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La rivista Italiana di Neurobiologia, tutti gli anni a partire dal 1972
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1994- Alcune Riflessioni Medico Legali Sull'adozione Della Tele Diagnostica Neuroradiologica
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 557-568, 1994 | | Titolo | Alcune Riflessioni Medico Legali Sull'adozione Della Tele Diagnostica Neuroradiologica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di Medicina Legale e delle Assicurazioni, Università di Bari | | Riassunto | Gli AA. esaminano l'attuale panorama offerto dall'evoluzione tecnologica in campo informatico delle comunicazioni illustrando applicazioni e finalità delle procedure di trasmissione e di interscambio di dati clinici, tramite comuni linee telefoniche, nell'ambito della diagnostica per immagini. Vengono quindi approfonditi gli aspetti medico-legali di tali problematiche con particolare riferimento alla liceità di tali procedure, alla possibilità di errore interpretativo (prendendo in considerazione sia l'errore generato da alterazione del dato trasmesso, sia l'errore diagnostico di interpretazione di un corretto dato obiettivo) ed alla salvaguardia del diritto alla riservatezza del paziente. A questo proposito e con riferimento alla normativa vigente, gli AA. esaminano infine le procedure più corrette ed idonee per l'archiviazione elettronica dei dati clinici e radiologici | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Vimercati, G. Saltarelli |
- Algoritmi E Reti Neurali Per L'apprendimento: Matematica, Applicazioni E Neurobiologia
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 375-380, 1994 | | Titolo | Algoritmi E Reti Neurali Per L'apprendimento: Matematica, Applicazioni E Neurobiologia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | | | Riassunto | È stato già dimostrato che i principi di regolarizzazione conducono a schemi di approssimazione, che sono equivalenti a reti con uno strato di unità nascoste, chiamati "regolarizzazione delle reti". Riassumiamo qui alcuni recenti risultati (Girosi, Jones e Poggio, 1993), i quali dimostrano che le reti di regolarizzazione comprendono una gamma molto più ampia di schemi di approssimazione, inclusi molti dei comuni modelli generali di tipo additivo e qualche rete neurale. In particolare le splines additive, così come qualche prodotto tensoriale di splines, possono essere ottenute da classi appropriate di funzioni di smussamento. Inoltre, la stessa estensione che porta la Base di Funzioni Radiali all 'lperbase di Funzioni, conduce dai modelli additivi a modelli di approssimazione a ponte, contenenti eccezionalmente funzioni cardine di Breiman e qualche forma di Prof estion Pursuit Regression. Proponiamo l 'uso del termine Generalized Regularization Networks per questa ampia classe di schemi di approssimazione, ch e scaturiscono da una estensione di regolarizzazione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | T. Poggio, F. Girosi |
- Alterazioni Del Riflesso Pupillare Alla Luce Nei Pazienti Con Sclerosi Multipla
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 ( 1), 71-76, 1994 | | Titolo | Alterazioni Del Riflesso Pupillare Alla Luce Nei Pazienti Con Sclerosi Multipla | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Centro Sclerosi Multipla (ACeSM), MCCS Ospedale San Raffaele, Università di Milano | | Riassunto | Nel presente studio 20 pazienti affetti da Sclerosi Multipla (SM) definita sono stati sottoposti a registrazione del RPL diretto e consensuale mediante Pupillometria Sono stati valutati i parametri di latenza ed ampiezza del RPL, velocità di costrizione e di redilatazione ecl il tempo di raggiungimento del minimo diametro pupillare. Il parametro latenza è stato inoltre messo a confronto con i risultati ottenuti dai Potenziali Evocati Visivi (PEV) e con la eventuale presenza odi lesioni demielinizzanti a livello mesencefalico rilevate mediante RMN deh 'encefalo La latenza del RPL risultava alterata nel 30% dei pazienti, i PEV nel 60% e la RMN in tutti (nel 40% dei casi, inoltre, erano rilevabili lesioni mesencefaliche). La componente afferente dell'arco riflesso pupillare era compromessa più frequentemente della efferente (4 dei ó pazienti con latenza del RPL alterata); in tutti i pazienti SM con RPL alterato vi era una compromissione dei PEV (alimento delle latenze di N70 e P100). Nei pazienti con SM sono risultati significativamente incrementati, rispetto ai controlli, la latenza (p<0.0001), I'ampiezza (p<0.0001) e la velocità di costrizione (p<0.0001) del RPL sia diretto che consensuale. Una correlazione significativamente positiva è stata inoltre rilevata tra latenza del RPL e latenza delle onde N70 e P100 dei PEV (p<0.0001 e p<0.002, ri.vpettivamente). Nessuna relazione è stata invece rilevata tra latenze dei RPL e riscontro ali lesioni clemielinizzanti a livello mesencefalico alla RMN. In conclusione le alterazioni del RPL sembrano principalmente espressione della disfunzione della I componente Afferente dell'arco riflesso pupillare. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Rossiw B. Colombo, V. Martinelli, M.G. Natali Sora, M. Filippi, M. Rovaris, A. Poggi, G. Comi |
- Analisi Della Coerenza Nella Malattia Di Alzheimer
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 40 (5/6), 505-508, 1994 | | Titolo | Analisi Della Coerenza Nella Malattia Di Alzheimer | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | IRCCSS. Raffaele, Dipartimento di Neurologia, Milano * Dipartimento di Bioingegneria, Politecnico di Milano | | Riassunto | L'analisi della coerenza nell'EEG permette di studiare l'accoppiamento dell'attività bioelettrica di diverse aree cerebrali fornendo informazioni sulle connessioni intra ed interemisferiche. La funzione coerenza dell'EEG a riposo è stata calcolata mediante un algoritmo di identificazione parametrica autoregressiva su 10 pazienti affetti da malattia di Alzheimer clinicamente probabile. In 6 pazienti è stata riscontrata una diminuzione di coerenza in Alpha, meglio evidente in sede parieto temporale in 3 soggetti in sede frontale in altri 2: tale diminuzione riveste la massima significatività in prossimità dell'elettrodo considerato. In 2 di questi 6 soggetti è stato inoltre rilevato un notevole incremento di coerenza in Delta, senza sfasamento tra le varie aree, con elevata significatività in aree lontane. Queste due alterazioni sono probabilmente segno di momenti fisiopatologici di versi: la prima attribuibile ad una alterazione delle connessioni cortico-corticali la seconda ad un interessamento dei sistemi colinergici a proiezione diffusa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Comi, T. Locatelli, M. Cursi, M. Mauri, A. Elia, D. Liberati* |
- Analisi E Dimensionamento Per La Realizzazione Di Un Collegamento Interattivo Ad Alta Velocità In Ambito Metropolitano
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5/6), 569-574, 1994 | | Titolo | Analisi E Dimensionamento Per La Realizzazione Di Un Collegamento Interattivo Ad Alta Velocità In Ambito Metropolitano | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Radiologia "Pietro Cignolini" Università di Palermo | | Riassunto | La gestione delle immagini biomediche nei sistemi di teleradiologia è via via divenuta sempre più complessa in relazione alle ingenti quantità di dati prodotti mediante l'utilizzo di tecnologie per la formazione di immagini sia analogiche che digitali. La necessità di garantire la rispondenza, in termini di qualità delle immagini tra i dati originali acquisiti ed i dati resi disponibili alla valutazione del medico radiologo, impone la ricerca di soluzioni volte alla ottimizzazione delle tecnologie per la archiviazione e la trasmissione in tempo reale delle immagini prodotte. Gli Autori propongono un progetto per lo sviluppo di un sistema di teleradiologia intradipartimentale o che possa successivamente estendersi in ambito metropolitano. Aspetto fondamentale che deve essere curato nella fase preliminare della progettazione di tali sistemi riguarda l'accuratezza diagnostica. A tal fine è stata condotta presso il nostro Dipartimento una valutazione comparativa tra le interpretazioni fornite dai medici radiologi utilizzando i metodi tradizionali di consultazione delle immagini o le workstation di consultazione. La nostra esperienza suggerisce come l'utilizzo di tali strumenti assicuri buona attendibilità diagnostica ed elevata versatilità. Punto di forza di tali sistemi è costituito dalla possibilità di stabilire consultazioni in tempo reale tra dipartimenti distaccati che consente il ricorso a competenze specialistiche garantendo assistenza sanitaria di elevato livello, anche per presidi sanitari decentrati, facendo fronte alle esigenze di intervento nelle aree di emergenza. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Sparacia, S. Salerno, M. Grisanti, A.E. Cardinale |
- Associazione Di Un Angioma Cavernoso Cerebrale Con Aneurisma Intracranico. Descrizione Di Un Caso
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (4), 313-318, 1994 | | Titolo | Associazione Di Un Angioma Cavernoso Cerebrale Con Aneurisma Intracranico. Descrizione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Seconda Divisione Neurochirurgica, Ospedale Bellaria, Bologna | | Riassunto | Viene descritto un raro caso di associazione tra un angioma caver noso cerebrale ed un aneurisma omolaterale dell'arteria cerebrale media in una donna di 65 anni. Alcuni aspetti della diagnosi radiologica e del trattamento chirurgico di tale condizione vengono discussi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | N. Acciarri, M. Giulioni, R. Padovani, F. Frank, G. Gaist |
- Atipie Cliniche E Laboratoristiche In Due Casi Di Neuropatia Motoria Multifocale
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (2), 131-140, 1994 | | Titolo | Atipie Cliniche E Laboratoristiche In Due Casi Di Neuropatia Motoria Multifocale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento ricerche gerontologiche e geriatriche e *Unità di Neurologia, INRCA, Ancona | | Riassunto | La neuropatia motoria multifocale (NMM) è Ima rara malattia del sistema nervoso periferico caratterizzata da blocchi di conduzione persistenti limitati agli assoni motori in tratti di nervo non sottoposti a compressione. Anticorpi IgM anti-GMI a/l alto titolo sono presenti in alcuni pazienti affetti da NMM. In una parte di questi pazienti il trattamento immunosoppressivo riduce il titolo di anticorpi anti-GMI, determinando un netto miglioramento clinico ecl elettromiografico. Vengono da noi descritti due casi di NMM simulanti una malattia del motoneurone con peculiari caratteristiche cliniche. Nel primo paziente l'esordio della sintomatologia era lentamente progressivo con una paresi labioglossofaringea ed astenia generalizzata associata ad atrofia muscolare distale con crampi e fascicolazioni. Una marcata aprassia del distretto facciale superiore con deficit dei movimenti coniugati oculari, incapacità alla chiusura degli occhi a comando e riduzione clellafluenza verhale, si manifestavano durante l'evoluzione della malattia. All'ENC si apprezzavano blocchi conduttivi ntotori multipli e venivano rilevati alle indagini sierologiche alti titoli di anticorpi cmti-GMI. Nel secondo paziente l'esordio clinico avveniva con una progressiva paresi dei plesso brachiale di sinistra seguita da un coinvolgimento del plesso controlaterale e da una successiva estrema debolezza della muscolatura dei collo. Multipli blocchi di conduzione motori erano presenti agli arti superiori, mentre un unico bl occo conduttivo era presente presso il n. SPE ali sinistra. Gli anticorpi antiGMI risultavano assenti. La variabilità clinica e laboratoristica delle NMM è molto ampia ecl una precisa identificazione di differenti sottogruppi è necessaria per chiarire i meccallisnli patogenetici e sviluppare specif iche strategie terapeutiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Pelliccioni, M. Guidi*, O. Scarpino* |
- Atrofia Ottica Ereditaria Di Leber: Diagnosi Clinica E Molecolare
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (3), 227-234, 1994 | | Titolo | Atrofia Ottica Ereditaria Di Leber: Diagnosi Clinica E Molecolare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di Neurologia (OPD) e UO Malattie Neurometaboliche, Istituto di Scienze Neurologiche, Università degli Studi di Siena | | Riassunto | Viene riportata la diagnosi clinica e quella molecolare della Atrofia Ottica Ereditaria di Leber, focalizzando l'attenzione sullo schema diagnostico da noi adottato, che include oltre ad una valutazione clinica ed oftalmologica, I'analisi dell'albero genealogico, tests neurometabolici (piruvato e lattato), valutazione ECCrafica e neurofisiologica (potenziali evocati), risonanza magnetica nucleare e genetico-molecolari. Altre indagini utili per un approfondimento patogenetico di una eventuale alterazione del metabolismo mitocondriale sono lo studio biochimico del muscolo, la valutazione del treshold anaerobico, I'analisi con spettroscopia di risonanza magnetica con P31. Viene infine discussa l'esistenza di casi di M. di Leber associati ad altri segni neurologici, come abiotrofie multisistemiche o sclerosi multipla. Vengono descritte le varie mutazioni riportare a carico del DNA mitocondriale che documentano la estrema eterogeneità clinica e genetico- molecolare della sindrome. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Federico |
- Attività Anticonvulsiva Della Lamotrigina In Sede Ippocampale
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (4), 323-326. 1994 | | Titolo | Attività Anticonvulsiva Della Lamotrigina In Sede Ippocampale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università degli Studi < | | Riassunto | Microiniezioni bilaterali di lamotrigina (LTG) nell'ippocampo di ratti Wistar hanno un'azione protettiva nei riguardi delle crisi epilettiche provocate da microiniezioni di bicucullina (118 pmol) nell'amigdala di destra. Sono stati esaminati gli effetti anticonvulsivi di tre dosi di LTG (1.5, 4.5, 11.7 mg/Kg) La LTG non ha avuto alcun effetto protettivo quando essa è stata introdotta tramite microiniezione unilaterale nel SN. L'efficacia della LTG nell'ippocampo sulla percentuale delle crisi cloniche provocate dalla stimolazione amigdaloidea indica una riduzione signifcativa rispetto ai controlli ed ai risultati dalla stimolazione ippocampale unilaterale (p < 0.05 X2)- Questi dati fanno supporre che la LTG eserciti nel SN un'azione di blocco sulle crisi epilettiche di natura non GABA-ergica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. De Romanis |
- Cisti Aracnoidee Silviane: Evoluzione Complicata Dell'idrocefalo Esterno?
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 40 (2), 147-151. 1994 | | Titolo | Cisti Aracnoidee Silviane: Evoluzione Complicata Dell'idrocefalo Esterno? | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, * Servizio di Neuroradiologia, ** Dipartimento di pediatria, Ospedale di Lecco | | Riassunto | La patogenesi delle cisti araonoidee (CA) congenite consiste in un'alterazione dello sviluppo dello spazio subaracnoideo in età prenatale con conseguente formazione della cisti. Ciò mantiene le CA congenite ben separate dalle cisti acquisite che sono di natura post-infiammatoria, emorragica e traumatica. In questo lavoro viene descritto un caso unico a nostra conoscenza nella letteratura in cui una tipica CA silviana si sviluppa da preesistente "idrocefalo esterno" nei primissimi mesi di vita di un bambino senza altre connotazioni patologiche. Questo caso ci sembra suggerire la possibilità che queste cisti in realtà rappresentino una "evoluzione complicata" dell'idrocefalo comunicante o "idrocefalo esterno" come d'altra parte ipotizzato nella classificazione dell 'idrocefalo di A. J. Raimond:i (13). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Taborelii, V. Ballarini*, A. Del Prete**, L. Monolo |
- Cisti Liquorali Della Fossa Posteriore In Età Pediatrica: Contributo Al Trattamento
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (2),153-157, 1994 | | Titolo | Cisti Liquorali Della Fossa Posteriore In Età Pediatrica: Contributo Al Trattamento | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, *Servizio di Neuroradiologia, ** Dipartimento di Pediatria, Ospedale di Lecco | | Riassunto | 8 pazienti in età pediatrica sono stati operati nella Divisione di Neurochirurgia dell'Ospedale di Lecco dal 1981 perché affetti da cisti liquorali della fossa cranica posteriore. 4 di essi erano affetti da IV ventricolo escluso e 4 da malformazioni del complesso Dandy-Walker. Tutti i casi sono stati trattati con drenaggio della cisti. Qualche considerazione viene fatta su caratteristiche cliniche e radiologiche e sulla tecnica chirurgica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Taborelli, M. Pontiggia, V. Ballarini*, R. Crippa**, L. Monolo |
- Deficit Di Carnitina-Palmitoil Transferasi (Cpt) In Due Casi Di Miopatia Mitocondriale Da Difetto Del Complesso 1
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (3), 253-257, 1994 | | Titolo | Deficit Di Carnitina-Palmitoil Transferasi (Cpt) In Due Casi Di Miopatia Mitocondriale Da Difetto Del Complesso 1 | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università dl Milano, IRCCS Ospedale San Raffaele, Milano e * Institute of Neurology, Oueen Square, London (UK) | | Riassunto | Il deficit di Carnitina-Palmitoil-Transferasi (CPT) è una rara patologia che colpisce clinicamente, nella maggior parte dei casi, solo il muscolo scheletrico. Sono stati studiati dal punto di vista biochimico 18 soggetti sofferenti di miopatia mitocondriale morfologicamente definita nei quali erano stati diagnosticati deficit a livello della catena respiratoria mitocondriale (complessi l-III-IV multipli o isolati), con differente espressione clinica (variabile da una miopatia ad una grave patologia multisistemica). Scopo di questo studio è stato quello di valutare un eventuale coinvolgimento della CPI; alla luce di un precedente singolo caso segnalato in letteratura (Carey, 1987) in cui veniva riportato un quadro morfologico di miopatia mitoconelriale ed un associato deficit biochimico di CPE . ln due pazienti, con caratteristiche cliniche di intolleranza all 'esercizio e debolezza ai quattro arti, senza coinvolgimento della muscolatura oculare estrinseca ed esordio nell'infanzia senza segnalata familiarità, il quado istologico e biochimioco faceva porre diagnosi di miopatia mitocondriale da deficit del complesso I della catena respiratoria mitocondriale (50% di attività). La valutazione della carnitina risultava nella norma. In entrambi si evidenziava un significativo deficit dell'attività della CPT rispetto ai valori di normalità. Questi due casi documentano la presenza di una storia clinica e di un reperto biochimico ed istologico diagnostico per una miopatia mitocondriale da difetto del complesso I della catena respiratoria mitocondriale (NADH-ubichinone ossidoreduttasi) con inoltre associato un deficit, confermato biochimicamente, della CPT che normalmente si presenta invece con un ben differente quadro clinico e morfologico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Colombo, M. Cooper*, J.A. Morgan-Hughes*, N. Canal |
- Effetti Del Trattamento Con Mesoglicano In Pazienti Affetti Da Demenza Multi-Infartuale
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia ,40 (4), 327-333,1994 | | Titolo | Effetti Del Trattamento Con Mesoglicano In Pazienti Affetti Da Demenza Multi-Infartuale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Fondazione < | | Riassunto | Scopo del presente studio è stato quello di verificare l'efficacia del trattamento con mesoglicano, un glicosaminoglicano naturale, sulle facoltà cognitivo-mnestiche di pazienti affetti da cerebrovasculopatia multi-infartuale. Un totale di 30 pazienti, l 9 femmine e 11 maschi, di età compresa tra i 52 ed i 70 anni, affetti da demenza cerebrovascolare con deficit cognitivo-mnestico sono stati trattati con mesoglicano (50 mg per via orale, due volte al giomo) per sei mesi.L'efficacia della terapia è stata verificata utilizzando all'inizio dello studio, dopo 3 mesi ed al termine del trattamento le seguenti scale psicometriche: memoria verbale, fluidità verbale, costruzione di frasi, Wechsler Memory Scale, memoria di immagini, riconoscimento di facce, memoria visiva spaziale, test di Tolouse Pieron, Mini Mental State. Già dopo tre mesi ed in maniera più rilevante al termine dello studio, si è riscontrato un miglioramento statisticamente significativo della memoria a breve e lungo termine, dell 'orientamento spazio-temporale, delle capacità logiche, non valutabile per l 'attenzione e la concentrazione (p<O.O1, test di Student). La tollerabilità del farmaco in studio è risultata buona. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Zerbi, E. Di Paolo, S. Porro, P. Tosca, S. Verzé, N. Antoniello* |
- Emgsys: Un Sistema Per L'elaborazione Del Segnale Emg Di Superficie Su Personal Computer
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (5/6), 635-640, L994 | | Titolo | Emgsys: Un Sistema Per L'elaborazione Del Segnale Emg Di Superficie Su Personal Computer | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | *Istituto di Elaborazione della Informazione, CNR, Pisa ** Istituto di Clinica delle Malattie Nenzose e Mentali, Univ. degli Studi, Siena *** Dipartimento di Informatica, Università degli Studi, Pisa | | Riassunto | Gli studi sui rapporti tra la forza muscolare e la densità di spettro di potenza (PDS) dell'elettromiogramma di superfzoie (EMG), forniscono dei dati che sembrano controversi. Le discrepanze fra i risultati ottenuti da diversi laboratori possono essere imputate alla differenza dei vari gruppi di muscoli esaminati, alla misura e al sito di infissione degli elettrodi o alla distanza fra gli elettrodi stessi. Finora non è stato accertato alcun rapporto tra i parametri caratteristici dell 'EMG, sia per quanto riguarda il dominio di tempo che di frequenza, e le caratteristiche anatomo-fisiologiche delle unità motorie coinvolte. Il programma EMGSYS permette l'effettuazione del calcolo automatico dei vari parametri ottenuti dall'EMG sul tibiale anteriore, allo scopo di accertare le possibili correlazioni con le caratteristiche deh 'unità motoria. I parametri forniti dal programma EMGSYS sono calcolati sia nel dominio dei tempi, elaborando il segnale EMG nelle prime e seconde derivate, sia nel dominio frequenze, dopo l'elaborazione del PDS e del segnale EMG. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Navona*, R. Cioni**, F. Giannini**, C. Paradiso**, A. Starita*** |
- Espressione Polisindromica Delle Encefalomiopatie Mitocondriali: Analisi Di Un Caso
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 40 (3) 259-264. 1994 | | Titolo | Espressione Polisindromica Delle Encefalomiopatie Mitocondriali: Analisi Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Arcispedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia * Clinica Neurologica, Parma ** Clinica Neurologica, Modena | | Riassunto | Le encefalomiopatie mitocondriali (EM) rappresentano una patologia molto eterogenea sia sotto il profilo clinico che biochimico. Soltanto alcune delle EM sono state identificate e tra quelle meglio definite sono la KSS (Keams-Sayre Syndrome) la MELAS (mitochondrial myopathy, encephalopathy, lactic acidosis and stroke-like episodes) e la MERRF (myoclonic epilepsy, ragged-red fibers). Recentemente l 'analisi del DNA mitocondriale (mtDNA) ha reso possibile in alcuni casi di riconoscere i difetti genetici che sottendono alle manifestazioni cliniche, tuttavia mancano ancora precise correlazioni genetico cliniche, anche perché esistono overlaps sintomatologici tra le diffferenti sindromi. Dal punto di vista biochimico nella KSS sono stati spesso riscontrati difetti del citocromo C ossidasi e del coenzima Q, nella MELAS è stata più spesso riscontrata alterazione del complesso I della catena respiratoria e nella MERRF del citocromo C ossidasi (COX). Segnaliamo il caso di una paziente con la caratteristica triade dell a KSS - retinite pigmentosa, blocco cardiaco e oftalmoplegia progressiva esterna (PEO) - e con numerosi altri sintomi - bassa statura, disendocrinopatie, ipoacusia e acidosi lattica, comuni alle sindromi di MERRF e MELAS - che dopo un aborto spontaneo aveva avuto una bimba con sindrome di Floppy infant alla nascita e ritardato sviluppo motorio. All 'età di 40 anni la paziente ha improvvisamente presentato un episodio stroke-like esordito con una crisi epilettica. La RM evidenziava un area ischemica in regione parietale destra. Non frequentemente sono state segnalate sovrapposizioni della KSS con la MELAS sebbene sia di usuale riscontro l'associazione di MELAS in pazienti con PEO. Nella nostra paziente l'analisi del mtDNA non ha mostrato né delezioni né inserzioni. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | N. Marcello, R. Sabadini, D. Guidetti, M. Bondavalli, A. Marbini*, E. Merelli**, M. Baratti, R. Zucco, F. Solimè |
- Evoluzione Delle Macchine "Intelligenti" In Ambito Medico
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 495-501,1994 | | Titolo | Evoluzione Delle Macchine "Intelligenti" In Ambito Medico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Telematica, Università di Genova | | Riassunto | La storia dell'evoluzione delle macchine che ottengono dati dal corpo umano e li rappresentano all'occhio dell'operatore medico è la storia del tentativo di vedere all'interno di un paziente usando le capacità sensorio-cognitive dei medici ed evitando ogni approccio cruento. L'intelligenza, cesellata all'interno della macchina, è progettata allo scopo di preparare una corretta ed appropriata interazione tra l'operatore umano e la macchina stessa. La storia delle macchine intelligenti rappresenta quindi un ulteriore passo nell'evoluzione dei vari modi di rappresentare il corpo umano attraverso i secoli: dall'iconografia egiziana fino all'attuale approccio alla realtà virtuale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Tagliasco |
- Il Progetto Esprit Glad-In Art: Una Interfaccia A Guanto Per Il Controllo Dei Movimenti Manipolativi Ed Esplorativi In Ambiente Artificiale
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5/6), 619-625,1994 | | Titolo | Il Progetto Esprit Glad-In Art: Una Interfaccia A Guanto Per Il Controllo Dei Movimenti Manipolativi Ed Esplorativi In Ambiente Artificiale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Aitek Srl | | Riassunto | La realtà virtuale costituisce un modo nuovo di interpretare il mondo dei calcolatori elettronici e rivoluziona alcuni campi dell'informatica. Essa permette all'operatore umano di interagire direttamente, ed in tempo reale, con il mondo artificiale creato dagli elaboratori di immagini tridimensionali. Con la creazione di una nuova generazione di interfacce uomo-macchina, la realtà virtuale estende le applicazioni a tutti i campi collegati all'elaboratore: grafica, simulazione, telerobotica, applicazioni didattiche, industriali e mediche. Negli Ottimi anni i progressi della grafica computerizzata hanno in un certo senso ostacolato il bisogno di creare interfacce più dirette tra rappresentazioni grafiche ed umane del mondo virtuale. Il progetto GLAD IN-ART fa parte del progetto ESPRIT II, lanciato nel gennaio 1991, con l'obiettivo di implementare un sistema che, utilizzando i recenti sviluppi in campo hardware e software, fornisca all'utente una potente interfaccia dedicata ad appianare gli aspetti più critici dell'interazione uomo-macchina. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Ferrari |
- Il Rischio Di Ictus Ischemico Nella Fibrillazione Atriale Non Reumatica. Ruolo Della Terapia Anticoagulante
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (4), 273-281, 1994 | | Titolo | Il Rischio Di Ictus Ischemico Nella Fibrillazione Atriale Non Reumatica. Ruolo Della Terapia Anticoagulante | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Arcispedale Santa Maria Nuova, Reggio Emilia * Istituto psichiatrico San Lazzaro, Reggio Emilia | | Riassunto | Fino a a pochi anni fa c'erano incertezze sulla terapia utile per prevenire le complicanze primarie e secondarie della fibrillazione atriale non reumatica. Recentemente è stato dimostrato che anche bassi livelli di coagulazione sono efficaci nel prevenire gli episooli tromboembolici, pur avendo bassi rischi d'emorragia. Otto importanti studi prospettici e randomizzati hanno esaminato o stanno esaminando I'opportunità d'attuare una prevenzioone degli ictus ischemici nella fibrillazione atriale non valvolare mediante warfarin considerando anche gli eventi emorragici. Tutti gli studi hanno dimostrato una sostanziale riduzione degli eventi mediante terapia anticoagulante con percentuale non rilevante d'emorragie gravi ed in particolare d'emorragie cerebrali. In due di questi studi è stata valutata anche l'aspirina che è risultata non efficace a dosi di 75 mg/die ed efficace a 325 mg' anche se meno dell'anticoagulante. Ne viene consigliato l'uso nei p. d'età inferiore ai ó5 anni privi di una cardiopatia di r ilievo e di fattori clinici associati ad un rischio elevato. Per il gruppo di p. più anziani aventi le stesse caratteristiche vi sono incertezze a causa dei dati parziali di uno studio ancora in corso. Per i p. che hanno già avuto un episodio embolico l'uso del warfarin appare altamente consigliato a meno che non vi siano controindicazioni al trattamento. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Guidetti, E. Vescovini*, S. Terenziani, F. Solimé |
- Il Teleconsulto: Nostra Esperienza
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 537-541, 1994 | | Titolo | Il Teleconsulto: Nostra Esperienza | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Radiologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma | | Riassunto | La consultazione medica a distanza, fra medici professionisti, nell'ambito del territorio nazionale è l 'obiettivo prefissato per poter effettuare la sperimentazione, la teleconsultazione tramite la linea telefonica. Nel 1985 nacque in Italia il progetto Telecos per valutare uno scambio collettivo di informazione scientifica fra medici Grazie allo sviluppo di una metodologia costituita da un "digitalframe memoriesn a "video lento", composto da una videocamera, da una apparecchiatura rice-trasmittente via cavo telefonico e un monitor b/n per consultazione, fu possibile realizzare talefine. Tuttavia la risoluzione dell'immagine non era sufficiente per la grandezza delle pellicole. Un sistema successivamente sperimentato con un personal computer ha potuto dare una maggiore risoluzione d'immagine e superare tali limiti. L'evoluzione tecnologica di una rete via cavo potrà permettere in futuro la rapida spedizione di dati medici con immagini di alta definizione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Marano, M. Vincenzoni, P. Campioni |
- Indagine Epidemiologica Sulla Sclerosi Multipla Nella Provincia Di Reggio Emilia
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (I ), 23-27,1994 | | Titolo | Indagine Epidemiologica Sulla Sclerosi Multipla Nella Provincia Di Reggio Emilia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, * Servizio di Fisiochinesiterapia, ** Statistica Sanitana, Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia *** Clinica Neurologica di Modena **** Clinica Neurologica di Parma ***** Divisione Neu | | Riassunto | Proponiamo i risultati di uno studio epidemiologjco sulla SM condotto in provincia Reggio Emilia (2.29l Km2) nel periodo 1970-1990. La popolazione è pa.vsata da 393.142 residenti nel 1970 a 420.234 nel 1990; la media degli abitanti nel periodo dello studio è risultata di 408.556. Si è ottenuta una inciblenza media annuale di 1.63 casi per 100.000 abitanti. La prevalenza al 31-12-1990 era di 40.22 x 100.000 abitanti. Il nostro studio è una ulteriore dimostrazione che l'Italia è una zona ad alto rischio per la malattia ed attesta inoltre la possibilità d'eseguire rilevamenti epidemiologici attendibili anche in territori aventi una estensione provinciale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Guidetti, P. Simonazzi*, P. Zannoni**, S. Cavalletti***, E. Merelli***, D. Visentini****, E. Montanari*****, F. Solimè |
- Integrazione Di Immagini Reali Ed Immagini Storiche Per La Neurochirurgia Guidata
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5/6), 601-606,1994 | | Titolo | Integrazione Di Immagini Reali Ed Immagini Storiche Per La Neurochirurgia Guidata | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | 3ª Divisione di Neurochirurgia, Istituto Nazionale Neurologico "C. Besta, Milano | | Riassunto | Viene descritto uno strumento chirurgico che funge da puntatore stereotassico e da supporto per sistemi di acquisizione di immagini intraoperatorie, integrato con un software di ricostruzione anatomica tridimensionale. L'anatomia del malato in esame viene rappresentata volumetricamente, partendo da immagini CT, NMR o angiografiche, acquisite stereotassicamente. Il casco stereotassico rappresenta il sistema di riferimento comune sia per la ricostruzione delle immagini che per la calibrazione del puntatore chirurgico. Routines di modellamento grafi co consentono al chirurgo di verificare l'orientamento della traiettoria scelta, rispetto alla ricostruzione volumetrica della lesione, e del tessuto sano che la circonda. Immagini intraoperatorie, acquisite da una telecamera CCD ad alta risoluzione, montata sul puntatore, vengono fuse con le immagini anatomiche preoperatorie, grazie alla catena di encoders ottici ad alta precisione, che equipaggiano ogni segmento del puntatore articolato, collegati ah 'elaboratore g rafico. Il braccio articolato, dotato di freni elettromagnetici di sicurezza ad ogni giunto, può sorreggere altri strumenti per acquisizione di immagini intraoperatorie, come un endoscopio o una sonda ecografia le cui immagini possono essere integrate stereotassicamente con i dati morfologici preoperatori per l'esecuzione di procedure microneurochirurgiche minimamente invasive. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Giorgi |
- Interesse Della Spect Con Hm-Pao E Della Rmn Encefalica Nello Studio Dell'epilessia Criptogenetica Del Lobo Temporale.
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 40(2) 119-113,1994 | | Titolo | Interesse Della Spect Con Hm-Pao E Della Rmn Encefalica Nello Studio Dell'epilessia Criptogenetica Del Lobo Temporale. | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Maria Vittoria di Torino * Servizio di Medicina Nucleare dell'Università di Torino | | Riassunto | 38 pazienti affetti da epilessia criptogenetica del lobo temporale, 22 maschi e 16 femmine, di età media di 38 anni (range 16-75), sono stati sottoposti ad esame clinico e laboratoristico, EEG, TAC cranica, RMN encefalica, SPECT con HM-PAO con analisi qualitativa e semiquantitativa. La TAC cranica è risultata negativa in tutti i pz, la RMN positiva in 8 su 18, la SPECT in 30 su 38 con analisi qualitativa, in 15 su 38 con analisi semiquantitativa. Questi dati suggeriscono l'utilità delle metodiche RMN e SPECT nella valutazione di questo tipo di patologia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Giobbe, G.C. Castellano* |
- Introduzione Alle Reti Neurali E Alla Loro Realizzazione Circuitale
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 40 (5/6). 413-422. 1994 | | Titolo | Introduzione Alle Reti Neurali E Alla Loro Realizzazione Circuitale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Elettronica, Politecnico di Milano | | Riassunto | Le reti neurali come apparecchiatura computerizzata, sono state ispirate dai semplici modelli neurofsiologici di un cervello animale. Le attuali apparecchiature provengono direttamente dall'originale punto di partenza e, in molti casi lo scopo fnale è quello di risolvere un particolare problema e non, come in principio, quella di una verosimiglianza neurof siologica. Molte applicazioni delle reti neurali ai problemi della Ingegneria sono state sviluppate e, attualmente, molti ricercatori stanno sviluppando nuove applicazioni, particolarmente in quei campi nei quali un "tradizionale" algoritmo risolvente non è immediatamente prospettabile. n problema, tuttora aperto, anche se vari tentativi sono stati portati avanti anche da famosi esponenti in questo campo, è quello di una strutturazione di una rete neurale affidabile e quello di portare a termine rapidamente le reti neurali | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Storti Gajani |
- Ipofisite Ed Epifisite Granulomatosa: Presentazione Di Un Caso
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 40 (2), 159-161, 1994 | | Titolo | Ipofisite Ed Epifisite Granulomatosa: Presentazione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Anatomia Patologica dell'Università di Milano | | Riassunto | Viene presentato un caso autoptico di una piccola paziente di 31 mesi di età affetta da Malattia di Caroli, deceduta per insufficienza epatica mentre era in lista di attesa per trapianto di fegato, nella quale l 'esame necroscopico ha rivelato casualmente la presenza di una granulomatosi sistemica con localizzazioni multiple e, in particolare a livello epifisario ed ipofisario, non evidenziatisi sul piano clinico, forse a genesi tubercolare (riscontrati bacilli alcool-acido resistenti colorati con lo Ziehl-Nielsen), in cui tale processo morboso potrebbe essere stato favorito dalla M. di Caroli e dalla terapia immunosoppressiva pre- trapianto. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Vanini, A. Tarocchi, T. Masini |
- Kinking Del Tronco Anonimo Associato A Varianti Anatomiche Complesse Dei Vasi Epiaortici
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (2). 115-117, 1994 | | Titolo | Kinking Del Tronco Anonimo Associato A Varianti Anatomiche Complesse Dei Vasi Epiaortici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Civile, Vasto | | Riassunto | Il kinking arterioso, a causa della brusca variazione di direzione del flusso, determina una severa turbolenza in grado di provocare, durante un rialzo pressorio, una maggiore angolatura del vaso fino al blocco temporaneo del flusso ematico. La teoria emodinamica, in presenza di inginocchiamenti e torsioni arteriose, può spiegare gli effetti ischemici del tutto sovrapponibili agli effetti di lesioni atero-sclerotiche stenosanti o di ostruzioni intermittenti. Nel nostro caso l'insorgenza anomala della carotide comune di sinistra riduce la quota ematica nel distretto carotideo di destra, già penalizzato dalla presenza del kinking. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Litterio, M. Cipulli, L. Intoccia, M. Treviso, D. Antonini |
- L'impiego Dell'autotraining Di Rilassamento Respiratorio Nella Spasmofilia
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 40 (2). 163-168, 1994 | | Titolo | L'impiego Dell'autotraining Di Rilassamento Respiratorio Nella Spasmofilia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica Ospedale Civile di Fidenza (Parma) | | Riassunto | Sono stati studiati 2 gruppi di 40 spasmofilici paragonabili per età, sesso e frequenza di sintomi re.spiratori. Entranlbi i gruppi ricevettero la stessa terapia farmacologica: calcio, 25-idrossicolicalcifediolo e calcitonina. Il primo gruppo seguì anche 18 sedute di tecniche di rilassamellto re.spiratorio (TRR), effettuate da un fisioterapista competente ed e.sperto. Il miglioramento del I gruppo (TRR+farmaci) fu buono in 32 casi, moderato in ó e scarso in 2. Nel 11 gruppo (solo farmaci) i risultati furono buoni in 20 casi, moderati in 11 e insoddi.sfacenti in 9. I risultati mostrano l'utilità della TRR nella terapia della spasmofilia, .specialmente nei pazienti con sintomi re.spiratori e positività dell'EMC in iperpnea. L'iperventilazione induce riduzione del calcio ionizzato e alvalosi che aumentano l'eccitabilità nel(roml(scolare e diminuiscono il flusso cerebrale; la correzione dell'iperventilazione COII la TRR può attenuare i disturbi della .spasmofilia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Saginario, R. Menozzi, C. Abbati, A. Morandi |
- La Neuroradiologia Delle Malattie Mitocondriali
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (3), 237-242, 1994 | | Titolo | La Neuroradiologia Delle Malattie Mitocondriali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neuroradiologia, Istituto Nazionale Neurologico C. Besta», Milano | | Riassunto | La Risonanza magnetica e la Tomografia computerizzata del cervello sono state effettuate in 45 pazienti affetti da malattie mitocondriali e in guesto studio vengono passate in rassegna. Nella Malattia di Leigh le anomalie riscontrabili nel tronco dell'encefalo sono più comuni delle lesioni del putamen: esse sono state riscontrate soprattutto nel bulbo, nel tegmento pontino, nell'area perisequeduttale e nella sostanza bianca cerebellare interessando anche il nucleo dentato. Lesioni del nucleo subtalamico erano caratteristiche del defcit di COX. Nelle MELAS le prime lesioni interessano usualmente le regioni posteriori degli emisferi cerebrali. Una evanescenza di tali anormalità è stata osservata. Con il ripetersi degli episodi apoplettiformi si osservano lesioni anche in sede cerebellare, nei gangli della hase, nella corteccia fronto-parietale, con successivo sviluppo di una atrof a cerebrale marcata. Talora l 'inizio degli episodi apoplettiformi viene preceduto dalla presenza di calcif cazioni nei gangli della base e (la un 'atrof a cerebellare. Le calcif cazioni dei gangli (lella base si trovano anche in casi di MERRF di Sindrome di Kearn-Sayre. In questa forma le anormalità di immagine cerebrale appaiono nella sostanza bianca sottocorticale, nei gangli della base, nel talamo e nelle regioni dorsali della parte superiore del tronco. Un certo tipo di anormalità è stato descritto anche nel Deficit di beta-ossidazione degli acicli grassi e nella Atrofi a ottica di Leher. Nella oftalmoplegia esterna progressiva può essere presente una minima atrof a cerebellare, ma in tcole processo morboso la RMN cerebrale è in genere normale. Si possono riscontrare vari tipi di interessamento cerebrale della RMN anche in casi non classif cabili di malattia mitocondriale. Le anomalie della RMN osservate in un caso clinicamente non diagnosticato possono suggerire la diagnosi di malattia mitocondriale e talora anche una sindrome clinica specifica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Savoiardo, E. Ciceri |
- La Scelta Del "Timing" Chirurgico Nei Pazienti Con Emorragia Subaracnoidea Da Fissurazione Di Aneurisma Del Circolo Cerebrale Sopratentoriale: Analisi Mediante Rete Neurale
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 453-458,1994 | | Titolo | La Scelta Del "Timing" Chirurgico Nei Pazienti Con Emorragia Subaracnoidea Da Fissurazione Di Aneurisma Del Circolo Cerebrale Sopratentoriale: Analisi Mediante Rete Neurale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione neurochirurgica, E.O.Ospedali Galliera, Genova * Dip. elettrico elettronico e sistemico, Facoltà di Ingegneria, Università di Catania | | Riassunto | La scelta di un timing chirurgico, precoce o ritardato è, come è noto, un problema nel trattamento delle emorragie subaraonoidea da rottura di aneurisma. Attraverso l'analisi di un ampio gruppo di pazienti nei quali sono stati comparate le strategie terapeutiche e i risultati chirurgici, la controversia rimane aperta e solo parzialmente risolta. Scopo di questo studio è la scelta di un timing ideale in rapporto alla sequenza degli eventi caratterizzante la evoluzione dell'emorragia subaraonoidea (ESA), mediante una Rete Neurale. I nostri pazienti con ESA da rottura aneurismatica sopratentoriale sottoposti a chirurgia sono stati presi in considerazione per questo studio. Il timing è stato scelto (selested) da un esperto e non è stato mai preso in considerazione un timing "a priori". Ciascun paziente (pattern) è stato descritto in accordo con i parametri diagnostici clinico-strumentali: Scala di Hunt-Hess. I dati TAC sono stati considerati in base alla scala Fischer. I dati del Doppler transcranico - secondo l'indice VM e Gosling - sono stati usati per mettere in luce la eventuale esistenza di un vasospasmo. Gli "input nodes" dei patterns sono stati elaborati mediante una rete neurale autoassociativa del tipo Multilayer Perceptrone la quale, attraverso la classica tecnica di "back-protection", elaborava il timing chirurgico. L'analisi della rete neurale ci ha permesso di stabilire q.s.: 1) vi è una differenza fra il parere dell'Esperto e la classificazione fornita dalla rete neurale; 2) la coincidenza fra le due classificazioni è considerevole nella chirurgia di urgenza, mentre decresce nella chirurgia ritardata. Essa varia anche a seconda della localizzazione degli aneurismi L'analisi attraverso un sistema esperto di realtà multifattoriali e biologicamente complesse, benché iniziale, può rappresentare un approccio innovativo e contribuire a una migliore conoscenza e facilitazione della soluzione di questi problemi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Mazzone, P. Arena*, L. Fortuna*, R. Pisani, T. Vangelista |
- La Sclerosi Multipla Può Recidivare Anche Dopo 20 Anni? A Proposito Di Due Casi Clinici
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (1), 67-70, 1994 | | Titolo | La Sclerosi Multipla Può Recidivare Anche Dopo 20 Anni? A Proposito Di Due Casi Clinici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Giovanni Bosco, Torino | | Riassunto | La sclerosi multipla ha un decorso estremamente variabile ed imprevedibile. Dai dati della letteratura emerge che, nella forma recidivante-remittente, I'intervallo di tempo tra la manifestazione clinica d'esordio e la successiva poussèe può anche superare i 5 anni [3]. Noi abbiamo osservato clue casi di sclerosi multipla definita, recidivati dopo un periodo di completa remissione clinica, della durata rispettiva di 22 anni e 16 anni. Nel primo caso il sintomo iniziale fu una paraparesi spastica, e quello successivo un'emiparesi destra. Nel secondo caso ad una paraparesi degli arti inferiori fece seguito, a distanza di 16 anni, una monoparesi brachiale sinistra. Non siamo a conoscenza di segnalazioni in letteratura di altri casi di sclersi multipla caratterizzati da un così lungo intervallo di tempo tra l 'inizio clella malattia e la prima recidiva. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Gentile, D. Cassano, G. Chianale, N. Lovera, R. Cavallo, I. Sacerdote |
- La Sindrome Del Tunnel Tarsale: Studio Elettromiografico, Indicazioni Terapeutiche E Follow-Up Di 4 Casi
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (2), 123-129, 1994 | | Titolo | La Sindrome Del Tunnel Tarsale: Studio Elettromiografico, Indicazioni Terapeutiche E Follow-Up Di 4 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Scienze Neurologiche, Università di Siena *U.O. Neurochirurgia USL 30, Siena ** Cl. Dermosifilopatica, Università di Siena | | Riassunto | Riportiamo lo studio elettrofisiologico di 4 pazienti affètti da tunnel tarsale. La sindrome era idiopatica in un uomo di 56 anni, conseguente a distorsione della caviglia destra in una ragazza di 17; due donne, di 51 e 60 anni, erano affiette rispettivamente da artrite reumatoide e sclerodermia. L'EMG del m.abduttore dell'alluce mostrava segni neurogeni in 3 soggetti, uno dei quali con denervazione in atto. In tutti i casi la latenza motoria distale del n.tibiale era aumentata e le VCS erano ridotte. Si è registrata una remissione pressoché completa della sintomatologia nell'uomo e nella ragazza, sottoposti a decompressione chirurgica, e nella donna con artrite reumatoide, trattata con infiltrazioni steroidee. Viceversa la donna con sclerodermia non è migliorata dopo analoga terapia steroidea. Nelle tre donne lo studio elettrofsiologica, ripetuto dopo terapia, dimostrava un signifiativo recupero della conduzione distolte lungo il nervo tibiale malgrado l'insuccesso clinico registrato in una paziente. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Mondelli, F. Reale*, C. Romano**, P. Della Porta, A. Rossi |
- La Sintesi Intratecale Dl Igm Nella Sclerosi Multipla Ed In Altri Disordini Neurologici
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neuroblologia, 40 (1), 33-38,1994 | | Titolo | La Sintesi Intratecale Dl Igm Nella Sclerosi Multipla Ed In Altri Disordini Neurologici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università di Ferrara | | Riassunto | Gli autori hanno valutato, nella presente ricerca, le IgM liquorali in pazienti affetti da Sclerosi Multipla (SM) Clinicamente Def nita/Probabile (SMCD/P; n=32), SM Clinicamente Possibile/ Sospetta (SMCP/S; n=15), Altri Disordini Neurologici (ADN; n=55) e in 27 controlli sani. La produzione intratecale di IgM è stata indagata utilizzando I 'IgM Inde.r e la Formula di Reiber. I valori normali per l 'lgM Index sono inferiori a 0.48 e per la Formula di Reiber minori di R33. Le SMCD/P e le SMCP/S sono state suddivise in due gruppi in base alla fase di attività della malattia: Fase Acuta e Fase CronicoProgressiva. Nelle SMCD/P l'lgM Index è risultato positivo nel 21.8% dei pazienti e la Formula di ReEber ha dimostrato una sintesi intratecale di IgM nel 78.1% (la differenza è statisticamente signif sativa). Nelle SMCP/S l 'IgM Index è risultato positivo nel 26.ó% dei casi e la Formula di Renier nel 53.3%. Non è stata notata alcuna differenza signif cativa per entrambe le formule tra Fase Acuta e Cronico-Progressiva nel gruppo delle SMCD/P, mentre tutti i pazienti con SMCP/S e indici positivi erano in Fase Acuta. Nei 55 ADN l'lgM Inelex è risultato positivo nel 16.3% e la Formula di Reiber nel 52.7%, con una differenza statisticamente significativa. La Formula di Reiber inoltre dimostra una differenza significativa soltanto quando si confrontano le SMCD/P con gli ADN e, fra questi, con le Neuropatie Periferiche. Questi dati indicano comunque una scarsa afa clabilitbi degli indici quantitativi dedicati alle IgM, risultando la dimostrazione di Bande Oligoclonali liquorali IgM il metodo di scelta per dirimere la fase di attività della malattia in esame. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Paolino, E. Fainardi, M.C. Addonizio, P. Ruppi, R. Tola, I. Casetta, E. Granieri, M. Carreras |
- La Tele Radiologia Nelle Emergenze Medico Chirurgiche: Nostra Esperienza Nella Trasmissione Di Immagini Tc
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5/6), 591-595, 1994 | | Titolo | La Tele Radiologia Nelle Emergenze Medico Chirurgiche: Nostra Esperienza Nella Trasmissione Di Immagini Tc | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di Neuroradiologia, Università degli Studi di Bari | | Riassunto | Proponiamo la creazione di una rete telematica per la trasmissione di immagini TC nella Regione Puglia. È previsto un collegamento Mono e bidirezionale tra tutti i presidi radiologici pubblici dotati di TC. In base alle strutture in dotazione ed al bacino di utenza, è possibile identificare centri di ° livello e centri di II°livello. Questi ultimi sono dotati di tutti i presidi diagnostico-terapeutici necessari per la gestione avanzata e mirata delle urgenze. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Dicuonzo, R. De Blasi, D. Milella, A.M. Recchia Luciani, A. Carella |
- La Telemedicina. Definizioni, Campi Di Applicazione, Prospettive
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 531-534,1994 | | Titolo | La Telemedicina. Definizioni, Campi Di Applicazione, Prospettive | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Istituto Regina Elena, Roma | | Riassunto | La telemedicina può essere considerata un settore medico della telematica, nel quale si attua un sistema di diagnostica e di assistenza medica a distanza, utilizzando le telecomunicazioni per trasmettere, oltre alla voce, anche segnali biomedici, comprese le immagini in tempo reale. Il concetto innovativo introdotto dalla telemedicina consiste nella possibilità di controllare, da parte di un ristretto gruppo di operatori sanitari lo stato di un largo strato di popolazione, sia tramite una telesorveglianza a scopo preventivo, sia tramite un teleconsulto a scopo diagnostico, oppure un telesoccorso in caso di emergenza, realizzando una ottimizzazione dei servizi tale da ridurre grandemente i costi di gestione. Il collegamento telematico avviene trasmettendo i dati biomedici attraverso una rete telefonica commutata (la normale rete telefonica cittadina), o una rete telefonica dedicata, oppure con un ponte radio. Il campo di applicazione della telemedicina (nelle due aree del monitoraggio e dell'emergenza), è vast issimo: esso trova spazio in strutture, sanitarie o no, come ospedali, ambulatori ambulanze, fabbriche, strutture militari centri sportivi scuole, carceri, singoli cittadini ecc. Le prospettive della telemedicina sono legate alla ricerca telematica e confortate dalle continue innovazioni degli strumenti medici. Basti pensare al vertiginoso sviluppo delle telecomunicazioni con l'introduzione dei satelliti e delle reti a fibre ottiche, alla sperimentazione delle "cards” sanitarie, ed all'evoluzione verso la Rete Digitale Integrata dei Servizi ISDN). Grazie a queste innovazioni la qualità e la quantità dei segnali biomedici trasmessi aumenterà a dismisura, mentre l'introduzione dei satelliti consentirà di realizzare una dignitosa assistenza sanitaria in enormi aree dei paesi del Terzo Mondo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Mastrostefano |
- La Teletrasmissione Nella Pratica Radiologica. Esperienza Triennale
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5/6), 577-580, 1994 | | Titolo | La Teletrasmissione Nella Pratica Radiologica. Esperienza Triennale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Radiologia, Ospedale di Pistoia | | Riassunto | Viene riportata, con il presente studio, I 'esperienza con un sistema di teleradiologia ad alta velocità acquisita negli anni 1991-93. Ogni giorno circa 40 pazienti vengono sottoposti ad esami a raggi X presso il Servizio di Pronto Soccorso del nostro ospedale. I radiogrammi vengono digitalizzati e trasmessi mediante una linea telefonica dedicata, al Dipartimento di Radiologia, distante circa un chilometro dal Pronto Soccorso. Presso il Dipartimento, 4 Radiologi indipendentemente fra di loro, analizzano i radiogrammi digitalizzati e, più tardi quelli originali. Una analisi statistica ha confermato che è possibile una accurata diagnosi precoce con la teleradiologia digitale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Piperno |
- Le Basi Molecolari Delle Encefalopatie Mitocondriali
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (3), 203-216, 1994 | | Titolo | Le Basi Molecolari Delle Encefalopatie Mitocondriali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Institute of Clinical Neurology, University of Milan | | Riassunto | Le recenti acquisizioni della biologia molecolare applicata alla patologia mitocondriale hanno consentito di classificarla sulla hase dei difetti del DNA mitocondriale (mtDNA), del DNA nucleare (nDNA) o di difetti di comunicazione tra i due genomi. I difetti del nDNA possono interessare geni tessuto-specifici e manifestarsi quindi in un fenotipo clinico confinato a un solo o a pochi tessuti come accade nella "miopatia mitocondriale infantile fatale" con deficit di COX (citocromo-ossidasi). Difetti del nDNA possono anche coinvolgere geni non tessuto-specifici che codificano per proteine comuni a tutti i tessuti e sono quindi causa di disordini multisistemici: un esempio di deficit enzimatico generalizzato si osserva nella Syndrome di Leigh in cui si registra una marcata diminuzione di COX Difetti dei geni nucleari che controllano il trasporto delle proteine nei mitocondri sono stati inoltre dimostrati in seguito all'evidenza di una mutazione puntiforme non-senso nella presequenza dell'enzima metil-malonil -CoA mutasi e in una miopatia congenita dell'infanzia in cui una FeS proteina del complesso 111 (Rieske protein), evidente sia nell'omogenato di muscolo che nel citosol, non veniva isolata nei mitocondri. Due infine sono i disordini dovuti a difetti di comunicazione tra i due genomi: nel primo, descritto in alcune famiglie affette da PEO (Progressive External Ophtalmoplegia) si è evidenziata la presenza di "delezioni multiple" del mtDNA ed una modalità di trasmissione autosomica dominante; nel secondo, caratterizzato da una variabile espressione tissutale, si è osserva- 9 ta una deplezione del mtDNA. Le alterazioni molecolari identificate nel genoma mitocondriale si possono classificare in tre tipi principali: una mutazione puntiforme si palesa nella neuroretinopatia ottica ereditaria di Leher; una mutazione puntiforme nel gene del tRNA Iys e del tRNA leu si riscontra rispettivamente nella MERRF (Mioclono epilessia con fihre "ragged red ") e nella MELAS (Encefalopatia mitocondriale con acidosi lattica ed epi sodi simil ischemici); estese delezioni del mtDNA si associano infine a fenotipi clinici complessi tipo KKS (Kearns-Sayre Syndrome) o raggruppamenti sintomatologici parziali tipo CPEO (Chronic Progressive External Ophtalmoplegia). 204 | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | N. Bresolin, F. Mazzucchelli, G. Scarlato |
- Le Basi Neurologiche Della Soggettivita'
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 393-399, 1994 | | Titolo | Le Basi Neurologiche Della Soggettivita' | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cit University of New York | | Riassunto | Fu Freud per primo che notò come la struttura dei processi mnemonici immagazzinati nell'inconscio fosse molto diversa dalla struttura degli stessi quando affiorano a livello conscio. Per spiegare ciò dovrebbe essere rivisto il concetto di "localizzazione difunzione", insieme alle nostre nozioni di memoria e coscienza. È stato dimostrato che le nozioni di "comprensione" e di "percezione" non sono due funzioni separate, come sosteneva Flechsig, ma i neuroscienziati odierni sembrano ignorare ciò. Gli effetti dei danni cerebrali non consistono in una perdita di una delle due capacità di percepire o capire, bensì nella perdita di entrambe le capacità: vale a dire che è la struttura della conoscenza del paziente che viene alterata. Il movimento, I'attività motoria sono essenziali per la nostra capacità di percepire e comprendere il nostro ambiente. La conoscenza conscia è molto diversa dalle informazioni immagazzinate nei computer, ma coscienza e percezione non sarebbero possibili se il cervello non usasse i movimenti come base per la sua integrazione dell'esperienza sensoria: per far ciò il cervello deve stabilire una "immagine del corpo" inconscia e dinamica. E dai movimenti coordinati del corpo che il cervello fa scaturire questa immagine interna del corpo: un unico punto di riferimento che rende possibili i nostri sensi di soggettività e continuità. L'immagine dinamica del corpo costituisce un'unica struttura di riferimento per tutte le attività cerebrali ed è la base neurologica della nostra soggettività. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | I. Rosenfield |
- Le Catene Leggere Libere Kappa E Lambda Nella Sclerosi Multipla Ed In Altri Disordini Neurologici
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (I ), 29-32,1994 | | Titolo | Le Catene Leggere Libere Kappa E Lambda Nella Sclerosi Multipla Ed In Altri Disordini Neurologici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università di Ferrara | | Riassunto | Sulla base di precedenti ricerche riguardo le Catene Leggere Libere Kappa (CLLK) e Lambda (CLLL) liquorali (LCR), le abbiamo dosate in soggetti affetti da Sclerosi Multipla Clinicamente Definita/Probabile (SMCD/P; n=32), Sclerosi Multipla Clinicamente Possibile/Sospetta (SMCP/S; n=15), Altri Disordini Neurologici (ADN; n=55) e in controlli sani (n=27). La concentrazione delle CLLK e CLLL LCR è risultata più alta nelle SMCD/P e negli ADN rispetto agli altri due gruppi. Per l'incremento negli ADN, una possibile spiegazione è che in questo gruppo sono maggiormente rappresentati i disordini infammatori del SNC. Se consideriamo poi le ratioLCR CLLK/CLLL, questo dato si conferma con una differenza statisticamente significativa soltanto per la SMCD/P. Al contrario, la ratio CLLK/CLLL (siero/LCR) è statisticamente significativa solo per gli ADN. Ciò sembrerebbe indicare che gli ADN sono dipendenti dalla risposta immune Morale sistemica e le SMCD/P da quella intra tecale. In quest'ottica, possiamo supporre che il dosaggio dello CLLK e CLLL Pau) rappresentare un utile mezzo diagnostico dal momento che la loro specificità nelle SMCD/P appare statisticamente significativa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Paolino, E. Fainardi, M.C. Addonizio, R. Pascarella, I. Casetta, V. Govoni, R. Tola, E. Granieri, M. Carreras |
- Le Cisti Aracnoidee Sintomatiche Sovratentoriali: Differenti Modalità Di Trattamento
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (2),141-145, 1994 | | Titolo | Le Cisti Aracnoidee Sintomatiche Sovratentoriali: Differenti Modalità Di Trattamento | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Prima divisione neurochirurgica, IsUtuto Neurologico "C. Besta' Milano | | Riassunto | Le differenti modalità di trattamento chirurgico delle cisti araenoidee sovratentoriali sperimentate su 30 pazienti nel nostro Istituto (Derivazione cistoperitoneale, asportazione, fenestrazione della cisti e derivazione) offrono tutte una buona percentuale di successo. La scelta del tipo di intervento non è quincli univoca, ma va fatta tenendo conto non solo delle caratteristiche cdella cisti (localizzazione, volume, emisfero dominante) ma anche dei dati clinici globali del paziente (età, stato di salute). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Pluchino, S. Giombini, S. Lodrini, L. Giannachi |
- Meccanismi Di Regolazione Del Flusso Ematico Cerebrale. Parte 2: Studio Sperimentale. Correlazioni Tra Pressione Intracranica E Velocita Di Flusso Ematico
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Rlv. Neurobiologia, 40 (4), 305-312,1994 | | Titolo | Meccanismi Di Regolazione Del Flusso Ematico Cerebrale. Parte 2: Studio Sperimentale. Correlazioni Tra Pressione Intracranica E Velocita Di Flusso Ematico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Clinicizzata di Neurochirurgia, Ospedale Civile di Temi *Div. di Neurochirurgia e **Div. di Neurologia, Ospedale S. Filppo Nerl Roma | | Riassunto | La vasoregolazione cerebrale consiste in un complesso meccanismo con cui il sistema cerebro-vascolare è in grado d¾ mantenere ,entro certi limiti, una costanza di flusso ematico a fronte di variazioni, fisiologiche o patologiche, della pressione di perfusione d'organo e del metabolismo sistemico. Vengono qui presentati due modelli sperimentali di induzione di ipertensione endocranica e valutazione delle relative modificazioni di flusso. Sono stati registrati i parametri basali (ECG, emogasanalisi, pressione arteriosa sistemica) e distrettuali di pressione intracranica contemporaneamente registrate le variazioni di velocità di flusso ematico cerebrale, con rilevazione Doppler in un modello sul coniglio a livello carotideo interno, nel secondo modello sull'agnello a livello ulel seno venoso longitudinalc. Le variazioni di pressione e di velocità di flusso sono state seguite durante il corso di fasi successive di ipertensione enclocranica indotta mediante infusione intraventricolare fino ad ottenere l 'arresta del flusso carotideo ed il silenzio elettrico corticale (quadro di tamponamento centrale). I risultati ottenuti sembrano convalidare 1: la scelta (dei due modelli per uno studio delle modificazioni che intervengono su più vernsanti del letto vascolare cerebrale; 2: I 'importanza del settore venoso predurale, sia in condizioni f siologiche che in corso di ipertensione enclocranica, nel condizionare ilflusso ematico, cerebrale. La monitorizzazione sincrona della velocità di flusso ematico in ingresso ed in uscita dallo spazio durale sembra in grado di indicare la sede ed i meccanismi preposti alla regolazione delflusso ematico cerebrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Rinaldi*, C. Anile, G. Maira, G. Neri ** |
- Metodi Neurali Per L'analisi Di Immagini Cerebrali
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 403-412, 1994 | | Titolo | Metodi Neurali Per L'analisi Di Immagini Cerebrali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Dipartimento di Ingegneria Elettronica, Università di Firenze # Dipartimento di Fisiopatologia Clinica, Università di Firenze | | Riassunto | Fra le applicazioni delle reti neurali in campo medico, I'analisi automatica delle immagini è una di quelle in cui queste tecniche si sono dimostrate più efficaci. In questo lavoro vengono descritti due sistemi per caratterizzare i tessuti nelle immagini di risonanza magnetica cerebrale. Ciò può consentire di identificare le diverse strutture anatomiche cerebrali ed eventualmente ricostruirle in 3D, o di mettere in luce lesioni quali ad esempio, placche di sclerosi multipla. Entrambi i sistemi impiegano sequenze spin eco standard senza richiedere acquisizioni multiple o non convenzionali. Il lavoro descrive anche alcuni risultati ottenuti con tali sistemi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Cagnoni*, G. Coppini*, G. Pellicanò#, G. Dal Pozzo#, G. Valli*, R. De Dominicis# |
- Modificazioni Dei Potenziali Evocati Uditivi Del Tronco Indotte Dall'iperventilazione Volontaria In Soggetti Normali E Spasmofilici
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 40 (2), 171-175, 1994 | | Titolo | Modificazioni Dei Potenziali Evocati Uditivi Del Tronco Indotte Dall'iperventilazione Volontaria In Soggetti Normali E Spasmofilici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Otorinolaringoiatrica, Ospedale Maggiore di Parma * Divisione Neurologica, Ospedale Civile di Fidenza | | Riassunto | L'iperventilazione aumenta l'eccitabilità neurclle per l'alcalosi e per l'ipocalcemia ionizzata condizione comune nella spasmofilia. Lo scopo del lavoro è di studiare gli effetti dell’ iperventilazione sulla concduzione clelle vie acustiche centrali mediante i potenziali evocati uditivi del tronco (BAEP). Abbiamo registrato i BAEP prima e dopo iperpnea di 3' in un campione di 15 soggetti sani e 15 pazienti spasmofilici normoacustici. L'iperventilazione ha modificato i parametri dei BAEP, in particolare dello latenze interpicco nei normali e, con maggiore eviclenza, negli spasmofilici senza pero caratteristiche patognomiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | I. Bolla, C. Abbati*, E. Cantoni, M. Guida, R. Menozzi*, A. Saginario |
- Neurite Ottica Come Prima Manifestazione Di Sclerosi Multipla: Analisi Delle Principali Caratteristiche E Quantificazionedel Periodo Di Latenza. Casistica Personale
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neuroblologia, 40 ( I ), 85-93,1994 | | Titolo | Neurite Ottica Come Prima Manifestazione Di Sclerosi Multipla: Analisi Delle Principali Caratteristiche E Quantificazionedel Periodo Di Latenza. Casistica Personale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurologia, ** Divisione di Oculistica, *** Divisione di Radioterapia, Ospedale Civile "Umberto 1': Mestre-Venezia | | Riassunto | Di fronte ad una neurite ottica per la quale non è possibile un immediato inquadramento etiologico, sorge il sospetto che possa trattarsi della prima manifestazione di sclerosi multipla. Abbiamo voluto esaminare le caratteristiche cliniche di tali neuriti, gli eventuali fattori di rischio per un'evoluzione in sclerosi multipla ed abbiamo cercato di stabilire il tempo di latenza da una diagnosi di certezza secondo Poser Questo studio è stato condotto mediante analisi tielle cartelle cliniche e riesamina dei pazienti; per stabilire la signif catività Lei dati raccolti sono stati utilizzati test statistici quali il test esatto di Fishel; il test di Pearson. Le associazioni sono state esaminate col calcolo dell 'Odds ratio. I gruppi sono stati confrontati con il test di MantelCox e Breslow. Per l 'analisi del periodo libero da diagnosi è stato utilizzato il metodo di Kaplan-Meier | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Masato, F. Buoso**, M. Busetto***, C. Ravenna* |
- Neuroscienza Ed Eidomatica: Le Prospettive Della Modellazione Virtuale (Lezione Magistrale)
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5/6), 627-633,1994 | | Titolo | Neuroscienza Ed Eidomatica: Le Prospettive Della Modellazione Virtuale (Lezione Magistrale) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | | | Riassunto | La modellazione interattiva virtuale può migliorare notevolmente la conoscenza della anatomia e della fisiologia del sistema nervoso e contribuire altresi allo sviluppo delle altre aree specialistiche nel campo delle neuroscienze. Ma la modellazione può dar luogo a incertezza nei confronti dei concetti classici di morfologia e di funzione. La principale caratteristica dei nuovi modelli virtuali consiste nella "funzionalizzazione" delle strutture prospettate dalle immagini sfumando le differenze fra anatomia e fisiologza. Il risultato più tipico della modellazione scientifica è la "imaging digitale medico" che solleva altri problemi. Uno di questi riguarda il campo chirurgico (particolarmente nell'ambito della neurochirurgia) e consiste nella interazione con la realtà virtuale e con l'ambiente virtuale. La Eidomatica, disciplina dedicata alle immagini generate dal computer può cercare di risolvere tali problemi | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | T. Maldonado |
- Oftalmoplegia Esterna Progressiva Ad Insorgenza Tardiva, Fenotipoclinico Di Miopatia Mitocondriale
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (3), 265-267, 1994 | | Titolo | Oftalmoplegia Esterna Progressiva Ad Insorgenza Tardiva, Fenotipoclinico Di Miopatia Mitocondriale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.S.S.L. 70 - Unità Operativa di Neurologia, Legnano U.S.S.L. 79 - Unità Operativa di Neurologia, Voghera*, Laboratorio di Istologia Padiglione Ponti, Milano** | | Riassunto | Descriviamo il caso clinico di una donna 72enne giunta alla nostra osservazione dopo una sintomatologia esortlita ó-7anni addietro e caratterizzata da oftalmoplegia esterna progressiva con debolezza agli arti inferiori per minimi sforzi. Tale combinazione di sintomi, stante la negatività sostanziale degli esami di neuroimaging e di laboratorio eseguiti ma con reperto positivo di "ragged-red fibers" alla biopsia muscolare ci ha fatto ipotizzare una encefalopatia mitocondriale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Mariani, R. Freschi, A. Giorgetti, P. Perrone, E. Magrotti*, N. Checcarelli** |
- Pacs, Minipacs, Prepacs. Storia Di Un Regresso Tecnologico, Ma Di Un Progresso Clinico-Gestionale
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 491-494,1994 | | Titolo | Pacs, Minipacs, Prepacs. Storia Di Un Regresso Tecnologico, Ma Di Un Progresso Clinico-Gestionale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Radiologia, 11 Cattedra, Università "La Sapienza', Roma | | Riassunto | L'informatizzazione dei reparti di radiologia ha reso necessario lo sviluppo dei Sistemi Radiologici Informatici (RIS) e, successivamente, la creazione dei Picture Archiving and Communication System (PACS), i quali, dopo una fase iniziale di entusiasmo, sono risultati insufficienti. In questo lavoro vengono prospettati nuovi sistemi simili al RIS ma che permettono anche il trattamento delle immagini più significative. Tuttavia le immagini introdotte nel sistema sono utili più per una consultazione grossolana che per f ni diagnostici | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Passariello, C. Catalano, P. Pavone, M. De Santis, R.F. Grasso |
- Patologia Nelle Reti Neurali
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 429-443,1994 | | Titolo | Patologia Nelle Reti Neurali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Psicologia - Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roma | | Riassunto | Le reti neurali sono modelli computazionali del comportamento ispirati al sistema nervoso. A questi modelli si chiede di dar conto non solo dei comportamenti normali ma anche di quelli patologici. Tuttavia fino ad oggi solo una parte limitata della ricca fenomenologia di disturbi neurologici e psichiatrici è stata simulata con reti neurali. Per estendere la varietà di disturbi neurologici e psicologici affrontabili con i modelli neurali è necessario che questi modelli tengano conto non solo del sistema nervoso e dell'apprendimento ma anche dell'evoluzione, della genetica, dello sviluppo biologico dai geni al fenotipo, e dell 'ambiente fisico e sociale in cui gli esseri umani vivono e si comportano. Alcune direzioni di ricerca in Vita Artificiale sembrano essere promettenti dal punto di vista di queste estensioni e quindi fanno sperare che i modelli neurali potranno aiutarci a capire meglio la complessa fenomenologia dei disturbi del comportamento. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Parisi |
- Problemi Di Interazione Con Ambienti Virtuali
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5/6), 607-618, 1994 | | Titolo | Problemi Di Interazione Con Ambienti Virtuali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Scuola Superiore S. Anna, Pisa | | Riassunto | L'interazione tra operatore umano e l'ambiente simulato al calcolatore rappresenta un aspetto innovativo delle nuove tecnologie di ambienti virtuali. Interazione riguarda un flusso di informazione e di azione nei due sensi tra operatore ed ambiente simulato. Perché questo possa awenire è necessario un sistema di interfaccia uomo macchina che consenta di registrare i comandi ed i movimenti eseguiti dall'utente ed, al tempo stesso, di riportargli informazioni o stimoli sensoriali adeguati relativi all'andamento dell'operazione all'interno dell'ambiente virtuale. Una sensazione ideale di presenza virtuale è comunque ancora ben lontana dall'essere ottenuta per mezzo delle tecnologie di sistemi di interfaccia attualmente disponibili. Nel corso della presentazione verranno analizzate le problematiche inerenti gli aspetti tecnologici e metodologici che a tutt'oggi limitano una completa e realistica interazione dell'uomo con l'ambiente virtuale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Bergamasco |
- Processi Di Apprendimento In Reti Neurali Artificiali: Implicazioni Per La Neuro Riabilitazione
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 483-487,1994 | | Titolo | Processi Di Apprendimento In Reti Neurali Artificiali: Implicazioni Per La Neuro Riabilitazione | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Psicologia del C.N.R., Roma * Centro Studio per la Chimica del Farmaco, C.N.R., Università "La Sapienza", Roma | | Riassunto | Recenti modelli basati su reti neurali artificiali si sono dimostrati efficienti nell'apprendimento di alcune normali capacità cognitive quali la lettura. Inoltre, effettuando delle lesioni sulle reti neurali addestrate, si sono osservate forti analogie tra i comportamenti 'patologici' della rete e i comportamenti di pazienti con specifiche lesioni cerebrali. Tali risultati suggeriscono la possibilità di utilizzare questi modelli per lo sviluppo di tecniche di riabilitazione. In questo articolo presenteremo le prime ricerche svolte in quest'ambito e cercheremo di illustrare in che modo, attraverso lo studio di questi sistemi artificiali, si possano trarre risultati di interesse per la riabilitazione. In particolare cercheremo di illustrare come questi metodi possano essere utili per determinare il tipo, la quantità e la distribuzione ottimale di stimoli da utilizzare durante il processo riabilitativo a seconda del comportamento patologico esibito anche dal singolo paziente. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Nolfi, R. Calabretta* |
- Progetto Di Un Database Multimediale Per La Sclerosi Multipla
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 517-522,1994 | | Titolo | Progetto Di Un Database Multimediale Per La Sclerosi Multipla | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * CNR, Istituto Tecniche Biomediche Avanzate, Milano ^ Clinica Neurologica, Università di Milano, Centro Sclerosi Multipla, IRCCS, Ospedale S. Raffaele, Milano ° Università degli Studi, Dipartimento di Scienze dell'informazion | | Riassunto | Viene descritto un sistema integrato sviluppato in tecnologia M con l'ausilio delle innovative Graphical User Interface, per la gestione di un database clinico per i malati di Sclerosi Multipla: tale sistema è in grado di gestire dati, testi immagini (TAC e RMN) e biosegnali (Potenziali Evocati). La gestione integrata di differenti tipi di informazione è molto utile al fine di costruire uno strumento completo sia di supporto alla diagnosi e alle decisioni terapeutiche, nonché alla ricerca. Inoltre la creazione di un database storico di dati di pazienti affetti dalla malattia e di una banca dati per le immagini può essere di aiuto per comprendere l'evoluzione della malattia nel tempo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Fiore*, F. Sicurello*°, G.C. Comi^, P. Rossi^, E. Bove° |
- Quantificazione Obiettiva Del Sintomo Fatica In Pazienti Con Sclerosi Multipla
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (1) 49-53, 1994 | | Titolo | Quantificazione Obiettiva Del Sintomo Fatica In Pazienti Con Sclerosi Multipla | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, *Centro Sclerosi Multipla (A.Ce.S.M.), ° Sen/izio di FisiatriaClinica Ortopedica, Università di Milano, MCCS Ospedale San F/affaele, Milano | | Riassunto | L'affaticabilità è un sintomo assai frequente ed invalidante nei pazienti sofferenti cli Sclerosi Multipla: a tutt'oggi, nessun test specifico si è dimostrato comunque in grado di fornirne un'evidenza obiettiva. In 21 pazienti affetti da Sclerosi Multipla Clinicamente Def nita sono stati eseguiti sia un test di fatica muscolare (test isocinetico) che i Potenziali Evocati Motori (PEM) da Stimolazione Magnetica delle Vie motorie. 14 di questi pazienti lamentavano il sintomo affaticabilità. Tutti i pazienti avevano un punteggio alla scala di Kurtzke inferiore a 2.5 con punteggi .vpecifici per il sottosistema piramidale pari a 0 od I ed assenza di spasticità, disturbi cognitivi o della sfera affettiva. Il Test Isocinetico è stato eseguito con un Ergometm (Lido Active) con velocità di rotazione angolare di 180°/sec a 30 ripetizioni massimali al minuto. I picchi di forza sono stati rilevati a tO e dopo 15,30 e 60 secondi. I dati ottenuti sono stati comparati con quelli di un gruppo di controllo. La forza dei pazienti è risultata inferiore a quella dei soggetti normali, più nel gruppo dei soggetti faticabili. In ogni momento di rilevazione, inoltre, i soggetti che lamentavano il sintomo decadevano maggiormente del gruppo dei soggetti non faticabili per ciò che riguarda la fotta relativa. In 8 dei 14 soggetti faticabili il Tempo di Conduzione Motoria Centrale (TCMC) risultava alterato, senza che il decremento di forza relativa di questo gruppo fosse differente dagli altri 6 soggetti faticabili con TCMC normale. I risultati indicano che una clef)olezza organica sia comunque sottostante al sintomo affaticabilità. L'alterazione del TCMC fa pensare ad una natura centrale di questo sintomo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Bassi*, B. Colombo, P. Rossi, L. Tesio°, E. Bianchi, G. Galardi, S. Mammi, G. Comi |
- Realizzazione Di Un Sistema Digitale Per La Gestione Dell'attivita Radiologica Assistenziale, Didattica E Di Ricerca: Nostra Esperienza
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5/6), 585-590, 1994 | | Titolo | Realizzazione Di Un Sistema Digitale Per La Gestione Dell'attivita Radiologica Assistenziale, Didattica E Di Ricerca: Nostra Esperienza | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Radiologia, Università degli Studi di Roma «Tor Vergata» * Radiologia e Diagnostica per Immagini, Ospedale Fatebenetratelli, Roma Sanitaria Scaligera, Verona | | Riassunto | La perdita di tempo per ricercare negli archivi la documentazione radiografica relativa a pazienti precedentemente ricoverati o addirittura il loro smarrimento, è uno dei problemi della gestione dei Reparti di Radiologia, anche quando esiste un buon metodo di immagazzinamento. In questo lavoro viene illustrata l'esperienza degli Autori con il Sistema Linea File creato dalla Sanitaria Scaligera SpA e sviluppato con l'aiuto dell'Istituto di Radiologia dell 'Università di «Tor Vergata» in collaborazione con il Reparto di Radiologia dell'Ospedale Fatebenefratelli - Isola Tiberina - Roma, che ha consentito l'unione del sistema di informatizzazione del Reparto di Radiologia con il sistema di archiviazione e comunicazione delle immagini. Ciò ha consentito la riunione in un'unica rete informatica entrambe le strutture del Reparto di Radiologia, localizzate in due edifici separati ed in seguito la comunicazione di immagini diagnostiche con l'Ospedale Fatebenefratelli - Isola Tiberina Roma. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Simonetti, A. Orlacchio*, D. Lupoi*, R. Chiusano, R. Floris, S. Giuliani, N. Zuccato** |
- Reti Neurali Artificiali
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 40 (5/6), 381-391, 1994 | | Titolo | Reti Neurali Artificiali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Rep. Epidemiologia e Informatica Medica, Ist. Tecnologie Biomediche Avanzate Consiglio Nazionale delle Ricerche, Milano Corso di Laurea in Scienze dell'informazione, Università degli Studi di Milano | | Riassunto | Questo lavoro è la sintesi del tutorial introduttivo alle reti neurali artificiali. I problemi risolvibili con reti neurali sono molteplici ed in particolare quelli che sono caratterizzati dal fatto che si è in presenza di un 'esperienza poco nota o molto difficile da formalizzare; o dal fatto che si hanno numerosi esempi e i dati sono grezzi; o che non esiste una soluzione classica. Le reti neurali artificiali si stanno dimostrando degli strumenti utili grazie alle qualità intrinseche che esse presentano quali un forte parallelismo, la capacità di generalizzazione e di apprendimento (valorizzazione di archivi di esempi e adattabilità a casi nuovi), una robustezza interna (informazione ripartita su più luoghi), una resistenza ai rumori (sono ammessi dati grezzi e pretrattati), la flessibilità d 'installazione (portabilità su simulatori software) e complementarietà con i sistemi esperti e sistemi informativi tradizionali Qui di seguito vengono evidenziate le differenze fra le reti neurali artificiali e i sistemi software tradizionali; vengono poi illustrate le basi del calcolo neurale, i modelli di rete neurale, le regole di attivazione e di apprendimento. Infine vengono accennati i campi applicativi fra cui quello medico, ed alcuni prodotti software di reti neurali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Sicurello |
- Reti Neurali E Algoritmi Genetici Per Diagnosi Automatica Dl Campi Visivi
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 467-475,1994 | | Titolo | Reti Neurali E Algoritmi Genetici Per Diagnosi Automatica Dl Campi Visivi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Università degli Studi dell'Aquila * Dipartimento di Neuroscienze, Università "La Sapienza': Roma | | Riassunto | La introduzione di un algoritmo genetico nella fase di addestramento di una popolazione di reti neurali ha reso possibile la diagnosi di difetti del campo visivo ottenute con un analizzatore automatico campimetrico. L'algoritmo è stato implementato su un sistema basato su una rete di cinque transputer. Vengono ampiamente discussi i risultati ottenuti dai vari esperimenti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Di Stefano, M. Capozza*, N. Accornero* |
- Ricerca Epidemiologica Sulla Sclerosi Multipla Nella Provincia Di Modena
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 ( 1 ), 17-21 . 1994 | | Titolo | Ricerca Epidemiologica Sulla Sclerosi Multipla Nella Provincia Di Modena | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica dell'Università di Modena, Divisione Neurologica Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia*, Statistica Sanitaria Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia**, Centro Sclerosi multipla di Gallarate*** | | Riassunto | Riportiamo i risultati di uno studio epidemiologico sulla Sclerosi Multipla (SM) condotto in provincia di Modena nel periodo 1970-1990. La provincia si trova nell’Italia del nord, ha una estensione di 2.689 km2 ed una popolazione di 603.989 abitanti al 31 dicembre 1990. Il tenore di vita nella provincia è uno dei più alti d'Italia. Si è ottenuta un'incidenza media annuale nel periodo considerato di 1.49 x 100.000 abitanti, e una prevalenza al 31 dicembre 1990 di 38.91 x 100.000. Questi risultati sono un'ulteriore dimostrazione che l’Italia è una zona ad alto rischio per la SM. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Cavalletti, D. Guidetti*, P. Zannoni**, L. Cuneo, M. Zaffarono***, E. Merelli |
- Satellite E Telemedicina: Applicazioni Sperimentali Del Satellite Italsat
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 551-556,1994 | | Titolo | Satellite E Telemedicina: Applicazioni Sperimentali Del Satellite Italsat | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Alenia Spazio Spa, Roma; * CNR-PFT, Roma | | Riassunto | Il recente sviluppo delle telecomunicazioni e dell'elaborazione dei dati ha aperto nuove opportunità alla scienza della telemedicina. Nell'ambito delle nuove tecnologie il satellite può giocare un ruolo predominante, grazie alla capacità di trasmissione dei dati ad alta velocità, con minima probabilità di errori, piccolo volume dei terminali dotati di facile trasportabilità, piena compatibilità con un gran numero di utenti e di reti terrestri. È infatti ben nota la criticità del requisito di corretta elaborazione e trasmissione delle immagini per una corretta diagnosi durante i teleconsulti (ciò è importante per i possibili risvolti medico-legali). Grazie alle bande da 20/30ghz disponibili sul satellite ITALSAT, in orbita fin dall'inizio del 1991, è stato awiato un programma sperimentale per questo tipo di servizio da parte del piano strategico CNR per comunicazioni a largo raggio. Il presente studio offre una rassegna degli esperimenti che possono essere attuati nel 1995.\ | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Mastracci, A. Saitto, S. Coiro* |
- Sclerosi Multipla Ad Esordio Demenziale: Osservazione Di Un Caso Clinico
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (1), 61-66, 1994 | | Titolo | Sclerosi Multipla Ad Esordio Demenziale: Osservazione Di Un Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, * Servizio di Radiologia, ** Servizio di Medicina Nucleare, IRCCS e Casa Sollievo della Sofferenza», S. Giovanni Rotondo ***CIinica Neurologica, UCSC Roma | | Riassunto | Un deterioramento intellettivo moderato-severo è raro come sintomo d'esordio della SM. Una paziente da noi osservata (D.l., 26 aa.), da circa 4 mesi presentava disturbi della memoria e dell'eloquio, abulia, modificazioni del tono dell'umore. L'EON mostrava lieve atassia della marcia, tetraipereflessia, lieve Astenia dell'a. inf sinistro, pallore bitemporale delle papille ottiche. Erano inoltre presenti anosodiaforia, deficit attentivo, deficit della memoria a breve e a lungo termine, parafasie fonemiche e verbali, anomie, aprassia costruttiva, disorientamento topografico. L'esame RM dll 'encefalo evidenziò grave atrofia cortico-sottocorticale e callosale ed un'estesa leucoencefalopatia sopra e sottotentoriale. La SPECT cerebrale con HM-PAO mostrava ipoperfusione fronto-parietale sinistra. PER BAEP e PEM erano alterati. L'esame del liquor evidenziò bandeggio oligoclonale e sintesi intratecale di IgG. In accordo con i criteri di Poser venne posta diagnosi di SM definita (LSDMS B2). Nella SM i disturbi cognitivi si associano ad atrofia callosale, estese lesioni periventricolari e deficit della perfusione corticale alla SPECT, reperti presenti anche nel caso da noi descritto. L'ipoperfusione frontale da noi osservata è in accordo con precedenti osservazioni. Il relativo risparmio delle strutture troncoencefuliche e midollari potrebbe spiegare la discrepanza tra il marcato disturbo cognitivo e la lieve disalvilità osservati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R.P. Cioffi, P. Di Viesti, S. Nasuto, R. Latino, F. Apollo, P. Stampatore, M. Basciani, M.G. Bonetti*, F. Dicembrino**, P. Simone, P.A. Tonali*** |
- Sclerosi Multipla. Review Della Letteratura Sul Decorso Naturale Della Malattia
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 ( 1), 95-101 . 1994 | | Titolo | Sclerosi Multipla. Review Della Letteratura Sul Decorso Naturale Della Malattia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Nazionale Neurologico "C. Besta" Milano | | Riassunto | Una accurata conoscenza dell'evoluzione naturale della sclerosi multipla è neces.saria per la pianificazione di trial clinici nella malattia. Ai f ni di disporre di utili dati di riferimento, noi abbiamo rivalutato gli studi clinici sul decorso naturale della malattia, focalizzando I'analisi; I) sui fattori clinici di rilevanza prognostica, utili per la selezione e la stratificazione dei casi; 2) sulle variazioni spontanee della frequenza di riaccensioni durante il decorso della malattia; 3) sull'evoluzione della disatilità in termini di percentuale di pazienti deteriorati in rapporto al grado di disabilità rilevato alla prima osservazione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. La Mantia, C. Milanese, M. Eoli, A. Salmaggi |
- Sindrome Dell'egresso Toracico Superiore E Patogenesi Malformativa
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 40 (2),119-122,1994 | | Titolo | Sindrome Dell'egresso Toracico Superiore E Patogenesi Malformativa | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Civile, Vasto | | Riassunto | In accordo con la teoria elaborata da Manners e Smith il caso riportato dagli Autori conferma un possibile arresto embrioevolutivo nella patogenesi della sindrome dell'egresso toracico superiore che per questo motivo può essere associata ad altre patologie malformative complesse (Dandy-Walker, doppio distretto pielo-ureterale, malformazioni ossee multiple). Il caso clinico suggerisce di ricercare, in presenza della sindrome dello stretto toracico superiore, altre possibili malformazioni. La FKT è risultata decisiva per il miglioramento clinico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Litterio, M. Cipulli, L. Intoccia, M. Treviso, D. Antonini |
- Sintesi Intratecale Di Igg In Diverse Patologie Del Nevrasse: Confronto Fra Le Varie Formule Con Il "Gold Standard" Dell'isoelettrofocusing
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 ( 1), 39- 48, 1994 | | Titolo | Sintesi Intratecale Di Igg In Diverse Patologie Del Nevrasse: Confronto Fra Le Varie Formule Con Il "Gold Standard" Dell'isoelettrofocusing | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università di Ferrara | | Riassunto | La presenza di Bande Oligoclonali (BO) nel liquido cefalo-rachidiano (LCR) dimostrata con l'isoelettrofocusing (IEF) costituisce la pova più attendibile di una sintesi intratecale di IgG, per cui può essere considerato un criterio di riferimento o "Cold Standard ". Nel presente studio abbiamo confrontato l 'lgG Index e le Formule di Schuller, Tourtellotte, Reiber, Ohman ed il Rapporto IgC LCR/Alb LCR con l'IEF; per verificare a quale criterio quantitativo può essere attribuita la maggior accuratezza nell'indicare un'eventuale sintesi intratecale di IgC. Sono stati valutati 206 LCR e sieri di pazienti con diverse patologie neurologiche (87 Sclerosi Multipla e 119 Altri Disordini Neurologici). Il metodo statistico utilizzato è quello delle Receiver Operating Characteristics (ROC) Curves. Riferito ali 'intera casistica l 'lgC Index risulta il metodo quantitativo più attendibile e dotato di maggior valore predittivo per individuare una sintesi intratecale di IgC. Il miglior valore soglia o Cut-Off-Level (COL) da noi osservato (0,70) corrisponde a quello suggerito (la Link e Tibbling. Ali 'interno del gruppo formato dai pazienti affetti da Sclerosi Multipla invece non si notano variazioni così marcate fra i vari indici quantitativi, osservandosi valori del tutto sovrapponibili. I migliori COL per ciascun indice risultano più elevati rispetto a quelli ottenuti con I 'intera casistica. Nei portatori di Altri Disordini Neurologici il miglior COL si abbassa per l 'lgC Index, rimane invariato per la Formula di Tourtellotte ed aumenta nella Formula di Schuller e nel Rapporto IgC LCR/ Alb LCR. Pertanto questo studio conferma che il metodo di scelta per la dimostrazione di una sintesi intratecale di IgC rimane la ricerca delle BO attraverso lo studio qualitativo dell'lEZ, mentre meno affidabili risultano le varie formule di analisi quantitativa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Paolino, E. Fainardi, M.C. Addonizio, I. Casetta, V. Govoni, V.C. Monetti, M.R. Tola, E. Granieri, M. Carreras |
- Spasmofilia: Considerazioni Cliniche Ed Elettromiografiche Su 70 Casi
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 40 (2). 177-181, 1994 | | Titolo | Spasmofilia: Considerazioni Cliniche Ed Elettromiografiche Su 70 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia e *Divisione di Neurologia Ospedali Riuniti di Pietra Ligure e Finale Ligure | | Riassunto | La spasmofilia è una condizione in cui si osserva una predisposizione dei soggetti ad avere crisi tetaniche in relazione ad un aumento della eccitabilità neuromuscolare. Sconosciuta nella letteratura anglosassone, un quadro sovrapponibile per molti aspetti è descritto come "Sindrome da iperventilazione cronica" (HS). Negli ultimi 9 anni abbiamo studiato dal punto di vista clinico ed EMGrafico 70 pazienti affetti da spasmofilia. Si tratta di 55 donne e 15 uomini dai 4 ai 60 anni con età media di 33.12 anni, senza differenze di età tra maschi e femmine; la sindrome è più frequente nelle femmine (rapporto f/M = 3.ó). Le crisi sono raggruppate nel periodo primaverile ed autunnale è stata osservata familiarità in 7 (10 %) dei 70 casi. Esisteva inoltre una certa associazione con cefalea, crisi lipotimiche e crisi parestesiche unilaterali, queste ultime descritte anche in casi di HS. Dal punto di vista EMG in tutti i pazienti è stato effettuato il test della ischemiaiperpnea. Sono stati evidenziati 78 potenziali autoritmici di cui 42.6 % diplette, 27 % triplette e 30.5 % multiplette. I caratteristici potenziali comparivano per il 16.6 % all 'ischemia, nel 42.3 % nel riposo post-ischemico e nel 41.1 % all 'iperpnea. Sia per la spasmofilia che per l'HS trattasi verosimilmente di affezioni caratterizzate da ipereccitabilità neuromuscolare su base costituzionale, evidenziabile all'EMG con manovre facilitanti, in pazienti con ansia ed aspetti metabolici in ampia sovrapposizione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | I. Del Conte, M. Trucco*, R. Badinow |
- Stato Attuale Della Telemedicina In Italia E Sue Prospettive
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 543-549,1994 | | Titolo | Stato Attuale Della Telemedicina In Italia E Sue Prospettive | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Anestesiologia e Rianimazione, Univ. Cattolica del Sacro Cuore, Roma | | Riassunto | L'Autore sottolinea la utilità della Telemedicina in Italia. La scarsa omogeinità delle strutture ospedaliere nel nostro paese porta di frequente la popolazione dei pazienti a spostarsi pendolarmente verso altre regioni con l'owia tendenza alla ripetizione degli esami. La tecnologia telematica può non solo permettere di poter curare pazienti di località lontane ma anche provvedere ad assicurare servizi di emergenza, gestione di ospedali e addestramento clinico di medici e studenti. Telmed è un'associazione italiana sorta alcuni anni fa con lo scopo di incoraggiare lo sviluppo della telemedicina in Italia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Manni |
- Studio Comparativo Fra Risonanza Magnetica Nucleare, Esame Liquorale E Potenziali Evocati In 10 Pazienti Con Sospetta Sclerosi Multipla
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (1), 55-59, 1994 | | Titolo | Studio Comparativo Fra Risonanza Magnetica Nucleare, Esame Liquorale E Potenziali Evocati In 10 Pazienti Con Sospetta Sclerosi Multipla | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Civile Cosenza, * Laboratorio Analisi INRCA, Cosenza | | Riassunto | Abbiamo seguito 10 pazienti con sospetta sclerosi multipla alfine di determinare le capacità predittive di RM, BO e PE. A tre anni di follow-up ó pazienti presentavano una sclerosi multipla clinicamente definita. 5/ó avevano RM, PE e esami liquorali alterati già all'esordio della malattia, e per quanto riguarda i PE, i PEV erano alterati in tutti e 5 i pazienti, i PES in 4 e i BAEPs in 2. Il sesto paziente presentava alterazione solo della RM e del liquor. In accortlo con la maggior parte degli autori la RM è risultata altamente sensibile nella diagnosi precoce di SM e dei potenziali evocati i PEV sono risultati i più sensibili. A nostro avviso I 'esame liquorale per la ricerca delle BO ha una sensibilità uguale alla RM e il parziale disaccordo con la letteratura è legato probabilmente alla scarsa sensibilta della metodica utilizzata. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Petrone, S. Cavalcanti*, T. Lanza, A. Liparoti*, F. Petrone, D. Scornaienghi, F. Stancati |
- Studio Delle Funzioni Cognitive In Pazienti Con Sclerosi Multipla: Valutazione Neurofisiologica (P300) E Neuropsicologica (Wais)
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (1 ), 7-16, 1994 | | Titolo | Studio Delle Funzioni Cognitive In Pazienti Con Sclerosi Multipla: Valutazione Neurofisiologica (P300) E Neuropsicologica (Wais) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Universita degli Studi di Perugia | | Riassunto | Soggetti affetti (la Sclerosi Multipla (SM) spesso presentano disturbi della sfera cognitiva. Pochi studi sono stati condotti allo scopo di mettere in relazione i risultati delle metodiche neuofisiologiche e dei test neuropsicometrici nel tentativo di indagare meglio il deficit cognitivo in pazienti con SM. Il potenziale evento-correlato P300 è una metodica neurofisiologica che esplora l'attività elettrica cerebrale durante un processo cognitivo di analisi dell'informazione. Scopo di questo studio è valutare la frequenza delle alterazioni della P300 in 28 pazienti (6 M e 22 F; età media: 37+/-11) con SM clinicamente definita. Il potenziale è stato registrato mediante paradigma "odd-ball" con modalità acustica; sono state prese in considerazione le latenze delle onde N1, P2, N2, P3 e l'ampiezza dell'interpicco N2-P3 soll'elettrodo Cz. I soggetti sono stati inoltre sottoposti alla Wechsler Adult Intelligence Scale (WAIS) per valutare eventuali deficit intellettivi. Le latenze medie delle componenti N2 e P3 della P300 sono risultate signifiativamente incrementate nel gruppo dei pazienti con SM rispetto ai controlli. Assumendo come patologici valori della latenza dell'onda P3 eccedenti le 2,5 DS dalla media del gruppo di controllo, il potenziale è risultato alterato in 8 pazienti (28,5%). Il valore medio del Ql al test di WAIS è risultato di 93+/-9. Dall'analisi statistica dei dati relativi ai vari subtest della WAIS sono emersi valori signifinativamente più bassi dei tests Digit Span e Digit Symbol nei pazienti con valori alterati di P300. La P300 ci sembra una metodica sensibile nell'evidenziare anche disturbi cognitivi sub-clinici in pazienti con SM. L'integrazione con i subtest Digit Symbol e Digit Span permette una migliore evidenziazione dei deficit cognitivi presenti. La bassa incidenza di demenza nei pazienti con SM da noi esaminati, evidenziata con la WAIS fa ritenere come il decadimento cognitivo riscontrato con la P300 sia da imputare alle lesioni demielinizzanti della sostanza bianca delle vie associative intra ed interemisferiche presenti nei pazienti con SM. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Alberti, A. Trequattrini, P. Sarchielli, G. Mazzotta, V. Gallai |
- Su Un Caso Di Neuropatia Ottica Bilaterale Di Difficile Diagnosi: Una Malattia Mitocondriale?
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (1), 77-83, 1994 | | Titolo | Su Un Caso Di Neuropatia Ottica Bilaterale Di Difficile Diagnosi: Una Malattia Mitocondriale? | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | *Clinica Neurologica aC. Mondino' Università di Pavia. ** Ist. di Anat. Patol., Università di Pavia. | | Riassunto | Le neuropatie ottiche comprendono delle forme ad interessamento bilaterale la cui natura è difficilmente definibile da un punto di vista clinico e diagnostico. Alcuni elementi come l'evoluzione verso una rapida e grossolana compromissione del visus senza recupero spontaneo o indotto dalla terapia e l'esito di alcuni esami strumentali, ci possono suggerire la diagnosi di neuropatia ottica ereditaria (LHON) o malattia di Leber, anche in assenza di una evidenza di familiarità. Sottolineiamo il fatto che comunque questa patologia presenta una variabilità clinica e che la familiarità può non essere evidente; è descritta anche l'evoluzione verso un quadro sovrapponibile a quello di una malattia demielinizzante. Altri segni di compromissione neurologica possono essere presenti all'esordio del disturbo visivo. La neuropatia ottica ereditaria è stata meglio chef nita negli ultimi anni da indagini approfondite a livello molecolare con la scoperta di almeno due mutazioni puntiformi del DNA mitocondriale in posizione 117 78 e 3460, responsabili di una alterazione della catena respiratoria e presenti in una percentuale significativa di pazienti affetti da LHON. In base a queste premesse, riteniamo opportuno sottoporre i casi di neuropatia ottica bilaterale di incerta collocazione diagnostica, ad indagini molecolari per la ricerca delle mutazioni descritte nella malattia di Leber, anche in assenza di familiarità. Riportiamo la storia clinica ali una giovane paziente affetta da neuroretinopatia bilaterale, che presenta consistente perdita del visus con alterazioni campimetriche. Il disturbo è evoluto fino a una grave compromissione, senza recupero spontaneo né risposta alla terapia steroidea. Gli esiti di esami laboratoristico-strumentali eseguiti nell'arco di un follow-up di 13 anni, mostrano reperti di sostanziale normalità ad eccezione della fluorangiograf a retinica e di più ERC che evidenziano una chiara compromissione retinica. È in corso la sequenza del DNA mitocondriale allo scopo di determinare la presenza delle mutazio ni puntiformi descritte nella malattia di Leber. Queste indagini molecolari trovano indicazione anche per la presenza nella nostra paziente di un aplotipo caratteristico di alcune patologie mitocondriali (HLA-AI, B27, CW2, DRI, DQ2). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Malaspina*, G. Piccolo*, E. Arbustini**, A. Romani*, R. Bergamaschi*, M. Grasso**, F. Simonetti*, L. Lorusso*, G. Giardini*, F. Savoldi*, M. Ceroni* |
- Terapia Mitocondriale
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (3) 243-248, 1994 | | Titolo | Terapia Mitocondriale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Università Tor VergataRoma | | Riassunto | I mitocondri sono organelli subcellulari controlla ti dal DNA mitocondriale e cellulare e sono strettamente collegati con la produzione di energia così come altre funzioni metaboliche e disintossicanti. Una terapia delle malattie mitocondriali esige la valutazione delle particolari caratteristiche dei mitocondri comprese le peculiarità genetiche e dello sviluppo. Sia le vitamine che i corticosteroidi che sostanze IMAo sono in grado di interferire con alcune vie mitocondriali. Recentemente sarebbe stato constatato un effetto in questo senso anche della Carnitina e della Acetil-carnitina con un effetto protettivo sui meccanismi energetici ristorando i livelli di ATP e infine contrastando diversi eventi che possono favorire la comparsa di malattie degenerative. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Calvani - G. Caruso |
- Trasmissione Di Immagini Radiologiche Su Reti Ad Alta Velocità: Presupposti Tecnologici E Applicazioni Cliniche
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5/6), 581-583,1994 | | Titolo | Trasmissione Di Immagini Radiologiche Su Reti Ad Alta Velocità: Presupposti Tecnologici E Applicazioni Cliniche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di Radiologia, Università di Pisa | | Riassunto | Nella città di Pisa è in sperimentazione una Rete Metropolitana (MAN), nell 'ambito di un progetto nazionale di ricerca. La tecnologia MAN segue lo standard IEEE 802.6, altrimenti conosciuto come Distributed Queue Dual Bus (DQDB). Attualmente sono collegate quattro strutture: il Dipartimento di Radiologia dell'Ospedale S. Chiara, due Istituti del CNR e la Facoltà di Ingegneria. Una particolare importanza avrà in seguito il collegamento MAN con l 'unità TC-RMN dell 'Ospedale di Cisanello. L'integrazione funzionale del Dipartimento di Radiologia, che opera su due sedi separate, consentirà notevoli vantaggi pratici e gestionali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Caramella, C. Bartolozzi |
- Trattamento Neurochirurgico Delle Cisti Aracnoidee Intra Craniche
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (2),183-187, 1994 | | Titolo | Trattamento Neurochirurgico Delle Cisti Aracnoidee Intra Craniche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurochirurgia, * Servizio di Radiologia, Unità diagnostica di Neuroradiologia, ** Servizio di Anestesia e Rianimazione Istituto G. Gaslini, Genova Quarto | | Riassunto | In un periodo di 16 anni sono state osservate nel Servizio di Neurochirurgia dell'lstituto Gaslini di Genova 75 cisti araonoidee intracraniche. 58 cisti sono state trattate chirurgicamente. Sono stati praticati 11 interventi di fenestrazione, 45 derivazioni cisto-pe ritoneali (D CP) e 2 ventricolocistostomie ste reotassiche. In ó casi si è re sa necessaria una derivazione ventricolo-peritoneale (DVP) per il concomitante idrocefalo. L'intervento di fenestrazione ha risolto definitivamente 3/11 cisti (27,2%); con DCP i casi risolti sono stati 30/49 (61,2%). Si sono verif cate 2 infezioni di derivazione su 84 manovre chirurviche su cateteri derivativi (2,3%). Tra le altre complicanze abbiamo riscontrato: un'emorragia intracistica, un ematoma subdurale cronico della convessità, tre casi di slit ventricle syndrome. Non sono state operate 17 cisti araonoidee di piccole dimensioni o di scoperta casuale. Vengono discussi le indicazioni chirurgiche, i vantaggi e gli svantaggi dei vari metodi zli trattamento. Considerata l 'assenza di mortalità ed i buoni risultati, gli autori sottolineano i maggiori vantaggi della derivazione cistoperitoneale ri.vpetto alla fenestrazione almeno per le cisti araenoidee dell'età pediatrica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Carini, G.L. Piatelli, M. Ravegnani, P. Tortori-Donati*, D. Leone**, A. Cama, L. Andreussi |
- Un Approccio A Reti Neurali Per Sistemi Di Immagini Basati Sulla Conoscenza
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 423-427, 1994 | | Titolo | Un Approccio A Reti Neurali Per Sistemi Di Immagini Basati Sulla Conoscenza | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Elaborazione Segnali ed Immagini, C.N.R., Bari | | Riassunto | La disciplina dell'elaborazione di immagini digitali ossia quell'insieme di tecniche basate sull'uso del computer, avente come oggetto l'interpretazione automatica del contenuto di una scena descritta da un'immagine digitale, conta ormai oltre trentacinque anni di attività di ricerca e sperimentazione su base mondiale. Gli anni ottanta hanno visto un notevole interesse anche e soprattutto del mondo industriale per le innumerevoli applicazioni possibili nei campi più disparati (dalla robotica, all'osservazione della terra, alla biomedicina). Un notevole impulso tecnologico, in tali anni è venuto dallo sviluppo delle ricerche in Intelligenza Artificiale, soprattutto dagli iniziali successi dei Sistemi Esperti. Contemporaneamente in più laboratori di Image Processing (1.E) si è cercato di praticare un approccio Girante alla creazione di sistemi di elaborazioni di immagini resi "intelligenti" attraverso l'esplicitazione della conoscenza necessaria per la comprensione deh 'immagine stessa. Questi tentativi hanno c aratterizzato la stagione dei Knowledge Based Vis ion System o "Expert" MI sion System. Al momento attuale gran parte degli entusiasmi sembrano scemati e l'obiettivo di avere sistemi di elaborazione di immagini dotati di capacità comparabili con quelle umane non sembra ancora alla portata della tecnologia attuale. Scopo del presente lavoro è cercare di verif care se la tecnologia delle Reti Neurali può introdurre alcuni elementi in positivo in tale scenario. Per far questo nel seguito verranno per prima cosa richiamati alcuni concetti propri dell'l.E con particolare riferimento ai sistemi basati sulla conoscenza; successivamente verranno analizzate alcune situazioni in cui un approccio "neurale" potrebbe essere competitivo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Pasquariello |
- Un Caso Di S.Di Sjogren Con Insolite Complicanze Neurologiche
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia,40 (4), 319-321, 1994 | | Titolo | Un Caso Di S.Di Sjogren Con Insolite Complicanze Neurologiche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurologia, Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, Roma * Servizio di Neuropatologia, Universita' "La Sapienza" Roma | | Riassunto | La sindrome di Sjogren è una malattia autoimmune caratterizzata dall'associazione di xeroftalmia, xerostomia e artrite. Nel 10-32% dei casi è riscontrabile un interessamento del sistema nervoso periferico, prevalentemente nelle donne, con segni di polineuropatia di tipo sensitivo. La patogenesi del danno neurogeno può essere ischemica, per sofferenza dei vasa nervorum, o infiammatoria immunitaria per sofferenza dei gangli delle radici dorsali. Viene descritto un caso di una donna di 43 anni affetta da s.di Sjogren e da tiroidite cronica autoimmune in cui il quadro clinico e gli esami elettromiografici ripetuti nel tempo documentano un interessamento neurologico di tipo mieloradicolare e miogeno. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Bove, A. Pace, B. Jandolo, A. Pietrangeli, E. Pennisi* |
- Un Sistema Modulare A Reti Neurali Per La Classificazione Di Oggetti Anatomici In Immagini Di Risonanza Magnetica Del Cervello
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 477-482, 1994 | | Titolo | Un Sistema Modulare A Reti Neurali Per La Classificazione Di Oggetti Anatomici In Immagini Di Risonanza Magnetica Del Cervello | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra e Servizio di Neuroradiologia, Università di Bari ^ Istituto Elaborazione Segnali ed Immagini CNR-IESI * Servizio di Radiologia, Casa di Cura "La Madonnina' Bari ° Centro di Igiene Ambientale, Istituto Medicina del Lavoro, Uni | | Riassunto | Questo lavoro riguarda l'applicazione di un sistema modulare per la segmentazione e la classificazione di immagini a Risonanza Magnetica (MR) del cervello. Il sistema è costituito da due moduli basati su Reti Neurali una Self Organizing Map e un Multilayer Perceptron. L'obiettivo del presente lavoro consiste nel verificare l'applicabilità di un approccio a reti neurali per il riconoscimento automatico di strutture anatomiche nelle immagini MR. Il sistema è riuscito a distinguere 20 classi anatomiche differenti | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. De Blasi, F. Dicuonzo, D. Milella, P. Blonda^, G. Pasquariello^, A. Giannini*, F. Ambrosi°, G. Satalino^, V. Ia Forgia^, A.M. Recchia Luciani, A. Carella |
- Un Sistema Neurale Esperto Per La Diagnosi Dell'epilessia
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 459-466,1994 | | Titolo | Un Sistema Neurale Esperto Per La Diagnosi Dell'epilessia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Dipartimento di Psicologia Generale, Università di Padova Ambulatorio di Epilettologia, Div. Neurologica Ospedale Civile di Venezia | | Riassunto | È stato sviluppato dagli autori un sistema esperto per la diagnosi dell'epilessia utilizzando una rete neurale a singolo strato nascosto con algoritmo d'apprendimento a Back propagation. Per l'addestramento è stata utilizzata la classificazione internazionale delle crisi e delle sindromi epilettiche con lo scopo di ottenere un sistema facilmente trasportabile e di valido aiuto per tutti i medici, compresi gli specialisti di questo settore. Il fine è di ottenere un sistema computerizzato che aiuti il medico sia nell'indirizzo diagnostico dell'epilessia che nella raccolta delle informazioni anamnesiche, favorendo l'uso della classificazione internazionale delle epilessie. Il sistema "neurale" è stato sviluppato per avere una elevata facilità d'uso anche per il medico non esperto nella gestione del computer e che non richieda per il suo impiego macchine costose e complesse. Le caratteristiche tecniche della rete neurale usata per questo sistema sono: 188 unità input: 50 unità nascoste; 33 unità output: learning rate: .35; momentum: 6; learning thresold convergenze: .01. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Voltolina*, F. Paladino |
- Un Sistema Tutoriale Per L'addestramento Alla Diagnosi Di Malattie Neurogene Dell'arto Inferiore
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 525-529,1994 | | Titolo | Un Sistema Tutoriale Per L'addestramento Alla Diagnosi Di Malattie Neurogene Dell'arto Inferiore | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Informatica, Università di Pisa * Istituto di Clinica della Malattie Nervose e Mentali, Università di Siena | | Riassunto | In questo lavoro viene presentato Neurex, un sistema esperto tutoriale per la Clinica Neurologica, in grado di emulare il processo diagnostico tipico di un esperto neurologo per le malattie neurogene degli arti inferiori, di aiutare gli utenti nel pianificare una sequenza ottimale di esami NG e EMG, di interpretare i risultati di tali tests e di fornire quindi un valido supporto all'utente nel raggiungimento della diagnosi più accreditata. L'utilizzo della programmazione logica combinata con la metodologia KADS ci ha permesso di formalizzare il dominio e la conoscenza acquisita, creando una Base di Conoscenza modulare e facilmente espandi bile. La base di conoscenza è costituita da due tipi di conoscenza: la conoscenza pubblica dichiarativa composta da fatti, nozioni, principi del dominio e la conoscenza privata procedurale tipica di un esperto acquisita in anni di esperienza lavorativa. L'incapsulare tali conoscenze in un sistema esperto rende tali informazioni disponibili e replicabili a basso costo divenen do un ottimo supporto al metodo didattico tradizionale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Starita, A. Giordano, D. Majidi, M. Battaglia, R. Cioni* |
- Utilizzazione Del Monitoraggio Di Pressione Endocranica In Traumatologia Cranica
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (4), 283-303, 1994 | | Titolo | Utilizzazione Del Monitoraggio Di Pressione Endocranica In Traumatologia Cranica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurotraumatologia, Ospedale Generale Regionale, Ancona | | Riassunto | il monitoraggio di pressione intracranica è attualmente di importanza decisiva al fine di controllare la terapia medica o di decidere l 'utilità di un intervento chirurgico decompressivo nei gravi traumi cranici che alla TAC mostrano contusioni cerebrali o lacerazioni o modeste raccolte ematiche extracerbrali. Gli AA studiano 103 casi di traumatismi cranici; di essi 93 presentano alla TAC lesioni di vario tipo che potevano indurre ad un immediato intervento chirurgico nella maggior parte dei casi. Nella realtà, la pressione intracranica era aumentata e non sensibile alla terapia medica con respiro controllato ed osmotici solo in 43 casi. Questi venivano sottoposti ad intervento di decompressione osteodurale. L'attendibilità del metodo di selezione era dimostrata dalla elevata percentuale di guarigione nei pazienti non operati. Malgrado la presenza di lesioni morfologiche rilevanti in questo gruppo si ebbe il 72,7% di guarigioni mentre il gruppo dei pazienti operati ebbe solo il 41,86% di guarigioni. Del gruppo dei pazienti operati molti morirono malgrado la normalizzazione della pressione. Cli AA concludono che il monitoraggio di pressione intracranica evita un elevato numero di interventi del tutto inutili aifini del risultato clinico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Caruselli, G. Caruselli, C.C. Occhipinti, M. Bernardini, V. Ciarrocca |
- Utilizzo Dell'informatica In Una Unità Operativa Di Neuroriabilitazione
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 509-515,1994 | | Titolo | Utilizzo Dell'informatica In Una Unità Operativa Di Neuroriabilitazione | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di NeuroFisiopatologia, Università di Milano UO Neuroriabilitazione, Ospedale di Seregno | | Riassunto | Viene esposta la esperienza del primo anno della utilizzazione dell'informatica in una unità operativa di neuroriabilitazione. Le più grandi diffficoltà sono sorte dagli operatori "computer fear" (timorosi del computer). Ciò potè esser superato con I'uso di programmi sviluppati dai componenti del dipartimento e questo tipo di approccio dette luogo ad una grande flessibilità nelle applicazioni. Non soltanto furono sviluppati programmi di gestione, ma anche programmi per la esecuzione automatica di esercizi cognitivi. La nostra esperienza suggerisce che, se vi è una stretta interazione fra programmatori e utilizzatori del programma, I'uso delle metodologie informatiche migliora e aumenta non solo la efficienza di una Unità operativa di riabilitazione neurologica, ma offre anche agli operatori nuove possibilità di azione terapeutica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Cerri, A. Biella, C. Papagno, A. Arosio, S. Premoselli, L. Piccinini |
- Vita Artificiale: Connessionismo E Meccanismi Evolutivi Genetici
| Anno | 1994 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 40 (5/6), 445-449, 1994 | | Titolo | Vita Artificiale: Connessionismo E Meccanismi Evolutivi Genetici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università di Roma "La Sapienza" | | Riassunto | La Vita Artificiale (VA.) intende analizzare il comportamento di un singolo ecosistema simulato in un computer. Viene descritta una popolazione di "organismi" in competizione per la nutrizione, controllati da un piccolo sistema di reti neurali evolventi in un mondo a due dimensioni. Talora appaiono architetture strutturali complesse ed eleganti comportamenti di ricerca del cibo durante il processo evolutivo. Questo lavoro dimostra che studi di Vita Artificiale di una certa complessità possono essere effettuati anche usando EC. di tipo standard. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | N. Accornero, M. Capozza |
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