Reggio Emilia
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 237-241,1995 | | Titolo | Studio Sulla Qualita'della Vita Dei Pazienti Neuromuscolari Nella Provincia Di Reggio Emilia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, *Servizio di Statistica Sanitaria Arcispedale Santa Maria Nuova ** Ufficio di Statistica del Comune di Reggio Emilia, ***Consulenza Statistica | | Riassunto | Abbiamo sottoposto 226pazienti affetti da malattie neuromuscolari sia ereditarie che acquisite, ad un questionario comprendente una scala d'invalidità, il livello di scolarità, la posizione lavorativa, la possibilità di recarsi a teatro, al cinema, in vacanza, test per l'ansia e la depressione. Tutti i pazienti sono residenti nella provincia di Reggio Emilia, che al 31/12/92 contava un totale di 424.182 abitanti. Ventiquattro dei 191 pazienti hanno interrotto prematuramente gli studi a causa della malattia. Solo l'alò% ha preso un diploma di scuola media superiore rispetto al 18% della popolazione ed il 4% ha conseguito la laurea contro il 5.9% della popolazione totale dei residenti. Si è osseruata una correlazione lineare tra il grado di insalidità e la possibilità di lavorare. Solamente il 29% dei pazienti è forza di lavoro (mentre nella popolazione generale lo è il 44.9%) e tra questi ben il 43% lavora presso l'amministrazione pubblica contro il 18.9% della popolazione generale. I malati hanno le stesse possibilità di fare vacanze in Italia della popolazione ma si recano più raramente all'estero. Non sono state osservate differenze significatiue per quanto concerne la possibilità di andare al cinema o a spettacoli teatrali e musicali. Ipazienti con inualidità moltograue sono risultati sorprendentemente meno spesso affetti da ansia e depressione patologi che rispetto a quelli con inualidità meno grave. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Guidetti, M. Bondavalli, R. Sabadini, *P. Zanoni, *F. Paderni, ***S. Mammana, N. Marcello |
- Su Due Casi Di Fibrodisplasia Del Cranio Trattati Chirurgicamente
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 949-953,1995 | | Titolo | Su Due Casi Di Fibrodisplasia Del Cranio Trattati Chirurgicamente | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Civile ""F. Ferrari"" Casarano (LE) | | Riassunto | La displasia fibrosa del cranio incide per il 10-27% nella forma monostotica e per il 50% nella forma poliostotica. Gli Autori presentano due casi, il primo in zona 1, e il secondo esteso tra la zona 1 e 2 secondo la classificazione di Chen et al., (1985), trattati chirurgicamente con ricostruzione finale mediante cranioplastica di metil-metacrilato e buon risultato estetico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Cipri, C. Zaccone, D. Rizzo, M. Tripodi, G. Di Pierro |
- Terapia Antiaggregante Nell'anziano Con Tia O Ictus Ischemico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1), 139-146, 1995 | | Titolo | Terapia Antiaggregante Nell'anziano Con Tia O Ictus Ischemico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Department of Neurology, University of Kuopio, Kuopio, Finland | | Riassunto | Base e propositi. Si effettua una analisi dell'effetto dell'età sulla efficacia degli antiaggreganti su pazienti con attacchi ischemici transitori (TIA) o infarti cerebrali. Tale analisi è basata sui risultati dello Studio Europeo sulla Prevenzione dello Stroke (ESPS). Metodi. ESPS ha reclutato 2500 pazienti dopo uno o due TIA o ictus. Una combinazione di dipiridamolo alla dose di 75 mg e di 350 mg di ASA al giorno è stata comparata ccon un placebo per 24 mesi. La riduzione del rischio finale (ictus o morte) è stata valutata in due gruppi di età: sotto i 65 anni (1358 pazienti) e sopra i 65 (1142 pazienti). Risultati. La riduzione era significativamente più elevata fra i pazienti con terapia attiva che fra quelli del gruppo placebo. Considerando unicamente il rischio di ictus, i pazienti più giovani con TIA erano esposti a un rischio minore rispetto a quelli con più di 65 anni o a quelli che avevano presentato un ictus. La riduzione più significativa di rischio globale è stata riscontrata per i pazienti con TIA di età superiore ai 66 anni e per i pazienti con interessamento troncale, sempre sopra i 65 anni. La riduzione del rischio con trattamento OP-ASA era del 40-50% per entrambi i sessi ed in entrambe le fasce di età. Conclusioni. L'età avanzata non diminuisce l'efficacia della terapia antitrombotica. Poiché il rischio di eventi gravi aumenta con l'età i pazienti più anziani si avvantaggiano maggiormente dall'uso di antiaggreganti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | J. Sivenius |
- Terapia Anticoagulante Nella Prevenzione Primaria E Secondaria Dell'ictus
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1),111-118,1995 | | Titolo | Terapia Anticoagulante Nella Prevenzione Primaria E Secondaria Dell'ictus | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Department of Neurology, Hvidovre University Kopenhagen | | Riassunto | La fibrillazione atriale è associata a un rischio 5 volte maggiore di stroke riportabile ad una incidenza annuale di circa il 5%. Nei pazienti con recente infarto miocardico il rischio è più alto non solo per possibilità di decesso o di reinfarto, ma anche per uno stroke. In pazienti con fibrillazione atriale che hanno presentato TIA o stroke il rischio di una recidiva di uno stroke è più alto che in una fibrillazione atriale senza stroke. Cinque recenti studi hanno potuto dimostrare che la warfarina può ridurre il rischio di stroke in pazienti con fibrillazione atriale di circa il 65%. Il rischio di complicazioni per un grave sanguinamento è risultato basso nella maggior parte dei trials. Analisi secondarie riportavano come fattori di rischio anche l'età avanzata, il diabete, la presenza previa di TIA o di stroke ed una storia di ipertensione arteriosa. Pazienti con età inferiore ai 65 anni e senza fattori di rischio presentavano una bassa percentuale di stroke, intorno a 1% annuo. Quest'ultimo stottogruppo di pazienti con fibrillazione atriale è da considerare adatto ad una terapia con aspirina anziché a un trattamento anticoagulante. Uno studio più esteso ha mostrato gli effetti benefici della warfarina in pazienti con recente infarto miocardico in quanto sia la mortalità che la possibilità di reinfarto cosi come di episodi cerebrovascolari venivano significativamente ridotti in confronto con soggetti trattati con placebo. Un recente studio sulla prevenzione di recidiva in pazienti atriali ha dimostrato che la warfarina piuttosto che l'aspirina riduce in modo significativo il rischio di stroke o di altri eventi vascolari e lo studio ha potuto dimostrare anche una incidenza bassa di complicazioni per sanguinamento nei soggetti trattati con warfarina. In conclusione warfarina è efficace sia nella prevenzione primaria che secondaria dello stroke in pazienti con fibrillazione atriale ed anche nel ridurre il rischio di reinfarto, mortalità e stroke in soggetti con recente infarto miocardico, con rischi relativamente bassi di sanguinamento. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Petersen |
- Trasformazione Emorragica Di Ictus Ischemico Acuto: Incidenza E Implicazioni Cliniche
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1), 197-203, 1995 | | Titolo | Trasformazione Emorragica Di Ictus Ischemico Acuto: Incidenza E Implicazioni Cliniche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Department of Neurological Sciences, "La Sapienza» "University, Rome | | Riassunto | Scopo di questo studio è di valutare l'incidenza e gli aspetti TC della trasformazione emorragica dell'ictus ischemico in una serie continua di pazienti esaminati nelle prime ore dall'ictus, non trattati con trombolitici. Inoltre viene posta in rilievo la relazione fra i primi reperti TC e la trasformazione emorragica, in rapporto alla evoluzione clinica. Sono stati studiati 132 pazienti. La prima TC è stata effettuata entro 5 ore dall'evento ictale ripetuta dopo 507giorni. La prima TC è stata valutata alla ricerca della presenza dei primi segni di lesioni ischemiche (ipodensità precoci e segno di iperdensità dell'arteria cerebrale media). La trasformazione emorragica (HI) veniva individuata dalla presenza di aspetti di petecchia (iperdensità multifocali all'interno della ipodensità corrispondente all'area ischemica) e di emorragia parenchimale (simulanti un ematoma intracerebrale). Cinquantasette pazienti (43%) svilupparono una trasformazione emorragica (solo in 3 con aspetti di emorragia parenchimale). Alla prima TC i segni precoci di lesione ischemica erano più frequenti nei casi con evoluzione in HI (93%) che nei pazienti in cui questa evoluzione non si verificava (20%) (p<0, 0001). Nei pazienti con precoci ipodensità è stata osservata una evoluzione peggiore nel 74% dei casi (con 17 decessi e 33 evoluzione poco soddisfacenti), rispetto a quelli con TC negativa, dei quali un soddisfacente decorso si è verificato nel 59% dei casi (p<0,0002). Analogamente il decorso clinico dei pazienti HI era peggiore di quello dei pazienti non HI, con un aggravamento del 58% dei casi (14 decessi e 30 con gravi esiti comparati con i pazienti con HI nei quali si osservava un buon risultato nel 57% dei casi (p<0,0002). I nostri dati documentano una elevata frequenza di trasformazioni emorragiche nei pazienti ischemici non trattati con trombolitici; tale trasformazione dell'ictus non influenza direttamente l'evoluzione clinica, mentre i segni precoci di ischemia alla TC rappresentano il più importante criterio predittivo dello sviluppo di HI e di condizionamento del decorso clinico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Bozzao, S. Bastianello, A. Paolillo, D. Toni, M. Fiorelli, M.L. Sacchetti, C. Argentino, C. Fieschi |
- Trattamento Chemioterapico Dei Linfomi Cerebrali Primitivi
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 351-355,1995 | | Titolo | Trattamento Chemioterapico Dei Linfomi Cerebrali Primitivi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Nazionale Neurologico "C. Besta" Milano. | | Riassunto | I Linfomi cerebrali primitivi del sistema neruoso centrale rappresentano circa l'1% di tutte le neoplasie primitive del SNC. Il trattamento radiante correntemente utilizzato in questa patologia è in grado di ottenere la guarigione nel solo 4% dei casi trattatti. Questo stimola verso nuove modalità di trattamento. Con lo scopo di ritardare al più lungo possibile l'inizio della radioterapia abbiamo valutato in un trial l'efficacia dello schema chemioterapico (M-BACOD) somministrato immediatamente dopo la diagnosi istologica in 17 Pazienti affetti da Linfoma cerebrale primitivo. Dopo due cicli di chemioterapia 12 Pazienti hanno presentato una risposta completa con una scomparsa totale dell'area lesionale alla TC. In 5 di questi il trattamento radioterapico è stato postposto alla ripresa di malattia. Di questi 5 Pazienti, 2 non hanno ancora eseguito la radioterapia, perché liberi da malattia, al 9° e 12° mese dalla diagnosi. Sottolineamo la possibilità di somministrare la radioterapia dopo la chemioterapia alla comparsa della recidiva avendo quindi a disposizione in questo frangente un'altra arma terapeutica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Boiardi, A. Salmaggi, A. Pozzi, L. Chiapparini, G. Broggi, A. Allegranza, A. Silvani |
- Trattamento Chirurgico Dei Processi Espansivi Endorbitari: Revisione Casistica
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 341-344, 1995 | | Titolo | Trattamento Chirurgico Dei Processi Espansivi Endorbitari: Revisione Casistica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale av. Fazzin 0 USL LE/1 0 Lecce | | Riassunto | Viene descritta una serie di 17 pazienti con tumore endorbitario, operati dal 1980 ad oggi, con particolare riguardo alle tecniche chirurgiche usate, che vengono discusse, così come i problemi inerenti alla localizzazione e al tipo della lesione. Si conclude che la tecnica di Kronlein è la migliore. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Caggia, P.L. Cantisani, B. Armenise |
- Trattamento Microchirurgico Della Nevralgia Del Glossofaringeo In Assenza Di Conflitto Neurovascolare. Considerazioni Su Di Un Caso.
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 329-335,1995 | | Titolo | Trattamento Microchirurgico Della Nevralgia Del Glossofaringeo In Assenza Di Conflitto Neurovascolare. Considerazioni Su Di Un Caso. | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurochirurgica, Università di Messina | | Riassunto | La neuralgia idiopatica del glossofaringeo ha una incidenza relativa compresa tra 1.40 ed 1.250 rispetto alla nevralgia idiopatica del trigemino. La manifestazione clinica della sindrome è in forma di tic douloureux parossistici, riferibili prevalentemente alla loggia tonsillare, al terzo posteriore della lingua ed all'orecchio interno, identificabili come trigger zones. L'evento parossistico algico, nella gran parte dei casi scatenato dalla deglutizione o dal tossire, può avere una frequenza variabile, inizialmente circadiana fino ad assumere carattere subentrante. L'eziopatogenesi è nella maggioranza dei casi identificabile in un conflitto neurovascolare. Inoltre, è riportato in letteratura il possibile cointeressamento dell'apparato cardiovascolare per interferenza uagale, in grado di scatenare asistolia, sincope, o arresto cardiaco. Pertanto, alcuni Autori hanno proposto di adottare la definizione di “nevralgia vago -glossogaringea». L'acquisizione di questo dato, ha comportato una modifica della strategia micro chirurgica, includendo la sezione delle radici rostrali del nervo vago, in aggiunta alla decompressione microvascolare del nervo glossofaringeo. Gli Autori riportano un caso di nevralgia idiopatica del IX n.c., in assenza di conflitto neurovascolare all'esplorazione intraoperatoria, trattata mediante rizotomia del IX n. c. e delle radici rostrali del X n.c. con guarigione clinica completa e definitiva. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Gambardella, S. Cipri, S. Toscano, F.M. Salpietro, F. Tomasello |
- Tre Casi Di Epilessia Del Lobo Temporale Ad Esordio Nella Quinta Decade Di Vita
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2),213-215,1995 | | Titolo | Tre Casi Di Epilessia Del Lobo Temporale Ad Esordio Nella Quinta Decade Di Vita | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Dell'Annunziata, Cosenza | | Riassunto | Gli Autori descrivono tre casi di epilessia del lobo temporale, insorta nella quinta decade di uita, con caratteristiche simili: anamnesi negativa, esordio con crisi generalizzata tonico-clonica, focolaio EEG in regione temporale dx evidente solo prima del trattamento farmacologico, dilatazione del corno temporale omolaterale, ottima risposta al trattamento farmacologico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Petrone, T. Lanza, A. Mollo, A. Petrone, F. Stancati, P.L. Lanza |
- Trend Di Incidenza Della Sm Nei Comuni Di Cosenza E Rende
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 273-276,1995 | | Titolo | Trend Di Incidenza Della Sm Nei Comuni Di Cosenza E Rende | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale civile di Cosenza | | Riassunto | È stata effettuata una indagine epidemiologica preliminare sull'agglomerato urbano relativamente omogeneo costituito dalla città di Cosenza e dall'abitato dell'adiacente comune di Rende che si è sviluppato in area limitrofa e che costituisce ormai praticamente un medesimo tessuto urbano omogeneo anche dal punto di vista sociale e ambientale con il capoluogo. In questo lavoro è stata presa in considerazione l'incidenza nel periodo che va dal 1956 al 1993. Sono stati osservati cluster temporali suggestivamente riportabili a cluster migratori verso paesi europei (soprattutto Germania Occidentale eSvizzera) e ne viene discussa l'eventuale significatività. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Mancuso e R. Patitucci |
- Trombolisi Endoluminale Di Una Trombosi Carotidea In Fase Acuta:descrizione Di Un Caso Ad Esito Sfavorevole
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia ,41 (6), 969-972,1995 | | Titolo | Trombolisi Endoluminale Di Una Trombosi Carotidea In Fase Acuta:descrizione Di Un Caso Ad Esito Sfavorevole | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, *Servizio di Neuroradiologia, **Divisione di Neurologia, Azienda Ospedaliera Lecco | | Riassunto | Gli AA. presentano il caso di un paziente di 69 anni che ha presentato una trombosi acuta di carotide interna cervicale nel decorso post-operatorio dopo una tromboendoarteriectomia carotidea. Il paziente Š stato sottoposto a terapia urgente fibrinolitica endoluminale con boli seriati di Urobinasi intra-arteria a dosi scalari di 50 mila U e sino a raggiungere una dose totale di 800mila U. in due ore.In questo caso tale terapia intra-arteriosa non ha permesso una stabile ricanalizzazione dell'arteria ed il trattamento Š stato sospeso per la comparsa di uno stravaso intraemisferico del mezzo di contrasto. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Pontiggia, F. Lunghi*, L. Arnaboldi, P. Marotta**, F. Turiano, L. Monolo |
- Trombolisi Intrarteriosa Nell'ictus Ischemico: Esperienza Con Catetere Superelettivo Posizionato Nel Trombo
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1),193-196,1995 | | Titolo | Trombolisi Intrarteriosa Nell'ictus Ischemico: Esperienza Con Catetere Superelettivo Posizionato Nel Trombo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia 11 e * Servizio di Neuroradiologia, Ospedali Riuniti, Bergamo | | Riassunto | Sette pazienti con ictus ischemico da occlusione dell'arteria cerebrale media (5) o dell'arteria basilare (2), sono stati trattati con fibrinolisi intra-arteriosa, usando un catetere superselettiuo con la punta posizionata nella sede dell'occlusione, allo scopo di combinare l'azione meccanica di frammentazione del trombo con l'azione trombolitica del farmaco (Urochinasi 600.000 - 800.000 U) portato in sede. Si è ottenuta una ricanalizzazione completa in 6 casi e parziale in uno, con trasformazione emorragica in due casi. A distanza di quattro mesi, 4 pazienti erano totalmente indipendenti, 2 parzialmente e 1 inabile. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Casto, G. Belloni*, M. Carmelingo, L. Moschini*, B. Censori, L. Caverni*, A. Mamoli |
- Trombosi Dei Seni Venosi Cerebrali:a Proposito Di Tre Casi A Evoluzione Favorevole
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia ,41 (6),961-967,1995 | | Titolo | Trombosi Dei Seni Venosi Cerebrali:a Proposito Di Tre Casi A Evoluzione Favorevole | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia e *Servizio di Neuroradiologia, Azienda Ospedaliera, Cosenza | | Riassunto | Nell'arco di tempo di 18 mesi sono capitati alla nostra osservazione tre casi di trombosi dei seni venosi cerebrali. La possibilit… di una diagnosi precoce basata su una anamnesi dettagliata e sul quadro clinico (poi suffragati dai reperti neuroradiologici), ci ha permesso di attuare tempestivamente delle idonee terapie che ne hanno permesso la guarigione. Nel presente lavoro riteniamo opportuno descrivere i fattori di rischio che hanno portato alla insorgenza della patologia neurologica, le modalit… di esordio della sintomatologia, i quadri neuroradiologici e le terapie effettuate in base ai fattori di rischio riscontrati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Mancuso, M. Mancuso, D. Scornajenghi, P. Telarico, P.L. Lanza*, M. Bartolo*. |
- Trombosi Del Seno Sagittale Superiore (S.S.S.) Associata A Trombocitosi In Puerperio: Contributo Delle Neuroimmagini Alla Definizione Di Un Caso
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 41 (3), 443- 447,1995 | | Titolo | Trombosi Del Seno Sagittale Superiore (S.S.S.) Associata A Trombocitosi In Puerperio: Contributo Delle Neuroimmagini Alla Definizione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurologia e ** Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Civile di Cosenza | | Riassunto | Riportiamo un caso di trombosi del seno sagittale superiore la cui individuazione è stata precocemente possibile grazie alle convergenze di svariati fattori etiologici e l'andamento clinico dei sintomi neurologici; la precocità di intervento terapeutico ne ha consentito una positiva evoluzione. Le neuroimmagini TC, solo con particolari accorgimenti tecnici, hanno evidenziato il delta signe; la diagnosi è stata confermata con la RMN e l'angiografia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Mancuso*, M. Mancuso, D. Scornajenghi, P. Telarico, M. Bartolo**, F. Fera |
- Trombosi Del Seno Trasverso In Una Paziente In Terapia Con Goserelin (Zoladex)
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 367-372, 1995 | | Titolo | Trombosi Del Seno Trasverso In Una Paziente In Terapia Con Goserelin (Zoladex) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | I.R.C. C.S. Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, Istituto di Neurochirurgia dell'Università di Milano *Servizio di Neuroradiologia °Clinica di Ostetricia e Ginecologia dell'Universita di Milano | | Riassunto | Gli autori propongono il caso di una paziente di 36 anni, affetta da endometriosi, la quale era stata sottoposta da tre mesi a terapia con Goserelin ed ha sviluppato una trombosi del seno trasverso di sinistra. Il quadro clinico era caratterizzato da disfasia ad esordio improvviso seguito da perdita di coscienza della durata di circa mezz'ora; I'episodio non ha esitato deficit neurologici focali. La diagnosi di trombosi del seno trasverso di sinistra è stata documentata con RM completa di sequenze Flash. La paziente non presentava altri fattori di rischio ed è stato dosato il livello di anticorpi anticoagulanti tipo Lupus e anticardiolipina. La paziente è stata trattata in fase acuta con mannitolo ed in seguito alla risoluzione del quadro neurologico si è deciso di non trattare la paziente con terapia scoagulante; il trattamento con Goserelin è stato interrotto e la paziente è asintomatica a sei mesi dall'episodio ictale. Mentre è nota la predisposizione ai fenomeni trombotici in pazienti in terapia con estrogeni o con pillola contraccettiva, non è mai stata segnalata l'associazione tra goserelin e trombosi. Il Goserelin fa parte dei superagonisti GnRH che bloccano l'FSH e l'LH determinando una castrazione farmacologica e trova impiego nella terapia dell'Endometriosi, del Carcinoma della prostata e di altre patologie. Vengono considerati i possibili meccanismi patogenetici alla base del fenomeno discutendoli in riferimento alla letteratura. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Morabito, P.M. Rampini, M.L. Zavanone, M. Egidi, M. Farabola, *A. Bettinelli, °S. Bianchi, °L. Fedele |
- Trombosi Parziale Transitoria Della Arteria Basilare E Della Arteria Cerebrale Media Da Deficit Di Plasminogeno
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 41 (Suppl.1),105-107,1995 | | Titolo | Trombosi Parziale Transitoria Della Arteria Basilare E Della Arteria Cerebrale Media Da Deficit Di Plasminogeno | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Brescia, °Clinica Neurochirurgica Brescia, *11 Laboratorio Analisi Chimico Cliniche Osp. Civ. di Brescia | | Riassunto | Il plasminogeno è un proenzima della plasmina che degrada la fibrina. Viene descritto un caso di trombosi arteriosa multipla associato a deficit di plasminogeno. La angiografia dimostra una parziale trombosi delIe arterie, diminuita dopo trattamento eparinico. Sia il paziente che due suoi parenti erano portatori di un deficit di plasminogeno. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Capra, N. Marcianò, G. Galli°, R. Del Bono* |
- Tumori Primitivi Del Plesso Brachiale
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 399-401, 1995 | | Titolo | Tumori Primitivi Del Plesso Brachiale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.O. Neurologia, *USO Chirurgia Plastica, Legnano | | Riassunto | I tumori primitivi del plesso brachiale sono patologie rare, spesso misconosciute o tardivamente diagnosticate. Presentiamo la nostra casistica composta da 31 pazienti affetti da tumori primitivi del plesso brachiale (25 benigni e 6 maligni), discutendone gli aspetti clinici e diagnostici. Si sottolinea l'importanza di alcuni sintomi e segni neurologici, nonché dell'esecuzione precoce dell'ecografia mirata. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Mariani, M.V. Calloni, R. Freschi, A. Giorgetti, R. Morini, P. Perrone, L. Politini, P. Secchi, E. Saporiti* |
- Tumori Rari Del Midollo Spinale E Delle Radici. studio Istologico E Immunoistochimico Di 3 Casi
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 923-930,1995 | | Titolo | Tumori Rari Del Midollo Spinale E Delle Radici. studio Istologico E Immunoistochimico Di 3 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto diAnatomia Patologica, Universit… di MilanoClinica Neurochirurgica, Ospedale Maggiore di Milano. | | Riassunto | L'emangioblastoma, I'emangiopericitoma e il paraganglioma sono rare neoplasie con comportamento biologico incerto, che insolitamente possono localizzarsi a livello del midollo spinale.Vengono presentati tre casi clinici:V Uomo di 66 anni con iporeflessia agli arti inferiori ed ipoestesia a livello inguinale; operato d'urgenza per decompressione posteriore L1-L2 ed asportazione, a livello del cono midollare, di materiale neoformato su cui viene posta diagnosi di emangioblastoma.2) Donna di 31 anni con ipostenia ed ipotrofia degli arti di destra, iporeflessia addominale destra, ipoestesia tattile e termodolorifica su territorio C4 destro. Viene sottoposta, previa laminectomia, ad asportazione di espanso ad impianto durale in sede C1-C2-C3 ed occipitale su cui viene fatta diagnosi di emangiopericitoma.3) Donna di 48 anni con ipoestesia della faccia laterale della gamba sinistra e manovra di Lasegue positiva a 60ø; sottoposta ad asportazione, per uia extraforaminale e previa apertura durale ed esposizione della radice L4, di materiale neoformato grigiorosato su cui viene posta diagnosi di paraganglioma.Vengono descritte e discusse le caratteristiche istologiche ed immunoistochimiche di ciascuna delle suddette neoplasie. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Arrigoni, F. Pallotti, E. Cappricci*, T. Masini |
- Un Caso Di Cavernoma Del Tronco Encefalico
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (4), 555-560, 1995 | | Titolo | Un Caso Di Cavernoma Del Tronco Encefalico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dept. of Neurosurgery, Ospedale San Luca, Vallo della Lucania * Dept. of Neuroradiology, 11 School of Medicine, University of Napoli | | Riassunto | Viene descritto il caso di un cavernoma del tronco encefalico che si è presentato con una serie progressiva di deficit neurologici. La localizzazione nel tronco è molto rara in particolare, come nel nostro caso in uno dei peduncoli e pone molti problemi sia diagnostici che terapeutici. La lenta progressione dei sintomi, osservata in questo caso, è insolita. La TAC in genere non permette la diagnosi ed è necessario praticare la RMN per ottenere la evidenziazione della massa tumorale e comprendere la sua natura. Il trattamento chirurgico pone numerosi problemi per l'esistenza, nella regione interessata, sul piano estrinseco, di vasi e nervi e a livello del parenchima di vari centri nervosi. Viene discusso il razionale per un intervento e valutate le eventuali alternative terapeutiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Caputi, E. Lamaida, A. Manto*, A. Rapanà, G. Carrabs, G. Graziussi |
- Un Caso Di Eterotopia Della Sostanza Grigia: Contributo Della Rmn Nella Definizione Diagnostica Di Una Patologia Accessuale Nel Contesto Di Dismorfie Somatiche
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (3), 439 -441,1995 | | Titolo | Un Caso Di Eterotopia Della Sostanza Grigia: Contributo Della Rmn Nella Definizione Diagnostica Di Una Patologia Accessuale Nel Contesto Di Dismorfie Somatiche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurologia e **Servizio di Neuroradiologia Ospedale Civile, Cosenza | | Riassunto | Viene descritto il caso di una donna con crisi epilettiche ad esordio tardivo e che presenta alcune dismorfie somatiche. La RMN ha evidenziato eterotopia della sostanza grigia a sedeperiventricolare destra. Si vuole sottolineare che la RMN è indispensabile per porre diagnosi di eterotopia della sostanza grigia, la quale è causa frequente di crisi epilettiche parziali ad esordio tardivo e può rappresentare un aspetto di un quadro dismorfico più complesso. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Mancuso*, D. Scornaienghi*, P. Telarico*, P. L. Lanza**. |
- Un Caso Di Neuropatia Ereditaria Con Tendenza Alla Paralisi Da Compressione (Hnpp).
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 813-816,1995 | | Titolo | Un Caso Di Neuropatia Ereditaria Con Tendenza Alla Paralisi Da Compressione (Hnpp). | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia Azienda Ospedaliera di Cosenza ° Istituto di Genetica Università di Bari | | Riassunto | Gli autori descrivono un caso di HNPP in un paziente di 17 anni al suo esordio clinico con un deficit distale del n. ulnare di dx. Lo studio ENG del paziente e della madre mostrava un quadro compatibile con polineuropatia sensitivo-motoria di tipo demielinizzante con compressioni multiple, in assenza di segni clinici. Un esame genetico eseguito mediante FISH euidenziava nei due soggetti una delezione in 17 p11.2 | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Mollo, T. Lanza, A. Petrone, F. Petrone, F. Stancati, N. Archidiacono°, P. Finelli° |
- Valutazione Della Risposta Simpatico Cutanea Indotta Da Stimolo Magnetico Transcranico In Diabetici Insulino Dipendenti
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (2), 303-308,1995 | | Titolo | Valutazione Della Risposta Simpatico Cutanea Indotta Da Stimolo Magnetico Transcranico In Diabetici Insulino Dipendenti | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Unità di Neurologia, 1. M R. C.A. Ancona * Servizio di Diabetologia, Ospedale di Senigallia ** Dipartimento Ricerche l.N.R.C.A. Ancona | | Riassunto | La risposta simpatico cutanea (SSR) riflette una modificazione della conduttività cutanea in risposta ad una serie di stimoli, essendo il risultato dell'attivazione sincronizzata delle ghiandole sudoripare. La recente metodica di stimolazione magnetica transcranica, oltre ad evocare una risposta motoria, permette di indurre e registrare dal palmo della mano e dalla pianta del piede una SSR che può essere utilizzata per dimostrare l'eventuale presenza di un coinvolgimento autonomico in corso di diabete insulinodipendente. A tale scopo i potenziali autonomici indotti da stimolo magnetico transuranico sono stati registrati dal palmo della mano e dalla pianta del piede in 24 pazienti diabetici insulino-dipendenti ed in 10 soggetti sani normali di controllo. Lo stimolo magnetico veniva applicato nella posizione Cz dello scalpo, con intervalli random di 15-30 sec. I parametri studiati erano la latenza del potenziale valutata all'inizio della deflessione e l'ampiezza misurata da picco a picco. Nel soggetto normale la latenza media della SSR dal palmo della mano risultava di circa 1,60 sec, con una ampiezza di 1,5 mV; la latenza dalla pianta del piede era invece di 2,07 sec, con una ampiezza di 1,25 mV. I soggetti diabetici insulino-dipendenti mostravano dei valori di latenza dal palmo della mano e dalla pianta del piede significativamente incrementati, mentre l'ampiezza risultava significativamente ridotta solo agli arti inferiori. La metodica di stimolazione magnetica transcranica si è dimostrata utile nel produrre risposte autonomiche, costanti e riproducibili, nel gruppo di soggetti normali. Il confronto con un gruppo di soggetti diabetici insulinodipendenti ha mostrato l'esistenza in questi di un coinvolgimento del sistema nervoso vegetativo, sicuramente quantificabile con tale metodica, che può quindi rappresentare uno strumento utile nella diagnostica dei disordini metabolici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Pelliccioni, S. Manfrini*, P. Fioravanti**, E. Brizioli**, M. Guidi, L. Rosa, R. Magnaterra, T. Rossi, M. Del Gobbo, O. Scarpino |
- Valutazione Di Alcuni Parametri Emoreologici In Differenti Quadri Di Lesione Cerebrovascolare Ischemica
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (Suppl. 1), 219 223,1995 | | Titolo | Valutazione Di Alcuni Parametri Emoreologici In Differenti Quadri Di Lesione Cerebrovascolare Ischemica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Centro Prevenzione e Cura Malattie Tromboemboliche e *CIinica Neurologica, Università degli Studi, Genova | | Riassunto | L'ischemia cerebrovascolare acuta focale si associa a significative alterazioni emoreologiche che determinano una riduzione del flusso ematico cerebrale ed è caratterizzata da differenti lesioni anatomopatologiche e da differenti quadri clinici. In particolare le forme in cui sono presenti lesioni lacunari sembrano essere diverse da altre forme di ischemia cerebrale per la presenza di fattori di rischio caratteristici e per la patogenesi delle lesioni vascolari. I fattori di rischio più frequenti nelle sindromi lacunari sono rappresentati da pregressi TIA, ipertensione arteriosa, fumo. Inoltre la maggior parte delle lesioni lacunari sono causate da alterazioni intrinseche delle piccole arterie penetranti piuttosto che da aterotrombosi o embolizzazione di origine cardiaca. Il nostro studio si propone di valutare la presenza di alterazioni emoreologiche in pazienti con patologia cerebrovascolare e di verificare se specifici quadri di lesioni ischemiche si associano a differenti profili emoreologici. A tale scopo sono stati studiati 36 pazienti con lesioni di tipo lacunare (definite all'esame tomografico come piccole aree ipodense) e 113 pazienti con lesioni di tipo diverso. 45 soggetti sani comparabili per età e sesso sono stati studiati come controlli. Sono stati valutati i seguenti parametri: emocrito, fibrinogeno, viscosità ematica e plastica. I risultati ottenuti dimostrano in tutti i soggetti con ischemia cerebrale rispetto ai controlli un significativo aumento di ematocrito (Pazienti (P): 42.03+/-4.9%; Controlli (C) 40.5+/-3.2%, p<0.0084), fibrinogeno (P: 401.4+/-131.1 mg%; C. 300.3+/-64.3 mg%, p<0.000001) e viscositàplasmatica (P: 1.35+/-0.1; C: 1.28+/-0.1, p<0.0001). Non si evidenziano invece differenze significative nei due gruppi di pazienti con diversi tipi di lesione ischemica. I nostri dati pertanto confermano la presenza di alterazioni emoreologiche significative in pazienti con ischemia cerebrale focale, ma non dimostrano un quadro emoreologico caratteristico per le sindromi lacunari. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Piana, U. Armani, M. Inglese*, S. Gastaldi, C.Gandolfo* |
- Valutazione Neurofisiologica In Pazienti Con Alterazioni Dell'unita Vescico-Uretrale
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 837-840,1995 | | Titolo | Valutazione Neurofisiologica In Pazienti Con Alterazioni Dell'unita Vescico-Uretrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Tecnologie Avanzate Biomediche, Università "G. D'Annunzio" Chieti * Neurologia, Osp. "S. Pietro", Poma ** Urologia, e *** Chirurgia Generale, Università "G. D'Annunzio" **** U.O. di Neurologia%2 | | Riassunto | In questo studio è stato effettuato uno screening completo, nelle pazienti affette da incontinenza, al fine di valutare l'indicazione ad una terapia specifica. Un campione di 228 donne con età compresa tra 32-78 anni, è stato sottoposto al protocollo che comprendeva una completa batteria di esami urologici ed una completa valutazione neurofisiologica. Questo campione è stato sottoposto ad associazioni terapeutiche personalizzate comprendenti terapia fisica riabilitativa (FKT, FES, Biofeedback e bladder training). Le pazienti che non presentavano alterazioni agli esami neurofisiologici sono state sottoposte a trattamento riabilitativo. Delle pazienti sottoposte a trattamento riabilitativo un risultato positivo è stato ottenuto nel 70% circa dei casi trattati, mentre la rimanente popolazione o ha ottenuto una riabilitazione parziale, o non ha risposto al trattamento. Come risulta da questo studio, la combinazione di diverse metodiche di indagine uro-dinamiche con la neurofisiologia può essere usata per ottenere un valido indice prognostico per la definizione di un programma terapeutico riabilitativo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Peresson, A. Pietrella*, T. Paniccia**, G. Di Giovacchino***, R.Rossetti**, R. Cutarella****, U. Colangelo****, C. Marchegiani*** |
- Valutazione Neuroradiologica Con Hrct (tomografia Computerizzata Ad Alta Risoluzione) dei Quadri Post Operatori Che Seguono A Timpano Plastica
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (6), 1005-1012,1995 | | Titolo | Valutazione Neuroradiologica Con Hrct (tomografia Computerizzata Ad Alta Risoluzione) dei Quadri Post Operatori Che Seguono A Timpano Plastica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio eiNeuroradiologia, Istituto Neurologico ""C. Besta' Milano * Divisione OBL, Ospedale di Vimercate (USL 60), Milano | | Riassunto | Nel quadro dei processi infiammatori dell'orecchio medio il colesteatoma rappresenta un'entit… morbosa che necessita un accurato bilancio radiologico non solo pre- ma anche post-operatorio.Infatti la difficolt… ad eliminare la matrice epidermizzata da alcune regioni della cassa a causa della loro complessa struttura e variabilit… anatomica giustifica un'alta percentuale di colesteatomi residui insorti dopo un primo intervento di Timpanoplastica (TPL).In collaborazione con la divisione ORL dell 'Ospedale di Vimercate Š sta ta effettuata una valutazione con HRCT dei pazienti sottoposti a TPL per colesteatomi dell'orecchio medio.Il bilancio radiologico Š stato effettuato sia in pazienti sottoposti al primo tempo di intervento di TPL (toilette della cassa e ricostruzione della membrana timpanica), sia in pazienti ai quali era gi… stato effettuato un intervento funzionale di ricostruzione della catena ossiculare (secondo tempo di TPL).La conoscenza della patologia primitiva, il tipo di tecnica chirurgica eseguita, i rilievi otoscopici rappresentano elementi indispensabili per la corretta interpretazione dei reperti radiologici valutabili con HRCT in fase post-operatoria.La chirurgia modifica infatti i reperti anatomici talora in maniera radicale mentre fenomeni flogistici e/o riparativi possono determinare opacamenti della cavit… mastoidea e della cassa, di dubbia interpretazione.L'interpretazione delle immagini non pu• quindi prescindere da un lavoro di stretta collaborazione con l'otochirurgo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Costa, M.G. Bruzzone, C. Castellani*, L. Chiapparini, M. Schipano*, S. Ponzi*, M.A. Vaghi |
- Verifica E Revisione Della Qualità Dell'assistenza (Vrq) In Un Servizio Ambulatoriale Di Elettromiografia
| Anno | 1995 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 41 (5), 829-835 1995 | | Titolo | Verifica E Revisione Della Qualità Dell'assistenza (Vrq) In Un Servizio Ambulatoriale Di Elettromiografia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Scienze Neurologiche, Laboratorio di Neurofisiologia * Dipartimento di Scienze Medico Legali e Socio Sanitarie Università di Siena | | Riassunto | Allo scopo di migliorare la qualità del servizio e contenere i costi di gestione di un ambulatorio di elettromiografia (EMG) del territorio, sono stati valutati criticamente i sospetti diagnostici, che accompagnavano le richieste redatte dai medici curanti, comparandoli con l'effettiva necessità di esecuzione dell'esame. Essa è stata valutata sulla base dell'obiettività clinica e dei dati anamnestici raccolti. Lo studio ha riguardato il servizio di EMG del Poliambulatorio dell'Azienda-USL 7 di Siena. Sono state analizzate 1214 richieste di EMG. Il sospetto dignostico, indicato nel 76.2% dei casi, era compatibile con il racconto anamnestico e i sintomi del paziente nel 56.5%. Nel 77% l'EMG è stata ritenuta utile dall'elettromiografista per la conferma della diagnosi clinica. Dopo l'esame neurologico e l'esecuzione-dell'EMG il sospetto diagnostico indicato dal curante era confermato nel 42% dei casi. Ben il 38% degli esami eseguiti poteva essere evitato. Pertanto gli aa. propongono che l'elettromiografista cost ituisca un filtro, eseguendo l'EMG solo in quei pazienti in cui l'esame possa in effetti risultare d'aiuto nella conferma del sospetto clinico, nell'impostazione di una corretta terapia e, di conseguenza, nel follow-up, riducendo cosi i costi di gestione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Mondelli, M. Giacchi*, C. Scarpini, F. Ferretti* |
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