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La rivista Italiana di Neurobiologia, tutti gli anni a partire dal 1972
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1993- "Aprassia" Dell' Apertue Della Palpebra: Raro Segno Di Esordio Di Paralisi Sopranucleare Progressiva
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (4), 443-446, 1993 | | Titolo | "Aprassia" Dell' Apertue Della Palpebra: Raro Segno Di Esordio Di Paralisi Sopranucleare Progressiva | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica di Forlì | | Riassunto | L'aprassia dell'apertura della palpebra è un raro disturbo del movimento, conseguente ad alterato controllo sopranucleare, descritto originariamente da Coldstein e Cogan, nel 1965 come un "disturbo motore non paralitico, caratterizzato da difficoltà ad inkiare I 'atto di elevazione delle palpebre". Riportiamo il caso di una donna di 68 anni giunta alla nostra osservazione per tale disturbo, rimasto isolato per un anno, prima della comparsa di una sindrome parkinsoniana configuratasi poi come paralisi sopranucleare progressiva. Si discutono la diagnosi differenziale dei disturbi di apertura delle palpebre e le basi anatomo funzionali del controllo sopranucleare del movimento di elevazione delle palpebre. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | W. Neri, C. Guidi, S. Malagù, P. Di Piazza |
- Acuta Presentazione Clinica Di Siringomielia Dopo Trauma Cranico Minore. Case Report
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-Ó), 683-688, 1993 | | Titolo | Acuta Presentazione Clinica Di Siringomielia Dopo Trauma Cranico Minore. Case Report | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale S. Maria di Loreto, Napoli | | Riassunto | Gli Autori presentano un caso di siringomielia cervico-dorsale che si è acutamente manifestato dopo trauma cranico minore. Essi ritengono che la manifestazione clinica sia legata ad un brusco scompenso di una patologia quiescente che ha cominciato a dar segni di sé in seguito ad un repentino aumento della pressione venosa, conseguente alla dinamica del trauma, con alterazione dell'equilibrio tra compartimento intracranico e spinale. Vengono considerate le diverse ipotesi fisiopatologiche e le valutazioni neuroradiologiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Mirone, M. Lama, P. Longhi, S. Simpatico, R. Cacace |
- Alterazioni Del Sistema Visivo Nella Sindrome Della Sella Vuota Primaria. Studio Longitudinale Di Un Caso
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-Ó), 619-624, 1993 | | Titolo | Alterazioni Del Sistema Visivo Nella Sindrome Della Sella Vuota Primaria. Studio Longitudinale Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Unità Operativa di Neurologia/Neurofisiopatologia, Presidio Ospedaliero della USL. 23 di Arezzo | | Riassunto | Vene descritto un caso di sindrome della sella vuota primaria in cui edema bilaterale della papilla ottica si associava ad un difetto campimetrico a quadrante binasale inferiore. Lo studio dei potenziali evocati visivi rivelava aumento bilaterale di latenza della componente P100. L'integrità funzionale ipofisaria era dimostrata in condizioni basali e con prove dinamiche. Ipotizzando una lesione ottico-chiasmatica, I 'Autore sottolinea la rarità del difetto campimetrico riscontrato e discute i possibili meccanismi eziopatogenetici dei disturbi visivi associati a sella vuota primaria. La non evolutività delle alterazioni del fondo oculare, campimetriche e dei potenziali evocati visivi, cui non corrispondeva riduzione del visus in un periodo di follow-up di 14 mesi, interveniva a confermo della benignità delle alterazioni visive nella sindrome della sella vuota primaria. Veniva motivata in tal senso l'astensione da terapie chirurgiche, riservate infatti ai casi in cui la sintomatologia clinica o i rilievi strumentali indichino una condizione di assoluta necessità: cefalea intrattabile, rinoliquorrea, alterazioni progressive delle vie ottiche. In assenza di tali indicazioni, I 'attuazione di una terapia medica ed il controllo periodico della evoluzione della sindrome clinica rappresentano presumibilmente la condotta più opportuna. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Linoli |
- Alterazioni Neuropsichiatriche Nel Lupus Eritematoso Sistemico
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 39 (2),165-170, 1993 | | Titolo | Alterazioni Neuropsichiatriche Nel Lupus Eritematoso Sistemico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Reumatologia Istituto di Clinica Medica UCSC Roma * Istituto di Neurologia UCSC Roma | | Riassunto | Le alteruzioni neuropsichiatriche rappresentano importanti manifestazioni del Lupus Eritematoso Sistemico (LES) e sono state recentemente correlate alla presenza di anticorpi antifosfolipicli (aPL). Abbiamo studiato 108 pazienti affetti da LES, ali cui 102 femmine e ó maschi. Sono stati esclusi soggetti affetti da diabete mellito, ipertensione arteriosa, infezioni, sindrorne uremica, trauma tumori o in terapia con immnosoppressori. Abbiamo osservato alterazioni neuropsichiatriche in 34 su 108 pazienti (31,5%), rappresentate da cefalea (21,3%), comizialità (9,3%), psicosi (7,4%), neuropatia periferica (3,7%) e accidenti vascolari cerebrali (3,7%). Il confronto tra i due gruppi di pazienti (gruppo A con alterazioni neuropsichiatriche positive e gruppo B con alterazioni neuropsichiatriche negative) non mostrava differenze significative riguardo l'età, la durata di malattia e la presenza di anticorpi anti-DNA. Anticorpi anti-carcliolipina (ACA) di classe IgG e IgM (ACA-lgG e ACA-lgM) sono stati testati con metodo ELISA (Byk Gulclen Italia) in 96 pazienti. ACA-lgG di valore medio-alto erano presenti nel 46,43% dei pazienti del gruppo A e nel 35,3% nei pazienti del gruppo B (p = n.s.). ACA-lgM di valore medio-alto erano presenti nel 25% dei pazienti del gruppo A e nel 35,3% dei pazienti del gruppo B (p = n.s.). In conclusione la determinazione sierica degli anticorpi anti-DNA e ACA non sembra essere di utilità nella diagnostica della alterazioni neuropsichiatriche nel LES. In particolare il nostro studio non conferma osservazioni precedenti circa l 'associazione tra ACA e alterazioni cerebrovascolari nel LES. Questo potrebbe essere dovuto ad una bassa incidenza di significative alterazioni tromboemboliche nei pazienti studiati o alla mancanza ali più sensibili metodi di valutazione clinico-strumentale del coinvolgimento neuropsichiatria o in questi pazienti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Zoli, L. Altomonte, A. Galossi, L. Mirone, R. Caricchio, G. Mennuni*, G. Della Marca*, M. Magarò |
- Angiomi Cavernosi Dell'orbita: Descrizione Di Una Serie Chirurgica Di 12 Casi
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (2), 134-145,1993 | | Titolo | Angiomi Cavernosi Dell'orbita: Descrizione Di Una Serie Chirurgica Di 12 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Seconda Divisione Neurochirurgica e * Dipartimento di Anatomia Patologica, Ospedale Bellaria, Bologna ** Istituto di Oftalmologia, Ospedale Maggiore, Parma | | Riassunto | Gli angiomi cavernosi sono malformazioni vascolari che possono svilupparsi lungo tutto il nevrasse. Nell 'orbita, essi costituiscono la lesione benigna più frequente, soprattutto negli adulti, e solitamente causano un lento e progressivo esoftalmo. Gli Autori presentano una serie chirurgica di 12 pazienti, 8 donne e 4 uomini, con età variabile dai 22 ai 66 anni. Tranne che in un caso, tutti i pazienti presentavano sintomi al ricovero. Una duplice lesione orbitaria fu evidenziata in 2 casi. La rimozione chirurgica degli angiomi cavernosi fu completa in tutti i 12 casi, ottenendo la diagnosi istologica. I risultati chirurgici furono buoni in 9 pazienti, mentre 2 risultarono cliniziale miglioramento postoperatorio. Il follow-up dei pazienti variava dai 6 mesi ai 4 anni. Le principali caratteristiche clinico-radiologiche degli angiomi cavernosi dell’ orbita vengono discusse assieme ai principi di terapia chirurgica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | N. Acciarri, M. Giulioni, F. Roncaroli*, R. Acciarri**, R. Padovani e G. Gaist |
- Applicazione Della Metodica Del "Current Source Density Analysis" Nello Studio Della Generazione Di Risposte Evocate Nelle Strutture Limbiche
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (3), 299-302, 1993 | | Titolo | Applicazione Della Metodica Del "Current Source Density Analysis" Nello Studio Della Generazione Di Risposte Evocate Nelle Strutture Limbiche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Neurologico Nazionale "C. Besta" Milano | | Riassunto | La metodica della "current source density (CSD) analysis" è stata applicata allo studio dei potenziali di campo registrati dalla corteccia piriforme nel preparato di cervello di cavia isolato e mantenuto in vitro mediante perfusione arteriosa. I potenziali di campo sono stati evocati mediante stimolazione del tratto laterale olfattorio (LOT) e registrati eseguendo penetrazioni perpendicolari alla laminazione della corteccia olfattoria, con incrementi di 50 Rm. L'analisi CSD applicata ai profili dei potenziali di campo registrati ha messo in evidenza un sink monosinaptico precoce nella porzione superficiale della lamina I (la) e un secondo sink disinaptico localizzato nello strato lb, associato con un source in lamina II. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Panzica, M. de Curtis, G. Biella, G. Avanzini |
- Apprendimento Stato-Dipendente In Reti Neurali
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (3). 281-287, 1993 | | Titolo | Apprendimento Stato-Dipendente In Reti Neurali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * I.l.A.S.S., Vietri sul Mare (SA) ** I.R.S.I.P., Napoli *** Dipartimento di Informatica ed Applicazioni, Università di Salerno | | Riassunto | Viene proposta un'ipotesi sul ruolo del sonno desincronizzato come fase di ricompattamento periodico dell'informazione acquisita durante la fase di veglia. Tale ipotesi viene modellata attraverso una rete neurale artificiale. Ne risulta un modello dell'apprendimento operante in tre fasi, identificate come stato di veglia, stato di sonno sincronizzato, stato di sonno desincronizzato. Il cambiamento in modo operativo è basato sull'ipotesi detta di attivazione - sintesi sviluppata da Hobson e McCarley. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.M. Guazzo*, S. Rampone**, R. Tagliaferri*** |
- Asterixis E Iperammoniemia In Corso Di Terapia Con Carbamazepina. Caso Clinico
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (4), 447-450,1993 | | Titolo | Asterixis E Iperammoniemia In Corso Di Terapia Con Carbamazepina. Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, * Divisione di Medicina Ospedale Giovanni Bosco, Torino. | | Riassunto | La concomitanza di asterixis ed iperammoniemia, in corso di terapia con Carbamazepina (CBZ), risulta dai dati della letteratura evento del tutto eccezionale. Segnaliamo il caso di una donna, in terapia con basse dosi di CBZ per nevralgia essenziale del trigemino, che sviluppa uno stato stuporoso con asterixis. Nei giorni precedenti la paziente era stata trattata con claritromicina per riacutizzazione di broncopneumopatia cronica ostruttiva. Viene evidenziata iperammoniemia, con normale funzionalità epatica e renale. I livelli plasmatici della CBZ risultano tossici. La sospensione della CBZ porta alla normalizzazione del quadro clinico e dell 'ammoniemia. Gli inaspettati livelli plasmatici della CBZ si giustificano considerando la precedente concomitante somministrazione di claritromicina. È possibile che la CBZ, per interferenza enzimatica, possa aver comportato una ridotta detossificazione epatica dello ione ammonio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Gentile, D. Cassano, G. Chianale, L. Spampinato*, I. Sacerdote |
- Banche Dati E Neuroscienze. Il Punto Di Vista Del Clinico
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (3) 257-262. 1993 | | Titolo | Banche Dati E Neuroscienze. Il Punto Di Vista Del Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale S. Filippo Neri, Roma | | Riassunto | Il clinico si pone in rapporto con le nuove tecnologie informatiche in modo ambivalente, manifestando diffidenza ed allo stesso tempo curiosità; vengono riportate alcune riflessioni sui vantaggi ed i limiti delle banche dati di più frequente utilizzo. Le banche dati bibliografiche, sia quelle consultabili on-line sia quelle che utilizzano come supporto i CD-ROM, sono uno strumento agevole di aggiornamento professionale, pur con delle limitazioni intrinseche dovute alle necessità organizzative-gestionali delle basi di dati. La creazione di archivi clinici computerizzati offre delle potenzialità pratiche, statistico-epidemiologiche, didattiche e scientifiche nettamente superiori a quelli cartacei, ma problemi operativi pratici e quelli di standardizzazione, di codifiche e di integrazione dei dati ne limitano ancora la diffusione. Le BBS mediche possono costituire uno strumento nuovo e veloce di distribuire I 'informazione scientifica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Acierno |
- Cartella Clinica Computerizzata Per Pazienti Affetti Da Epilessia
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (3), 295-298,1993 | | Titolo | Cartella Clinica Computerizzata Per Pazienti Affetti Da Epilessia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Neurologico "C. Besta" Milano | | Riassunto | Abbiamo messo a punto una scheda di raccolta dati per pazienti con epilessia che tiene conto delle variabili necessarie alla formulazione diagnostica delle diverse sindromi epilettiche e a una valutazione longitudinale di follow-up. Il modulo base è costitutito da 8 capitoli, riguardanti i dati demografici, I 'anamnesi fisiologica, i fattori di rischio pre-peri e postnatali, I'anamnesi epilettologica e della terapia antiepilettica, I 'obettività neurologica e psichica e gli esami strumentali. Il modulo per il follow-up prevede l 'aggiornamento dei dati riguardanti la fenomenologia e l'andamento delle crisi, I'obiettività neurologica e psichica, gli esami neurofisiologici e neuroradiologi Ogni capitolo ha una struttura gerarchica per l'inserimento delle informazioni. Il programma di analisi permette la costruzione di tavole di frequenze, di tabelle di crosscorrelazione e l 'analisi longitudinale delle informazioni contenute nell 'archivio. Il programma è stato utilizzato per uno studio prospettico relativo a 542 pazienti (204 osservati dopo un'unica crisi e 338 con epilessia di recente insorgenza) mirato a verificare l'applicabilità della Classificazione Internazionale delle sindromi epilettiche e alla valutazione prognostica di pazienti con epilessia seguiti dall'esordio della malattia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Binelli, S. Franceschetti, F. Panzica, T. Granata, G. Avanzini |
- Cefalea Ed Episodi Sincopali Nella Malformazione Di Arnold-Chiari Di Tipo I
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39,(5-6), 727-729.1993 | | Titolo | Cefalea Ed Episodi Sincopali Nella Malformazione Di Arnold-Chiari Di Tipo I | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale Nuovo Pellegrini e * Divisione di Neurologia II, Ospedale San Gennaro Napoli | | Riassunto | La malformazione di Arnold-Chiari (ACM) di tipo I si può accompagnare ad alterata dinamica liquorale a seguito di manovre che aumentano la pressione intratoracica. Riportiamo un caso di cefalea occipitale parossistica ed episodi sincopali ricorrenti in una ragazza di 12 anni affetta da ACM 1. I sintomi si presentavano in concomitanza di colpi di tosse, di manovra di Valsalva, di esercizio fisico. L'esame neurologico evidenziava nistagmo orizzontale, ipostenia all'emilato di destra e tetraiperreflessia. L'EEG evidenziava rallentamenti parossistici in corso di iperpnea. SEPs e BAEPs erano normali. La RMN del cranio evidenziava una ACM di tipo I con posizione estopica delle tonsille cerebellari nel canale cervicale superiore. Vengono discusse le ipotesi fisiopatogenetiche all'origine del disturbo, la diagnosi neuroradiologica, le possibilità terapeutiche mediche e chirurgiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Palma, L. Sinisi*, V. Andreone, M. Rubino |
- Cefalea Post-Rachicentesi. Valutazione Di Eventuali Fattori Predittivi
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 715-719,1993 | | Titolo | Cefalea Post-Rachicentesi. Valutazione Di Eventuali Fattori Predittivi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università di Milano IRCCS Ospedale San Raffaele, Centro Sclerosi Multipla, Milano | | Riassunto | La cefalea è una complicanza di relativamente importante frequenza a seguito di rachicentesi. Scopo dello studio è stato quello di valutarne la comparsa, correlando questa evenienza con eventuali fattori predittivi. Sono state esaminate 50 rachicentesi consecutive effettuate nel periodo di circa sei mesi da tre diversi operatori con la medesima tecnica ed aghi di uguale calibro (1.10 x 90 mm.). I pazienti erano stati poi consigliati a mantenere la posizione clinostatica per 24 ore. Nei 50 soggetti esaminati la cefalea è comparsa nel 34% dei casi, con caratteristiche di media entità (grado 3 e 4 secondo Tourtellotte); l'8% ha lamentato rachialgia ed il 14% entrambi i sintomi. I pazienti sono stati trattati al bisogno con FANS o Diidroergotamina, con piena risoluzione dei sintomi. La più giovane età, una maggior quantità di liquor estratto ed il mantenimento della posizione clinostatica per un periodo più breve si sono dimostrati fattori significativamente associati ad un aumentato rischio di cefalea post-rachicentesi Altri parametri esaminati Sesso, superficie corporea, difficoltà di esecuzione dell'esame, pressione arteriosa pre e post-esame, pressione liquorale pre e Post esame, caratteristiche del liquori non si sono dimostrati fattori predittivi di significativa importanza. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Colombo, V. Martinelli, A. Poggi, P. Rossi, M.E. Rodegher, G. Comi |
- Chemioterapia Endoarteriosa Loco Regionale Con Acnu Associata A Radioterapia Nel Trattamento Del Glioma Maligno
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 661-666, 1993 | | Titolo | Chemioterapia Endoarteriosa Loco Regionale Con Acnu Associata A Radioterapia Nel Trattamento Del Glioma Maligno | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.O. Neurologia, U.S.L. 18, Empoli * U.O. Neuroradiologia, ** U. O. Radioterapia, Ospedale Civile, Livomo | | Riassunto | Gli Autori riportano i risultati di un trattamento di chemioterapia endoarteriosa loco-regionale in una paziente di 68 anni con segni clinici e neuroradiologici di glioma maligno localizzato in sede frontale sx. Dopo 3 cicli di terapia con ACNU regionale si otteneva un netto miglioramento della sintomatologia e la scomparsa alla TC della lesione neoplastica. Il risultato è stato stabilizzato successivamente con la terapia radiante. La regressione della neoplasia ottenuta con questo tipo di trattamento e I 'assenza di effetti collaterali hanno permesso alla paziente di mantenere una buona qualità di vita. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Marcacci, G. Gianni, P. Bernini**, F. Scazzeri* |
- Cisti Aneurismatica Orbitaria E Retroorbitaria: Case Report
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-Ó), 627-632, 1993 | | Titolo | Cisti Aneurismatica Orbitaria E Retroorbitaria: Case Report | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia e * Servizio di Anatomia ed Istologia Patologica, Ospedale Civile, Teramo | | Riassunto | Gli autori descrivono il caso di una cisti aneurismatica dell'osso ad estensione orbitaria e retrnorbitaria. Il paziente era un ragazzo di 11 anni con esoftalmo non dolente e rapidamente progressivo dell'occhio destro. Lo studio preoperatorio mediante RMN mostrò una neoplasia orbitaria con estensione intracranica retroorbitaria. Il paziente fu sottoposto ad intervento chirurgico con completa exeresi della neoformazione. Il decorso post-operatorio fu privo di complicanze e al controllo RMN non si evidenziarono segni di residui tumorali o di recidiva. All'esame istologico la neoplasia risultò essere una cisti aneurismatica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Ricci, F. Pineto, F. Bigossi, P.F. Eugeni, D. Lucantoni, R. Galzio, L. Vecchio* |
- Cisti Aneurismatiche Vertebrali
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 564-573,1993 | | Titolo | Cisti Aneurismatiche Vertebrali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia e * Servizio di Neuroradiologia, Ospedale S. filippo Neri, Roma | | Riassunto | Vengono presentati due,casi di cisti aneurismatiche vertebrali e se ne discutono gli aspetti clinici, diagnostici, patogenetici e terapeutici. La lesione predilige soggetti giovani con tendenza alla crescita rapida e determinando segni di compressione midollare, talora in forma acuta. Importante, pertanto, una diagnosi corretta ed un tempestivo trattamento. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Fiume, G.C. Scarda, G. Parziale, G. Natali* |
- Cisti Aracnoidee Della Convessita Cerebrale Nell'adulto
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (5-6). 565-568, 1993 | | Titolo | Cisti Aracnoidee Della Convessita Cerebrale Nell'adulto | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dlvisione di Neurochirurgia, * Servizio di Neuroradiologia, Ospedali Riuniti di Bergamo | | Riassunto | L'incidenza delle cisti aracnoidee della convessità cerebrale è piuttosto bassa. Nell 'età adulta queste lesioni possono raggiungere considerevoli dimensioni pur rimanendo asintomatiche. Raramente esse sono causa di ipertensione endocranica e di deficit neurologici. Descriviamo l'insolito caso di una paziente adulta portatrice di una voluminosa cisti araonoidea della convessità giunta alla nostra osservazione in stato di coma e sindrome di impegno insorti acutamente. La cisti fu trattata chirurgicamente con intervento urgente di derivazione cisto-peritoneale, cui ha fatto seguito rapida e completa regressione della sintomatologia. Vengono discusse le possibili cause del progressivo ingrandimento di una cisti e del suo scompenso clinico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | O. Santonocito, F. Biroli, F. De Gonda, C. Agostinis*, V. Cassinari |
- Cisti Aracnoidee In Età Adulta: Quale Scelta Terapeutica, Quali Risultati
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (5-6), 579-586, 1993 | | Titolo | Cisti Aracnoidee In Età Adulta: Quale Scelta Terapeutica, Quali Risultati | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia e Servizio di Neurofisiopatologia, * Ospedale San Filippo Neri, Roma | | Riassunto | A differenza di numerose casistiche in cui viene sottolineata la relativa frequenza delle cisti araonoindee in eta pediatrica, riportiamo la nostra esperienza su 13 casi di pazienti adulti operati (età media 52 anni) osservati dal 1986 al 1992. Questi casi fanno parte di un più ampio gruppo di pazienti (31) portatori di cisti aracnoidee osservati in quel periodo di tempo. Vengono discussi alcuni aspetti, che a nostro parere sono ancora controversi quali: la modalità di accrescimento di queste lesioni e la ragione della loro espressività clinica tardiva, le indicazioni ad un trattamento chirurgico e quale strategia chirurgica adottare. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.M. Callovini, N. Santucci, L. Conti*, G. Gazzeri |
- Complicanze Infettive Nell'intervento Di Derivazione Liquorale. Raffronto Di Due Schemi Di Profilassi Antibiotica
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 533-537, 1993 | | Titolo | Complicanze Infettive Nell'intervento Di Derivazione Liquorale. Raffronto Di Due Schemi Di Profilassi Antibiotica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurochirurgia, ** Divisione di Malattie infettive, OO.RR., Bergamo | | Riassunto | L'infezione è una temibile complicanza dell'intervento di derivazione e può seriamente comprometterne l'esito. Nelle varie casistiche la sua incidenza va dal 15% allo 0. 3%. La causa è essenzialmente una contaminazione del campo operatorio da parte dei germi della cute. La possibilità di ridurre l 'incidenza è nella meticolosa preparazione operatoria del paziente e in una scrupolosa asepsi chirurgica. Ugualmente importante è una razionale profilassi antibiotica. Vengono esposti due protocolli di profilassi antibiotica: nel 1990 con cotrimossazolo (32 paz. ) e nel 1991 con teicoplanina (37 paz.). I risultati (rispettivamente 15 e 2.4% di infezioni) sono discussi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Biroli*, F. De Gonda*, A. Cremaschi**, N. Lorenzi**, M. Gualini**, V. Cassinari* |
- Complicanze Tardive Delle Fratture Etmoidali
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-Ó), 677-682, 1993 | | Titolo | Complicanze Tardive Delle Fratture Etmoidali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Niguarda Ca' Granda, Milano | | Riassunto | Le fratture dell'etmoide possono essere seguite anche a distanza di anni dal trauma da tutta una serie di complicanze principalmente legate alla persistenza o all 'evoluzione della comunicazione creata dal trauma fra spazio intracranico e cavità paranasali. Abbiamo identificato tre tipi di complicanze principali: 1) infezioni intracraniche; 2) recidiva di pregressa fistola liquorale post-traumatica; 3) insorgenza tardiva di fistola liquorale. Entrambe le complicanze al punto 2 e 3 possono a loro volta essere gravate da insorgenza di infezione intracraniche. In questo lavoro riportiamo 9 casi consecutivi di complicanze tardive di fratture etmoidali trattate presso la nostra Divisione nel periodo 1982-1992. In 6 casi si trattava di meningite, in 2 casi di recidiva di rinoliquorrea ed in I caso di rinoliquorrea ad esordio tardivo. Tutti i pazienti avevano in anamnesi un trauma cranico chiuso che aveva comportato ipo-anosmia. In 7 casi era stata descritta rinoliquorrea postraumatica che si era risolta spontaneamente entro 7 giorni. In un unico caso era stata documentata radiograficamente una lesione di continuo dell'etmoide. Tutti i pazienti erano stati trattati conservativamente ed erano tornati alle proprie normali attività. Le complicanze tardive si verificarono da 2 mesi a 31 anni dopo il trauma. In tutti i casi, al momento del ricovero per le complicanze, uno studio TC ad alta risoluzione documentò delle lesioni di continuo dell'etmoide. In tutti i casi fu eseguito un intervento chirurgico di plastica del basicranio. La mortalità e la morbilità legate all 'intervento furono uguali a zero. Il follow-up va da un minimo di 1 ad un massimo di 10 anni . In nessun caso si è assistito a recidive o ad insorgenza di nuove complicanze della frattura. Vengono discussi i meccanismi patogenetici di questo tipo di lesione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Talamonti, R.A. Fontana, P. Versari, F. Villa, P.G. Car, M. Collice |
- Contributo Allo Studio Dell'idrocefalo Normoteso: Un Caso Di Associazione Tra Idrocefalo Normoteso E Diabete Mellito
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-Ó), 543-548, 1993 | | Titolo | Contributo Allo Studio Dell'idrocefalo Normoteso: Un Caso Di Associazione Tra Idrocefalo Normoteso E Diabete Mellito | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Rummo di Benevento | | Riassunto | Viene presentato un caso di idrocefalia a pressione normale riguardante una signora di 66 anni, diabetica. La paziente è arrivata alla nostra osservazione per disturbi ingravescenti della marcia e incontinenza sì eterica. n riscontro anamnestico è negako per trauma cranico, meningite o emorragia subaraonoialea. Gli esami ematochimici, salvo i valori glicemici, sono risultati nella norma. L'esame TC cerebrale senza mezzo di contrasto ha posto in evidenza una marcata dilatazione dei ventricoli laterali, del terzo e del quarto ventricolo. Il successivo esame eseguito dopo somministrazione del mezzo di contrasto ha confermato il riscontro di un idrocefalo non ostruttivo. La pressione liquorale era 18 cm H20. La paziente, trasferita succe.vsivamente in neurochirurgia, è stata sottoposta a derivazione ventricolo-peritoneale con signif cativo miglioramento del quadro clinico. E’ presumibile che la malattia diabetica di base, attraverso emorragie subaracnoidee asintomatiche ad evoluzione fibrosante, abbia un ruolo patogenetico nell 'idrocefalo normoteso. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Peluso, A. Rapuano |
- Data Base E Sistemi Informativi Clinici
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (3). 309-317, 1993 | | Titolo | Data Base E Sistemi Informativi Clinici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Tecnologie Biomediche Avanzate Università di Milano, Corso di Laurea in Scienze dell'informazione | | Riassunto | Vengono definiti ed analizzati i concetti di record medico, basi di dati clinici e Sistemi Informativi in medicina. Viene fatto riferimento a diversi tipi di record medico e ad alcuni modelli di basi di dati, mettendo in evidenza che in medicina è meglio utilizzare strutture miste (gerarchiche, relazionali, ad oggetto, etc.) per poter memorizzare le informazioni ed interrogare archivi multimediali (molto importanti in campo neurologico) e gestire oltre ai dati anche conoscenza medica. Vengono accennate delle nozioni di base sui sistemi informativi clinici, con qualche riferimento ad alcuni sistemi automatici tra cui quello oncologico del Johns Hopkins Hospital di Baltimora. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Sicurello |
- Difficoltà Diagnostiche Nella Malformazione Di Arnold-Chiari
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 721-726,1993 | | Titolo | Difficoltà Diagnostiche Nella Malformazione Di Arnold-Chiari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università di Padova | | Riassunto | La malformazione di Arnold-Chiari (MAC) è una condizione caratterizzata dall'erniazione del contenuto della fossa cranica posteriore al di sotto del forame magno, ed è divisa in tre tipi a seconda del grado di erniazione. Abbiamo esaminato retrospettivamente 15 pazienti con MAC ricoverati nella Clinica Neurologica di Padova dal 1973 al 1992. Scopo della ricerca è stato quello di mettere in evidenza le difficoltà diagnostiche incontrate prima di arrivare alla diagnosi definitiva di questa anomalia che presenta spesso un esordio sintomatologico polimorfo ed aspecifico. In secondo luogo abbiamo voluto confermare l'importanza della RMN nel rendere l'iter diagnostico più preciso e veloce e da ultimo richiamare I 'attenzione sul possibile esordio tardivo della MAC, come ipotesi diagnostica quindi anche negli anziani. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Piron, P. Rossi, F. Maggioni |
- Eeg Quantitativo In Neurofarmacologia Umana
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neuroblologia, 39 (3), 289-294,1993 | | Titolo | Eeg Quantitativo In Neurofarmacologia Umana | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Centro Farmaci Neuropsicoattivi, Cattedra di Neurofisiopatologia, Dipartimento di Scienze Motorie dell'Università, e Centro di Neurofisiologia Cerebrale, CNR, Genova; Department of Psychiatry, State University of New York, Stony Brook% | | Riassunto | Tecniche di EEG computerizzato sono utilizzate sistematicamente in neurofarmacologia umana per valutare l 'azione di farmaci neurotropi a livello cerebrale indipendentemente dalla sintomatologia clinica. Biodisponibilità cerebrale di composti conAsenza primarie indicazioni neuropsichiatriche, bioequivalenza cerebrale di differenti composti/formulazioni, ed interazioni a livello cerebrale possono essere verificate; gli effetti di trattamenti prolungati possono essere monitorati. Le tecniche di brain mapping permettono l 'identificazione di effetti farmaco-indotti con distribuzione topografica limitata o selettiva, con un maggior controllo della variabilità individuale e migliori possibilità di studio delle interazioni tra effetti farmacologici e condizioni di base, compresi concomitanti di patologia cerebrale. Studi strutturali/funzionali correlati (es. EEG, rCBF; C7; NMR) sono possibili. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | W.G. Sannita, G. Di Bon, M. Bruzzone, L. Malfatto |
- Ematoma Intracerebrale Tardivo. Una Rara Complicazione Dello Shunt V-P
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 527-532, 1993 | | Titolo | Ematoma Intracerebrale Tardivo. Una Rara Complicazione Dello Shunt V-P | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurochirurgica, Ospedali Riuniti, Bergamo | | Riassunto | Descriviamo il caso di un ematoma intracerebrale occorso 8 giorni dopo un intervento di derivazione ventricolo-peritoneale. In letteratura sono stati descritti solo 4 casi con caratteristiche analoghe. Viene presentato un raffronto e vengono discussi i possibili meccanismi eziopatogenetici. Viene sottolineata l 'importanza in funzione delle possibili implicazioni medico-legali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. De Gonda, F. Biroli, O. Santonocito, V. Cassinari |
- Embolia Cerebrale Colesterinica: Presentazione Di Due Casi Autoptici
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (4), 391-401, 1993 | | Titolo | Embolia Cerebrale Colesterinica: Presentazione Di Due Casi Autoptici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Istituto di Anatomia Patologica e ** Istituto di Neurochirugia, Università di Milano | | Riassunto | L'embolia sistemica colesterinica, spontanea o conseguente a manovre intravascolari o a terapie anticoagulanti e trombolitiche, è una patologia infrequente, talora con interessamento cerebrale sintomatico. Presentiamo due casi autoptici di embolia sistemica colesterinica con lesioni cerebrali, in due maschi di 68 e 71 anni, ipertesi, con aneurismi aortici e storia di recenti manovre intravascolari. Nel primo caso, durante l'aneurismestomia, alla rimozione dei clamp aortici, si era verificata una grave alterazione delle risposte evocate somatosensitive nell'emisfero sinistro, con emiplegia destra e crisi comiziali nel decorso postoperatorio. L'autopsia ha rivelato focolai multipli di encefalomalacia recente in emisfero sinistro, riferibili a tromboembolie colesteriniche. Nel secondo caso la sintomatologia iniziata dopo aortografia era data da violenti dolori lombari con successiva insufficienza renale, ulcera duodenale ed ischemia distale agli arti inferiori L'autopsia ha evidenziato embolie colesteriniche sistemiche, estese ai vasi meningei e rammollimento del talamo di destra. Una eziologia embolica colesterinica va sempre considerata nella diagnosi differenziale dei disturbi ischemici cerebrali, specie se in soggetti con grave aterosclerosi aortica o carotidea sottoposti a manovre strumentali o chirurgiche intravascolari. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | T. Masini*, A.M. Migliarini*, M. Vanini*, E. Fava** |
- Embolizzazione Preoperatoria Dei Meningiomi Intracranici: Esperienza Preliminare
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-Ó). 657-660, 1993 | | Titolo | Embolizzazione Preoperatoria Dei Meningiomi Intracranici: Esperienza Preliminare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, * Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Regionale, Ancona | | Riassunto | L'embolizzazione preoperatoria è divenuta una metodica di routine nel trattamento chirurgico dei meningiomi intracranici La nostra esperienza preliminare comprende 34 pazienti affetti da meningioma intracranico, ricoverati presso la Divisione di neurochirurgia di Ancona, trattati con I'embolizzazione preoperatoria. In tutti i casi l'angiografia ha dimostrato una riduzione fino alla scomparsa della vascolarizzazione neoplastica in rapporto alle sue afferenze vascolari L'esame istopatologico ha mostrato focolai di necrosi coagulativa, aree di fibrosi e lesioni proliferative dell'endotelio vascolare tipo angioma di Masson. Al riscontro chirurgico il sanguinamento tumorale è stato ridotto con tempi chirurgici più brevi e conseguentemente decorso postoperatorio migliore. Infine la metodica è stata ben tollerata dai pazienti che nella maggioranza dei casi hanno manifestato effetti collaterali transitori; in un solo paziente è comparso un defcit neurologico permanente. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Dobran, A. Messori, F. Pauri, M.A. Recchioni, F. Rychlicki, S. Vecchioni, U. Pasquini*, C. Piana* |
- Emicrania Episodica Parossistica: Descrizione Di Un Caso
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (1), 77-79,1993 | | Titolo | Emicrania Episodica Parossistica: Descrizione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Maria Vittoria, Torino | | Riassunto | L'emicrania episodica parossistica (EPH: episodic paroxysmal hemicrania) è una rara affezione non ancora inserita nella classificazione delle cefalee della IHS e di cui, sino ad ora, sono stati descritti in letteratura solo 12 casi. Si tratta di attacchi di cefalea emicranica che compaiono a periodi, separati da intervalli di benessere e caratterizzati da un dolore assai simile, per localizzazione, qualità e presenza di disfunzioni autonomiche locali, a quello della cefalea a grappolo. Si differenzia però nettamente da quest'ultimo per la maggiore frequenza e minore durata dei singoli attacchi, nonché per la sensibilità alla terapia con indometacina (è viceversa resistente alle usuali terapie per il Aster)). Se ne descrive un caso di nuova osservazione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Viviani |
- Emiipoestesia Atassica Capsulare Da Infarto Nel Territorio Dell'arteria Corioidea Anteriore
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 ( I ), 47-55,1993 | | Titolo | Emiipoestesia Atassica Capsulare Da Infarto Nel Territorio Dell'arteria Corioidea Anteriore | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica del Civico Ospedale di Carrara *Servizio Multizonale di Medicina Nucleare dell'Ospedale SS. Giacomo e Cristoforo di Massa | | Riassunto | L'infarto nel territorio dell'arteria corioidea anteriore è rivelato dalla classica triade clinica: emiparesi, emiipoestesia ed emianopsia; ma i casi incompleti sonofrequenti. Quando la paresi è lieve si possono manifestare sindromi nelle quali fgura anche atassia di tipo cerebellare (emiparesi atassica, emiparesi ipoestesico-atassica). Viene riportata una insolita osservazione di "emiipoestesia atassica capsulare isolata (senza paresi), da infarto nel territorio dell'arteria corioidea anteriore di sinistra. Il caso è stato studiato mediante PES, TC, RMN e SPECT; esso rappresenta la terza constatazione riportata nella letteratura di questo tipo particolare di patologia capsulare. Sulla base dei dati di neuroimmagine e funzionali raccolti si discute la patogenesi della "atassia capsulare", vagliando le ipotesi sino ad ora avanzate. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Simonetti, D. Della Pina, A. Maneschi* |
- Emorragie Intraparenchimali Spontanee Da Cause Vascolari: Confronto Tra Angiografia A Risonanza Magnetica E Angiografia Arteriosa
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 667-672, L993 | | Titolo | Emorragie Intraparenchimali Spontanee Da Cause Vascolari: Confronto Tra Angiografia A Risonanza Magnetica E Angiografia Arteriosa | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Sezione di Neuroradiologia, Cattedra di Radiologia, Università di Brescia | | Riassunto | Obiettivo dello studio è determinare l 'efficacia diagnostica dell 'Angio-RM nel riconoscere la causa responsabile delle emorragie spontanee intracerebrali, in soggetti non ipertesi. A tale scopo sono stati selezionati 16 pazienti, di cui 10 femmine e 6 maschi, di età compresa tra i 19 ed i 72 anni, con diagnosi TC di emorragia intracerebrale spontanea da causa sconosciuta. Tutti i pazienti sono stati esaminati con Risonanza Magnetica Spin-Echo, Angio-RM 3D a contrasto d'ampiezza (Magnitude MRA), ed angiografia digitale arteriosa (DSA) entro 72 ore dall 'esame TC. 13 ematomi erano localizzati in sede sovratentoriale e 3 in sede cerebellare. In 7 casi l'emorragia intracerebrale era in sede corticale, isolata, mentre in 5 casi si associava ad emorragia intraventricolare ed in 4 casi ad emorragia subaraonoidea. In 11 pazienti l'Angio-RM ha dimostrato la presenza di una patologia vascolare responsabile dell 'emorragia intracerebrale: 8 malformazioni artero-venose, di cui 3 localizzate in fossa cranica posteriore, 4 corticali ed I profonda, 2 aneurismi dell'arteria cerebrale media ed 1 occlusione dell 'arteria cerebrale media. In 4 casi l 'Angio-RM ha mostrato esclusivamente l'effetto massa causato dall'ematoma, senza diretta evidenza di una patologia vascolare sottostante. L'angiografia arteriosa ha confermato i reperti Angio-RM in 15 casi su 16, mentre in 1 caso di ematoma insulare con associata emorragia subaraenoidea la diagnosi Angio-RM di piccolo aneurisma sacciforme dell'arteria cerebrale media non è stata confermata (falso positivo). L'Angio-RM ha consentito l'identifcazione del 100% della malformazioni artero-venose e del 100% degli aneurismi responsabili dell'emorragia intracerebrale. A differenza dell'angio-RM la RM spin-echo ha consentito una diagnosi certa di MAV nel 50% dei casi. Nessuno degli aneurismi cerebrali è stato riconosciuto dalla RM Spin-Echo. ln conclusione l'Angio-RM è risultata in grado di dimostrare malformazioni artero-venose e aneurismi cerebrali di piccole dimensioni, difficilmente ricon oscibili con le tradizionali indagini neuroradiologiche non invasive, TC ed RM. Sulla base dei risultati ottenuti I'angio-RM può essere proposta come indagine di screening nelle emorragie intraparenchimali spontanee a causa sconosciuta, al fine di selezionare in maniera più accurata i pazienti da sottoporre ad angiografia arteriosa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Gasparotti, M. Bonetti, M. Crispino, R. Brembilla, M. Pavia, A. Chiesa |
- Encefalopatia Subacuta Multifocale In Stenosi Istmica Dell'aorta In Un Bambino
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (2), 177-180, 1993 | | Titolo | Encefalopatia Subacuta Multifocale In Stenosi Istmica Dell'aorta In Un Bambino | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica Ospedale San Camillo, Roma | | Riassunto | Le complicanze neurologiche della coartazione aortica sono molteplici. La diagnosi di una complicanza neurologica da stenosi istmica dell 'aorta può risultare difficile quando la malattia è di base misconosciuta. Il caso che presentiamo è significativo in tal senso. Un bambino di sei anni, ricoverato in altro ambiente specialistico per "corea minor", viene d'urgenza trasferito in reparto infettivologico nel sospetto di encefalite, dopo la recente insorgenza di grave emiparesi sin. con emianopsia e reperto TAC di difficile inquadramento, che mostra alterazioni in sede frontale e temporo-occipitale dx. Dall'anamnesi risulta che i primi disturbi risalgono a circa sei mesi prima in forma di minor rendimento scolastico, incoordinazione motoria, parestesie agli arti inferiori e non meglio precisate ipercinesie. Un anno prima erano descritti episodi di cefalea molto intensa, a brusca insorgenza e della durata di pochi rninuti. Nell 'ipotesi di un encefalite subacuta si inizia terapia steroidea. Il rilievo di ipertensione arteriosa di grado marcato, dapprima spiegato su base iatrogena (cortisonici), diventa poi il dato clinico più importante. Una RMN mette in evidenza aree multiple di alterato segnale che fanno presumere una genesi ipossicovascolare. Una semplice manovra semeiotica, e precisamente il confronto del polso arterioso fra arti superiori e inferiori, consente la diagnosi di coartazione aortica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Gerace, G. Piazza, L. Sinibaldi, A. Meccia, S. Galgani |
- Ernia Discale Cervicale Simulante Tumore Extramidollare
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neuroblologia , 39 ( 5-6), 689-693,1993 | | Titolo | Ernia Discale Cervicale Simulante Tumore Extramidollare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia; Servizio di Neuroradiologia (*), Ospedale Loreto Mare, Napoli | | Riassunto | I processi espansivi extramidollari si possono presentare clinicamente con una sintomatologia mal differenziabile da una radicolopatia da compressione discale. Il tessuto di granulazione che si forma intorno alla radice nervosa per effetto della reazione tra dura, materiale discale e vene epidurali può assumere contrasto alla TC e RM comportandosi come un processo espansivo extramidollare intradurale. In presenza di questo reperto di raro riscontro la diagnosi differenziale tra le due patologie può essere impossibile preoperatoriamente. Viene riportato il caso di una donna sofferente di cervicobrachialgia da alcuni mesi in cui le indagini neuroradiologiche effettuate (TC e RM con Gd-DTPA) mostrarono una lesione intraforaminale in continuità con la sesta radice cervicale con impregnazione dopo infusione di contrasto paramagnetico. Tale lesione si rivelò, alla chirurgia, trattarsi di un'ernia discale con tessuto di granulazione che comprimeva la radice. Viene presentato il follow-up clinico e neuroradiologico e viene discussa la diagnosi differenziale preoperatoria tra queste due patologie in presenza di questo reperto RM. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Lama, P. Longhi, M. Muto*, G. Mirone, S. Simpatico, F. Granata |
- Esempi Applicativi Di Archiviazione Elettronica In Un Reparto Di Neurologia
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (3) 251-255. 1993 | | Titolo | Esempi Applicativi Di Archiviazione Elettronica In Un Reparto Di Neurologia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Policlinico San Marco, Zingonia-Bergamo * Unità di Riabilitazione Neurologica, IRCCS Santa Maria Nascente Fondazione "Don C. Gnocchi' Milano". | | Riassunto | La progettazione di sistemi di archiviazione di dati in medicina deve tenere conto di alcuni fattori relativi alle esigenze d 'uso da parte dell 'utente clinico ed alle caratteristiche funzionali dello strumento utilizzato. Verranno qui esposti alcuni esempi applicativi da noi sviluppati. Attraverso di essi potranno essere mostrati i principi generali che sono stati considerati per il progetto di un sistema di archiviazione di dati clinici attualmente in corso di sviluppo presso la nostra Divisione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Ubbiali, M. Osio*, L.M. Munari, M. Porta |
- Fattori Influenti Sul Risultato A Distanza Della Chirurgia Della Spondilosi Cervicale
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6 ), 701-707, 1993 | | Titolo | Fattori Influenti Sul Risultato A Distanza Della Chirurgia Della Spondilosi Cervicale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.O. Neurochirurgia 1° USL 30, Nuovo Policlinico, Siena | | Riassunto | 159 pazienti consecutivi, sottoposti presso la Neurochirurgia 1° dell'Ospedale di Siena ad intervento chirurgico per spondilosi cervicale nel periodo 1974-1992, sono stati richiamati a controllo ambulatoriale o telefonico per valutare i risultati a distanza del trattamento. Sono 101 maschi e 58 femmine, con un 'età media di 57 anni. Il follow-up medio è di 5 anni e mezzo (min 6 - max 223 mesi). 2/3 sono stati operati per via anteriore ed 1/3 per via posteriore. I risultati mostrano un esito ottimo nel 27% dei casi, buono nel 44%, scarso/invariato nel 20%, peggiorato nel 5%; 7 pazienti (=4%) sono sfuggiti alfollow-up. Vari parametri (sesso, età, durata della storia clinica, sintomatologia) vengono analizzati, alla luce anche della letteratura, nei riguardi della loro significatività sull'esito. Sulla base dei nostri risultati possiamo affermare: 1) I risultati, in linea con quelli della letteratura, ci confortano sulla correttezza delle indicazioni chirurgiche e sulle tecniche operatorie utilizzate. 2) La gravità dei deficit preoperatori midollari è il dato più rilevante sull'esito, al contrario di quelli radicolari, che sono tra l 'altro più facilmente recuperabili. 3) La durata della storia clinica appare influente, ma non in maniera direttamente proporzionale: i tempi critici risultano essere 3 mesi e 2 anni. 4) Si sono avuti migliori risultati nel sesso femminile, ma di ciò manca una spiegazione plausibile. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Gambacorta, R. Biancotti, F. Reale |
- Fistole Liquorali Post Traumatiche: Risultati Preliminari Sull'uso Di Nuovi Materiali Biocompatibili
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 601-603, 1993 | | Titolo | Fistole Liquorali Post Traumatiche: Risultati Preliminari Sull'uso Di Nuovi Materiali Biocompatibili | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, * Divisione di Chirurgia maxillo-facciale, Ospedale San Giovanni, Roma | | Riassunto | Gli Autori riportano la propria esperienza relativa al trattamento di fistole liquorali causate da lacerazioni multiple durali e da estese fratture della base cranica e dei massicci frontali con perdita di sostanza ossea con l'ausilio di materiali biocompatibili (idrossiapatite e colla di fibrina). La semplice riparazione durale, se non viene accompagnata da una ricomposizione dei focolai fratturativi, può risultare inefficace. Vengono presentati due casi di fistole liquorali con complesse fratture della base cranica in cui I 'uso combinato dei due materiali compatibili ha permesso la regressione totale della liquorrea. Tale semplice metodica ha inoltre permesso minori manovre di trazione dell'encefalo, maggiore protezione contro eventuali infezioni e riduzione dei tempi chirurgici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Salvatore, S. Mercuri, F. Galanti, G. Fortunato*, S. Esposito |
- Follow-Up Di Un Caso Di Sindrome Di Dandy Walker Dall'eta Fetale A Quella Di 13 Anni
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 539-542, 1993 | | Titolo | Follow-Up Di Un Caso Di Sindrome Di Dandy Walker Dall'eta Fetale A Quella Di 13 Anni | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, * Divisione di Ginecologia, Ospedale di Desio | | Riassunto | Negli ultimi 13 anni sono state sottoposte ad ecografia presso l 'Ospedale di Desio 11.339 gravide e diagnosticate 16 malformazioni interessanti il SNC, tra queste una sindrome di Dandy-Walker. La diagnosi precoce ha permesso un intervento di derivazione cistoperitoneale a 3 mesi d'età con riduzione dell'idrocefalia. Il paziente seguito per 13 anni, ha presentato sviluppo somatopsichico normale ed il Ql attuale è di 94. Concordemente con la letteratura i pazienti come il nostro, senza altre malformazioni del SNC, se precocemente trattati chirurgicamente, mostrano uno sviluppo intellettivo nei limiti di norma in un'altissima percentuale di casi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Colombo, L. Bonsignore*, G. Cislaghi |
- Gamma Vinil " Gaba. Modificazioni Dell'attivita Elettrica Di Superficie E Di Profondita Nel Ratto. Variazioni Comportamentali Ed Azione Anticonvulsiva
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (2), 147-155, 1993 | | Titolo | Gamma Vinil " Gaba. Modificazioni Dell'attivita Elettrica Di Superficie E Di Profondita Nel Ratto. Variazioni Comportamentali Ed Azione Anticonvulsiva | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università degli Studi aLa Sapienza» di Roma | | Riassunto | Lo scopo di questa ricerca è lo studio dell'attività elettrica di superficie (SEEG) e di profondità (DEEG) derivata dall'amigdala e dall'ippocampo, come pure delle modif cazioni comportamentali nel ratto trattato con y-vinil-GABA somministrato per ICV. Le dosi usate sono state comprese tra i 600 ed i 1200 mg,/kg di peso. Le variazioni sono state quantificate tramite l 'analisi degli spettri di frequenza. È stata notata al SEEG ed al DEEG una improvvisa comparsa di sequenze di attività lente. Sono state riportate le variazioni in percentuale degli spettri dei voltaggio generale relativi agli SEEG ed agli DEEG dopo GVG. Le bande di frequenza più lente hanno mostrato un più prolungato ed anche significativo aumento negli SEEG e DEEG a confronto dei valori di base. Si tratta ali un fenomeno transitorio: le frequenze lente sono scomparse al SEEG ed al DEEG dopo la 13a e 16a ora. Il 3° giorno agli animali trattati con GVG e stata praticata un'iniezione intraperitoneale di pentilentetrazolo (25 mg/kg). È stato visto che il trattamento con GVG induce una riduzione nella durata dell'attività epilettica provocata dal pentilentetrazolo sia nei riguardi degli aspetti clinici che EEG. Per quanto riguarda le modificazioni comportamentali insorte dopo la somministrazione di GVG è stata osservata acatisia che si manifestava con movimenti stereotipati di masticazione, grugniti, ripetuto fiutare. Tale comportamento era simultaneo alla comparsa della attività lente e veniva meno alla loro scomparsa. Il Gamma-idrossibutirrato, un metabolita del GABA viene ritenuto responsabile del rallentamento EEG. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. De Romanis |
- Idrocefalo: Considerazioni Su 1448 Casi Operati
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Rlv. Neurobiologia, 39 (5-6), 487- 493,1993 | | Titolo | Idrocefalo: Considerazioni Su 1448 Casi Operati | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Neurochirurgia, Ospedale Maggiore, Verona | | Riassunto | Vengono analizzati 1448 pazienti con idrocefalo ricoverati presso il Dipartimento di Neurochirurgia di Verona dal 1959 al lg92, tutti sottoposti ad intervento chirurgico di shunt liquorale. L'età media dell'intera casistica è di 32 anni con 545 (38%) in età pediatrica, con egual distribuzione nei due sessi L'età pediatrica incideva per il 63% negli anni 'S9/'67 mentre rappresenta il 26 % negli anni '85/'92. Su 1448 primi interventi sono state eseguite 1149 revisioni; in 920 pazienti (64 %) è stato eseguita solo il 1° intervento senza necessità di revisioni. Nel periodo '59/'67 il 1° intervento è stato uno shunt intracranico (Torkildsen o ventricolocisternostomia sovraottica) nel 47% ed una DVA nel 53%; nel periodo '85/'92 nel 98% dei casi è stata eseguita una DVP. Il minor numero di revisioni in rapporto all'eziologia si ha nell'idrocefalo emorragico (25%) ed il numero più alto nell'idrocefalo del lattante (59 %) e malformativo; in rapporto al tipo di shunt le derivazioni tipo unishunt hanno mostrato minor; complicanze. Globalmente si è visto come il rischio di revisione dello shunt aumenti progressivamente ad ogni successivo reintervento. Le complicanze più frequentemente causa di revisione dello shunt sono state l'ostruzione (21%), cause meccaniche (8%) ed infettive (6%). Dall'analisi della casistica possiamo ricavare: 1) dal 1959 ad oggi sono diminuite tutte le cause di idrocefalo con necessità di shunt salvo l'emorragia che attualmente incide per il 33%, 2) vi è stata una progressiva riduzione dell'età pediatrica dal 63% al 26%,3) utilizzo attualmente della DVP nel 98% dei casi, 4) riduzione progressiva delle revisioni nell'intera casistica, 5) risultati migliori nell'idrocefalo postemorragico, ó) minor rischio di revisioni con i sistemi tipo unishunt, 7) aumento progressivo del rischio di revisione ad ogni successivo intervento indipendentemente dall'eziologia e tipo di shunt. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Licata, C. Mazza, R. Da Pian |
- Idrocefalo Cronico Dell'adulto: Dati Preliminari Di Classificazione Degli Esiti Post-Operatori Mediante Rete Neurale Auto Associativa
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (3) 263-266 1993 | | Titolo | Idrocefalo Cronico Dell'adulto: Dati Preliminari Di Classificazione Degli Esiti Post-Operatori Mediante Rete Neurale Auto Associativa | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, E.O. Osp. Galliera, Genova; * Dip. Elettrico, Elettronico e Sistemistico, Università di Catania; ** Dip. Di Scienze Motorie - Neurofisiopatologia Università e Centro Studi per la Neurofisiologia Cerebra | | Riassunto | È stata valutata l 'applicazione di una rete neurale autoassociativa come strumento di previsione del risultato chirurgico in un gruppo di pazienti con Idrocefalo cronico dell'adulto. La validità della previsione offerta dalla rete è stata basata su una serie di indagini strumentali e sulla valutazione clinica La classifcazione operaia della rete ha portato alla stessa distribuzione numerica dei pazienti verificatasi nella realtà. Tali dati, sebbene preliminari, sembrano indicare che questo approccio potrebbe essere di notevole ausilio nell 'iter diagnostico-teraupeutico nella patologia in esame. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Mazzone, L. Fortuna*, G. Rodriguez**, P. Arena*, F. Nobili **, R. Pisani, G.C. Andrioli, G.Rosadini** |
- Il Trattamento Dell'idrocefalo Con Derivazione Esterna E Controllo Della Pressione Intracranica (Pic) Nella Chirurgia Precoce Degli Aneurismi Intracranici Di Grado Pessimo
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 521-526. 1993 | | Titolo | Il Trattamento Dell'idrocefalo Con Derivazione Esterna E Controllo Della Pressione Intracranica (Pic) Nella Chirurgia Precoce Degli Aneurismi Intracranici Di Grado Pessimo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, * Dipartimento di Anestesia e Rianimazione, Ospedale di Lecco | | Riassunto | Gli autori prendono in esame 20 pazienti consecutivi con aneurisma intracranico e compresi nel quarto - quinto grado della scala di Hunt-Hesse. Tutti i pazienti sono stati studiati con Tac cerebrale ed Angiografia dei quattro vasi cerebrali. Tutti i pazienti sono stati operati entro le 24 ore dal sanguinamento, tutti i pazienti prima dell'intervento sono stati sottoposti ad un drenaggio ventricolare esterno che è stato mantenuto in sede dopo l 'intervento per almeno cinque giorni. Nel periodo post operatorio tutti i pazienti sono stati sottoposti a terapia medica aggressiva: ipertensiva, ipervolemica, emodiluizione e monitoraggio della pressione intracranica. A dodici mesi di distanza dall'intervento, i pazienti cosi trattati presentano quattro una completa ripresa neurologica, cinque una inabilità modesta, due una inabilita grave. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Pontiggia, P. Brignardello, A. Tabano, F. Lusenti*, C. Martini*, R. Massei*, L. Monolo |
- Incidenza Di Neuropatie Infracliniche In Pazienti Affetti Da Artrite Reumatoide
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (4). 343-348.1993 | | Titolo | Incidenza Di Neuropatie Infracliniche In Pazienti Affetti Da Artrite Reumatoide | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Ortopedico "G. Pini" Milano, Servizio di Neurologia * Cattedra di Clinica reumatologica dell'Università di Milano | | Riassunto | Gli AA. studiano dal p.d.u clinico ed elettromiografico un gruppo di 25 soggetti (10 M e 15 F) affetti da AR, seguiti presso l 'amb. di Reumatologia. Nella ricerca sono stati inclusi Pt. con le seguenti caratteristiche: 1 ) riscontro di AR da almeno 5 anni; 2) assenza di concomitante patologia lesiva per il SNP (es. diabete, alcolismo); 3) omogeneità di trattamento terapeutico; 4) assenza di chiari disturbi soggettivi di interesse neurologico (es. riferite parestesie o anestesie). Risultati: a) n. 4 pt. presentavano un'attenuazione dei riflessi o.t. prevalente agli arti inferiori, di cui n. 3 (12%) presentavano segni EMG di polineuropatia sensitivo-motoria (rallentamento della VD.C.M. e VCDS) con riduzione delle amp. dei SAP e dei MAP; aumento delle lat. distali); b) n. 1 pt. (4%) presentava segni elettrofisiologici di sofferenza al polso del n. mediano. In conclusione in 4 pt. (16%) sono stati trovati segni di sofferenza nervosa periferica in assenza di una evidente sintomatologia specifica soggettiva. Tutti i pt. con complicanze nervose avevano una lunga durata della malattia (rispett. 11, 12 e 16 anni per le polineuropatie e 10 anni per il tunnel carnale). In accordo con i dati della letteratura che riconoscono l'insorgenza dei quadri neurologici nelle fasi avanzate della malattia, gli aa. ritengono che il momento critico possa collocarsi attorno al 10° anno dal riscontro della AR e pertanto consigliano accertamenti clinico-strumentali in tale epoca anche in soggetti asintomatici dal p.d.v. neurologico, alfine di evidenziare eventuali neuropatie infracliniche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Loiero, G. Cheriè Lignière*, D. Salom Pedemonti, G.C. La Maida |
- Indicazioni Al Trattamento Chirurgico Delle Instabilità Cervicali Alte Nell'artrite Reumatoide
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-Ó), 695-700, 1993 | | Titolo | Indicazioni Al Trattamento Chirurgico Delle Instabilità Cervicali Alte Nell'artrite Reumatoide | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Ortopedia e Traumatologia Centro per lo Studio e la Chirurgia del Rachide Cervicale*, Ospedale Molinette Torino Dipartimento Emergenza ed Accettazione di Neurologia**, Ospedale Molinette Torino | | Riassunto | Nella AR la localizzazione cervicale alta è piuttosto frequente e spesso precoce; statisticamente un interessamento midollare è fortunatamente presente solo nel 2% dei casi È essenziale individuare tali pazienti mediante una valutazione clinica neurologica precisa ed utilizzando i presidi neuroelettrodiagnostici più raffinati, alfine di evitare che un danno midollare si aggiunga al già grave quadro poliarticolare. Gli autori espongono la loro esperienza nella stabilizzazione chirurgica delle localizzazioni da AR cervicali alte ottenute mediante vari mezzi di sintesi. Gli autori indicano quali, a loro parere, sono i criteri clinici, neuroelettrofisiologici e radiografici che indirizzano al trattamento chirurgico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Solini*, B. Paschero*, N. Ruggieri*, M. De Mattei**, E. Morgando** |
- Istiocitosi X Della Regione Sellare Parasellare: Caso Clinico
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 637-641, 1993 | | Titolo | Istiocitosi X Della Regione Sellare Parasellare: Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, * Servizio di Anatomia ed Istologia Patologicá, Ospedale "G. Mazzini' Teramo. | | Riassunto | Le granulomatosi eosinofile sono malattie caratterizzate da proliferazione di istiociti che interessano raramente il tessuto nervoso. Artualmente tale termine è stato sostituito da quello di istiocitosi delle cellule di Langerhans. È nota la localizzazione in sede sellare e parasellare, con disordini ipotalamici. Gli Autori riportano un caso riguardante una bimba di cinque anni, con una storia clinica di cefalea ingravescente culminante con perdita del visus. All'esame TC del cranio si evidenziava processo espansivo in regione sellare e parasellare. Sottoposta ad intervento chirurgico, è stata rimossa completamente la massa neoplastica. L'esame istologico ha evidenziato istiocitosi, del tipo di Hashimoto-Pritzker. Il decorso postoperatorio è stato buono, senza miglioramento del deficit visivo preesistente. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Bigossi, F. Pineto, A. Ricci, P. Tassi, V. Magliani, P.F. Eugeni, D. Lucantoni, R. Galzio, L. Vecchio* |
- L'encefalopatia Ipertensiva: Un'urgenza Neurologica Nell'ambito Dei Disturbi Cerebrovascolari
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (2). 117-122. 1993 | | Titolo | L'encefalopatia Ipertensiva: Un'urgenza Neurologica Nell'ambito Dei Disturbi Cerebrovascolari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Arcispedale < | | Riassunto | L'Encefalopatia Ipertensiva (EI) è un disturbo cerebrovascolare caratterizzato da sofferenza encefalica acuta o subacuta in corso di ipertensione arteriosa essenziale o secondaria. Oggi l'EI si può ritenere drasticamente ridotta rispetto al passato grazie al controllo delle gravi crisi ipertensive mediante la sintesi di nuovi farmaci anti ipertensivi. Tuttavia alcuni autori ritengono che negli anni recenti tale sindrome sia sottostimata. La patogenesi dell'EI è determinata dalla rottura del meccanismo di autoregolazione del circolo cerebrale con aumento della perfusione nel letto arteriolo capillare, stasi ed edema cerebrale diffuso. In tal modo viene a realizzarsi una sindrome da ipertensione endocranica. La diagnosi di El si avvale oggi delle tecniche di neuroimaging (CT, NMR) ma è imprescindibile dal giudizio clinico. L'EI è una patologia grave che può condurre all'exitus, pertanto la terapia deve essere diretta alla pronta, ma graduale diminuzione, della pressione arteriosa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | N. Marcello, R. Sabadini, F. Solimè |
- L'idrocefalo Normoteso Dell'adulto: Problematiche Di Fisiopatologia E Diagnostica
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 553-562,1993 | | Titolo | L'idrocefalo Normoteso Dell'adulto: Problematiche Di Fisiopatologia E Diagnostica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirurgia, Università di "Roma Tor Vergata" | | Riassunto | A partire dal 1965 all 'atrofia cerebrale con demenza presenile si è contrapposta una sindrome trattabile chirurgicamente di idrocefalo a pressione normale. La constatazione che in alcuni casi la chirurgia, peraltro di semplice attuazione, potesse aver ragione del decadimento intellettivo, quindi di disfunzioni corticali, ha sollevato intriganti quesiti di ordine anatomo-funzionale e clinico. L'orientamento più moderno è che nella sindrome in esame il danno prevalga nella sostanza bianca subependimale; corrispondentemente la ripresa clinica relativa ai sintomi sottocorticali (andatura e controllo sfinterico) è maggiore che nei riguardi del deterioramento intellettivo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Giuffrè, F.S. Pastore |
- L'impatto Dei Sistemi Di Elaborazione Di Dati Sulla Pratica Neurochirurgica
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (3), 203-308, 1993 | | Titolo | L'impatto Dei Sistemi Di Elaborazione Di Dati Sulla Pratica Neurochirurgica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Neurochirurgia, Istituto Nazionale Neurologico "C. Besta" Milano | | Riassunto | L'introduzione di metodiche radiodiagnostiche digitali ad alta risoluzione, integrate a tecniche di acquisizione di immagini stereotassiche, permette di introdurre nuove tecniche di trattamento di lesioni cerebrali, basate su terapia radiante focalizzata e sull'impiego di strumenti chirurgici intelligenti. La realizzazione di questi progetti è resa possibile dalla di.sponibilità di strumenti di calcolo, ormai estesamente utilizzati nella pratica neurochirurgia | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Giorgi, E. Ongania, S.D. Casolino, M. Luzzara |
- L'utilizzo Di Personal Computer Per La Completa Gestione Di Un Laboratorio Per Lo Studio Della Motilità Oculare
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (3). 234-246,1993 | | Titolo | L'utilizzo Di Personal Computer Per La Completa Gestione Di Un Laboratorio Per Lo Studio Della Motilità Oculare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Neurologico "Fondazione C. Mondino" Università di Pavia * Dipartimento di Informatica e Sistemistica, Università di Pavia | | Riassunto | Gli autori descrivono le caratteristiche di un laboratorio per lo studio dei movimenti oculari basato soli 'uso di personal computer (PC). Il PC controlla le apparecchiature utilizzate per Licitare i movimenti saccadici e di inseguimento lento in funzione del paradigma prescelto dati 'operatore. Il segnale oculografico campionato a 250 Hz è memorizzato su floppy disk per le successive analisi. La prima analisi permette la misurazione dei parametri caratteristici dei movimenti saccadici (ampiezza, durata, velocità di picco, latenza) o di inseguimento lento (guadagno). La seconda analisi valuta le relazioni esistenti tra questi parametri secondo delle procedure statistiche sviluppate presso il laboratorio. I dati personali del paziente, i tracciati oculograflci, i parametri e le loro relazioni e la valutazione f nate vanno a costituire un database che permette una agevole gestione delle procedure di ricerca dei dati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Versino, G. Beltrami*, D. Zambarbieri*, G. Castelnovo, V. Cosi |
- La Dinamica Liquorale Nell'idrocefalo Derivato: Valutazione Cine-Rm Del Flusso Acqueduttale. Dati Preliminari
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 495-500,1993 | | Titolo | La Dinamica Liquorale Nell'idrocefalo Derivato: Valutazione Cine-Rm Del Flusso Acqueduttale. Dati Preliminari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia, Ospedale S. Filippo Neri, Roma * Ospedale "Regina Apostolorum': Albano L., Roma ** Divisione di Neurochirurgia, Ospedale S. Filippo Neri, Roma | | Riassunto | La dinamica del flusso liquorale può essere oggi indagata in maniera relativamente semplice e non invasiva con le tecniche di cine RM, data l'elevata sensibilità del segnale RM ai fenomeni di movimento. Gli Autori hanno voluto considerare la possibilità di studiare il flusso liquorale in pazienti con derivazioni liquorali. In una paziente portatrice di idrocefalo non ostruttivo, trattata con derivazione esterna, sono state eseguite sequenze FFE con gating cardiaco (da 8 a 12 fasi per intervallo sistolico); le immagini ottenute sono state visualizzate in successione per mezzo di un comune sistema VHS. A derivazione chiusa si è dimostrata un'elevata intensità del segnale nelle acquisizioni assiali sull'acquedotto, indicativa di alto flusso; a derivazione aperta si è potuto constatare che l 'intensità del segnale era variabile a seconda della pressione applicata al sistema. I dati ottenuti confermano l'affidabilità della metodica, che in un ulteriore studio potrebbe essere applicata nella valutazione dei pazienti con shunt regolabili o nel monitoraggio dei pazienti in trattamento derivativo, ai f ni di verif care l 'indicazione al mantenimento o alla rimozione della derivazione stessa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Natali, D. Pantoli, A. Genovese, G.C. Bizzarri*, D. Fiume**, G. Parziale** |
- La Pressione Liquorale Nell'idrocefalo Cronico Dell'adulto. Analisi Mediante Rete Neurale
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 501-505,1993 | | Titolo | La Pressione Liquorale Nell'idrocefalo Cronico Dell'adulto. Analisi Mediante Rete Neurale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia E.O. Ospedali Galliera, Genova * Dipartimento elettrico elettronico e sistemistico, Facoltà di Ingegneria, Università di Catania | | Riassunto | Gli istogrammi di Pressione Liquorale di un gruppo di 28 pazienti affetti da Idrocefalo Cronico dell'adulto, sottoposti a monitorizzazione lombare e selezionati per l 'intervento di derivazione liquorale sono stati analizzati e classificati da una Rete Neurale. La classificazione operata dalla rete sul solo dato pressorio differisce da quella dell'esperto mentre si dimostra più precisa come strumento di previsione del risultato. I dati sembrano indicare che il ruolo della Pressione Liquorale va precisato nel suo reale valore ai fini della selezione e del trattamento dei pazienti con ICA. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Mazzone, R. Pisani, L. Fortuna*, P. Arena* |
- La Spect Cerebrale Con 99Mtc Hm-Pao Nella Patologia Stenosante Cronica Dei Tronchi Sovra Aortici. Nostra Esperienza
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (1), 63-69, 1993 | | Titolo | La Spect Cerebrale Con 99Mtc Hm-Pao Nella Patologia Stenosante Cronica Dei Tronchi Sovra Aortici. Nostra Esperienza | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Radioterapia e Medicina Nucleare, ** Divisione di Neurologia, Ospedale infermi (USSL 47), Biella | | Riassunto | Scopo del lavoro è la valutazione dell'affidabilità diagnostica della SPECT cerebrale nella patologia steno-ocolusiva dei TSA. Sono stati esaminati 11 pazienti, con età compresa fra i 50 e i 71 anni. Tutti i casi sono stati anche controllati con altre metodiche (CT, DSA, Ecocolordoppler) . Tutti avevano presentato un deficit neurologico focale risoltosi entro 24 ore ad eccezione di uno. Di questi 11 pazienti 5 sono stati sottoposti a TEA, uno a By-pass carotideo. Abbiamo riscontrato un'ottima concordanza fra i risultati ottenuti con la SPECT e quelli forniti da Ecocolordoppler e DSA. In due casi l 'esame medico nucleare ha evidenziato un deficit perfusivo clinicamente silente, confermato all’angiografia. In conclusione la SPECT sembra essere utile come indagine da affiancare ad altre metodiche per lo studio del circolo encefalico. Trattasi di una metodica non invasiva, scevra di rischi e ripetibile nel tempo, utile per l'interpretazione dei risultati delle terapie attuate, medica e/o chirurgica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.L. Cartia*, E. Barbero**, V. Nardozza** |
- La Valvola Programmabile Di Hakim Nel Trattamento Dell'idrocefalo
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 513-516, 1993 | | Titolo | La Valvola Programmabile Di Hakim Nel Trattamento Dell'idrocefalo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.O. Neurochirurgia 1°, USL 30, Nuovo Policlinico, Siena | | Riassunto | La scelta preoperatoria della pressione di apertura di un sistema di drenaggio ventricolare è dettata da considerazioni clinico-radiologiche che non sempre si dimostrano giuste nel singolo paziente, con possibilità di incorrere in complicanze da insufficiente o eccessivo drenaggio. La possibilità di correggere la pressione successivamente all'impianto, dall'esterno incruentemente, appare un notevolissimo e fondamentale passo avanti nel trattamento dell'idrocefalo, permettendo di adattare la derivazione alle mutate esigenze di drenaggio. Negli ultimi due anni abbiamo usato una nuova valvola programmabile (Medos-Hakim programmable valve) in 15 pazienti nei quali il rischio di overdrainage ci sembrava più alto (età avanzata, presenza di atrofia cerebrale, di cerebropatia ischemica, di falda subdurale o una sua recente correzione chirurgica). I controlli TAC di questi pazienti hanno mostrato una risoluzione dell'idrocefalo senza complicanze da eccessivo scarico. Particolarmente dimostrativi dell'uso della valvola programmabile appaiono 3 casi operati per ematoma subdurale -due come complicanza di pregressi shunt liquorali in cui la pressione è stata inizialmente scelta volutamente alta, per poi abbassarla gradatamente sulla scorta di controlli TAC, fino ad ottenere la correzione dell'idrocefalo senza incorrere in recidive dell'ematoma. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Reale, D. Gambacorta |
- Le Complicanze Neurologiche Dell'artrite Psoriasica
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Rlv. Neurobiologia , 39 (4) ,337-342 ,1993 | | Titolo | Le Complicanze Neurologiche Dell'artrite Psoriasica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Sen/izio di Reumatologia*, Ospedale L. Sacco, Milano | | Riassunto | L'artrite psoriasica (AP) colpisce il 5-10% dei pazienti affetti da psoriasi con un quadro clinico estremamente variabile. Alterazioni radiologiche del rachide cervicale (RC) e della cerniera atlanto-occipitale (CAO) sono di frequente riscontro in corso di AP anche se raramente sono stati descritti casi di radicolopatia ego mielopatia cervicale.150 pazienti reclutati (26F e 24M), di età compresa tra i 23 e 67 anni (età media 47) e con durata media di malattia articolare di 9 anni, sono stati studiati con un'anamnesi ed una visita neurologica. I segni e/o sintomi neurologici sono stati correlati statisticamente con le caratteristiche cliniche, radiologiche ed immunogenetiche dei pazienti arruolati nello studio. Venti pazienti (40%) presentavano alterazioni radiologiche del rachide cervicale. In base ai risultati della valutazione radiologica i pazienti sono stati classificati in due gruppi: 10 pazienti presentavano aspetti radiologici simili a quelli dei pazienti affetti da artrite reumatoide; 10 pazienti presentavano un quadro radiologico simile a quello dei pazienti affetti da spondilite anchilosante. Abbiamo evidenziato un'alta frequenza di sintomi neurologici quali: sindrome delle gambe senza riposo (26%), parestesie arti superiori (42%) e vertigini (36%); e di segni neurologici quali: asimmetria dei riflessi profondi agli arti superiori (28%), nistagmo (24%) iperreflessia profonda ai 4 arti (16%), riflesso di Hoffmann a%), etc. L'analisi statistica dei dati non ha portato a correlazioni statisticamente significative; è stata osservata una maggiore frequenza degli antigeni HLA-Cw6, HLAB27 e HLA-DR4 nei soggetti con lesioni del rachide cervicale rispetto a quelli con il rachide normale (P = 0,073). Il nostro studio conferma l 'alta incidenza di una patologia neurologica di lieve entità nei pazienti affetti da AP. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Bassi, P. Sarzi-Puttini*, C. Bortolami, P. Signò*, E. Alberti, C. Francesconi, I. Caruso*, A. Mangoni |
- Malattia Di Lyme: Contributo Clinico (Presentazione Di 3 Casi)
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (4). 457-461, 1993 | | Titolo | Malattia Di Lyme: Contributo Clinico (Presentazione Di 3 Casi) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Arcispedale, S. Maria Nuova, Reggio Emilia | | Riassunto | Nel 1992, nella Divisione Neurologica di Reggio Emilia, sono stati studiati 3 pazienti con test sierologici positivi per Borrelia Burgdorferi. Le manifestazioni cliniche includevano encefalopatia, radicolopatia, neuropatia, miopatia e artrite. 13 pazienti presentavano una o due manifestazioni neurologiche e positività sierologica come richiesto dalla definizione diagnostica della CDC. Un paziente è stato definito nello stadio precoce dell 'infezione e due nello stadio tardivo. Tutti e tre i pazienti hanno risposto favorevolmente al trattamento antibiotico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Baratti, L. Motti, D. Guidetti, N. Marcello, E. Ghidoni, F. Solimè |
- Mappe Eeg: Aspetti Metodologici
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (3), 223-232, 1993 | | Titolo | Mappe Eeg: Aspetti Metodologici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche, Università di Milano Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele | | Riassunto | La tecnica dell 'EEG quantificato si compone di varie fasi. Queste comprendono la registrazione ed analisi del segnale elettrico cerebrale, la rappresentazione topografica dei parametri analizzati, la valutazione e rappresentazione delle mappe statistiche. Questa metodologia pur nella sua complessità sta acquisendo sempre più nuovi spazi all'interno dell'Elettroencefalografia tradizionale, grazie soprattutto all'introduzione di strumenti molto sofisticati che permettono di ottenere un'enorme mole di informazioni quantificabili. Sono stati analizzati e discussi i principali problemi che più frequentemente possono presentarsi agli utilizzatori di questa nuova tecnica: la scelta delle referenze, la presenza degli artefatti, la lunghezza delle epoche in cui si scompone il segnale, la scelta delle tecniche di analisi, la complessità delle tecniche di interpolazione. Infine sono stati presi in considerazione i vantaggi e gli svantaggi, rispetto all 'EEG tradizionale dell 'uso clinico dell 'EEGq. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Comi, T. Locatelli, C. Fornara |
- Mappe Eeg Nella Sclerosi Multipla
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 39 (3). 233-237.1993 | | Titolo | Mappe Eeg Nella Sclerosi Multipla | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisioni di Neurologia e * Neuroradiologia Istituto Scientifico S. Raffaele, Università degli Studi di Milano | | Riassunto | L'incidenza di anomalie all'elettroencefalogramma (EEG) tradizionale in pazienti affetti da Sclerosi Multipla (SM), secondo quanto riportato in letteratura, varia da 20 a 50%. Il recente sviluppo dell'analisi computerizzata dell'EEG permette di aumentare la sensibilità dell'elettroencefalogramma. In questo studio 48 pazienti con SM clinicamente probabile o definita sono stati sottoposti a mappaggio dell'EEG e i risultati neurofisiologici sono stati correlati con i dati delle indagini cliniche, neuropsicologiche e di Risonanza Magnetica (RM) dell 'encefalo. L'EEG computerizzato risultava alterato nel 40% nei casi: undici pazienti mostravano un incremento della Potenza Relativa (PR) di banda delta, 16 un aumento della PR di banda theta, 13 un aumento della PR di banda alfa e 14 una riduzione della frequenza mediana. La RM encefalo evidenziava aree di alterato segnale in tutti i pazienti, e almeno I test neuropsicologico risultava alterato in 25 pazienti (52%). I pazienti con EEG anormale, rispetto ai pazienti con EEG nella norma, mostravano inferiori prestazioni mnesiche (p < 0.05) e maggiori scores di demielinizzazione alla RM (p < 0.004), una dilatazione ventricolare più grave (p < 0.05) e una più rilevante atrofia del corpo calloso (p < 0.02). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | T. Locatelli, M. Filippi, V. Martinelli, M. Rodegher, G. Magnani, G. Scotti, G. Comi |
- Meningioma Radioindotto In Paziente Con Pregresso Neuroepitelioma Orbitario
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6). 643-647. 1993 | | Titolo | Meningioma Radioindotto In Paziente Con Pregresso Neuroepitelioma Orbitario | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di Radiologia, Sezione di Neuroradiologia * Cattedra di Neurochirurgia, Università di Brescia | | Riassunto | Nella letteratura mondiale sono stati descritti a tutt'oggi circa 300 casi di meningioma radioindotto. Essi rappresentano la forma più comune di neoplasie radioindotte del SNC. I criteri identificativi dei tumori radioindotti sono i seguenti: a) insorgenza in un territorio irradiato; b) insorgenza dopo un significativo periodo di latenza (generalmente di anni) dall'irradiazione; c) differenza istologica dalla preesistente neoplasia; d) insorgenza con sufficiente frequenza dopo irradiazione; e) insorgenza con una più alta incidenza nei pazienti irradiati rispetto ai gruppi di controllo. Secondo la classificazione di Harrison M.J., i meningiomi radioindotti sono suddivisibili in tre grandi gruppi: a) da bassa dose (< 1000 rad); b) da moderata dose (1000-2000 rad); c) da alta dose (>2000 rad). Viene qui riportato un caso di meningioma fibroblastico radioindotto prerolandico sinistro, rilevato in un paziente di 17 anni, operato all'età di 6 per asportazione subtotale di un neuroepitelioma retroorbitario destro e successivamente, dopo due mesi, trattato con radioterapia (3500 rad a livello encefalico, 1600 sulla sede tumorale, per un totale di 5100 rad in 50 giorni). Il meningioma è stato diagnosticato dopo esame TC eseguito per l'insorgenza di una cr isi convulsiva: la diagnosi è stata poi confermata da un'indagine RM e dall'esame istologico postoperatorio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Crispino, M. Bonetti, R. Gasparotti, R. Brembilla, B. Tanghetti* |
- Meningocele Intrasacrale Occulto: Considerazioni Clinico-Terapeutiche A Proposito Di 4 Casi
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (5-6), 587-592,1993 | | Titolo | Meningocele Intrasacrale Occulto: Considerazioni Clinico-Terapeutiche A Proposito Di 4 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale S.Maria di Loreto, Napoli | | Riassunto | Il meningocele sacrale occulto è una rara patologia (circa 60 casi riportati in letteratura) consistente in un diverticolo fibroso, rivestito da araonoide, racchiuso e inizialmente confinato nel canale sacrale. Successivamente, per effetto della pressione liquorale, tende ad accrescersi allargando il sacro in cui è contenuto. Vengono presentati 4 pazienti portatori di meningocele sacrale occulto, di età compresa tra i 24 e i 41 anni. I sintomi erano dolore in tutti i casi e iniziali disturbi sfinteri ci in un solo paziente. Vengono riportate le procedure diagnostiche e chirurgiche adottate verso questi pazienti- viene presentato il follow-up clinico e neuroradiologico (RM) nei pazienti operati. Si sottolinea inoltre la necessità, nei casi con sintomatologia ingravescente del trattamento chirurgico in considerazione della patogenesi e della fisiopatologia di tale affezione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Longhi, M. Lama, G. Mirone, D. Di Celmo, G. Taglialatela, F. Granata |
- Meningocele Laterale Toracico. Studio Rx, Tc E Rm Di Un Caso
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 575-578, L993 | | Titolo | Meningocele Laterale Toracico. Studio Rx, Tc E Rm Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Civile, Cosenza | | Riassunto | Il Meningocele laterale toracico è una estroflessione cistica di dura ed araonoide o solo dell 'aracnoide, a contenuto liquorale, attraverso il forame di coniugazione, nello spazio paravertebrale. Gli Autori riportano il caso di una paziente giunta alla loro osservazione a causa di sintomatologia dolorosa spontanea a carico del rachide medio-dorsale con obiettività neurologica negativa. L'esame radiografico diretto e la stratigrafia del rachide dorsale mostravano assottigliamento dei peduncoli di D10 e Dll dal lato destro con conseguente slargamento delforame di coniugazione. All'esame TC si visualizzava una lesione ipodensa, a margini ben definiti, intraforaminale con estensione prevalentemente paravertebrale, che non si modificava dopo somministrazione endovena di mezzo di contrasto. Eseguita una Risonanza Magnetica, I'intensità del segnale della lesione era chiaramente quella liquorale. Uno studio conclusivo con mielo-TC permetteva di confermare la diagnosi di meningocele laterale toracico a lento riempimento. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Bartolo, W. Auteri, P.L. Lanza, A. Armentano, G. Santoro |
- Metastasi Intracraniche A Primitività Sconosciuta: Studio Su 215 Casi
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 649-656,1993 | | Titolo | Metastasi Intracraniche A Primitività Sconosciuta: Studio Su 215 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Anatomia Patologica, Università di Milano * Clinica Neurochirurgica, Ospedale Policlinico, Milano | | Riassunto | Le metastasi intracraniche rappresentano l 'esordio di una neoplasia sistemica in 1/3 circa dei casi. La sede primitiva della neoplasia (PNS) può in alcuni casi rimanere occulta anche in seguito ad accurate indagini clinico-strumentali e istopatologiche. Gene condotta indagine retrospettiva su un campione di 215 pazienti sottoposti a craniotomia per neoplasia metastatica a localizzazione intracranica. I campioni operatori sono trattati con le usuali tecniche e le sezioni colorate con metodiche istomorfologiche ed immunoistochimiche. Gli oncotipi vengono suddivisi secondo la classif cazione deh 'OMS. I pazienti vengono in seguito avviati a terapia idonea.Il PNS è sconosciuto alla craniotomia in 120 casi (55.8%) e nel 23.3% dei casi si tratta di oncotipi indifferenziati (p<.05). In 7I casi su 120 è possibile identif care il PNS; nei restanti 49 (22.8% del totale) viene posta diagnosi di oncotipo ma non di primitività (MIPS). Le MIPS colpiscono soprattutto i maschi (3/1, p<.001) e nel 30.6% dei casi si tratta di oncotipi scarsamente differenziati (p<.01). La curva di sopravvivenza dei pazienti con PNS identificato non si discosta significativamente da quella dei pazienti con MIPS (sopravvivenza mediana: 8 mesi). In presenza di diagnosi istologica di oncotipo, la mancata determinazione del PNS non pare aver influito sulla prognosi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Tarocchi, T. Masini, E. Cappricci* |
- Metodiche Di Indagine Neurofisiologiche E Vascolari Integrate Nello Studio Dell'impotenza
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (4), 421-425,1993 | | Titolo | Metodiche Di Indagine Neurofisiologiche E Vascolari Integrate Nello Studio Dell'impotenza | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, ULSS, L'Aquila * Cattedra di Andrologia, Università di L'Aquila | | Riassunto | È stato studiato un gruppo di 25 pazienti affetti da impotenza (9 diabetici, 3 alcolisti, 3 sottoposti a chirurgia pelvica, 3 con lieve trauma midollare e 7 senza causa organica dimostrabile. Sono state utilizzate nello studio sia metodiche neurofisiologiche (riflesso Bulbo-Cavernoso, Potenziali Evocati Somatosensoriali da stimolazione del Pudendo, elettromiografia clei muscoli bulbocavernosi) che metocliche vascolari (esame doppler-sonografico basale delle arterie peniene e dopo iniezione intracavernosa di PGE1, valutando la risposta erettile). Gli Autori discutono i risultati ottenuti sottolineando l'importanza che riveste l'uso integrato di queste metodiche nella diagnostica delle impotenze. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Aloisi, C. Porto, A. Marrelli, S. Francavilla*, M. Olivieri*, G. Cerone |
- Micosi Della Regione Sellare E Sfenoidale
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6). 633-635, 1993 | | Titolo | Micosi Della Regione Sellare E Sfenoidale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, * Servizio di Neuroradiologia, Ospedale di Padova | | Riassunto | Vengono presentati quattro casi di insolite infezioni micotiche di cui due intrasellari e due intrasfenoidali. Tutti i casi furono diagnosticati e trattati con successo attraverso un approccio chirurgico transfenoidale. Solo in un caso è stato possibile ottenere una diagnosi di natura della lesione (Coccidioidomicosi) e attuare una terapia medica specifica. Negli altri tre casi la diagnosi istologica fu di generico micetoma. La nostra recente esperienza (tutti i casi furono osservati negli ultimi due anni) dimostra che le infezioni micotiche andrebbero considerate nella diagnosi differenziale delle lesioni espansive della regione sfenoidale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Rotilio, M. Scanarini, D.L. Fiore* |
- Neuropatia Come Manifestazione D'esordio Di Micropoliarterite: Case Report
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (1), 57-61, 1993 | | Titolo | Neuropatia Come Manifestazione D'esordio Di Micropoliarterite: Case Report | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Giovanni Bosco, Torino *Istituto di Nefro-Urologia, Università degli Studi, Torino | | Riassunto | L'interessamento del sistema nervoso periferico, in corso di micropoliarterite, è riportato nel 10% dei casi. Normalmente il danno neurologico insorge in un quadro clinico multisistemico che ha già consentito di porre la diagnosi. Del tutto eccezionalmente la sintomatologia neurologica costituisce l'esordio stesso della malattia o ne rappresenta l'aspetto clinico prevalente. Descriviamo il caso di un uomo di 48 anni ricoverato per disestesie urenti localizzate agli arti inferiori, distalmente, datanti da circa 10 giorni. n paziente ha goduto di buona salute fino a 4 mesi prima, quando ha accusato lievi disturbi asmatiformi con riscontro di eosinofilia. L'obiettività neurologica, confermata dal dato elettromiografico, depone per un quadro di multinevrite con interessamento asimmetrico degli SPE, degli SPI, dei serali e del nervo mediano destro. I riflessi propriocettivi sono vivaci agli arti superiori, molto vivaci agli arti inferiori. L'esame del liquor cerebrospinale, la TAC encefalica e del torace, la RMN c ervico-dorsale e la spirometria risultano negativi. Le indagini di laboratorio evidenziano positività della PCR; modesta proteinuria; moderata microematuria; positività per anticorpi anticitoplasma dei neutrofili in imntunofluorescenza, risultati, in ELISA, di tipo antimieloperossidasi. L'esame istologico di un frustolo di agobiopsia renale dimostra inaspettatamente un quadro di glomerulonefrite extracapillare. L'insieme dei dati sierologici e strumentali è risultato diagnostico per una micropoliarterite. È stata avviata terapia con steroidi, immunodepressori e plasmaferesi che ha portato ad una virtuale remissione delle lesioni renali (come documentato in una seconda biopsia) e ad una stabilizzazione del quadro neurologico. Si sottolinea l'importanza dei dati immunoistologici nello studio delle neuropatie apparentemente idiopatiche. Tale studio deve essere, a nostro avviso, multidisciplinare al flne di cogliere anche l 'eventuale coinvolgimento subolinico di altri sistemi. Nel caso specifico la precocità del la diagnosi eziologica ha comportato il contenimento del processo a livello renale risultato inaspettatamente severo e suscettibile, in assenza di terapia, di evoluzione infausta entro pochi mesi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Gentile, D. Roccatello*, C. Buffa, C. Ravetti, G. Piccoli*, 1. Sacerdote |
- Neuropatia Da Cisplatino, Da Alcaloidi E Da Neoplasia Maligna: Studio Clinico E Neurofisiologico
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (2),129-137. 1993 | | Titolo | Neuropatia Da Cisplatino, Da Alcaloidi E Da Neoplasia Maligna: Studio Clinico E Neurofisiologico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia e * Divisione di Oncologia, Ospedale di Rimini | | Riassunto | Una neuropatia periferica è frequente nei soggetti trattati con cisplatino e alcaloidi vegetali, largamente usati in campo oncologico. Tuttavia, in corso di neoplasia maligna e in assenza di trattamento, si può riscontrare una neuropatia periferica indifferentemente considerata paraneoplastica o carcinomatosa. Nel presente lavoro è stata valutata l'incidenza e la gravità della neuropatia da cisplatino, da alcaloidi della vinca e in soggetti con carcinoma, senza trattamento. Sono stati esaminati 48 soggetti, suddivisi in 4 gruppi, in base alla presenza e al tipo di trattamento: cisplatino, alcaloidi, cisplatino più alcaloidi e nessuna terapia. Sono state utilizzate indagini cliniche e neurofisiologiche. Queste comprendevano: la velocità di conduzione motoria e sensitiva dati 'arto superiore ed inferiore, I 'onda F; il riflesso H e l 'elettromiografia ad ago. I risultati hanno evidenziato una incidenza di neuropatia da cisplatino, da alcaloidi, da cisplatino più alcaloidi e carcinomatosa, rispettivamente, del 76%, 88%, 88% e 46%. Gli alcaloidi della vinca hanno determinato una neuropatia clinicamente più invalidante, rispetto a quella indotta dal cisplatino. La neuropatia derivante dal trattamento combinato cisplatino più alcaloidi ha presentato gli stessi caratteri di quella dovuta ai soli alcaloidi. L'incidenza e la gravità delle neuropatie provocate da tali farmaci sono minori rispetto a quanto da noi osservato e comunemente riportato in letteratura, se si considera la sofferenza neuroperiferica, spesso subelinica, dovuta al tumore. Questa neuropatia, considerata carcinomatosa in senso stretto, è sensitivo-motoria e di tipo assonale. Essa deve essere distinta dalla neuropatia paraneoplastica che è solo sensitiva, assai rara e associata ad anticorpi anti-neuronali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Cirafisi, M. Pasquinelli, F. Desiderio*, S. Lorusso, A. Ravasio, A. Tononi*, B. Currò Dossi, A. Ravaioli* |
- Neuropatie In Corso Di Ipereosinofilia Idiopatica E Di Sindrome Di Churg-Strauss
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 39 (4), 369-376 , 1993 | | Titolo | Neuropatie In Corso Di Ipereosinofilia Idiopatica E Di Sindrome Di Churg-Strauss | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica Ospedale Santa Maria Nuova, Fleggio Emilia * Clinica Neurologica di Parma ** Medicina III Ospedale Santa Maria Nuova, Reggio Emilia | | Riassunto | Presentiamo sette casi clinici di sindrome eosinofila associata a polineuropatia od a mononeurite multipla. Un caso presenta un chiaro quadro bioptico di vasculite acuta dei piccoli vasi del nervo e del muscolo ed un quadro clinico e neurofisiologico di mononeurite multipla confluente. In base a questo ed al coinvolgimento di altri organi ed ai precedenti anamnestici d 'asma e rinite allergica si pone la diagnosi di CSS. Due casi con quadro bioetico di evidente degenerazione assonale sono diagnosticabili come HES, così come un terzo P. che ha eseguito solo una biopsia di una lesione cutanea purpurica, che non ha mostrato aspetti infiammatori. Nei rimanenti P. con aspetti d 'infiltrato infiammatorio perivascolare, e degenerazione assonale del nervo surale è possibile porre entrambe le diagnosi. Si propone l'esistenza di una continuità clinica ed istologica tra le forme di HES a prevalente impronta collagenopatica e la CSS. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Guidetti, C. Bassi**, G. Fornaciari**, A. Marbini*, F. Gemignani*, L.Motti, S. Terenziani, F. Solimè |
- Neuropatie Periferiche In Corso Di Chirurgia Cardiaca
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (2),123-128,1993 | | Titolo | Neuropatie Periferiche In Corso Di Chirurgia Cardiaca | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Medicina Sperimentale, Cattedra di Cardiochirurgia, Università degli Studi, L'Aquila * Rome American Hospital, Reparto chirurgico, Roma ** Ospedale San Pietro, Servizio di Anestesiologia, Roma | | Riassunto | Le lesioni del sistema nervoso periferico sono relativamente frequenti dopo interventi di chirurgia cardiaca e sono rappresentate principalmente da lesioni del plesso brachiale e del nervo ulnare. La posizione del paziente sul tavolo operatorio, I'uso dell'ipotermia, la coesistenza di eventuali malattie sistemiche, nonché di anomalie congenite, possono avere un ruolo non marginale nella genesi della neuropatia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Bizzarri, A. Galassi*, C. Montesi** |
- Nevralgia Del Glossofaringeo Con Sincope Convulsiva: Descrizione Di Un Caso
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 39 (1), 81-87 1993 | | Titolo | Nevralgia Del Glossofaringeo Con Sincope Convulsiva: Descrizione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale Maria Vifforia, Torino | | Riassunto | Come ampiamente riportato in letteratura, la nevralgia del glossofaringeo costituisce un quadro sindromico assai raro. A tutt'oggi sono stati descritti solamente trenta casi di nevralgia del glossofaringeo associata a bradicardia, asistolia e sincope; tra questi vi è un solo caso (Lagerlund e coll.: 1988) in cui un tracciato EEG fu registrato in corso di crisi in associazione con un elettrocardiogramma. Descriviamo qui il caso di una paziente di 84 anni, sofferente per una nevralgia del glossofaringeo associata a sincope convulsiva, che fu sottoposta a monitoraggio associato EEG + ECG in corso di crisi provocate con la deglutizione. Tale registrazione ha dimostrato che gli episodi sincopali erano secondari a bradicardia riflessa, sino all'asistolia, e che all'EEG non si osservava alcuna attività parossistica, neppure in concomitanza con la comparsa di oculogiro. La paziente fu sottoposta a posizionamento di pacemaker permanente e si ottenne così un controllo sulle crisi di bradicardia/asistolia riflesse; la r emissione della sintomatologia nevralgica si ottenne con la somministrazione di carbamazepina a basso dosaggio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Viviani, E. Ciravegna |
- Nuova Metodica Per Il Riposizionamento Del Sistema Stereotassico Di Brown-Roberts Wells Ai Fini Della Radioterapia Frazionata: Dati Preliminari
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (2),157-163, 1993 | | Titolo | Nuova Metodica Per Il Riposizionamento Del Sistema Stereotassico Di Brown-Roberts Wells Ai Fini Della Radioterapia Frazionata: Dati Preliminari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Servizio di Neurochirurgia, Istituto Gaslini, Genova ** Servizio di Fisica Sanitaria e *** Servizio di Radioterapia, Ospedali Galliera, Genova **** Servizio di Radiologia, Unità di Neuroradiologia, Istituto Gaslini, G | | Riassunto | Viene presentata una nuova metodica per il riposizionamento al capo del paziente del sistema stereotassico di Brown-Roberts-Wells; ai fini di una radioterapia stereotassica frazionata. Un anello in plexiglas viene solidamente fissato al cranio del paziente per mezzo di 4 viti metalliche; un secondo anello, di dimensioni identiche all'anello intermediario per RM di Brovvn- Roberts-Wells, ma parzialmente aperto, viene quindi posizionato coassialmente sotto al primo e mantenuto in sede per mezzo di 4 distanziatori. Il montaggio permette un esatto riposizionamento dell 'anello base del sistema Brown-Roberts-Wells, al fine di collocare un punto bersaglio all'isocentro dell'acceleratore lineare. Vengono riportati i risultati preliminari ottenuti con il presente sistema in cinque pazienti pediatrici; vengono discussi vantaggi, svantaggi e prospettive di impiego ai fini della radioterapia frazionata. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Carini*, G. Scielzo**, F. Grillo Ruggieri***, P. Tortori Donati****, M. Ravegnani*, F. Bistolfi***, L. Andreussi* |
- Oftalmoplegia Bilaterale In Ematoma Sottodurale Cronico Bilaterale: Descrizione Di Due Casi Clinici
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (2), 191-196.1993 | | Titolo | Oftalmoplegia Bilaterale In Ematoma Sottodurale Cronico Bilaterale: Descrizione Di Due Casi Clinici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia e * Servizio di Neurofisiopatologia Ospedale San Filippo Neri, Roma | | Riassunto | La comparsa di oftalmoplegia da danno del terzo nervo cranico in craniotraumatizzati acuti rappresenta un sintomo significativo di ernia uncale transtentoriale. Di più difficile interpretazione è la comparsa di una paralisi bilaterale degli oculomotori in lesioni traumatiche cerebrali ad evoluzione cronica. Vengono descritti due casi di ematoma sottodurale cronico bilaterale associato a danno mesencefalico, documentato con RMN e confermato con studio dei BAER. Lesione mesencefalica (emorragica nel caso 2 - edema nel caso 1) si è manifestata da un punto di vista clinico con una oftalmoplegia bilaterale ed alterazioni del ritmo sonno veglia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.M. Callovini, L. Conti*, F. Fiume Garelli*, A. Rinaldi, N. Santucci |
- Paralisi Facciale Ricorrente Familiare
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (4). 403-407. 1993 | | Titolo | Paralisi Facciale Ricorrente Familiare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale L. Pierantoni, Forli | | Riassunto | La paralisi facciale ricorrente familiare è una sindrome neurologica ad eziologia sconosciuta, a modalità di trasmissione autosomica dominante, caratterizzata da paralisi periferiche del nervo facciale e/o degli oculomotori in più membri della stessa famiglia. Si riportano due famiglie con più casi di paralisi facciale, ricorrente in tre pazienti. Nei 4 pazienti sottoposti ad esami neuroradiologici e di laboratorio, con particolare studio vascolare, metabolico ed immunologico, non sono emersi dati patologici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | W. Neri, C. Guidi, S. Malagù, G. Galletti |
- Paresi Volontaria Dello Sguardo Verticale In Un Caso Di Sindrome Opercolare Anteriore Bilaterale
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (1), 41-46,1993 | | Titolo | Paresi Volontaria Dello Sguardo Verticale In Un Caso Di Sindrome Opercolare Anteriore Bilaterale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica del Civico Ospedale di Carrara | | Riassunto | La sindrome opercolare anteriore bilaterale (SOAB) è una rara condizione neurologica consistente in una paralisi volontaria facio-linguo-faringo-masticatoria con integrità dei movimenti automatico-riflessi (sindrome di Foix-Chavany-Marie)- essa risparmia generalmente l'oculomozione. Gli Autori riportano un caso clinico di SOAB, verosimilmente il secondo in letteratura, nel quale si era invece manifestata una paresi volontaria dei movimenti verticali degli occhi. La perdita dei movimenti di sguardo verticale è generalmente ritenuta espressione di lesione uni-bilaterale a livello meso-diencefalico. Il caso in discussione suggerisce al contrario un altra inconsueta possibilità patogenetica: il coinvolgimento bilaterale dell'area oculomotoria frontale ("frontal eye field ": FEF). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Simonetti, C. Bardi |
- Patologia Autoimmune Neurologica E Respiratoria: Quadri Clinici Comuni Ed Integrazione Diagnostica
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (4). 355-360, 1993 | | Titolo | Patologia Autoimmune Neurologica E Respiratoria: Quadri Clinici Comuni Ed Integrazione Diagnostica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Pneumologia, Osp. S. Camillo De Lellis, ULSS 04 Chieti Unità di Riabilitazione Flespiratoria, Istituto S. Francesco, Vasto *Istituto di Medicina Intema, Catt. di Clinica Medica, Università di Chieti | | Riassunto | Numerose, sebbene non frequenti, sindromi autoimmuni coinvolgono, con diversa prevalenza nella espressività clinica, il sistema nervoso e l 'apparato respiratorio. Dal punto di vista patomorfologico si riscontrano 1) forme vasculitiche. Le principali sono: I'arterite di Horton, la sindrome di Hughes-Stovin e di Behçet, la sindrome poliangiotica mista e la vasculite leucocitoclastica; 2) forme granulomatose. Le principali sono: la sarcoidosi, la granulomatosi di Wegener, la sindrome di Churg-Strauss, la granulomatosi linfomatoide; 3) forme infiltrative come la sindrome ipereosinofila; 4) forme neuro-muscolari come la miastenia gravis Nelle forme vasculitiche, granulomatose ed infiltrati ve il meccanismo etiopatogenetico è comune in quanto coinvolge le arterie di piccolo e medio calibro e talvolta anche le venule dei distretti sia polmonari che del SNC e del SNP Per cui, accanto alle manifestazioni neurologiche tipiche, si riscontrano, a carico dell'apparato respiratorio, manifestazioni quali attacchi asmatici, infiltrati polmonari ed episodi emoftoici. Diversamente, la miastenia gravis, causata da autoanticorpi IgG che attaccano il recettore colinergico del muscolo scheletrico, si esprime clinicamente come ipotono muscolare di vari distretti compresi quelli respiratori. Il riconoscimento clinico di tali affezioni, completato dalle indagini strumentali specialistiche, permette al neurologo e allo pneumologo un'integrazione diagnostica più appropriata. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. De Benedetto, A. Del Ponte*, S. Marinari |
- Patologia Involutiva Cerebrale Dell'anziano: Valutazione Clinica E Neuropsicologica A Distanza Di Un Anno
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (4), 435-442, 1993 | | Titolo | Patologia Involutiva Cerebrale Dell'anziano: Valutazione Clinica E Neuropsicologica A Distanza Di Un Anno | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | UO Neurologia USL 18 Empoli * UO Riabilitazione Funzionale USL 18, Empoli | | Riassunto | Sono stati rivalutati dopo 1 anno 55 pazienti sopra i 50 anni che, ad una prima osservazione clinico-strumentale e neuropsicologica, erano risultati affetti da depressione (n=10), da demenza lieve o moderata (n=13), e da altri disturbi cognitivi (n=32). Quest'ultimo gruppo (DCA) eterogeneo comprendeva pazienti che non soddisfacevano i criteri per la diagnosi di demenza previsti dal DSM lll-R, con disturbi cognitivi apparentemente modesti al "Clinical dementia rating ". Al controllo ad un anno di distanza abbiamo verificato la diagnosi clinica e il profilo neuropsicologico rilevando che: (a) la diagnosi iniziale di depressione è sempre confermata e nella maggior parte dei casi (ma non sempre) c'è stata una buona risposta alla terapia; (b) la diagnosi iniziale di demenza è sempre stata confermata e accompagnata da declino cognitivo evidente, nell'anno di osservazione, che può essere documentato con il MMSE; (c) i pazienti con diagnosi iniziale di DCA hanno avuto in prevalenza un decorso stazionario, senza un evidente declino cognitivo, ma una parte non trascurabile (9/32) è stato diagnosticato come demente al controllo dopo I anno e ha presentato un evidente declino cognitivo documentato dal MMSE; I'evoluzione a demenza si è avuta soprattutto tra i DCA con MMSE iniziale <27. Un approccio integrato clinico-strumentale e neuropsicologico è opportuno per valutare i differenti aspetti del disturbo cognitivo dell'anziano, e ulteriori strumenti diagnostici sono La mettere a punto sopratutto per caratterizzarli nelle fasi precoci. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | W. Borsini, G. Gianni, P. Lambruschini, M. Migliorini*, G. Marcacci |
- Polineuropatia Mista Nella Sindrome Di Churg Strauss: Un Caso Clinico
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (4), 377-380, 1993 | | Titolo | Polineuropatia Mista Nella Sindrome Di Churg Strauss: Un Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Seconda Divisione di Neurologia e * Servizio di Neurofisiopatologia Ospedali San Gennaro e Nuovo Pellegrini USL 42 **I Clinica Neurologica II Facolta di Medicina e Chirurgia, Napoli | | Riassunto | La sindrome di Churg-Strauss (CSS) è caratterizzata da vasculite granulomatosa sistemica, manifestazioni allergiche ed ipereosinofilia, con possibile coinvolgimento del sistema nervoso periferico. Descriviamo un paziente di 67 anni che dopo un periodo prodromico di asma e rinite allergici, ha sviluppato una grave polineuropatia sensitivomotoria. In base alla storia clinica ed al rilievo di marcata eosinofilia plasmatica, aumento delle IgE, alterazioni a carico dei seni paranasali, veniva posta diagnosi di CSS. La biopsia del nervo surale evidenziava una perdita diffusa difibre mieliniche ed ispessimento della parete dei vasi endonevriali, in assenza di reperti di vasculite o infiammazione. Viene ipotizzato l 'intervento di fattori neurotossici per l 'attivazione dei leucociti eosinofili. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Sinisi, V. Palma*, V. Andreone*, F. Barbieri**, L. Serino, D. Mansi |
- Potenziali Evocati Visivi Da Pattern Reversal A Tutto Campo E A Campo Parziale In Casi Di Sella Vuota 'Primaria' E 'Secondaria': Analisi E Confronto Con Casi Di Adenoma Ipofisario
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (5-Ó), 613-618,1993 | | Titolo | Potenziali Evocati Visivi Da Pattern Reversal A Tutto Campo E A Campo Parziale In Casi Di Sella Vuota 'Primaria' E 'Secondaria': Analisi E Confronto Con Casi Di Adenoma Ipofisario | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale S. Camillo, Roma | | Riassunto | La capacità del PEV di rilevare anomalie anche in fasi precoci di patologie della sella turcica deriva dalla presenza in questa regione di strutture chiave per la funzione visiva come chiasma, nervi e tratti ottici. Vengono qui riportati i risultati relativi alle registrazioni monoculari del PEV da pattern-reversal somministrato a tutto campo ed a campo parziale, con singolo scacco di dimensioni variabili da 18' a 55' d 'arco di angolo visivo (ad 1mt dall 'occhio), ottenute in un 1° gruppo di 50 portatori di adenomi ipofisari (microadenomi in 22 casi e macroadenomi in 28); in un 2°gruppo di 14 portatori di sella vuota primaria ed in un 3° gruppo di due pazienti con sella vuota secondaria ad antico adenoma irradiato in un caso, ad idrocefalo iperteso nel secondo. Nel 1° gruppo di pazienti con adenoma sono emerse anomalie del PEVin 4I su 50 soggetti: in 34 erano presenti anomalie alla stimolazione mediante campo parziale, in 24 anomalie al PEV a tutto campo, e in 14 casi era evidente l'associazione di anomalie al campo pieno e al campo parziale. Nel 2° gruppo di soggetti con sella vuota primaria 9 su 14 casi hanno fatto rilevare anomalie, generalmente moderate, al PEV da stimolo parziale (8 casi), al PEV a tutto campo (I caso). Nel 3° gruppo di casi con sella vuota secondaria, invece, sono state messe in luce anomalie marcate del PEV a tutto campo, bioculari, in entrambi i pazienti. Mentre era prevedibile il riscontro di anomalie nei portatori di macroadenoma esteso al livello extrasellare e nei portatori di sella vuota secondaria, che, infatti, hanno fatto rilevare le anormalità maggiori del PEV a tutto campo, è indice di sensibilità della metodica il rilievo di anomalie del PEV in 15 dei 22 portatori di micrsadenoma e, fatto inaspettato, in 9 dei 14 soggetti con sella vuota primaria, sebbene la maggioranza di questi casi (ad eccezione di 4) abbia mostrato anomalie minori del PEV, limitate alla stimolazione parziale. Confermando tali risultati la sensibilità della metodica del PEV appare legittimo proporre l 'utilità del PEV a tutto campo ed a campo parziale per la diagnosi precoce e, di conseguenza, il precoce trattamento di eventuali patologie sellari, che potrebbe ridurre incidenza ed entità dei disturbi visivi ad esse associati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Sollazzo |
- Problemi Riabilitativi Nei Traumatizzati Con Derivazione Ventricolare
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6). 549-552,1993 | | Titolo | Problemi Riabilitativi Nei Traumatizzati Con Derivazione Ventricolare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Cattedra di Neurofisiopatologia, Universita di Milano ** U.O. Neuroriabilitazione, Ospedale di Seregno | | Riassunto | La comparsa di alterazioni della circolazione liquorale in pazienti con traumatismi intracranici non è un evento raro così che spesso questi pazienti diventano portatori di derivazione ventricolare con valvola. Poiché molti traumatizzati presentano alterazioni della coscienza o delle funzioni superiori la valutazione dell'efficacia e la regolazione della valvola di derivazione può essere difficoltosa, in particolar modo quando il paziente, non più in fase acuta, viene trasferito ad una unità di riabilitazione neurologica che non può possedere la dotazione strumentale di una unità neurochirurgica di cura intensiva. Nel nostro reparto viene utilizzato un protocollo riabilitativo che prevede il trasferimento diretto dalla unità di neurorianimazione all 'unità riabilitativa neurologica, il monitoraggio clinico e con test neuropsicologici delle funzioni cognitive del paziente e la stretta collaborazione con il reparto neurochirurgico per l'esecuzione di esami computerizzati ed eventuali revisioni chirurgiche. La casistica che presentiamo suggerisce che l 'integrazione fra neurochirurghi e rianimatori in fase acuta, neurologi, neuropsicologi e fisiatri in unità di riabilitazione neurologica post-acuti diminuisce la durata della degenza sia in rianimazione che in riabilitazione e facilita il recupero funzionale del paziente. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Cerri*, A.M. Biella**, C. Papagno**, A. Arosio**, S. Premoselli**, L. Piccinini* |
- Prognosi Della Sindrome Di Guillain Barre' Nei Pazienti Trattati Con Plasma Exchange
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (2), 197-204, 1993 | | Titolo | Prognosi Della Sindrome Di Guillain Barre' Nei Pazienti Trattati Con Plasma Exchange | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, *Immunoematologia, **Rianimazione e ***Neurofisiologia, Ospedale A. Cardarelli, Napoli | | Riassunto | La polinevrite di Guillain Barré (GBS) presenta tuttora un'alta incidenza di sequele permanenti e di exitus. È stata applicata recentemente la terapia con plasmaferesi che ha evidenziato un effetto favorevole sulla rapidità e grado del recupero. Nel presente studio sono stati analizzati i risultati ottenuti in un gruppo di pazienti affetti da GBS grave, sottoposti a plasmaferesi entro i primi 8 giorni dall'esordio. Sono state valutate le complicanze in corso di terapia, gli aspetti neurofisiologici ed il recupero a breve e lungo termine. L'analisi dei dati è in accordo con precedenti studi sull'efficacia della metodica e l'assenza di complicanze legate alla plasmaferesi. Inoltre viene evidenziata una correlazione tra la ampiezza del potenziale muscolare (CMAP) registrato all 'esordio e l 'evoluzione della malattia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A.M. Fasanaro, V. Pizza, G. Tancredi*, P. Fabbri*, L. Aiello*, E. Viscidi**, V. Rossi*** e C. Vacca* |
- Proposta Di Una Rete Telematica Per Una Diagnostica Radiologica Alla Luce Del "118"
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (3), 275-279, 1993 | | Titolo | Proposta Di Una Rete Telematica Per Una Diagnostica Radiologica Alla Luce Del "118" | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di neuroradiologia, Università degli Studi di Bari. * Centro di Igiene ambientale, Fondazione clinica del Lavoro. Istituto medicina del Lavoro, Università degli Studi di Bari. ** Servizio di Radiologia, Casa di Cura "La Mado | | Riassunto | Ad integrazione del sistema di emergenza sanitaria previsto dal Piano Sanitario Nazionale di Pronto Soccorso "118", proponiamo per la Regione Puglia un sistema di rete telematica tra tutte le strutture pubbliche dotate di TC. Una comunicazione audiovisiva in tempo reale tra Centri definiti di I livello e Centri di II livello dotati dei presidi per la gestione avanzata delle urgenze, può consentire un "trasporto protetto e mirato" del paziente ad un trattamento chirurgico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Carella, F. Dicuonzo, R. De Blasi, F. Ambrosi*, A. Giannini**, G.R. Grande |
- Q-Eeg E Spet Nella Malattia Di Alzheimer
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (4), 427-433,1993 | | Titolo | Q-Eeg E Spet Nella Malattia Di Alzheimer | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, * Servizio di Medicina Nucleare, Ospedale S. Croce, Cuneo | | Riassunto | Sono stati studiati mediante Q-EEG e SPET con HM-PAO 18 pazienti affetti da malattia di Alzheimer probabile (secondo i criteri del NINCDS-ADRDA) di grado lieve-moderato. L' analisi EEG ha evidenziato un incremento di potenza lenta teta e delta sulle regioni temporo-parietali ed una riduzione della potenze rapide sulle regioni occipitali, con rallentamento del picco alfa; tali alterazioni interessavano 16 pazienti (88%) . Lo studio con HM-PAO SPET ha evidenziati ipoperfusione temporo-parietale bilaterale in 16 soggetti (88%), con buona corrispondenza topografica tra alterazioni EEG e SPET. Il confronto Q-EEG tra gruppi di soggetti normali di differente età (giovani vs. anziani) non ha rivelato differenze significative dei profili spettrali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Ambrogio, M. G. Rosso, G. Pellegrino, P. C. Gerbino Promis, F. Perla, P. Meineri, P. G. Zagnoni, E. Grasso, A. Papaleo* |
- Rapporto Preliminare Su 10 Casi Di Idrocefalo Dell'adulto Trattati Con Derivazione Ventricolare E Valvola Regolabile
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neuroblologia, 39 (5-6), 517-519,1993 | | Titolo | Rapporto Preliminare Su 10 Casi Di Idrocefalo Dell'adulto Trattati Con Derivazione Ventricolare E Valvola Regolabile | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, U.S.L. 58, Ospedale Civico, Palermo | | Riassunto | Gli autori riportano la loro esperienza di 10 pazienti adulti affetti da idrocefalo, sottoposti a derivazione ventricolare con una valvola a pressione di apertura programmabile, in un ampio range di valori, e regolabile, anche successivamente all'impianto, per via transcutanea incruenta. Tale valvola ha permesso di ottenere una ottimale regolazione della pressione liquorale, specie in pazienti nei quali è difficile conoscere a priori a quanto tarare la pressione di apertura della valvola, senza doverli sottoporre a nuovi interventi chirurgici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Mangione, V. Scaglione, A. Odierna-Contino, A Malvé, A. Riggio |
- Relazione Tra Il Lato Di Compromissione Motoria Ed I Disturbi Di Analisi Visuo-Spaziale Nel Morbo Di Parkinson
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (4), 415-420, 1993 | | Titolo | Relazione Tra Il Lato Di Compromissione Motoria Ed I Disturbi Di Analisi Visuo-Spaziale Nel Morbo Di Parkinson | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università di Perugia * Servizio di Neurologia, Ospedale di Gubbio | | Riassunto | Disturbi delle funzioni visuo-spaziali sono stati frequentemente segnalati nel morbo di Parkinson (MP). Peraltro, differenze metodologiche concernenti la selezione dei pazienti e la scelta delle prove da somministrare hanno condizionato una signif cativa discordanza di risultati. Relativamente pochi studi hanno esaminato la relazione tra la differente lateralizzazione della sintomatologia extrapiramidale ed i disturbi delle funzioni visuo-spaziali. Poiché tali funzioni sono lateralizzate a strutture cortico-sottocorticali deh 'emisfero cerebrale destro, il presente contributo è volto a verificare l'influenza dell'asimmetria motoria parkinsoniana sulle capacita di elaborazione dell'analisi visuo-spaziale. A questo scopo due gruppi di pazienti, 14 con asimmetria motoria sinistra (MPS) e 14 con asimmetria motoria destra (MPD), sono stati sottoposti al test di emisezione di linee, prova considerata sensibile per la valutazione del neglect I risultati suggeriscono che i pazienti MPS mostrano una significativa tendenza all'eminegligenza spaziale sinistra. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Finali, M. Piccirilli, G.L. Piccinin*, U. Balducci, A. Benedetti, S. Rizzuto, L. Agostini |
- Rieducazione Del Cammino E Recupero Funzionale Con Bfb Emg
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (4). 471-476. 1993 | | Titolo | Rieducazione Del Cammino E Recupero Funzionale Con Bfb Emg | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Centro di riabilitazione, IRCCS Clinica Santa Lucia, Roma * Centro di Riabilitazione, Istituto aSan Francesco d'Assisi» Vasto Manna, Chieti ** Medicina fisica e Riabilitazione, Università Tor Vergata Roma | | Riassunto | Per valutare l'efficacia del EMC-BFB sia nella rieducazione del cammino che nel recupero funzionale globale, i pazienti affetti da esiti di istus con deficit della dorsiflessione del piede sono stati trattati con BFB EMG in associazione alla terapia riabilitativa tradizionale e sono stati paragonati acl un gruppo di controllo trattato solo con metodiche FKT tradizionali. Sedici (16) pazienti che hanno avuto un istus ischemico o emorragico con secondaria emisindrome motoria hanno partecipato allo studio. Pazienti di entrambi i gruppi (sperimentclle e di controllo), sono stati valutati prima e dopo il trattamento, mediante un esame neurologico descrittivo, una scala funzionale di Barthel e la scala cli valutazione 4ualitativa clel cammino di Basmajian. In entrambi i gruppi, sperimentale e di controllo, un recupero funzionale significativo, valutato con l'indice di Barthel, si è avuto alla fine del trattamento, sebbene un signifiativo progresso si è dimostrato solo in tre (3) dei sette (7) pazienti del gruppo di controllo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Santilli, D.F. Intiso, R. Formisano, G. Menghini, E. Cugini, N. Carlino*, F. Bucciarelli*, I. Caruso ** |
- Screening Rm Nelle Sinoviti Atlanto-Assiali Paucisintomatiche Della Artrite Reumatoide
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (4), 381-388, 1993 | | Titolo | Screening Rm Nelle Sinoviti Atlanto-Assiali Paucisintomatiche Della Artrite Reumatoide | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirurgia, Università degli Studi di Milano, * Servizio di Neuroradiologia IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico di Milano ** Day-Hospital Reumatologia, Istituto G. Pini, Milano | | Riassunto | I processi sinovitici che si realizzano nell 'artrite reumatoide (AR) interessano il rachide cervicale in circa il 10% dei pazienti affetti, localizzandosi prevalentemente a livello delle faccette articolari interapofisarie e dell'articolazione atlanto-assiale e determinando un'aumentata mobilità dei segmenti vertebrali e la formazione di panni sinoviali periodontoidei; tali condizioni espongono il midollo cervicale ad un rischio di compressione che è stato stimato causa o concausa prevalente di morte in una percentuale variabile dal 5% al 10% dei pazienti affetti da AR, e non risulta prevedibile sulla base delle sole valutazioni cliniche (entità della mielopatia) ed RX dinamiche (entità e mobilità della sublussazione atlanto-assiale). Vengono presentati 3 pazienti affetti da AR nei quali la sintomatologia neurologica era limitata ad una cervico-nucalgia e gli studi RX dinamici evidenziavano una mobilità patologica di Cl su C2. La RM ha ben documentato la presenza di una notevole quantità di tessuto patologic o occupante lo spazio tra l 'arco anteriore di Cl ed il processo odontoide, con caratteristiche di basso segnale in Tl e T2 ed enhancement dopo Gd. I casi presentati dimostrano la presenza di una grave alterazione sinovitica atlanto-assiale che assume i caratteri di processo occupante spazio in pazienti senza evidenza clinica di mielopatia da comprcssione. L'intervento di fissazione posteriore trova comunemente indicazione nei pazienti paucisintomatici solo in presenza di evolutività della sublussazione atlanto-assiale documentata radiologicamente. Il nostro parere invece che la progressione del panno sinoviale tra Cl e C2, scarsamente valutabile con l'RX, possa notevolmente influenzare l'evoluzione verso la mielopatia anche in pazienti che non presentino segni radiologici di aggravamento della sublussazione. Sulla base inoltre dei dati della letteratura che segnalano il possibile arresto dei processi sinovitici a carico delle articolazioni periferiche dopo immobilizzazione delle stesse, riteniamo che nel mon itoraggio dei pazienti affetti da AR debba essere incluso lo studio RM della cerniera cranio-cervicale e che, in presenza di tessuto patologico a livello atlanto-asssiale, possa essere proposto l 'intervento di f ssazione posteriore a scopo profilattico sul rischio di mielopatia da compressione e con intento potenzialmente stabilizzante sulla sinovite atlanto-assiale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Egidi, M.L. Zavanone, P.M. Rampini, L. Morabito, A. Bettinelli*, M. Farabola*, M. Cagnoli**, D. Scaramuzza** |
- Sindrome Da Anticorpi Antifosfolipidi Un Caso Clinico. Trombosi Dei Seni Venosi Cerebrali, Colite Ulcerosa Severa E 'Lupus Anticoagulants"
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (4). 349-354.1993 | | Titolo | Sindrome Da Anticorpi Antifosfolipidi Un Caso Clinico. Trombosi Dei Seni Venosi Cerebrali, Colite Ulcerosa Severa E 'Lupus Anticoagulants" | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Servizio di Gastroenterologia*, Servizio di Neuroradiologia** Ospedale S. Filippo Neri, Roma | | Riassunto | Riportiamo il caso di una giovane donna, in trattamento estroprogestinico per uso contraccettivo, che aveva avuto una colite ulcerosa severa e trombosi dei seni venosi cerebrali; si associava piastrinopenia, presenza di anticorpi "lupus anticoagulants" (anticorpi antifosfolipidi) ed antinucleo (ANA) nel siero. I dati clinici e laboratoristici suggerivano l'ipotesi di una malattia autoimmunitaria, che avrebbe determinato da un lato la comparsa di una colite ulcerosa, dall'altro una "sindrome da anticorpi antifosfolipidi" responsabile della trombosi venosa cerebrale, per la quale i contraccetivi orali avrebbero potuto giocare il ruolo di concausa facilitante. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Acierno, F. Lo Russo, L. Figà Talamanca, G. Di Battista, C. Papi*, A. Ciaco*, L. Capurso*, G. Natali** |
- Sindrome Di Millard Gubler Da Dissezione Del Tratto Intracranico Dell'arteria Vertebrale
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (2).181- L86. 1993 | | Titolo | Sindrome Di Millard Gubler Da Dissezione Del Tratto Intracranico Dell'arteria Vertebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurologia, ** Servizio di Radiologia, Ospedale S. Paolo di Savona * ** Servizio di Radiologia, Ospedale S. Croce di Cuneo **** Servizio Recupero e Rieducazione Funzionale Vll USL del Savonese | | Riassunto | Viene presentato il caso di un paziente di 59 a. giunto alla nostra osservazione per una sindrome di Millard-Gubler e che nel mese precedente aveva presentato manifestazioni ricorrenti di insufficienza del circolo vertebro-basilare. L'esame angiografico documentò una stenosi del tratto intracranico dell'arteria vertebrale di sinistra, a partenza presso l'origine dell'arteria cerebellare postero-inferiore ed estesa cranialmente fino alla confluenza vertebro-basilare. Tale localizzazione, con tipico "segno della corda", appariva caratteristica per dissezione spontanea. In considerazione della presenza di segni di ischemia tronco-encefalica, dell'assenza di segni meningei, del mancato rilievo di una dilatazione dell 'arteria vertebrale, possibile espressione di un ematoma dissecante intraparietale con piano di clivaggio esterno, rilevabile sopratutto nelle forme emorragiche di dissezione, e, per contro, di un reperto Agiografico espressione di una compromissione del lume arterioso, fu iniziato un trattamento anticoagulante, par nella scarsa conoscenza della storia naturale delle dissezioni vertebro-basilari intracraniche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Tomasina*, A. Barile**, C. Ferro***, M. Manzino*, F. Perona**, M. Mantero**** |
- Sistema Nervoso Centrale E Les: Presentazione Di Due Casi Autoptici
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (4), 329-336, 1993 | | Titolo | Sistema Nervoso Centrale E Les: Presentazione Di Due Casi Autoptici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Anatomia Patologica, Università di Milano | | Riassunto | Le alterazioni neuropatologiche sono comuni nel LES e rappresentano la causa più frequente di morte dopo la nefropatia. Vengono presentati i reperti neuropatologici di due casi di LES di pazienti deceduti e sottoposti a riscontro autoptico. Caso 1: donna di 35 aa con storia di poliabortività, episodi ictali gravidici e diagnosi di LES da tre anni, deceduta con insufficienza renale, valvulopatia mitralica, cardiomiopatia dilatativa, anemia, piastrinopenia, monoparesi dell'arto superiore sinistro e disfasia. L'autopsia ha evidenziato LES renale, encefalico (lesioni vasali ed infarti pregressi) e valvolare cardiaco ed aspergillosi sistemica e cerebrale. Caso 2: donna di 21 aa, recentemente sottoposta a taglio cesareo in 30 ° settimana per gestosi EPH, ricoverata in coma di II grado, con iperpiressia, anasarca, sindrome nefrosica, edema cerebrale alla TAC, ipertensione arteriosa grave e presenza di anticorpi antinucleo, deceduta dopo un mese per instai cienza ventricolare sinistra. L'autopsia ha evidenziato lesioni vasculitiche meningee con aneurismi secondari ed emorragia subaraonoidea mesencefalica, in un quadro di LES polmonare, renale e delle sierose, con trombosi dell'arteria polmonare. I casi in esame riflettono il polimorfismo dell'interessamento cerebrale nel LES, che va da lesioni specifiche vasculitiche a lesioni aspecifiche infettive. Viene discussa la patogenesi di tali alterazioni. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | T. Masini, F. Pallotti, A.M. Migliarini, M. Vanini |
- Somministrazione Intraoperatoria Di Ketorolac E Analgesia Post-Operatoria
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (1), 89-91,1993 | | Titolo | Somministrazione Intraoperatoria Di Ketorolac E Analgesia Post-Operatoria | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituti di Neurochirurgia e di Anestesiologia e Rianimazione dell'Università di Genova | | Riassunto | L'azione analgesica postoperatoria del Ketorolac Trometamina somministrato intraoperatoriamente è stata valutata in due gruppi di pazienti sottoposti ad interventi di ernia e di stenosi lombare. Si è ottenuto un buon grado di analgesia al risveglio e nelle diciotto ore successive. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Baldini*, A. Rossi, M.A. Balestrero, P. Gastaldo, F. Cella, C. Rivano* |
- Studio Clinico E Variabilità Di Risposta Terapeutica In Quattro Pazienti Con Neuropatia Associata A Gammopatia Monoclonale Igm
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (4). 361-368, 1993 | | Titolo | Studio Clinico E Variabilità Di Risposta Terapeutica In Quattro Pazienti Con Neuropatia Associata A Gammopatia Monoclonale Igm | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università di Padova * Clinica Neurologica, Università di Verona ** Immunologia Clinica, Università di Padova *** Department of Neurology, Columbia University, New York | | Riassunto | Abbiamo eseguito uno studio clinico con uno score funzionale e motorio in 4 pazienti con neuropatia associata a gammopatia IgM. Si trattava di 4 soggetti di sesso maschile (età alla diagnosi 45-66) affetti da una neuropatia sensitivo-motoria con rallentamento della VCM in presenza di MGUS o di m. di Waldenstrom. Gli esami bioumorali mostravano un picco IgM mono- o policlonale che in 3 pazienti presentava attività anticorpale anti-MAG. Tutti i pazienti sono stuti trattati con una successione di farmaci immunosoppressori e/o chemioterapici (corticosteroidi, azatioprina, clorambucile, ciclofosfamide); 3 anche con plasmaferesi e uno con Ig ad alte dosi endovena e alfa-interferone. In 2 pazienti su 4 si osservava miglioramento clinico. La risposta terapeutica eterogenea può essere legata a vari fattori: 1) persistenza di cloni anomali di cellule B secernenti; 2) età del paziente; 3) precocità e durata dell'intervento immunosoppressivo . | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Briani, E. Pegoraro, S. Ferrari*, R. Marcolongo**, N. Latov***, C.Angelini |
- Studio Neurofisiologico Mediante Eeg E Pev E Del Livello Serico Di Magnesio In 110 Bambini Cefalalgici
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (4). 409-414, 1993 | | Titolo | Studio Neurofisiologico Mediante Eeg E Pev E Del Livello Serico Di Magnesio In 110 Bambini Cefalalgici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, ULSS, L'Aquila e CIinica pediatrica e **Cattedra di Neurologia pediatrica, Università di L'Aquila | | Riassunto | 110 bambini, 60 maschi e 50 femmine di età compresa tra 6 e 12 anni, affetti da cefalea primaria (58 da emicrania e 52 da cefalea tensiva) sono stati sottoposti a studio mediante EEG, Potenziali evocativi visivi e determinazione della concentrazione serica di magnesio. I risultati ottenuti dimostrano che negli emicranici sono frequenti anomalie aspecifiche EEG, i PEV: sia pur generalmente nell'ambito della normalità, presentano globalmente latenze minori ed ampiezze aumentate ed il livello serico del Mg è ridotto. Ciò consente di postulare l'utilità diagnostica di tali tests e di fornire spunti per interpretazioni fisiopatologiche dell 'emicrania. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Cerone, A. Marrelli, C. Porto, E. Tozzi*, C. Del Bufalo**, P. Aloisi |
- Trattamento Chirurgico Delle Fistole Liquorali Post Traumatiche
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 595-600, 1993 | | Titolo | Trattamento Chirurgico Delle Fistole Liquorali Post Traumatiche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale S. Croce, Cuneo | | Riassunto | In 46 casi di liquorrea documentata su 1200 traumi cranici ricoverati nel periodo 1981-1992 nella nostra Divisione, la fistola liquorale è stata individuata con indagini neuroradiologiche, prevalentemente nella regione etmoidofrontale. La nostra casistica è stata valutata secondo la classificazione di Ommaya modificata da Park che le distingue in traumatiche (accidentali e post-chirurgiche) e non traumatiche (da lesioni occupanti spazio, da idrocefalo, per sella vuota, secondarie ad anomalie congenite e da osteiti focali). Una seconda classificazione di Couldwell è mirata a valutare I 'entità della portata liquorale e contempla le liquorree ad alta e bassa pressione ad insorgenza acuta e cronica. Questo inquadramento è rilevante dal punto di vista clinico perché condiziona la strategia terapeutica. Secondo questa impostazione dei 46 casi di liquorrea, di diversa origine, 22 sono stati trattati conservativamente con risoluzione spontanea durante la degenza (in 2 casi è stato necessario praticare alcune rachice ntesi per ridurre la pressione liquorale); mentre gli altri 24 casi, tutti con rinoliquorrea, sono stati trattati chirurgicamente. In un solo caso l 'entità della fistola ha condizionato l'intervento d'urgenza. Negli altri casi, in accordo con l'orientamento più seguito in letteratura, abbiamo trattato i pazienti a 7-14gg di distanza dal trauma. In 17 casi è stata eseguita una plastica della base frontale con fascia lata, muscolo o lindura; in 6 casi si è messa in atto una derivazione spino-peritoneale ed in 1 caso il trattamento è consistito nel tamponamento del seno sfenoidale per via transnasosfenoidale per le caratteristiche anatomiche del tramite. I risultati sono stati i seguenti: 16 casi trattati con plastica della base frontale e 4 casi trattati con derivazione spino-peritoneale hanno presentato completa risoluzione della rinoliquorrea. Si sono verificate 4 recidive: I fra le plastiche frontali, 2 tra le derivazioni spino-peritoneali e quello trattato con tamponamento del seno sferoidale. Di queste l' unico caso non controllato con i trattamenti successivi, è stato quello relativo ala 'enorme sconquasso del basicranio dovuto a penetrazione di corpo estraneo. Rivalutando la letteratura in merito e la nostra casistica possiamo concludere che: è sempre consigliabile osservare un periodo di attesa di almeno due settimane prima dell'intervento; è preferibile una craniotomia frontale bilaterale mediante lembo estetico e plastica della fossa cranica anteriore con materiale vitale quale muscolo e fascia lata in aggiunta a colla di fibrina; nelle fistole liquorali a basso flusso e ad insorgenza cronica, come prima scelta, si può eseguire un intervento di derivazione spino-peritoneale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Medina, F. Ettorre, C. Musso, A. Melcarne, S. Barrale, N. Serio, A. Lucano, E. Favata |
- Trattamento Chirurgico Delle Fratture Del Basicranio Anteriore. Esperienza Personale Su 64 Casi Consecutivi (1982-1990)
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-Ó). 673-676,1993 | | Titolo | Trattamento Chirurgico Delle Fratture Del Basicranio Anteriore. Esperienza Personale Su 64 Casi Consecutivi (1982-1990) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Niguarda Ca' Granda, Milano | | Riassunto | Gli Autori riportano la loro esperienza nel trattamento chirurgico delle lesioni osteo-durali post-traumatiche del basicranio anteriore. Sono stati operati 64 pazienti consecutivi di cui vengono analizzati i risultati a distanza (minimo 12 mesi; massimo 84 mesi; media 41 mesi): la mortalità è stata del 1,5% (I caso), gravi deficit neurologici (epilessia) son residuati in I caso (1,5%) mentre l'ipo-anosmia correlabile all 'aggressione chirurgica è stata osservata in 17 casi (26,6%). La chirurgia è sempre stata risolutiva, nonostante in 4 casi (6,2%) sia stato necessario reintervenire chirurgicamente per complicanze infettive e/o recidiva della rinoliquorrea. Vengono discussi i criteri della scelta chirurgica e le tecniche operatorie, confrontando le indicazioni all'intervento ed al trattamento conservativo. Gli Autori ritengono, sulla base della loro esperienza, che la ricostruzione chirurgica debba essere effettuata quando sussistano lesioni ossee documentate radiologicamente nella zona della lamina cribrosa e/o della regione etmoido-sfenoidale posteriore e ci sia persistenza o recidiva di rinoliquorrea (35 casi) e/ o di meningite (9 casi) e/o quando le lesioni ossee del basicranio anteriore siano particolarmente gravi ed estese ("fracas de la base du crain", 16 casi). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R.A. Fontana, G. Talamonti, L. Bizzozero, G. D'Aliberti, P. Versari, F. Villa, P.G. Car, C.A. Ferrario |
- Trattamento Della Sindrome Da Empty Sella Associata Ad Idrocefalo A "Pressione Normale" Con Derivazione Spino Peritoneale Con Valvola A Pressione Multipla. Descrizione Di Un Caso Clinico
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-Ó), 607-611, 1993 | | Titolo | Trattamento Della Sindrome Da Empty Sella Associata Ad Idrocefalo A "Pressione Normale" Con Derivazione Spino Peritoneale Con Valvola A Pressione Multipla. Descrizione Di Un Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale di Lecco | | Riassunto | Allo scopo di dimostrare la opportunità dell'applicazione di una derivazione spino-peritoneale nei pazienti con Empty Sella associata a idrocefalo normoteso, viene presentato il caso di una donna di 81 anni - affetta da cefalgia, vertiginosità, quadrantopsia binasale - guarita con tale procedura. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Pontiggia, D. Vismara, A. Taborelli, L. Monolo |
- Trombosi Venosa Cerebrale: Inquadramento Diagnostico E Descrizione Di Un Caso
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (1), 33-40,1993 | | Titolo | Trombosi Venosa Cerebrale: Inquadramento Diagnostico E Descrizione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica dell'Università di Modena | | Riassunto | Viene descritto il caso di un uomo di 25 anni affetto da trombosi del seno sagittale superiore, esorclita con una cefalea aspecifica. Solo 14 giorni dopo l'insorgenza della cefalea, il paziente ha iniziato a presentare sintomi neurologici focali, quali parestesie e monoparesi transitorie alla mano destra o sinistra alternativamente e disturbi del linguaggio, che variavano dalla disartria all 'afasia globale. La trombosi venosa è stata documentata e seguita nel tempo mediante risonanza magnetica nucleare cerebrale, mentre la tomografia assiale computerizzata, eseguita al momento del ricovero, era negativa. Nonostante il paziente sia stato sottoposto a numerosi esami per escludere cause ematologiche, infettive o tumorali, I 'etiologia della trombosi venosa cerebrale è rimasta sconosciuta. Le condizioni neurologiche del paziente sono rapidamente migliorate dopo terapia eparinica, anticonvulsivante ed antiedemigena. Il caso descritto sottolinea l'importanza degli esami neuroradiologici, in particolare della risonanza magnetica nucleare, nella diagnosi e nello studio del decorso di questa patologia. È stata inoltre eseguita una revisione della letteratura, con particolare riguardo alle cause di trombosi venosa cerebrale e alla validità della terapia anticoagulante. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Sola, R. Galimi, S. Cavalletti, E. Merelli |
- Un Caso Di Paraparesi Spastica Familiare Pura (Malattia Di Strumpell-Lorrain): Aspetti Neuroradiologici
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (4), 463-469, 1993 | | Titolo | Un Caso Di Paraparesi Spastica Familiare Pura (Malattia Di Strumpell-Lorrain): Aspetti Neuroradiologici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, * Servizio di Radiologia, ** Servizio di Medicina Nucleare, IRCCS "Casa Sollievo della Sofferenza': S. Giovanni Rotondo, Foggia *** Clinica Neurologica, UCSC, Roma | | Riassunto | La forma "pura" di paraparesi spastica familiare (PSP) o malattia di Strumpell-Lorrain è caratterizzata da una paraparesi spastica a lenta evoluzione, causata dalla degenerazione intramidollare dei tratti cortico-spinali. Nelle forme di PSP "complicate" si riscontra atrofia ottica, atassia, disturbi sensitivi, demenza. Sulla base dei dati clinico-anamnestici e strumentali, nel caso di un paziente di 60 aa affetto da 5 aa. da paraparesi spastica ingravescente, è stata fatta diagnosi di PSP pura di tipo 2 (a esordio tardivo). I potenziali evocati motori, non registrabili agli aa. inf. erano alterati anche agli aa. sup., ove erano presenti riflessi vivaci. Nella norma risultarono PEV, PESS ed EMG. L'esame del liquor non evidenziò bandeggio oligoclonale né sintesi intratecale di IgG. L'esame RM mostrava, come da altri descritto, atrofia del midollo dorsale, ma anche lieve atrofia delle circonvoluzioni precentrali e dei lobuli paracentrali. La SPECT cerebrale con HM-PAO confermava tale reperto, rilevando ridotta p erfusione parietale sinistra. L'atrofia di strutture sopratentoriali è stata descritta solo nelle forme complicate di PSP. Il riscontro di atrofia corticale localizzata in un caso clinicamente "puro" potrebbe essere indicativo di una prognosi meno favorevole, dimostrata per le forme di tipo 2 o riflettere una disomogeneità anatomo-patologica anche in quei casi diagnosticati clinicamente come PSP "pure". | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Di Viesti, R.P. Cioffi, P. Crociani, D. Fogli, M. Zarrelli, M.G. Bonetti*, F. Barbano**, R. Solimando, P. Simone, P.A. Tonali*** |
- Un Caso Di Pseudotumor Cerebri Associato A Sindrome Nefrosica
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-Ó). 709-714, 1993 | | Titolo | Un Caso Di Pseudotumor Cerebri Associato A Sindrome Nefrosica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, e * Divisione di Oculistica, Ospedale Infermi di Rimini | | Riassunto | Viene riportato un caso di ipertensione endocranica idiopatica (IIH) in corso di riacutizzazione di sindrome nefrosica in un adolescente maschio, obeso, affetto da glomerulonefrite a lesioni minime. Si discute sulla patogenesi dello pseudotumo. La sindrome nefrosica viene ipotizzata essere il fattore causale più signif cativo nel caso da noi presentato; tale associazione non è riportata dalla letteratura. La terapia con corticosteroidi ed inibitori della anidrasi carbonica non ha dato miglioramento della IIH, mentre si risolveva il quadro renale; la sintomatologia neurologica è regredita con quattro rachicentesi evacuative. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Ravasio, M.G. Piscaglia, M. Pasquinelli, C. Cirafisi, P.M. Fantaguzzi*, B. Currò Dossi |
- Un Caso Di Schizencefalia Diagnosticato Con Rmn
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (2),187-189,1993 | | Titolo | Un Caso Di Schizencefalia Diagnosticato Con Rmn | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.O. di Neurologia, Ospedale di Grosseto | | Riassunto | La Schizencefalia è un disordine di migrazione e di formazione dei solchi cerebrali, anche se alcuni autori la ritengono una varietà di porencefalia. Tale malformazione si presenta come una fissurazione coniforme il cui apice è localizzato profondamente mentre la base è in superficie; nel complesso si realizza una fessura a tutto spessore che taglia l'emisfero cerebrale mettendo in connessione l'ependima con la superficie piale. Si possono associare disgenesia del corpo calloso, assenza del setto pellucido, pachigiriaApolimicrogiria. Viene descritto il caso di una giovane donna affetta da crisi convulsive dalla nascita, resistenti alla terapia farmacologica ed associate ad evidenti alterazioni EEG dell 'emisfero cerebrale di Sin. La RMN si è rivelata, come è ben noto, rapidamente risolutiva per la diagnosi di questa malformazione del sistema nervoso centrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. De Falco |
- Un Software Per La Refertazione Automatica Dei Potenziali Evocati
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (3), 247-250, 1993 | | Titolo | Un Software Per La Refertazione Automatica Dei Potenziali Evocati | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto delle Malattie del Sistema Nervoso Università degli Studi di Ancona | | Riassunto | Viene presentato un software per la refertazione automatica dei potenziali evocati (PE) visivi, acustici troncoencefalici e somestesici. Il programma, basandosi sui valori normativi relativi alle principali componenti, produce un referto composto da una descrizione del PE seguita da una diagnosi di localizzazione di una eventuale lesione. Il referto, presentato in una finestra di video-scrittura, può essere modificato a piacimento dall'utente prima di essere inviato alla stampa. I dati relativi al paziente (anamnestici) e all'esame strumentale vengono memorizzati in un archivio ad accesso indicizzato facilmente utilizzabile per eventuali associazioni elettrocliniche tramite programmi di elaborazione statistica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Signorino, P. Pagelli, N. Belardinelli |
- Uso Dell'albumina Umana Nelle Vasculopatie Cerebrali In Fase Acuta
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (1), 5-12,1993 | | Titolo | Uso Dell'albumina Umana Nelle Vasculopatie Cerebrali In Fase Acuta | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione per le malattie del sistema nervoso Presidio ospedaliero USL 15 Caserta | | Riassunto | La microcircolazione cerebrale è regolata dal metabolismo del neurone attraverso l'azione dei mediatori chimici sulla parete vasale fornita dei relativi recettori. L'edema del focolaio ischemico è prima di tutto cellulare, determinato cioè dal passaggio in quantità notevole di acqua trasportata dal sodio che in eccesso attraversa la membrana cellulare alterata (edema citotossico); in seguito la compromissione della barriera ematoencefalica consente la invasione di acqua negli spazi extracellulari (edema vasogenico). E’ necessario quindi, per contenere il danno, ridurre l'edema e migliorare il trofismo cellulare. Per ridurre l'edema sono utilizzati corticosteroidi (p.e. Desametazone), soluzioni ipertoniche, glicerolo, mannitolo, ecc. Notevoli alterazioni del quadro sieroproteico sono state rilevate nei vasculopatici acuti: riduzione delle proteine in toto, percentualmente maggiore a carico della frazione albuminica, ed aumento del f brinogeno. Gli AA hanno somministrato due flaconi da 50 ml di albumina umana al 20% al giorno, ottenendo in questi pazienti, notevoli e rapidi miglioramenti del quadro clinico ed ematochimico. I risultati riferiti attestano che l'albumina esercita effettivamente una attività antiaggregante più intensa di quella esercitata dall'ASA sulle piastrine ed anche sugli eritrociti; favorisce la rapida idratazione dei pazienti; offre il substrato necessario alla utilizzazione degli antibiotici nei focolai di infiammazione; migliora il flusso ematico nelle zone di ischemia secondaria, frequenti nelle emorragie subaracnoizlee e stabilizza infine la pressione colloido-osmotica. Per quanto attiene alla azione del trofismo del neurone, è da evitare la somministrazione di glucosio in vena, in quanto il suo peso molecolare, e la insufficienza metabolica del neurone, accelerano i processi di necrosi. Per questi motivi la prognosi delle vasculopatie cerebrali nei diabetici è peggiore. È necessario invece riequilibrare la componente proteica del sangue, poiché le proteine plasmatiche sono i naturali vettori delle sostanze trof che utilizzate dal neurone secondo le sue possibilità e necessità. Pertanto la somministrazione della albumina è utile anche per migliorare il trofismo cellulare nelle vasculopatie cerebrali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Maria, M. Quarantiello, M. Purgato |
- Utilità Dell'embolizzazione Pre Operatoria Dei Meningiomi Intracranici: Nostra Esperienza
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (1), 71-75, 1993 | | Titolo | Utilità Dell'embolizzazione Pre Operatoria Dei Meningiomi Intracranici: Nostra Esperienza | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia Ospedale San Camillo de Lellis, Roma | | Riassunto | Il fine del lavoro è quello di dimostrare l'utilità dell'embolizzazione pre-operatoria dei meningiomi intracranici per permettere un più agevole atto chirurgico. Abbiamo sottoposto 12 pazienti portatori di meningiomi intracranici ad un trattamento di embolizzazione pre-operatoria del letto capillare tumorale con particelle di alcool polivinilico riassorbibili nell 'arco di circa 20 giorni, posizionando microcateteri il più distalmente possibile nei peduncoli arteriosi afferenti. Gli effetti dell'embolizzazione sono stati: 1) devascolarizzazione 2) necrosi 3) riduzioni delle dimensioni del meningioma. L'atto operatorio è stato eseguito a distanza di 3-5 giorni dall'embolizzazione ed è stato facilitato dalla riduzione del sanguinamento, dalla diminuzione delle dimensioni e della consistenza del tumore e dal miglior piano di clivaggio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Gigli, E. Cotroneo, A. Casteinuovo, A. Baciocco |
- Utilita Della Registrazione Del Potenziale Evocato Visivo Da Pattern Reversal Nelle Sindromi Idrocefaliche Dell'adulto
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-6), 507-512,1993 | | Titolo | Utilita Della Registrazione Del Potenziale Evocato Visivo Da Pattern Reversal Nelle Sindromi Idrocefaliche Dell'adulto | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia dell'Ospedale S. Camillo, Roma | | Riassunto | L'impegno visivo è una complicanza frequente quanto subdola dell'idrocefalo dell'adulto ed il PEV da pattern reversal un metodo capace di rilevare disturbi funzionali a vari livelli delle vie ottiche. l risultati riportati da Gambi et al. '78, Rossini et aL '78, Ehle et al. '79, Sklar et al. '79, Sollazzo et al. '81, York et al. '81 e Guthekelch et al. '82, '84 in gruppi ristretti di bambini idrocefalici o utilizzando lo stimolo relativamente poco selettivo rappresentato dal flash, hanno dimostrato tuttavia l 'utilità del PEV per diagnosi e follow-up dell'idrocefalo infantile. Nel presente lavoro vengono descritti i dati relativi a registrazioni del PEV da pattern reversal con singolo scacco di dimensioni variabili da 18' a 55' d'arco di angolo visivo, in 75 pazienti fra 13 e 74 anni, con idrocefalo primitivo (44 casi) e secondario (31). 60 casi su 75 hanno fatto rilevare anormalità del PEV e le anomalie più gravi sono state registrate in 18 pazienti suddivisi in due gruppi: un primo gruppo di 9 casi in cui il fattore comune tli maggior rilievo risulta la lunga durata dell 'idrocefalo, un secondo gruppo di 9 casi con comune denominatore rappresentato dalla notevole entità di dilatazione del sistema ventricolare. Mettendo a confronto i dati del PEV pre- e post-intervento derivativo in 20 idrocefalici che avevano presentato anomalie pre-operatorie, è stato possibile evidenziare riduzione delle anomalie in 14 casi (su 20). I risultati descritti confermano la possibilità di mettere in luce anomalie del PEV in un 'alta percentuale di sindromi idrocefaliche quando si utilizzi come stimolo il pattern-reversal, esistendo una buona correlazione tra entità delle anomalie e durata ed entità dell 'idrocefalo, mentre risulta ininfluente l 'eziologia - primitiva o secondaria - della sindrome sul tipo di anomalie rilevabili. L'importanza del fattore durata dell'idrocefalo nel determinare entità e grado di reversibilità del disturbo visivo chiama in causa il ruolo dei fattori vascolari e metabolici agenti a livello cellulare, che appaiono strettamente correlati con i fattori meccanici, dovuti alla dilatazione del sistema liquorale, che producono compressione sulle strutture limitrofe al sistema ventricolare. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Sollazzo |
- Valutazione Morfometrica Su Immagini Rm Dei Lobi Temporali In Soggetti Normali Ed In Pazienti Affetti Da Patologia Critica
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (3) 267-274.1993 | | Titolo | Valutazione Morfometrica Su Immagini Rm Dei Lobi Temporali In Soggetti Normali Ed In Pazienti Affetti Da Patologia Critica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di Neuroradiologia, Università di Bari * Consorzio di ricerca "Digamma' Bari ** Servizio di Radiologia, Casa di cura "La Madonnina': Bari | | Riassunto | Vari Autori hanno indicato la valutazione volumetrica del lobo temporale, con il riconoscimento di atrofia dello stesso, quale uno dei parametri utilizzabili al fine di indicazione terapeutica alla lobestomia temporale, in casi di epilessia non-trattabile. In questo lavoro proponiamo per la prima volta un'analisi della forma dei lobi temporali su immagini RM mediante metodiche di morfometria analitica. Lo scopo è quello di verificare l 'esistenza di eventuali differenze morfologiche tra i due lobi, di destra e di sinistra, sia in soggetti normali, sia in soggetti con patologia focale temporale, per ricercare una possibile correlazione tra morfologia e patologia. La presenza di risultati significativi consentirebbe di indicare la metodica morfometrica come ulteriore parametro per lo screening di soggetti con patologia focale temporale da selezionare per l 'intervento chirurgico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Carella, F. Potente*, F. Dicuonzo, P. Ragone*, R. De Blasi, E. Vacca*, A. Giannini**, V. Pesce Delfino* |
- Valutazione Neurofisiologica Della Funzionalità Del Nervo Facciale In Rapporto Alla Chirurgia Parotidea
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 39 (2),171-176, 1993 | | Titolo | Valutazione Neurofisiologica Della Funzionalità Del Nervo Facciale In Rapporto Alla Chirurgia Parotidea | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurologia e * Divisione ORL e Chirurgia Cervico-Facciale Istituto Nazionale Tumori "Regina Elena" Roma | | Riassunto | Un gruppo di 4I pazienti affetti da tumore della ghiandola parotide sono stati studiati prima e dopo l'intervento di parotidestomia con tecnica elettrofisiologica (elettrone urografia con studio anche del riflesso trigemino-facciale) allo scopo di verificare l'incidenza di paralisi clelfacciale post-chirurgica. Al controllo postoperatorio i pazienti presentavano marcato o lieve deficit del facciale nel 61% dei casi. La latenza del nervo facciale superiore risultava allungata o lievemente allungata nel 51% dei pazienti, assente nel 12%, mentre la latenza R1 risultava allungata o lievemente allungata nel 41%, assente nel 22%. I valori della latenza R1 risultavano più attendibili dei valori della latenza M per l 'assenza di fattori locali (cicatrice chirurgica) che impedivano una corretta stimolazione del nervo facciale dalla regione pre-mastoidea. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Pietrangeli, L. Bove, P. Padovani*, M.G. Vigili*, B. Jandolo |
- Vantaggi Della Stimolazione Magnetica Transcranica In Corso Di Paralisi Isolata Del N. Accessorio Spinale
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 39 (4), 451-455, 1993 | | Titolo | Vantaggi Della Stimolazione Magnetica Transcranica In Corso Di Paralisi Isolata Del N. Accessorio Spinale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento Ricerche, INRCA, Ancona * Unità di Neurologia, INRCA Ancona ** Servizio di Fisiochinesiterapia, Ospedale di Treia, Macerata | | Riassunto | Descriviamo il caso di un paziente giunto alla nostra osservazione per una paralisi isolata del n. accessorio di destra, indotta da brusca dislocazione della spalla durante il caricamento di una pesante barra di ferro che ha determinato una ipotrofia marcata del m. sternocleidomastoideo (SCM) e della porzione superiore del m. trapezio. Abbiamo esaminato il paziente mediante valutazione elettrofisiologica convenzionale e mediante stimolazione magnetica prossimale al collo, presso la base cranica. La tecnica di stimolazione magnetica descritta si è dimostrata un utile complemento all 'indagine emgrafica tradizionale in occasione della rara diagnosi di paralisi isolata del n. accessorio. l vantaggi dell'applicazione di questa tecnica sono legati alla facile esecuzione, alla non invasività e alla possibilità di attivare strutture nervose profonde | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Pelliccioni, M. Guidi*, G. Caraffa**, R. Magnaterra*, L. Rosa*, O. Scarpino* |
- Ventricolomegalia Non Tumorale Nella Neurofibromatosi 1. Rassegna Di 46 Casi
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (5-Ó). 731-736,1993 | | Titolo | Ventricolomegalia Non Tumorale Nella Neurofibromatosi 1. Rassegna Di 46 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | *' Coordinatore Programma NF Bergamo** Servizio di Neuroradiologia, Ospedali Riuniti Bergamo * Divisione Neurologia 1 | | Riassunto | 46 casi di neurofibromatosi tipo 1 (NF1) sono stati studiati con Risonanza Magnetica Nucleare e/o Tomografia Computerizzata dell 'encefalo. Un aumento dei volumi ventricolari è stato osservato nel 23,9% dei casi. Viene segnalato un caso della rara associazione di NF 1 con malformazione di Chiari Tipo 1 e idrocefalo. I nostri dati indicano che la dilatazione ventricolare non tumorale è un reperto frequente nella NF 1. Vengono discusse le possibili cause di questa poco chiara anomalia e viene richiamata la letteratura relativa. Tutti i casi sono stati osservati nell'ambito di attività del Programma NF Bergamo operante da due anni (1991-1992) presso la Prima Divisione Neurologica degli OORR di Bergamo e organizzato come gruppo specialistico multidisciplinare per la diagnosi, cura e assistenza delle Neurofibromatosi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Fera*', R. Barbò**, S. Cassis*, C.A. Defanti* |
- Virulenza Dei Miceti, Difese Dell'ospite E Ruolo Della Terapia: Espressioni Morfologiche Delle Micosi Del Snc
| Anno | 1993 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 39 (1),13-31, 1993 | | Titolo | Virulenza Dei Miceti, Difese Dell'ospite E Ruolo Della Terapia: Espressioni Morfologiche Delle Micosi Del Snc | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Microbiologia, Universita di Catania * Istituto di Anatomia e Istologia Patologica, Università di Milano | | Riassunto | Sono state riesaminate 40 micosi cerebrali secondarie comprendenti 15 aspergillosi, 10 candidosi, 6 criptococcosi, 5 zigomicosi, 2 feoifomicosi e 2 attinomicosi, con l'intento di ricercare le espressioni istologiche dei fattori di virulenza propri di ciascuna specie fungina e dei meccanismi di difesa dell'ospite. È stato così possibile ricollegare alcuni aspetti istologici a specifiche proprietà patogene dei singoli miceti. Inoltre sono stati confrontati gli aspetti istologici dei casi trattati con farmaci antimicotici con quelli dei casi non sottoposti a terapia, allo scopo di indagare se il trattamento terapeutico avesse indotto modificazioni istologicamente rilevabili sia nei con fronti degli elementi fungini che del potenziamento delle difese dell’ospite. Da questa analisi comparativa è emersa, come principale differenza, una maggiore attività fagocitaria osservata nel gruppo dei pazienti trattati Questa constatazione si basa tuttavia su un limitato numero di osservazioni. Uno studio esteso a più ampie casistiche potrebbe giungere a conclusioni più significative. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Riviera, T. Masini*, G. Costa* |
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