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La rivista Italiana di Neurobiologia, tutti gli anni a partire dal 1972
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1991- Alterazione Dei Pea Da Glioma Del Tronco Non Evidenziabile Alla Tc In Un Soggetto Con Neurofibromatosi
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 443 - 446, 1991 | | Titolo | Alterazione Dei Pea Da Glioma Del Tronco Non Evidenziabile Alla Tc In Un Soggetto Con Neurofibromatosi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia Presidio Ospedaliero dell'Annunziata di Cosenza | | Riassunto | In una donna di 23 anni, affetta da Neurofibromatosi di tipo I con glioma del nervo ottico di sinistra e senza altri segni clinici di interessamento encefalico, lo studio dei potenziali evocati acustici (PEA) mostra sulla destra un modesto aumento delle latenze ossolute della III e della V onda e degli intervalli interpicco I-III e I-V. In base a tale dato neurofisiologico, in assenza di alterazioni tomodensitometriche, è stata eseguita una risonanza magnetica nucleare (RMN). Tale esame ha evidenziato la presenza di un secondo processo espansivo nella parte destra del ponte. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Petrone, E.C. Guarnieri, F. Petrone, F. Stancati |
- Alterazioni Cerebrali Nei Bambini Sottoposti A Trapianto Di Fegato
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 353-363, 1991 | | Titolo | Alterazioni Cerebrali Nei Bambini Sottoposti A Trapianto Di Fegato | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Anatomia e Istologia Patologica, Universita degli Studi di Milano * Cattedra di Chirurgia Sperimentale, Centro Trapianto di Fegato, Universita degli Studi, Ospedale Maggiore "Policlinico" di Milano | | Riassunto | Gli AA. riportano i reperti neuropatologici di 22 casi di trapianto di fegato in età pediatrica eseguiti su 18 pazienti 2 dei quali hanno subito un ritrapianto. Le patologie del fegato nativo che hanno condotto al trapianto sono: atresia biliare, morbo di Byler, epatite fulminante, morbo di Wilson, cirrosi criptogenetica. Gli AA. hanno preso in considerazione i dati principali del decesso. I pazienti deceduti sono 6, su 5 dei quali è stato possibile eseguire il riscontro diagnostico, con analisi dell'encefalo in 3. Le lesioni riscontrate nel sistema nervoso centrale sono infettive (CMV, Toxoplasmosi ,epatite virale) associate a lesioni vascolari in 1 caso (embolia gassosa per pervietà del foro di Botallo). Sono stati osservati noduli microgliali disseminati nel cervello associati ad inclusioni intranucleari da CMVsistemiche oppure voluminose inclusioni intranucleari (positive con anticorpi anti-CMV) nei neuroni interpretabili come encefalite virale da CMV. Sono state anche dimostrate cisti da Toxoplasma. Di particolare interesse è stato il caso di encefalopatia ipossica con necrosi neuronale, spongiosi tessutale, proliferazione gliale reattiva corticale e leucoencefalica. Non sono state riscontrate nei nostri casi né mielinolisi centrale pontina né lesioni attribuibili a ciclosporina. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | T. Masini, P. Ghidoni, C. Varesi, L. Caccamo *, A. Lucianetti *, G. Paone *, B. Gridelli * |
- Analisi Statistica Multivariata Dl Dati Dl Un Archivio Campimetrico
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 57-61, 1991 | | Titolo | Analisi Statistica Multivariata Dl Dati Dl Un Archivio Campimetrico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Studente Facolta Ingegneria, Università di Roma «La Sapienza» ** Dpt. INFOCOM, Fac. Ingegneria, Roma *** Dpt. Scienze Neurologiche, Fac. Medicina, Roma | | Riassunto | Sono state applicate alcune tecniche di statistica multivariata all'analisi del campo visivo. A tale scopo, si è reperito un archivio contenente circa 2000 Campi Visivi (CV), acquisiti con il campimetro automatico VPT 1, che sono serviti come conoscenza a priori. In seguito si sono individuati, facendo uso di tecniche di image processing, alcuni parametri atti alla descrizione del campo visivo. A tali parametri è stata applicata l'analisi discriminante onde determinare la capacità di questi nell'evidenziare le patologie eventualmente presenti nel CV. Un'altra tecnica adoperata è stata quella delle componenti principali che è servita ad effettuare una riduzione delle dimensioni dello spazio degli eventi. Nell'attuale lavoro, si presentano alcuni dei risultati ottenuti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Caruso*, G.C. Filligoi**, L. Capitanio**, N. Accornero*** |
- Anastomosi Ipoglosso-Facciale Dopo Asportazione Di Neurinomi Dell'acustico Di Cospicue Dimensioni
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 397-400, 1991 | | Titolo | Anastomosi Ipoglosso-Facciale Dopo Asportazione Di Neurinomi Dell'acustico Di Cospicue Dimensioni | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia e Servizio di Neurologia Istituto Tumori «Regina Elena», Roma | | Riassunto | Cinque pazienti affetti da paralisi del facciale dopo asportazione di neurinoma dell 'acustico di diametro superiore a 3 cm., sono stati sottoposti ad anastomosi ipoglosso facciale: in quattro si è proceduto ad anastomosi con il tronco principale dell'ipoglosso, in un caso con la sua ansa discendente. È stato effettuato un follow-up clinico e neurofisiologico a distanza di più di un anno che ha messo in evidenza una lenta progressiva reinnervazione, solo parzialmente efficiente dal punto di vista funzionale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Fontana, B. Jandolo *, F. Caroli, A. Pietrangeli *, R. Mastrostefano, F. Calvosa |
- Aneurisma Della Carotide Interna E Tia: Un Caso Con Sintomi Visivi Atipici
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 525-531, 1991 | | Titolo | Aneurisma Della Carotide Interna E Tia: Un Caso Con Sintomi Visivi Atipici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Giovanni Bosco, Torino | | Riassunto | Gli aneurismi cerebrali producono generalmente deficit neurologici come conseguenza dell'emorragia, di effetto massa o di vasospasmo. Rare sono le segnalazioni di TIA collegato alla presenza di aneurisma cerebrale non rotto. Descriviamo il caso di un aneurisma della carotide interna destra in cui per circa dieci anni la sola manifestazione clinica significativa è stata la comparsa (3-4 volte all'anno) di amaurosi fugace omolaterale. Trattasi di un uomo di 51 anni che negli ultimi mesi ha anche accusato cefalea serotina Non è affetto da diabete, ipertensione, dislipidemia o altri fattori di rischio vascolare. L’esame obiettivo neurologico è normale. L’ecodoppler dei vasi sovraortici è normale. La TAC cranica (mai eseguita in precedenza) col m.d.c presenta un'immagine di sospetta natura aneurismatica che trova conferma all'esame angiografico (aneurisma di cm 1 x1, nel tratto distale della carotide interna destra). Viene effettuato intervento chirurgico con clippaggio dell'aneurisma. Il decorso postoperatori o è regolare. Non vengono più segnalati episodi di amaurosi fugace in oltre 24 mesi di follow-up. Segnaliamo il caso per la peculiarità clinica: i TIA da aneurisma cerebrale sono rari e non abbiamo trovato in letteratura altri casi di aneurisma che si sia manifestato con ripetuti episodi di amaurosi fugace. I’interpretazione patogenetica non è agevole. Escludendo il meccanismo embolico (I'aneurisma ha impianto a valle dell'emergenza della arteria oftalmica) e la compressione del nervo ottico (aneurisma non gigante situato ad una discreta distanza dal nervo ottico, assenza di immagini angiografiche di compressione sulla sacca aneurismatica) si può ipotizzare un vasospasmo con interessamento selettivo della a. oftalmica o fenomeni di stiramento o inginocchiamento della arteria stessa . Si richiama l'attenzione sulla opportunità dell'esame angiografico quando la natura del TIA non è chiaramente definita. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Gentile, C. Buffa, N. Bellia, I. Sacerdote |
- Aneurisma Gigante Della Biforcazione Della Carotide Interna Clippato Con Successo. Case Report
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 475-479, 1991 | | Titolo | Aneurisma Gigante Della Biforcazione Della Carotide Interna Clippato Con Successo. Case Report | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Scienze Neurologlche e Neurochirurgiche Neurochirurgia 11, Università di Messina | | Riassunto | Gli autori riportano un caso di aneurisma gigante della biforcazione della carotide intracranica trattato con successo mediante clipping del colletto cui ha fatto seguito il completo recupro neurologico del paziente. Non è frequente l'osservazione di un aneurisma gigante della biforcazione della carotide ed è certamente evenienza rara che l'aggressione diretta sia coronata da pieno successo. La revisione della letteratura dimostra, infatti, che tale evenienza è stata poche volte segnalata. Gli Autori si soffermano, in particolare, sui peculiari aspetti anatomochirurgici (rapporti della sacca con i nuclei grigi centrali e con i vasi perforanti) che rendono difficile l'aggressione diretta ed il clipping del colletto. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Cambria, S. Raterniti, E. Macrl, G. Rizzo |
- Angioma Cavernoso Intracranico: Report Di 5 Casi
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia 37 (4), 487-490, 1991 | | Titolo | Angioma Cavernoso Intracranico: Report Di 5 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurochirurgica Ospedaliera, Nuovo Policlinico, Siena | | Riassunto | Una crescente attenzione è stata rivolta negli ultimi anni agli angiomi intracranici quale causa di emorragia o di sintomi neurologici soprattutto focali. Rimane comunque una patologia rara, essendo riferiti in letteratura meno di 300 casi. Uno studio retrospettivo della casistica della Divisione di Neurochirurgia dell'Ospedale di Siena dal 1985 al 1990 ha permesso di reperire 5 casi operati ed accertati all'esame istologico. I casi vengono riferiti e ne vengono sottolineate le peculiarità: tutti maschi, con un'età media di 65 anni ben più alta di quella riferita in letteratura (30 aa). La localizzazione è temporale in due pazienti ed occipitale, parietale ed intraventricolare (Forame di Monro) in un caso rispettivamente. Vengono riferiti i quadri TAC, che risultano quanto mai disomogenei rendendo difficile la diagnosi preoperatoria. I risultati chirurgici per i pazienti giunti all'operazione in condizioni non gravissime, sono ottimi e giustificano l'indicazione all'intervento per i casi sintomatici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Reale, R. Biancotti |
- Applicazioni Della Teletermografia Computerizzata Nella Pratica Neurologica
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 77-82, 1991 | | Titolo | Applicazioni Della Teletermografia Computerizzata Nella Pratica Neurologica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche, I Cattedra di Neurologia * II Clinica Ostetrica, Universita di Roma aLa Sapienza» | | Riassunto | Le recenti apparecchiature teletermografiche computerizzate offrono un ausilio affdabile nello studio di quelle patologie in cui sia necessario valutare le modificazioni della temperatura corporea come indice della vascolarizzazione superficiale. Nella pratica neurologica l'esame è stato proposto nella patologia cerebrovascolare ed in diverse patologie algiche, tra cui le cefalee vasomotorie. Sono stati studiati con esame teletermografico della faccia 10 pazienti cerebrovascolari con stenosi serrata unilaterale della carotide localizzata a livello della biforcazione, 10 pazienti affetti da emicrania, 4 da cefalea a grappolo ed I da carotidodinia. I pazienti cerebrovascolari sono stati sottoposti ad esame teletermografico della faccia prima e dopo intervento di endoarterectomia carotidea. I pazienti affetti da cefalea sono stati studiati durante e dopo crisi di cefalea spontanea o indotta da trinitrina e istamina .Nei pazienti cerebrovascolari il termogramma di base evidenziava una riduzione della temperatura dal lato affetto, prevalentemente a livello della angolare dell'orbita in 7 casi. Nel controllo a tre giorni dall'intervento si osservava una regolarizzazione della temperatura in I paziente. Il termogramma effettuato nel controllo dopo un mese metteva in evidenza una asimmetria di temperatura tra le due emifacce in 5 casi ed un aumento di temperatura dal lato operato (iperperfusione) in 3. Nei 3 pazienti affetti da emicrania, studiati durante la crisi spontanea, si rilevava un aumento della temperatura che non coincideva con la lateralizzazione e la durata del dolore. In 3 dei 5 casi in cui la cefalea era stata indotta con trinitrina per os si verificava una vasocostrizione paradossale bilaterale. Nei pazienti con cefalea a grappolo l'esame di base mostrava un raffreddamento a livello delle regioni frontali omolaterali al dolore in 3 soggetti. Durante il test alla trinitrina, che riproduceva gli attacchi spontanei tale disfunzione delle risposte vasomotorie dal lato affetto persisteva anche nella fase algica in 2 soggetti. Nella carotidodinia si osservava un quadro basale di ipertermia dal lato affetto che interessava le regioni facciali e del collo e che si accentuava dopo assunzione di trinitri na Dai risultati è emerso che la termografia computerizzata può dare utili informazioni sui rapporti tra dolore e vasodilatazione nelle cefalee vasomotorie. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. De Marinis, S. Assenza, M. Mochi, D. Mele, G. Valducci* |
- Aspetti Inusuali Tc E Rm Dl Neoplasie Intrassiali. Descrizione Dl Due Casi
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 557-563, 1991 | | Titolo | Aspetti Inusuali Tc E Rm Dl Neoplasie Intrassiali. Descrizione Dl Due Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | UO. di Neuroradiologia, Ospedale di Livorno | | Riassunto | Vengono descritti i casi di due pazienti portatori di neoplasia encefalica con aspetti TC ed RM inusuali. Nel primo caso si osserva alla TC una lesione tenuemente iperdensa in sede frontale destra con modesto enhancement e priva di sicuro effetto massa. Lo studio angiografico e l'evoluzione della lesione ai successivi controlli contribuiscono a chiarire in modo definitivo la natura della lesione. Nel secondo caso, invece, si tratta di una lesione tenuemente iperdensa a sede tempora le posteriore sinistra, dotata di lieve ed omogeneo enhancement, che presenta ad uno studio RM solo una modesta ipointensità della sostanza bianca nella sede corrispondente in immagini T2 pesate. Tale reperto è di non facile spiegazione. Anche in questo caso l'evoluzione del quadro ai controlli TC ed RM successivi chiarisce in modo definitivo la diagnosi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Prosetti, G. Ferrito, F. Scazzeri |
- Associazione Di Lesioni Aterosclerotiche Carotidee E Cardiopatia Ischemica
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 299-302, 1991 | | Titolo | Associazione Di Lesioni Aterosclerotiche Carotidee E Cardiopatia Ischemica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università dell'Aquila | | Riassunto | Le lesioni aterosclerotiche delle arterie coronariche e carotidee sono frequentemente associate. In questo studio sono state valutate con Doppler pulsato le arterie di 347 pazienti con cardiopatia ischemica (173 maschi e 174 femmine con età media di 70,2 anni). Inoltre in tutti i pazienti è stata indagata la presenza dei principali fattori rischio vascolare e la presenza di episodi cerebroascolari focali. I dati sono stati analizzati con t di Student o con il test del chi-quadrato ove era indicato. I risultati hanno mostrato una prevalenza di lesioni carotidee del 18,15% (63 pazienti su 347). Le vasculopatie periferiche (p<0,01) e le dislipidemie (p<0,05) sono risultate significativamente associate con le lesioni carotidee. La presenza di lesione carotidea è stata riscontrata nel 29,4% dei pazienti con pregressi TIA o stroke e nel 12,2% dei pazienti asintomatici (p<0,000l). In considerazione dei risultati, che mostrano una alta frequenza di lesioni carotidee in soggetti con cardiopatia ischemica, è opportuno che in questi pazienti venga condotto uno studio non invasivo delle arterie carotidi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Totaro, C. Marini, C. Cannarsa, F. D'Andrea, M. Prencipe |
- Atrofia Muscolare Spinale Distale Tipo Charcot-Marie-Tooth: Presentazione Di Due Casi E Revisione Della Letteratura
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 167-170,1991 | | Titolo | Atrofia Muscolare Spinale Distale Tipo Charcot-Marie-Tooth: Presentazione Di Due Casi E Revisione Della Letteratura | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | UO. di Neurologia, Ospedale Regionale, Aosta * Clinica Neurologica IV: Ospedale San Raffaele, Milano | | Riassunto | Le caratteristiche cliniche, neurofsiologiche e morfologiche di 2 casi di Charcot-Marie-Tooth spinale sono discusse nei confronti con le neuropatie ereditarie di I ° e II ° tipo. Differenze fondamentali sono la conservazione dei riflessi achillei e delle sensibilità in questa forma. Le velocità di conduzione motoria e sensitiva sono normali. La biopsia muscolare mostra segni di sofferenza neurogena, mentre guella del nervo risulta normale. Viene discusso l'inquadramento clinico di questi casi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Bottacchi, S. Baldini, R. Nemni *, L. Sironi, G. D'Alessandro |
- Attualità Nella Diagnostica Neuroftalmologica Della Sclerosi Multipla: La Campimetria Automatica Computerizzata
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 111-117,1991 | | Titolo | Attualità Nella Diagnostica Neuroftalmologica Della Sclerosi Multipla: La Campimetria Automatica Computerizzata | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, * Divisione Oculistica, Ospedale Civile di Udine | | Riassunto | Dopo aver esposto nuove metodiche per l'esplorazione della funzione visiva in corso di sclerosi multipla (studio dello strato delle fibre nervose retiniche, perimetria «high-pass resolution», campimetria «noise-field», gli AA presentano la loro esperienza con la perimetria automatica computerizzata (PAC). Sono stati esaminati 27 pazienti affetti da SM impiegando un programma d'esame standard e un nuovo programma d'esame specif camente creato dagli AA. I risultati dello studio confermano l'estremo interesse di questa metodica nella valutazione delle vie ottiche anteriori in pazienti con SM e normale acuità visiva | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Lucci, R. Viel, P. Brusini *, G. Della Mea * |
- Calcinosi Cerebrale Ed Ipoacusia Improvvisa: Un Caso Clinico
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 325-328, 1991 | | Titolo | Calcinosi Cerebrale Ed Ipoacusia Improvvisa: Un Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Otorinolaringoiatria, Unità Sanitaria Locale Valdichiana, Zona 31, Montepulciano (Siena) * Clinica Otorinolaringoiatrica, Universita degli Studi, Siena | | Riassunto | Gli autori riportano il caso di un giovane uomo con grave ipoacusia neurosensoriale monolaterale sx insorta improvvisamente il cui accertamento diagnostico ha posto in evidenza delle calcificazioni simmetriche e bilaterali a carico della testa dei nuclei caudati e dei nuclei lenticolari, la negatività delle indagini ematochimiche effettuate (metabolismo fosfo-calcico, del ferro del magnesio e dello zinco) permise di formulare la diagnosi di Sindrome di Fahr. Gli autori dopo un'ampia analisi della letteratura esistente al riguardo, hanno ipotizzato, per il deficit uditivo e per le calcificazioni cerebrali un'analoga origine circolatoria essendo queste ultime espressione di ischemia locale, necrosi e mummificazione tissutale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. d'Alesio, P. Dei, R. Piane* |
- Calzificazioni Non Tumorali Intracraniche Nella Neurofibromatosi Tipo 2: 4 Casi
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37(4), 447-452, 1991 | | Titolo | Calzificazioni Non Tumorali Intracraniche Nella Neurofibromatosi Tipo 2: 4 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirurgia, * Servizio di Neuroradiologia Università di Milano | | Riassunto | La Neurofibromatosi tipo 2 è un raro disordine autosomico dominante caratterizzato da lesioni neoplastiche multiple intracraniche e spinali (neurinomi, meningiomi più raramente gliomi); patognomonica è la presenza del neurinoma bilaterale dell'acustico. Negli ultimi anni alcuni Autori hanno descritto in questi pazienti lesioni calcifiche intracraniche non tumorali localizzate nei plessi coroidei e negli emisferi cerebellari. Gli Autori presentano 4 pazienti affetti da NF-2 con calcifIcazioni intracraniche non tumorali. L’alta frequenza di queste lesioni (osservate nel 35% dei pazienti con NF-2 da noi ricoverati) e i dati della letteratura rendono verosimile pensare che le calcificazioni intracraniche non tumorali siano un ulteriore segno caratteristico della NF-2 e in alcuni casi dubbi possano permettere di indirizzare la diagnosi clinica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Guerra, G. Tomei, C. Sina *, F. Tiberio, F. Crotti |
- Cisti Enterogena Intradurale Cervico-Dorsale
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 503-508, 1991 | | Titolo | Cisti Enterogena Intradurale Cervico-Dorsale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirurgia, * Radiologia, ** Anatomia e Istologia Patologica, Università Cattolica, Roma *** Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Le Torrette, Ancona | | Riassunto | Le cisti enterogene spinali sono state osservate in numero limitato, più frequentemente in età giovanile ed in dividui di sesso maschile. Sono localizzate generalmente a livello cervicale e dorsale, in sede intradurale e possono presentare continuità con cisti mediastiniche Abbiamo osservato un paziente di 34 anni con storia clinica di disestesie all'arto superiore di sinistra ed un quadro neurologico di deficit a carico delle radici C7, C8 e Tl di sinistra, una sindrome di Horner a sinistra ed una scoliosi destro-convessa. Lo studio radiologico con Risonanza Magnetica Nucleare del rachide aveva dimostrato la fusione dei corpi vertebrali di Tl T2 e T3 e la presenza di una lesione cistica intradurale, ventrolaterale al midollo, a livello del passaggio cervico-dorsale, iperintensa nelle sequenze Tl-dipendenti. L’esame mostrava anche la presenza di un piccolo lipoma localizzato tra la cisti ed il midollo e di una cavità di tipo siringomielico a livello C6-C7. Una mielo-TC, eseguita dopo introduzione per via lombare di 8 cc. di Iopamiro 300 con rilevazioni ad 1, 6 e 12 ore, escludeva la opacizzazione della cisti. All'intervento, la cisti era drenata e la parete asportata in modo parziale, mentre il lipoma poteva essere rimosso radicalmente. La diagnosi istologica era di cisti enterogena; lo studio immuno-istochimico mostrava positività per le citocheratine. Il decorso post-operatorio era favorevole, con riduzione delle disestesie e recupero della forza alla mano sinistra. I’asportazione radicale della cisti era stata resa impossibile dalle tenaci aderenze con il tessuto midollare e dalla posizione ventrale. Il drenaggio della cavità siringomielica, d'altra parte, non era indicato per l'aspetto deteso del midollo dopo l'asportazione della cisti enterogena. I’associazione di cisti enterogena e siringomielia non era stata sin ora descritta. Tr a le ipotesi patogenetiche è da menzionare la possibilità di una comune origine malformativa e quella di una cronica compressione da parte della lesione espansiva con conseguente ischemia, autolisi e cavitazione midollare. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Puca, B. Cioni, C. Colosimo Jr *, G. Fadda **, L. Lauretti, M. Meglio, U. Salvolini***, M. Visocchi |
- Complicanze Neurologiche In Aids. A Proposito Di Un Caso Di Encefalite Da Cytomegalovirus
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 253-257, 1991 | | Titolo | Complicanze Neurologiche In Aids. A Proposito Di Un Caso Di Encefalite Da Cytomegalovirus | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Mauriziano, Umberto 1, Torino | | Riassunto | L’AIDS risulta dovuta al virus HTLV III che produce una disfunzione dell'immunità cellulo-mediata con inversione del normale rapporto T Helper/T Suppressor. Il virus HTLV III è risultato anche neurotropo e può causare infezione diretta del SNC, così come infezioni virali opportunistiche e tumori. Si riporta un caso di Encefalite da Citomegalovirus come esordio di AIDS con sintomatologia neurologica e psichiatrica. Si è giunti alla diagnosi attraverso una valutazione clinica, neuroradiologica (TC, RMNh immunologica su liquor e siero ed anatomopatologica su biopsia stereotassica La TC dimostra diffuse ipodensità della sostanza bianca l'RMN diffuse aree di aumentato segnale nella sostanza bianca . Sia la TC che l'RMN, che è risultata senz'altro più sensibile, non sono state specificamente dirimenti ai fini della diagnosi in accordo con la letteratura. Più importante per la diagnosi differenziale è risultata la presenza di anticorpi anticitomegalovirus sia sul siero che sul liquor; fondamentale l'esame istologico della biopsia stereotassica che mostra la caratteristica presenza delle inclusioni intracellulari ad «occhio di civetta» del CMV. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Appiotti, D. Daniele, F. Trebini, A. Inglezis, R. Bacci |
- Confronto Fra Reparti Dell'efficienza Nel Trattamenio Di Pazienti Cerebrovascolari Classificati Mediante Il Metodo Dei Diagnosis Related Groups (Drg)
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 55-58, 1991 | | Titolo | Confronto Fra Reparti Dell'efficienza Nel Trattamenio Di Pazienti Cerebrovascolari Classificati Mediante Il Metodo Dei Diagnosis Related Groups (Drg) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Clinica Neurologica, Universita di Modena ** Direzione Sanitaria, USL 16, Modena *** Servizio di Neurofisiopatologia Ospedale Estense, USL 16, Modena **** Divisione di Neurologia Ospedale Generale Regionale, USL, Bolz | | Riassunto | La durata media di degenza (DMD) varia fra i reparti specialistici e di medicina generale, anche per casistiche rese omogenee dai Diagnosis Related Groups (DRG). Per individuare le cause abbiamo confrontato le cartelle cliniche di un campione di 128 pazienti con ictus (DRG 014) e episodi ischemici transitori (DRG 015) ricoverati nel 1989 in reparti medici dell'USL 16, Modena e in Clinica Neurologica, unico reparto neurologico dell'USL. Per il DRG 014 non abbiamo riscontrato differenza significativa della DMD. L'età media di quelli ricoverati in reparti medici era più elevata e il numero di esami eseguiti erano sovrapponibili la DMG invece signifinativamente più bassa e meno dispersa in Neurologia (a 6+/- 3 vs 12 +/- 5). Probabilmente per una maggiore aderenza a protocolli diagnostico-terapeutici per il gruppo omogeneo di pazienti con DRG 015, I'efficienza del trattamento risulta maggiore in un reparto specialistico. Il metodo dei DRG deve essere corretto per età e gravità per essere utilizzato nella valutazione dell'efficienza del trattamento dell'ictus. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Schoenhuber */****, C. Lunazzi *, F. Tavani *, G. Zani */***, S. Amidei ***, L. Tonelli **, G. P. Palazzi **, K. Petropulacos **, M. Pini **, G. Trianni ** |
- Correlazioni Tra Aspetti Morfologici Ultrastrutturali Su Biopsia Cutanea E Dati Neurofisiologici E Clinici Nella Neuropatia Diabetica
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia , 37 (4), 611 614, 1991 | | Titolo | Correlazioni Tra Aspetti Morfologici Ultrastrutturali Su Biopsia Cutanea E Dati Neurofisiologici E Clinici Nella Neuropatia Diabetica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Servizio di Neurofisiopatologia, ** Cattedra di Andrologia. *** Centro antidiabetico, I'Aquila | | Riassunto | Gli Autori presentano i dati relativi a 15 pazienti diabetici tipo I e 5 controlli sani nei quali sono stati eseguiti oltre ai classici test neurofisiologici e clinici per la valutazione della neuropatia diabetica, autonomica e somatica, lo studio della risposta simpatico cutanea (RSC) e lo studio morfologico ultrastrutturale su tronchi e terminazioni nervose e vasi nell'epidermide e nel derma su prelievo bioptico cutaneo. Si discutono i risultati rilevando: a) come essi siano sovrapponibili ai dati di letteratura circa l'utilità ed i limiti di sensibilità e specificità dei test neurofisiologici : b) la sensibilità e facilità di esecuzione della RSC, di cui si suggerisce l'impiego sistematico tra le metodiche di studio di questa patologia, ci la significatività e precocità delle alterazioni ultrastrutturali studiate con biopsia cutanea e la loro correlazione con la durata di malattia ed i test funzionali discutendo vantaggi svantaggi e differenze della biopsia nei confronti della più invasiva ed indaginosa bi opsia del nervo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Cerone, P. Aloisi *, A. Giusti *, C. Porto *, A. Marrelli *, S. Francavilla**, G.F. Poccia*** |
- Crampo Del Massetere In Una Paziente Affetta Da Sclerodermia. Descrizione Di Un Caso
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 201-204,1991 | | Titolo | Crampo Del Massetere In Una Paziente Affetta Da Sclerodermia. Descrizione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Civile di Forli | | Riassunto | Gli Autori descrivono il caso di una giovane donna, portatrice da alcuni anni di sclerodermia circoscritta al volto, giunta alla loro osservazione per la comparsa, da circa un anno, di contrazione involontaria e dolorosa del m.massetere destro, specie durante la masticazione. Lo studio EMG documentava una sofferenza neurogena periferica a carico del solo m.massetere destro e la presenza, dopo contrazione volontaria, di ripetute brevi bouffées di PUM che si ripetevano per 1-2' .Tale movimento involontario patologico viene interpretato come crampo focale e si ipotizza un meccanismo fisiopatogenetico di tipo periferico, analogamente ad altre malattie del 2° motoneurone. Peculiarità del caso è la progressiva spontanea attenuazione del disturbo, coincidente con un miglioramento della sofferenza neurogena del m.massetere. Ciò può essere interpretato con la progressiva reinnervazione e «maturazione» degli assoni rigenerati, inizialmente sede di focolaio di abnorme attività spontanea e di scariche postume. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | W. Neri, R. Eleopra, C. Guidi, P. Di Piazza |
- Crisi Epilettiche Indotte Da Gioco Enigmistico: Descrizione Dl Un Caso
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 259-263, 1991 | | Titolo | Crisi Epilettiche Indotte Da Gioco Enigmistico: Descrizione Dl Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale G. Bosco, Torino | | Riassunto | Rari sono i casi riportati in letteratura di crisi epilettiche provocate da fattori decisionali complessi («epilessia decisionale») quali il gioco delle carte, della dama e degli scacchi, il calcolo matematico; il disegno. Il caso che presentiamo ha le caratteristiche di questo particolare gruppo di epilessie cosidette «riflesse». Una giovane di 19 anni viene ricoverata per aver presentato due recenti crisi comiziali G.M. verificatesi mentre risolveva un gioco enigmistico (puzzle). In precedenza aveva accusato due episodi di restringimento del campo di coscienza scatenati dalla vista degli scaffali di un supermercato. Negative l'anamnesi familiare, fisiologica e patologica remota Gli esami di routine e la tac cranica erano nella norma al pari dell'e.a neurologico e psichiatrico. I’EEG evidenziava, su di un'attività di fondo regolare ed organizzata, un theta puntuto sulle derivazioni posteriori dei due emisferi. Allo scopo di indagare sui fattori scatenanti le crisi la paziente è stata sottoposta a 24 ore di registrazione eegrafica «dinamica» nel corso della quale era stata invitata a leggere, scrivere, eseguire calcoli giocare a carte, ascoltare musica, fare parole crociate. Nel corso della registrazione la paziente non ha presentato crisi comiziali. I’EEG ha dimostrata su di un'attività di fondo normale, la comparsa, solo durante l'esecuzione di puzzles, di frequenti isolate punte di medio ed alto voltaggio frammiste a ritmi lenti theta, a localizzazione posteriore. Dal nostro studio emergono due dati fondamentali 1) le punte compaiono solo durante l'esecuzione di un puzzle consistente nell'individuazione e delimitazione lineare di parole tra una serie di lettere date; 2) altri ragionamenti complessi di tipo strategico non si comportano da fattori scatenanti. Trattasi a nostro parere, di un'epilessia decisionale in cui però, al fattore scatenante decisionale (ricerca ed evidenziazione di parole), si affianca un fa ttore facilitante sensoriale, non decisionale (visione di linee orizzontali e verticali intersecantisi). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Gentilli, C. Buffa, N. Lovera, D. Piazza, I. Sacerdote |
- Data Base In Neuroimaging
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 83-85, 1991 | | Titolo | Data Base In Neuroimaging | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Fisiopatologia clinica, Università di Firenze | | Riassunto | Per l'organizzazione dei dati all'interno di un archivio computerizzato è necessario disporre di codifiche inequivocabili Mentre l'ICD-9, lo SNOMED e lACR-Index offrono dei codici standard per i rispettivi campi di applicazione, la mancanza di una codifica dei segni radiologici è stata rilevata. Viene pertanto presentata una proposta di codifica in questo ambito. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Caramella, J. Nori |
- Diagnosi Precoce Del Neurinoma Dell'acustico: Possibilità E Opportunita'
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 381-387, 1991 | | Titolo | Diagnosi Precoce Del Neurinoma Dell'acustico: Possibilità E Opportunita' | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale di Garbagnate Milanese | | Riassunto | Il Neurinoma dell'acustico (NA) è il più frequente tumore a sviluppo nell'angolo ponto-cerebellare, e rappresenta l’8 % di tutti i tumori intracranici . Nel suo lento accrescimento determina una sintomatologia ed un quadro clinico evolutivi che schematicamente possono essre distinti in: stadio precoce (o otologico), stadio intermedio (o otoneurologico) e stadio avanzato (o neurologico); ciascuna di tali fasi è caratterizzata dal progressivo interessamento di strutture anatomiche diverse adiacenti alla neoformazione. Partendo da considerazioni generali gli AA illustrano la loro casistica, costituita da 8 pazienti in diversi stadi clinici. Sottolineano la importanza di una attenta indagine anamnestica e clinica, indispensabile per indirizzam il sospetto diagnostico ed attivare gli accertamenti specifici sia neurofisiologici che neuroradiologici tali da rendere possibile il riconoscimento del NA ancora in fase endocanalicolare, e consentirne la rimozione con risparmio del n. facciale. Per quanto attiene la opporunità di diagnosi precoce, questa è senz'altro da perseguire per: (a) poter valutare oltre l'esistenza anche le dimensioni del tumore, (b) decidere se questi vada operato immediatamente o monitorizzato nel tempo per stabilire quando intervenire. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Feller, C. Tonini, V. Tiby, M. Mattioli, S. Sbrascini |
- Difetto Di Carnitina Palmitiltransferasi: Mioglobinuria E Insufficienza Respiratoria
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 247-251, 1991 | | Titolo | Difetto Di Carnitina Palmitiltransferasi: Mioglobinuria E Insufficienza Respiratoria | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione Neurologica, ** Rianimazione, Ospedale di Fidenza (Parma) *** Istituto di Medicina Legale, **** Clinica Neurologica, Facolta di Medicina e Chirurgia, Universita degli studi di Parma | | Riassunto | Nell'ambito delle miopatie da alterazione del metabolismo lipidico il difetto di carnitina palmitiltransferasi rappresenta una rara malattia ereditaria autosomica recessiva ad esordio in età giovanile con episodi di mialgia, crampi rabdomiolisi e mioglobinuria indotti da digiuno o sforzi muscolari intensi e/o prolungati. La insufficienza renale può complicare gli episodi di mioglobinuria Viene descritto il caso di un paziente di 63 anni ricoverato in Terapia Intensiva per uno stato di coma in insufficienza respiratoria acuta, deceduto poi per insufficienza renale secondaria a massiva mioglobinuria I’EMG evidenziò segni di sofferenza miogena. Le indagini metaboliche e istochimiche muscolari rivelarono un difetto di carnitina-palmitiltransferasi (CPT). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Grassa *, P. Stefanini **, G. Vezzani **, A. Ravazzoni ***, A. Marbini ****, E. Montanari* |
- Differenze Disciplinari Nell'approccio Metodologico Alla Vertigine
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 165-166,1991 | | Titolo | Differenze Disciplinari Nell'approccio Metodologico Alla Vertigine | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.O. di Neurologia, USSL 8, Busto Arsizio | | Riassunto | Sono state esaminate le storie cliniche di tutti i pazienti accettati per problemi di vertigine nel nostro Ospedale durante l'anno 1989, seguendone l'iter dal momento della ammissione fino alla dimissione, sia che fossero stati ricoverati in Neurologia o nei reparti di ORL e di Medicina Interna, considerando la diversità dei protocolli seguiti nei vari reparti e discutendo le varie differenze riscontrate. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.P. Grampa, I. La Spina, D. Porazzi, P. Rovetta |
- Dissezione Traumatica Bilaterale Dell'arteria Carotide: Caso Clinico
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 579-581,1991 | | Titolo | Dissezione Traumatica Bilaterale Dell'arteria Carotide: Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | D.E.A. Neurologia, Ospedale Molinette, Torino | | Riassunto | Viene descritto il caso di una dissezione bilaterale delle carotidi a seguito di incidente automobilistico in una ragazza di 23 anni che indossava una cintura di sicurezza di tipo statica Vengono analizzati i meccanismi dell'eziopatogenesi traumatica in relazione alla severità delle lesioni e alla loro distribuzione: in particolare viene discussa la dinamica della lesione della parte controlaterale al trauma. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Leotta, M. De Mattei, D. Cocito, P. Zaina, E. Luda |
- Effetto Della Terapia Immunosoppressoria Secondo Hauser Sul Reperto Di Risonanza Magnetica In Due Casi Di Sclerosi Multipla
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 139-140, 1991 | | Titolo | Effetto Della Terapia Immunosoppressoria Secondo Hauser Sul Reperto Di Risonanza Magnetica In Due Casi Di Sclerosi Multipla | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale di Busto Arsizio | | Riassunto | Due casi di grave sclerosi multipla a inizio acuto sono stati sottoposti a terapia con ciclofosfamide secondo lo schema di Hauser, effettuando prima e dopo il trattamento RM. Mentre i risultati clinici furono soddisfacenti in entrambi i casi portando in un mese alla remissione dei segni clinici la RM effettuata sei mesi dopo appariva invariata. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Uccellini, G.P. Grampa, I. La Spina, D. Porazzi, P. Rovetta |
- Ematomi Post-Operatori Intracranici
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 519-520, 1991 | | Titolo | Ematomi Post-Operatori Intracranici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Clinica Neurochirurgica dell'Università di Genova | | Riassunto | Sono stati riscontrati 113 casi di ematomi post-operatori fra 5553 interventi praticati nella Clinica Neurochirurgica della Università di Genova negli ultimi 10 anni, 47 di sesso maschile e 66 di sesso femminile, con età fra i 14 e i 90 anni. Viene sottolineata l'alta incidenza in essi di 3 fattori: 1) Somministrazione pre-operatoria di mannitolo; 2) Alcolismo cronico; 3) Coagulopatie. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Baldini, M. Altomonte, A. Lucano |
- Emispasmo Facciale «Idiopatico»: Revisione Di Una Casistica
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 209-214,1991 | | Titolo | Emispasmo Facciale «Idiopatico»: Revisione Di Una Casistica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | lstituto di Clinica Neurologica dell'Universita di Ferrara * Servizio di Neuroradiologia, Arcispedale S. Anna, USL 31, Ferrara | | Riassunto | Dati recenti della letteratura hanno posto in discussione il concetto di emispasmofacciale «idiopatico», essendo possibile documentare in una elevata percentuale di casi l'esistenza di una causa plausibile. Molto spesso infatti viene sgnalatal'associazione con anomalie vascolari del circolo vertebrale, in particolare dolicoectasie dell’arteria basilare. Alla luce di queste osservazioni sono stati riesaminati i casi di emispasmo facciale afferiti presso la Clinica Neurologica di Ferrara ne decennio 80-90 ed individuati 10 casi di emispasmo «idiopatico». La diagnosi di emispasmo «idiopatico» è stata definita oltreché sulla base di criteri clinico-anamnestici (assenza di una pregressa paralisi di Bell) anche su un completo studio elettro-flsiologico (analisi dell'EMG standard e valutazione del Blink reflex. Tutti i 10 pz (8 F e 2 M, età media 60. aa) sono stati sottoposti a valutazione morfologica mediante TC eRM; l'indagine AGF èstata eseguita nei casi di positività dell’ esame non invasivo effettuato in prima istanza .In una elvata percentua di casi è stata documentata l'esistenza di una possibile causa dell'emispasmo facciale: in 5 pz sono state riscontrate anomalie del circolo vertebro-basilare, in 2 l’emispasmo facciale appariva associato ad una connettivite. Gli autori discutono l'iter diagnostico e le differenti possibili eziologie. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | UC. Monetti, R. Quatrale, R. Tola, E. Paolino, S. Malagù, O. Marcello, L. Pinna *, E. Granieri |
- Emorragia Subaracnoidea Sine Materia: Correlazioni Clinico-Neuroradiol0Giche
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 573-576, 1991 | | Titolo | Emorragia Subaracnoidea Sine Materia: Correlazioni Clinico-Neuroradiol0Giche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, * Servizio di Neuroradiologia Ospedali Riuniti, Parma | | Riassunto | l’emorragia subaracnoidea sine materia ha una incidenza compresa tra il 7% e il 33% di tutte le ESA non traumatiche. Abbiamo valutato 80 pazienti ricoverati presso la Neurochirurgia di Parma dal 1980 al 1990 per ESA con I° studio angiografico negativo per malformazioni vascolari. Il 75% presentava all'esordio un quadro clinico riferibile ai gradi l° II° della scala di Hunt ed Hess e la maggior parte dei pazienti ha presentato un'evoluzione favorevole con minima incidenza clinica di vasospasmo e risanguinamento in soli due casi. È stata evidenziata la seguente distribuzione del sangue alla TAC: cisterne perimensecefaliche (25%), cisterne anterolaterali (20%), anterolaterali e perimesencefaliche (10%), intraventricolare (15%), ematoma intraparenchimale (1.25%). Alla I ° angiografia sono stati riscontrati vasospasmo nel 27.5% dei casi ed un elevato numero di paramorfismi del polispasmo alla II° angiografia è stato evidenziato un aneurisma. Viene discussa l'opportunità di eseguire un secondo studio angiografico od altri accertamenti come MRI e mielografia | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Filippi, M. R uini, M. Giulioni, G. Be nolino *, E. Isgrò *, V. Nizzoli |
- Encefalopatla Subacuta Con Complessi Eeg Periodici Simil Creutzfeldt-Jakob Ad Evoluzione Benigna
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 177-181,1991 | | Titolo | Encefalopatla Subacuta Con Complessi Eeg Periodici Simil Creutzfeldt-Jakob Ad Evoluzione Benigna | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Ospedale di Torrette, USL 12, Università di Ancona | | Riassunto | La diagnosi di encefalopatia di Creutzfeldt-Jakob (CJ) è generalmente basata sull'associazione di segni neurologici e di reperti EEG di tipo periodico. Viene illustrato il caso di un paziente 49enne giunto alla nostra osservazione perché affetto da stato confusionale, disorientamento temporo-spaziale e cecità, esorditi acutamente. Un primo EEG eseguito al ricovero mostrava un'attività di fondo theta e delta irregolare di basso voltaggio e la ricorrenza periodica (1-1.5 Hz) di punte lente bi-trifasiche di medio voltaggia diffuse e sincrone. Tale aspetto orientava inizialmente la diagnosi verso la malattia di Heidenhain, variante della encefalopatia di CJ. A distanza di una settimana si assisteva ad un miglioramento del quadro clinico mentre all'EEG, l'attività cuspidata si modificava nel tempo sia nella ricorrenza che nella morfologia dei grafoelementi descritti. Il monitoraggio EEG si è dimostrato pertanto l'indicatore più sensibile alla evoluzione clinico-funzionale della malattia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Guidi, L. De Dominicis, N. Foschi, T. Rossi. R. De Santis, G. Giuliani |
- Fatica Muscolare E Aminoacidi Ramificati: Monitoraggio Della Prestazione Muscolare Con L'analisi Spettrale Dell'emg Di Superficie
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 615 -618, 1991 | | Titolo | Fatica Muscolare E Aminoacidi Ramificati: Monitoraggio Della Prestazione Muscolare Con L'analisi Spettrale Dell'emg Di Superficie | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale Civile, Cesena * Divisione di Medicina, Ospedale Civile, Cesena | | Riassunto | Per fatica muscolare si intende l'incapacità oggettiva a sostenere nel tempo la prestazione muscolare richiesta. Tale fenomeno consegue ad una serie di eventi di tipo biochimico e nervoso che si realizzano a vari livelli dell'apparato muscolare. Per ritardare l'instaurarsi di tali fenomeni e/o ridurli in senso assoluto, trovano un impiego razionale gli Aminoacidi ramificati (BCAA) che si sono dimostrati in grado di migliorare il trofismo muscolare, aumentare il pool di substrati enegetici e ridurre l'accumulo di ac. lattico Per monitorare tali effetti 12 atleti professionisti (8 calciatori e 4 tennisti) sono stati sottoposti a test EMG con studio dello spettro nel corso dell'esercizio muscolare. Dopo trattamento BCAA la «caduta» della mediana della frequenza era di 2 Hz (a5) rispetto ai 12 (5018) della prova precedente. Ci pare opportuno sottolineare il miglioramento delle prestazioni muscolari indotto dalla terapia con BCAA e l'utilità del test EMG con analisi spettrale per monitorare tali fenomeni. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Valzania, P. Cenni, G. Battistini *, E. Pretolani *, F. Rasi |
- Fistole Liquorali Post-Operatorie A Distanza
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 515-517, 1991 | | Titolo | Fistole Liquorali Post-Operatorie A Distanza | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituti di Clinica Neurochirurgica e ~di Clinica Anestesiologica dell'Università di Genova | | Riassunto | Una rinorrea liquorale post-operatoria è stata osservata 9 volte in 5553 operati in dieci anni nella Clinica Neurochirurgica della Università di di Genova . Tutti i casi sono stati operati con lembi di Lyodura e trapianto osseo, preceduti entrambi da terapia antibiotica | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Altomonte, M. Baldini, F. Cella*, A. Lucano |
- Gestione Su Cartella Clinica Computerizzata Del Morbo Di Parkinson In Fase Avanzata
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 121-122, 1991 | | Titolo | Gestione Su Cartella Clinica Computerizzata Del Morbo Di Parkinson In Fase Avanzata | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica II , Universita di Padova * Soluzione s.n.c., Padova ** Direzione Medica Schering, Milano | | Riassunto | Viene presentato un programma computerizzato disponibile perPCIBMe compatibili volto a codificare le informazioni necessarie alla gestione clinica di pazienti affetti da morbo di Parkinson in fase avanzata quando la risposta alla dopo terapia diviene meno stabile. La facilità e la flessibilità di gestione rendono il software applicativo particolarmente indicato in trials clinici multicentrici volti a verif care le nuove strategie terapeutiche nella patologia parkinsoniana | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Meneghetti, G. Riva*, D. Crippa**, B. Tavolato |
- Herpes Zoster Del Nervo Pudendeo Sinistro Descrizione Di Un Caso
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 271-273, 1991 | | Titolo | Herpes Zoster Del Nervo Pudendeo Sinistro Descrizione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Urologia USL 5, Fidenza (Parma) Centro di Recupero e Rieducazione Funzionale < | | Riassunto | I’ Herpes Zoster è dovuto ad un virus che si localizza prevalentemente nei gangli delle radici posteriori, se l'infezione si estende alle corna anteriori si osservano paralisi nei segmenti corrispondenti che sono generalmente permanenti. In letteratura sono stati descritti solo pochi casi di infezione da Herpes Zoster virus con solo interessamento del nervo pudendo e con sintomatologia urologica Si descrive un caso clinico: MA., maschio di anni 57, giunse alla nostra osservazione per ritenzione urinaria acuta Il paziente venne sottoposto ad esame urodinamico con EMG dello sfinetere anale e test al betanecolo, a visita neurologica, con determinazione dei PES ed ulteriore EMG ed a visita dermatologica. Tutti gli esami confermavano il mancato coinvolgimento delle corna grigie anteriori del midollo e l'esclusiva localizzazione dell'infezione ai gangli spinali. Si discute del significato clinico e prognostico di questo dato. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Minari, A. Prati, P. Sacchini, A. Saitta *, P. Epifani *, D. Potenzoni |
- I Rapporti Tra Inquadramenio Clinico E Neuropsicologico Nei Disturbi Cognitivi Dell'anziano
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 189-193,1991 | | Titolo | I Rapporti Tra Inquadramenio Clinico E Neuropsicologico Nei Disturbi Cognitivi Dell'anziano | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | UO Neurologia, USL 18, Empoli (Firenze) | | Riassunto | 3I pazienti di oltre 50 anni con disturbi cognitivi ricevono una valutazione clinicostrumentale, in base alla quale vengono divisi in tre gruppi sindromici: I-Demenza (n =11); 2-Depressione Maggiore (n= 7); 3-Altri disturbi cognitivi dell'età adulta (DCA; n=13). Con lo scopo di verificare le strategie diagnostiche basate sul giudizio clinico, abbiamo usato una batteria di semplici test per le funzioni cognitive, tra cui il MMSE. In generale i test impiegati nello studio confermano le strategie diagnostiche cliniche nella diagnosi differenziale di demenza, DCA e depressione. Diversamente da quanto si ritiene, il deficit cognitivo non può essere escluso con certezza in pazienti con punteggi al MMSE tra 26 e 24. Tra DCA e dementi esiste un'area di sovrapposizione nel punteggio al MMSE (tra 26 e 18); tutti gli altri test somministrati non mostrano differenze rilevanti sul piano cognitivo tra questi due gruppi di pazienti con MMSE sovrapponibile. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | W. Borsini, G. Gianni, F. Degl'lnnocenti, G. Marcacci |
- Il Ruolo Della Risonanza Magnetica Midollare Nella Diagnosi Delle Forme «Spinali Croniche» Di Sclerosi Multipla
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 127-131, 1991 | | Titolo | Il Ruolo Della Risonanza Magnetica Midollare Nella Diagnosi Delle Forme «Spinali Croniche» Di Sclerosi Multipla | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Ospedale Generale Regionale USL 12 Università di Ancona | | Riassunto | La mielopatia cronica progressiva (MCP), sindrome della età medio-avanzata costituita da para-o tetraparesi con o senza riscontro di altre lesioni del Sistema Nervoso, può essere dovuta ad una forma di Sclerosi Multipla (SM) di tipo cosiddetto «midollare» o «spinale». Parametri di inclusione e classif cazione adottati in letteratura per questo sottogruppo di malattia sono molto controversi ed in generale sono stati codificati in era prerisonanza La Risonanza Magnetica (RM) ha offerto nello studio della SM a livello cerebrale un approccio non invasivo e sensibile nei confronti della patologia demielinizzante. Si conosce meno della capacità diagnostica della metodica a livello midollare. Lo studio indaga il ruolo avuto dalla RM midollare nel migliorare il livello diagnostico per SM nei soggetti giunti al Servizio di Risonanza Magnetica dell'Università di Ancona per eseguire l'esame per qualunque sospetto diagnostico compatibile con MCP. Dall'analisidei dati si può affermare che la RM midollare rappresenta un efficace strumento di esclusione di quei casi che, classificati come SM, sono in realtà affetti da altre patologie midollari. La RM midollare, cosa come applicata nella nostra routine clinica ha evidenziato in pochi casi lesioni suggestive di aree di demielinizzazione. Ciononostante la sua capacità di rilevare le lesioni indipendentemente dal quesito diagnostico pre-esame la rende uno strumento indispensabile, in tutti i pazienti con una qualche forma di MCP. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Giuliani, N. Foschi, L. De Dominicis, G. Polonara |
- Incidenza Dell'ictus Giovanile Nell'usl N. 9 Di Reggio Emilia, 1987-89
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 311-315, 1991 | | Titolo | Incidenza Dell'ictus Giovanile Nell'usl N. 9 Di Reggio Emilia, 1987-89 | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica * Medicina I ** Medicina II *** Divisione di Ostetricia e Ginecologia **** Ufficio Statistica Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia ***** Ufficio Statistica del Comune di Reggio Emilia | | Riassunto | Abbiamo condotto uno studio retrospettivo considerando gli ictus avvenuti in pazienti appartenenti alla fascia di età 15-44 anni negli anni 1987-89,nell'USL n. 9 di Reggio Emilia (Km2 464.91). Sono stati individuati 29 pazienti (15 maschi e 14 femmine) escludendo le recidive, i TIA e 3 Pz affetti da patologia linfoproliferativa. Nel 1OO% dei Pz la diagnosi era stata posta mediante TAC o autopsia. La media dell'incidenza annuale per tutti gli ictus è risultata 13.64x100.000 residenti di pari età con intervallo di confidenza di 9.14-19.64 (residenti di pari età all' 1-1-87: 69.845 e 71.920 al 31-12-89). Scomponendo i dati abbiamo evidenziato una incidenza degli ictus in generale per i maschi di 14,4 x 1OO.OOO/nno (CI 95% 7.86-23.17) e 13.23 (CI 95% 7.22-22.23) per le femmine. Una incidenza totale per le ischemie cerebrali di 7.99 (IC 95% 4.65-12.19): 8.42 (IC 95% 3.86-16) per i maschi 7.56 (IC 95% 3.26-14,90) per le femmine. Mentre l'incidenza degli eventi emorragici è risultata essere 2.82x100.000/anno (IC95% 1.04-6.15) sia per le emorragiesubaracnoidee che pergli ematomi cerebrali senza differenze legate al sesso. Malformazioni vascolari sono state accertate nell'83% dei pazienti con ESA e nel 66% dei Pz con.ematomi cerebrali. La media annuale della mortalità per gli ictus giovanili è risultata di 2.35 x 100.000/anno, scomponibile in 1.41 x 100.000/anno per le ESA e 0.94 x 100.000/anno per le emorragie e 0 per le ischemie cerebrali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Guidetti, M. Baratti, R. Zucco, G. Greco, S. Terenziani, E. Vescovini, R. Sabadini, M. Bondavalli, L. Masini *, C. Salvarani **, P. Dall'Ara *** , P. Zannoni ****, F. Paderni *****, F. Solimè |
- Incidenza Di Complicanze Neurologiche In Pazienti Operati Di By-Pass Aorto-Coronarico (Risultati Preliminari)
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 303-306, 1991 | | Titolo | Incidenza Di Complicanze Neurologiche In Pazienti Operati Di By-Pass Aorto-Coronarico (Risultati Preliminari) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Ospedale L. Sacco, Università di Milano | | Riassunto | Nel corso di 2 anni abbiamo valutato l'incidenza delle complicanze neurologiche immediate e a distanza in 91 pazienti operati di by-pass aorto-coronarico per angina o pregresso infarto miocardico. Tali complicanze sono state messe in relazione alla presenza di sintomi neurologici precedenti all'intervento e/o alla presenza di stenosi carotidea rilevata mediante esame doppler sonometrico dei TSA. I dati sin qui raccolti ci hanno permesso di individuare alcune linee di tendenza basate sulle seguenti osservazioni e sui dati tratti dalla letteratura: I) l'incidenza di complicanze neurologiche è bassa i pazienti neurologicamente sintomatici prima dell'intervento presentano maggiori complicanze neurologiche post-operatorie, 3) le stenosi carotidee asintomatiche, documentate mediante doppler sonografia, non sembrano aggravare la prognosi neurologica immediata e a distanza, 4) I'unica complicanza neurologica a distanza si è avuta in un paziente sintomatico con una stenosi carotidea severa omolaterale. Un più lungo follow-up ci potrà consentire una migliore conoscenza della storia naturale dei pazienti che si devono sottoporre a by-pass aorto-coronarico: ciò potrà permettere un più corretto approccio terapeutico alla patologia aterosclerotica della carotide. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Bassi, E. Alberti, M. Rezzonico, C. Francesconi, A. Mangoni |
- Indicazioni Alla Riabilitazione Nei Cerebrovascolari Cronici
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 317-320, 1991 | | Titolo | Indicazioni Alla Riabilitazione Nei Cerebrovascolari Cronici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Unità Operativa di Riabilitazione USSL 50/52, Bozzolo (Mantova) | | Riassunto | Per uno studio sul problema della riabilitazione di pazienti con esiti stabilizzati di un ictus sono stati presi in considerazione 18 pazienti (10 d. 8 u.), con almeno un anno di distanza dall'episodio cerebro-vascolare, ricoverati consecutivamente dal 1988 al 1990, in una unità di riabilitazione, mediante l'indice funzionale ADL (autonomia in attività della vita quotidiana). È stato osservato nel 61% dei casi un miglioramento di tale autonomia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Posteraro, G. Magnani, R. Viggiano, F. Pisani, G. Perizzi |
- Influenza Del Controllo Visivo, Dell'apprendimento E Delle Caratteristiche Individuali Nel Tracking Computerizzato
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 17-21, 1991 | | Titolo | Influenza Del Controllo Visivo, Dell'apprendimento E Delle Caratteristiche Individuali Nel Tracking Computerizzato | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Universita dell:Aquila * Istituto di Fisica, Universita di Perugia | | Riassunto | La possibilità di evidenziare, con un sistema di tracking computerizzato con analisi spettrale, specifiche modificazioni legate ad alcuni parametri fisiologici è stata indagata in un gruppo di 14 soggetti normali, 8 maschi e 6 donne, di età compresa tra 20 e 65 anni. Il test consisteva nella spirale di Gibson eseguita su una tavoletta grafica con stilo collegata ad un personal computer che provvedeva all'acquisizione ed analisi dei dati L'analisi veniva condotta tramite trasformata di Fourier. I risultati hanno evidenziato caratteristiche correlazioni tra alcune regioni dello spettro e le seguenti variabili: età, sesso, velocità di esecuzione, ripetizione della prova, controllo visivo. Pertanto è stato possibile identificare tre diverse componenti. La prima, compresa tra 0 e 6 Hz, è correlata positivamente alla velocità di esecuzione ed all'età e negativamente alla ripetizione della prova. La seconda, compresa tra 7 e 11 Hz, è poco influenzata dalla velocità di esecuzione e dall'età ma è meno ampia in caso di controllo visivo indiretto e nel sesso femminile. La terza, compresa tra 12 e 19 Hz è notevolmente influenzata dalla velocità di esecuzione e poco dagli altri fattori considerati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Marini, A. Marini*, C. Ferretti, F. D'Andrea, R. Totaro, G. Di Gianfilippo, M. Prencipe |
- Ip0Tesi Sulla Genesi Dei Sintomi Audiologici Nella Sindrome Di Neri-Barre-Lieou Post Traumatica
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 335-343, 1991 | | Titolo | Ip0Tesi Sulla Genesi Dei Sintomi Audiologici Nella Sindrome Di Neri-Barre-Lieou Post Traumatica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di Audiologia, Universita degli studi di Roma «La Sapienza>> | | Riassunto | Gli AA., dallo studio di «deficit» uditivi pruritonali presumibilmente provocati da spasmi vascolari di rami terminali dell'arteria uditiva interna, ritengono di trovare conferma per una loro interpretazione della fisiologia dell'orecchio che considera le porzioni esterna e media di tale organo come unico sistema di risuonatori in grado di permettere una utilizzazione separata delle due rampe cocleari ed una funzione indipendente delle cellule citiate esterne ed interne ed ipotizzano che l'etiologia di questa particolare forma della Sindrome di Neri-Barré-Lieou sia riferibile, nei casi di negatività dell'indagine radiologica eseguita con le comuni tecniche, ad erniazione parziale, spesso paramediana, del disco intervertebrale, evidenziabile alla R.M.N. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Nobili-Benedetti, G.L. Catasta |
- Iter Diagnostico Nelle Demenze: Procedura Ad Albero Decisionale Computerizzabile, Organizzata Secondo Criteri Diagnostici Non Convenzionali
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2),111-114,1991 | | Titolo | Iter Diagnostico Nelle Demenze: Procedura Ad Albero Decisionale Computerizzabile, Organizzata Secondo Criteri Diagnostici Non Convenzionali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, USL 3, Pesaro | | Riassunto | Viene presentata una procedura ad albero diagnostico diretta alla diagnosi di natura delle demenze. l’ iter poggia in ogni suo passo sui dati clinico-anamnestici, ma ha quale punto centrale i dati deducibili dalla TC. Questa può infatti fornire direttamente la diagnosi eziologica in una ampia serie di demenze, ed in varie altre può apportare dati molto signif cativi. In molte forme, tuttavia, ed in particolare nelle demenze degenerative primarie, i dati desumibili dalla TC si limitano al reperto di atrofia cerebrale, od anche ad un quadro normale. In questi casi le articolazioni successive della elaborazione diagnostica si sviluppano sulla base di indagini routinarie standard e di indagini speciali su indicazione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Cordella, G. Pierini |
- L'abc Della Vrq
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 11-20,1991 | | Titolo | L'abc Della Vrq | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Presidente Societa Italiana VRQ, Divisione di Medicina d'Urgenza Ospedale Civile di Udine | | Riassunto | La valutazione della qualità dell'assistenza sanitaria, l'identificazione degli aspetti negativi esistenti l'analisi dell'organizzazione dei servizi e del comportamento degli operatori per promuovere il miglioramento dell'assistenza sanitaria, rappresentano Processo di Verifica e Revisione della Qualità dell'assistenza sanitaria (VRQ o QA). La qualità tecnica e scientifica dei servizi, l'utilizzazione razionale delle risorse, il controllo dei rischi e il grado di soddisfazione deipazienti sono gli aspetti principali di questo processo. Gli operatori sanitari devono essere ampiamente coinvolti nel processo di valutazione della qualità per cui devono percorrere la via del miglioramento professionale e confermare la loro importanza nella gestione dei servizi sanitari. Le autorità sanitarie si sono rese conto dell'importanza di questi problemi e hanno proposto l'istituzione di commissioni professionali per la valutazione tecnica e scientifica dell'attività sanitaria Vengono riportati alcuni esempi di programmi di VQR (trasfusioni crisma opaco, radiografie, sincopi e lipotimie). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Perraro |
- L'attivita Dl Un Servizio Dl Neurofisiopatologia Valutata Con Le Nuove Tecniche Dl Gestione Del Progetto «Fepa»
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 41-46, 1991 | | Titolo | L'attivita Dl Un Servizio Dl Neurofisiopatologia Valutata Con Le Nuove Tecniche Dl Gestione Del Progetto «Fepa» | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione Neurologica, Ospedale di Viterbo ** Servizio Bilancio e Programmazione Finanziaria, USL/VT3 | | Riassunto | Le tecniche FEPA sono state sperimentate per la valutazione dei risultati ottenuti in un laboratorio neurofisiopatologico ospedaliero prima e dopo l'introduzione nella pratica clinica di una rete locale di personal computers. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Salvatori*, L. Ferro**, M. Brogi* |
- L'iperglicemia Reattiva Nella Prognosi Dell'ictus Emorragico
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 321-324, 1991 | | Titolo | L'iperglicemia Reattiva Nella Prognosi Dell'ictus Emorragico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale di Desio | | Riassunto | Il valore prognostico della iperglicemia nell'ictus emorragico è stato studiato in 52 pazienti (32 u. e 20 d.), ospedalizzati entro la sesta ora dall'episodio emorragica I pazienti venivano controllati serialmente con TAC e per la valutazione delle condizioni cliniche veniva usata la classifica di Gillingham. Sono stati divisi in tre gruppi 1) normoglicemici non diabetici, 2) iperglicemici non diabetici e 3) diabetici. La peggiore prognosi ha riguardato il secondo gruppo (pazienti non diabetici che presentavano iperglicemia al loro arrivo in ospedale) ed era proporzionale alla estensione del focolaio emorragico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Colombo, G. Amico |
- L'organizzazione Di Un Programma Di Diagnosi E Cura Per Le Neurofibromatosi
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 401-403, 1991 | | Titolo | L'organizzazione Di Un Programma Di Diagnosi E Cura Per Le Neurofibromatosi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | I Divisione Neurologica, Ospedali Riuniti di Bergamo | | Riassunto | Viene presentato il Programma NF Bergamo, un programma collaborativo multidisciplinare per la diagnosi e la cura delle Neurofibromatosi Il Programma NF Bergamo si rifà al modello Baylor Nf Program di U.M. Riccardi (USA) ed è stato varato presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo. Vengono descritte le principali finalità e le caratteristiche organizzative del Programma | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Fera, C.A. Defanti |
- La Neurofibromatosi Tipo 2: E Esperienza Di 11 Casi
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 419-426, 1991 | | Titolo | La Neurofibromatosi Tipo 2: E Esperienza Di 11 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirurgia, Università di Milano | | Riassunto | Vengono esposti undici casi di Neurofibromatosi tipo 2 (8 m. e 3 f., due familiari, con età media di 32 a. ca.) con neurinoma dell'acustico bilaterale. In 7 di essi erano presenti altri tumori intracranici (neurinoma del V e meningioma) ed in 8 era pure presente un tumore extramidollare (neurinomi o meningiomi). Fra i vari procedimenti diagnostici la RMN è risultata il migliore. Nel complesso sono stati praticati in questo gruppo di pazienti 29 interventi con marcati risultati positivi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Guerra, G. Tomei, E. Sganzerla, M. Zavanone, R.M. Villani |
- La Neuropatia Periferica In Corso Di Crioglobulinemia Mista Essenziale: Studio Longitudinale
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 231-237,1991 | | Titolo | La Neuropatia Periferica In Corso Di Crioglobulinemia Mista Essenziale: Studio Longitudinale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica V dell'Università di Milano, Istituto di Scienze Biomediche S. Gerardo, Ospedale S. Gerardo, Monza | | Riassunto | Nell'ambito di una indagine programmata e prospettica sulla neuropatiaperiferica in corso di crioglobulinemia mista essenziale di tipo II (CME), sono stati valutati longitudinalmente 10 pazienti per un follow up totale di 3 anni. La prevalenza di tale complicanza neurologica in corso di CME si mantiene attorno al 50% dei casi nelle varie determinazioni documentando così assenza di evolutività in una corte di pazienti in buon controllo ematologico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Crespi, G. Cavalletti, E. Morcelli, A. Zincone, L. Frattola |
- La Resezione Cranio-Facciale Anteriore Nel Trattamenio Dei Tumori Rino-Sinusali A Evoluzione Intracranica
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 481-485, 1991 | | Titolo | La Resezione Cranio-Facciale Anteriore Nel Trattamenio Dei Tumori Rino-Sinusali A Evoluzione Intracranica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Diu Neurochirurgia, Ospedale Maggiore, Novara ** Div. Clinicizzata ORL, Universita di Torino presso l'Ospedale Maggiore, Novara | | Riassunto | Gli Autori presentano la loro esperienza in tema di trattamento dei tumori nasosinusali ad estensione endocranica mediante un approccio combinato rinoneurochirurgico. Nel periodo 1986-1990, 7 pazienti, 6 maschi e una femmina, di età compresa tra 45 e 65 anni sono stati operati con una tecnica combinata di resezione cranio-facciale anteriore. Vengono analizzati i risultati e viene effettuata una sintetica revisione della letteratura. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Arrigoni *, P. Pisani **, G. Formaggio *, C. Bellotti *, E. Tinivella**, F.Pia ** |
- La Risposta Cutaneo-Simpatica E La Variabilità Rr Nella Valutazione Del Sistema Nervoso Autonomo
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4). 671-674. 1991 | | Titolo | La Risposta Cutaneo-Simpatica E La Variabilità Rr Nella Valutazione Del Sistema Nervoso Autonomo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Neurologia e (*) Medicina Generale, Osp. di Savigliano (CN) | | Riassunto | La valutazione del sistema nervoso autonomo (SNA) viene generalmente effettuata con test paraclinici che, richiedendo particolari attrezzature e personale altamente specializzato, vengono generalmente utilizzati solo in centri di ricerca Con metodiche di tipo elettromiografico è possibile registrare sia la risposta cutaneo- simpatica (SSR) che la variabilità dell'intervallo RR, il cui uso combinato è stato recentemente proposto per la valutazione del SNA nelle polineuropatie. Abbiamo registrato questi due semplici test vegetativi in una popolazione costituita da 32 soggetti con polineuropatia ad eziologia varia e 4 parkinsoniani. 11 soggeffi presentavano sintomi e/o segni disautonomici almeno 1 dei 2 test era alterato in 10 di loro. Le due metodiche hanno mostrato un comportamento omogeneo, risultando entrambe normali o alterate nel 91% dei casi Inutilizzo combinato della SSR e dell'RRIV sembra essere utile nella valutazione del SNA nella patologia neurologico | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Costa, D. Seliak, A. Gagliano, S. D'Episcopo*, A.L. Cognazzo |
- La Risposta Simpatica Cutanea Da Stimolazione Trigeminale In Soggetti Normali E In Un Caso Di Sindrome Di Adie
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 665-670, 1991 | | Titolo | La Risposta Simpatica Cutanea Da Stimolazione Trigeminale In Soggetti Normali E In Un Caso Di Sindrome Di Adie | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica dell'Università di Ancona * Reparto di Neurologia dell'Ospedale Civile di Fermo | | Riassunto | È stata effettuata una valutazione della risposta simpatica cutanea (RSC) alla fronte, evocata da stimolazione elettrica trigeminale, in 10 soggetti normali ed in un caso di sindrome di Adie-Holmes (lesione del parasimpatico post gangliare) con associati episodi di iperidrosi all'emifaccia sinistra ed un reperto neuroradiologico di grave ipoplassia del verme e della porzione paramediana degli emisferi cerebellari. In tutti i soggetti normali era possibile evocare una RSC bilateralmente alla fronte. La latenza media delle risposte era di circa un secondo, mentre l'ampiezza media era di 280 micronV. Nel paziente con sindrome di Adie-Holmes la stimolazione trigeminale produceva sulI'emifronte sinistra una risposta con latenza di 1,120 secondi ed un ampiezza di 300 micronV; all'emifronte di destra non era evocabile alcuna risposta. Venne quindi praticata una somministrazione sottocutanea di betanecolo che produsse iperidrosi all'emifaccia di destra, confermando il dato elettrofisiologico di lesione del neurone simpatico da quel lato. Si evidenzia da questo studio l'utilità della determinazione della RSC nella valutazione delle disautonomie distrettuali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | SYMPATHETIC SKIN RESPONSE 10 TRIGEMINAL STIMULATION IN NORMAL SUBJECTS AND IN A CASE OF ADIE'S SYNDROME |
- La Risposta Simpatica Cutanea Nelle Neuropatie Periferiche
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 655-663, 1991 | | Titolo | La Risposta Simpatica Cutanea Nelle Neuropatie Periferiche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica dell'Università di Ancona * Reparto di Neurologia dell'Ospedale Civile, Fermo | | Riassunto | La determinazione della risposta simpatica cutanea (RSC) offre la possibilità di studiare l'innervazione simpatica delle ghiandole sudoripare eccrine della cute. In numerose neuropatie periferiche sono riscontrabili segni di disfunzione autonomica, associati al deficit sensitivo e/o motorio. Il nostro studio è stato intrapreso per valutare, tramite determinazione della RSC, l'interessamento delle fibre efferenti amieliniche simpatiche postgangliari in vari tipi di patologia del sistema nervoso periferico. Sono stati esaminati I5 casi di malattia di Charcot-Marie-Tooth (CMT) e 20 pazienti con insufficienza renale cronica, condizione che si associa frequentemente a neuropatia. Tali pazienti sono stati sottoposti inoltre ad esame EMG- ENG. Sono stati studiati anche 112 pazienti diabetici i quali oltre alla determinazione della RSC, sono stati esaminati mediante alcuni tests per lo studio della funzionalità dell'innervazione autonomica cardiovascolare (Lying to Standing, Standing to Lying, determinazione del rapporto di Valsalva, Deep Breathing test). La RSC era determinata alla mano ed al piede tramite elettrodi di superficie collegati ad una apparecchiatura Dantec Evomatic 8000. Gli stimoli di intensità di 60-80 mA, erano somministrati «randomly» al nervo mediano ed al peroneo comune. I parametri valutati erano la presenza e l'ampiezza della risposta simpatica cutanea Le alterazioni della RSC riscontrate nei pazienti con CMT apparivano correlate all'entità del danno assonale evidenziato elettromiograficamente, mentre non sembravano essere in rapporto con il rallentamento della velocità di conduzione nervosa. I pazienti uremici hanno mostrato un più frequente coinvolgimento delle fibre somatiche sensitive e motorie rispetto a quelle sudomotorie; il danno delle fibre sudomotorie era comunque correlato alla gravità della neuropatia somatica Inoltre, dai nostri dati appare che il coinvolgimento dei nervi periferici nelle loro componenti somatiche e viscerali si aggrava progressivamente con il trascorrere del tempo dalla comparsa dell'insufficienza renale cronica, nonostante il continuo ricorso al trattamento emodialitico. I 112 pazienti diabetici presentavano assenza della risposta nel 28% dei casi e riduzione di ampiezza della RSC di notevole entità nel 23% dei casi, mentre le latenze delle risposte apparivano sostanzialmente normali. Spesso tali pazienti avevano risultati patologici ad uno dei test di funzionalità autonomica mentre gli altri apparivano nella norma. Ciò depone per un interessamento distrettuale e non uniforme del sistema nervoso autonomo in corso di neuropatia vegetativa. Questo ha evidenziato l'utilità della determinazione della RSC per la valutazione della funzionalità autonomica nei pazienti con neuropatie periferiche di varia eziologia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Dellantonio*, D. Paladini, A. Cinti, V. Durazzi |
- La Scoliosi Nella Distonia
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 171-176.1991 | | Titolo | La Scoliosi Nella Distonia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Ortopedico Rizzoli, Bologna | | Riassunto | La distonia è una sindrome neurologica specifica dovuta a contrazioni muscolari sostenute che causano movimenti involontari e posture abnormi. I movimenti distonici possono essere presenti in ogni parte del corpo e sono quasi sempre aggravati dal movimento volontaria Lo postura abnorme caratteristica delle forme distoniche ossiali è la scoliosi in quanto le contrazioni sostenute dei muscoli del tronco provocano una curvatura del rachide. Lo scoliosi distonica ha delle caratteristiche specifiche: si modifica con i cambiamenti di postura, cioé è minima in clinostatismo, si accentua in posizione seduta o eretta, si aggrava notevolmente nella flessione del tronco, si riduce notevolmente nella estensione del tronco; inoltre vi è costante associazione con rigidità del rachide. I’inquadramento diagnostico di questa forma di scoliosi è spesso difficile per la relativa rarità e la mancanza di disturbi concomitanti che orientino la diagnosi in senso neurologica Lo diagnosi differenziale si deve porre con la Sindrome del rachide rigido, una miopatia primitiva dove la rigidità del rachide è dovuta alla sostituzione fibrosa dei muscoli estensori. In anestesia generale la rigidità del rachide di origine distonica scompare poiché è dovuta a uno spasmo muscolare, mentre non si corregge nella Sindrome del rachide rigido. La terapia si avvale di farmaci anticolinergici mentre i tentativi di correzione chirurgica non hanno mai dato risultati soddisfacenti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Merlini, A. Ballestrazzi, P. Barile, L. Sabattini, S. Bonfiglioli Stagni, P. Mattutini, A. Stagni, C. Granata |
- La Siringoperitoneostomia Nel Trattamenio Delle Cavità Siringomieliche. Osservazioni Su 10 Casi
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 495-501, 1991 | | Titolo | La Siringoperitoneostomia Nel Trattamenio Delle Cavità Siringomieliche. Osservazioni Su 10 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirurgia, USL 12, Pisa | | Riassunto | Gli autori riportano la loro esperienza nell'uso della derivazione siringoperitoneale continua nel trattamento delle cavità siringomielitiche non associate ad idrocefalo o malformazione di tipo Chiari l o II. Dei 10 pazienti trattati con questa metodica, in 7 si verificò miglioramento del quadro clinico, 2 rimasero stazionari, 1 peggiorò; in tutti i casi fu verificata riduzione di volume della cavità siringomielica. I risultati ottenuti indicano l'opportunità della siringoperitoneostomia nel trattamento delle cavità siringomieliche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Cantini, W. Giorgetti, V. Ravelli, R. Vannozzi |
- La Tc Cerebrale Nella Sindrome Eclamptica: Considerazioni Su Sei Casi
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 553-556, 1991 | | Titolo | La Tc Cerebrale Nella Sindrome Eclamptica: Considerazioni Su Sei Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia USL N° 2 «Ospedale S. Carlo», Potenza | | Riassunto | Vengono comparati gli aspetti iconografici tomodensitometrici ed i monitoraggi dei valori emogenici nella sindrome eclamptica complicata da Coagulazione Intravasale Disseminata (CID). La valutazione dei parametri clinico-strumentali ottenuti nei primi 305 giorni, consentono, la formulazione prognostica dell'evento clinico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F.A. Lupo, R. Cantisani, V.A. Remollino |
- La Verifica Di Qualità Nella Diagnostica Strumentale Per Immagini Nelle Discipline Neurologiche
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 35-40, 1991 | | Titolo | La Verifica Di Qualità Nella Diagnostica Strumentale Per Immagini Nelle Discipline Neurologiche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale di Saronno | | Riassunto | Premessa fondamentale di questo lavoro è l'interesse particolare che viene posto nel discutere, nel misurare in termini di efficacia e nell'orientare in senso ottimale i processi logici e metodologici che stanno alla base dei comportamenti dei neurologi «decisori» che si servono di tali strumenti, e non tanto nella valutazione critica dei risultati raggiunti grazie alla strumentazione tecnologicamente sempre più perfezionata. Un riesame critico e aggiornato di uno studio effettuato anni fa che poneva a confronto e valutava in termini di costi/efficacia tecniche scintigrafiche, angiografiche e TC in campo neurologico ci consente di riproporre oggi tale tematica in relazione alla diagnostica RMN e di formulare, in sintesi le seguenti considerazioni 1. Una riflessione sull’<iter diagnostico», teoricamente inteso nei suoi termini più generali quale funzione mentale metodologicamente complessa e articolata, porta a valorizzare prioritariamente, ai fini dell'indicazione dello strumento diagnostico più efficace, il momento «clinico», preliminare ad ogni esame, in cui il neurologo operatore può e deve definire degli insiemi standardizzati di «quadri sintomatologici d'esordio» sui quali fondare delle indicazioni «a priori» (elencate in protocolli gestibili e verificabili) superando quindi la classica correlazione «esame/patologia» che rappresenta in realtà, una indicazione «a posteriori». 2. Solo per mezzo di una analisi e di una verifica di momenti <<definiti» è possibile una «formazione» di una cultura omogenea degli operatori. In questo caso la qualità è garantita da un comune momento organizzativo e l'analisi degli aspetti «oggettivi» degli strumenti e dei metodi dell'osservazione e dei criteri di giudizio in base ai quali pervenire a scelte, tra possibili alternative di azione, finisce per migliorare la qualità dei comportamenti degli operatori stessi («fattore soggettivo» dell'organizzazione). 3. Un'analisi «costi/efficacia», condotta anche in termini di sensibilità e di specificità degli strumenti diagnostici deve tenere conto anche dei costi legati ai «falsi positivi» e quindi anche delle «prevalenze» epidemiologicamente intese delle patologie considerate. 4. La qualità degli strumenti tecnologicamente «avanzati» è fuori discussione, ma una loro «validazione» in rapporto alla qualità dei propri servizi (e non della «qualità in assoluto») permette di ottenere una riduzione dei costi attraverso una corretta organizzazione del lavoro attivando un circolo virtuoso del controllo logico e razionale del proprio operato. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Zerbi |
- Le Emianopsie Omonime Pure: Correlazioni Clinicotomodensitometriche
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 215-219,1991 | | Titolo | Le Emianopsie Omonime Pure: Correlazioni Clinicotomodensitometriche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica dell'Universita di Ferrara | | Riassunto | Gli Autori riportano i dati relativi ad una casistica di soggetti affetti da emianopsia omonima (EAO) pura. Tutti i pazienti inclusi nello studio hanno eseguito una perimetria ed una TAC cerebrale. Per ogni paziente è stata annotata l'entità del deficit campimetrico, la congruità o la incongruità del difetto e l'eventuale risparmio maculare. Questi dati sono poi stati correlati con quelli emersi dalla TAC. La casistica è rappresentate da 32 soggetti. Le EAO complete sono risultate 25 e7 quelle a quadrante. La TAC ha dimostrato uria lesione compatibile con il deficit campimetrico in 31 con una sensibilità diagnostica del 96.8%. La topografia delle lesioni era occipitale nel 50%, parieto-occipitale nel 18,7%, temporo-occipitale nel 12.5%, temporo-parietale nel 3.2'%, parietale nel 6.2% e temporale nel 6.2%. L’eziologia è risultata di natura vascolare in 29 (93.5% e tumorale in 2 (ó.5%) . L’EAO era congrua nel 65.6% con sede più frequente di lesione in regione occipitale. Un risparmio maculare è stato rilevato nel 59.4% dei pazienti. Anche in questi casi la sede più frequente di lesione era occipitale. I dati ottenuti in questo studio confermano solo parzialmente quanto già riportato in altre casistiche, basate prevalentemente su verifiche post-mortem. Si vuole sottolineare l'importanza delle tecniche di imaging per una Pisa definizione eziologica delle EAO. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Paolino, E. Granieri, M.R. Tola, V.C. Monetti, L.M. Caniatti |
- Lesioni Nucleari E Corticali Dopo Assunzione Di Oppiacei
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 565-568, 1991 | | Titolo | Lesioni Nucleari E Corticali Dopo Assunzione Di Oppiacei | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | UO. Nauroradiologia, e * UO. Neurologia, Livomo ** Casa di Cura Fortis, Forte dei Marmi (Lucca) | | Riassunto | Viene descritto il caso di una paziente che a seguito di uso di eroina presenta uno stato di coma con grave depressione respiratoria in conseguenza della quale si verificano lesioni del SNC a livello dei nuclei della base e della corteccia temporo-parieto-occipitale verosimilmente su base anossico-ischemica, ben dimostrate alla TC e alla RM ; quest'ultima oltre ad una più precisa delimitazione delle lesioni specie corticali fornisce indicazioni sulla loro natura ischemico-emorragica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Ferrito, F. Scazzeri, D. Prosetti, G. Marra*, L. Boncompagni*, M.C. Bianchi ** |
- Lo Studio Della Qualita Delle Prescrizioni Di Test Diagnostici In Neurologia
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 27-34, 1991 | | Titolo | Lo Studio Della Qualita Delle Prescrizioni Di Test Diagnostici In Neurologia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | UO. Neurofisiopatologia, Ospedale di Arezzo | | Riassunto | Lo studio ha come obiettivo la valutazione della competenza tecnica di diverse categorie di medici nella prescrizione degli esami elettroencefalografici (EEG) ed elettromiografici (EMG): è uno studio di conformità a standard professionali (process evaluation). Successivamente sono stati predisposti e attuati programmi di aggiornamento finalizzati all'adeguamento dei comportamenti medici agli standard. Tali programmi erano fondati sugli errori più comuni di prescrizione È stata quindi verificata l'efficacia dei programmi di aggiornamento con un ulteriore studio di epidemiologia valutativa. Vengono analizzate le diverse fasi dello studio sia sotto il profilo della metodologia e della sua riproducibilità sia dei risultati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Zolo, A. Tiezzi, A. Bianchi, N. Bindi, S. Severi |
- Lo Studio Della Velocità Dl Conduzione Sensitiva Iv Dito-Polso Nello Screening Diagnostico Della Sindrome Del Tunnel Carpale
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 605-608, 1991 | | Titolo | Lo Studio Della Velocità Dl Conduzione Sensitiva Iv Dito-Polso Nello Screening Diagnostico Della Sindrome Del Tunnel Carpale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, L'Aquila | | Riassunto | La diagnosi di Sindrome del tunnel carpale (CTS) si avvale di metodiche di indagini neurofsiologiche. Gli Autori si sono proposti di verificare la sensibilità e specicità dello studio della velocità di conduzione sensitiva (VCS) nel tratto distale dei nervi mediano ed ulnare ottenuta simultaneamente per stimolazione al IV dito, nella diagnosi di CTS, comparandola agli usuali tests neurofisiologici, anche al fine di una graduazione di gravità della sindrome In 75 pazienti con CTS di grado lieve o medio ed in 10 affetti anche da diabete, la VCS dal IV dito nel nervo mediano è risultata significativamente ridotta, rispetto a 30 normali di controllo, in elevatissima percentuale (96% e 90% rispettivamente un numero lievemente inferiore presentava anche riduzione della VCS dal II dito, poco meno della metà allungamento della latenza distale da mediano e pochissimi alterazioni elettromiografiche all'opponente del pollice. La VCS dell'ulnare è risultata ridotta solo in 3 pazienti diabetici ed in misura assai minore di quella del mediano. Il test proposto appare quindi il più sensibile e precoce nella diagnosi di CTS ed è dotato di adeguata specificità. La simultanea registrazione della VCS dell'ulnare permette di discriminare i rallentamenti dovuti a patologie sistemiche. Viene proposta, sulla base dei tests neurofisiologici e della loro precocità, una scala di valutazione obiettiva di gravità della CTS, in base alla quale eventualmente scegliere tra le differenti strategie terapeutiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Aloisi, A. Marrelli, C. Porto, G. Cerone |
- Localizzazione Spinale Dl Meningioma In Un Caso Dl Malattia Di Von Recklinghausen Tipo Ii Con Meningiomi Multipli. Follow-Up Dl 11 Anni
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 453-457, 1991 | | Titolo | Localizzazione Spinale Dl Meningioma In Un Caso Dl Malattia Di Von Recklinghausen Tipo Ii Con Meningiomi Multipli. Follow-Up Dl 11 Anni | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Neurochirurgia, Ospedale Universitario, Verona | | Riassunto | I’incidenza media di meningiomi multipli varia dall'1 -6,9 % nelle varie serie, a seconda anche dell'epoca esaminata rispetto agli strumenti diagnostici disponibili. Tuttavia solo nel 13 % è stata riscontrata, nel decorso clinico, una localizzazione spinale oltre che cranica Riportiamo il caso di una donna di 41 anni operata nell'80, in seguito a emiparesi sn., di asportazione di meningiomi della convessità e della falce in regione frontoparietale dx; contemporaneamente la TAC aveva rilevato altri meningiomi clinicamente silenti in regione sovratentoriale, che sono tuttora quiescenti ad un follow-up di 11 anni. A 10 anni dal primo intervento la paziente fu rioperata, per la comparsa di atassia e tetraparesi di asportazione di neurinoma a C2 sn., di meningioma anteriore a C3-C4 e di neurinoma dell'acustico dx, nella stessa seduta operatoria La diagnosi fu quindi cambiata e formulata quella di malattia di von Recklinghausen (recentemente riclassificata come Neurofibromatosi 2). Viene rivista la letteratura in relazione all'incidenza e al comportamento clinico dei meningiomi spinali nella Neurofibromatosi 2 e nei meningiomi multipli. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Benvenuto, A. Talacchi, P. Buffatti, A. Bricolo |
- Mappaggio Dei Potenziali Evocatisomatosensoriali A Lunga Latenzain Pazienti Con Sclerosi Multipla: Correlazioni Con I Test Neuropsicologici E La Rm Dell' Encefalo
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Rlv. Neurobiologia, 37 (3),101-106,1991 | | Titolo | Mappaggio Dei Potenziali Evocatisomatosensoriali A Lunga Latenzain Pazienti Con Sclerosi Multipla: Correlazioni Con I Test Neuropsicologici E La Rm Dell' Encefalo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Neurologia e di * Neuroradiologia, Ospedaie 5. Raffaele, Milano | | Riassunto | Disturbi delle funzioni cognitive sono stati descritti nel 50-60% dei pazienti affetti da Sclerosi Multipla (SM). Al fine di meglio caratterizzare i meccanismi fisiopatologici sottesi a tale deficit, nel presente studio abbiamo sottoposto 47 pazienti con SM definita e probabile (37 donne e 10 uomini, età media = 37.8+/- 8.7 anni, durata media di malattia = 9.4+/-ó.1 anni) ad una batteria di test neuropsicologici (WAIS, WMS, Test attenzionale delle matrici Test di Benton e Test di Tokenh alla Risonanza Magnetica dell'encefalo (RM) ed ai Potenziali Evocati Somatosensoriali a Lunga Latenza (PESS-LL). Deficit neuropsicologici erano presenti in 28 pazienti (60%), la RM era alterata in tutti i pazienti (in 4 casi sono state riscontrate meno di 4 aree di alterato segnale a livello della sostanza bianca) ed i PESS-LL in 35 pazienti (74%). In 4 pazienti l'unica anomalia delpotenziale era una alterata distribuzione topografica delle componenti N140 e/o della P200. I pazienti con grave alterazione dei PESS-LL presentav ano performance cognitive signif cativamente peggiori rispetto ai pazienti con PESS-LL normali o solo lievemente alterati. È stata inoltre riscontrata una correlazione signif cativa tra l'entità delle alterazioni neurofisiologiche e la gravità dell'atrofia parenchimale cerebrale e del corpo calloso riscontrato alla RM. Le componenti N140 e P200 del PESS-LL presentavano una riduzione di ampiezza, più evidente sull'emisfero destro: tale anomalia era ancora maggiore nei sottogruppi di pazienti con lesioni demielinizzanti confluenti o con grave atrofia cerebrale. Questi dati sembrano pertanto confermare che la base fisiopatologica dei disturbi cognitivi nella SM sia da imputare a fenomeni di disconnessione di aree corticali associative secondari all'entità della compromissione sottocorticale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Comi, M. Filippi, T. Locatelli, V. Martinelli, G. Magnani; M. Rodegher, G. Sirabian, B. Colombo, M. Rovaris, G. Scotti * |
- Mappe Eeg Nelle Vasculopatie Cerebrali Acute
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologla, 37 (2), 33-39,1991 | | Titolo | Mappe Eeg Nelle Vasculopatie Cerebrali Acute | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiologia, Istituto Scientifico S. Raffaele, Universita di Milano | | Riassunto | Le mappe EEG, di recente impiego, hanno permesso di riassumere in poche immagini le condizioni funzionali cerebrali rinnovando l'interesse degli studi EEG sulle malattie vascolari cerebrali rendendo altresì possibile un confronto con i dati delle tecniche d'immagine (TC e RM). Sono stati studiati due gruppi di pazienti il primo costituito da 15 pazienti con ictus in fase acuta (11 uomini e 4 donne con età fra 35 e 75 anni); il secondo composto da 13 pazienti tutti di sesso maschile, di età compresa fra 52 e 77 anni con attacchi ischemici transitori. Tutti i pazienti hanno effettuato sia la TAC che l'EEG-mapping. Nel primo gruppo l'EEG quantitativo mostrava alterazioni significative nell'80% dei casi mentre le analisi dell'EEG «visuale» indicavano alterazioni solo nel 53% dei casi L'EEG tradizionale nel secondo gruppo indicava alterazioni solo nel 31% dei casi mentre l'EEG quantitativo mostrava alterazioni focali e diffuse nel 69% dei casi. L'EEG quantitalivo è risultato pertanto molto più sensibile di quello tradizionale nel l'evidenziare alterazioni funzionali cerebrali nelle cerebropatie vascolari anche quando la TAC era risultata negativa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Comi, T. Locatelli, G. Magnani, C. Lia, C. Fornara, E. Mauri, L. Roveri |
- Meningioma Della Fossa Cranica Posteriore Con Interessamento Trigeminale Controlaterale (Case Report)
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 469-473, 1991 | | Titolo | Meningioma Della Fossa Cranica Posteriore Con Interessamento Trigeminale Controlaterale (Case Report) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Scienze Neurologiche e Neurochirurgiche 2 Universita di Messina | | Riassunto | Viene riportato un caso di «interessamento» del trigemino controlaterale ad un meningioma della fossa cranica posteriore. Questa osservazione viene confrontata con i dati riportati in letteratura discutendo brevemente le ipotesi patogenetiche. Dopo exeresi chirurgica completa della neoplasia, è residuata solo una leggera ipoestesia dell’emivolto. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Paterniti, G. Rizzo, A. Musolino, S. Cambria |
- Meningiti: Esempio Di Audit Medico
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 59-65, 1991 | | Titolo | Meningiti: Esempio Di Audit Medico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Medicina d'Urgenza * Divisione di Neurologia ** Divisione di Pediatria *** Istituto di Microbiologia Ospedale Civile di Udine | | Riassunto | E' stato intrapreso uno studio preliminare di VRQ riguardante la meningite acuta presso l'Ospedale Civile di Udine, utilizzando la metodologia dell'audit medica Sono state esaminate retrospettivamente le cartelle cliniche di 92 pazienti ricoverati nei reparti di Neurologia (43), Pediatria (39), e Medicina d 'Urgenza (10), nel periodo compreso tra il gennaio 1985 e il dicembre 1990, con diagnosi finale di meningite. La valutazione del comportamento medico si è basata su una serie di criteri preventivamente discussi fra i medici interessati e finalizzati all'approccio diagnostico, alla correttezza della terapia antibiotica e alla gestione di tali pazienti. I criteri considerati sono stati la puntura lombare (quando, perché, quante volte eseguirla), l'antibioticoterapia empirica e mirata, (relativamente alla scelta, al dosaggio al ritmo, alla via e alla duarata di somministrazione), l'uso di altri farmaci (tra cui gli steroidi il ricorso alla TAC cerebrale all'ammissione in ospedale. I risultati dimostrano una certa disomogeneità di comportamento fra i reparti solo in parte giustificata dalla peculiarità dei pazienti (es. pediatrici), soprattutto per quanto riguarda l'uso della TAC cerebrale (Neur. = 76%, Ped = 5%, Med Urg. = 10%) il rapporto temporale tra la rachicentesi e l'inizio del trattamento antibiotico (nel 30% dei casi l'antibioticoterapia precede la puntura lombare in Neur., in nessun caso in Ped e in Med Urg.), il criterio di utilizzare il risultato dell'esame citochimico e batterioscopico del primo campione liquorale per decidere se intraprendere o meno l'antibioticoterapia (criterio utilizzato in Ped., non utilizzato in Neur., non valutabile per la Med Urg.) e infine la scelta dell'antibiotico (scorretta nel 16% dei casi in Neur., in nessun caso di Ped e in. Urg.), la dose (scorretta nel 28% dei casi in Neur., nel 10% in Med Urg., in nessun caso in Ped.), ed il ritmo di somministrazione (scorretto nel 75% dei casi in Neur., nel 12% in Ped nel 50% in Med Urg.). Alla luce dei dati emersi un secondo audit consentirà di verificare il grado di aderenza ai criteri ridefiniti secondo gli standard fissati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Bulfoni, * B. Lucci, R. Latella, ** P. Pecile, A. Savoia, *** E. Pitzus |
- Meningoencefaliti Micotiche Secondarie
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 345-352, 1991 | | Titolo | Meningoencefaliti Micotiche Secondarie | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Istituto di Anatomia Patologica, Università di Milano * * Servizio di Anatomia Patologica, Ospedale Maggiore di Novara * * * Istituto di Anatomia Patologica, Ospedali Riuniti di Bergamo * * * * Istituto di Microbiologia, Un | | Riassunto | Sono descritti 12 casi autoptici di meningoencefaliti micotiche in pazienti immunodepressi con patologie diverse: emolinfopatie, LES, trapianti di fegato, AIDS, gestosi, sindrome di Down. Le micosi comprendono: 3 candidosi , 5 aspergillosi,3 criptococcosi ,1 attinomicosi. La diagnosi è stata clinica in 8 casi solo autoptica in 4. I reperti anatomo patologici erano ascessuali nelle candidosi nelle attinomicosi e in 3 aspergillosi mentre nei restanti 2 casi di aspergillosi che erano stati trattati con antimicotici si è osservata una reazione granulomatosa. Scarsa o assente era la risposta infiammatoria nelle criptococcosi in soggetti con AIDS. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Costa *, T. Masini *, G. Angeli * *, D. Chinaglia * * *, L. Riviera * * * * |
- Mielite Trasversa Acuta Da Borrelia Burgdorferi
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 275-278, 1991 | | Titolo | Mielite Trasversa Acuta Da Borrelia Burgdorferi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurologia Presidio Ospedaliero di Voghera, USSL 79 ** Divisione di Neurologia Ospedale Predabissi Melegnano, USSL 57 | | Riassunto | Gli autori presentano il caso di un paziente affetto da mielite trasversa acuta di livello dorso-lombare associata a interessamento della II e III branca del trigemino sinistro. Sulla base dei reperti liquorali pleiocitosi linfocitaria con iperproteinorrachia, e della positività del test per la Borrelia Burgdorferi sia sul siero che sul liquor, venne instaurata terapia con penicillina e cefotriaxone con risoluzione del quadro clinico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Magrotti * G. Frascaroli *, G. Borutti *, G. Mariani ** |
- Mioclonie Del Velo Palatino Durante Terapia Con Disulfiram
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 279-284, 1991 | | Titolo | Mioclonie Del Velo Palatino Durante Terapia Con Disulfiram | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurochirurgica, USL 31, Ferrara | | Riassunto | Tra le molteplici eziologie delle mioclonie velo-palatine figurano le malattie vascolari, infammatorie, degenerative, i traumi , i tumori e casi ad eziologia sconosciuta definiti «idiopatici». Non figura descritta, a nostra conoscenza I'eziologia tossica sebbene questa sia responsabile di molte sindromi miocloniche generalizzate. Viene descritto il caso di un uomo di 48 anni etilista cronico, il quale dopo un mese di terapia con Disulfiram, senza avere assunto alcolici cominciò a presentare mioclonie bilaterali sincroniche e simmetriche al velo palatino, ai muscoli della faccia, del collo e al diaframma . Mediante ago elettrodo coassiale è stata registrata un'attività ritmica con frequenza 2 Hz sincrona nei muscoli orbicolare dell'occhio, della bocca, sternocleidomastoideo e palato molle. I’attività, dapprima spontanea, è divenuta poi soltanto secondaria ai movimenti intenzionali ed è scomparsa dopo sei giorni dalla sospensione della terapia. La concomitanza del trattamento con Disulfiram, la rapida remissio ne dei sintomi alla sospensione della terapia e l'assenza di altre possibili eziologie rendono verosimile l'ipotesi di un'eziologia tossico-iatrogenica della sindrome mioclonica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Tugnoli, G. Tralli, M. Artioli, D. De Grandis |
- Modello Di Analisi Quantitativa Delle Componenti Di Accelerazione Di Un Movimento Volontario Nell'uomo
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 11-15,1991 | | Titolo | Modello Di Analisi Quantitativa Delle Componenti Di Accelerazione Di Un Movimento Volontario Nell'uomo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Fisica dell'Universita di Perugia * Clinica Neurologica, Università dell'Aquila | | Riassunto | E’ stato disegnato un modello fisico per il movimento volontario umano assumendo che ogni gesto venga eseguito secondo un programma precedentemente elaborato e controllato per mezzo di una serie di feedback sensoriali con diversi livelli di integrazione. Lo spettro di frequenza del moto risultante, ottenibile tramite la trasformata di Fourier, comprenderà quindi una serie di componenti strettamente correlate alla funzione di suddetti centri. Il sistema di acquisizione dati utilizzato è stato una tavoletta grafica con stilo interfacciata ad un personal computer. Sono state quindi analizzate le registrazioni di una serie di compiti diversi mantenimento di una posizione, tracciamento di una retta a velocità costante, movimento alternato tra due punti movimento circolare attorno ad una mira, spirale di Gibson. Gli spettri ottenuti sono risultati notevolmente diversi tra loro e, di regola, abbastanza complessi. La spirale di Gibson produce uno spettro composto in cui sembrano riconoscibili la maggior parte delle componenti presenti negli altri spettri per cui sembra idonea come test per valutare globalmente l'abilità motoria in applicazioni cliniche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Marini, C. Marini*, F. D'Andrea*, R. Totaro*, M. Prencipe*, L. Palmieri |
- Modificazioni A Lungo Termine Della Pressione Arteriosa In Pazienti Ipertesi Colpiti Da Ictus Ischemico Carotideo E Vertebro-Basilare
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 295-298, 1991 | | Titolo | Modificazioni A Lungo Termine Della Pressione Arteriosa In Pazienti Ipertesi Colpiti Da Ictus Ischemico Carotideo E Vertebro-Basilare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, «Valduce», Como | | Riassunto | Mentre esistono in letteratura delle segnalazioni che indicano una transitoria normalizzazione della pressione arteriosa in pazienti ipertesi affetti da ictus cerebrale nelle prime settimane, vi sono pochi dati riguardanti i cambiamenti della pressione arteriosa dopo tempi lunghi. Abbiamo osservato 87 pazienti con primo ictus cerebrale ischemico, precedentemente affetti da ipertensione arteriosa essenziale da almeno un anno. A 3 mesi, 68 (78%) pazienti sono sopravvissuti e 36 (53%) hanno mostrato una normalizzazione della pressione arteriosa. 44 avevano manifestato l'ictus in territorio carotideo e 22 vertebro-basilare. I due gruppi di pazienti con pressione arteriosa normale (n=36) o elevata (n=32) a 3 mesi dopo l'ictus non differivano riguardo alla presenza di dislipidemia, diabete mellito, fumo, cardiopatia e gravità dei postumi neurologici. La normalizzazione della pressione arteriosa si è osservata in 29 (68%) pazienti con ictus carotideo e solo in 7 (32%) vertebrobasilare (X2: = 5.824; p<0.05). Crediamo che questi dati offrano alcuni elementi di comprensione alla teoria neurogena dell'ipertensione arteriosa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Guidotti, P. Garavaglia, G. Pellegrini |
- Monitoraggio Lombare Della Pressione Endocranica
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 491-494, 1991 | | Titolo | Monitoraggio Lombare Della Pressione Endocranica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Neurochirurgia 1, Dipartimento di Scienze Neurologiche Università degli Studi di Roma «La Sapienza» | | Riassunto | Il monitoraggio della pressione endocranica (PIC) è stato da tempo proposto per lo studio di pazienti affetti da idrocefalo comunicante e pseudotumor cerebri allo scopo di valutare la necessità di una derivazione liquorale o l'efficacia della terapia. Tale tecnica appare comunque invasiva, soprattutto se eseguita per il solo scopo diagnostico, e per tale motivo è stata sostituita da alcuni autori dalla registrazione della pressione liquorale lombare (CSFP). In passato l'uso di trasduttori di bassa qualità non ci ha permesso di ottenere registrazioni valide. La recente introduzione dei trasduttori a fibre ottiche della Camino ci ha permesso di migliorare la qualità delle nostre registrazioni della PIC. Per tale motivo abbiamo ritenuto utile provare ad adattare questo nuovo trasduttore per ottenere il monitoraggio in continuo della CSFP in 4 casi di idrocefalo comunicante, 3 casi di pseudotumor cerebri e in 3 casi durante interventi di neurochirurgia per valutare farmaci anestetici. I nostri risultati dimostrano che con la nostra tecnica è possibile ottenere registrazioni di buona qualità, non inferiore a quelle prodotte con il monitoraggio epidurale della PIC. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P.A. Oppido |
- Monltoraggio Immunologico Nella Sclerosi Multipla: Attualità E Prospettive
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 67-79, 1991 | | Titolo | Monltoraggio Immunologico Nella Sclerosi Multipla: Attualità E Prospettive | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Neurologico «C. Besta», Milano | | Riassunto | La valutazione di parametri immunologici nella sclerosi multipla ha i seguenti obiettivi 1) integrazione alla diagnosi 2) indice prognostico 3) correlazione con l'attività clinica/anatomica della malattia 4) monitoraggio degli effetti di terapie farmacologiche. Vengono qui considerati sotto questi aspetti i seguenti parametri ;a) immunoglobuline liquorali; b) livelli liquorali di proteina basica della mielina; c) sottopopolazioni linfocitarie ematiche e liquorali, dì livelli di citochine serici e liquorali. Sono discussi i dati della letteratura e viene riportata l'esperienza relativa al monitoraggio di alcuni parametri durante trattamenti farmacologici nel nostro Istituto | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Salmaggi, M. Eoli, A. Dufour, C. Milanese, L. La Mantia, A. Nespolo |
- Morfometria Analitica Del Sistema Ventricolare Su Immagini Rm In Pazienti Affetti Da Atrofia Cerebrale
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 87-93, 1991 | | Titolo | Morfometria Analitica Del Sistema Ventricolare Su Immagini Rm In Pazienti Affetti Da Atrofia Cerebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Consorzio di Ricerca DIGAMMA, Bari * Servizio di Neuroradiologia, Universita di Bari | | Riassunto | È stata verificata l'applicabilità di metodiche di parametrizzazione con tecniche di morfometria analitica della forma di strutture di interesse neuroradiologico, quali i ventricoli laterali in soggetti normali ed in pazienti affetti da atrofia cerebrale. Lo studio è stato condotto su sezioni assiali dell'encefalo in RM. Il metodo consiste nell'analisi della forma di curve aperte riferibili a profili che si estendono dal punto anteriore al punto posteriore dei ventricoli laterali. Tali profili standardizzati e normalizzati sono stati ripresi mediante TV-camera. La serie delle coordinate dei profili costituiscono i dati di partenza per l'applicazione delle procedure analitiche. Tali dati sono stati trattati col sistema software SAM (Shape Analytical Morphometry), utilizzato presso il Consorzio di Ricerca DICAMMA di Bari. Di ogni profilo è stata valutata la irregolarità del contorno per mezzo dell'analisi armonica di Fourier e ne è stata valutata la asimmetria tramite una tecnica originale che si avvale di un fitting parabolico. Le tecniche analitiche applicate hanno fornito parametri descrittori caratterizzanti le morfologie analizzate. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Potente, F. Dicuonzo*, P. Ragone, N. Burdi *, E. Vacca, A. Carellaw |
- Neurite Ottica E Patologia Infiammatoria Dei Seni Paranasali
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 329-333, 1991 | | Titolo | Neurite Ottica E Patologia Infiammatoria Dei Seni Paranasali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Otorinolaringoiatrica, Siena * UO. di Otorinolaringoiatria USL 31, Montepulciano (Siena) | | Riassunto | Gli autori dopo aver passato in rassegna le varie eziologie delle neuriti ottiche ritengono che almento in una metà dei casi non è possibile rintracciare una causa fra quelle di competenza otorinolaringoiatrica si è ricordata la sinusite paranasale ma è raro che coesista in casi di neurite ottica. Tuttavia essi ne considerano la possibile patogenesi sottolineando: 1) la via più ovvia di arrivo della infiammazione al nervo ottico è la diretta estensione del processo infiammatorio sinusale, 2) una neurite ottica da compressione può essere causata da un mucocele o piocele provenienti dal seno sfenoidale; 3) la batteriemia può risultare consecutiva alla penetrazione della mucosa del seno nello stroma oppure può agire indirettamente attraverso una stimolazione immunitaria, come avviene nella sclerosi multipla. Pur sottolineando la rarità delle neuriti ottiche provenienti da una sinusite ne descrivono quattro nuovi casi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Piane, W. Livi, R. d'Alesio* |
- Neurofibromatosi Di Recklinghausen: Descrizione Tc E Rm Dl Un Caso Clinico Atipico
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 427-430, 1991 | | Titolo | Neurofibromatosi Di Recklinghausen: Descrizione Tc E Rm Dl Un Caso Clinico Atipico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di Radiologia, Università di Brescia | | Riassunto | In questo studio viene riportato un caso atipico di neurofibromatosi di Reklinghausen caratterizzato dalla presenza di neurinomi multipli bilaterali del plesso cervicale e del nervo frenico nel quale la Risonanza Magnetica (RM) ha dimostrato una superiore sensibilità diagnostica rispetto alla Tomografia Computerizzata (TC). La RM, grazie all'elevata risoluzione di contrasto, alla possibilità di esplorazione multiplanare e all'ampio campo di vista, può quindi affiancarsi validamente alla TC. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Scipione, M. Bonetti, L. Olivetti, L. Grazioli |
- Neuropatia Periferica Sensitivo Motoria Da Abuso Di Piridossina: Descrizione Dl Un Caso
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 227-229,1991 | | Titolo | Neuropatia Periferica Sensitivo Motoria Da Abuso Di Piridossina: Descrizione Dl Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale «San Bortolo<< ULSS 8, Vicenza | | Riassunto | Il caso da noi presentato riguarda una paziente che ha sviluppato una grave neuropatia da abuso cronico di piridossina. La paziente presentava grave atassia, ipoestesia periferica, ROT assenti segno di Lhermitte. La paziente presentava, inoltre, anche modesti segni di neuropatia motoria. La dose di vitamina B6 era di 9.75 gr al giorno. Il nostro caso quindi conferma la tossicità della vitamina B6 a carico del sistema nervoso periferico e che, se somministrata ad alte dosi, può provocare lesioni motorie oltre che sensitive. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Morra, H.D. Philipszoon, G. D'Andrea, A.R. Cananzi, R. L'Erario, P. Dudine, F. Ferro'Milone |
- Nf2: Esperienza Dl 6 Casi Operati
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 459-466, 1991 | | Titolo | Nf2: Esperienza Dl 6 Casi Operati | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Neurochirurgia, Ospedale Universitario, Verona | | Riassunto | Il Neurinoma Bilaterale dell’Acustico (NBA) è la lesione più caratteristica della Neurofibromatosi tipo 2 (NF2), che rappresenta una malattia a trasmissione autosomica dominante. il gene responsabile è localizzato sul cromosoma 22. I pazienti colpiti di solito appartenenti alla seconda o terza decade di vita, devono fronteggiare la prospettiva della sordità e dei deficit neurologici dovuti alle neoplasie associate. La grande variabilità di esordio e della storia clinica impedisce un approccio terapeutico standardizzato: bisogna infatti considerare vari aspetti fra i quali la crescita simmetrica od asimmetrica del NBA ed il grado e l'andamento nel tempo dell'ipoacusia Per questo motivo, la chirurgia non è sempre la scelta migliore e talora sarebbe da preferire il semplice monitoraggio del paziente. Scopo di questo lavoro è di discutere le strategie terapeutiche, il «follow-up» ed i problemi relativi al trattamento di 6 pazienti con NBA giunti alla nostra osservazione dal 1984 al 1990. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Nicolato, L. Cristofori, M. Campello, S. Turazzi, A. Bricolo |
- Opsoclono Paraneoplastico
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia , 37 (3), 205-208,1991 | | Titolo | Opsoclono Paraneoplastico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Mellini, Chiari (Brescia) * Divisione di Neurologia, Ospedale di Lodi | | Riassunto | L'opsoclono viene generalmente considerato un disturbo paraneoplastico dei movimenti oculari: le patologie ad esso più frequentemente associate sono i carcinomi della mammella, del polmone, e dell'utero. Noi descriviamo il caso di una donna di 64 anni che, dopo alcuni ricoveri in altri ospedali per vertigini vomito e calo ponderale, giunse alla nostra osservazfone. Lta paziente presentava opsoclono, ipotonia ed atassia. Venne posta diagnosi di sindrome paraneoplastica di opsoclono-atassia» poichè, accanto alla normalità delle indagini neuroradiologiche, venne riscontrato un carcinoma mammaria A distanza dall'intervento chirurgico si osservò una discreta remissione della sintomatologia neurologica Viene descritta la patogenesi delle sindromi paraneoplastiche e dell'opsoclono in particolare. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Bargnani, R. Besana, G. Continella, M. Pavia, P. Locatelli, L. Faggi *, E. Donati |
- P0Tenziali Evocati Nella Sclerosi Multipla: Follow-Up Elettrofisiologico
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 639-643, 1991 | | Titolo | P0Tenziali Evocati Nella Sclerosi Multipla: Follow-Up Elettrofisiologico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Centro Multizonale di P[iabilitazione Intensiva, ULSS n. 5, Trevi * * Centro di riabilitazione Mazzacorati, ULSS n. 29, Bologna Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche, UniversitS degli Studi di Firenze | | Riassunto | È stato effettuato uno studio con Potenziali Evocati (PE) multimodali di 30 pazienti affetti da SM in controllo clinico per tre anni con stato clinico fissato con la EDSS di Kurzke, in parallelo con la evoluzione clinica, La ricerca sottolinea la utilità di controllo periodico di tali parametri per seguire il decorso della SM. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Reali*, L. Guidi, S. Stecchi**, R. Piperno*, F. Pinto |
- Paralisi Recidivante Dell'abducente: Da Malformazioni Vascolari?
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 599-601, 1991 | | Titolo | Paralisi Recidivante Dell'abducente: Da Malformazioni Vascolari? | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurologia, Usl 42, Messina ** Servizio Diagnostica per Immagini, Usl 42, Messina | | Riassunto | Gli autori descrivono un caso di paralisi recidivante dell'abudeente di destra, associato ad anomalie di decorso dell'arteria basilare Agiograficamente documentate. Sulla base dei dati della letteratura viene ipotizzato un possibile meccanismo patogenetico di compressione da parte di un vaso arterioso legato alla malformazione vascolare o alla aterosclerosi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Russo *, 1. Carena **, D. Scuderi *, F. Di Stefano ** |
- Paralisi Transitoria Da Lesione Da Arma Da Fuoco Del Nervo Trocleare E Della Branca Oftalmica Del Trigemino
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 577-578, 1991 | | Titolo | Paralisi Transitoria Da Lesione Da Arma Da Fuoco Del Nervo Trocleare E Della Branca Oftalmica Del Trigemino | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, * Servizio di Neuroradiologia Ospedale M. Bufalini, Cesena | | Riassunto | Viene descritto il caso di un uomo di 35 anni che, raggiunto da alcuni pallini da caccia al volto, ha sviluppato una lesione transitoria del trocleare e della branca oftalmica del trigemino di sinistra. IMesame TC delle orbite ha evidenziato la presenza di un pallino conficcato nella radice inferiore della piccola ala dello sfenoide. Non esistono altre descrizioni di simultanea lesione di questi due nervi, in quanto tale evenienza può realizzarsi in circostanze molto particolari e per mezzo di un agente di piccolissime dimensioni. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Valzania, F. Rasi, M. Sintini*, L. Fagioli* |
- Pattern Delle Risposte Al Test Delle Matrici Progressive Di Raven Nei Disturbi Cognitivi Dell'anziano
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 195-199,1991 | | Titolo | Pattern Delle Risposte Al Test Delle Matrici Progressive Di Raven Nei Disturbi Cognitivi Dell'anziano | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.O. di Neurofisiopatologia, USL 18, Empoli (Firenze) | | Riassunto | Si è studiato l'uso clinico delle Matrici Progressive di Raven in un gruppo di pazienti ambulatoriali affetti da demenza, da semplice disturbo cognitivo dell'adulto, da depressione e su soggetti normali. Il test di Raven non sembra particolarmente utile per la diagnosi clinica di demenza, ma, alla luce dei dati ottenuti potrebbe rivelarsi efficace nel monitorare nel tempo i casi dubbi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Degl'lnnocenti, G. Gianni, W. Borsini, P. Lambruschini, G. Marcacci |
- Polineuropatia Acuta Associata A Sclerosi Multipla: Descrizionedi Un Caso
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 133-138, 1991 | | Titolo | Polineuropatia Acuta Associata A Sclerosi Multipla: Descrizionedi Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica 1, Universita di Padova | | Riassunto | Viene descritto il caso di una donna di 45 anni che ha presentato acutamente parestesie distali inferiori astenia muscolare e disturbi sfinterici. Furono riscontrate denervazione all'EMG e assenza di alcuni riflessi muscolari. L'osservazione ha fatto concludere per la associazione di una polineuropatia acuta ad una sclerosi multipla essendosi riscontrati insieme a un l.c.r. con dissociazione albumino-citologica, in cui si potevano riscontrare bande oligoclonali allo isoelestrofocusing e numerose zone di alterato segnale nelle sequenze T2 pesate nel nevrasse (frontale Sn., capsula interna, emitronco Sn. e midollo cervicale C2-C3-C4). Vi era inoltre una neurite ottica retrobulbare in OD. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Piccione, F. Lelli, S. Negrin, P. Micaglio |
- Polineuropatia Secondaria A Macroglobulinemia Di Waldenstrom: Aspetti Clinici, Neurofisiologici E Terapeutici
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 239-242,1991 | | Titolo | Polineuropatia Secondaria A Macroglobulinemia Di Waldenstrom: Aspetti Clinici, Neurofisiologici E Terapeutici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale di Fidenza (Parma) | | Riassunto | Una neuropatia periferica è non infrequentemente associata alla Macroglobulinemia di Waldenstrom, una malattia costituita da una alterazione di tipo neoplastico delle plasmacellule, legata alla autoaggressione degli anticorpi verso gli antigeni neurali. Viene presentato il caso di una donna di 68 anni affetta da neuropatia periferica, nella quale fu dimostrata la esistenza di una gammopatia monoclonale (IgM k), infiltrazione di plasmacellule del midollo osseo e grave polineuropatia sensorio-motoria La cura con immunosoppressione e con plasmaferesi determinò una regressione della sintomatologia, senza variazioni permanenti delle alterazioni immunoelettroforetiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Grassa, R. Lisi |
- Poliradicoloneuropatia Infiammatoria Cronica Con Anticorpi Antigangliosidi: Possibile Ruolo Scatenante Dei Gangliosidi Esogeni. Descrizione Di Un Caso
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 243-245, 1991 | | Titolo | Poliradicoloneuropatia Infiammatoria Cronica Con Anticorpi Antigangliosidi: Possibile Ruolo Scatenante Dei Gangliosidi Esogeni. Descrizione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Civile di Rimini (Forlì) * Clinica Neurologica, Centro Ospedaliero Clinicizzato di Borgo Roma, Universita di Verona | | Riassunto | I gangliosidi esogeni offrono una protezione parziale nella neurite allergica sperimentale, tuttavia medici tedeschi hanno segnalato la comparsa di sindromi di Guillain-Barrè in corso di trattamento con gangliosidi esogeni. Riportiamo un caso di poliradicoloneuropatia infiammatoria cronica insorta in corso di terapia con gangliosidi. Un uomo di 58 anni, con lieve diabete compensato dalla dieta e iniziali segni radiologici di artrosi vertebrale, viene trattato con una miscela di gangliosidi alla dose di 100 mg/die per via intramuscolare da uno specialista ortopedico per una ricomparsa di dolori lombo-sacrali da artrosi. Dopo 10 giorni lamenta sensazione di congelamento con formicolio agli arti e poi deficit di forza. All'esame neurologico si evidenzia ipersudorazione, tetraparesi flaccida con ipoestesia distale e iporeflessia osteotendinea con areflessia achillea. Le indagini elettrofisiologiche depongono per una polineuropatia prevalentemente motoria con blocchi di conduzione e compromissione delle risposte F. Nel liquor le proteine sono aumentate, le cellule sono normali e sono presenti bande oligoclonali. La ricerca di anticorpi contro costituenti del sistema nervoso dimostra IgG verso il GMI, GDlb e l'asialoGMI nel siero e nel liquor. Il titolo degli anticorpi anti-GMI è molto alto: 1:1280 (valore normale fino a 1:20). Il paziente viene trattato con immunoglobuline umane ad alte dosi, con beneficio. Il rapporto cronologico fra somministrazione di gangliosidi e l'inizio dei sintomi nonché l'alto titolo di anticorpi anti-GMI nel siero giustificano i dubbi circa un possibile ruolo scatenante dei gangliosidi esogeni nella neuropatia in studio. Si conclude che, a nostro avviso, nelle neuropatie immuni si dovrà indagare ulteriormente anche il possibile ruolo dei gangliosidi esogeni come eventuali fattori di rischio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Currò Dossi, C. Cirafisi, A. Ravasio, E. Nardelli *, M. Pasquinelli, S. Lorusso, P. Anzini *, N. Rizzuto * |
- Pollicino: Programmi Per La Ricerca Assistita
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 95-98, 1991 | | Titolo | Pollicino: Programmi Per La Ricerca Assistita | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Civile, Udine | | Riassunto | Vengono presentati due programmi di archiviazione, uno per gli abstract ed uno per le diapositive. n primo consente di caricare in ordine casuale gli abstract di Neuroradiologia, il loro successivo ordinamento per argomento e numero, I'elaborazione dell'elenco autori e parole chiave in rigoroso ordine alfabetico e con il corrispondente numero dell'abstract. La formazione di tre file definitivi (testo, autori e parole chiave) consente la trasportabilità dei dati acquisiti in tipografia per la successiva realizzazione a stampa di volumi di abstract. I’archiviazione razionale delle diapositive ed il loro facile reperimento in diateca è possibile con il secondo programma che permette di selezionare sul video le caratteristiche della diapositiva desiderata. Una breve descrizione ci fa comprendere se quanto propostoci corrisponde alle nostre esigenze. Confermata la scelta vengono fornite le coordinate per reperire facilmente l'immagine in diateca. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Zanotti, G.P. Adami, C. Bruseghini, G. Fabris, M. Leonardi |
- Possibilità Dell'iconografia In Pseudocolore In Neuroradioiogia
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 593-598, 1991 | | Titolo | Possibilità Dell'iconografia In Pseudocolore In Neuroradioiogia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizi di Neuroradiologia dell'Ospedale Civile di Udine * Universita di Bologna ** Casa di cura Villa Toniolo, Bologna | | Riassunto | Vengono presentati alcuni esempi di immagini TC cerebrali e spinali stampate in pseudocolore, confrontandole con le rispettive in bianco e nero. Viene descritto tecnicamente il sistema di presentazione a colori utilizzato. I vantaggi e gli svantaggi di questa opzione grafica sono discussi e confrontati con gli scarsi dati di letteratura esistenti È, infine, suggerito ai neuroradiologi di approfondire l'argomento alla luce della odierna tecnologia, tralasciando l'atteggiamento negativo nato nei primi anni di uso dello pseudocolorein TC. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Righini, R. Agati*, G. Brayda**, M. Leonardi |
- Possibilita Di Trattamento Delle Immagini Digitali: Studio Di Volumi E Superfici Delle Masse Endocraniche
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 71-76, 1991 | | Titolo | Possibilita Di Trattamento Delle Immagini Digitali: Studio Di Volumi E Superfici Delle Masse Endocraniche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Fisico, Laboratorio di Fisica Medica e Sistemi Esperti ** Medico, Divisione di Neurochirurgia *** Medico, Divisione di Radiologia e Diagnostica per immagini, Istituto Regina Elena, Roma | | Riassunto | Mediante tecniche di ricostruzione tridimensionale da immagini tomografiche è possibile ricavare volume, massa e forma non solo di organi anatomici ma anche di tumori. Queste tecniche possono essere perfezionate al punto da permettere una determinazione accurata di tali grandezze e, quindi, il controllo dell'andamento delle terapie in atto sul paziente. Il tutto, owiamente, può essere analizzato in un sistema informatico purché la metodica di acquisizione delle immagini sia ben standardizzata. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Panichelli*, F. Malaspina*, M. Benassi*, R. Mastrostefano**, P.F. Nardis***, M. Crecco*** |
- Potenziali Evocati Visivi (Veps) E Uditivi (Baeps) Negli Etilisti Cronici
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 645-653, 1991 | | Titolo | Potenziali Evocati Visivi (Veps) E Uditivi (Baeps) Negli Etilisti Cronici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia Ospedale Civile, Mirano (Venezia)A | | Riassunto | Scopo del nostro studio è quello di verificare la presenza di una alterazione nei potenziali evocati uditivi (BAEPs) e visivi (VEPs) negli alcolisti cronici in assenza di un interessamento clinico del sistema nervoso centrale (SNC), e di correlare tali dati con quelli di laboratorio e con l'eventuale coesistenza di una neuropatia periferica. Facevano parte della nostra casistica 15 soggetti, 12 maschi e 3 femmine, di età compresa fra 37 e 72 anni (media 52.13 + /—12 anni con una storia di abuso etilico (più di 200 ma di alcool puro) da almeno 30 mesi. Nessun pz era in stato di intossicazione acuta da alcool e presentava disturbi uditivi o visivi. Tutti i pz sono stati sottoposti a valutazione clinica e ad indagine bioumorale. Lo studio neurofisiologico comprendeva l'EEG, lo studio della velocità di conduzione motoria (VCM) del nervo sciatico popliteo esterno (SPE) e della velocità di conduzione sensitiva (VCS) del nervo surale, i BAEPs ed i VEPs. La VCM del nervo SPE veniva considerata normale se maggiore di 45 m/sec, la VCS del nervo surale se maggiore di 47 m/SEC . Venivano misurate le latenze delle componenti I, III e V dei BAEPs, oltre agli intertempi I-III, III-V eI-V dellecomponenti Nl, Pi e N2 dei VEPs, considerando patologici i valori discostantisi + /—3 deviazioni standard (DS) dai valori medi dei controlli. È stato applicato il t-Student per l'analisi statistica delle differenze fra i valori medi dei soggetti in esame e dei controlli. Tutti i pz presentavano un EEG normale; 5 non presentavano all'indagine clinica e neurofsiologica segni di neuropatia periferica, 7 una neuropatia di grado modesto e 3 una grave neuropatia g 23.07% dei pz presentava alterazioni dei BAEPs ed il 54.48% dei VEPs. Comparati con i valori medi del gruppo di controllo sono risultate aumentate in maniera statisticamente significativa le latenze delle componenti III e V e gli intertempi I-III e I-V dei BAEPs e delle componenti NI e PI dei VEPS. Non è stata trovata alcuna relazione con gli indici bioumorali indicanti la presenza di epatopatia alcoolica mentre, al contrario, è stata trovata una correlazione fra le alterazioni dei BAEPs e VEPs, età dei pz e presenza di una coesistente neuropatia periferica I nostri dati indicano come negli etilisti cronici l'interessamento del SNC sia frequente come quello del sistema nervoso periferico. I BAEPs ed i VEPs possono quindi rappresentare un utile metodo elettrofisiologico di indagine per studiare l'effetto dell'alcoolismo su l SNC, anche in assenza di sintomatologia clinica suggestiva | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Zuliani, F. Vecchio, C. Castellaro, R. Zanetti |
- Procedura Informatizzata Per Immediata Evidenziazione Dei Dati Di Cartella Clinica Al Letto Del Malato
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 123-129, 1991 | | Titolo | Procedura Informatizzata Per Immediata Evidenziazione Dei Dati Di Cartella Clinica Al Letto Del Malato | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, USL, 3 Pesaro | | Riassunto | Viene presentata una scheda clinica computerizzata sostitutiva della tradizionale cartella clinica, avente il vantaggio rispetto a questa, di evidenziare con estrema immediatezza i dati più importanti per la gestione del paziente, raggruppati secondo un ordine logico il programma è stato concepito per l'utilizzo con un personal computer portatile durante la visita di reparto al letto del paziente, con disponibilità dei dati ed aggiornamento della scheda in tempo reale. Il programma permette inoltre la stampa in automatico della lettera di dimissione e può essere utilizzato durante le visite ambulatoriali di controllo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Pierini, L. Cordella, L.M. Bianchini, M. Fronzoni |
- Proposta Dl Archiviazione E Refertazione Computerizzata Di Indagini Neurofisiologiche
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 53 -55, 1991 | | Titolo | Proposta Dl Archiviazione E Refertazione Computerizzata Di Indagini Neurofisiologiche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale Civile, Brescia | | Riassunto | In un Servizio di Neurofisiologia Clinica, un sistema di archiviazione computerizzata dei referti deve soddisfare alcune richieste fondamentali: semplicità d'uso e rapidità operativa, riproduzione rapida su stampa dei referti possibilità di estrapolazione dei dati per elaborazioni statistiche. A tal scopo viene proposto un sistema di gestione dei dati realizzato in «dBase 111 plus» per la refertazione e la archiviazione dei referti EEG, EMG e Potenziali Evocati, sviluppato ed implementato sulla base dell'esperienza quotidiana. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Guarneri, G. De Maria, M.P. Pasolini, A. Pelliccioli, L. Antonini |
- Refertazione Computerizzata Dell'esame Emgrafico Nella Pratica Ambulatoriale
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 69-70, 1991 | | Titolo | Refertazione Computerizzata Dell'esame Emgrafico Nella Pratica Ambulatoriale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica II, Universita di Padova * Team Data, Padova | | Riassunto | Il programma consente l'immediata stesura analitica del referto dell'esame EMGrafico e la sua archiviazione per diverse caratteristiche, tipo di patologia, ecc., indispensabili per rapide e successive elaborazioni (codici diagnosi). Il referto viene costruito con la combinazione successiva di parti di frasi per definire le caratteristiche dell'attività EMGrafica e di quella evocata alla stimolazione dei tronchi nervosi (codici referto).Qualsiasi parte del programma (codici referto, codici diagnosi e loro significato) sono modificabili in ogni momento per qualsiasi esigenza. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Fardin, M. Cacciavillani, L. Colledan, A. Mulacchiè *, S. Tomaello * |
- Reperti Negativi Alla Rm Encefalica In Pazienti Con Sclerosi Multipla
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 95-99, 1991 | | Titolo | Reperti Negativi Alla Rm Encefalica In Pazienti Con Sclerosi Multipla | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche, Universita di «La Sapienza» | | Riassunto | Abbiamo analizzato le RM di 166 pazienti afferenti al Centro Sclerosi Multipla dell'Università di Roma dal 1986 al 1990. In 149 pazienti era stata posta la diagnosi di Sclerosi Multipla clinicamente definita (CDMS), mentre in 17 la diagnosi era di SM probabile. Una RM negativa era riscontrata in 11 pazienti (6.6%), di cui solo uno presentava una sintomatologia esclusivamente midollare. Due di questi pazienti sono stati poi sottoposti ad un secondo controllo con RM prima e dopo la somministrazione di Gadolinio a distanza di tempo (rispettivamente 2 e 4 anni). In entrambi i pazienti la RM con m.d c. è risultata negativa, nonostante i pazienti avessero manifestato nuovi episodi clinici anche in coincidenza con l'esecuzione dell'esame. Questo studio conferma la bassa incidenza di RM negativa nella SM e ciò può essere spiegato sia dalla presenza di piccole lesioni non evidenziabili alla RM o in alternativa da un'alterazione esclusivamente funzionale senza un corrispondente danno anatomico, documentabile alle neuroimmagini. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Pozzilli, E. Millefiorini, A. Anzini, M. Gherardi, S. Morino, S. Bastianello, S. Bernardi, L. Bozzao, C. Fieschi |
- Revisione Dell'iter Diagnostico Per La Cefalea: Analisi Dl Una Casistica Radiologica
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37(3), 159-163,1991 L | | Titolo | Revisione Dell'iter Diagnostico Per La Cefalea: Analisi Dl Una Casistica Radiologica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | IRCCS «C. Mondino», Clinica Neurologica, Universita di Pavia | | Riassunto | Poiché le procedure diagnostiche rappresentano attualmente una delle maggiori fonti di radiazioni per la popolazione europea e considerando che le nuove tecnologie radiologiche offrono una sensibilità e specificità decisamente superiori allo radiologia tradizionale ci siamo posti il quesito di rivalutare la utilità delle indagini radiografi che del cranio ego della colonna cervicale che, nella diagnosi di cefalea appaiono una consuetudine che ha assunto carattere di protocollo. Attraverso un questionario sono stati raccolti i dati anagrafici, demogrofici numero di esami richiesti e medico inviante in 108 pazienti ambulatoriali consecutivi sottoposti a radiografie del cranio e/o colonna cervicale per la denuncia di cefalea nel 1° semestre 1990. Sono stati testati 30 maschi e 78 femmine con età media di 38.6, SD 18.5. Il gruppo più numeroso era compreso nella IIl e Vdecade con un rapporto pressoché uguale tra maschi e femmine. Il 75% proveniva dalla USSL di Pavia mentre il 17.5% da sedi limitrofe. Il 49.1% svolgeva attività lavorativa, con costi sociali di malattia decisamente superiori ad altri gruppi in condizione non professionale. Il medico di famiglia ha inviato direttamente il 36.2% dei pazienti mentre il 55.5% giungeva dopo visita specialistica neurologica. Il referto è risultato negativo in 42 su 79 (53.2%) esami radiologici del cranio: si è avuto un solo caso patologico, negli altri casi sono state segnalate varianti fisiologiche o reperti casuali non correlabili con patologia ricercata In particolare si segnala il riscontro di opacamento dei seni paranasali in 17 casi (21.5%) senza che siano state richieste proiezioni specifiche né sia stata segnalata la presenza di tale patologia 67 pazienti (62.0%) sono stati sottoposti anche ad esame radiogrofico della colonna cervicale. 44 (40.7%) in due proiezioni (5 nella norma e 18 modicamente patologici per degenerazione artrosica 23 (21.3 %) in 4 o ó proiezioni (4 normali, 10 modicamente patologici o con varianti fisiologiche, 9 patologici).Il 40% dei pazienti con età entro i 40 anni ha presentato un referto patologico. Si rileva la scarsa utilità delle radiografie del cranio e in grado minore, della colonna cervicale nella diagnosi di cefalea, 2) difficoltà nel rapporto tra medici prescrittori specialisti e non, e radiologi esecutori. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Citterio, A. Martelli, C. Uggetti, L. Montalbetti |
- Rilievi Clinici A Proposito Dl Tre Casi Dl Cisti Dermoidi Intracraniche
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 509-513, 1991 | | Titolo | Rilievi Clinici A Proposito Dl Tre Casi Dl Cisti Dermoidi Intracraniche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia * Servizio di Neuroradiologia, Ospedale di Lecco (Como) | | Riassunto | Vengono presentati tre casi di cisti dermoidi intracraniche di cui due caratterizzati da rottura spontanea e spandimento del materiale grassoso negli spazi subaracnoidei e nei ventricoli documentati patognomonicamente alla TC e RM. Tale condizione si è appalesata con grave quadro di meningite asettica in un caso; oppure in modo del tutto asintomatico nell'altra È stato ipotizzato che alla base di tale diverso comportamento biologico vi possono essere dei fenomeni di natura disergica. Il terzo caso è caratterizzato da sporadiche crisi parziali con secondaria generalizzazione senza altri segni o sintomi generici o di sede. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Marotta, G. Sozzi, O. Zacchetti, V. Ballarini* |
- Rilievi Clinici Semeiologici Nella Spasmofilia
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 285-289, 1991 | | Titolo | Rilievi Clinici Semeiologici Nella Spasmofilia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, US.L. 5, Fidenza (Parma) | | Riassunto | La Spasmofilia è una condizione patologica di anomala ipereccitabilità muscolare dovuta ad un'alterazione del metabolismo fosfo-calcico. Abbiamo studiato un gruppo di 20 pazienti spasmofilici (età media 31 anni , range: 17-41 anni, 14 femmine e 6 maschi) e uno di 20 soggetti di controlli di pari età e sesso. La diagnosi di Spasmofilia fu posta secondo criteri clinici elettromiografici e bioumorali. Oltre ai classici segni di tetania (Chwostek, Trousseau) i riflessi glabellare e addominali profondi furono elicitati in d ue occasioni distinte. Il riflesso glabellare fu considerato inesauribile quando era evocabile dopo 9 colpi ripetuti. I’inesauribilità del glabellare e i riflessi addominali profondi furono positivi rispettivamente, nel 90% e nel 80% degli spasmofilici rispetto ai controlli (20% e 5%). I nostri dati suggeriscono una reattività anomala legata ad una aumentata eccitabilità che è la fase fisiopatologica della Spasmofilia e possono aiutare l'indagine diagnostica del clinico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | U. Braga, R. Menozzi, A. Saginario |
- Rilievi Su 1207 Elettromiogrammi Effettuati Per Sospetta Spasmofilia
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 291-294, 1991 | | Titolo | Rilievi Su 1207 Elettromiogrammi Effettuati Per Sospetta Spasmofilia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale di Fidenza (Parma) | | Riassunto | Per la diagnosi di spasmofilia ha un ruolo essenziale l'elettromiografia (EMG) a sostegno dell'orientamento anamnestico-sintomatologico e degli esami di laboratorio che indicano un disequilibrio del metabolismo fosfocalcico magnesiaco. Sono state esaminate 1207 registrazioni EMG consecutive, svolte presso il nostro reparto, nel sospetto di spasmofilia. L’EMG è stato effettuato secondo i criteri suggeriti da Abruzzese et al. (1987), previa sospensione di qualunque farmaco capace di interferire sullo stato di eccitabilità neuromuscolare. I’attività ripetitiva (AR) è stata considerata positiva se di durata superiore ai 2 minuti. Viene sottolineata la maggior importanza che riveste I’AR nel periodo ischemico da solo (242 volte - 46,1% contro 46 casi - 8,8% - in iperpnea), che in associazione (402 casi in ischemia contro i 193 in iperventilazione e 145 in post-ischemica). Gli AA attribuiscono un ruolo più significativo alla comparsa di AR in fase ischemica rispetto alle altre fasi in quanto più sensibile e più specifica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Menozzi, A. Saginario, U. Braga |
- Riproducibilita Dei Parametri Basografici Ottenuti Con Un Sistema Computerizzato
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 23-26, 1991 | | Titolo | Riproducibilita Dei Parametri Basografici Ottenuti Con Un Sistema Computerizzato | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Clinica Neurologica, Università dell'Aquila ** Casa di Cura Villa Serena, Pescara | | Riassunto | Valutazioni quantitative della deambulazione possono venire utilizzate in vari campi: dalla fisiologia alla medicina dello sport, dall'ortopedia alla neurologia. Tra queste metodiche assistite da computer un particolare interesse riveste la basografia. La basografia analizza degli eventi che si ripetono ciclicamente ad ogni passo (fase di oscillazione, di frenata, appoggio piatto e spinta) calcolandone le durate e le deviazioni standard. Inoltre sono considerate le fasi di singolo e doppio supporto, la cadenza media espressa in cicli al minuto e la velocità in metri al secondo. Questi parametri mostrano delle variazioni in base all'età, al sesso, al peso, all'altezza e alla lunghezza degli arti inferiori. Nel presente studio abbiamo voluto valutare la riproducibilità di queste misure a breve e a lungo termine. I nostri pazienti hanno compiuto un percorso di 8 metri per due volte consecutive nella stessa giornata ed altre due volte in una giornata successiva. I dati ottenuti sono stati analizzati con un test di correlazione intraclasse. I risultati hanno dimostrato una buona riproducibilità, per cui questa metodica può essere utilmente impiegata per una valutazione longitudinale dei pazienti neurologici | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Ferretti*, C. Marini*, C. Petruzzi**, M. Prencipe* |
- Risposte Emg Al Soleo Durante Perturbazioni Posturali
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 633-637, 1991 | | Titolo | Risposte Emg Al Soleo Durante Perturbazioni Posturali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Unità Operativa di Diagnostica Neuroriabilitativa Dipartimento di Riabilitazione, Trevi (Perugia) | | Riassunto | Segnali elettromiografici di superficie durante perturbazioni posturali sono stati raccolti dal muscolo soleo in un gruppo di 9 soggetti normali volontari 3 affetti da sclerosi multipla, con un grado abbastanza modesto di compromissione motoria, 3 con lieve emiparesi di origine vascolare. È stato usato un tipo di piattaforma di un grado onde creare una alterazione posturale; quando era possibile venivano valutati separatamente la lunghezza e la velocità dello stimolo. Quest'ultimo veniva somministrato in maniera pseudorandomizzata. Il soggetto, si disponeva liberamente sulla piattaforma e veniva sottoposto ad alcuni stimoli preliminari per familiarizzarlo con le caratteristiche dello stimolo. L’attività elettromiografica veniva registrata dopo il <<platform trigger» e veniva rettificata «full wave»: I'average veniva effettuato su 20 trials onde ottenere un singolo tracciato di evoluzione. Gli Autori presentano i loro risultati preliminari di questo procedimento tecnico di esame funzionale e discutono le differenze fra i tre gruppi di soggetti esaminati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Reali, R. Piperno |
- Ruolo Della Ultrasonografia «Real-Time» Nel Trattamento Dei Tumori Intracranici. Risultati Preliminari
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 535-539, 1991 | | Titolo | Ruolo Della Ultrasonografia «Real-Time» Nel Trattamento Dei Tumori Intracranici. Risultati Preliminari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Regina Elena per lo studio e la cura dei tumori Divisione di Neurochirurgia, * Servizio di Radiodiagnostica, Roma | | Riassunto | Trenta pazienti portatori di neoplasie intracraniche sono stati sottoposti ad Ecografia cerebrale intraoperatoria, allo scopo di valutare la qualità delle informazioni che questo tipo di indagine può fornire al neurochirurga L’esame ha consentito, grazie alla utilizzazione di sonde miniaturizzate, una precisa identificazione della neoplasia in tutti i casi studiati ed una sicura valutazione della sua estensione, consentendo l'effettuazione di opercoli corticali di ridottissime dimensioni. Essendo inoltre fornita una ottimale rappresentazione della ecostruttura del focolaio tumorale, l'esame consente di guidare il posizionamento di cateteri per il drenaggio delle eventuali componenti cistiche con effetto detensivo sul parenchima circostante, una volta enucleata la massa tumorale è possibile, mediante le stesse sonde, valutare la presenza di eventuali residui neoplastici, ottenendo cosi la sicurezza di una asportazione «completa». I risultati preliminari dello studio attualmente in corso con l 'utilizzazione di tale metodica, di semplice attuazione e poco dispendiosa, dimostrano che la collaborazione tra neurochirurgo e radiologo porta ad un accorciamento del tempo chirurgico ed a maggiore radicalità di asportazione, con un miglioramento della qualità della vita per i minori danni chirurgici subiti dal paziente. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Mastrostefano, M. Crecco *, A. Marsella *, F. Caroli, M. Fontana |
- Sclerosi Multipla: La Rm Con Gadolinio-Dtpa Nella Valutazione Della Barriera Emato-Encefalica
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 107-110,1991 | | Titolo | Sclerosi Multipla: La Rm Con Gadolinio-Dtpa Nella Valutazione Della Barriera Emato-Encefalica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di Neuroradiologia, Dipartimento di Scienze Neurologiche Universita degli Studi di Roma «La Sapienza» | | Riassunto | Essendo la RMl metodica strumentale più sensibile per valutare la sede, la grandezza e il numero delle placche nei pazienti affetti da sclerosi multipla, è stato effettuato uno studio «follow-up» di ripetuti esami con RM per identificare le nuove placche attraverso il rinforzo di immagine ottenibile mediante il contrasto paramagnetico. In tal modo può essere indagata la alterazione della barriera emato-encefalica che si verifica in occasione di recidive della malattia Lo studio ha potuto mettere in luce sia nuove placche che l'ingrandimento di vecchie o il loro rinforzo anche se non aumentate di volume. L’uso del contrasto paramagnetico si è dimosrato ancora una volta indispensabile nello studio delle fasi della sclerosi multipla | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Bastianello, B. Bozzao, A. Pierallini, A. Abruzzese, L. Bozzao |
- Simulazione Interattiva Di Neuroni Ed Insiemi Neuronali
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 7-9, 1991 | | Titolo | Simulazione Interattiva Di Neuroni Ed Insiemi Neuronali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dip. di Psicologia, Universita di Roma «La Sapienza» | | Riassunto | Vengono presentati due programmi capaci di rendere possibile la simulazione interattiva delle funzionalità proprie di neuroni singoli e di piccoli insiemi neuronali. Il primo, NEUSYN, è stato concepito con finalità per lo più didattiche, e permette la modellazione di loci sinaptici di vario tipo, interagenti sul cono di emergenza assonica di un neurone formale. Il secondo programma NLAB, presenta una struttura più complessa, permettendo la modellazione di neuroni singoli con o senza dendriti ad uno o più compartimenti e di insiemi neuronici sino a ~ 1000 elementi processanti. Caratteristica comune ad entrambi i programmi è l'aderenza ai dati biologici noti nella scelta dei parametri e nella relativa risposta Sono indicate le basi matematiche del modello neuronico e la base hardware necessaria ai programmi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | Sandro Nicole |
- Sindrome Amnesica Pura E Microinfarti Dei Nuclei Della Base
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 307-310, 1991 | | Titolo | Sindrome Amnesica Pura E Microinfarti Dei Nuclei Della Base | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia * 2 Servizio di Radiodiagnostica TAC, Ospedale Infermi di Rimini | | Riassunto | Si riporta un caso di sindrome amnesica persistente ad esordio acuto con riscontro TAC di infarti lacunari bilaterali nei gangli della base, senza altre lesioni. I’esame neuropsicologico evidenziò un deficit selettivo di memoria (specie a lungo termine} con risparmio delle altre funzioni mentali. Si discute del possibile coinvolgimento dei gangli della base nei circuiti della memoria e della patogenesi dell'amnesia nel nostro caso. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Lorusso, S. Cammarata, S. Forlani*, A. Ravasio, M. Pasquinelli, B. Currò Dossi |
- Sindrome Mioclonica Spinale Subacuta Ad Evoluzione Benigna In Corso Di Meningomielite Di Possibile Natura Tubercolare
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 183-187,1991 | | Titolo | Sindrome Mioclonica Spinale Subacuta Ad Evoluzione Benigna In Corso Di Meningomielite Di Possibile Natura Tubercolare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica «G.M. Lancisi», Ospedale San Camillo, Roma | | Riassunto | Viene presentato il quadro clinico di una meningomielite a possibile eziologia tubercolare nel corso della quale si è verificata una sintomatologia miocionica intensa e di difficile controllo terapeutico a livello dei muscoli addominali e degli arti inferiori. Il quadro clinico e le indagini strumentali orienterebbero verso un processo infiammatorio subacuto a carico del midollo, probabilmente dorso-lombare, con modesto interessamento meningeo. La sofferenza degli interneuroni midollari avrebbe causato le mioclonie, venendo meno il controllo inibitorio sui motoneuroni midollari. Il trattamento con cortisone, baciofen ed acido valproico si è dimostrato efficace nel controllare le mioclonie, diversamente dal diazepam e dai barbiturici. Inoltre, l'apparente efficacia della introduzione di un trattamento antitubercolare completo, sulla spia di minimi fattori professionali di rischio e della positività della Mantoux, può far supporre una inusuale forma clinica della malattia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Sinibaldi, A. Meccia, C. Gerace |
- Sistema Per L'analisi Computerizzata Di Un Test Psicometrico Per Le Demenze
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 115-120, 1991 | | Titolo | Sistema Per L'analisi Computerizzata Di Un Test Psicometrico Per Le Demenze | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica R, Università degli Studi di Perugia | | Riassunto | Si descrive un sistema computerizzato, di facile esecuzione e ripetibilità, per la formulazione della diagnosi di demenza. Il test consiste nel chiedere al soggetto di pigiare i tasti di una pulsantiera, cercando di distribuire la sua azione in modo il più casuale possibile. In diversi tipi di prove preliminari si è verificato che i soggetti normali agiscono sulla pulsantiera in maniera piú randomizzata rispetto ai soggetti affetti da demenza in stadio avanzato. Le future ipotesi di lavoro si indirizzano verso la ulteriore validazione del test in soggetti affetti da forme iniziali di demenza e sull'individuazione degli specifici deficit cognitivi rilevati dal test. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | H. Ito, G. Bocciarelli, M. Carlini, P. Chiarini, S. Moroni, S. Sabatini, F. Federici |
- Software Dl Gestione Con «Supercard» Per L'esame Neurologico Ed Altre Routine Clinico-Strumentali
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 47-52, 1991 | | Titolo | Software Dl Gestione Con «Supercard» Per L'esame Neurologico Ed Altre Routine Clinico-Strumentali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale di Viterbo | | Riassunto | Gli autori descrivono un software multimediale da loro realizzato con Supercard™ che si è rivelato molto utile sia nella pratica clinica corrente che per scopi didatticodocumentativi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Brogi, G. Salvatori, N. Falcone, M. Minelli |
- Soglia Di Attivazione Corticale Alla Stimolazione Magnetica Transossea Nei Pazienti Epilettici In Trattamento Farmacologico Cronico
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 619-622, 1991 | | Titolo | Soglia Di Attivazione Corticale Alla Stimolazione Magnetica Transossea Nei Pazienti Epilettici In Trattamento Farmacologico Cronico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia e Cattedra di Clinica Neurologica Ospedale Bellaria, Bologna | | Riassunto | Sono stati sottoposti a stimolazione magnetica transossea 130 pazienti epilettici (65 con epilessia generalizzata idiopatica e 65 con epilessia parziale criptogenetica) e 33 soggetti sani di controlla Sono stati esclusi dallo studio i pazienti con alterazioni dell'esame neurologico o delle indagini neuroradiologiche. In ogni paziente ed individuo di controllo sono stati analizzati i seguenti parametri la latenza corticale, il tempo di conduzione centrale e la soglia di attivazione corticale (definita come il minimo valore di intensità di stimolazione capace di indurre potenziali evocati motori liminali in condizioni di riposo). Nei pazienti la latenza corticale ed il tempo di conduzione centrale erano normali mentre la soglia era Signa nativamente maggiore rispetto ai controlli. Dei 130 pazienti epilettici 30 erano privi di terapia, 56 assumevano un farmaco, 34 due farmaci e 10 tre farmaci. I pazienti non trattati avevano una soglia significativamente inferiore rispetto ai pazienti trattati e ai controlli. Ne i pazienti in terapia farmacologica, l'aumento della soglia era proporzionale al numero dei farmaci assunti. In conclusione, gli alti valori di soglia riscontrati negli epilettici in terapia farmacologica sembrano indicare che i farmaci anticonvulsivanti deprimono l'eccitabilità delle vie motorie nell'uomo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Michelucci, G. Rubboli, A. Forti, P. Riguzzi, D. Passarelli, F. Salvi, R. Plasmati, L. Parmeggiani, P. Zonari, M. Zamagni, M. Zucca, C.A. Tassinari |
- Stima Ed Esperienza Del Tempo Nelle Lesioni Dei Lobi Temporali
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 155-157, 1991 | | Titolo | Stima Ed Esperienza Del Tempo Nelle Lesioni Dei Lobi Temporali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Department of Neurology, Merheim-Hospital, Universitv Cologne, Federal Republic of Germany | | Riassunto | Su un materiale di 308 pazienti con tumore del lobo temporale, oltre ai vari dati neuropsicologici è stata effettuata una indagine sulla sensazione del passaggio del tempo e della esperienza del tempo vissuta 30 soggetti hanno mostrato alterazioni di tali capacità, per esempio una accelerazione, nella maggior parte e un rallentamento in una percentuale minore di casi. Solo 18 dei pazienti con alterazioni del senso del tempo presentava crisi convulsive. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | J.N. Petrovici |
- Storia Chirurgica Del Neurinoma Dell'acustico
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 375-379, 1991 | | Titolo | Storia Chirurgica Del Neurinoma Dell'acustico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale di Parma | | Riassunto | La prima descrizione di un presunto neurinoma dell'acustico venne effettuata da Sandifort nel 1777, ma egli non fornì alcun resoconto dei sintomi clinici nel caso descritto. Nel 1810, Leveque-Lasource riportò il caso di una giovane donna che presentava cefalea acufeni seguiti da sordità, perdita della vista, vertigine, disartria e deviazione della lingua. All'autopsia si rinvenne un tumore solido adeso alla rocca petrosa, con origine dal meato acustico interno. Il tumore spostava ma non aderiva al nervo acustico e potrebbe non essere stato un vero neurinoma dell'VIII nervo cranico. Ciò nondimeno, Leveque-Lasource è stato il primo a correlare i reperti clinici e l'anatomia patologica di un tumore delI'angolo pontocerebellare. Più tardi, vennero fornite descrizioni più complete dei reperti clinici ed anatomopatologici di tumori dell'ottavo nervo cranico da parte di Sir Charles Bell nel 1840 e Jean Cruveilhier nel 1842. Il dettagliato case report di Bell descrisse chiaramente il decorso tardivo di un voluminoso tumore dell'acustico e Cruveilhier notò che la sordità rappresentava il primo sintoma dei neurinomi dell'acustico. La descrizione del tumore in entrambi i resoconti non lascia alcun dubbio che fossero neurinomi dell'acustico. Nonostante questi resoconti, passò quasi mezzo secolo prima che venisse posta la prima diagnosi di neurinoma dell'acustico in vita, sulla sola base dei reperti clinici (Oppenheim, Berl Klin Wschr 27: 38-40, 1890) e von Monakow, nel 1900, oltre fornire un resoconto analogo a quello di Oppenheim, suggerì anche che il neurinoma dell'acustico potNa essere suscettibile di rimozione chirurgica (Berl Klin Wschr 37: 721-724, 1900). Nel 1894, quindici anni dopo la prima riuscita rimozione di un tumore intracranico da parte di Macewen, Sir Charles Ballance rimosse con successo un neurinoma dell'acustico in due interventi. Sebbene non si possa accertare in modo esatto il tipo di tumore rimosso, Ballance quanto meno dimostrò che «un'operazione per un tumore cerebellare nell'adulto può riuscire in modo completo» (Ballance, Some Points in the Surgery of the Brain and its Membranes. London: Macmillan, 1907). Nei primi anni del ventesimo secolo si impiegarono numerosi approcci nel tentativo di rimuovere i tumori dell'acustico. Krause, a Berlino sviluppò una craniotomia osteoplastica suboccipitale unilaterale. Per la rimozione del tumore si usava l'enucleazione col dito e la mortalità era elevata. Panse, memore delle esperienze di mastoidectomie radicali, suggerì, nel 1904, un approccio transpetroso translabirintico. Il campo limitato, il sanguinamento dai seni venosi e le frequenti fistole liquorali postoperatorie limitarono l'accettazione di questo approccio. Furono tentate altre variazioni di queste due tecniche, che includevano approcci combinati suboccipitale e transpetroso, ma nessun approccio ebbe successo; anche se la maggior parte dei pazienti arrivava all'intervento chirurgico solo dopo che il tumore aveva raggiunto dimensioni assai cospicue, la mortalità operatoria era inaccettabile. Nel 1913, al Congresso Internazionale di Medicina, Horsley, Krause e von Eiselberg presentarono le loro casistiche operatorie riguardanti il neurinoma dell'acustico. La mortalità operatoria era—rispettivamente—del 67%, 84% e 77%, con mortalità media del 77% in 63 pazienti. Impressionato dall'elevato tasso di mortalità e dalla limitata esposizione chirurgica delle precedenti procedure, Harvey Cushing, in una serie di trenta neurinomi delI'acustico operati fra il 1906 ed il 1917 e riportati nella sua monografia "Tumors of the Nervus Acusticus", sviluppò per questi tumori un nuovo procedimento chirurgico che consentì di ridurre la mortalità al 20%. Egli usava una incisione bimastoidea, una craniectomia suboccipitale bilaterale e la enucleazione intracapsulare del tumore. Cushing riteneva che questo approccio conservativo—anche se palliativo—trovava la sua giustificazione negli scoraggianti risultati connessi ai tentativi di exeresi totale ed accettava l'inevitabile recidiva, sperando di attenuarne in qualche modo gli effetti mediante un'ampia decompressione suboccipitale. La monografia di Cushing rappresenta non solo una pietra miliare nel trattamento chirurgico del neurinoma dell'acustico, ma descrive anche—per la prima volta— il decorso temporale dei sintomi. Walter Dandy non fu soddisfatto dei suoi risultati usando la rimozione subtotale di Cushing e nel 1925 riportò la rimozione radicale con successo in 5 pazienti consecutivi. Dal 1934 egli abbandonò l'approccio suboccipitale bilaterale e propugnò la craniectomià unilaterale, con resezione del terzo laterale del cervelletto per ottenere una migliore esposizione. La tecnica di Dandy dell'enucleazione intracapsulare seguita dalla dissezione e rimozione della capsula tumorale abbassò la mortalità operatoria consentendo i n alcuni casi la guarigione. Nel 1941, egli riportò un tasso di mortalità del 10.8% in 46 tumori totalmente rimossi. Naturalmente Dandy si avvalse dei progressi diagnostici e di tecnica chirurgica dei suoi tempi (esami radiografici della rocca petrosa, uso più ampio dei test audiologici ecc.). Negli ultimi cinque anni della sua vita Dandy effettuò 41 rimozioni totali di neurinomi dell'acustico con una mortalità di solo il 2,4%. Il lavoro di Dandy ha stabilito la rimozione totale quale metodo desiderabile per il trattamento del neurinoma dell'acustico. Sebbene la mortalità iniziale della rimozione intracapsulare fosse bassa, i risultati a distanza non erano incoraggianti. Le recidive entro 3-4 anni arrivavano al 50%. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni nei pazienti di Cushing era piuttosto basso: 44.8%. La mortalità operatoria nelle recidive di neurinoma arrivava al 50%. Olivecrona notò che la mortalità totale correlata alla rimozione incompleta era del 60% quando si consideravano i decessi del primo intervento, quelli legati alle recidive ed infine quelli della chirurgia delle recidive. Nel giro di pochi anni gli effetti della ricrescita tumorale lasciavano molti dei sopravvissuti del tutto inabili. Così la prevenzione della recidiva iniziò ad assumere un particolare rilievo mentre si dedicava poca attenzione alla conservazione del faciale. La paralisi di quest'ultimo veniva ritenuta preferibile alla recidiva ed era accettata come una conseguenza quasi inevitabile dell'exeresi totale. Negli anni post-Dandy la mortalità delI'exeresi totale variava dal 12% al 25%, assestandosi sull'11°10-12°70 intorno al 1950. Contemporanea alla decrescente mortalità, aumentava la percentuale di tumori rimossi in toto. È tipica in questi anni l'esperienza di Olivecrona: dal 1923 al 1930 il 30.5% dei suoi interventi erano exeresi incomplete, mentre dal 1939 al 1946 solo il 6.3% erano exeresi subtotali. Il miglioramento dei risultati chirurgici era in larga parte legato all'uso dell'anestesia endotracheale, ad una tecnica più accurata ed alla crescente esperienza chirurgica. Questi progressi resero possibile l'exeresi totale anche nel caso delle recidive con una accettabile mortalità (Ransohoff, 1961). Le cause principali di morte postoperatoria dopo rimozione totale erano l'ematoma nell'angolo pontocerebellare ed il rammollimento emorragico del tronco encefalico e del cervelletto. Il primo provocava un rapido decesso entro poche ore dall'intervento, mentre il secondo si accompagnava a deterioramento del livello di coscienza e febbre o nelI'immediato periodo post-operatorio o nei primi due giorni. L'infarto pontino laterale era il più frequente (causa di morte nel' 75% dei decessi nella casistica di 415 exeresi tumorali effettuate da Olivecrona). Inizialmente si riteneva che la necrosi emorragica e l'edema fossero dovuti ad una eccessiva manipolazione chirurgica del tronco encefalico. Atkinson, nel 1949, dimostrò che le lesioni necrotiche e l'edema dipendevano dall'occlusione dell'arteria cerebellare anteriore inferiore. Le possibilità di insorgenza dell'infarto erano tanto maggiori quanto minore era il calibro dell'arteria cerebellare inferiore posteriore, realizzandosi in tale circostanza un più ampio territorio di vascolarizzazione da parte dell'arteria anteriore ed una minore probabilità di circolo collaterale da parte della PICA. Il resoconto di Atkinson rappresentò un passaggio assai importante nella chirurgia del neurinoma dell'acustico, soprattutto in relazione all'importanza assunta dall'anatomia vascolare dell'angolo pontocerebellare. Diminuita la mortalità in ambiti più accettabili, aumentò progressivamente l'attenzione verso la conservazione del nervo faciale. Cairns, nel 1931, riuscì per primo a rimuovere in toto un neurinoma dell'acustico risparmiando il faciale. Dopo il 1937, Olivecrona tentò, in ognuno dei casi chirurgici, di visualizzare il faciale e di preservarne la continuità. In una casistica del 1949 il nervo faciale risultava indenne nel 31% di 217 rimozioni tumorali complete (le possibilità di salvare il nervo erano correlate in modo inverso alle dimensioni tumorali). Si tentò la restituzione del tono facciale e del movimento attraverso anastomosi fra il nervo faciale ed i nervi ipoglosso (extracranico) o accessorio spinale. Mentre queste procedure di sostituzione nervosa migliorano il tono facciale e la simmetria a riposo, esse non consentono il movimento facciale volontario o emotivo ed in generale il risultato cosmetico era non soddisfacente. Risultati migliori si ottennero con l'interposizione di innesti nervosi au tologhi fra il moncone prossimale del faciale ed il faciale extracranico. Anche la migliore di queste procedure riparative—tuttavia—era seguita da risultati assai inferiori rispetto a quelli legati alla preservazione del faciale in continuità anche se la funzione era temporaneamente persa. Tuttavia, la preservazione routinaria del n. faciale non era possibile senza una migliore visualizzazione ed illuminazione dell'angolo pontocerebellare. Sebbene il n. faciale poteva essere risparmiato nel 50°10-65°10 dei casi a metà degli anni '60, ulteriori miglioramenti attendevano l'introduzione di un nuovo miglioramento tecnologico, il microscopio operatorio. Mentre le tecniche chirurgiche stavano avanzando, con conseguente riduzione della morbilità e della mortalità, i chirurghi erano ancora riluttanti ad operare i piccoli neurinomi dell'acustico. I mezzi per diagnosticare questi piccoli tumori erano ancora imprecisi e pochi chirurghi erano desiderosi di esplorare l'angolo pontocerebellare sulla base dei reperti otologici di sordità neurosensoriale e di mancata risposta alla stimolazione calorica del labirinto. Si riteneva che la morbilità e la mortalità post-operatorie rappresentassero un rischio troppo elevato per una esplorazione negativa. Questa filosofia conservativa venne esemplificata nel 1950 da Pennybacker e Cairns, che consigliavano di ritardare l'intervento chirurgico nei tumori dell'acustico fino alla comparsa di ipertensione endocranica o di segni cerebellari o dei nervi cranici inferiori. Nondimeno, Olivecrona e Pool (1965, 1967) dimostrarono che la morbilità e la mortalità erano inferiori nella rimozione totale di piccoli tumori. Nel 1965 Olivecrona riportò un tasso di mortalità del 4.5°10 nei casi di tumore con diametro di 2 cm o meno e del 22No in quelli con tumori di 5 cm di diametro. Un approccio precoce e più aggressivo ai neurinomi dell'acustico richiedeva strumenti diagnostici più precisi. Dai primi anni '60 vennero messi a punto nuovi esami audiologici per cui, accanto alla classificazione della sordità in conduttiva e neurosensoriale, quest'ultima poteva ora essere suddivisa in cocleare e retrococleare (o neurale). Più importante di ognuno dei progressi nella diagnostica audiologica è stato il miglioramento della valutazione radiologica dell'osso temporale, del canale uditivo interno e dell'angolo pontocerebellare. Già nel 1934 Ebenius, lavorando con Olivecrona, riuscì a dimostrare un allargamento ad imbuto del canale uditivo interno nell'80°10 dei casi di neurinomi dell'acustico verificati. La stratigrafia del canale uditivo interno (introdotta negli anni '40) e la tomografia ipocicloidale (politomografia) (anni '60) resero possibile la visualizzazione di tumori piccoli, anche intracanalicolari. Altre fondamentali tappe sono state l'introduzione della cisternografia della fossa cran ica posteriore con contrasto positivo nel 1963 ed infine, in anni recenti, la tomografia assiale computerizzata e la risonanza magnetica nucleare. L' «era moderna» della storia chirurgica del neurinoma dell'acustico inizia a Los Angeles nel 1961-1962 con l'introduzione del microscopio operatorio nella rimozione dei neurinomi dell'acustico, grazie agli sforzi di Kurze, Rand, Doyle e House. La storia chirurgica del neurinoma delI'acustico riflette la storia della chirurgia della fossa cranica posteriore ed in nessuna altra area della neurochirurgia vi è stato un così spettacolare progresso relativamente alla diagnosi ed al trattamento efficace di una lesione neoplastica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Nizzoli, C. Miranda |
- Studio Clinico Con Ciclofosfamide In Pazienti Con Sclerosi Multipla Di Tipo Remittente
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3),119 -122,1991 | | Titolo | Studio Clinico Con Ciclofosfamide In Pazienti Con Sclerosi Multipla Di Tipo Remittente | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Universita dell'Aquila | | Riassunto | 12 pazienti affetti da Sclerosi Multipla {SM) di tipo remittente sono stati inclusi in uno studio randomizzato controllato di terapia immunosoppressiva. A 6 pazienti sono stati somministrati boli mensili di ciclofosfamide al dosaggio di 750 mg/mq per 1 anno Gli altri 6 pazienti costituivano il gruppo di controlla . Non sono stati osservati gravi effetti collaterali legati al trattamento Nei 2 anni di follow-up i pazienti in terapia immunosoppressiva hanno presentato un andamento della malattia più favorevole sia per il numero di ricadute che per il punteggio EDSS rispetto ai controlli. I’assenza di grossi effetti collaterali e la buona risposta clinica suggeriscono che il protocollo terapeutico in esame può essere utile nel trattamento della SM di tipo remittente. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. D'Andrea, A. Mancini, C. Marini, G. De Matteis, R. Totaro, M. Prencipe |
- Studio Clinico Ed Indicazioni Chirurgiche In 10 Pazienti Operati Per Neurofibromatosi
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 431- 435, 1991 | | Titolo | Studio Clinico Ed Indicazioni Chirurgiche In 10 Pazienti Operati Per Neurofibromatosi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di neurochirurgia, Ospedale Regionale di Varese | | Riassunto | Vengono presentati dieci casi di neurofibromatosi (NF) multipla operati. Sei pazienti erano maschi e quattro femmine. Le lesioni vengono distinte in base alla sede, all'istologia e alla presenza di patologie sistemiche associate. Vengono discusse le indicazioni ad esami ecografici e neuroradiologici. Vengono dibattuti i criteri di indicazione e di priorità chirurgica anche in relazione all'evolutività istologica della NF. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Marra, C. Scamoni, A. Dario, M. Soldati, A. Dorizzi |
- Studio Comparativo Tra Soglia Dl Percezione Vibratoria E Vc Sensitiva In Soggetti Diabetici
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 623-625, 1991 | | Titolo | Studio Comparativo Tra Soglia Dl Percezione Vibratoria E Vc Sensitiva In Soggetti Diabetici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * 11 Divisione di Medicina, ** Divisione di Neurologia Centro multidisciplinare per lo studio della neuropatia diabetica Ospedale di Fidenza (Parma) | | Riassunto | In 20 soggetti diabetici è stata stabilita la soglia di apprezzamento della sensibilità vibratoria a livello dell'alluce (base della Ia falange), comparandola con la velocità di conduzione del nervo serale. Tutti i pazienti erano affetti da neuropatia periferica (polineuropatia distale simmetrica), determinata mediante la Scala dello Screening diagnostico della neuropatia diabetica. La conduzione sensitiva neurale si è confermata un mezzo più sensibile della soglia vibratoria nella valutazione della neuropatia diabetica. Tuttavia tale soglia può essere utile nello screening della neuropatia diabetica in ambulatorio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M.C. Cimicchi*, A. Scaglioni**, C. Grassa** |
- Studio Della Conduzione Motoria Mediante Stimolazione Magnetica Nella Sclerosi Multipla Parte 1: Considerazioni Tecniche Ed Interpretative
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 81-87, 1991 | | Titolo | Studio Della Conduzione Motoria Mediante Stimolazione Magnetica Nella Sclerosi Multipla Parte 1: Considerazioni Tecniche Ed Interpretative | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Centro Studi Sclerosi Multipla, Gallarate * Divisione Neurologica Ospedale di Gallarate | | Riassunto | Viene descritto il metodo per la registrazione dei potenziali motori alla stimolazione magnetica in relazione a differenti siti di stimolazione è possibile registrare le risposte agli arti superiori ed inferiori ai muscoli del pavimento pelvico e del capo. Sono presentati i dati normativi della conduzione motoria centrale e periferica ai diversi distretti | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Ghezzi, L. Callea, M. Zaffaroni, A. Zibetti, R. Montanini * |
- Studio Della Conduzione Motoria Mediante Stimolazione Magnetica Nella Sclerosi Multipla Parte 2: Correlazioni Cliniche
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 89-93, 1991 | | Titolo | Studio Della Conduzione Motoria Mediante Stimolazione Magnetica Nella Sclerosi Multipla Parte 2: Correlazioni Cliniche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Centro Studi Sclerosi Multipla * Divisione Neurologica, Ospedale di Gallarate | | Riassunto | Potenziali motori alla stimolazione magnetica transcranica e cervicale sono stati registrati all'arto superiore di 52 pazienti affetti da sclerosi multipla definita. Il tempo di conduzione centrale è risultato abnormemente rallentato (>3 SD) in 55 arti di 40 pazienti. Il ritardo era statisticamente correlato alla disabilità e al grado di compromissione motoria all'arto (rho di Spearman rispettivamente di 0.51 e 0.41). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Ghezzi, L. Callea, M. Zaffaroni, A. Zibetti, R. Montanini * |
- Studio Delle Funzioni Cognitive Nella Sclerosi Multipla
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 123-126, 1991 | | Titolo | Studio Delle Funzioni Cognitive Nella Sclerosi Multipla | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Reparto di Neurologia, Ospedale Cardarelli, Napoli | | Riassunto | Attraverso il confronto fra 20 pazienti con SM nei quali la durata della malattia non superava i due anni e 20 con durata compresa fra 2 e 10 anni mediante l'applicazione di test per la memoria a breve e lungo termine e per l'attenzione, viene dimostrata una chiara correlazione fra la gravità dei disturbi cognitivi e la durata della malattia nella sclerosi multipla | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Valiani, A. Battaglia, C. Florio, A. Mandarini, P. Vivo |
- Studio Delle Risposte Evocate Uditive Del Tronco Encefalico Dopo Esposizione Cronica A Vapori Di Mercurio Inorganico
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 627-631, 1991 | | Titolo | Studio Delle Risposte Evocate Uditive Del Tronco Encefalico Dopo Esposizione Cronica A Vapori Di Mercurio Inorganico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Clinica Otorinolaringoiatrica dell'Universita degli Studi di Cagliari | | Riassunto | I composti mercuriali attraverso un'affività neurotossica diretta e indiretta simile a quella esercitata da altri metalli pesanti sarebbero responsabili sia di un danno citomorfologico cocleare sia di un'alterazione della conduzione delle vie uditive centrali. Si è ritenuto pertanto utile condurre uno studio sui Potenziali Evocati Uditivi del Tronco Encefalico (ABR) in un gruppo di 10 soggetti omogeneo per età e sesso che presentavano elevati valori di idrargiruria, risultati clinicamente negativi agli accertamenti neurologici ed audiologici convenzionali. I parametri di latenza assoluta ed interpicco delle ABR evocate per stimolazione ad 80 dB NHL (31 e 70 PPS) sono stati tabulati e sottoposti ad un'analisi della significatività statistica (T test) che ha dimostrato un incremento dei valori di latenza assoluti (I e Vonda) e/o di interpicco (intervallo III-V). Tali rilievi deporrebbero, a nostro parere, per una alterazione dell'elettrogenesi sia delle porzioni più caudali (in accordo con Anniko e coll. 1978), sia delle strutture più rostrati delle vie uditive del Tronco Encefalico. I nostri dati pur non possedendo carattere di specificità, sembrerebbero presentare aspetti parzialmente simili a quanto osservato per esposizione cronica al Pb (Mininni e coll., 1985). I risultati della presente indagine dimostrerebbero pertanto l'esistenza di alterazioni clinicamente silenti della funzione uditiva centrale nei soggetti professionalmente esposti a vapori di Hg, confermando la sensibilità e l'affidabilità della metodica impiegata. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Manca, G. Agus, C.L. Pelagatti |
- Studio Di Pazienti Con Sclerosi Multipla Benigna
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 141-145, 1991 | | Titolo | Studio Di Pazienti Con Sclerosi Multipla Benigna | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale di Casteltranco Veneto (Treviso) | | Riassunto | Presentiamo uno studio clinico e strumentale di 9 pazienti affetti da sclerosi multipla benigna La diagnosi di sclerosi multipla era clinicamente definita secondo i criteri di Poser e coll. (1983); i pazienti comunque furono sottoposti a RMN cerebrale sia come verifica diagnostica sia per studiarne le caratteristiche rispetto all'evoluzione. La def nazione di benignità si è basata su un congruo periodo di osservazione clinica, allaf ne del quale i pazienti presentavano un grado lieve di invalidità, ossia pari o inferiore a 3 alla scala di Kurtzke del 1983 (Expanded Disability Status Scaleh (EDSS). Il periodo di osservazione è stato di oltre 10 anni in tutti eccetto 2 casi in cui fu di 8 e 9 anni. Questi 2 pazienti presentavano un indice EDSS stabile e pari a zero e a 1 rispettivamente negli ultimi 4 e 3 anni di osservazione. Lo studio ha fatto rilevare la tendenza al ripetersi nei nostri pazienti di alcuni dati riportati da altri Autori. Abbiamo così visto la tendenza all'esordio precoce della malattia VIS anni in 3 casi); la frequente comparsa di disturbi sensitivi (7 casi di diplopia da paresi di singoli nervi oculomotori (5 casi); di neurite ottica (4 casi). In 6 pazienti l'evoluzione fu remittente, in 3 vi furono periodi con evoluzione protratta dei sintomi e lievi esiti cumulativi. In 3 casi l'esordio fu minaccioso nei primi 2 anni con frequenti ricadute, le pazienti furono trattate con Prednisone e una anche con Azathioprina, in seguito l'evoluzione fu benigna Tre pazienti ebbero 5 gravidanze senza concomitanti recrudescenze della malattia. I dati liquorali disponibili in 8 pazienti confermarono la diagnosi con positività dell'indice di Link e/o delle bande oligoclonali senza tuttavia correlarsi con l'evoluzione. Così la RNM cerebrale, positiva in tutti non evidenziò correlazioni con la benignità. In 5 casi le lesioni furono numerose, di grandezza variabile, a sede sopra e sottotentoriale; in 2 casi furono moderate nel numero, alcune grandi a sede biemisferica, in altri 2 casi furono poco numerose e di piccole dimensioni. Abbiamo eseguito inoltre uno studio dell'assetto antigenico HLA, che ha fatto rilevare la frequente incidenza di alcuni loci quali ad esempio il DR2 in 6 casi I’A2 e A3 in 4 casi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Cagnin, M. Ceccato, G. Maccarrone, M. Omesti, V. Toso |
- Studio Dl Una Famiglia Con Neurofibromaiosi Tipo 2
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 437-442, 1991 | | Titolo | Studio Dl Una Famiglia Con Neurofibromaiosi Tipo 2 | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, * Spec. di Medicina Generale, ** Divisione ORL Ospedale Civile, Castelfranco Veneto | | Riassunto | La neurofibromatosi tipo 2 è la malattia ereditaria autosomica dominante, con penetranza del 95%. È caratterizzata dalla presenza di neurinoma bilaterale dell'ottavo nervo cranico, istologicamente schwannomi della componente vestibolare, e le manifestazioni cliniche compaiono nell'adolescenza o nella terza decade. La diagnosi precoce è possibile con lo studio elettrofisiologico dell'udito e con la Risonanza Magnetica (RM) possibilmente estesa allo studio del midollo per la possibile associazione con meningiomi e gliomi. Di relativa importanza diagnostica in confronto alle precedenti indagini è la ricerca di macchie caffé-latte e neurofibromi cutanei e di cataratta sottocapsulare posteriore. Nella famiglia che presentiamo, la madre è deceduta a 27 anni per complicanze di intervento su neurinoma di notevoli dimensioni. Dei due figli portatori uno di 16 anni è stato già operato dai due lati con successo; l'altro, di 18 anni è sorvegliato nella evoluzione con i potenziali evocati uditivi e la RM con gadolinio. L'indicazione chirurgica viene decisa in base a criteri morfologici (dimensione e rapidità di crescita della neoplasia) e clinici (condizioni neurologiche e stato della funzione uditiva), tenendo presente che il risultato della chirurgia nella NF 2 è buono se l'intervento è precoce e affidato ad equipes esperte nell'impiego intraoperatorio dei potenziali evocati. La ricerca di altri soggetti affetti fra i membri della famiglia che hanno accettato le indagini è risultata negativa, suggerendo l'ipotesi di una mutazione genica | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Toso, R. Montano*, L. Bartolomei, S. Nen, G. Furlanetto ** |
- Studio Neurofisiolgico Combinato Con Blink Reflex E Potenziali Evocati Acustici Nella Valutazione Pre-Operatoria Del Neurinoma Dell'acustico
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 389-397, 1991 | | Titolo | Studio Neurofisiolgico Combinato Con Blink Reflex E Potenziali Evocati Acustici Nella Valutazione Pre-Operatoria Del Neurinoma Dell'acustico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Dipartimento di Neurochirurgia, ** Divisione di Neurologia Ospedale Universitario, Verona | | Riassunto | Trentotto pazienti con neurinoma dell'acustico sono stati studiati pre-operatoriamente con il blink reflex (BR) e i potenziali evocati acustici del tronco encefalico (BAEP). La casistica è stata suddivisa in 3 gruppi a secondo dei rapporti, determinati radiologicamente, tra tronco encefalico e lesione espansiva (assenza di compressione, compressione e compressione con spostamento del tonco encefalico). I valori dei singoli parametri esaminati, relativi ai test neurofisiologici, sono stati considerati per ogni gruppo e confrontati sia con quelli del lato opposto che con gli omologhi all'interno dei diversi gruppi. Nel confronto dei due lati, le latenze di R1 e R2 risultavano significativamente ritardate rispetto alle controlaterali, mentre nel confronto tra parametri all'interno dei gruppi, vi erano differenze significative di Rl 1dal lato affetto e delle durate dal lato sano. L’alta incidenza di BAEP non ripetibili dal lato del neurinoma ha precluso il confronto dei potenziali tra i due lati nello stesso soggetto, consentendolo solo tra i 3 gruppi dove l’ntervallo III-V è risultato essere l'unico parametro significativo. In conclusione, nei pazienti con neurinoma dell'acustico l'integrazione dei due esami ci consente di ottenere utili indicazoni sia sul lato affetto (BR) che sul grado di estensione dell'interessamento del tronco encefalico (BR e BAEP). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Talacchi *, L. Deotto **, G. El-Dalati *, L. Cristofori *, A. Bricolo *, P. Bovi **, G. Ferrari ** |
- Studio Preliminare Con Spet Con Ibzm 1123 Del Recettore Dopaminergico D2 In 10 Pazienti Affetti Da Morbo Di Parkinson
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 541-545, 1991 | | Titolo | Studio Preliminare Con Spet Con Ibzm 1123 Del Recettore Dopaminergico D2 In 10 Pazienti Affetti Da Morbo Di Parkinson | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Maria Vittoria di Torino * Servizio di Medicina nucleare dell'Università di Torino | | Riassunto | Sono stati studiati 10 pz affetti da morbo di Parkinson (PD) di gravità medio-lieve con metodica SPET con IBZM 1123. I risultati hanno confermato l'affinità di tale radioligando per il recettore dopaminergico D2 e hanno evidenziato valori di captazione significativamente più bassi a livello striatale nei Parkinsoniani trattati rispetto a quelli non trattati. La tendenza ad un aumento del rapporto striato/cerebellare (S/C) in questi ultimi anni che rispetto ai normali potrebbe essere indicativo di una supersensitività del recettore D2 nelle fasi iniziali di malattia, in assenza di trattamento. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Giobbe, G.C. Castellano * |
- Studio Sulla Appropriatezza Dei Ricoveri In Un Reparto Neurologico
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 51-54, 1991 | | Titolo | Studio Sulla Appropriatezza Dei Ricoveri In Un Reparto Neurologico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Clinica Neurologica Vdella Università di Milano e ** Comitato VRQ, Ospedale S. Gerardo, Monza; *** Laboratorio di Epidemiologia Clinica, Istituto M. Negri, Milano | | Riassunto | Per determinare l'entità dell’uso inappropriato della risorsa ospedaliera in una popolazione di pazienti neurologici abbiamo applicato una versione modificata dell’Appropriateness Evaluation Protocol di Restuccia e coll. (AEP) ad un campione di 150 pazienti ricoverati in un giorno indice nella divisione neurologica di un grande ospedale dell'area milanese. Di essi il 52.3% risultava inappropriatamente ricoverato in tale giorno, mentre il 10.7% aveva avuto una ammissione inappropriata in ospedale, sulla base dei criteri previsti dal protocollo Questo studio conferma che esiste una rilevante quota di utilizzazione impropria dell'ospedale, e che vi sorto differenze fra il reparto di neurologia ed altri reparti dello stesso ospedale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Crespi***, G. Apolone***, P.F. Crosti**, E. Lanzi**, A. Liberati***, G. Meregalli**, A. Vincenti** |
- Studio Tc Di Un Caso Dl Cisti Dermoide Encefalica
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 583-586, 1991 | | Titolo | Studio Tc Di Un Caso Dl Cisti Dermoide Encefalica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica 2', Neurologia e Clinica Radiologica * Ospedali Civili, Brescia | | Riassunto | Gli autori presentano un caso di cisti dermoide con accluso un germe dentario in una non frequente sede di repere, diagnosticata in un paziente di 56 anni che aveva presentato un quadro clinico costituito da nevralgia trigeminale della la branca e diplopia da paresi dell'abducente sinistro, situata a livello della cisterna penducolare a ridosso della sella turcica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Capra, N. Marcianò, V. Di Monda, V. Scipione *, M. Bonetti * |
- Terapia Embolizzante Pre-Operatoria Nei Meningiomi: Nostra Iniziale Esperienza
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 547-551, 1991 | | Titolo | Terapia Embolizzante Pre-Operatoria Nei Meningiomi: Nostra Iniziale Esperienza | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * UO. Neuroradiologia, Ospedale Civile S. Chiara, USL 12 Area Pisana ** Istituto di Neurochirurgia, Università di Pisa | | Riassunto | Dal novembre '90 al gennaio '9I sono stati da noi sottoposti ad embolizzazione pre-operatoria 4 pazienti portatori di meningiomi endocranici preliminarmente diagnosticati con TC e studio Angiografico Digitalizzato per cateterismo selettiva . Il nostro intento, rivelatosi efficace, è stato quello di favorire la necrosi del tumore evitando le anastomosi pericolose che assai spesso complicano tali procedure interventistiche. Il risultato è stato ottenuto posizionando, più distalmente possibile, nei principali peduncoli di alimentazione delle lesioni micro cateteri del tipo Tracker o Magic. Ciò ha consentito di iniettare, con tutta sicurezza, delle microparticelle sintetiche calibrate (150-250 micron) del tipo Terbal Balt (tre casi) e Contour I.T.C. (un caso). Ciò come ampiamente dimostrato in letteratura, ha agevolato il successivo intervento chirurgico, eseguito a distanza di tre giorni in quanto con la necrosi si è ottenuto, oltre ad una cospicua riduzione del sanguinamentoJ anche una coartazione della capsula del tu0 more che ne ha favorito la sua enucleazione. IMembolizzazione distale ha permesso infine, lasciando pervi i tratti prossimali delle arterie di alimentazione, di non danneggiare parti di tessuto sano da esse irrorato. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | PL. Collavoli*, M. Puglioli*, R. Padolecchia*, G. Parenti ** |
- Trattamento Chirurgico Dei Tumori Centrali E Neurocutanei In Un Caso Di Neurofibromatosi
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 405-411, 1991 | | Titolo | Trattamento Chirurgico Dei Tumori Centrali E Neurocutanei In Un Caso Di Neurofibromatosi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Neurochirugische Klinik- Koln (Germany) | | Riassunto | Viene riferito il caso di un uomo di 37 anni che soffriva della malattia di Recklinghausen con manifestazioni intracraniche spinali e neurocutanee. Dopo una storia di perdita della capacità auditiva, che durava da 18 anni è stata diagnosticata per la prima volta una neurofibromatosi. TC e MRI mostravano un tumore dell'angolo pontocerebellare assai grande alla parte sinistra (3,5x3x3 cm) e più piccolo alla parte destra (2,5x2x2,5 cm), un tumore alla base cranica nella regione parafaringea ed epifaringea della parte destra (7x4x3 cm) ed anche neurinomi intraspinali a livello di C 1/2 (2,5xl,5xl,5 cm) e C6/7 (I,0x0,5x0,5 cm). Neurofibromi cutanei sono stati trovati alla fronte ed all'occipite ed anche alla gamba destra. Tu tti questi neuromi e neurofibromi sono stati asportati radicalmente con 7 operazioni in sede neurochirurgica ed otologica durante 14 mesi. Dopo l'asportazione dei neurinomi acustici e del tumore alla base cranica tutte le funzioni neurologiche sono state mantenute eccetto una transitoria paralisi dell'VII nervo cranico. Piccoli neurinomi dei nervi peroneali e tibiali non sono stati asportati. Un anno dopo un controllo radiologico mostrava piccoli tumori recidivanti negli angoli pontocerebellari e nella regione del Cl/2. Nuovi tumori sono sviluppati nel bordo destro del bulbo adiacente a un apice polmonare. Dopo l'ultima operazione, sono ormai passati due anni senza grandi cambiamenti per quanto riguarda la grandezza del tumore. Il paziente è del tutto indipendente nella sua vita quotidiana ed ha anche ricominciato ad integrarsi nel suo lavoro professionale. Questo caso è stato presentato per dimostrare che le tecniche chirurgiche possono portare ad un gran successo post-operatorio anche per un paziente con neurofibromatosi comprensiva di molti tumori di sedi diverse. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Quester, J. Menzel, H. Jung |
- Trattamento Chirurgico Dei Tumori Endocranici Associati Alle Neurofibromatosi
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 413-417, 1991 L | | Titolo | Trattamento Chirurgico Dei Tumori Endocranici Associati Alle Neurofibromatosi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Istituto Neurologico, «C. Besta», Milano | | Riassunto | Sulla base della esperienza neurochirurgica dell'Istituto Neurologico Italiano di Milano, viene esposta la diversa patologia osservabile nella Neurofibromatosi I e 2 (NF 1, NF 2), sottolineando la netta preferenza nella NF 1 del glioma ottico (spesso bilaterale e che può interessare anche il chiasma e le bandellette) mentre il neurinoma dell'acustico è unilaterale in questa forma e bilaterale nella NF2. Gii Autori indicano la loro abituale strategia nel trattamento di questi tumori e l'importanza della RM con Gadolinio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Giombini, G. Cella |
- Un Caso Dl Macroadenoma Ipofisario Ad Esordio Inconsueto.
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 569-572, 1991 | | Titolo | Un Caso Dl Macroadenoma Ipofisario Ad Esordio Inconsueto. | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale Civile, Fidenza (Parma) | | Riassunto | Il prolattinoma, il più frequente tumore fra gli adenomi ipofisari secernenti presenta sempre segni endocrinologici e più raramente segni di compressione sulle strutture adiacenti fra i quali disturbi della vista, diplopia, cefalea, etc. l’emorragia intratumorale non è infrequente e determina una apoplessia ipofisaria unitamente a segni meningei. Viene presentato il caso di una paziente ricoverata per una crisi convulsiva mentre la TAC era negativa la RM mostrava un allungamento sia in Tl che in T2 della regione sellare ed un'area focale iperintensa sia nelle Tl che nelle T2 pesate. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Lisi, C. Grassa |
- Un Caso Dl Sclerosi Tuberosa Dl Bourneville Con Segni Precoci Dl Interessamento Cardiaco
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 265-269, 1991 | | Titolo | Un Caso Dl Sclerosi Tuberosa Dl Bourneville Con Segni Precoci Dl Interessamento Cardiaco | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Reparto di Neuropsichiatria infantile, Ospedale Manerbio, Brescia | | Riassunto | Viene descritto un caso di sclerosi tuberosa di Bourneville, esordita all'età di 2, 8 anni con la comparsa di convulsioni e, progressivamente, di decadimento intellettivo e di chiazze cutanee acromiche. Il caso è documentato anche dal riscontro dei caratteristici tuberi sia a livello encefalico tramite TAC e RM sia a livello cardiaco (ecocardiogramma e RM). La peculiarità di questo caso è, comunque, la precocissima comparsa (ancora a livello fetale) di segni d'interessamento cardiaco (aritmie) che si sono mantenuti persistenti nel tempo fino alla comparsa, in fase di malattia conclamata, di documentate lesioni cardiache. Questa corrispondenza viene segnalata al fine di una precocissima diagnosi, in casi analoghi e di altrettanto precoci indicazioni di tipo eugenetica | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Benvenuti, A. Tiberti, A. Orlandini, M. Bini, G. Tettoni, A. Cipani, L. Zani |
- Un Ematoma Mesencefalico Post-Traumatico
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 521-523, 1991 | | Titolo | Un Ematoma Mesencefalico Post-Traumatico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, * Clinica Neurochirurgica, ** Clinica Radiologica, Ospedali Civili di Brescia | | Riassunto | Riportiamo un caso di ematoma post-traumatico del peduncolo cerebrale destro, associato ad emiparesi sinistra L’ematoma è stato attribuito ad una lesione da contraccolpo del mesencefalo. La dimensione ridotta della lesione e l'assenza di effetto massa sono segno di favorevole prognosi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Capra, N. Marcianò, B. Tanghetti *, V. Scipione**, M. Bonetti ** |
- Un Test Computerizzato Per La Valutazione Dell'intelligenza
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 99-109, 1991 | | Titolo | Un Test Computerizzato Per La Valutazione Dell'intelligenza | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Universita degli Studi di Bari * I°Cattedra di Psicologia (Corso integrato di Biologia) ** II°Cattedra di Clinica Psichiatrica | | Riassunto | Onde standardizzare un programma computerizzato di somministrazione del test di Raven 1947 detto Progressive Matrices, è stato utilizzato un personal computer Macintosh Plus, adattando il programma per bambini di scuole elementari. Non venivano poste limitazioni di tempo ma i testardi venivano informati della registrazione del tempo impiegato per ciascuna tavola. Tale modalità di test è stata somministrata a 294 scolari di Bari Taranto e Foggia, ne primi due mesi di quest'anno. Questo tipo di somministrazione è stato ben accettato e considerato come un videogioco, permettendo di ottenere una maggiore uniformità di risultati senza le reazioni emotive e i fenomeni di transfert e di controtransfert che talora inficiano la validità di questi test nella classica somministrazione da parte degli esaminatori. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Martino *, A. Bellomo **, D. Suma ** |
- Utilità Della Valutazione Basografica Nelle Malattie Neurologiche
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 221-225,1991 | | Titolo | Utilità Della Valutazione Basografica Nelle Malattie Neurologiche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Universita dell;Aquila | | Riassunto | È stata valutata la possibilità di mettere in evidenza con una tecnica basografica patterns deambulatori caratteristici per le seguenti categorie di pazienti: pazienti parkinsoniani pazienti cerebrovascolari emiparetici con andatura falciante, pazienti con sclerosi multipla ad andatura atassica di tipo cerebellare. Sono stati reclutati 20 soggetti normali e 10 soggetti per ciascun gruppo di pazienti. I’esame basografico è stato eseguito con una apparecchiatura portatile di minimo ingombro. L’analisi della covarianza dei dati ottenuti ha messo in evidenza alcuni quadri specifici di alterazione dei parametri del passo e delle fasi di singolo o doppio sopporta I pazienti parkinsoniani presentavano un aumento Signa cativo (P< 0,001) della fase di appoggio piatto con riduzione della frenata, della spinta e delI'oscillazione oltre ad una spiccata riduzione della cadenza media I pazienti emiparetici presentavano al contrario un aumento (Pi 0,01) delle fasi di frenata e spinta con riduzione della fase di appoggio p iatto ed una tipica asimmetria della fase di oscillazione, più lunga dal lato paretico (P< 0,05). Infine i pazienti atassici presentavano un aumento della fase di frenata (P< O,OOI) e tipicamente un aumento della variabilità delle fasi in ciascun soggetto (P<O,OOI). Tutti e tre i gruppi di pazienti presentavano una riduzione della lunghezza del passo e delle fasi di singolo supporto (P<O,OOI) con aumento delle fasi di doppio supporto (P< 0,001), per cui questi aspetti sono da considerare segni aspecifici di difficoltà dell'andatura. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Marini, C. Ferretti, G. Di Gianfilippo, F. D'Andrea, R. Totaro, M. Prencipe |
- Valutazione Clinica, Terapeutica E Statistica Di Pazienti Con Metastasi Cerebrali Come Prima Localizzazione A Distanza Di Carcinoma Mammario
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 587-591. 1991 | | Titolo | Valutazione Clinica, Terapeutica E Statistica Di Pazienti Con Metastasi Cerebrali Come Prima Localizzazione A Distanza Di Carcinoma Mammario | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurologia, di Radioterapia e Sezione di Oncologia Medica Ospedale Umberto 1° Mestre (Venezia). | | Riassunto | La distribuzione delle localizzazioni metastatiche di una neoplasia può dipendere da fattori che pesano anche sulla prognosi. Questo lavoro valuta la sopravvivenza e la risposta alla radioterapia di pazienti con carcinoma mammario che hanno sviluppato metastasi cerebrali come prima e unica localizzazione secondaria oppure contemporaneamente o sequenzialmente ad altre sedi metastatiche. Le pazienti trattate con radioterapia panencefalica, sono state valutate dal punto di vista neurologico prima e dopo il trattamento ed hanno avuto complessivamente giovamento con regressione temporanea di importanti sintomi. La sopravvivenza delle pazienti con prima sede metastatica cerebrale non è risultata diversa da quelle con metastasi cerebrale e in altre sedi. Le pazienti sono state quindi analizzate per stato menopausale, e le pazienti in premenopausa hanno dimostrato una più lunga sopravvivenza totale (1602 giorni in media contro 1055, p=0.023) e dopo radioterapia (459 giorni in media contro 67, p=0.005). Questo risente evidentemente del fattore età, il cui peso non può essere analizzato separatamente in questa casistica. In ogni caso questi risultati possono essere tenuti in considerazione al momento della pianifcazione terapeutica di queste pazienti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Masato, G. Pistollato, C. Ravenna, M. Busetto*, R. Polico*, M. Antonello * |
- Valutazione Clinico Funzionale Del Danno E Della Disabilità Nella Sclerosi Multipla
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 147-152, 1991 | | Titolo | Valutazione Clinico Funzionale Del Danno E Della Disabilità Nella Sclerosi Multipla | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * USL 29, Bologna ** Dipartimento di Riabilitazione, Trevi (Perugia) | | Riassunto | Nei pazienti con Sclerosi Multipla S.M. appare necessario quantificare in modo accurato e omogeneo la sede e l'entità della compromissione di funzioni motorie, sensitive, intellettive. Al riguardo il riferimento è dato dall'esame neurologico clinico quantificata In parallelo vanno tenute presenti le «abilità funzionali» e l'entità della loro efficienza. Su queste premesse si basa un programma specifico di neuroriabilitazione per pazienti con S.M. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Stecchi *, R. Piperno** |
- Valutazione Del Sistema Nervoso Autonomo In Un Caso Di Polineuropatia Da Malassorbimento Con Deficit Di Vitamina E
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (4), 675-679, 1991 | | Titolo | Valutazione Del Sistema Nervoso Autonomo In Un Caso Di Polineuropatia Da Malassorbimento Con Deficit Di Vitamina E | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Neurologia e (*) Medicina Generale, Ospedale Savigliano (Cuneo) ** Dip. di Scienza e Tecnologia del Farmaco, Universita di Torino | | Riassunto | Tra le sindromi neurologiche secondarie a malassorbimento, il deficit di vitamina E è probabilmente quella dotata del maggior polimorfismo, potendo causare una degenerazione spino-cerebellare con oftalmoplegia, polineuropatia, retinate pigmentosa. Viene descritto il caso di una donna di 62 anni affetta da sindrome da malassorbimento con deficit di vitamina E, con associata una obiettività neurologica caratterizzata da segni cerebellari areflessia ed alterazioni della sensibilità profonda, senza chiari sintomi o segni di sofferenza del sistema nervoso autonomo. Il quadro neurofisiologico era quello di una polineuropatia sensitiva, con relativo risparmio della conduzione lungo il tratto centrale delle vie afferenti. La valutazione del sistema nervoso autonomo è stata effettuata con la Risposta Simpatico-Cutanea (assente agli arti superiori per tutte le modalità di stimolazione) e mediante lo studio della variabilità RR dell'ECG (ridotta sia in condizioni basali che dopo respirazione profonda). Un coinvolgimento del sistema nervoso autonomo sembra pertanto doversi aggiungere allo spettro dei deficit neurologici secondari a malassorbimento con deficit di vitamina E. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Costa, D. Seliak, R. Peraldo Neja*, M. Tatì*, F. Belliardo**, A.L. Cognazzo |
- Valutazione Dell'assistenza Ospedaliera Al Paziente Affetto Da Ictus Cerebrale In Fase Acuta
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 41-49, 1991 | | Titolo | Valutazione Dell'assistenza Ospedaliera Al Paziente Affetto Da Ictus Cerebrale In Fase Acuta | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale S. Martino, Genova | | Riassunto | Lo studio analizza, alla luce degli standard diagnostici e terapeutici recentemente suggeriti dalla OMS (1989), la qualità dell'assistenza offerta ai pazienti affetti da istus cerebrale ricoverati presso un grande ospedale italiano. L'indagine è stata condotta su 228 pazienti affetti da cerebropatia vascolare ischemica acuta reclutati successivamente presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale San Martino di Genova. Tutti i pazienti sono stati valutati neurologicamente all'ingresso e sono stati successivamente destinati, secondo i criteri «routinari>>. ai vari reparti dell'Ospedale. In una fase successiva si recuperava tutta la documentazione clinica relativa ad ogni singolo paziente e venivano operate, secondo i criteri «espliciti>>, le valutazioni relative ai seguenti aspetti : a) accuratezza diagnostica all'ingresso; b) completezza della cartella clinica, c) indagini diagnostiche (completezza, specificita, ecc.); d) protocolli terapeutici ; e) trattamento fisioterapico; f) livello del «nursing» valutato attraverso l'analisi dei rapporti di servizio degli infermieri. In un successivo follow-up a sei mesi che ha coinvolto 58 pazienti sono stati valutati : a) il livello delle cure domiciliari; b) il tipo di reinserimento sociale, c) la valutazione soggettiva del paziente e dei familiari relativamente all'assistenza ricevuta. I’insieme dei dati così ottenuti sono oggetto di una analisi da cui emergono sia il livello medio attuale di assistenza alla patologia cerebro-vascolare acuta in un grande ospedale, sia le differenziazioni relative al grado di specializzazione, alle dotazioni strumentali, all'assistenza infermieristica e riabilitativa relative al tipo di reparto Ne scaturiscono indicazioni relative alla necessità di una progressiva specializzazione nella cura di questo tipo di patologia, da ottenersi attraverso l'istituzione di strutture apposite. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.A. Ottonello, G. Bino, G. Brusa |
- Valutazione Dell'utilizzo Delle Tecnologie Ad Alto Rischio E/O Ad Alto Costo Nella Patologia Del Sistema Nervoso
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (3), 21-25, 1991 | | Titolo | Valutazione Dell'utilizzo Delle Tecnologie Ad Alto Rischio E/O Ad Alto Costo Nella Patologia Del Sistema Nervoso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Ospedale S. Raffaele, Milano | | Riassunto | Tecnologie ad alto costo e/o rischio sono quelle apparecchiature che per costi d'acquisto, gestione e strutture, non possono essere capillarmente diffuse in tutte le strutture sanitarie. Obiettivo della VRQ è quello di qualificare e finalizzare l'attività clinica di una struttura al fine di qualificare e finalizzare gli investimenti strutturali e tecnologici necessari. Tre i quesiti fondamentali: I) come e cosa modifica la presenza di una tecnologia ad alto costo nella qualità e nella quantità della assistenza in campo neurologico, all'interno di una struttura sanitaria? 2) Quali sono gli standard strutturali organizzativi e funzionali necessari per incidere nella qualità dell'assistenza neurologica? 3) Quale efficacia possiede ogni procedura diagnostica di interesse neurologico nel confermare o cambiare la diagnosi clinica «a priori» e/o nell'orientare o cambiare il programma terapeutico? Nel campo dell 'imaging neurologico vengono presi in considerazione la Medicina Nucleare e la PET come esempi di programmazione e qualificazione della spesa, con riferimenti all'incidenza clinica. Allo stato attuale della Sanità in Italia, appare infatti sempre più necessaria una sistematica analisi dell'efficacia clinica, da cui derivino indicazioni per classificare quanto è clinicamente efficace, quanto è sperimentale e quanto in disuso. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Bruno, R. Benti, P. Gerundini |
- Variabilità In Ampiezza Sweep To Sweep Dei Ll-Seps
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 27-32, 1991 | | Titolo | Variabilità In Ampiezza Sweep To Sweep Dei Ll-Seps | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | IV Clinica Neurologica, Istituto Scientifico S. Raffaele, Università di Milano * Dipartimento di Elettronica, Politecnico di Milano | | Riassunto | Per superare i limiti dell'averaging solitamente impiegato in neurofisiologia nell'estrazione di potenziali evocati abbiamo applicato modelli di filtraggio autoregressivo con input esogeno (ARX) allo scopo di ottenere potenziali evocati somatosensoriali a lunga latenza (LL-SEPs) da 10 singole sweep dopo stimolazione del nervo mediano in 10 soggetti sani. Tutte le componenti a lunga latenza erano spesso ben riconoscibili: soltanto 3 soggetti presentavano una singola sweep irriconoscibile. L’ampiezza interpicco era poco variabile nei complessi P100-N140 e N140-P200 (coefficiente di variazione (CV) rispettivamente di 0.36 e 0.41), mertre una maggior variabilità era presente per il complesso N60-P100 (C.V. = 0.62). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | T. Locatelli, G. Comi, C. Fornara, A. Bianchi, D. Liberati *, S. Cerutti * |
- View 5: Un Programma Per L'analisi Spettrale Dell'eeg
| Anno | 1991 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 37 (2), 63-67, 1991 | | Titolo | View 5: Un Programma Per L'analisi Spettrale Dell'eeg | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Medicina Sperimentale e Scienze Biochimiche, Universita di Perugia * Istituto di Fisiologia Umana, Universita di Perugia ** Dipartimento di Fisiologia Generale e Ambientale, Universita di Napoli | | Riassunto | Il nostro sistema di acquisizione e di analisi dei segnali elettrocorticali è composto da due programmi, SAMPLER e VIEW 5 che consentono, rispettivamente, I'acquisizione e l'analisi visiva e spettrale semiautomatica dell'EEG. Entrambi i programmi operano su personal computers IBM-386, IBM-XT e IBM-AT compatibili, dotati di una scheda di conversione analogico-digitale. SAMPLEr digitalizza on- ego off-line fino a 4 segnali contemporanei (velocità di campionamento 64 Hz) e li trasferisce in 4 fi les distinti memorizzandoli su disco fisso L'unità di campionamento è il RECORD, formato da 64 punti equivalenti a I secondo di registrazione. VIEW S permette. 1—di visualizzare sullo schermo l'EEG digitalizzato; 2—la marcatura sequenziale e la classificazione dell'EEG in epoche di I secondo; 3—la distinzione automatica degli episodi di sonno sincronizzato in base alla durata e all'esito; 4—la compilazione di un sommario - ora per ora - del numero, della durata media e totale degli episodi degli stati di vigilanza rilevati (veglia, sonno sincronizzato e sonno paradossale); 5—I'analisi spettrale on ego off-line con la lettura del tracciato, nel range di frequenza 1-32 Hz o per epoche consecutive di un secondo, con risoluzione di I Hz o per epoche di 4 secondi con risoluzione di 0,25 Hz. Il sistema nel suo insieme oltre ad essere poco costoso è molto veloce, flessibile e utile nello studio del ciclo sonno-veglia. Esso infatti consente un'analisi qualitativa e quantitativa ad alta risoluzione dei vari stati di vigilanza e può trovare applicazione sia nella ricerca sperimentale che in quella clinica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M.V. Ambrosini, D. Bambagioni *, G. Mariucci, L. Colarieti, A. Giuditta ** |
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