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La rivista Italiana di Neurobiologia, tutti gli anni a partire dal 1972
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1990- Anastomosi Dl Martin -Gruber E Sindrome Del Tunnel Carpale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 621-624, 1990 | | Titolo | Anastomosi Dl Martin -Gruber E Sindrome Del Tunnel Carpale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Spedali Civili, Brescia | | Riassunto | Le anomalie di innervazione della muscolatura intrinseca della mano sono il risultato di situazioni anatomiche particolari tra le quali una delle più comuni è l'anastomosi tra i nervi mediano e ulnare all'avambraccio, conosciuta come anastomosi di Martin-Gruber. Tale tipo di anastomosi è rilevata in percentuali variabili dal ó% al 31% nella popolazione sana La presenza di tale anomalia, provocando una estensione del territorio di innervazione del nervo ulnare che viene a includere parzialmente o completamente muscoli dell'eminenza thenar comunemente innervati dal nervo mediano, può essere fonte di errore diagnostico in pazienti con sindrome del tunnel carpale. In una popolazione di 1088 pazienti con entrapment del nervo mediano al polso, abbiamo rilevato mediante studio elettrofisiologico, la presenza di anastomosi di Martin-Gruber in 52 casi (4.7%). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. De Maria, B. Guarneri, L. Antonini, M.P. Pasolini |
- Allucinosi Peduncolare: Descrizione Di Un Caso Clinico
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 575-578, 1990 | | Titolo | Allucinosi Peduncolare: Descrizione Di Un Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale Civile, Udine | | Riassunto | L'allucinosi peduncolare è una sindrome descritta da Lhermitte nel 1922 che l'ha riscontrata in una lesione della calotta del peduncolo cerebrale. Il termine si deve invece a Van Bogaert che l'ha riscontrata in una sindrome del nucleo rosso. Per allucinosi peduncolari si intendono disturbi psicosensoriali consistenti in immagini visive, multiple, a colori vivaci spesso in movimento, di breve durata caratteristica essenziale è la consapevolezza dell'irrealtà dell'immagine da parte del paziente. Talora si associano deficit neurologici per lo più, ma non necessariamente, correlati a lesioni localizzabili nel tronco encefalico. I casi descritti in letteratura sono rari ed eccezionali quelli correlati dai reperti anatomo patologici. Si descrive il caso di una donna di 67a., operata all'età di 58 a di cancro alla mammella, con un deficit stabilizzato del 7° nervo cranico di sinistra, che ha presentato, nel tempo di circa un anno, 3 episodi riferibili ad allucinosi peduncolari. Lo studio neuroradiologico con TAC cerebrale e risonanza magnetica nucleare encefalica è risultato negativo. Dopo un follow-up di 2 anni l'obiettività clinica generale e neurologica resta invariata Viene discusso l'inquadramento nosografico e la eziopatogenesi del fenomeno allucinosico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Lucci, G.M. Marcon |
- Amnesia Giobale Transitoria: Analisi Di 20 Casi
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (1), 47-51, 1990 | | Titolo | Amnesia Giobale Transitoria: Analisi Di 20 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Unita Operativa di Neurologia e Neurofisiopatologia. Ospedale di Aosta | | Riassunto | L'amnesia Globale Transitoria (TGA) è un disturbo della memoria i cui meccanismi patogenetici sono ancora oggi sconosciuti. Numerose ipotesi sono state formulate proponendo meccanismi di natura epilettica, cerebrovascolare o emicranica. Abbiamo svolto uno studio retrospettivo su tutti i casi di TGA giunti nel nostro Reparto nel periodo 1982-1988. Sono stati selezionati 20 casi (12 femmine e 8 maschi) di TGA pure, secondo i criteri clinici di Caplan. In tutti i pazienti sono stati valutati i possibili fattori precipitanti l'esame neurologico, la TAC, I'EEG, il Doppler dei vasi cervicali i fattori di rischio cardio-vascolare. Non è emerso alcun dato a favore di una delle ipotesi precedentemente formulate e noi pensiamo che la TGA sia da ritenere un'entità nosologica a se stante, disgiunta da altre forme morbose. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Sironi, M. Di Giovanni, G. D'Alessandro, L. Carenini, S. Baldini, E. Duc, E. Bottacchi |
- Analisi Automatica Della Modulazione Della Comparsa Dell'attivita Parossistica Intercritica Durante Il Sonno
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 329-333, 1990 | | Titolo | Analisi Automatica Della Modulazione Della Comparsa Dell'attivita Parossistica Intercritica Durante Il Sonno | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Ist. OASI per la Ricerca sul Ritardo Mentale e l'involuzione Cerebrale, Troina (Enna) * Istituto di Neurologia, Universita di Cagliari | | Riassunto | La comparsa dell'attività parossistica interecritica durante il sonno è stata indicata essere modulata da due oscillatori, uno circadiano, con periodo di circa 24 h. ed un altro ultradiano, con periodo di circa 100 min. Gli studi che hanno portato all'affermazione dell'esistenza di questi due oscillatori sono stati effettuati mediante la semplice analisi visiva degli istogrammi del numero di punte per epoca, lungo le registrazioni. Nel presente lavoro gli autori si propongono di studiare tali oscillatori nelle registrazioni del sonno notturno di due gruppi di soggetti formati ognuno, da 6 pazienti, il primo con una forma di epilessia non lesionale ed il secondo con epilessia secondaria con evidente danno cerebrale (TAC). Il profilo del numero di punte per minuto è stato analizzato per mezzo della Trasformata Discreta di Fourier, dopo un preventivo smoothing dei dati, allo scopo di evidenziare, in maniera oggettiva, le periodicità contenute. È stato in seguito operato il confronto fra i due gruppi di soggetti e fra i profili delle punte per minuto e l'andamento della potenza della banda Delta dell'EEG nel corso delle registrazioni stesse, al fine di evidenziarne le analogie. I risultati sono ampiamente esposti e discussi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Ferri, P. Bergonzi *, R.M. Colognola, P. Dequae, M. Elia, P. Ferri, S.A. Musumeci |
- Analisi Clinica E Valutazione Strumentale Sulla Patologia Neoplastica Cerebrale (110 Casi) Di Una Divisione Neurologica Ospedaliera
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 645-649, 1990 | | Titolo | Analisi Clinica E Valutazione Strumentale Sulla Patologia Neoplastica Cerebrale (110 Casi) Di Una Divisione Neurologica Ospedaliera | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Mauriziano «Umberto 1», Torino | | Riassunto | È stata condotta una revisione clinica e strumentale di 110 casi di tumori cerebrali ricoverati negli ultimi cinque anni nella divisione neurologica dell'Ospedale Mauriziano di Torino, con particolare riguardo ai sintomi d'esordio ed al tempo richiesto per la definizione diagnostica Di rilievo come solo il 44,5% presentasse deficit neurologico focale, mentre il 26,4% sintomi psichici o cefalea ed il 30% sole crisi comiziali. Ponendo l'attenzione su queste ultime è emersa la maggiore frequenza negli astrocitomi (10 su 14), seguiti da meningiomi e metastasi uniche con espressività tipologica comiziale significativa (9 su 11 con crisi parziali semplici). Dagli esami strumentali emerge l'utilità dell'EEG (80% di positività) e la validità della TC encefalica con orientamento oncotipico nel 70% dei casi. La RMNè stata determinante nei casi di dubbia interpretazione risultando dimostrativa di neoplasia con orientamento oncotipo di 12 casi su 17. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Appiotti, A. Inghezis, G. Scarzella, F. Trebini |
- Andamento Dell'indice Di Varianza O Spettrale Del Segnale Doppler Durante L'intera Fase Del Ciclo Cardiaco
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 379-382, 1990 | | Titolo | Andamento Dell'indice Di Varianza O Spettrale Del Segnale Doppler Durante L'intera Fase Del Ciclo Cardiaco | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurologia Ospedale M. Vittoria, Torino ** Istituto Elettrotecnico Galileo Ferraris, Torino *** I Clinica Neurologica, Universita di Torino | | Riassunto | La trasformata veloce di Fourier (FFT) consente di ottenere una serie di spettri successivi del seguente doppler attraverso i quali è possibile calcolare i valori della frequenza massima e media e della potenza associata al segnale. Il calcolo della differenza media tra ciascuno di questi spettri e quello seguente fornisce un nuovo indice, detto INDICE DI BRIANZA SPETTRALE (ICS). Viene descritta l'applicazione di tale indice, a scopo esemplificativo, in una piccola casistica di soggetti normali di differenti età e in 2 pazienti di cui uno portatore di una stenosi emodinamicamente significativa e l'altro di un kinking della a carotide interna | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Giobbe *, R. Pisani **, W. Liboni *** |
- Angioite Cerebrale In Corso Di Herpes Zooster Cefalico
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 599-600, 1990 | | Titolo | Angioite Cerebrale In Corso Di Herpes Zooster Cefalico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale G. Mazzini, Teramo | | Riassunto | Gli Autori presentano due casi di herpes zoster in sede cefalica complicati da emiparesi transitoria, che ritengono di poter attribuire ad una rara complicanza (la vasculite cerebrale) dell'herpes zooster cefalico, sulla cui origine non esistono dati precisi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. D'Ecclesia, M. Zenobii, C. Bernardini, S. Sgriccia |
- Angiomi Cavernosi Del Sistema Nervoso Centrale: 21 Casi Operati
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 839-844, 1990 | | Titolo | Angiomi Cavernosi Del Sistema Nervoso Centrale: 21 Casi Operati | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Regionale, Varese | | Riassunto | Gli Autori presentano una casistica personale di 2I cavernomi del SNC rappresentata da 14 casi a localizzazione sopratentoriale, da 6 casi a localizzazione sottotentoriale e da un caso del midollo cervicale. Sulla scorta.di questa esperienza e facendo riferimento ai dati della letteratura discutono alcuni aspetti della fisiopatologia, della diagnosi radiologica e delle indicazioni chirurgiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Marra, C. Scamoni, M. Pozzi, M. Soldati, A. Dario, E. Cartirli, G. Crivelli, A. Dorizzi |
- Apparecchiatura Per La Perturbazione Meccanica E Magnetica Del Movimenio Planare Degli Arti Superiori
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 411- 415, 1990 | | Titolo | Apparecchiatura Per La Perturbazione Meccanica E Magnetica Del Movimenio Planare Degli Arti Superiori | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Dipartimento INFO-COM, Facolta Ingegneria, Universita degli Studi di Roma «La Sapienza» ** Dipartimento Energetica, Facolta Ingegneria, Universita degli Studi di Roma ~La Sapienza» | | Riassunto | È stato messo a punto un sistema microcomputerizzato per il controllo di un motore torsionale con potenza nominale 400 Watt che, tramite un braccio meccanico, fornisce stimolazioni meccaniche in senso facilitante e/o resistente al movimento planare degli arti superiori. La coppia Fornita dal motore è misurata da un sistema di strain-gages che, dopo preamplificazione, viene inviata ad un pC. IBM-AT che ne fa la conversione A/D. I’informazione circa la posizione angolare è invece fornita da un potenziometro di precisione calettato sull'asse del movimento. È inoltre prevista la possibilità di inviare, in corrispondenza di angoli o tempi prefissati un trigger ad uno stimolatore magnetica apparecchiatura è fornita di una tastiera su cui programmare il tipo di stimolazione da dare al paziente e di un colloquio con l'operatore. Sono in corso i primi esperimenti presso la V^ Clinica Neurologica dell'Università di Roma «La Sapienza» per lo studio dei segnali EMG dei muscoli interessati al movimento in risposta a tali perturbazioni. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.C. Filligoi *, G. Sangiovanni ** |
- Archiviazione Ed Elaborazione Di Informazioni Neurofisiopsicometriche
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 383-391, 1990 | | Titolo | Archiviazione Ed Elaborazione Di Informazioni Neurofisiopsicometriche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di Fisiologia Umana Università Tor Vergata» di FRoma | | Riassunto | Si descrive un sistema software orientato alla gestione semiautomatica di informazioni di interesse clinico particolarmente studiato anche per il trattamento statistico di dati rilevati in forma non numerica. La particolare applicazione sperimentale ha riguardato uno studio neuro-fisiopsicometrico eseguito su un gruppo di 200 bambini della città di L:Aquila, la ricerca mirava a verificare l'effe cacia dell'utilizzazione di un particolare metodo di educazione psicomotoria e di ginnastica respiratoria sulla funzionalità del sistema respiratorio e sulle capacità intellettive dei bambini. L’intervento informativo è stato progettato in base alla necessità di archiviare, e quindi elaborare, le notevoli quantità di dati prodotte da ogni soggetto durante la durata biennale dello studio. Per tutti i soggetti sono state preordinate 4 somministrazioni successive, sia di test fisio-psico-metrici che di questionari a distanza di sei mesi una dall'altra. La prima di tali somministrazioni veniva effettuata prima dell'inizio del trattamento, mentre le altre tre durante e alla fine del trattamento rieducativo. Ogni test per ogni soggetto comprendeva oltre ai dati anagrafici e anamnestici 2 questionari di 100 domande, di cui il primo riservato ai genitori ed il secondo riservato ai bambini più una serie di test di tipo psicointellettivo e auxometrico-respiratorio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Del Bolgia, P. Barra, G. D'Arcangelo, G. Buè, A. Terilli |
- Arresto Cardio-Circolatorio In Ipotermia Con Protezione Barbiturica
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 813-818, 1990 | | Titolo | Arresto Cardio-Circolatorio In Ipotermia Con Protezione Barbiturica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirurgia, Università Cattolica, Roma * Barrow Neurological InsUtute, Phoenix, USA | | Riassunto | Il rischio operatorio connesso al trattamento chirurgico diretto di malformazioni vascolari intracraniche particolarmente complesse può essere ridotto dalla esecuzione dell'intervento in condizioni di arresto cardiocircolatorio (ACC) in ipotermia. La necessità di definire meglio alcuni aspetti di questa metodica, quali il grado ottimale di ipotermia, la durata di arresto tollerabile ed il ruolo della neuroprotezione barbiturica ci ha indotto a realizzare un modello sperimentale di ACC sul babbuino: un arresto completo alla temperatura di 12 gradi che è stato protratto per 45 minuti in 4 animali e per 90 minuti in 7. Dopo il periodo di arresto, gli animali sono stati monitorizzati nell'unità di terapia intensiva per almeno 48 ore. Una valutazione clinica è stata eseguita con una scala neurologica a punti al settimo giorno. Uno studio neuroradiologico e patologico è stato altresì eseguito al settimo giorno. Un ottimo recupero clinico è stato osservato nei babbuini sottoposti ad arresto di 45 minuti. Cha quelli del secondo gruppo (90 minuti) 3 hanno presentato complicanze di tipo tromboembolico. I dettagli tecnici osservati in questo studio potranno risultare preziosi in vista di una applicazione più sicura della metodica nell'uoma | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Puca, R.F. Spetzier*, J.M. Zabramski*, F. Culicchia* |
- Aspetti Fisiopatologici E Classificativi Della Siringomielia
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (1), 35-38, 1990 | | Titolo | Aspetti Fisiopatologici E Classificativi Della Siringomielia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Bellaria, Bologna | | Riassunto | Vengono prese in esame le più recenti teorie patogenetiche della siringomielia ed in riferimento ad esse vengono discussi i principali criteri classificativi. L’analisi della fisiopatologia del flusso del liquor cerebro-spinale nella siringomielia ha stimolato l'impiego di molteplici metodiche chirurgiche, di cui vengono ricordati i principi generali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Padovani, M. Cavallo, G. Staffa, M.P. Tonelli, F. Servadei |
- Aspetti Immunologici Nella Demenza Primaria Degenerativa Tipo Alzheimer
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 435-439, 1990 | | Titolo | Aspetti Immunologici Nella Demenza Primaria Degenerativa Tipo Alzheimer | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale di Fidenza (Parma) | | Riassunto | Presentiamo 48 casi consecutivi di demenza degenerativa primaria, secondo i criteri del DSM-III-R, raccolti tra 100 casi consecutivi di demenza ricoverati presso il nostro reparto dal 1° gennaio 1985, riferiti dal medico di base. I soggetti avevano un'età tra i 49 e gli 84 anni età media 70, 16 erano maschi e 32 femmine, tutti i pazienti furono sottoposti ad un esame clinico, neuropsicologico, strumentale. Abbiamo esaminato tutti i pazienti mai trattati con neurolettici con i seguenti esami immunologici: immunocomplessi circolanti immunoelettroforesi sierica ed urinaria, crioglobuline, dosaggio delle immunoglobuline, complementemia, autoanticorpi (mitocondriali muscolo liscio, cellule parietali gastriche, microsomia tiroide e tireoglobulina, DNA). Tutti i risultati ottenuti furono negativi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Chiusa, A. Saginario |
- Aspetti Tc Nella Patologia Malformativa Del Cue
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 989-992, 1990 | | Titolo | Aspetti Tc Nella Patologia Malformativa Del Cue | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Civile, Cosenza | | Riassunto | La patologia malformativa del CUE va diagnosticata e trattata precocemente perché, se bilaterale, provoca un ritardato sviluppo intellettivo e del linguaggio. Allo stato attuale l'esame radiografico di elezione è la Tomografia Computerizzata ad alta risoluzione. Gli Autori, dopo aver accennato alla embriologia ed alla anatomia del CUE, illustrano i 4 gruppi della Classif cazione di Frey e presentano iconografia degli aspetti malformativi più frequenti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Bartolo, G. Santoro |
- Asportazione Chirurgica Diretta Dei Tumori Del Tronco Cerebrale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 739-747, 1990 | | Titolo | Asportazione Chirurgica Diretta Dei Tumori Del Tronco Cerebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento e Cattedra di Neurochirurgia Ospedale ed Universita di Verona | | Riassunto | Nel 1987 presentammo al Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurochirurgia i risultati della nostra prima esperienza nell'asportazione con tecnica microchirurgica di undici tumori del tronco ed esprimemmo sorpresa e soddisfazione nel constatare che un atteggiamento cosi aggressivo fosse associato ad una bassa mortalità e morbilità e ad una buona qualità della sopravvivenza ad un seppur breve periodo di controllo. Questa relazione è un'analisi della nostra attuale esperienza che ora comprende 40 pazienti con neoplasie intrinseche localizzate in diverse parti del tronco cerebrale. I’età dei pazienti varia fra 2 e 63 anni ma 12 sono di età inferiore a 15. n tipo istologico più frequente è l'astrocitoma (28 casi). Dal punto di vista chirurgico, i tumori erano focali ego esof tici in 23 casi 12 localizzati alla giunzione cervico-bulbare e 5 erano «diffusi». L’asportazione è stata macroscopicamente radicale in 27 casi in tutti gli ependimomi ed i tumori vascolari. In 12 casi l'asportazione è stata sub-t otale ed in un caso è stata limitata ad un'ampia biopsia. Nessun paziente è deceduto durante l'intervento ma ci sono stati due decessi perioperatori. Ad un controllo recente dei 40 pazienti operati 27 sono ancora vivi .Le loro condizioni neurologiche vengono analizzate e correlate con sede, grado di rimozione chirurgica ed istologia. Concludiamo affermando che oggi è possibile affrontare con tecnica microneurochirurgica i tumori intrinsechi del tronco cerebrale con bassa mortalità, morbilità e buona qualità della sopravvivenza. I principali fattori che contribuiscono alla sicurezza e al successo in questa chirurgia sono la RMN ad alta definizione, la microchirurgia con l'aspiratore ad ultrasuoni l'accurata neuroanestesia ed una valida terapia intensiva | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Bricolo, S. Turazzi, L. Cristofori, A. Talacchi, M. Vitale, C. Vivenza |
- Attendibilita Dei Sintomi Delle Cefalee Nel Bambino E Nell'adulto
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 527-531, 1990 | | Titolo | Attendibilita Dei Sintomi Delle Cefalee Nel Bambino E Nell'adulto | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università dell'Aquila | | Riassunto | Scopo di questo studio è di verificare se le differenze sintomatologiche riscontrate tra cefalee infantili e dell'adulto possono essere dovute all'inaccuratezza della storia clinica dei bambini o se debbono essere considerate frutto di un processo evolutivo.E’ stata studiata una serie consecutiva di 76 pazienti cefalalgici con età compresa tra 5 e 14 anni ed un analogo gruppo di 495 soggetti con età superiore a 14 anni. I risultati hanno mostrato una inversione del rapporto M/Fsotto i 14 anni una minore durata del dolore nelle cefelee tensive, una minore frequenza di dolore pulsante sia nei disturbi emicranici che non emicranici ed una minore frequenza di fono/fotofobia nei disturbi emicranici in epoca infantile. Inoltre la concordanza complessiva tra diagnosi clinica e presenza o assenza delle caratteristiche sintomalogiche delle crisi emicraniche è risultata buona, senza differenza tra adulti e bambini per la durata e l'intensità del dolore; lievemente superiore nei bambini per la lateralizzazione del dol ore, Iievemente superiore negli adulti per la pulsatilità del dolore, piuttosto bassa nei bambini per l'associazione con nausea e vomito e con fono e fotofobia Questi risultati sembrano indicare un buona attendibilità della storia clinica dei bambini per quanto riguarda le cefalee e suggerisce una reale evolutività del disturbo cefalalgico con l'età. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Marini, F. Coccagna, F. D'Andrea, R. Totaro, P. Tuzi, M. Prencipe |
- Attività Serica Della Timidina Chinasi (Tk) Ed Evoluzione Del Tumore Gliale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 773-776, 1990 | | Titolo | Attività Serica Della Timidina Chinasi (Tk) Ed Evoluzione Del Tumore Gliale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Nazionale Neurologico «C. Besta», Milano * Istituto Nazionale Tumori, Milano | | Riassunto | La Timidina chinasi è un enzima del metabolismo pirimidinico che catalizza la fosforilazione della deossitimidina in cellule altamente proliferanti. Noi abbiamo studiato l'attività serica della TK in 40 pazienti sottoposti ad exeresi di glioma maligno, con lo scopo di correlare i livelli serici dell'enzima con l'evoluzione clinica della malattia Abbiamo riscontrato: 1) esiste una correlazione tra attività serica TK e la massa tumorale residua all'intervento; V i pazienti affetti da GBM manifestano un'affività serica superiore a quella dei pazienti colpiti da AA; 3) esiste una correlazione tra ripresa di malattia ed aumento dell'attività serica dell'enzima | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | I. Milanesi, A. Silvani, L. Munari, E. Bombardieri *, A. Boiardi |
- Attualita Sulle Metodiche Di Registrazione E D'analisi Di Alcuni Tipi Di Potenziali Evento-Correlati O Cognitivi Nell'uomo
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 319-321, 1990 | | Titolo | Attualita Sulle Metodiche Di Registrazione E D'analisi Di Alcuni Tipi Di Potenziali Evento-Correlati O Cognitivi Nell'uomo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Dipartimento di Scienze Neuropsichiatriche, Università di Firenze ** ERA; *** BASIS TRADE, Sesto Fiorentino e Verona | | Riassunto | Vengono illustrate le metodiche di registrazione e d'analisi più idonee in neuropsicofisiologia clinica per lo studio di alcuni tipi di potenziali evocati evento-correlati (ERP) o cognitivi: (Nl, P2, P3) da segnali acustici di preavviso del complesso CNV ecc. Si dimostra l'inopportunità dell'uso clinico di un numero troppo elevato di elettrodi nelle metodiche di brain mapping di questi potenziali che sono generati in modo simmetrico e sincrono da vaste aree neocorticali biemisferiche. Ciascun tipo di bit-mapped ERP necessita di una particolare distribuzione degli elettrodi esploranti e di una adeguata interpolazione dei valori dei potenziali bioelettrici corticali. Un eccesso di elettrodi nel campo degli ERP aumenta la probabilità di artefatti di difficile eliminazione. Viene illustrato un metodo di mappaggio dell'attività bioelettrica corticale per lo studio del complesso CNV nell'invecchiamento cerebrale fisiologico e patologico. Si sono confrontati i risultati ottenuti precedentemente negli stessi soggetti con il metodo classico di averaging. Si sottolinea l'utilità della metodica di mappaggio da un punto di vista clinico diagnostico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Zappoli *, A. Versari *, C. Nencioni *, V. Roma **, G. Sciarretta *** |
- Basi Dl Dati E Servizi In Linea Per La Medicina
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 197-206, 1990 | | Titolo | Basi Dl Dati E Servizi In Linea Per La Medicina | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Studi sulla Ricerca e Documentazione Scientifica, CNR Roma | | Riassunto | Riassunto mancante | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Giorgi, L. Libutti |
- Campimetria Automatica: Nuove Procedure Di Esplorazione Ed Elaborazione Del Campo Visivo
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 269-273, 1990 | | Titolo | Campimetria Automatica: Nuove Procedure Di Esplorazione Ed Elaborazione Del Campo Visivo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Studente della Facolta di Ingegneria Elettronica ** Dip. Infocom, Facolta di Ingegneria *** Dip. Scienze Neurologiche, Facoltà di Medicina Universita di Roma < | | Riassunto | È stato realizzato un apparato sperimentale capace di testare automaticamente il campo visivo (CV) all'interno dei 20 gradi. Il sistema utilizza un personal computer IBM-AT; un monitor per la presentazione degli stimoli luminosi ed un pulsante per la risposta del paziente. Poiché l'attenzione del paziente decade rapidamente e ciò limita la durata dell'esame a 5-10 minuti per ogni occhio, è stato necessario implementare un algoritmo di campionamento adattivo del CV. Oltre ad una rappresentazione topografica del campo visivo, il sistema fornisce informazioni quantitative riguardo la dimensione e la posizione di eventuali scotomi o difetti emianoptici ed una misura del tempo di reazione del paziente durante l'esecuzione del test. Nell'attuale lavoro si presentano alcuni risultati ottenuti su pazienti afferenti al Dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Università degli Studi di Roma «La Sapienza>. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Capitanio *, G.C. Filligoi **, N. Accornero ***, M. Biagini ** |
- Cartella Clinica Computerizzata (Ccc)
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 265-267, 1990 | | Titolo | Cartella Clinica Computerizzata (Ccc) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione Neurologica, Ospedale Civile, Casteltranco Veneto ** Ordinario di Informatica Gestionale, Istituto Martini, Calsteltranco Veneto | | Riassunto | Il programma disponibile per PC IBM e compatibili necessita di 640 kRAM e deve essere installato su disco rigido da 20 Mb, schermo monocromatico o a colori. Le informazioni sono gestite tramite menù a tendina, non è necessaria alcuna codifica e l'uso della tastiera è limitato solamente ad alcuni tasti funzione. Il database è formato da campi di tipo alfanumerico, data, logico e a formato libero. Il prodotto è strutturato per la gestione della cartella clinica sia in ambito ospedaliero che ambulatoriale, con la possibilità di personalizzazione che può essere eseguita senza difficoltà dall'utente finale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Maccarrone *, V. Toso *, G. Marconi ** |
- Casi Clinici Simulati Al Computer Dl Perdite Dl Coscienza Reversibili (Pcr): Un'esperienza Dl Formazione Per La Guardia Medica
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 143-148, 1990 | | Titolo | Casi Clinici Simulati Al Computer Dl Perdite Dl Coscienza Reversibili (Pcr): Un'esperienza Dl Formazione Per La Guardia Medica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Ospedale Generale Regionale USL 12, Università di Ancona * Laboratorio di Telemedicina, Ist. di Clinica Medica, Università di Ancona | | Riassunto | I casi clinici simulati si prestano all'insegnamento clinica Questo strumento è particolarmente utile per la formazione o l'aggiornamento nell'ambito della patologia cosidetta «critica» che, per le sue caratteristiche di occasionalità, impredittibilità e reversibilità comporta nella pratica la necessita di un approccio fondato sulla anamnesi e sulla valutazione di pochi strumenti diagnostici. Questo approccio può essere simulato al calcolatore mediante l'utilizzo di tecniche interattive che consentono l'apprendimento e l'autovalutazione. Per questi motivi e per la presenza c/o la Clinica medica di Ancona di un gruppo già esperto in tecniche di insegnamento assistite dal computer, tale metodologia è stata inserita nel programma di aggiornamento dei medici di guardia medica della regione Marche per l'anno 1989/90. Ai discenti è stato sottoposto un questionario di gradimento/valutazione articolato su due livelli metodologico e di contenuto. In generale si è notato una buona accettazione del metodo ed una valutazione positiva delle sue capacità didattiche. Alcuni aspetti critici per l'iter decisionale sono stati individuati e analizzati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Giuliani, N. Foschi, A. Corvetta *, G. Pomponio *, A. Salvi *, M. Luchetti* |
- Cinetica Cellulare Dei Tumori Del Sistema Nervoso Centrale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 795-801, 1990 | | Titolo | Cinetica Cellulare Dei Tumori Del Sistema Nervoso Centrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Anatomia Patologica, Universita di Milano * | | Riassunto | L'attività proliferativa potenziale di 163 biopsie di tumori cerebrali è stata studiata utilizzando la determinazione del labeling index (LI) in vitro mediante incorporazione di 3H-timidina. I risultati vengono discussi particolarmente in rapporto al valore prognostico del LI: gli Autori sottolineano la maggiore precisione del LI rispetto all'esame istologico convenzionale nella valutazione della sopravvivenza e della possibilità di recidive. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Matturri, A.M. Lavezzi, C. Varesi, T. Masini |
- Confronto Fra Test Neuropsicologici E Tecniche Strumentali Nel Decadimento Demenziale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 427-434, 1990 | | Titolo | Confronto Fra Test Neuropsicologici E Tecniche Strumentali Nel Decadimento Demenziale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale Civile, Casteltranco Veneto | | Riassunto | Sono stati studiati con TC cerebrale, SPECT-PAO cerebrale e tests neuropsicologici 32 pazienti con decadimento demenziale. suddivisi in tre gruppi il 1° di 17 pazienti con Demenza di Alzheimer (AD), il 2° di 8 pazienti con Parkinson-Demenza (PD) e il 3° di 7 pazienti con MID (Demenza Multinfartuale). Scopo primario del lavoro è stato quello di analizzare e verificare l'efficacia diagnostica, rispetto al decadimento demenziale, delle relative indagini strumentali e funzionali. La SPECT-PAO ha mostrato la sua superiorità rispetto alla TC nell’AD e PD, accompagnata anche da una significativa e selettiva diagnostica neuropsicologica Nella MID la TC e i tests neuropsicologici si sono dimostrati più precisi nella localizzazione del danno corticale. Viene così sottolineata l'utilità dell'integrazione tra la neuropsicologia e le indagini strumentali morfologiche e funzionali nella diagnostica del decadimento demenziale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Toso, G. Maccarrone, D. Pauletto |
- Considerazioni Cliniche E Neuroradiologiche In Tre Casi Di Sindrome Di Sturge-Weber-Krabbe (Swk)
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (1), 67-73, 1990 | | Titolo | Considerazioni Cliniche E Neuroradiologiche In Tre Casi Di Sindrome Di Sturge-Weber-Krabbe (Swk) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * UO. di Neuroradiologia - Spedali Riuniti, Livorno ** UO. di Neurologia - Ospedale Civile di Empoli | | Riassunto | Gli autori descrivono tre casi di malattia di SWK studiati, oltre che con le moderne tecniche di neuro-imaging (TC ed RM), con angiografia per la valutazione delle alterazioni vascolari presenti quasi invariabilmente in questa facomatosi. Nei tre pazienti con l'esame angiografico sono stati evidenziati, con alcune differenze da un caso all'altro, pattern di drenaggio venoso già descritti ma che dal nostro punto di vista, correlati con il quadro clinico potrebbero avere un significato prognostico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Ferrito *, N. Quilici *, F. Scazzeri *, R. Nenci*, W. Borsini **, P. Lambruschini **, G. Marcacci ** |
- Considerazioni Clinico-Chirurgiche Sugli Aneurismi Giganti Della Biforcazione Della Basilare
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 907-911, 1990 | | Titolo | Considerazioni Clinico-Chirurgiche Sugli Aneurismi Giganti Della Biforcazione Della Basilare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Maggiore della Carita, Novara * Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Civile Santa Croce, Cuneo | | Riassunto | Il trattamento chirurgico degli aneurismi giganti della biforcazione dell'arteria basilare si caratterizza per la necessità di operare in campi assai ristretti in presenza di molte e vitali strutture. I'ectasia dei vasi il largo colletto, le enormi dimensioni della sacca e le aderenze che guesta contrae con le strutture circostanti rendono ulteriormente angusto il campo operatorio accentuando le difficoltà di isolamento del colletto e della sacca aneurismatica, con aumentato rischio di rottura della sacca e di embolizzazione per mobilizzazione di trombi e coaguli. Nel tentativo di ovviare alla contrastante necessità di esercitare il minor traumatismo possibile sulla sacca e sul colletto aneurismatico e di isolare al contempo le numerose strutture anatomiche ad essi spesso tenacemente adese, negli ultimi tre anni abbiamo routinariamente utilizzato, nell'aggressione di questi aneurismi un approccio combinato pterionale-subtemporale. Tale via (già suggerita da Drake e Yasargyl) permette, a nostro parere, più agevole riconoscimento e dissezione delle strutture anatomiche, riduce le manipolazioni della sacca e del colletto aneurismatico e consente l'ottimale posizionamento della clip secondo la via e l'angolazione ritenute più idonee. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Bellotti, F. Regalia, G. Oliveri, G. Pappadà, P. Girardi, R. Sani, P.G. Car, M. Medina *, S. Barrale * |
- Considerazioni Patogenetiche Nelle Polineuropatie Associate Alle Paraproteinemie
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 503-505. 1990 | | Titolo | Considerazioni Patogenetiche Nelle Polineuropatie Associate Alle Paraproteinemie | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale M. Bufalini, Cesena * Divisione di Medicina, Ospedale M. Bufalini, Cesena ** Clinica Neurologica IV, Universita di Milano, IRCCS S.Raaffaele | | Riassunto | Gli AA nell'intento di verificare sia l'incidenza che la patogenesi della polineuropatia associata a paraproteinemie hanno sottoposto ad indagine EMG 72 pz. consecutivi affetti da MM, MGUS e L non H Ig sec. Sono risultati patologici all'EMG 25 pz (34%) con soli 3 casi di neuropatia clinica. Successivamente a un campione di essi è stato praticato il test di ultrafiltrazione eritrocitaria che non ha fornito significative indicazioni circa il ruolo patogenetico di un eventuale disturbo emoreologico. Più interessante si è rivelata la ricerca praticata su 37 pz. di autoanticorpi verso antigeni del nervo periferico. pz., tutti con EMG patologico, e tra questi anche i tre casi di polineuropatia clinica hanno evidenziato elevati titoli anticorpali ribadendo il possibile ruolo patogenetico di un disordine immunologico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Rasi, L. Guardigni*, G. Mazzini, R. Fabbri, S. Pasini*, R. Nemni** |
- Considerazioni Su Una Complessa Malformazione Vascolare: Angioma Corioideo Associato Ad Aneurisma Della Vena Di Galeno
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 913-916, 1990 | | Titolo | Considerazioni Su Una Complessa Malformazione Vascolare: Angioma Corioideo Associato Ad Aneurisma Della Vena Di Galeno | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Nuovo Pellegrini, Napoli * Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Santobono, Napoli | | Riassunto | Gli Autori presentano un caso di malformazione artero-venosa del plesso corioideo del ventricolo laterale sinistro associata a dilatazione della vena di Galeno. Il caso presentato porge l'occasione per proporre considerazioni sulle dinamiche del flusso nei distretti artero-venosi interessati. Alla luce di tali considerazioni e di una revisione della letteratura, si pone l'accento su un'interpretazione dinamica della dilatazione venosa, ridefinendola come ectasia della vena di Galena | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Cianciulli, R. Apolito, L. Delehaye, C. Navarro, P. Vassallo, R. Ruggiero*, G. De Rosa |
- Contribuio Della Rmn Nella Correlazione Anatomo-Clinica In Un Caso Dl Mioclonie Velo-Palatine
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 899-901, 1990 | | Titolo | Contribuio Della Rmn Nella Correlazione Anatomo-Clinica In Un Caso Dl Mioclonie Velo-Palatine | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dípartimento di Neurologia, Ospedale Civile, Vasto (Chieti) * Chair of Radiology, Universita dell'Aquila | | Riassunto | Descriviamo un caso di mioclonie velo-palatine in cui la RMN ha permesso di evidenziare le lesioni delle strutture del SNC ritenute responsabili di questa patologia: corpo olivare inferiore, nucleo rosso omolaterale e nucleo dentato controlaterale-triangolo di Guillain e Mollaret. La TC (Coloyted Tomohtsph), per gli artefatti che compaiono in fossa cranica posteriore, non è stata in grado di identificare le alterazioni responsabili delle mioclonie velopalatine. Abbiamo evidenziato in una donna di 69 anni diabetica insulino dipendente in trattamento dialitico cronico per insufficienza renale da angiosclerosi una lesione di aspetto lacunare a livello del piede mesencefalico-pontino di sinistra e un infarcimento emorragico del nucleo dentato controlaterale. La RMN ha permesso l'identif cazione per la prima volta «in vivo» delle sedi lesionali finora mai descritte in letteratura. La pseudo ipertrofia del corpo olivare inferiore è reattiva alla interruzione della via rubro-olivare e si evidenzia a distanza di alcuni mesi dalla comparsa della lesione; nel nostro caso versosimilmente, non è stata evidenziata dalla RMN, perché l 'indagine è stata eseguita nel primo mese dalla comparsa delle mioclonie velo-palatine. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Antonini, M. Cipulli, M. Gallucci *, P. Litterio |
- Dati Preliminari Sui Risultati Immediati Ed A Distanza Della Terapia Degli Astrociiomi Cerebrali A Basso Grado Di Malignità
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 789-793, 1990 | | Titolo | Dati Preliminari Sui Risultati Immediati Ed A Distanza Della Terapia Degli Astrociiomi Cerebrali A Basso Grado Di Malignità | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Niguarda Ca'Granda, Milano | | Riassunto | Gli Autori presentano 50 casi consecutivi di astrocitoma a basso grado di malignità degli emisferi cerebrali operati nel periodo 1978-l988. Tutti i casi erano stati indagati con TAC senza e con mezzo di contrasto e in ogni caso si trattava di astrocitoma di II grado in una delle varianti classiche (protoplasmatico, fibrillare, gemistocitico e misto). La mortalità chirurgica era del 4%. I risultati immediati erano favorevoli in oltre l'80% dei casi. Il follow-up veniva ottenuto in 40 pazienti (min. = I anno, max = 11 anni, medio = 4 anni). L’82% dei pazienti sopravviveva più di 3 anni il 54% più di 5 anni ed il 5% più di 8 anni. Vengono analizzati i fattori prognostici. La presenza di epilessia e la paucisintomaticità in senso favorevole, il quadro istologico gemistocitico e la non radicalità chirurgica in senso negativo, appaiono come i fattori più determinanti ai fini prognostici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Ferrara, V. Monte, P. Versari, G. Talamonti, V. D'Angelo, E. Fiumara, C. Corona |
- Delimitazione Nosologica Della Spasmofilia
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 479-483, 1990 | | Titolo | Delimitazione Nosologica Della Spasmofilia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, USL n. 31, Arcispedale di S. Anna, Ferrara | | Riassunto | 375 pazienti inviati ai nostri ambulatori col sospetto di spasmofilia sono stati sottopa sti ad esame EMG (ischemia da compressione al braccio per 10 m' pausa per 5 m’ iperpnea per 3 m'. Test positivo: la comparsa di attività ripetitiva per almeno 2 m’ e/o reclutamenti di potenziali di UM, durante ischemia, corrispondente, talvolta, al segno clinico di Trousseau). Sono risultati positivi 140 casi (40%). Abbiamo quindi ricercato ed analizzato i sintomi dei 140 casi positivi raggruppati in 5 gruppi principali per poter fare un confronto con i dati della letteratura psichici (1OO%), cardiovascolari (95,5%), sensitivi (95,5%), digestivi (57,7%), neuromuscolari (77,7%). I segni di Chwostek e Trousseau erano positivi rispettivamente nel 15%. Percentuali analoghe sono state riscontrate nei 235 pazienti con EMG negativa fatta eccezione per il sintomo «crisi tetanica» che raggiungeva valori par a circa la metà (15% contro 27,5%) ed ai segni di Chwostek e Trousseau, mai osservati i questo gruppo di pazienti. La EMG, nei pazienti con sintomi neuromuscolari rilevano (spasmi contratture), era positiva ben nel 78% dei casi. Tuttavia anche in un gruppo a controllo (soggetti asintomatici) il test era positivo nel 1O'%, risultando cosi elemento non specifico per la diagnosi. La notevole dispersione dei sintomi rende impossibile, a 40 anni dalla defiinizione d i Justin-Besancon e Klotz (4), la delineazione di un profilo clinico specifico della spasmofilia Anche se può sembrare restrittivo, riteniamo che tale diagnosi possa essere posta solo in presenza di uno dei sintomi della serie neuromuscolare, con positività dell'esame EMG sembrandoci che, altrimenti non vi siano elementi sufficienti per distinguere la spasmofilia dalla comune nevrosi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Tralli, M. Artioli, V. Tugnoli, V. Vicentini, A.L. Cappellozza, R. Servidori |
- Dell'entropia Ovvero Un Archivio Computerizzato In Un Servizio Autonomo Di Poligrafia
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 295-297, 1990 | | Titolo | Dell'entropia Ovvero Un Archivio Computerizzato In Un Servizio Autonomo Di Poligrafia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Medico di Base, USL 10, Rovereto (TN) * Servizio di Neuroradiologia, Clinica Neurologica, Universita di Bologna ** Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Civile, Udine *** Servizio di Neuropsichiatria Infantile, ULSS 6, A | | Riassunto | Grazie alla crescente informatizzazione si ha l'opportunità di gestire in modo semplice e funzionale ogni settore medico sia nell'archiviazione sia nella successiva elaborazione della casistica Viene presentato un programma computerizzato per la gestione dei pazienti che afferiscono ad un Servizio autonomo di Poligrafia rilevandone i vantaggi ed i bassi costi a fronte della iniziale diffidenza di alcuni operatori ed alla mancanza di un progetto comune di informatizzazione della struttura sanitaria | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.P. Adami, B. Zanotti *, M. Leonardi **, C. Bruseghini *** |
- Demenze: Proposta Di Una Procedura Dl Sussidio Diagnostico Computerizzato
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 129-135, 1990 | | Titolo | Demenze: Proposta Di Una Procedura Dl Sussidio Diagnostico Computerizzato | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, USL 3, Pesaro | | Riassunto | In presenza di una sindrome demenziale, specialmente in fase iniziale, si impone, soprattutto ai fini prognostici ma talora anche terapeutici un accurato e corretto inquadramento diagnostico È stata elaborata una procedura computerizzata in grado di —suggerire una «interpretazione» diagnostica ai segni e sintomi rilevati dal neurologo; —indicare quali altri esami possono essere necessari per una diagnosi più certa ed affidabile. Nella definizione dell'algoritmo diagnostico si è cercato di utilizzare al meglio la sintomatologia clinica e gli esami laboratoristici più facilmente eseguibili limitando l'intervento nell'albero decisionale, di esami neuroradiologici ad alta pregnanza diagnostica ma ancora non facilmente ottenibili. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Pierini, L. Cordella |
- Deterioramenti Cerebrale Nei Pazienti Operati Di Aneurisma Dell'arteria Comunicante Anteriore. Studio Delle Funzioni Di Memoria
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 441-444, 1990 | | Titolo | Deterioramenti Cerebrale Nei Pazienti Operati Di Aneurisma Dell'arteria Comunicante Anteriore. Studio Delle Funzioni Di Memoria | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisioni di Neurologia e Neurochirurgia d'urgenza Ospedale A. Cardarelli, Napoli | | Riassunto | Dieci pazienti operati per aneurisma dell'arteria comunicante anteriore sono stati sottoposti a testaggio neuropsicologico per valutare le funzioni di memoria Tre gruppi di pazienti sono stati distinti: il primo include pazienti con funzioni di memoria nel range, un secondo gruppo include pazienti incapaci di eseguire il test di sequenze verbale e spaziale, mentre gli altri test di memoria sono nel range. l'ultimo gruppo include pazienti in cui è stato rilevato un severo danno delle funzioni di memoria La relazione tra danno neuropsicologico e dati neurochirurgici è stata, quindi esaminata. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A.M. Fasanaro *, R. Valiani *, V. Pizza *, G. Russo, E. Scarano, R. De Falco, G. Profeta |
- Diagnosi Differenziale Nelle Lesioni Espansive Della Regione Pineale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 829-834, 1990 | | Titolo | Diagnosi Differenziale Nelle Lesioni Espansive Della Regione Pineale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia e * Cattedra di Neurochirurgia Ospedale Universitario di Verona | | Riassunto | Gli Autori prendono in considerazione il valore degli esami neuroradiologici e dei dosaggi biologici emato-liquorali nella diagnosi delle lesioni espansive della regione pineale. I dati riportati in letteratura vengono confrontati con l'esperienza personale (13 casi trattati chirurgicamente) per trarre possibili considerazioni signifcative per la diagnosi di oncotipa La prima distinzione va fatta tra le lesioni intrinseche della pineale e quelle delle strutture ad essa circostanti. Considerando le lesioni proprie della pineale le caratteristiche principali importanti per una diagnosi differenziale sono costituite da —Sesso: germinoma e teratoma sono pressoché esclusivi dei maschi pineocitoma e pineoblastoma prediligono le femmine. — TC ed RM: i teratomi sono tumori solidi con componenti calcifiche e, elemento fondamentale per la diagnosi grasso che la RM evidenzia anche se di minima entità. I germinomi spesso presentano coinvolgimento ependimario e soprasellare. Le microcisti sarebbero più frequenti nei tumori di derivazione dalle cellule parenchimali della pineale. —Scarsa è risultata invece l'affidabilità di markers biologici per la diagnosi di oncotipa In ogni caso la diagnosi è facilitata qualora le dimensioni della lesione siano ridotte e la sua localizzazione anatomica possa essere precisata. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Piovan, A. Nicolato*, A. Beltramello, A. Bricolo* |
- Diagnostica Della Patologia Cerebrale Ischemica Ed Emorragica Assistita Da Computer
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 121-128, 1990 | | Titolo | Diagnostica Della Patologia Cerebrale Ischemica Ed Emorragica Assistita Da Computer | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * I Clinica Neurologica, Universita di Torino ** Intersistemi. Servizi e sistemi per l'informatica, Torino *** Div. di neurologia Ospedale M.Vittoria, Torino | | Riassunto | Si è sperimentato l'utilizzo, tramite un personal computer, di un programma finalizzato alla diagnostica automatizzata della patologia cerebrovascolare. Il programma si ripropone di assistere l'operatore sanitario nella raccolta dei dati anamnestici e clinici, ponendone in risalto gli aspetti salienti per una individuazione di evento ischemico o emorragico. Fra i sintomi precipui per tale patologia sono stati individuati i più caratteristici. I’assegnazione di un diverso valore, predeterminato a secondo del peso dei dati anamnestici e clinici consente al calcolatore di dare una indicazione di probabilità statistica per la presenza di patologia vascolare e contemporaneamente, per esclusione, di effettuare una diagnostica differenziale. I’archiviazione dei dati risulta utile, oltre che per una immediata verifica, per un confronto con rilievi clinici precedenti o con l'esame di neuroimmagine più immediato (TAC). Di quest'ultimo esame il programma utilizza una codificazione del reperto in rapporto al tipo di lesione, alla sua sede anatomica e al territorio vascolare. Si descrivono 2 casi patologici ad esemplificazione del funzionamento del programma. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | W. Liboni *, M. Veronese **, D. Giobbe *** |
- Discectomia Percutanea Secondo Onik: Tre Anni Di Esperienza
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 983-988, 1990 | | Titolo | Discectomia Percutanea Secondo Onik: Tre Anni Di Esperienza | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia, Ospedale di Bergamo * Divisione di Neurologia, Policlinico S. Marco, Zingonia | | Riassunto | Dal giugno '87 al maggio '90 presso il servizio di Neuroradiologia di Bergamo sono stati sottoposti a discectomia percutanea mediante aspirazione secondo Onik 322 pazienti. Abbiamo apportato alle originali proposte di Onik alcune modifiche, sia per quanto riguarda gli aspetti tecnici sia per quanto riguarda l'indicazione clinica. In particolare, in relazione a considerazioni di ordine fisiopatologico, abbiamo inserito pazienti sofferenti di lombalgia pura, ai quali terapie conservative adeguatamente protratte non avevano portato beneficio, e pazienti con patologie associate all'ernia discale, in particolare stenosi del canale o alterazioni artrosiche legate all'età. Sono stati inclusi nello studio anche pazienti in cui alcuni elementi sembravano indicare possibilità di successo francamente scarse, ma nei quali esisteva una controindicazione all'intervento tradizionale. Questa considerazione deriva dall'intento di non negare al paziente un tentativo terapeutico, comunque ritenuto da noi corretto in relazione alla ormai provata scarsa invasività della metodica I risultati che riportiamo riguardano 234 pazienti, operati a 2371ivelli. Di essi 1I8 vengono controllati per la seconda volta, consentendoci una valutazione a distanza di oltre due anni dall'intervento. Tutti i pazienti non rientranti nel protocollo di selezione originariamente proposto da Onik sono stati valutati sotto una luce diversa Forniamo pertanto due diverse casistiche di pazienti i cui risultati sono stati valutati tenendo conto fondamentalmente dei giudizi soggettivi forniti dal paziente circa l'entità del dolore. Questo secondo follow-up ci ha nuovamente dimostrato la validità e l'efficacia di questo tipo di approccio all'ernia del disco contenuta Concludiamo riportando, in forma puramente aneddotica, I'esecuzione del tutto recente dei primi casi di discestomia con metodica di Onik a livello cervicale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Bonaldi, D. Prosetti, L. Moschini, G. Belloni, M. Porta * |
- Effetti Biologici Della Risonanza Magnetica: Campi Magnetici Statici
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 933-937, 1990 | | Titolo | Effetti Biologici Della Risonanza Magnetica: Campi Magnetici Statici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Servizio di Neuroradiologia, Universita di Bari ** Dipartimento di Fisica, Universita di Bari | | Riassunto | Negli ultimi anni il grande sviluppo della tomografia di risonanza magnetica nucleare (RMN) ha posto interrogativi sull'entità e sulla presenza di eventuali effetti biologici causati dagli agenti fisici utilizzati in tale tecnica diagnostica In particolare sono state studiate le influenze dei campi a radiofrequenza, dei gradienti di campo e del campo magnetico statico su organismi biologici. Il presente lavoro tende ad evidenziare lo stato attuale degli studi a riguardo degli effetti biologici dovuti alla presenza di campi magnetici. Verranno messe in evidenza tanto le problematiche connesse con la privazione magnetica che quelle connesse a campi magnetici di forte intensità, queste ultime di particolare interesse per quel che riguarda le misure protezionistiche in RMN. Si analizzeranno in dettaglio le conoscenze attuali su effetti ematologici cardiovascolari sul SNC e soll'apparato endocrinometabolico causati da campi magnetici di forte intensità. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.F. Lorusso **, N. Burdi *, C.F. Andreula *, A. Carella * |
- Effetti Del Trh-T Sul Metabolismo Cerebrale Dopo Ischemia Acuta Sperimentale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 455-458, 1990 | | Titolo | Effetti Del Trh-T Sul Metabolismo Cerebrale Dopo Ischemia Acuta Sperimentale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, USL 31, Reggio Calabria * Clinica Neurochirurgica, Universita di Messina ** Clinica Oncologica, Università di Messina *** Takeda Italia SpA, Roma | | Riassunto | E' stata valutata l'utilizzazione cerebrale del glucosio (CGU) nel cervello del gerbillo in fase d'ischemia acuta prodotta da una chiusura permanente ed unilaterale della carotide. Nello stesso modello è stato osservato l'effetto del trattamento con ormone rilasciante la tireotropina (TRH) sul CGU il valore metabolico dell'utilizzazione di glucosio è stato determinato usando il metodo di Sokoloff del 2 deossiglucosio marcato con Cid. Negli animali di controllo in =10) un'ora dopo l'occlusione della carotide il CGU era significatamente ridotto nell'emisfero ischemico se comparato ai valori di ciascun cervello controlaterale. In 10 gerbilli è stata praticata una iniezione intraperitoneale (5 mg/kg) di TRH prima delI'ischemia e ripetuta immediatamente dopo l'inizio dell'esperimento metabolico. La somministrazione di TRH attenua l'inattivazione metabolica nel 'emisfero ischemico e mantiene il metabolismo energetico ad un livello simile a quello del cervello controlaterale. A parte il problema se il TRH sia clinicamente efficace nel trattamento farmacologico dell'ischemia acuta, questi risultati indicano la possibilità che il farmaco sia efficace nel modulare la risposta metabolica del tessuto cerebrale sottoposto ad ischemia. Il possibile meccanismo attraverso il quale il TRH attenua l'inattivazione metabolica nel cervello ischemico è discusso in vista degli effetti del farmaco sul flusso ematico e sul metabolismo cerebrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. d'Avella, F. De Blasi, A. Germanb *, V. Pensabene, N. Pandolfo, R. Cicciarello, P. La Commare*** |
- Effetti Delle Occlusioni Carotidee Sull'emodinamica Cerebrale: Valutazione Con Doppler Transcranico
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 523-525, 1990 | | Titolo | Effetti Delle Occlusioni Carotidee Sull'emodinamica Cerebrale: Valutazione Con Doppler Transcranico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università dell'Aquila | | Riassunto | Il 25 % delle ischemie cerebrali è dovuto a stenosi e/o occlusione dell'arteria carotide interna extracranic. La severità della sintomatologia è altamente variabile e correlabile alI'instaurarsi di circoli collaterali più o meno validi. Sono stati studiati con Doppler transcranico (TCD) 10 pazienti con occlusione monolaterale della carotide interna extracranica. Ipazienti erano tutti maschi ed avevano un'età media di 72,7 anni. Di questi 4 avevano presentato dei TIA e 6 dei deficit neurologici permanenti. La velocità di flusso della MCA omolaterale all'occlusione è risultata più bassa rispetto alla controlaterale (rispettivamente 37,7 +/- 9,6 e 50,4 +/- 13,7 cm/sec; P 0,005), cosa come l'Indice di pulsatilità (PI) (rispettivamente 0,85 +/- 0,10 e 1,10 +/- 0,11; P 0,001). In 5 pazienti è stata riscontrata un'inversione della direzione del Jlusso nel primo tratto della ACA omolaterale all'occlusione. Il TCD permette di valutare in modo non invasivo le conseguenze emodinamiche sul circolo cerebrale delle occlusioni carotidee e la capacità di circoli collaterali di supplenza. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Totaro, C. Marini, C. Cannarsa, P. Tuzi, D. De Donatis, G. De Matteis, F. D'Andrea |
- Effetti Neurotossici Di Due Differenti Trattamenti Con Cisplatino
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 459-464, 1990 | | Titolo | Effetti Neurotossici Di Due Differenti Trattamenti Con Cisplatino | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Clinica Neurologica 14 Ospedale S. Gerardo di Monza ° Istituto di Anatomia umana, Universita degli studi di Milano ** Clinica di Ostetricia e Ginecologia. Universita degli studi di Milano, Ospedale S. Gerardo di Monza | | Riassunto | Il cisplatino è considerato farmaco di prima scelta nel trattamento delle neoplasie genitali il cui uso è limitato spesso dalla comparsa di neurotossicità. Noi abbiamo confrontato gli effetti sul sistema nervoso periferico del cisplatino somministrato con due diversi schemi terapeutici: in un gruppo la singola dose prevedeva 75 mg/m2 di cisplatino ogni 3 settimane secondo lo schema convenzionale, mentre nell'altro gruppo la singola dose era di 5O mg/m2 ogni settimana fino al raggiungimento in entrambi i gruppi di una dose totale di 450 mg/m2. L’analisi dei valori neurofisiologici ottenuti dimostra che la somministrazione di cisplatino a dosaggi per singola dose più bassi previene o ritarda l'insorgenza della neuropatia periferica, permettendo una migliore tollerabilità della terapia e probabilmente la possibilità di raggiungere dosi totali di farmaco più elevate. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Marzorati *, G. Bogliun *, G. Cavaletti *° G. Tredici ° M.R. Pittelli ** |
- Elaborazione Del Linguaggio Naturale In Campo Medico: Dal Testo Libero Alla Codifica Automatica
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 36 (2), 213-217, 1990 | | Titolo | Elaborazione Del Linguaggio Naturale In Campo Medico: Dal Testo Libero Alla Codifica Automatica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia Ospedale Fatebenetratelli ed Oftalmico, Milano | | Riassunto | Il lavoro si propone di illustrare le motivazioni che hanno portato alla creazione di un sistema in grado di codificare automaticamente frasi in linguaggio naturale e di descrivere le modalità che ne hanno determinato lo sviluppo. Dopo aver delineato le esigenze che hanno indotto alla gestione automatizzata di testi liberi l'attenzione si concentrerà sulle caratteristiche e l'implementazione di tale progetto, con particolare riferimento alla struttura ed alla gestione del thesaurus sviluppato. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Caneschi, E. Antonini, P. Cazzaniga, F. Finzi |
- Emicrania Parossistica Quale Prima Manifestazione Di Ematoma Subdurale Cronico Associato A Cisti Aracnoidea Della Fossa Cranica Media
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 605-607, 1990 | | Titolo | Emicrania Parossistica Quale Prima Manifestazione Di Ematoma Subdurale Cronico Associato A Cisti Aracnoidea Della Fossa Cranica Media | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurologia ** Divisione di Geriatria, e *** Divisione Neurochirurgica Ospedale G. Mazzini di Teramo | | Riassunto | Gli Autori presentano tre casi di soggetti in giovane età, portatori di cisti aracnoidea della fossa cranica media, che hanno sviluppato due un ematoma subdurale e uno un igroma . Puntualizzano come possa essere frequente tale associazione, sulla base di dati anatomo-patologici e concludono che essa vada sempre sospettata in pazienti che, in assenza di familiarità e/o storia personale di emicrania, presentino attacchi emicranici con caratteristiche parossistiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Zenobii *, G. D'Ecclesia *, C. Bernardini *, S. Spriccia *. E. Caffaani **. L. Cristuib Grizzi *** |
- Emorragia Subaracnoidea Ad Eziologia Non Determinata. Considerazioni Su 64 Casi Clinici.
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (1), 19-25, 1990 | | Titolo | Emorragia Subaracnoidea Ad Eziologia Non Determinata. Considerazioni Su 64 Casi Clinici. | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurochirurgica - US.L. n. 7 «Udinese» Stabilimento Ospedaliero «S. Maria della Misericordia», Udine | | Riassunto | Gli AA presentano una casistica di 64 pazienti affetti da ESA ad eziologia non determinata l'incidenza relativa al totale delle ESA da causa nota è del 19%. Vengono discusse le ipotesi eziologiche proposte per spiegare tale patologia e si esaminano i dati riguardanti età, sesso, condizioni cliniche iniziali quadro neuroradiologico ed evoluzione clinica, confrontandoli con quelli dei soggetti colpiti da ESA di origine conosciuta .Si rileva come in particolare i sintomi neurologici iniziali e le immagini di sanguinamento siano meno drammatiche ed il decorso e l'evoluzione clinica risultino più favorevoli per i pazienti con ESA ad eziologia sconosciuta Gli AA presentano una casistica di 64 pazienti affetti da ESA ad eziologia non determinata l'incidenza relativa al totale delle ESA da causa nota è del 19%. Vengono discusse le ipotesi eziologiche proposte per spiegare tale patologia e si esaminano i dati riguardanti età, sesso, condizioni cliniche iniziali quadro neuroradiologico ed evoluzione clinica, confrontandoli con quelli dei soggetti colpiti da ESA di origine conosciuta.Si rileva come in particolare i sintomi neurologici iniziali e le immagini di sanguinamento siano meno drammatiche ed il decorso e l'evoluzione clinica risultino più favorevoli per i pazienti con ESA ad eziologia sconosciuta | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Facchin, C. Cecotto |
- Encefalite Postinfluenzale Complicata Dall'uso Di Neurolettici: Segnalazione Di Un Caso Clinico
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 613-616, 1990 | | Titolo | Encefalite Postinfluenzale Complicata Dall'uso Di Neurolettici: Segnalazione Di Un Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Presidio Ospedaliero USSL 67: Garbagnate Milanese | | Riassunto | Segnaliamo il caso di una donna di 19 anni da noi osservata per comparsa di encefalite insorta dopo sindrome influenzale e complicata da sindrome extrapiramidale, verosimilmente causata dall'assunzione di neurolettici. Infatti il quadro clinico era esordito con sintomatologia psichiatrica e la paziente fu per questo trattata inizialmente con neurolettici. La presenza di sintomi extrapiramidali neurovegetativi e di ipertermia faceva ipotizzare una sindrome da neurolettici in corso di encefalite. Questa ultima diagnosi era avallata dalle alterazioni liquorali ed EEC. Il trattamento con bromocriptina risolveva la sindrome extrapiramidale e lo stato di coma. Gli autori discutono le complicanze da neurolettici in corso di encefalite. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Tonini, S. Feller, L. Sbrascini, R. Conti |
- Encefalopatia Mioclonica Progressiva Da Istiocitosi X
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 507-510, 1990 | | Titolo | Encefalopatia Mioclonica Progressiva Da Istiocitosi X | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurologia «G.M. Lancisi», Ospedale S. Camillo, Roma ** 111 cattedra di Clin. Neurologica, Universita di Roma «La Sapienza>> | | Riassunto | Gli autori presentano un caso di encefalopatia mioclonica progressiva da istiocitosi X cerebrale. La peculiarità del quadro clinico rispetto ai quadri descritti in letteratura, la progressività della evoluzione e la diagnosi ottenuta solo con la biopsia cerebrale fanno ritenere agli autori il caso del tutto eccezionale. Vengono presentati i quadri neuropatologici e discusso l'inquadramento diagnostico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Sinibaldi *, C. Gerace *, A. Meccia *, C. Fieschi ** |
- Epilessia Parziale Tardiva A Prevalente Semeiologia Mnesica Ed Ischemia Cerebrale: Discussione Dl Un Caso
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 589-593, 1990 | | Titolo | Epilessia Parziale Tardiva A Prevalente Semeiologia Mnesica Ed Ischemia Cerebrale: Discussione Dl Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Infermi, Rimini * Serv. Medicina Nucleare, Ospedale Bufalini, Cesena. | | Riassunto | Si discute il caso di un paziente affetto da epilessia parziale tardiva in cui i disturbi della memoria acuti (attacchi amnesici epilettici) e cronici erano i sintomi principali. Gli esami neuroradiologici non hanno dimostrato alterazioni focali. La presenza di dati clinici e strumentali indicativi di malàttia cerebro-vascolare e il riscontro di un def cit pergusionale (temporale sinistro) alla SPECT, hanno suggerito l'ipotesi dell'ischemia subclinica come fattore epilettogeno. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Lorusso, G. Moscatelli*, M. Pasquinelli, A. Ravasio, B. Currò Dossi |
- Epilessie Dell'adulto E Patologie Cerebrali Scoperte Tardivamente: E' Possibile Riconoscere Le Crisi Predittive?
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 625-629, 1990 | | Titolo | Epilessie Dell'adulto E Patologie Cerebrali Scoperte Tardivamente: E' Possibile Riconoscere Le Crisi Predittive? | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | I Facolta di Medicina e Chirurgia, Cattedra di Neurofisiopatologia Universita degli studi < | | Riassunto | Allo scopo di individuare eventuali caratteristiche delle manifestazioni critiche epilettiche predittive di patologia lesionale cerebrale, viene presentata una casistica selezionata di 46 soggetti che, in età adulta, hanno presentato crisi epilettiche e risultati successivamente affetti da neoplasie cerebrali, ictus ischemici, atrofia cerebrale. Si tratta in particolare di 33 casi con processo espansivo intracranico evidenziato dopo un intervallo anche fino a 15 anni dall'inizio delle crisi; 5 casi con successiva evoluzione di evento vascolare acuto ischemico a distanza di tempo (da 4 giorni a 11 mesi); 8 casi con un'atrofia cerebrale diffusa (ACD) di grado più che discreta I risultati consentono di affermare che. a) nei casi con eziologia neoplastica le crisi sono per lo più parziali sovente a semiologia inusuale (somatosensitiva o psichica), abbastanza frequenti scarsamente controllate dalla terapia, b) nei casi con crisi «premonitorie» di ictus, queste sono per lo più parziali sovente motorie, ma sporadiche e ben controllate, c) nei casi, infine, con ACD, v'è una prevalenza di crisi generalizzate, poco frequenti, ad evoluzione benigna, analogamente a quanto si osserva nelle forme con reperto TAC negativo, inquadrabili queste ultime come «epilessie generalizzate primarie senili». | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Guizzaro, S. Iannaccone, E. Volpe, F. Bravaccio |
- Esami Psicometrici E Tc Nei Deficit Cognitivi
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 445- 449, 1990 | | Titolo | Esami Psicometrici E Tc Nei Deficit Cognitivi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Cattedra di Neuroradiologia ** Cattedra di Semeiotica Neurologica Universita degli Studi di Napoli, I facoltà di Medicina e Chirurgia, Istituto di Scienze Neurologiche | | Riassunto | Nell'arco degli ultimi sei mesi abbiamo selezionato, tra i pazienti di un centro neuropsichiatrico, quelli maggiormente compromessi sul piano delle funzioni cognitive. Tali pazienti sono stati sottoposti ad esame psichico, neurologico, esami di routine, tests psicometrici e TC del cranio. Obiettivo della ricerca è stata la valutazione dell'eventuale corrispondenza tra espressività del disturbo clinico e quadro TC, non solo dal punto di vista quantitativo, ma anche qualitativo. La casistica presentata suggerisce che non sempre demenza corrisponde ad atrof a e viceversa, in particolare, i tests cognitivi possono risultare signif cativi nella diagnosi e nella valutazione della gravità della demenza, anche in assenza di positività alla TC. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F.P. Bernini *, C. Colucci d'Amato **, A. Colucci d'Amato **, V. Alfano **, N. De Marco **, I. Muras * |
- Esperienza Nell'uso Dl Una Cartella Clinico-Neuroradiologica Computerizzata Su Personal Computer
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 163-170, 1990 | | Titolo | Esperienza Nell'uso Dl Una Cartella Clinico-Neuroradiologica Computerizzata Su Personal Computer | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia * Servizio di Fisica Sanitaria USL 31, Arcispedale S. Anna, Ferrara | | Riassunto | Gli AA propongono la loro esperienza di cartella clinica neuroradiologica computerizzata, realizzata mediante Data-base operativo su personal computer MS-DOS. Sono forniti alcuni esempi di utilizzazione su un campione rappresentativo degli oltre 8.000 casi raccolti in 5 anni e sono discussi i vantaggi e i problemi rilevati nel corso dell'espergenza | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Pinna, G.C. Candini *, R. Tamarozzi, S. Ceruti, S. Marzocchi *, F. Calzolari |
- Esperienze Sullo Sviluppo E Sull'uso Di Una Cartella Clinica Automatizzata In Neurochirurgia
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 255-260, 1990 | | Titolo | Esperienze Sullo Sviluppo E Sull'uso Di Una Cartella Clinica Automatizzata In Neurochirurgia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia Ospedale Fatabenetratelli e Oftalmico, Milano | | Riassunto | Il lavoro si propone di descrivere la metodologia seguita per lo sviluppo di una cartella clinica automatizzata realizzata presso una divisione neurochirurgica. Dopo aver analizzato il problema ed identificato un modello di cartella clinica, I'attenzione viene concentrata sullo sviluppo e sull'uso di questa all'interno del reparto. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Caneschi, E. Antunini, P. Cazzaniga, F. Finzi |
- Evoluzione Naturale E Post-Chirurgica Della Siringomielia: Indicazioni Per L'intervento
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 777-780, 1990 | | Titolo | Evoluzione Naturale E Post-Chirurgica Della Siringomielia: Indicazioni Per L'intervento | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Nazionale Neurologico «C. Besta», Milano | | Riassunto | Dalla revisione della letteratura risulta molto arduo stabilire criteri validi per un corretto approccio terapeutico alla siringomielia In questo lavoro abbiamo seguito 69 siringomielici per un follow-up medio di 66 mesi. Di questi 3I pazienti sono stati sottoposti ad intervento chirurgico mentre per gli altri 38 è stata seguita l'evoluzione naturale della malattia. Per meglio seguire l'evoluzione di questi pazienti abbiamo costruito un protocollo di valutazione che permettesse l'espressione numerica dei deficit neurologici secondo una invalidità crescente. Ne è emerso a parità di durata di malattia una maggiore evolutività del quadro clinico dei siringomielici con paraparesi rispetto a quelli con solo danno segmentale e dei soggetti con turbe sì eteriche rispetto a quelli con paraparesi. Confrontando inoltre pazienti operati con quelli non operati non è emersa nessuna variazione signif cativa nell'evoluzione del quadro clinico dei pazienti con disturbi sì eterici mentre il 66% dei soggetti operati che presen tavano all'ingresso in studio paraparesi hanno manifestato una tendenza al peggioramento Nell'ambito del gruppo di pazienti che all'ammissione presentavano solo deficit segmentati il 50% è migliorato in seguito all'intervento | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Silvani, L. Munari, E. Porta, A. Scuratti, S. Lodrini, C. Cimino, A. Boiardi |
- Fisiopatologia Del Blefarospasmo Essenziale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 451- 454, 1990 | | Titolo | Fisiopatologia Del Blefarospasmo Essenziale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica e * Clinica Oculistica Universita di Modena | | Riassunto | In 10 pazienti affetti da Blefarospasmo Essenziale Benigno (BEB) abbiamo registrato i due periodi di soppressione esterocettiva dai muscoli masseteri evocati da stimolazione elettrica trigeminale a bassa (20 mA) ed alta (80 mA) intensità. Abbiamo inoltre valutato mediante appositi questionari la depressione e l'ansia A differenza dalla popolazione normale e da pazienti con patologie non interessanti il tronco encefalico nei pazienti con BEB non è stato possibile registrare i periodi soppressione esterocettiva a 20 mA, ma solo ad intensità molto più elevata .Tale reperto indica una diminuita attività degli interneuroni inibitori sul nucleo motore del trigemino. Che l'alterazione non sia di tipo strutturale, ma solo funzionale, è suggerito dalla comparsa di inibizione con stimoli molto intensi. n punteggio più alto nel solo test per la depressione nei pazienti con BEB può essere interpretato come indice di depressione reattiva o legato ad un'eventuale disfunzione neurotrasmettitoriale associata al BEB. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Schoenhuber, M. Gentilini, G. Bahmanian-Behbahani, C. Schiavi *, E.C. Campos * |
- Follow-Up Clinico Computerizzato Per Un Programma Di Recupero Del Neuroleso
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 517-521, 1990 | | Titolo | Follow-Up Clinico Computerizzato Per Un Programma Di Recupero Del Neuroleso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Medicina Generale e * Servizio Recupero e Rieducazione Funzionale USL n. 19, Vignola (Modena) | | Riassunto | Gli autori hanno rilevato l'incidenza dei pazienti ricoverati presso una Divisione di Medicina Generale per accidente cerebrovascolare acuto in un decennio, cioè dal 1979 al 1988. Vista l'alta frequenza di tale patologia, si è ritenuto utile proporre un protocollo terapeutico riabilitativo che si possa instaurare già in fase acuta con un'assistenza di tipo globale ed un approccio di tipo riabilitativo che, continuando poi alla dimissione del paziente, lo aiuti nel reinserimento sociale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Malferrari, M. Garuti, F. Magnani* |
- Follow-Up Tomodensitometrico Degli Ematomi Epidurali Cerebrali Non Operati
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 1001-1005,1990 | | Titolo | Follow-Up Tomodensitometrico Degli Ematomi Epidurali Cerebrali Non Operati | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia, Ospedale «S. Carlo», Potenza | | Riassunto | Gli Autori riportano lo studio retrospettivo di 15 pazienti portatori di Ematoma epidurale (EED), non sottoposti a svuotamento chirurgico ma seguiti nel tempo mediante controlli TCseriati. Viene messa in particolare risalto l'importanza di una precoce diagnosi clinico-strumentale. Sulla base dei risultati ottenuti si auspica che i pazienti con EED da sottoporre ad evacuazione chirurgica siano sempre più selezionati sulla scorta del quadro clinico favorevole e della evolutività tomodensitometrica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F.A. Lupo, G. Nacci, M. Vendegna |
- Gestione Computerizzata Dl Dati Clinici Presso La Clinica Neurologica Dell'università Dl Genova. Esperienze Attuali E Prospettive Future Nel Campo Degli «Stroke Centers»
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 243-245. 1990 | | Titolo | Gestione Computerizzata Dl Dati Clinici Presso La Clinica Neurologica Dell'università Dl Genova. Esperienze Attuali E Prospettive Future Nel Campo Degli «Stroke Centers» | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica dell'Università di Genova e CNS - Centro di studio per la neurofisiologia cerebrale, Genova | | Riassunto | Viene descritto il sistema di gestione computerizzata di dati clinici (dati descrittivi dati numerici dati di laboratorio, immagini) attualmente in uso presso la Clinica Neurologica dell'Università di Genova. In particolare vengono dettagliate le modalità di funzionamento della archiviazione dei dati relativi al reparto di terapia intensiva per pazienti cerebrovascolari recentemente istituito presso la Clinica Neurologica e basato su un sistema di monitoraggio Siemens, su di un collegamento on-line della centrale di monitoraggio con un computer centrale PDPII/84 e su collegamenti multipli tramite terminali intelligenti dai vari laboratori e servizi. Viene prospettata la futura estensione del sistema dí informatizzazione agli altri reparti della stessa clinica e a nuovi reparti per pazienti cerebrovascolari della Liguria, collegati in via telematica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Gasparetto, C. Gandolfo, C. Loeb |
- Gestione Di Una Divisione Neurologica Mediante Rete Di Personal Computers
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 227-234, 1990 | | Titolo | Gestione Di Una Divisione Neurologica Mediante Rete Di Personal Computers | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica Ospedale Grande degli Infermi, Viterbo | | Riassunto | Nella Divisione Neurologica dell'Ospedale di Viterbo è in funzione una rete di personal computers costituita da due Macintosh II due Macintosh plus, relative stampanti ad aghi una stampante laser condivisa in rete, due scanners, una unità di backup. I programmi principali sono stati realizzati utilizzando data base delle ultime generazioni (dapprima il più semplice File Maker 4, successivamente il più complesso e potente 4 th Dimention). Le possibilità di archiviazione e ricerca libere dei testi e la gestione integrata di testo e di immagini offerta da questi data base ci hanno permesso di «informatizzare» quasi tutte le attivitd cliniche e neurofisiologiche della divisione. Gli scanners in particolare sono risultati utili per importare immagini provenienti da apparecchiature neurof siologiche non ancora collegabili direttamente alla rete. Chiarezza espositiva, rapido accesso agli archivi risparmio di tempo in molte refertazioni ripetitive grazie all'uso dei facsimile, semplificazione nelle ricerche personali statistiche, epidemiologiche ecc. sono alcuni dei vantaggi offerti dalla rete che giustificano senz'altro le spese di acquisto. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Brogi |
- Gestione Dl Un Servizio Di Neuro-Radiologia Su Personal Computer: Refertazione E Archiviazione
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 289-293, 1990 | | Titolo | Gestione Dl Un Servizio Di Neuro-Radiologia Su Personal Computer: Refertazione E Archiviazione | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia, Clinica Neurologica, Universita di Bologna * Studio di Informatica, Ferrara ** Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Civile, Udine | | Riassunto | Gli Autori descrivono un Sistema Informativo implementato su Personal Computer, attivo da circa un anno presso l'Istituto di Clinica Neurologica dell'Università di Bologna. Vengono descritte le principali caratteristiche e funzionalità dei programmi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Agati, B. Zanotti, P. Veronesi*, R. Daidone, M. Leonardi** |
- Ics E Index P, Due Programmi Di Gestione E Calcolo Per Il Laboratorio Di Analisi E Ricerca Sul Liquido Cerebro-Spinale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 275-277, 1990 | | Titolo | Ics E Index P, Due Programmi Di Gestione E Calcolo Per Il Laboratorio Di Analisi E Ricerca Sul Liquido Cerebro-Spinale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Laboratorio di Neurochimica e del Liquido Cerebro Spinale Clinica Neurologica, Università di Padova | | Riassunto | L'uso di metodiche elettroforetiche ad alta risoluzione (SDS-PAGE, 2D-PAGE, IEF) adoperate nella routine diagnostica e nella ricerca, necessitano di un gran numero di calcoli eseguiti con precisione, con un tem po medio di calcolo lungo. Per ovviare al tempo necessario e alla precisione è stato creato il programma «LCS». Per abbreviare invece, i tempi della refertazione della routine diagnostica (del siero e del LCS) è stato progettato il programma «Index-P». | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Zaglis |
- Idrocefalo Normoteso Idiopatico: Anallsl Del Protocollo Diagnostico E Del Trattamento Chirurgico In 46 Casi
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 867-870, 1990 | | Titolo | Idrocefalo Normoteso Idiopatico: Anallsl Del Protocollo Diagnostico E Del Trattamento Chirurgico In 46 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisioni di Neurochirurgia, Ospedale Bellaria, Bologna | | Riassunto | Gli Autori riportano la loro esperienza in 46 casi di idrocefalo normoteso idiopatico trattati negli ultimi 10 anni. La selezione per la terapia chirurgica si è basata su un protocoilo diagnostico comprendente la clinica, i reperti neuroradiologici (TAC-RM) e la valutazione della dinamica liquorale mediante cisternografia radioisotopica e test di infusione liquorale (secondo Katzmann). L’indicazione alla derivazione liquorale è stata fatta non in base alla positività di un singolo test diagnostico, ma tenendo conto della concordanza di più tests e ciò ha permesso, nella maggioranza dei casi una diagnosi differenziale con le altre forme di demenza senile. Con questo tipo di selezione si sono ottenuti buoni risultati post-operatori nella maggioranza dei casi (60%). Vengono descritti i criteri di valutazione dei risultati a distanza ed analizzato il Follow-up di questi pazienti in riferimento soprattutto alla durata del miglioramento clinica Gli Autori sottolineano la necessità e l'utilità di un protocollo diag nostico complesso che permetta una corretta selezione per la terapia chirurgica | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Ferrari, U. Godano, E. Pozzati, F. Calbucci, G. Lanzino, P. Limoni |
- Il Computer Nella Realta Clinica. Informatizzazione Di Un Reparto Neurochirurgico
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 239-241, 1990 | | Titolo | Il Computer Nella Realta Clinica. Informatizzazione Di Un Reparto Neurochirurgico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Padova | | Riassunto | Presso la Divisione di Neurochirurgia di Padova, il computer è entrato da alcuni anni in uso corrente per l'esecuzione di alcune funzioni legate alla pratica clinica e per l'applicazione di programmi finalizzati. Sono esaminati i principali settori di applicazione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.B. Soattin, P. Zampieri |
- Il Controllo Posturale Nel Diabete Mellito
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 701-704, 1990 | | Titolo | Il Controllo Posturale Nel Diabete Mellito | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia e * Servizio di Diabetologia Ospedale M. Bufalini, Cesena | | Riassunto | Il corretto mantenimento della stazione eretta si realizza grazie ad un sistema funzionale a sede tronco-cerebellare che opera elaborando afferenze visive, vestibolari e somatosensoriali. La disfunzione di quest'ultimo sistema giustifica la rilevante incidenza di aspetti atassici e di disturbi dell'equilibrio in corso di polineuropatia diabetica Per verificare tali rilievi 80 pazienti (45 M, 35 F), di età media pari a 46.8 aa, affetti da diabete mellito insulino-dipendente, sono stati sottoposti a studio stabilimetrico computerizzato (SC), una metodica in grado di fornire una valutazione oggettiva della stabilità posturale. Tutti i pazienti sono stati sottoposti inoltre ad indagine elettroneurografica (ENG). Il confronto dei dati ottenuti con le due metodiche (SC e ENG) attraverso i test di correlazione per ranghi e di regressione lineare ha dato esiti significativi (rispettivamente p(0.001 e p<0.005). Si può quindi affermare che la SC può fornire, accanto ad altre metodiche già accreditate da anni di impiego clinico, un ulteriore approccio diagnostico della polineuropatia diabetica, grazie alla capacità di valutare la stabilità posturale, funzione spesso compromessa in corso di diabete. Infine, data la significativa correlazione tra dati SC e ENG, sembra che la gravità dell'instabilità posturale sia proporzionale alla severità della polineuropatia e che possa essere assunta come indice di progressione della malattia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Valzania, P. Cenni, C. Dradi Maraldi*, F. Faedi, F. Rasi |
- Il Profilo Neuropsicologico Del Morbo Di Parkinson In Fase Clinica Iniziale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 559-568, 1990 | | Titolo | Il Profilo Neuropsicologico Del Morbo Di Parkinson In Fase Clinica Iniziale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Universita di Perugia | | Riassunto | Con l'impiego di un'ampia batteria neuropsicologica, sono state studiate le funzioni nervose superiori di un gruppo di 10 pazienti con recente insorgenza di morbo di Parkinson, lieve invalidità motoria ed assenza di trattamento con levodopa .Lo scopo dell'indagine era di stabilire se il Parkinson è precocemente caratterizzato dalla comparsa di deficit neuropsicologici in grado di configurare uno specifico pattern di deterioramento intellettivo. I pazienti sono stati inoltre suddivisi in due sottogruppi di cinque soggetti ciascuno in relazione all'età al momento dell'esame psicometrico (inferiore o superiore a 66 anni) per valutare se l'invecchiamento influenza negativamente il modello e la gravità del deficit mentale. I risultati della ricerca suggeriscono che il Parkinson idiopatico presenta turbe precoci di selettive funzioni neuropsicologiche, riconducibili verosimilmente ad un danno delle aree cerebrali frontali; inoltre non confermano che l'età avanzata all'esordio della malattia condizioni una maggiore gravità del deterioramento. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Finali, M. Piccirilli, M.G. Alagia, G.L. Piccinin |
- Il Software Didattico In Medicina
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 149-155, 1990 | | Titolo | Il Software Didattico In Medicina | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Istituto Tecnologie Didattiche, CNR, Genova ** Istituto di Oncologia Clinica e Sperimentale, Universita di Genova ° Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, Genova | | Riassunto | Il software didattico in Medicina è uno strumento relativamente recente, finalizzato a integrare e/o sostituire le tecniche didattiche tradizionali. I’applicazione di tecnologie informatiche all'apprendimento/insegnamento della Medicina può sfruttare diverse strategie e la sua validità didattica è direttamente proporzionale al grado di interattività che i vari sistemi riescono a stabilire con l'utente finale. Pur presentando un notevole valore integrativo, questo tipo di sussidio didattico è ancora assai poco diffuso. Uno dei principali motivi è rappresentato dalla carenza di informazioni circa la disponibilità, le caratteristiche e le metodologie del suo utilizzo, informazioni queste scarsamente desumibili dalla scarna letteratura finora esistente a riguardo. Tale carenza può essere almeno in parte superata dal censimento, dalla catalogazione e dalla valutazione del software didattico medico sviluppato in Italia e all'estero, nonché dall'inserimento di tali informazioni in una banca dati facilmente e prontamente accessibile al pubblico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Ott *, G. Trentin *, G.P. Mortola **°, M.R. Sarcona ° |
- Il Sonno Notturno Nella Malattia Di Alzheimer
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 679-682, 1990 | | Titolo | Il Sonno Notturno Nella Malattia Di Alzheimer | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma | | Riassunto | Abbiamo studiato l'organizzazione del sonno notturno in 8 soggetti di sesso femminile, con diagnosi di malattia di Alzheimer probabile. I risultati indicano la presenza di un sonno superficiale e frammentato con riduzione della sua quantità totale ed efficienza; diversamente da precedenti studi è stato riscontrato un aumento percentuale dello stadio 3. I’analisi dei parametri del sonno REM ha evidenziato una significativa riduzione della lunghezza media del periodo REM. Alcune differenze rispetto ai dati della letteratura, riscontrate nel presente studio, necessitano di essere verificate in una casistica più ampia di pazienti selezionati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Mennuni, M.A. Petrella, C. Masullo |
- Immagini In Neurochirurgia Trattamento Elettronico Integrato Nel Sistema Informativo Di Una Ulss
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 285-287, 1990 | | Titolo | Immagini In Neurochirurgia Trattamento Elettronico Integrato Nel Sistema Informativo Di Una Ulss | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Civile, Padova * Settore Informatica ULSS n. 21, Padova ** Studio Casti Imaging, Dolo (VE) | | Riassunto | Presso l'ULSS 21 è in crescente sviluppo il sistema informativo locale composto da moduli integrati che, tra l'altro, individuano notizie di interesse generale, specialistico e locale. Conseguentemente è stata definita una architettura di rete che si basa su un calcolatore centrale, al quale sono collegate con multisistemi e personal computer le varie strutture sanitarie (reparti, ambulatori) per ricavare in tempo reale notizie cliniche relative a singoli pazienti (ricoveri vaccinazioni prestazioni varie). In particolare presso la Divisione di Neurochirurgia dell'Ospedale Civile di Padova è stata installata una Work-Station intelligente, collegata all'host, con la quale è possibile contemporaneamente accedere per informazioni sanitarie alla banca dati centrale, inoltre dai supporti magnetici e ottici della W.S. stessa è possibile richiamare ed elaborare immagini di esami di un determinato paziente con relativi referti (TAC, MRI, angiografie, foto operatorie, preparati istologici). Il processo completo per la gestione delle immagini è il sguente: 1) acquisizione, direttamente da strumenti o mediante telecamera; 2) archiviazione su disco magnetico e/o ottico; 3) elaborazione (ingrandimenti, filtraggi digitali, enfatizzazioni misure, lunghezze, calcolo aree); 4) completamento con referti e osservazioni cliniche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Zampieri, G.B. Soattin, G. Puppini *, L. Poeta *, D. Casti **, S. Mingrino |
- In Dagini Neuroradiologiche Pre E Post Intervento Nel Traumatizzato Spinale: Problemi Attuali
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 973-976, 1990 | | Titolo | In Dagini Neuroradiologiche Pre E Post Intervento Nel Traumatizzato Spinale: Problemi Attuali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia * Istituto di Neurochirugia Complesso convenzionato Ospedale-Universita, Padova | | Riassunto | Sono state esaminate le diverse risposte del rachide alle lesioni traumatiche attraverso una procedura radiologica che va dal radiogramma tradizionala alla TC e alla RM e viene esposta la procedura seguita nel polo neurochirurgico ospedaliero-universitario di Padova. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Dalla Pietà, I. Iob*, R. Iavicoli, C. Carollo |
- Indagine Elettrofisiologica (Studio Delle Velocltà Di Conduzione E Dei Potenziali Evocati Da Stimolazione Multimodale) In Una Famiglia Di Soggetti Con Neuropatia Ipertrofica A Trasmissione Dominante
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 665-671, 1990 | | Titolo | Indagine Elettrofisiologica (Studio Delle Velocltà Di Conduzione E Dei Potenziali Evocati Da Stimolazione Multimodale) In Una Famiglia Di Soggetti Con Neuropatia Ipertrofica A Trasmissione Dominante | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurologia, CTO, USL 42, Napoli * Sezione di Neurologia, Ospedale «Villa Malta», USL 52, Samo (SA) ** Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale San Gennaro, USL 42, Napoli | | Riassunto | Riportiamo uno studio, clinico ed elettrofisiologico, in una famiglia nella quale due soggetti la madre di 78 anni ed un figlio di 56 anni erano affetti dalla HMSN Tipo I in due generazioni successive, tre fratelli asintomatici di età compresa tra i 14 e i 17 anni della terza generazione, per presentando all'esame obiettivo segni così lievi da poter indirizzare verso una forma frustra, mostravano marcato rallentamento della velocità di conduzione (< 25 m/sec.). In questi ultimi sono stati registrati i potenziali evocati da stimolazione multimodale. Mentre il ritardo della risposta corticale dei PES è da attribuire al concomitante rallentamento della conduzione periferica il marcato incremento della latenza della P100 dei PEV in un soggetto e le anomalie dei STEP in due altri possono essere a favore di un coinvolgimento del SNC nella HMSN. n nostro studio vuoi sottolineare l'utilità dell'esame elettrofisiologico del SNP e del SNC nei soggetti asintomatici portatori dell'anomalia genetica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Guadagnino, G. Liguori *, R. Dell'Aversana *, V. Palma **, V. Andreone ** |
- Indagine Neuropsicoiogica Ed Eeg Mapping In Pazienti Affetti Da Demenza Degenerativa Primaria Tipo Alzheimer (Ad/Sdat)
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 579-587, 1990 | | Titolo | Indagine Neuropsicoiogica Ed Eeg Mapping In Pazienti Affetti Da Demenza Degenerativa Primaria Tipo Alzheimer (Ad/Sdat) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Istituto delle Malattie del Sistema Nervoso, Istituto di Discipline Psichiatriche e Sociomediche Universita di Ancona | | Riassunto | La ricerca è stata finalizzata all'analisi dei pattern bioelettrici cerebrali in soggetti affetti da demenza tipo Alzheimer (AD/SDAT). Sono stati esaminati 12 soggetti affetti da AD/SDAT di grado lieve-medio (8 femmine, 4 maschi 63-76 anni età media: 71.5 anni). La diagnosi è stata formulata in accordo con i criteri del DSM-III-R. Per escludere una demenza multinfartuale o una pseudodemenza depressiva sono stati somministrati l'Ischemic Score Test e la Short Scale for the assessment of Mental Health. I pazienti sono stati poi esaminati mediante Mini Mental State (MMS) Information Memory Concentration Test (IMCT), Wechsler Adult Intelligence Scale (WAIS). Ogni soggetto è stato sottoposto a registrazione EEGM (19 elettrodi referenza media) per 5 min in corso di Riposo Psicosensoriale (RPS), Stimolo Verbale (SV), Stimolo Visuo-Spaziale (SVS). I pazienti hanno presentato alla WAIS un QI compreso tra 59 e 87, con valori di DM tra 30%-80% e al MMS e all'IMCT punteggi tra 12-25 e 18-30. All'EEGM, rispetto ai controlli sono stati osservati: a) un aumento dell'attività lenta e una riduzione di quella rapida sia a RPS che in SV e SVS; b) uno spostamento della frequenza media dalla banda alfa a quella teta sia nelle regioni frontali che in quelle temporo-centrali e parieto-occipitali c) un rallentamento della frequenza dominante nelle varie aree corticali; d) una correlazione positiva tra modificazioni bioelettriche (in particolare, I'incremento della potenza relativa delta) e la gravità della compromissione psichica Tali dati evidenziano l'utilità dell'EEGM ai fini di una diagnosi precoce e dello studio dell'evoluzione clinica della AD/SDAT. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Paladini *, B. Nardi, S. Magari, M. Belardini, R. Romagnoli *, G.F. Marchesi |
- Indagini Elettrofisiologiche In Pazienti In Coma: Correlazioni Tra Il P0Tenziale Evocato Acustico Troncoencefalico E I Quadri Eeg
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (1), 79-83, 1990 | | Titolo | Indagini Elettrofisiologiche In Pazienti In Coma: Correlazioni Tra Il P0Tenziale Evocato Acustico Troncoencefalico E I Quadri Eeg | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurologia, Università Cattolica, Roma | | Riassunto | È stato studiato il potenziale evocato acustico troncoencefalico (BAEP) in pazienti in coma di diversa eziologia che presentavano particolari alterazioni EEG considerate usualmente a prognosi sfavorevole. Nei pazienti in coma per disturbo circolatorio interessante il tronco dell'encefalo o post trauma cranico a quadri EEG caratterizzati da attività di tipo alfa non reagente alle stimolazioni o EEG tendenti all'isoelettrica sono corrisposti tracciati BAEP gravemente alterati con presenza della sola I o I-II o I- II - III onda del potenziale. Nei comi secondari ad encefalopatia anossica sia nei casi con tipico pattern EEG di burst-suppression che in quelli caratterizzati da attività di tipo alfa non reagente si sono registrati BAEP normali Dai nostri dati si deduce che il BAEP può essere utilizzato unitamente all'EEG per una più accurata valutazione elettrofisiologica del livello delle lesioni che sono alla base di comi di differente eziologia con particolare riguardo al cosiddetto «alfa coma». | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. David, M.F. Laureati |
- Informatica E Neuroscienze Problemi Medico-Legali: Il Segreto Professionale E Gli Archivi Magnetici
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 111-112,1990 | | Titolo | Informatica E Neuroscienze Problemi Medico-Legali: Il Segreto Professionale E Gli Archivi Magnetici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Medicina Legale e delle Assicurazioni, Università di Roma «La Sapienza» | | Riassunto | I problemi connessi con le procedure di archiviazione computerizzata di notizie cliniche vengono esaminati con specifico riferimento alla normativa, tuttora immodificata sul piano legislativo, che regola il segreto professionale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Cave Bondi |
- Informatizzazione Di Un Reparto Neurochirurgico
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 235-238, 1990 | | Titolo | Informatizzazione Di Un Reparto Neurochirurgico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico, Milano | | Riassunto | Il lavoro si propone di porre in rilievo i vantaggi medico-legali derivanti dall'introduzione dell'informatica in campo sanitario. Tali annotazioni sono desunte dall'esperienza quotidiana derivante dal progetto di informatizzazione della Divisione di Neurochirugia dell'Ospedale Fatebenefratelli di Milano. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Caneschi, E. Antonini, C. Bonaventi, P. Cazzaniga, F. Finzi, G. Frigeni |
- Ipogonadismo Ed Anosmia Congenita: Descrizione Di Due Casi Clinici
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 569-573, 1990 | | Titolo | Ipogonadismo Ed Anosmia Congenita: Descrizione Di Due Casi Clinici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale Civile, Udine * Divisione Medica IV Ospedale Civile, Udine ** Istituto di Clinica Medica 1, Universita di Bologna | | Riassunto | Gli autori descrivono due casi di anosmia congenita associata ad ipogonadismo. Il primo ha un ‘ ipogonadismo ipogonadotropo e pertanto è inquadrabile nella Sindrome di Kallmann e De Morsier. Il secondo ha un ipogonadismo non ipogonadotropo, quale si riscontro nella distrofia miotonica di Steinert di cui il paziente è affetta . Di quest'ultima associazione non si è riscontrata citazione in letteratura. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Lucci, B. Barillari *, A. Barillari ** |
- L'arteriografia Nella Diagnosi Di Malattia Di Moyamoya In Pazienti Con Sindrome Di Down
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 977-981, 1990 | | Titolo | L'arteriografia Nella Diagnosi Di Malattia Di Moyamoya In Pazienti Con Sindrome Di Down | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurologia e Riabilitazione dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu Istituto di Ricerca Scientifica, Sezione di S. Marinella, Roma | | Riassunto | La malattia di Moyamoya è una anomalia vascolare caratterizzata da una stenosi od una occlusione della arteria carotide interna a livello della sua biforcazione terminale e dalla formazione di una estesa rete vascolare collaterale a livello dei gangli della base («Moyamoya vessels»). La malattia di Moyamoya si associa talvolta ad altre patologie come, ad esempio, la sindrome di Down anche se i casi descritti in letteratura internazionale sono ancora molto pochi (sei casi descritti da Fukushima e coll. nel 1986, un caso riportato da Outwater nel 1989). In questo nostro lavoro vengono descritti i casi di due bambini con sindrome di Down e deficit neurologici focali. La TAC cerebrale eseguita in entrambi i casi mostrava aree ischemiche multiple. L'angiografia cerebrale rendeva evidente la presenza di una malattia di Moyamoya in fase conclamata. L’eventualità della presenza della malattia di Moyamoya deve essere sempre considerata in bambini con cerebropatie vascolari (transitorie o no) soprattutto se affetti da sindrome di Down. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Vicari, G. Albertini |
- L'intelligenza Artificiale E Quella Naturale Dal Punto Dl Vista Dei Modelli
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 113-120,1990 | | Titolo | L'intelligenza Artificiale E Quella Naturale Dal Punto Dl Vista Dei Modelli | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Dipartimento di Fisica, Università di Roma «La Sapienza ** Courant Institute of Mathematical Sciences, New York University , *** Dipartimento di Neuroscienze, Istituto di Neurochirurgia, Universita di Roma «LaSapienza» | | Riassunto | Concetti e tecniche provenienti dalla Fisica e in particolare dalla Meccanica Statistica, sono stati recentemente applicati all'elaborazione di modelli del cervello. I’approccio è quello dei sistemi complessi e disordinati con molti gradi di libertà e che mostrano comportamento evolutivo e l'incapacità di soddisfare contemporaneamente, in maniera semplice, tutti i vincoli cui sono sottoposti. La costruzione di modelli è essenziale per un reale progresso nella comprensione della funzionalità cerebrale. Un puro elenco dei dati sperimentali rimane, altrimenti ,senza significato. Il paradigma più utilizzato è quello dei modelli di tipo Ising, ben noti in Meccanica Statistica, che rappresentano, ad esempio, un ferromagnete composto da tanti «magneti elementari» che puntano in due sole possibili direzioni. Rappresentiamo lo stato di ognuno di questi magneti elementari con variabili dicotomiche di valore +1 o -1. In maniera analoga costruiamo un semplice modello del cervello (rete neuronica). Il rilassamento verso una configurazione di equilibrio, può essere interpretato come il processo di riconoscimento di un pattern. Il numero di pattern che si possono immagazzinare nella memoria dipende dal numero di neuroni. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. D'Autilia*, M. Isopi **, M. Scarpinati *** |
- La Cartella Clinica Computerizzata
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 261-263, 1990 | | Titolo | La Cartella Clinica Computerizzata | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Civile, Padova | | Riassunto | Il problema dell'applicazione estensiva di una cartella clinica computerizzata, a uso generale, è controverso. In primo luogo è documentato che, a differenza di altri settori, la cartella computerizzata non porta a un risparmio di tempo per personale sanitario e paziente, anzi richiede un impegno aggiuntivo. Ci si chiede poi se sia effettivamente utile archiviare tutte le informazioni cliniche relative al periodo di ricovero di un determinato paziente. Invece appaiono molto più interessanti alcune soluzioni parziali, cartelle computerizzate dedicate ad uno specifico settore di patologia con adozione di un preciso protocollo diagnostico-terapeutico; trasferimento diretto di informazioni cliniche tra reparti e servizi (laboratorio-reparto radiologia-reparto); archivio generale di reparto o di ospedale con le informazioni-chiave relative ai ricoveri di tutti i pazienti (diagnosi, interventi). Comunque, ogni iniziativa in campo di computerizzazione di dati clinici va attentamente valutata in un'ottica di rapporto costi-benefici. Per contenere tali costi, sono raccomandabili integrazione delle strutture locali nel sistema informatico generale del centro di appartenenza, standardizzazione dei prodotti (hard e soft) e delle soluzioni. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Zampieri |
- La Cartella Clinico-Anamnestica Per L'archivio Di Un Centro Cefalee
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 171-174, 1990 | | Titolo | La Cartella Clinico-Anamnestica Per L'archivio Di Un Centro Cefalee | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Centro per lo studio delle Cefalee, Universita di Modena | | Riassunto | Il Centro Cefalee dell'Università di Modena ha computerizzato una scheda clinica nota come strumento di archivio per un razionale approccio diagnostico-terapeutico delle Cefalee Croniche Quotidiane accompagnate da uso cronico di farmaci. Questo software altamente finalizzato per tale patologia è inoltre arricchito da calcoli statistici di tipo relazionale, basati sulla logica booleana, che sono un valido ausilio nella ricerca scientifica | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Malferrari, D. Berselli, A. Ferrari, E. Sternieri |
- La Distribuzione Regionale Della Perfusione Ematica Cerebrale Mediante Spect E [99M Tc]-D,L -Hm-Pao Nell'epilessia Focale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 853-860, 1990 | | Titolo | La Distribuzione Regionale Della Perfusione Ematica Cerebrale Mediante Spect E [99M Tc]-D,L -Hm-Pao Nell'epilessia Focale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Neurochirurgia (25°), USL 40, Napoli * Cattedra di Medicina Nucleare, 2a Facoltà di Medicina, Napoli | | Riassunto | Utilizzando la tomografia ad emissione di positroni (PET) con appropriati radiotraccianti è possibile individuare le anomalie perfusionali e metaboliche associate a focolai epilettogeni. La tomografia computerizzata ad emissione di fotone singolo (SPECT) è un metodo analogo di più agevole impiego clinico e con prestazioni sufficientemente simili impiegando la SPECT con l'esametilpropilenamminaossina marcata con 99mTc (99mTc)-d,lHM-PAO) è possibile valutare la distribuzione regionale della perfusione ematica cerebrale. In questo studio si è utilizzata la SPECT con (99mTC) -d,l-HM-PAO, effettuata in fase intercritica, nella caratterizzazione di un gruppo di 20 pazienti con epilessia focale, nell'ambito di un protocollo diagnostico comprendente, quali esami strumentali anche EEG e TC e RM cranio-encefaliche. In 10 pazienti le procedure neuroradiologiche non hanno dimostrato anomalie morfologiche, nei rimanenti 10 pazienti la fenomenologia epilettica si associava a dimostrabili anomalie strutturali. Tra i pazienti con epilessia focale criptogenetica, in 8 casi su 10 si è trovata un'area di ipopergusione in fase intercritica, la cui sede concordava con i rilievi elettroencefalografici. Similmente, analoga concordanza tra SPECTed EEG astata evidenziata in 9 dei 10 casi di epilessia secondaria, nel rimanente, unico caso con un reperto negativo alla SPECT con (99mTC)-d,l-HM-PAO la RM (ma non la TC) ha dimostrato piccole e multiple lesioni ischemiche a sede sottocorticale. L'individuazione dei focolai epilettogeni è ordinariamente affé data alle rilevazioni elettroencefalografi che. La SPECT con (99mTC)d,l-HM-PAO, anche effettuata in fase intercritica, sembra offrire risultati comparabili a quelli dell'EEG; più specificamente, i risultati appaiono appena inferiori come prevalenza, concordanti come topografia e miglior i come risoluzione spaziale. Inoltre, le anomalie perfusionali sembrano di rilievo assai più frequente di quanto lo siano quelle di tipo morfologico, dimostrabili mediante TC e RM, con l'eccezione delle lesioni limitate alla sostanza bianca Riguardo a quest'ultimo aspetta si può ritenere che la sostanza bianca è attualmente meglio esplorabile mediante RM che con i radiotraccianti della permissione ematica a causa del suo più basso flusso ematica In conclusione, quindi i risultati ottenuti sembrano dimostrare l'utilità della SPECT con (99mTC)-d,l-HM-PAO nella individuazione dei focolai epilettogeni. Ciò ha un ovvio interesse per l'eventuale terapia chirurgica di exeresi. Inoltre, questa metodica sembra presentare anche un'utilità più generale nella valutazione clinEcá dei pazienti con epilessia focale; infatti la definizione in ciascun paziente dell'esatta estensione topografica delle anomalie perfusionali appare utile alla migliore caratterizzazione diagnostica di questi pazienti consentendo, ad esempio di meglio valutare la patogenesi dei deficit neuropsichici eventualmente concomitanti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Ambrosio, A. De Simone, A. Soricelli *, L. Foggia, G. Ambrosio, G.Grimaldi |
- La Logica Delle Interazioni E Del Loro Cambiamento: Un Modelio Pragmatico Elementare
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 373-378, 1990 | | Titolo | La Logica Delle Interazioni E Del Loro Cambiamento: Un Modelio Pragmatico Elementare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Clinica Psichiatrica * Istituto di Scienze dell'informazione Universita di Bari | | Riassunto | Viene presentato un modello delle relazioni umane sviluppato nel corso di quattordici anni da un gruppo di ricerca costituito da psichiatri ed informatici. È stato oggetto di numerose pubblicazioni su accreditate riviste internazionali e, nella sua applicazione pratica alla psicoterapia di un libro dal titolo «Sistemi finiti ed interazioni infinite» (ed. Franco Angeli Milano 1988 II edizione). Questo modello prevede una classificazione delle relazioni umane in quattro coordinate: accettazione, mantenimento, condivisione, antifunzionalità e sedici stili relazionali . Verrà accennata la possibilità di utilizzazione del modello nella diagnostica e nella terapia delle malattie mentali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. De Giacomo, E. Lefons* |
- La Neuroborreliosi
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (1), 5-11, 1990 | | Titolo | La Neuroborreliosi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Reparto di Neurologia, Ospedale di Bolzano | | Riassunto | La borrelia burgdorferi è uno degli agenti patogeni più importanti del sistema nervoso centrale e periferica In Questo lavoro vengono presentati gli aspetti di carattere cliniconeurologico della neuroborreliosi in particolare quelli che riguardano il secondo ed il terzo stadio della borreliosi di Lyme. Accanto alla triade classica, corrispondente alla sintomatologia del secondo stadio della borreliosi di Lyme, meningite, radicoloneurite ed affezioni dei nervi cranici, nel secondo stadio esistono alcune altre manifestazioni che probabilmente sono causate dalla borrelia burgdorferi. Un terzo stadio è caratterizzato da una parte dall'encefalomielite cronica da borrelia, e dall'altra dalla neuropatia associata all'acrodermatite cronica atroficante. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Huber |
- La Neuropatia Da Cisplatino
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (1), 13-17, 1990 | | Titolo | La Neuropatia Da Cisplatino | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurologia Istituto Regina Elena per lo studio e la cura dei tumori - Roma | | Riassunto | Sulla scorta della esperienza maturata lavorando in un Istituto ad impronta Oncologica (Istituto Regina Elena) gli autori rivedono criticamente il problema della neurotossicità del cisplatino, farmaco ad azione anti-blastica impiegato su un ampio spettro di tumori maligni. Particolare attenzione è dedicata alle caratteristiche cliniche, agli aspetti istopatologici ed ai reperti elettrof siologici della neuropatia da cisplatino, con riferimento ai dati di letteratura esistenti ad oggi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Pietrangeli, A. Pace, B. Jandolo |
- La Nevralgia Spontanea Del Safeno
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (1), 27-34, 1990 | | Titolo | La Nevralgia Spontanea Del Safeno | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurologia * Divisione di Neurochirurgia Istituto Regina Elena per lo studio e la cura dei tumori - Roma | | Riassunto | Vengono presentati ó casi di nevralgia spontanea del safeno da intrappolamento del nervo a livello del canale di Hunter. Riatti i pazienti accusavano dolore, parestesie e disestesie sulla faccia interna del ginocchio e della gamba nonché fenomeni di claudicati .I segni principali erano costituiti da deficit sensitivi nel territorio di entrambi i rami terminali del safeno e da dolore alla pressione a livello del canale di Hunter. Detti i pazienti furono trattati con infiltrazioni locali che portarono alla risoluzione della sintomatologia in 5 di essi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Gessini, R. Finocchiaro, E. Morace*, A. Pace, A. Pietrangeli, B. Jandolo |
- La Perfusione Regionale Cerebrale Mediante Spect E [99Mtc]-Hm-Pao Nell'idrocefaio In Compenso Idrodinamico
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 861-866, 1990 | | Titolo | La Perfusione Regionale Cerebrale Mediante Spect E [99Mtc]-Hm-Pao Nell'idrocefaio In Compenso Idrodinamico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Neurochirurgia (25'), USL 40, Napoli * Cattedra di Medicina Nucleare, II Facoltà di Medicina, Napoli | | Riassunto | Nell'idrocefalo alle anomalie morfologiche possono associarsi croniche turbe intellettive e diffuse alterazioni istologiche parenchimali; questi danni possono persistere, in alcuni pazienti anche quando si sia ottenuto il compenso idrodinamica Offrendo la SPECT con (99mTC)-d,l-HM-PAO la possibilità di un'agevole valutazione della distribuzione regionale della permissione ematica cerebrale, è parso utile effettuare questa valutazione in un gruppo di 10 pazienti idrocefalici in fase di compenso idrodinamico, 8 dei quali portatori di un sistema di derivazione extratecale del liquor. Nei soggetti studiati sono anche stati effettuati EEG e TC cranio-encefalica.In 8 casi sono state trovate zone singole o multiple di ipopergusione cerebrale. La zona di ipopergusione è apparsa limitata alla regione periventricolare solo in 2 casi estendendosi negli altri ad interessare uno o più lobi cerebrali di uno o di entrambi gli emisferi. Riguardo alla distribuzione topografica delle aree di ipoperfusione, la localizzazione frontale è stata osservata solo in 2 casi e sempre in concomitanza con quella di altri lobi cerebrali. In molti ma non in tutti i casi studiati la regione del decorso intraparenchimale del catetere derivativo è apparsa come un'area signif cativa di ipoperfusione parenchimale. I dati osservati sembrano dimostrare che l'idrocefalo può associarsi a turbe perfusionali parenchimali persistenti anche in fase di compenso idrodinamico ed interessanti prevalentemente i lobi parietale, temporale ed occipitale. Questa preferenziale distribuzione topografica è in accordo con i comuni rilievi che l'idrocefalo si associa ad un'asimmetrico assottigliamento corticale, prevalente lungo la direzione vertico-occipitale, inoltre, essa è in accordo con i rilievi di altri Autori sulle disarmonie di sviluppo intellettivo dei pazienti idro cefalici. In conclusione, quindi la SPECT con (99m)TC-d,l-HM-PAO sembra utile nella caratterizzazione dei pazienti con idrocefalo, consentendo di valutare le anomalie perfusionali cerebrali. Inoltre, essendosi dimostrata di agevole impiego, la SPECT con (99mTC)-d,lHM-PAO pare offrire la possibilità di trasferire nell'ordinaria pratica clinica lo studio della distribuzione regionale della perfusione ematica cerebrale, sinora prerogativa di tecniche più complesse, quali la PET. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Ambrosio, A. De Simone, A. Soricelli *, G. Cantatore, G. Ambrosio, R. Ruggiero |
- La Radicoiografia Digitale. Vantaggi Dell'impiego Di Un Nuovo Sistema Per La Digitalizzazione Delle Immagini
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 313-318, 1990 | | Titolo | La Radicoiografia Digitale. Vantaggi Dell'impiego Di Un Nuovo Sistema Per La Digitalizzazione Delle Immagini | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizi di Neuroradiologia e * Neurochirurgia USL 31, Arcispedale S. Anna, Ferrara | | Riassunto | I’ applicazione in molti esami radiologici di tecniche di digitalizzazione delle immagini ha consentito, fra l'altro, una riduzione della dose radiante e l'utilizzo di mezzi di contrasto a minor concentrazione e, di conseguenza, minor osmolarità. Gli Autori al fine di valutare le possibilità di applicazione di tali tecniche ad un esame ad alta invasività come la radicolografia, propongono una verifica sperimentale delle possibilità di riduzione di dose radiante e di concentrazione del mdc, utilizzando un fantoccio antropomorfo mielografico da essi costruito. Viene impiegato un nuovo sistema di radiografia digitale del tipo off-line (PCR- Philips Computed Radiography), costituito da: a) piastre fotosensibili ad ampia latitudine, compatibili con i normali apparecchi radiografiici; b) un sistema di lettura e campionamento a scansione laser; c) un elaboratore in grado di eseguire ricostruzioni d'immagine con alta risoluzione spaziale (matrice 2'° pixels). Vengono inoltre discusse le possibilità del sistema di ulteriore manipolazione delle immagini ad esame concluso, (post-processing), con particolare riferimento alla capacità di simulare curve sensitometriche differenti esaltando i contrasti e rendendo possibile la visualizzazione, con unica esposizione, sia di strutture ossee che di parti molli. Viene infine sottolineata la compatibilità dell'apparecchiatura con sistemi integrati PACS, che consentono l'archiviazione delle immagini su dischi ottici e la possibilità di teletrasmissione dei dati e delle immagini. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Ceruti, R. Tamarozzi, F. Calzolari, L. Pinna, A. Migliore* |
- La Risonanza Magnetica Nell'encefalopatia Di Wernicke
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 957-961, 1990 | | Titolo | La Risonanza Magnetica Nell'encefalopatia Di Wernicke | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di Radiologia e * Clinica Neurologica Università degli Studi dell'Aquila | | Riassunto | Sette soggetti affetti da encefalopatia di Wernicke sono stati sottoposti ad uno studio longitudinale clinico e di Risonanza magnetica latti i soggetti sono stati sottoposti ad un esame di RM nella fase di esordio della sintomatologia e sono stati riesaminati 6-12 mesi dopo, quando erano in buona salute. Tre di loro erano stati sottoposti anche a Tomografia computerizzata La RM ha mostrato la presenza di peculiari lesioni che presentano una perfetta corrispondenza con le localizzazioni descritte classicamente in anatomia patologica Questi aspetti mai descritti precedentemente in letteratura, sono costituiti da iperintensità di segnale nelle immagini T2 pesate localizzate a ridosso del III ventricolo e dell'acquedotto di Silvio, identificabili in fase acuta in tutti i pazienti. La valutazione a distanza ha mostrato in tuffi i casi la scomparsa o la marcata riduzione delle iperintensità in questione. Il 3° ventricolo e l'acquedotto apparivano consensualmente dilatati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Gallucci, A. Bozzao, A. Splendiani, N. Palesse *, A. Cifani, R. Passariello |
- La Somministrazione Di Immunoglobuline Umane Ad Alte Dosi In Due Casi Di Polimiosite Resistente Alle Terapie
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 491- 495, 1990 | | Titolo | La Somministrazione Di Immunoglobuline Umane Ad Alte Dosi In Due Casi Di Polimiosite Resistente Alle Terapie | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Valduce, Como | | Riassunto | Due pazienti affette da polimiosite con risposta scarsa ai trattamenti farmacologici tradizionali sono state sottoposte a terapia endovenosa con dosi elevate di immunoglobuline umane. I risultati sul piano clinico hanno comportato benefici apprezzabili e persistenti in un caso, più circoscritti e limitati nel tempo nell'altro. Vengono formulate alcune ipotesi circa i meccanismi di azione terapeutica delle immunoglobuline umane in questa patologia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Jann, L. Adobbati, S. Beretta, P. Garavaglia, M. Guidotti, L. Manfredi, F. Raudino, G. Pellegrini |
- La Spondiloartropatia Destruente (Sad) Dei Pazienti In Emodialisi Periodica (Hd)
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 963-972, 1990 | | Titolo | La Spondiloartropatia Destruente (Sad) Dei Pazienti In Emodialisi Periodica (Hd) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia, * Nefrologia e Dialisi ** Radiologia, Ospedale M. Bufalini, Cesena | | Riassunto | L’amiloidosi osteoarticolare da dialisi (AOD) è una complicanza dell'emodialisi (HD) a lungo termine dovuta all'accumulo di B2-microglobulina Radiologicamente si caratterizza per la presenza di geodi (polsi spalle, anche, ginocchia) e di artropatia destruente di rachide (SAD) e mani. Sono stati studiati 31 pazienti in HD da 60-215 mesi allo scopo di valutare l'incidenza e le caratteristiche clinico-radiologiche della SAD. Dopo lo screening con Rx standard, in caso di sospetta SAD lo studio è stato esteso alla tomografia polidirezionale (10 casi) ed alla TC (12 c.). In 11 pz. è stata diagnosticata SAD cervicale, in 1 pz. associata a SAD lombare, 1 pz. presentava solo SAD dorso-lombare. In 3 pz. te lesioni interessavano più spazi I-V. In tutti i casi sono state escluse altre cause di distruzione vertebrale (neoplasie, infezioni). In dettaglio 7 lesioni risultavano di grado 1 (erosioni marginali con spazio I-V conservato o aumentato), 8 di grado 2 (erosioni spazio I-V ristretto, sclerosi subcondrale), 3 di grado 3 (spondilolistesi). Sul piano diagnostico si è osservata stretta corrispondenza tra Rx standard e m 10/12 pz. avevano sintomi clinici (cervicalgia 8, nevralgia cervico-brachiale 2). La SAD era sempre associata a lesioni Rx da AOD extravertebrali e/o a quadri clinici da AOD (s. del tunnel carpale, dolore scapolo-omerale in dialisi). In conclusione la SAD è frequente (12/3x, 38.7% nei pz. in HD da 2 60 mesi, ha prevalente sede cervicale, è uno dei segni più comuni di AOD e si caratterizza per i modesti segni clinici e la tendenza a stabilizzarsi nel tempo. I’ Rx standard si propone come esame di screening, integrato in casi selezionati dalla TC | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Pasini, L. Baldrati *, A. Piraccini, G. Vergoni, B. Balbi **, A. Rocchi **, C. Capponcini*, D. Docci*, F. Turci* |
- La Stimolazione Midollare Epidurale: Un'esperienza Quinquennale. Elaborazione Automatizzata Dei Dati Acquisiti
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 405-409, 1990 | | Titolo | La Stimolazione Midollare Epidurale: Un'esperienza Quinquennale. Elaborazione Automatizzata Dei Dati Acquisiti | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia Ospedale Fatebenetratelli ed Oftalmico, Milano | | Riassunto | Gli autori riportano la loro esperienza relativa all'impianto di stimolatori peridurali midollari (SCS) in casi selezionati di dolore cronico legato a patologia neoplastica, di dolore cronico benigno incoercibile e di vescica neurogena. Gli autori riferiscono quindi della evoluzione, in questa esperienza quinquennale, sia delle tecnologie di cui la metodologia di impianto degli stimolatori ha potuto arricchirsi, sia della gestione dei dati relativi ai pazienti sottoposti ad SCS. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Caneschi, P. Cazzaniga, G. Frigeni, E. Antonini |
- La Storia Naturale Dei Gliomi A Lento Accrescimento Diagnosticati Con Biopsia Stereotassica
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 893-897, 1990 | | Titolo | La Storia Naturale Dei Gliomi A Lento Accrescimento Diagnosticati Con Biopsia Stereotassica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurochirurgica O.M. di Novara * Divisione di Neurochirurgia, Ospedale S. Croce di Cuneo Servizi di Anatomia Patologica di Novara e Cuneo | | Riassunto | Allo scopo di contribuire al chiarimento della storia naturale dei gliomi a lento accrescimento sono stati rivisti i casi sottoposti a sola biopsia stereotassica TC guidata presso nostre divisioni dal 1984 al dicembre 1989. La casistica comprende 68 casi di lesione ipodensa alla TAC. Da questi sono stati esclusi 2 astrocitomi del tronco cerebrale, 3 casi risultati istologicamente di grado più elevata e 9 casi che per le peculiari caratteristiche hanno potuto essere sottoposti a radioterapia interstiziale. I criteri anatomopatologici adottati sono stati quelli classici di definazione dei tumori a lento accrescimento: assenza di necrosi coagulativa, bassa cellularità, assenza di anaplasia, scarse mitosi. Fattori prognostici negativi sono risultati un Karnofsky basso, I'enhancement disomogeneo alla TAC, una cellularitd media con atipie all'esame istologica Fattori positivi sono risultati un Karnofsky elevata I'età relativamente giovane, la localizzazione in sedi cerebrali «non eloquenti», una bassa cellularità con scarse atipie. La risonanza magnetica si è dimostrata indispensabile ai fini di definire l'estensione effettiva del tumore. L’esame angiografia eseguito in tutti i casi, non ha fornito dati utili alla prognosi ma permette di meglio valutare il decorso del tramite bioptico. Dodici casi di astrocitoma sono stati irradiati in maniera tradizionale ma la TCT non sembra aver influenzato significativamente il decorso clinico. Confrontando i dati emersi con una nostra casistica di astrocitomi sottoposti negli stessi anni ad intervento chirurgico e con i dati riportati in letteratura, la sopravvivenza a 5 anni degli astrocitomi ben differenziati non trattati sembra significativamente inferiore. Pare quindi di rilevare l'opportunità di estendere il più possibile l'indicazione all'asportazione chirurgica, la più ampia possibile, nei pazienti portatori di gliomi ben differenziati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Girardi, G. Oliveri, G. Pappadà, R. Sani, G. Angeli, M. Medina, A. Comini *, C. Bellotti |
- Lesioni Iatrogene Del Sistema Nervoso Periferico Da Causa Fisica
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 609-611, 1990 | | Titolo | Lesioni Iatrogene Del Sistema Nervoso Periferico Da Causa Fisica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale M. Bufalini, Cesena * Divisione di Neurologia, Ospedale G.B. Morgagni, Forli | | Riassunto | Nel periodo 1982-89 sono stati esaminati 103 pz con lesioni del SNP; dovute a cause iatrogene, l’ 1.2% del numero globale dei pazienti sottoposti ad EMG nel medesimo periodo. Da un punto di vista patogenetico si possono distinguere due categorie: I) lesioni legate ad interventi operatori (a-provocate dall'atto operatorio b-provocate da imperfette manovre di trasporto o posizionamento) II) lesioni dovute a manovre mediche di altro tipo (es. iniezioni intramuscolari). 48 pz (46.6%) hanno presentato delle lesioni nervose periferiche inquadrabili all'interno della classe Ia, 52 pz (50.5%) all'interno della classe Ib. Inoltre 3 pz (2.9%) hanno presentato lesioni tronculari in seguito ad iniezioni intramuscolari. Dall'analisi di questi dati emerge l'incidenza di paralisi dell'XI n. cranico a seguito di linfoadenectomia, la qual cosa suggerisce una maggior attenzione nell'espletamento di tale intervento ritenuto troppo spesso «banale». Inoltre il 50% delle lesioni è dovuto al trasporto o al posizionamento sul tavo lo operatorio dei pazienti già sottoposti ad anestesia. Questa estrapolazione offre motivi di riflessione sulla necessità di una maggior conoscenza dei possibili rischi legati a queste manovre. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Cenni, F. Rasi, W. Neri*, G. Mazzini, R. Eleopra*, R. Fabbri |
- Medulloblastomi In Età Adulta
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 883-886, 1990 | | Titolo | Medulloblastomi In Età Adulta | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche, Neurochirurgia Universita di Roma «La Sapienza» | | Riassunto | Riportando 32 casi di medulloblastoma in pazienti con età compresa tra 17 e 65 anni gli Autori analizzano gli aspetti clinico-biologici diagnostici e terapeutici di tale neoplasia neuroepiteliale in età adulta Dall'analisi delle principali serie della letteratura e dei casi personali vengono indicati alcuni fattori che potrebbero influenzare favorevolmente la prognosi Iunghezza della storia clinica, dimensioni del tumore, localizzazione emisferica, asportazione totale della lesione seguita da radioterapia. Vengono inoltre discusse le differenze di comportamento del medulloblastoma in età adulta ed in età pediatrica | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Mastronardi, L. Ferrante, M. Acqui, L. Cerzoni, A. Fortuna |
- Meningiomi Endocranici Negli Anziani: Una Sfida Diagnostica Prima Che Terapeutica
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 749-755, 1990 | | Titolo | Meningiomi Endocranici Negli Anziani: Una Sfida Diagnostica Prima Che Terapeutica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Neurochirurgia, Ospedale Civile, Verona | | Riassunto | I meningiomi sono tumori benigni a lenta crescita e rappresentano il 15% di tutte le lesioni espansive endocraniche, con un picco d'incidenza nella 5a decade e una prevalenza per il sesso femminile. A causa della loro lenta crescita l'esordio della storia clinica è particolarmente insidioso, in particolare negli anziani per la presunta inevitabile ridotta capacità di esercitare un'attività normale. I nostri dati hanno dimostrato che sebbene il deterioramento mentale fosse il principale sintomo (63%) vi era una bassa incidenza di meningiomi localizzati in sede frontale negli anziani rispetto a quelli dei pazienti di età inferiore a 65 anni. Sulla base di diverse osservazioni possiamo asserire che i meningiomi specialmente i frontali sono sottostimati e probabilmente scambiati per demenze primarie. Inoltre i rischi chirurgici legati all'età erano spesso accentuati dalla grandezza del tumore. Tuttavia i risultati operatori nella nostra casistica sono stati soddisfacenti nel 72% dei casi con un accettabile mortal ità (6%). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Talacchi, S. Turazzi, A. Bricolo |
- Metastasi Cerebrali Da Tumore Primitivo Non Noto
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 781-784, 1990 | | Titolo | Metastasi Cerebrali Da Tumore Primitivo Non Noto | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Niguarda Ca'Granda, Milano | | Riassunto | Da una serie di 100 metastasi cerebrali uniche e singole trattate chirugicamente nel periodo 1981-88 gli Autori hanno estratto 33 casi nei quali al momento dell'intervento neurochirurgico non era nota la neoplasia primitiva. La mortalità operatoria era del 6,6%. Il follow-up è stato ottenuto in 26 casi (minimo 12 massimo 40 mesi). In 10 pazienti (38,4%), il tumore primitivo veniva identificato a distanza di tempo variabile dall'intervento ed in tutti i casi si trattava di tumore polmonare. In 16 casi la neoplasia primitiva non è stata diagnosticata durante tutto il periodo di sopravvivenza La sopravvivenza media fu di 14,2 mesi mentre il 25 % dei pazienti superava i 18 mesi ed il 12,5 % superava i 24 mesi. La qualità della vita rimaneva buona quasi fino alla fine nella maggior parte dei casi. Fattori prognosticamente sfavorevoli risultavano essere l'età superiore a 60 anni la localizzazione sottotentoriale, l'asportazione non radicale e il quadro istologico di carcinoma indifferenziato, la non esecuzione di radioterapia. Confrontati con i pazienti con metastasi da tumore polmonare o da altro cancro, si nota che mentre i fattori prognosticamente importanti sono simili invece la durata della sopravvivenza è nettamente più lunga rispetto alle metastasi da tumori di altri organi e soltanto lievemente più lunga rispetto alle metastasi da tumori polmonari. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Ferrara, L. Bizzozero, G. Talamonti, V. D'Angelo, R. Fontana |
- Metastasi Della Regione Sellare
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 763-767, 1990 | | Titolo | Metastasi Della Regione Sellare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirugia, Universita di Pisa | | Riassunto | Le metastasi della regione sellare (MRS) rappresentano un evento patologico relativamente non comune. Di solito sono scoperte accidentalmente durante autopsie di pazienti deceduti per metastasi diffuse da carcinomi mammari o polmonari, altre volte costituiscono sorprese istologiche in soggetti operati nel sospetto clinico-radiologico di adenoma ipofisario. Riportiamo i casi di 6 pazienti affetti da MRS da carcinoma in 4 era già stato diagnosticato un tumore primitivo, nei restanti 2 casi l'origine, renale in entrambi, è stato scoperto dopo la diagnosi della MRS. I sintomi clinici della metastasi sono stati diabete insipido in 5 casi iposurrenalismo secondario in 2, ipotiroidismo secondario in 1, diplopia in 1 (anche in associazione tra di loro). Una modesta iperprolattinemia (< 5O ug/ml) è stata rilevata in 3 pazienti anche se in tutti era presente risposta allo stimolo con TRH; il diabete insipido è stato confermato con il test della disidratazione. Dei nostri pazienti 3 sono stati trattati con radioterapi a e 2 con ipofisectomia seguita da radioterapia; 1 è deceduto poco dopo la diagnosi. I risultati ottenuti sono stati buoni comportando in 2 casi anche la regressione della sintomatologia neuroendocrina Si rileva una prevalente localizzazione delle metastasi nella pars intermedia, nel lobo posteriore e nel peduncolo dell'ipofisi questo trova spiegazione nella distribuzione dell'albero vascolare, infatti il peduncolo, la pars intermedia e il lobo posteriore ricevono il sangue direttamente dalle arterie ipofisaria superiore, trasecolare ed ipofisaria inferiore, mentre il lobo anteriore è irrorato principalmente da un sistema di vasi portali. In presenza di pazienti con segni neuroradiologici di lesione espansiva sellare associata a diabete insipido, bisogna tenere presente anche la possibilità di una diagnosi diversa dall'adenoma ipofisaria. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | METASTASES TO THE SELLAR REGION |
- Micosi Del Sistema Nervoso Centrale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 803-812, 1990 | | Titolo | Micosi Del Sistema Nervoso Centrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Istituto di Neurochirurgia ** Istituto di Microbiologia Medica *** Istituto di Anatomia Patologica Universita di Milano | | Riassunto | Nel decennio 1980-1989 sono stati osservati 7 casi di micosi cerebrale, 5 dei quali in pazienti ricoverati presso la Clinica Neurochirurgica dell'Università di Milano. La casistica comprende un caso di aspergillosi in donna di 41 anni affetta da idrocefalo tetraventricolare: un caso di feoifomicosi in un uomo di 64 anni un caso di candidosi in maschio di 24 anni risultato poi affetto da AIDS (associato a toxoplasmosi cerebrale): due casi di zigomicosi in soggetti leucemici di sesso maschile di 50 e 16 anni rispettivamente con leucemia linfatica acuta e leucemia mieloide cronica due casi di criptococcosi associati a candidosi in soggetti affetti rispettivamente da neoplasia del sigma (uomo di 75 anni) e da diabete (uomo di 49 anni). piatti i pazienti presentavano al ricovero una sintomatologia neurologica focale o uno stato di coma Una paziente (caso 1) è stata sottoposta a numerosi interventi di revisione del sistema valvolare malfunzionante in un quadro di idrocefalo Due pazienti (caso 2, 3) sono stati sotto posti ad asportazione di una massa cerebrale rivelatasi poi di natura ascessuale e un paziente (caso 4) è stato sottoposto a puntura e drenaggio della cavità ascessuale. Nei primi 3 casi la diagnosi di micosi cerebrale è stata posta in vita a seguito dell'intervento operatoria mentre nei restanti 4 casi la diagnosi è stata anatomopatologica In 5 dei 7 casi la micosi cerebrale ha costituito la causa diretta di morte. Di questi nel caso 5 I'emorragia cerebrale è probabilmente riconducibile all'accertata piastrinopenia (aplasia midollare). Tuttavia poiché gli zigomiceti possiedono uno spiccato ed elettivo tropismo vascolare hanno certamente costituito un'aggravante di notevole rilieva . Gli altri due pazienti sono giunti a morte successivamente, il paziente n. 3 per sarcoma di Kaposi pluriviscerale, il n. 2 per cause diverse. Dall'analisi di questa casistica e in accordo con la letteratura gli Autori concludono che la localizzazione cerebrale delle micosi rappresenta una patologia infettiva la cui incidenza è certamente sottostimata e il cui decorso è gravissima particolarmente, ma non soltanto, nei pazienti immunodepressi. All'esito spesso infausto concorrono direttamente le intrinseche proprietà patogene degli stessi agenti etiologici e le ben note diga colta diagnostiche; indirettamente il trattamento cortisonico antiedemigeno pre- e post-operatoria | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Arienta*, E. Cappricci*, L. Riviera**, T. Masini***, G. Costa***, M. Caroli*, S. Balbi* |
- Microadenomi Ipofisari: Nuove Tecniche Di Studio Con Apparecchi Rm 0.5 T
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 943-948, 1990 | | Titolo | Microadenomi Ipofisari: Nuove Tecniche Di Studio Con Apparecchi Rm 0.5 T | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia, Universita degli Studi di Bari | | Riassunto | L'uso del gadolinio (Gd-DTPA) bella risonanza magnetica ha dato sicuramente marcati vantaggi nello studio della patologia sellare e particolarmente in quello dei microadenomi. Le piccole dimensioni di tali lesioni indicate dallo stesso loro nome, richiede una particolare indagine. Noi abbiamo usato il Gd-DTPA per studiare la, dinamica del circolo pituitarico e per differenziare il tessuto adenomatoso da quello della normale ghiandola Una condizione indispensabile per lo studio dinamico del circolo pituitarico, è la utilizzazione della «gradient-echo acquisition» senza alterare significativamente il rapporto segnale/rumore. Per questo abbiamo usato la «gradient-echo acquisition» con corto TR, che è oltretutto indispensabile per l'immediato studio post-gadolinio. LAuso del gadolinio e del «gradient-echo acquisition» contribuiscono ad elevare le potenzialità diagnostiche della RM nello studio dei microadenomi ipofisari. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Paladini, P. D'Aprile |
- Monitoraggio On-Line Dei Potenziali Cellulari In Fettine Di Corteccia Cerebrale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 355-360, 1990 | | Titolo | Monitoraggio On-Line Dei Potenziali Cellulari In Fettine Di Corteccia Cerebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Clinica delle Malattie Nervose e Mentali * Istituto di Fisiologia Umana Universita di Perugia | | Riassunto | Il potenziamento a lungo termine consiste in un permanente incremento dell'efficacia sinaptica che consegue all'applicazione di stimoli ad alta frequenza su vie afferenti in modo migliore per studiare il fenomeno è l'analisi della morfologia del potenziale extracellulare. I parametri fondamentali sono costituiti dall'ampiezza e dalla pendenza (regressione lineare) della prima fase del potenziale. Alfine di ottimizzare questo studio abbiamo creato un sistema computerizzato di acquisizione dati. Il nostro sistema di analisi consiste in un personal computer IBM-XT dotato di un convertitore analogico-digitale. Abbiamo sviluppato un programma in basic e in assembler per effettuare l'acquisizione e l'elaborazione dei potenziali. E’ anche possibile l'analisi sia on-line che opaline dei diversi parametri. Nel programma ci sono 2 aree funzionali Fondamentali. La prima con funzioni che simulano l'oscilloscopio dove è possibile visualizzare le tracce di ogni potenziale di campo, la seconda dove, dopo ogni stimolo, i valori dell'ampiezza e della pendenza sono visualizzati sullo scherma. In questo modo è possibile seguire la variazione di questi esperimenti e, più tardi, elaborare i valori semiautomaticamente usando i comuni programmi di elaborazione grafica e statistica. Considerando i costi dei sistemi di acquisizione dati siamo stati in grado di realizzare un economico sistema particolarmente adatto allo studio del potenziamento a lungo termine. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Zampolini, D. Bambagioni*, A. Rossi, G. Capocchi |
- Morfometria Analitica Dl Immagini Neuroradiologiche
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 303-307, 1990 | | Titolo | Morfometria Analitica Dl Immagini Neuroradiologiche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Antropologia-lstituto di Zoologia e Anatomia Comparata, Universita di Bari * Servizio di Neuroradiologia, Clinica Neurologica, Universita di Bari ** Istituto di Anatomia e Istologia Patologica, Universita di Bari *** Consorzio di Ricer | | Riassunto | I contorni di una struttura biologica, quale la sezione di un disco intervertebrale o quella di un ventricolo cerebrale su immagini NMR, sono considerabili come curve che possono essere studiate con metodi di morfometria analitica che forniscono parametri numerici descrittori della forma e ne consentono valutazioni e comparazioni di tipo statistico. La serie di coordinate xy in cui è discretizzabile un contorno costituiscono i dati di partenza per tutte le procedure. Tali dati vengono rilevati direttamente, tramite un inseguitore di contorni semi-automatico da un monitor analogico su cui è presente l'immagine eventualmente pre-processata, al fine di meglio evidenziarne i profili, il pre-trattamento viene effettuato con una unità di video assistenza analogica VAU 101 (Video Assistance Unita con prestazioni in tempo reale che consistono in: «slicing» dei grigi; aumento del contrasto con resa pseudo-tridimensionale e ombreggiatura laterale, restituzione in falso colore con valutazione di aree percentuali delle strutture presenti nel campo. Il rilevamento e il trattamento analitico dei dati viene effettuato con la stazione di lavoro e il relavito pacchetto software SAM (Shape Analytical Morphometry) implementato nel laboratorio di Antropologia dell'Università di Bari. Tale sistema software consta di tre procedure principali: I) Determinazione della forma fondamentale che meglio approssima la curva originale mediante polinomi di grado superiore. 2) Descrizione delle differenze tra la curva originale e la sua forma fondamentale con l'analisi armonica di Fourier. 3) Valutazione delle distorsioni principali della figura con la procedura originale SAE. (Shape Asymmetry Evaluator). Tale procedura, attraverso un flatting parabolico, che esplora l'intera figura per passi di rotazione successivi fino a 180° effettua una valutazione vettoriale delle distorsioni principali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Potente, F. Dicuonzo*, R. Ricco**, E.A. Alloro*, V. Pesce Delfino ***, A. Carella* |
- Neurinoma Dei Nervi Cranici Misti: Descrizione Di Un Caso
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 631-635, 1990 | | Titolo | Neurinoma Dei Nervi Cranici Misti: Descrizione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale di Fidenza (Parma) | | Riassunto | Le lesioni associate dei nervi cranici sono generalmente espressione di un interessamento secondario a processi espansivi (tumori malformazioni artero-venose) o infiammatori o a traumi della base cranica. Più di rado la causa è a carico dei nervi cranici di solito un neurinoma .L’interessamento multiplo dei nervi cranici è direttamente secondario alla localizzazione del processo patologico e permette con sufficiente sicurezza di definirne sede e natura. Il caso riferito riguarda una donna di 55 anni che presenta una lesione combinata degli ultimi nervi cranici misti, dovuta a un processo tumorale extracerebrale con sviluppo endoesocranico attraverso il forame giugulare sinistro. Sono discusse le correlazioni clinicoradiologiche, con particolare riguardo alla risonanza magnetica | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Grassa, R. Lisi, E. Montanari, A. Saginario |
- Neuro-Cisticercosi: Attualità Clinica
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 651-655, 1990 | | Titolo | Neuro-Cisticercosi: Attualità Clinica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia Ospedale S. Flippo Neri, Roma | | Riassunto | La cisticercosi cerebrale è rara in Italia e la descrizione di due casi clinici giunti all'osservazione degli Autori offre lo spunto per discutere gli aspetti clinici e di diagnostica strumentale della malattia Un commento importante è dedicato alla terapia delle forme parenchimali cistiche con praziquantel ed infine viene dato rilievo all'aspetto epidemiologico, che ribadisce l'attualità clinica di tale infestazione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Acierno, G. Di Battista, F. Lo Russo |
- Neuroborreliosi: Patologia Emergente
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 657-662, 1990 | | Titolo | Neuroborreliosi: Patologia Emergente | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurologia ** Laboratorio di Patologia Clinica Ospedale S. Filippo Neri, Roma | | Riassunto | La neuroborreliosi patologia del sistema nervoso da infezione di Borrelia Burgdorferi è malattia polimorfa e di complessa diagnosi raramente descritta in Italia. Sulla base di una positività occasionale per la ricerca di anticorpi diretti contro la Borrelia Burgdorferi riscontrata in un certo numero di pazienti con malattie neurologiche, gliAutori affrontano il problema della utilità di eseguire le indagini necessarie alla diagnosi di neuroborreliosi in soggetti con sintomi e segni di danno del sistema nervoso. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Di Battista*, G. Acierno*, G. Neri*, A.O. Di Gregorio** |
- Neuropatia Ricorrente Tomaculare: Studio Di Sei Famiglie
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 595-598, 1990 | | Titolo | Neuropatia Ricorrente Tomaculare: Studio Di Sei Famiglie | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurologia, USL n. 40, Rimini ** Divisione di Neurologia, USL n. 38, Forli *** Divisione di Ortopedia, Ospedale Civile USL n. 39, Cesena **** Servizio di Neurofisiopatologia, USL n. 39, Cesena | | Riassunto | Gli autori descrivono 17 casi di pazienti affetti da neuropatia tomaculare, appartenenti a sei diversi gruppi familiari. Trattasi di neuropatia eredo-degenerative caratterizzata da episodi ricorrenti di mononeuropatia e più raramente di plessopatia brachiale, spesso precipitati da compressioni meccaniche. Vengono esaminati gli aspetti clinici elettromiografici e neuropatologici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Pasquinelli *, W. Neri **, L. Lugaresi ***, F. Rasi **** |
- Note Tecniche Sul Trattamento Delle Lesioni Osteo-Durali Del Basicranio Anteriore
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 785-788, 1990 | | Titolo | Note Tecniche Sul Trattamento Delle Lesioni Osteo-Durali Del Basicranio Anteriore | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Niguarda Ca' Granda, Milano | | Riassunto | Gli Autori riportano la propria esperienza nel trattamento chirurgico delle lesioni post-traumatiche del pavimento della fossa cranica anteriore su 96 casi consecutivi. I’espe rienza acquisita ha permesso di elaborare una strategia chirurgica personale, che viene descritta in dettaglio. L’analisi dei risultati dimostra come tale procedura sia affidabile ed abbia una bassa mortalità/morbilità. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R.A. Fontana, G. Talamonti, V.A. D'Angelo, L. Bizzozzero, O. Arena, M. Collice |
- Parametri Emoreoiogici E Flusso Ematico Cerebrale In Pazienti Con Tia: Studio Correlativo
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 497-501, 1990 | | Titolo | Parametri Emoreoiogici E Flusso Ematico Cerebrale In Pazienti Con Tia: Studio Correlativo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale S. Martino * Prima Divisione di Medicina, Ospedale S. Martino, Genova ** Cattedra di Neurofisiopatologia dell'Universita e Centro per la Neurofisiologia Cerebrale (CNR), Genova | | Riassunto | La dimostrazione che l'iperfibrinogenemia è un fattore di rischio per l'ictus e la segnalazione di una correlazione inversa tra, rispettivamente, fibrinogenemia e aggregazione eritrocitaria e Flusso Ematico Cerebrale (FEC) ha fatto sorgere l'ipotesi che le alterazioni emoreologiche, di comune riscontro in pazienti con fattori di rischio vascolare o con cerebrovasculopatia ischemica, possano avere un ruolo patogenetico tramite la riduzione del FEG Per verificare questa ipotesi abbiamo determinato il FEC regionale (FERC)—metodo inalatorio con Xenon-133—la fibrinogenemia, la viscosità plasmatica ed ematica in 11 pazienti nella fase post-acuta di un TIA e senza altre alterazioni cardiovascolari. In alcuni pazienti sia il FERC che i parametri emoreologici erano alterati rispetto sia a soggetti normali che con fattori di rischio vascolare, ma nessuna correlazione è stata trovata tra FERC e ciascuno dei parametri emoreologici. È quindi ipotizzabile che i meccanismi di autoregolazione del FEC siano in grado di mantenerlo costante a fronte di alterazioni dei parametri emoreologici in modo simile a quanto avviene per le modificazioni della pressione arteriosa | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.A. Ottonello, G. Bino, S. Francione **, L. Garello, G. Gigli *, S. Marenco **, F. Nobili **, G. Rodriguez **, G. Rosadini ** |
- Paraplegia Acuta: Ernia Discale Espulsa?
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 903-906, 1990 | | Titolo | Paraplegia Acuta: Ernia Discale Espulsa? | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale Civile, USSL 5, Vercelli | | Riassunto | Viene descritto un caso di paraplegia acuta, non causato da una lesione neoplastica ossea primitiva o secondaria, in un uomo di 50 anni deceduto pochi giorni dopo l'insorgenza della sintomatologia per cause settiche generali con uno stato di shock settico. La TAC non fu conclusiva, mentre la RMI mise in luce, a livello Tl e T2 I'apparenza di una erniazione acuta di un disco intervertebrale. I’autopsia non fu concessa Viene segnalata la importanza della RM quando l'esame Rx tradizionale esclude la presenza di metastasi o di lesione ossea primitiva | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Santamaria, M.L. Magrassi, M. Lozza, F. Coppo, S. Catera |
- Polineuropatia Assonale In Corso Di Sindrome Di Churg-Strauss: Un Caso Clinico
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 545-549, 1990 | | Titolo | Polineuropatia Assonale In Corso Di Sindrome Di Churg-Strauss: Un Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia e * Divisione di Medicina C Ospedale Giovanni Bosco, Torino | | Riassunto | La sindrome di Churg-Strauss è una rara malattia ad eziopatogenesi immunologica caratterizzata da asma ad esordio in età adulta marcata ipereosinofilia periferica e da una vasculite eosinofila necrotizzante coinvolgente almeno due distretti extrapolmonari. I più frequenti sintomi vasculitici extrapolmonari riferiti in letteratura sono la rinite allergica i rasa cutanei e la mononeurite multipla. Più recentemente è stato segnalato che I’interessamento dei tronchi nervosi periferici può essere di tipo polineuropatica Descriviamo il caso di una donna di anni 65 da noi ricoverata per ingravescente deficit di forza diffuso mioartraigie e disestesie urenti dette estremità datanti da circa un mese. La paziente riferiva inoltre recente insorgenza di rinite allergica ed asma bronchiale. L’esame obiettivo neurologico evidenziava una grave ipotrofia muscolare diffusa ai quattro arti più marcata all’arto superiore destro distalmente e all’ arto inferiore sinistro. Dei riflessi propriocettivi persistevano ancora ridotti il bicipitale ed il rotuleo di sinistra. Le indagini clinico-iaboratoristiche evidenziavano: leucocitosi eosinofila periferica (53% su 27.000 polimorfonucleati); aumento della PCR; ipergammagiobulinemia senza bande oligoclonali aumento delle IgG; aumento delle IgE. All’ esame morfologico dei midollo osseo si repertava incremento percentuale (33%) della serie eosinofila con normale sequenza maturativa All’ EMG si rilevavano segni di severa polineuropatia sensitivo-motoria prevalentemente distate simmetrica con grave sofferenza assonale. Posta diagnosi di sindrome di Churg-Strauss si instaurava terapia con prednisone (I mg/kg) che portava ad una rapida normalizzazione della eosinofilia. Il decorso clinico veniva però aggravato dalla comparsa di un embolia polmonare e di una porpora papulopetecchiale. A distanza di tre mesi si osservava un quadro di grave ipotrofia muscolare interessante globalmente e simmetricamente i quattro arti con arflessia osteo tendinea a tutti i livelli. Il caso da noi segnalato conferma il possibile interessamento su base polineuropatica dei sistema nervoso periferico in corso di sindrome di Churg-Strauss I dati elettromiografici da noi osservati deporrebbero per un iniziale danno assonale dette fibre nervose. L’embolia polmonare non menzionata in letteratura tra le caratteristiche cliniche detta sindrome di Churg-Strauss rappresenta presumibilmente una rara complicazione di tale malattia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Gentile, N. Lovera, G. Vietti Ramus *, C. Buffa, C. Ravetti, N. Bellia, D. Piazza, I. Sacerdote |
- Polineuropatia Da Farmaci Antiepilettici: Screening Condotto Su Pazienti In Cronico Trattamento Farmacologico
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 473-477, 1990 | | Titolo | Polineuropatia Da Farmaci Antiepilettici: Screening Condotto Su Pazienti In Cronico Trattamento Farmacologico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Clinica Neurologica 14 Università di Milano, Ospedale San Gerardo di Monza *° Istituto di Ricerche Farmacologiche «Mario Negri», Milano | | Riassunto | Da diversi anni è noto il ruolo dei Farmaci Antiepilettici (FA) nel determinare Neuropatia Periferica (NP) sensitivo-motoria. Le casistiche riportate dalla letteratura sono discordanti per ragioni di ordine metodologico, pertanto abbiamo cercato di definire meglio le caratteristiche, I'incidenza e la prevalenza della NP Abbiamo studiato sul piano clinico e neurofisiologico un gruppo di 70 pazienti (35 uomini e 35 donne), in età compresa fra i 15 e i 70 anni, in monoterapia da almeno 6 mesi con i seguenti farmaci difenilidantoina (PHT) 18, carbamazepina (CBZ) 20, fenobarbital (PB) 20, sodio valproato (SV) 12, alle concentrazioni plasmatiche terapeutiche. 4I pazienti (57.7%) presentavano sintomi imputabili a NP; 26 pazienti (36.6%) avevano anormalità all’ esame neurologico. Una diagnosi strumentale di NP poté essere formulata in 32 casi (45.1%). Sottolineiamo una scarsa correlazione tra i sintomi allegati, l’esame obiettivo neurologico e l'esame strumentale: questo ci induce ad affermare che la sensibilità, la specificità e il potere predittivo del quadro clinico -sintomatologico sono relativamente bassi quando la diagnosi di NP sia basata su dati elettrofisiologici. Tutti i farmaci considerati determinano NP in proporzione non trascurabile, per quanto sembri che il SV ne sia responsabile in minor misura. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Bogliun *, A. Bono *, N. Curtò *, L. Marzorati *, E. Beghi *° |
- Polineuropatia Demielinizzante In Corso Di Gammopatia Monoclonale Di Significato Indeterminato: Aspetti Clinico-Patologici E Interpretazioni Patogenetiche
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (1), 59-65, 1990 | | Titolo | Polineuropatia Demielinizzante In Corso Di Gammopatia Monoclonale Di Significato Indeterminato: Aspetti Clinico-Patologici E Interpretazioni Patogenetiche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Civile, Este (Padova) * Istituto di Neurologia, Universita degli Studi di Verona | | Riassunto | Vengono presentati 2 pazienti con polineuropatia cronica sensorimotoria associata a Gammopatia Monoclonale di Significato Indeterminato (GMSI). In ambedue i casi la proteina monoclonale (M) riconosce un epitopo della «myelin-associated glycoprotein» (MAG). Lo studio del nervo surale bioptico evidenzia una perdita delle fibre di calibro maggiore assieme a immagini di demielinizzazione e rimielinizzazione, alcune fibre presentano caratteristiche alterazioni della periodicità mielinica. Mediante immunofluorescenza diretta si dimostrano depositi mielinici di proteina M e frammenti della via classica e litica del complemento con distribuzione sovrapponibile. Questi risultati suggeriscono che gli anticorpi anti-mielina che attivano la cascata del complemento giochino un ruolo fondamentale nella patogenesi della neuropatia demielinizzante in corso di GMSI. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Amerio, B. Bonetti *, A. Sergi, S. Monaco *, S. Ferrari *, N. Rizzuto * |
- Porpora Trombotica Trombocitopenica. Un Caso Clinico Trattato Con Plasma-Exchange
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (1), 53-57, 1990 | | Titolo | Porpora Trombotica Trombocitopenica. Un Caso Clinico Trattato Con Plasma-Exchange | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | UO. di Ne urologia e Ne urofisiologia * UO. di Medicina Intema Ospedale Regionale di Aosta | | Riassunto | Viene presentato il caso di un paziente di 64 anni affetto da Porpora Trombotica Trombocitopenica (PTT). La PTT è una malattia molto rara, spesso con decorso fulminante Fatale, il cui quadro istopatologico è noto da oltre 60 anni la sua patogenesi è tuttavia sconosciuta e la sua terapia è tuttora discussa Il nostro paziente, trattato con plasma-exchange quotidiano con reinfusione di plasma fresco congelato associato ad antiaggreganti piastrinici ha presentato un pronto miglioramento degli aspetti clinici e di laboratorio | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Carenini, G. D'Alessandro, F. Salvi*, E. Bottacchi |
- Potenziali Evocati Motori E Somatosensoriali In Pazienti Affetti Da Stroke Ischemico
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 715-721, 1990 | | Titolo | Potenziali Evocati Motori E Somatosensoriali In Pazienti Affetti Da Stroke Ischemico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale Civile, Casteltranco Veneto | | Riassunto | 13 pazienti 4 con emiplegia e 9 con emiparesi dovuta a stroke ischemico, sono stati studiati con potenziali evocati somatosensoriali e corticali motori. Il quadro clinico è stato rilevato durante la fase acuta e a distanza di ó mesi. Lo studio dei potenziali evocati (PE) è stato eseguito entro il venticinquesimo giorno dallo stroke. Sono stati misurati l'ampiezza la durata e il tempo di conduzione centrale (CCT) della risposta evocata motoria, nonché l'ampiezza del potenziale evocato somatosensoriale frontale (P20) e parietale (N20) e il relativo CCT. I risultati ottenuti suggeriscono che: A) esiste una buona correlazione tra il quadro clinico, espressione dell'insulto ischemico cerebrale e le alterazioni del potenziale evocato; B) il tempo di conduzione centrale sia del PES che del PEM è aumentato nelle lesioni corticali, C) I'analisi della risposta evocata somatosensoriale frontale P20 sembra essere un utile strumento per evidenziare alcune disfunzioni del sistema motorio; D) la normalità del PES è associata ad un buon recupero funzionale, mentre l'assenza di un identificabile potenziale evocato è indice di scarsa ripresa funzionale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Bartolomei, S. Nen, C. Carbonin, V. Toso |
- Potenziali Evocati Somatosensoriali Nella Sclerosi Laterale Amiotrofica
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 693-699, 1990 | | Titolo | Potenziali Evocati Somatosensoriali Nella Sclerosi Laterale Amiotrofica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica I e II, 2^ Facoltà di Medicina, Università di Napoli * IRCCS«Sanatrix», Venafro, Isernia ** Istituto di Cibemetica del CNR, Arco Felice, Napoli | | Riassunto | La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una malattia degenerativa del Sistema Nervoso Centrale (SNC) caratterizzata da selettivo coinvolgimento dei motoneuroni. L'assenza di disturbi della sensibilità ne rappresenta anzi un importante elemento diagnostico. Tuttavia dettagliati studi neuropatologici hanno descritto in questa malattia l'interessamento di strutture poste al di fuori del sistema motorio ed in particolare delle colonne dorsali del midollo spinale, del nucleo di Clarke, delle vie spino-cerebellari. Alterazioni dei potenziali evocati sono state individuate da alcuni autori ma non hanno potuto essere confermate da altri. In 18 pazienti con SLA sporadica abbiamo analizzato la velocità di conduzione polso - Erb e le latenze interpicco N9-N13, N11-N13, N13-N20 dei potenziali evocati somato sensoriali da stimolazione del nervo mediana L'analisi statistica dei dati non ha mostrato significative differenze tra il gruppo SLA e il gruppo controlla Il nostro contributo pertanto non permette di confermare alterazioni dei sistemi somatosensoriali nella SLA. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Palma, M. Guadagnino, V. Brescia Morra, C. Carillo *, D. Mansi, G.Nolfe** |
- Presentazione Dl Un Sistema Microcomputerizzato Per La Registrazione Continua Della Motilità
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 361-366, 1990 | | Titolo | Presentazione Dl Un Sistema Microcomputerizzato Per La Registrazione Continua Della Motilità | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Università dell'Aquila * V Clinica Neurologica, Universita di Roma «La Sapienza» | | Riassunto | La corretta quantificazione della motilità è resa particolarmente difficoltosa dalla soggettività sia delle osservazioni degli operatori che della percezione del soggetto e dalla variabilità circadiana dell'attività motoria Allo scopo di registrare la motilità in modo continuato nelle 24 ore, noi abbiamo realizzato un registratore a stato solido computerizzato dotato di 16Kb di RAM, 8Kb di-ROM ed un microprocessore a 8 bit. Esso è stato realizzato interamente con circuiteria CMOS per cui ha una autonomia di alimentazione di 36 ore. Permette l'acquisizione di dati sia in forma analogica che digitale, tramite opportune interfacce, e la temporizzazione dei segnali con una serie di timers. Tra i sensori da noi sperimentati è risultato particolarmente utile, per la semplicità ed affidabilità un trasduttore piezoceramico capace di tradurre in segnale elettrico le accelerazioni subite da una piccola massa di piombo ad esso collegata Il programma di acquisizione dati in firmware permette, tramite collegamento ad un personal computer, la scelta del tempo di campionamento, della sorgente di trigger, della costante di integrazione e della precisione dei dati. I’apparecchiatura permette la registrazione dei movimenti dei vari segmenti corporei la loro durata, la durata degli intervalli tra i vari movimenti e la coordinazione dei movimenti di vari segmenti corporei. La nostra esperienza ha permesso di dimostrare che questa apparecchiatura ha una buona sensibilità e riproducibilità e quindi è potenzialmente molto utile per il monitoraggio della motilità in varie malattie di interesse neurologica | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Marini, C. Ferretti, F. D'Andrea, P. Tuzi, R. Totaro, G. De Matteis, M.Prencipe, N. Accornero * |
- Procedura Computerizzata Per Refertazione Rapida Eeg
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 185-196, 1990 | | Titolo | Procedura Computerizzata Per Refertazione Rapida Eeg | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, US.L. 3, Pesaro | | Riassunto | Viene presentato un programma in D-BASE III PLUS per la stampa su modulo continuo dei referti compilati su apposite schede, degli elettroencefalogrammi normali dell'adulto, ed il cui utilizzo permette un rilevante risparmio di tempo sia al medico che alla dattilografa. Viene indicata la configurazione minima di sistema e sono descritte le modalità di utilizzo del programma del quale sono forniti sia le flow-chart di massima che i listati in linguaggio sorgente. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Pierini, L.M. Bianchini |
- Proposta Di Un Metodo Quantitativo Per La Localizzazione Intra-Cranica Di Un Punto Identificato Mediante Tc
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 309-311, 1990 | | Titolo | Proposta Di Un Metodo Quantitativo Per La Localizzazione Intra-Cranica Di Un Punto Identificato Mediante Tc | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, Universita di Genova | | Riassunto | La localizzazione di lesioni cerebrali identificate mediante TC o RM, generalmente viene riferita alla posizione di strutture facilmente riconoscibili quali caudato, talamo, circonvoluzioni ecc. In effetti data la variabilità interindividuale del cervello, misure assolute di localizzazione sembrano poco utili punti caratterizzati dalle stesse coordinate non sono necessariamente equivalenti dal punto di vista funzionale. Questa difficoltà sembra superabile applicando il metodo di riferimento proporzionale di Talairach e Szikla che, riducendo la variabilità consente di riferire i dati individuali ad un atlante generale, costruito sullo stesso principio. Tuttavia, I'estensione di questo metodo alla pratica clinica richiede che per ciascun caso venga elaborato uno specifico sistema di riferimento definibile solo se sono note le coordinate individuali dei reperti cranici ed encefalici. Scopo di questa presentazione è di illustrare un metodo automatico di localizzazione predisposto presso il nostro laboratorio Il metodo, applicato su dati TC, si propone di: I) stabilire le coordinate di un punto in uno spazio virtuale definito dai diametri massimi del cranio nelle tre dimensioni 2) determinare l'affidabilità della misura il punto è rappresentato dal centro del complesso abenulo-pineale, le cui coordinate sono state misurate in una serie di cinquanta soggetti normali. Il confronto dei nostri risultati con quelli disponibili in letteratura ha dimostrato una sostanziale sovrapponibilità dei dati confermando la validità del metodo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Tartaglione, O. Martinoli, E. Bovio, M. Vignolo, A. Uccelli, E. Favale |
- Proposta Di Una Cartella Computerizzata Per Neurotraumatologia D'elezione
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 157-162, 1990 | | Titolo | Proposta Di Una Cartella Computerizzata Per Neurotraumatologia D'elezione | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Cattedra di Neurotraumatologia ** Cattedra di Statistica Sanitaria Universita di Bologna | | Riassunto | Gli Autori propongono una scheda computerizzata per il rilevamento dei dati in neurotraumatologia d'elezione (ovvero a lunga distanza dagli eventi traumatici). La scheda, il cui tempo medio di raccolta è di 70' consente la memorizzazione di un alto numero di variabili (oltre 300), articolate in 14 items principali. La cartella si presta ad elaborazioni catamnestiche ed appare teoricamente molto utile per approfondite ricerche con lunghi follow-up, per pazienti che troppo spesso sfuggono ai controlli clinici seriati specialistici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Borromei*, A. Parmeggiani** |
- Proposta Dl Un Questionario Sintomatologico Per La Definizione Di Neuropatia Vegetativa
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 533-537, 1990 | | Titolo | Proposta Dl Un Questionario Sintomatologico Per La Definizione Di Neuropatia Vegetativa | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Clinica Neurologica e ** Clinica Medica Universita di Milano Istituto di Ricerche Biomediche S. Gerardo, Monza | | Riassunto | È stato realizzato un questionario apposito, contenente 7 domande da sottoporre ai pazienti atte ad evidenziare una sintomatologia imputabile a neuropatia vegetativa. Il massimo punteggio tollerabile in soggetti normali ottenuto per somma dei punteggi ottenuti in risposta alle singole domande, è risultato da uno studio preliminare compiuto su 120 controlli uniformemente distribuiti per sesso ed età. Con un cut-off di 2, il test è sufficientemente specif co (6% circa di falsi positivi) mentre la sensibilità è stata valutata in un gruppo di 238 diabetici. circa il 26% di essi risultava positivo; tale dato va considerato in rapporto alla difficoltà di stimare la prevalenza di neuropatia vegetativa nel diabete, che è variabile secondo i mezzi di indagine impiegati. Il punteggio vegetativo correla positivamente con la durata della malattia diabetica, con analogo questionario sintomatologico riferito alla neuropatia somatica, con l'esistenza di un diabete non insulino dipendente, ed in parte con la assenza di patologie d'organo concomitanti negli stessi pazienti esaminati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Crespi *, A. Zincone *, A. Scuratti *, F. Paleari **, P. Gamba**, D.Ghelfi ** |
- Psicodiagnostica E Personal Computer: Il Sistema Integrato «Psychosystem»
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 137-142, 1990 | | Titolo | Psicodiagnostica E Personal Computer: Il Sistema Integrato «Psychosystem» | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * PSY-INFORM (Centro Psicodiagnosi Computerizzata), Foggia ** Sezione di Psichiatria, Centro di Psicologia Clinica, OO.RR. Foggia *** 3° Clinica Psichiatrica, Universita «La Sapienza di Roma>> | | Riassunto | Viene proposto un sistema integrato di psicodiagnosi computerizzata denominato «PSICHO>>. Tale sistema consente la gestione integrata di cinque test di frequente uso in psichiatria e psicologia clinica MMPI, Rorschach, 16PF: PARI, ASQ. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Esposito *, S. Consiglio **, P. Pancheri ***, R. Esposito * |
- Recenti Applicazioni Dei Calcolatori Alla Riabilitazione
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 36 (2), 367-372, 1990 | | Titolo | Recenti Applicazioni Dei Calcolatori Alla Riabilitazione | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Primario Ospedale San Giovanni Battista SMOM, Roma | | Riassunto | Vengono illustrate applicazioni già esistenti sulle possibilità del computer in riabilitazione. Esse sono: il data-base, le pedane di controllo per il bilanciamento del carico e la riabilitazione cognitiva assistita da computers. Il data-base permette di routine l'archiviazione dei pazienti, il richiamo di ogni singolo caso clinico e la ricerca di quei soggetti che hanno caratteristiche comuni. I vettori comprendono notizie anagrafiche, dati clinici strumentali e riabilitativi. Quasi tutti i vettori sono espressi in numeri che permettono quindi operazioni di statistica. La riabilitazione cognitiva assistita da computers permette di esercitare funzioni cognitive quali percezione, organizzazione, ragionamento memoria, soluzione di problemi. Altro positivo campo di applicazione in riabilitazione è il trattamento del neglect. Sono in corso studi per sfruttare le potenzialità del computer nel trattamento dell'afasico. Le pedane di controllo di carico consentono al terapista di verificare i parametri spazio-temporali di appoggio e al paziente di imparare la migliore prestazione motoria attraverso feed-back visivo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Giaquinto |
- Riconoscimento Automatico Veloce Di P-O Nell'eeg Dinamico
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 335-339, 1990 | | Titolo | Riconoscimento Automatico Veloce Di P-O Nell'eeg Dinamico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica delle Malattie Nervose e Mentali, Universita di Padova | | Riassunto | Viene presentato un metodo di riconoscimento automatico di punte-onda, in grado di elaborare un tracciato EEG di 24 ore in circa 1 ora L’EEG dei pazienti veniva registrato su cassetta e successivamente analizzato da un computer MVME 133 68020 Motorola, dotato di A/D converter BURR-BROWN a 300 KHz. Il programma era scritto in gran parte in assembler per sfruttare al massimo la velocità della macchina. I’algoritmo di riconoscimento prendeva in esame separatamente 8 canali e cercava su ciascuno di essi la presenza della sequenza p-o. I’evento punta veniva riconosciuto in base all'ampiezza e alla ripidità; I'evento onda in base alla durata, all'integrale e al comportamento della derivata. Se la sequenza p-o veniva riconosciuta contemporaneamente su almeno 2 canali l'epoca veniva memorizzata su disco. In un secondo tempo le epoche di tracciato così memorizzate potevano venire rapidamente riviste e valutate. Nei casi esaminati il sistema ha presentato una sensibilità superiore al 95 % e una specificità dell'80% nel riconoscimento delle scariche di p-o. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Ermani, L. Zanotto, A. Pellegrini, F. Dal Pos, G.F. Testa |
- Ricostruzione Tridimensionale Di Dati Neuroradiologici E Funzionali In Neurochirurgia
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 279-284, 1990 | | Titolo | Ricostruzione Tridimensionale Di Dati Neuroradiologici E Funzionali In Neurochirurgia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Istituto Nazionale Neurologico «C Besta», Milano * Divisione di Informatica Clinico-Scientifica, Istituto Nazionale dei Tumori, Milano | | Riassunto | l'elaborazione dei dati neuroradiologici da un punto di vista chirurgico consiste nella loro rappresentazione in modo utile alla pianificazione dell'intervento Questo concetto non si limita alla possibilità di organizzare grandi quantità di dati in un sistema di riferimento operatorio, ma introduce la possibilità di rappresentare informazioni funzionali assieme a quelle morfologiche. Il tradizionale atlante stereotassico, utilizzato in neurochirurgia funzionale diviene ora una potente base di dati per informazioni cliniche e funzionali contenute nelle sue strutture morfologiche. Le attuali risorse di calcolo rendono ora possibile usare interattivamente queste informazioni, adattarle alle situazioni anatomiche individuali ed arricchirle con dati acquisiti in ogni procedura. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Giorgi, B. Alagna, D. Casolino, E. Ongania, M. Luzzara, U. Cerchiari * |
- Risultato Del Trattamento Corticosteroideo In Due Casi Di Sindrome Ottico-Chiasmatica Dopo Intervento Per Aneurisma Con Clippaggio Ed Encasement
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 887-891, 1990 | | Titolo | Risultato Del Trattamento Corticosteroideo In Due Casi Di Sindrome Ottico-Chiasmatica Dopo Intervento Per Aneurisma Con Clippaggio Ed Encasement | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, IF Servizio di Farmacia, ** Servizio di Neuroradiologia Ospedale Regionale, Ancona | | Riassunto | Gli Autori riportano la loro esperienza sul trattamento corticosteroideo della sindrome ottico-chiasmatica osservata in 2 pazienti portatrici di aneurisma cerebrale del circolo anteriore, entrambi clippati e rinforzati con garza e materiale acrilico. In ciascuno dei 2 casi si è verificato, a variabile distanza di tempo dall'intervento, un processo reattivo granulomatoso responsabile della sindrome. Vengono sottolineate l'utilità del trattamento corticosteroideo in questo tipo di complicanza e la necessità di limitare l'uso della garza e del materiale acrilico particolarmente negli aneurismi situati in prossimità dei nervi ottici e del chiasma. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Pauri, M. Burchianti, R. Pagliarusco *, U. Pasquini **, M.A. Recchioni, F. Rychlicki, I. Papo |
- Ruolo Della Tc Nelld Studio Del Deterioramenio Mentale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 921-926, 1990 | | Titolo | Ruolo Della Tc Nelld Studio Del Deterioramenio Mentale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizi di Neuroradiologia, Ospedale Civile di Udine * Clinica Neurologica dell'Universita di Bologna | | Riassunto | L'invecchiamento cerebrale si accompagna alla TC a dilatazione progressiva del III ventricolo e di quelli laterali ed, in minor modo, ad allargamento dei solchi corticali e della parte anteriore della scissura di Silvio. Appare inoltre diminuito il coefficiente di attenuazione della sostanza bianca. Col progredire dell'età si ha cioè un quadro TC di atrofia prevalentemente sottocorticale che è via via più evidente dai 50-60 anni in poi. Tale atrofia «fisiologica» può essere difficilmente differenziabile da quella patologica. Infatti le demenze sono caratterizzate, almeno nelle fasi iniziali, da quadri TC del tutto sovrapponibili a quelli che si hanno nel normale processo d 'invecchiamenta Per tentare di risolvere questo problema vari autori si sono cimentati nella ricerca di metodiche di misurazione e si sono impegnati nel definire il range di normalità delle dimensioni cerebrali. Le misurazioni attualmente usate sono divisibili in lineari planimetriche, volumetriche e densitometriche. Per alcuni autori l'utilità delle misurazioni di atrofia cerebrale appare indubbia e necessaria nel tentare di distinguere la normalità dalla patologia Altri autori negano invece un'effettiva utilità nel misurare l'atrofia cerebrale. Infatti si è riscontrata sovrapposizione completa o quasi fra la definizione soggettiva («ad occhio») di atrofia cerebrale patologica e quella obiettiva conseguente a tecniche sofisticate di misurazione delle dimensioni delle varie componenti cerebrali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Leonardi, B. Zanotti *, C. Bruseghini *, R. Agati *, A. Righini * |
- Ruolo Prognostico Dl Variabili Cliniche E Neuroradiologiche Nell'analisi Computerizzata Dl Una Serie Consecutiva Dl Traumi Cranio-Cerebrali Con Focolai Lacerativi
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 399-403, 1990 | | Titolo | Ruolo Prognostico Dl Variabili Cliniche E Neuroradiologiche Nell'analisi Computerizzata Dl Una Serie Consecutiva Dl Traumi Cranio-Cerebrali Con Focolai Lacerativi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia Ospedale Fatebenefratelli ed Oftalmico, Milano | | Riassunto | Con questo lavoro gli autori si propongono di verificare se sia possibile trarre deduzioni prognostiche in una patologia neurochirurgica ben determinata su una serie di pazienti i cui dati sono stati precedentemente archiviati non in modo preventivamente e specificatamente orientata | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Caneschi, E. Antonini, C. Bianchi Bosisio, P. Cazzaniga, F. Finzi, G. Frigeni |
- Schede Computerizzate Dedicate
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 295-297, 1990 | | Titolo | Schede Computerizzate Dedicate | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurochirurgia, Clinica Neurologica, Universita di Bologna * Medico di Base, USL 10, Rovereto (TN) ** Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Civile, Udine | | Riassunto | Viene presentato un programma realizzato per un'analisi sull'impiego del mezzo di contrasto jodato endovena in tomografia computerizzata (TC) cerebrale. Nell'affrontare una ricerca si deve tenere presente l'opportunità di progettare ed utilizzare delle schede computerizzate dedicate, atte sia per la raccolta della casistica sia per l 'elaborazione statistica in tempo reale della stessa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Zanotti, G.P. Adami *, R. Agati, R. Daidone, M. Leonardi ** |
- Schwannoma Del Trigemino: Case Report
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 845-848, 1990 | | Titolo | Schwannoma Del Trigemino: Case Report | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurochirurgica, Ospedale Regionale, Parma | | Riassunto | Due pazienti una donna ed un uomo entrambi di 27 anni portatori di uno schwannoma del V n c. a partenza dal ganglio semilunare e ad estrinsecazione sia in fossa cranica media che posteriore, sono stati operati nella divisione di Neurochirurgia di Parma nel 1987. Nel primo caso la neoformazione penetrava con una componente cistica nel mesencefalo e nonostante ciò è stata possibile la rimozione completa con risparmio del V n.c. Nel secondo caso la rimozione completa ha comportato il sacrificio di una parte delle fibre del ganglio semilunare. Entrambi gli interventi sono stati eseguiti mediante un approccio per via pterionale. Trattandosi di patologia di rara osservazione vengono fatte alcune considerazioni di ordine clinico, neuroradiologico e chirurgico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Filippi, M. Ruini, G.P. Paini, V. Nizzoli |
- Scomparsa Transitoria Di Una Cisti Di Craniofaringioma Durante Un Intervento Stereotassico Di Derivazione
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 917-918, 1990 | | Titolo | Scomparsa Transitoria Di Una Cisti Di Craniofaringioma Durante Un Intervento Stereotassico Di Derivazione | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Nuovo Pellegrini * Istituto di Neurochirurgia, l a Fac. Med. e Chir., Napoli | | Riassunto | Viene descritto un caso di craniofaringioma a componente cistica in cui durante l'esecuzione di una TC in condizioni stereotassiche per il rilevamento di un target preliminare ad un intervento stereotassico per il posizionamento intracistico di un catetere di derivazione connesso a réservoir, gli autori hanno osservato la scomparsa spontanea della cavità cistica. Qualche settimana dopo un controllo TC mostrava una riespansione della cisti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Cianciulli, D. Ambrosio* |
- Sindrome Da Compressione Del Nervo Soprascapolare
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (1), 75-78, 1990 | | Titolo | Sindrome Da Compressione Del Nervo Soprascapolare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurologia. Università Cattolica, Roma | | Riassunto | Rare risultano le lesioni del nervo soprascapolare a livello del forame soprascapolare dovute a neuropatie da intrappolamento o conseguenti a particolari movimenti di iperestensione e di iperabduzione della spalla. Gli autori descrivono un caso di lesione isolata del nervo soprascapolare non correlata a trauma esterno, insorta in corso di attività sportiva, e discutono i vari meccanismi patogenetici che sono alla base di tale neuropatia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. David, A. Uncini, M.F. Laureati |
- Sindrome Del Lobo Anteriore Rilievi Clinico-Stabilografici
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 709-714, 1990 | | Titolo | Sindrome Del Lobo Anteriore Rilievi Clinico-Stabilografici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale M. Bufalini, Cesena | | Riassunto | Accanto alle classiche sindromi cerebellari merita di essere considerata la sindrome del lobo anteriore, riscontrata in corso di etilismo cronico, caratterizzata da atassia con prova di Romberg positiva, incoordinazione motoria e tremore agli arti inferiori. Al test stabilometrico computerizzato la sindrome del lobo anteriore evidenzia un profilo del tutto patognomonico, grazie al quale è oggi possibile una precisa diagnosi clinico stabilometrica di tale sindrome, da noi verificata in 5 pazienti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Valzania, P. Cenni, R. Fabbri, G. Mazzini, F. Rasi |
- Siringomielia: Segnalazione Di Alcuni Casi Atipici
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 465-471, 1990 | | Titolo | Siringomielia: Segnalazione Di Alcuni Casi Atipici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Clinica Neurologica, Università di Ferrara | | Riassunto | Riportiamo i dati clinico-strumentali relativi a tre casi «atipici» di siringomielia primitiva Nel primo caso il quadro riecheggia quello di una patologia demielinizzante associando alla multifocalità di segni e sintomi un decorso di tipo remittente-progressiva Il secondo caso propone il quadro di una sindrome midollare di livello dorsale caratterizzata da una paraparesi spastica ed una marcata ipoestesia propriocettiva all'arcata costale bilateralmente. Nel terzo caso è presente un'emisindrome piramido-cordonale posteriore dx con segni di interessamento metamerico a livello del rigorf amento cervicale. In assenza quindi di un quadro semeiologico «tipico» di anestesia dissociata termoalgesica a topografia «sospesa», la precocità o meno della diagnosi in questi casi dipende dalle diverse possibilità di approccio strumentale. È indubbia la competitività e l'elettiva indicazione della RM nella rilevazione precoce e nell'analisi morfologica tridimensionale di cavità siringomieliche e delle malformazioni associate. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V.C. Monetti, E. Paolino, R. Tola, I. Casetta, S. Malagù, E. Granieri |
- Sistema Informatico Dello Studio Clinico Controllato Multicentricosulla Prevenzione Del Reinfart0 Cerebrale Ischemico Con Eparina A Basso Dosaggio
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 219-221, 1990 | | Titolo | Sistema Informatico Dello Studio Clinico Controllato Multicentricosulla Prevenzione Del Reinfart0 Cerebrale Ischemico Con Eparina A Basso Dosaggio | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Medica 1, Università di Firenze * Depha Team - Servizio Informatica Medica, Milano | | Riassunto | Nell'ambito dello studio di prevenzione secondaria dell'infarto cerebrale ischemico con eparina a basso dosaggio, a cui partecipano 32 Centri Sperimentali Italiani che fanno capo ad un Centro di Coordinamento e Controllo Clinico e ad un Centro di Controllo Statistico, è stato messo a punto un modello informatico. Ciascun Centro è dotato di una tavoletta grafica in grado di analizzare il tratto di una comune penna a sfera per la raccolta dei dati clinici e di un personal computer connesso, mediante modem collegato a rete di trasmissione dati informatica, al Centro di Coordinamento. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Fortini, M. Carnovali, F. Bonechi, G. Olivo, G. Rinaldi *, G.F. Gensini |
- Spina Bifida Occulta Con Lipoma E Tethered Cord: Considerazioni Su Un Caso Operaio
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 849-851, 1990 | | Titolo | Spina Bifida Occulta Con Lipoma E Tethered Cord: Considerazioni Su Un Caso Operaio | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Regionale, Varese | | Riassunto | Gli Autori presentano un caso di spina bifida occulta lombosacrale con lipoma e tethered cord, in paziente di 40 anni trattato chirurgicamente. Vengono presentate immagini di RMN pre e postoperatorie, la descrizione dei riscontri anatomici e dell'intervento chirurgico. In base a questa esperienza e facendo riferimento ai dati della letteratura si discutono le indicazioni alla terapia chirurgica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Marra, G. Ramponi, C. Scamoni, M. Soldati, M. Pozzi, A. Dario, G. Crivelli, A. Dorizzi |
- Standards, Codifiche E Nomenclature
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 207-211, 1990 | | Titolo | Standards, Codifiche E Nomenclature | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Laboratorio di Informatica - Istituto di IV Clinica Chirurgica Universita di Roma «La Sapienza | | Riassunto | Riassunto mancante | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Maceratini |
- Stimolazione Magnetica Corticale: Correlazione Con I Quadri Clinici E Con I Quadri Morfologici Rilevati Alla Risonanza Magnetica Nucleare
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 723-726, 1990 | | Titolo | Stimolazione Magnetica Corticale: Correlazione Con I Quadri Clinici E Con I Quadri Morfologici Rilevati Alla Risonanza Magnetica Nucleare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale Valduce, Como | | Riassunto | Dieci soggetti sani con età media di 32 a. e dieci affetti da varie malattie neurologiche senza marcato interessamento della motilità, sono stati sottoposti a Stimolazione Magnetica Corticale (SMC), utilizzando un apparecchio Novametric Magstim Model 200, registrando la risposta periferica mediante un Elettromiografo Mystro MS25 a livello di alcuni muscoli. È stata osservata una asimmetria di latenza in un caso di atrofia midollare cervicale, in due casi di radicolopatia cervicale e in un paziente con esiti di ischemia cerebrale, mentre un aumento del tempo di conduzione è stato osservato in altri pazienti. Viene sottolineata la importanza della SMC per lo studio dei pazienti neurologici specie con forme larvate e con scarsa sintomatologia clinica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Manfredi, S. Beretta, F. Raudino, A. Martegani, T. Frattini |
- Studio Clinico E Neurofisiologico Della Neurotossicità Da Megadosi Di Carboplatino
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 617-619, 1990 | | Titolo | Studio Clinico E Neurofisiologico Della Neurotossicità Da Megadosi Di Carboplatino | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale M. Bufalini, Cesena * Divisione di Oncologia Medica, Ospedale Civile, Ravenna | | Riassunto | L'azione neurotossica del carboplatino (JM82 ad alte dosi (1, 2) è stata esaminata in 9 pazienti portatori di tumori a cellule germinali prima e un mese dopo la terapia. Per lo studio della neurotossicità periferica è stato approntato un protocollo clinicostrumentale in base al quale, sulla scorta di una valutazione globale (0-15) sono stati individuati 5 livelli di interessamento del sistema nervoso periferico (SNP): Assente (O), Borderline (1-2), Lieve (3-7), Moderato (8-11) e Severo (12-15). La neurotossicità centrale è stata esaminata mediante lo studio dei potenziali evocati acustici (BAEPs) e visivi (VEPs). Prima e al termine del trattamento lo score medio era rispettivamente di 4.87 e 6.11 e solo in 2 casi si è registrato un peggioramento della compromissione del SNP Lo studio dei potenziali evocati è risultato constantemente normale eccetto che in 2 paz. con metastasi occipitali che hanno presentato alterazione dei VEP: In base a questo protocollo il JM8 ad alte dosi sembra presentare una tossicità sul SNP ridotta e comunque non in grado di portare un significativo peggioramento del quadro elettroclinico globale, mentre non comporta alcun effetto dannoso a carico del sistema nervoso centrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Rasi, F. Valzania, G. Rosti*, M. Marangolo* |
- Studio Clinico-Neuroradiologico Nell'ictus Emorragico. Correlazioni Statistiche In 72 Pazienti
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 637-643, 1990 | | Titolo | Studio Clinico-Neuroradiologico Nell'ictus Emorragico. Correlazioni Statistiche In 72 Pazienti | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Sez. di Neurologia, Ospedale S. Maria di Loreto Nuovo, USL n. 44, Napoli | | Riassunto | Gli Autori hanno studiato 72 pazienti (37 M, 35 F) di età media 61,6 anni (D.S. =11.4) allo scopo di valutare le eventuali correlazioni tra estensione e sede dell'area emorragica e reperti clinici ed elettroencefalografici. L’estensione dell'area emorragica è stata valutata con metodo morfometrico sul taglio tomodensitometrico ove la lesione presentava la massima estensione. l’estensione dell'emorragia non appariva correlata con l'età né con la presenza e la gravità dei fattori di rischio (ipertensione, diabete, dislipidemie, cardiopatie). Al contrario l'area emorragica era correlata con le gravità degli esiti clinici (p=.0034); I'invasione ventricolare mostrava una elevata correlazione con gli esiti, con lo stato di coscienza e con la presenza di deviazione coniugata del capo ed occhi al momento del ricovera La sede, la presenza di patologia focale ischemica associata e/o di patologia diffusa alla TC del cranio non erano correlati con il quadro clinico all'esordio, né con gli esiti. Dal punto di vista clinico l'età, la presenza e gravità dell'ipertensione, la glicemia e la pressione arteriosa in fase acuta non erano correlati con gli esiti né con l'estensione delI'emorragia I reperti EEG mostravano una elevata correlazione con gli esiti (p .00001) e con l'estensione della lesione (p= .0063). L’alterazione EEG sembra costituire un fattore prognostico negativo maggiormente indicativo rispetto al quadro tomodensitometrico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F.A. de Falco, G. Mastroroberto, F. Zaccaria, O. Sepe Visconti |
- Studio Con La Stabilometria Computerizzata Di Pazienti Epilettici In Monoterapia Con Fenitoina E Carbamazepina
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 705-708, 1990 | | Titolo | Studio Con La Stabilometria Computerizzata Di Pazienti Epilettici In Monoterapia Con Fenitoina E Carbamazepina | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale di Cesena Istituto di Clinica Neurologica, Universita di Bologna | | Riassunto | Difenilidantoina (PHT) e Carbamazepina (CBZ) sono i farmaci di prima scelta nella terapia delle crisi epilettiche parziali con o senza secondaria generalizzazione. Uno dei problemi di tale trattamento cronico è la comparsa di effetti collaterali di tipo neurologico, con particolare incidenza di disturbi atassici. Attualmente lo studio ed il monitoraggio dei deficit posturali risulta più agevole ed oggettivabile grazie all 'introduzione della Stabilometria Computerizzata (SC). Sono stati studiati con la SC 17 pazienti in monoterapia con PHT e 35 pazienti trattati con CBZ, con obiettività neurologica normale se si eccettuano egli eventuaii deficit legati all'assunzione dei farmaci. Hanno fornito un test stabilometrico alterato 11/17 pazienti trattati con PH (64.7% ) e 15/35 pazienti che assumevano CBZ (42.8%). Ogni gruppo di pazienti è stato suddiviso in due sottogruppi in base al livello plasmatico (LP) (CBZ: 7,5 < LP> 7.5 ug/ml; PHT 17<LP>17 u/ml). I dati ottenuti indicano l'esistenza di un livello plasmatico di PHT «critico» superato il quale è ouasi scontata l'insorgenza di deficit posturali. Invece, in caso di terapia con CBZ per essendo l'insorgenza di tali disturbi correlati con la dose plasmatica, non esiste un livello plasmatico di riSerimento. Infatti la presenza di deficit posturali in pazienti appartenenti ad entrambi i sottogruppi (7.5<LP> 7.5 ug/ml) sembra suggerire l'esistenza di una soglia «individuale» per l'insorgenza di disturbi di tipo atassica | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Valzania *, P. Riguzzi, G. Plazzi, M. Santangelo, G. Ambrosetto, C.A. Tassinari |
- Studio Dell'orecchio: Metodiche A Confronto
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 927-932, 1990 | | Titolo | Studio Dell'orecchio: Metodiche A Confronto | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Servizio di Neuroradiologia, Universita degli studi di Bari ° Casa di cura «La Madonnina», Bari | | Riassunto | Lo studio con Tomografia Computerizzata (TC) si è dimostrato altamente diagnostico nella patologia dell'orecchio tanto da sostituire l'esame radiologico standard nelle sue classiche proiezioni e la tomografia multidirezionale. Negli ultimi anni la Risonanza Magnetica (RM) ha contribuito alla imaging di questa regione affiancando la TC ed, in alcuni casi sostituendosi ad essa. Gli Autori non vogliono formulare un protocollo diagnostico, ma tentano di individuare e riconoscere le situazioni patologiche che, per sede e caratteristiche, suggeriscono l'impiego in prima istanza dell'una o dell'altra metodica. In questa ottica, acquista una estrema importanza la valutazione clinica e strumentale del paziente da parte dello specialista otoiatra, che fornisce al medico esaminatore informazioni riguardanti il tipo di ipoacusia e l'eventuale presenza di sintomi neurologici condizionanti la scelta dell'esame e la sua impostazione tecnica. Va comunque sottolineata, in alcuni casi la complementarità delle metodiche che possono utilmente integrarsi fornendo ciascuna informazioni di alto contenuto diagnostico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Camicia * ° M. Palma *, P. D'Aprile * |
- Studio Neuropatologico In Un Caso Di Sindrome Di Adie Associato Ad Una Polineuropatia Cronica
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 485-489, 1990 | | Titolo | Studio Neuropatologico In Un Caso Di Sindrome Di Adie Associato Ad Una Polineuropatia Cronica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale Valduce, Como | | Riassunto | L’associazione di una sindrome di Adie e di una polineuropatia ad evoluzione cronica è un reperto assai infrequente. Fino ad ora sono stati descritti solo sei casi (Togi 1967; Inokachi 1972; Miyakawa, 1974; Miller, due casi 1976; Salama 1984) e solo in uno di questi sono stati effettuati studi ultrastrutturali. Gli autori descrivono un nuovo caso in cui sono stati effettuati studi istologici immunoistochimici ed ultrastrutturali oltre all'esame della singola fibra isolata (teased fiber) su un frammento bioptico di nervo serale. I dati più rilevanti sono una marcata riduzione delle fibre mieliniche (2800/mm2) ed una ancora più evidente riduzione delle fibre amieliniche che appaiono ridotte ad un ottavo circa della norma (8012 f.a./mmq) con enorme incremento delle tasche di collagene. L’analisi quantitativa mediante un analizzatore di immagini ha permesso di evidenziare che le fibre amieliniche residue appartengono a quelle di calibro minore. L’esame della singola fibra nervosa ha mostrato la presenza di demielinizzazioni segmentali nel 15% delle fibre esaminate. Non erano presenti né segni di amiloidosi generalizzata né depositi di sostanza amiloide nel nervo. I nostri dati fanno ritenere più verosimile l'ipotesi di una assonopatia con demielinizzazione secondaria rispetto ad una neuropatia primitivamente demielinizzante. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Jann, L. Adobbati, S. Beretta, L. Manfredi, G. Pellegrini |
- Studio Per Neuroimmagini Della Metilmalonico Acidemia
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 953-956, 1990 | | Titolo | Studio Per Neuroimmagini Della Metilmalonico Acidemia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia, Università di Bari | | Riassunto | La metilmalonico-acidemia è un disordine del metabolismo degli acidi organici. Consiste più esattamente di un gruppo di disordini distinti biochimicamente e geneticamente, che produce blocco nella conversione di metilmalonilCoA in succinilCoA, con conseguente comparsa di ac. metilmalonico nelle urine e nel sangue, iperammoniemia secondaria e spesso chetoacidosi severa I reperti neuroradiologici della malattia consistono nel rilievo alla TC e alla MR di lesioni necrotiche a carico dei nuclei pallidi in genere bilaterali. Viene presentato un caso di metilmalonico acidemia ad evoluzione clinica favorevole, e lo studio con neuroimmagini in fase acuta e a distanza. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. De Blasi, P. D'Aprile |
- Studio Rm Delle Metastasi Ossee Del Rachide
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 939-942, 1990 | | Titolo | Studio Rm Delle Metastasi Ossee Del Rachide | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Neuroradiologia, Universita di Bari ° Radiologia, Istituto Oncologico, Bari | | Riassunto | La RM si propone come tecnica di studio delle metastasi ossee del rachide, capace di identificare la localizzazione tumorale in modo diretto precocemente ed indipendentemente dalla reazione metabolica e morfologica dell'osso Rispetto alle altre tecniche di studio la tecnica di acquisizione con eco di gradiente viene identificata come la più sensibile, peri no in grado di differenziare nella fase del Sollow-up aree di residua attività tumorale. I risultati del nostro approccio metodologico fanno ritenere l'impiego della RM in questo campo di patologia utile in tutte le fasi descritte, quindi privo dei condizionamenti subiti dalle altre metodiche di impiego comune (radiologia convenzionale e scintigrafia ossea). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Farchi * ° C.F. Andreula * |
- Studio Seriato Del Flusso Ematico Cerebrale Nella Fase Acuta Dell'emorragia Subaracnoidea
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 757-762, 1990 | | Titolo | Studio Seriato Del Flusso Ematico Cerebrale Nella Fase Acuta Dell'emorragia Subaracnoidea | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Neurochirurgia, Ospedale Civile, Verona | | Riassunto | Lo scopo del presente studio è stato di valutare la pergusione cerebrale in pazienti con aneurismi sanguinanti nella fase precoce dell'emorragia subaraonoidea (ESA). In 21 casi sono state eseguite misurazioni sequenziali del flusso ematico cerebrale (FEC) con Cerebrograph 32C ed inalazione di Xe-133—ad intervalli regolari dall'emorragia—al fine di identificare una ipoperfusione emisferica e/o regionale; per ipoperfusione regionale si è intesa una riduzione significativa deflusso (rispetto ai valori di controllo) in almeno 2 detettori adiacenti. I valori flussimetrici sono stati correlati all'entità della deposizione cisternale alla TAC, al grado clinico all'ingresso (secondo Hunt & Hess), all'incidenza di vasospasmo angiografico e di deterioramento ischemica I valori di flusso sono apparsi ridotti subito dopo l'emorragia, specialmente in pazienti con grave emorragia cisternale alla TAC; successivamente, i valori di flusso si sono stabilizzati in un range di variabilità relativamente stretto lungo il periodo dello studio, mostrando nuovamente una differenza significativa tra pazienti con lieve e pazienti con grave emorragia alla TAC a distanza di 7-9 giorni dall'emorragia A paragone dell'entità di sanguinamento costernate, il grado clinico all'ingresso ha mostrato una relazione meno significativa con i valori di permissione cerebrale; non vi è stata relazione tra presenza o assenza di vasospasmo angiografico ed ipoperfusione emisferica o regionale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Talacchi, A. Pasqualin |
- Studio Tdm Cerebrale In Corso Di Eclampsia
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 997-1000, 1990 | | Titolo | Studio Tdm Cerebrale In Corso Di Eclampsia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Servizio di Neuroradiologia ** Servizio Anestesia e Rianimazione Ospedale Civile, Cosenza | | Riassunto | L’edema cerebrale diffuso, I'edema ischemico e l'emorragia sono gli aspetti TC di più frequente riscontro in corso di eclampsia Gli Autori analizzano tre casi seguiti con esami TC seriati ed in accordo con la letteratura descrivono la possibile coesistenza di tali quadri patologici che rappresentano verosimilmente gradi differenti dell'esagerata risposta autoregolatoria cerebrale allo arteriolospasmo presente in corso di eclampsia Viene discussa la peculiare distribuzione delle lesioni focali (ischemiche ed emorragiche), I'utilità di un esame TC in corso di eclampsia ed infine si sottolinea la completa reversibilità delle lesioni in un lasso variabile di tempo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P.L. Lanza *, A. Maradei *, S. Caporale **, G. Santoro * |
- Studio Tdm In Due Casi Di Linfangioma Orbitario
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 993-995, 1990 | | Titolo | Studio Tdm In Due Casi Di Linfangioma Orbitario | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Civile, Cosenza | | Riassunto | I tumori vascolari rappresentano, secondo le statistiche, il 10-15% dei tumori primiviti dell'orbita. Gli Autori mostrano due casi di lirsfangioma orbitario, entrambi riscontrati in giovani pazienti di cui uno presenta la caratteristica di determinare una erosione della parete mediale dell'orbita, con invasione delle strutture etmoidali, evenienza considerata eccezionale per questo tipo di lesione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | W. Auteri, D. Chiappetta, G. Santoro |
- Su Un Caso Di Ipertensione Endocranica Benigna Da Ostruzione Della Vena Giugulare Interna Dx Trattato Mediante Derivazione Liquorale Spino-Peritoneale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 871-876, 1990 | | Titolo | Su Un Caso Di Ipertensione Endocranica Benigna Da Ostruzione Della Vena Giugulare Interna Dx Trattato Mediante Derivazione Liquorale Spino-Peritoneale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituti di Neurochirurgia, * Oculistica e ** Radiologia Universita Cattolica del Sacro Cuore, Roma | | Riassunto | L'ipertensione endocranica benigna (IEB) è una sindrome caratterizzata dall'associazione di sintomi di aumentata pressione intracranica (PIC) senza evidenza di processi espansivi endocranici. Tale sindrome è frequentemente osservata in giovani donne con un caratteristico habitus disendocrino (obesità, irsutismo, ecc.). Le indagini neuroradiologiche mostrano sovente, accanto a segni indicativi di una condizione di «rigonfiamento cerebrale», la presenza di un diverticolo aracnoideo endosellare (la cosiddetta «sella vuota»). L'ipotesi patogenetica più accreditata di tale sindrome riconosce in prima istanza un ostacolo al deflusso venoso a livello dei seni durali con aumento del volume ematico cerebrale e, conseguentemente, della PIC. Descriviamo qui il caso di un paziente di 59 anni di sesso maschile, venuto alla nostra osservazione in seguito ad un reperto neuroradiologico (TC) di una «sella vuota» in soggetto con gravi alterazioni visive (atrofia ottica in OD con visus spento e grave papilledema in OS con visus 1/10). La storia clinica era iniziata circa 4 mesi prima quando, immediatamente dopo un intervento di svuotamento linfonodale in regione latero-cervicale dx per un pregresso carcinoma linguale, il paziente aveva lamentato cefalea intensa, vomito e calo del visus, associati ad un reperto obiettivo di un edema periorbitario dx. Lo studio TC del cranio ed un'angiografia cerebrale non mostravano segni di espansi e/o di ostruzione vascolare intracranici. La persistenza della sindrome di ipertensione endocranica ed il progredire del disturbo visivo motivavano la ripetizione, a distanza di due mesi circa, delle indagini neuroradiologiche sopracitate e l'esecuzione di uno studio Doppler dei vasi venosi cervicali che evidenziavano, oltre alla «sella vuota», la presenza di una ostruzione completa della vena giugulare interna di dx con parziale obliterazione del seno trasverso omolaterale. Veniva allora eseguito uno studio della dinamica liquorale, sia mediante misurazione diretta della PIC a livello spinale, sia mediante misurazione ecografica dei diametri delle guaine dei nervi ottici (NO). Si confermava così la presenza di un notevole aumento della PIC già in condizioni basali oltre i 30 mmHg, associato ad un'abnorme distensione delle guaine dei NO. Si decideva di procedere, vista la gravità della sintomatologia ed in analogia all'esperienza maturata nel trattamento delle forme «idiopatiche» di IEB, a derivazione liquorale spino-peritoneale. Dopo l'intervento si assisteva alla immediata e completa scomparsa dei sintomi soggettivi di ipertensione endocranica con regressione del papilledema e ripresa dalla funzione visiva in OS. La valutazione ecografica dei diametri dei NO mostrava valori assolutamenti normali. A distanza di 6 mesi le condizi oni cliniche neurologiche si mantengono invariate con ulteriore miglioramento del visus in OS e normalità del calibro dei nervi ottici bilateralmente. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Mangiola, C. Anile, G. Maira, P. Palma, A. Rinaldi, B. Falsini *, C. Tamburelli, M. Rollo** |
- Sviluppo Dl Un Protocollo Dl Raccolta Ed Elaborazione Dati Per Lo Studio Dl Patologie In Ambito Neurochirurgico
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 247-253, 1990 | | Titolo | Sviluppo Dl Un Protocollo Dl Raccolta Ed Elaborazione Dati Per Lo Studio Dl Patologie In Ambito Neurochirurgico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia Ospedale Fatebenefratelli ed Oftalmico, Milano | | Riassunto | Scopo del presente lavoro è di presentare un protocollo di archiviazione ed analisi di dati riguardante pazienti affetti da ictus cerebrale emorragica Le informazioni raccolte vengono automaticamente elaborate tramite un programma di gestione appositamente sviluppato. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Caneschi, E. Antonini, C. Bonaventi, P. Cazzaniga, F. Finzi, C. Bianchi Bosisio |
- Tecniche Angiografiche Digitali E Tradizionali: Nostra Esperienza Su 1200 Pazienti
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 1007-1012,1990 | | Titolo | Tecniche Angiografiche Digitali E Tradizionali: Nostra Esperienza Su 1200 Pazienti | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizi di Neuroradiologia e * Neuroanestesia Ospedale Regionale < | | Riassunto | È presentato uno studio retrospettivo sulle tecniche angiografiche adottate negli ultimi sei anni su 1200 pazienti con sospetta patologia intra o extracranica. È stato utilizzato un apparecchio angiografico capace di eseguire sia esami tradizionali che digitali. Negli anni 1984-87 sono stati effettuati 700 esami con tecnica tradizionale, successivamente i pazienti sono stati studiati prevalentemente con tecnica digitale intraarteriosa. In 30 pazienti studiati con tecnica digitale l'esame fu completato, nella stessa seduta, con una o due seriografie tradizionali per ottenere eventuali ulteriori informazioni diagnostiche e per valutare le reali differenze tra le due tecniche. 25 dei 30 pazienti studiati con entrambe le tecniche presentavano un quadro angiografico patologico a livello intra o extracranica In 29 pazienti su 30 abbiamo ottenuto risultati diagnostici sovrapponibili con entrambe le tecniche ed in particolare nello studio della biforcazione carotidea e negli aneurismi giganti. In un caso di glioblastoma il blush tumorale era nettamente visibile sulla sola angiografia digitale intraarteriosa (ADI). In tutti i casi la DI si è dimostrata meno invasiva, più versatile e più rapida, mentre l'angiografia tradizionale (AT) ha mostrato una maggiore capacità di risoluzione spaziale, particolarmente utile nei piccoli aneurismi. La nostra esperienza dimostra che attualmente la tecnica di scelta per lo studio dei vasi intra ed estracranici è I’ ADI. Nei casi in cui è richiesta una maggiore risoluzione spaziale, come nella patologia aneurismatica ed inf ammatoria, l'utilizzo della AT rappresenta un utile ausilio per una maggiore accuratezza diagnostica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Nacci, F.A. Lupo, M. Vendegna, L. De Trana *, S. Latronico * |
- Telealco: Progetto Telematico Per Lo Studio Epidemiologico Dell'alcolismo E Delle Malattie Alcol-Correlate
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 223-225, 1990 | | Titolo | Telealco: Progetto Telematico Per Lo Studio Epidemiologico Dell'alcolismo E Delle Malattie Alcol-Correlate | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Neuroscienze I Cattedra di Neurochirurgia * Istituto di Psicologia ** Clinica Medica VI, Universita di Roma «La Sapienza» | | Riassunto | Al fine di raggiungere una conoscenza della reale incidenza del fenomeno alcolismo e della patologia correlata nella Regione Lazio, verrà realizzata una banca dati utilizzando un centro di calcolo collegato con una serie di terminali periferici dislocati in diversi centri regionali. Il fenomeno potrà quindi essere studiato conoscendone l'effettivo andamento epidemiologico in tempo reale. Le acquisizioni permetteranno di approntare un modello di approccio ottimale verso il paziente alcolista Ulteriore obiettivo di tale progetto è la sensibilizzazione e l'aggiornamento, con servizio di consulenza informatizzato, per il Medico di base, I'informazione per il paziente stesso, la sua Famiglia e per più ampi strati sociali come strutture scolastiche e ambienti di lavoro. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Scarpinati, S. Spada*, M. Ceccanti** |
- Tenosinovite Tubercolare Associata A Trauma Del Polso In Un Caso Di Sindrome Del Tunnel Carpale
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 539-544, 1990 | | Titolo | Tenosinovite Tubercolare Associata A Trauma Del Polso In Un Caso Di Sindrome Del Tunnel Carpale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia e * Servizio di Anatomia Patologica Ospedale Giovanni Bosco, Torino | | Riassunto | La possibile origine tubercolare della sindrome del tunnel carpale (CTS) è stata descritta da lungo tempo e da diversi autori , essa è tuttavia, costantemente riferita come rara o molto rara, soprattutto negli ultimi decenni. La letteratura riporta una serie di casi di tubercolosi del polso con interessamento osseo, tendineo e nervoso, nei quali la CTS è sintomo tardivo e collaterale, mentre all'esordio è presente un diffuso interessamento del polso con edema e fenomeni infiammatori. In un altra serie di casi assai più rari dei primi viene riferita una infezione limitata al tessuto peritendineo con CTS che si presenta come sintomo isolato. Differenti meccanismi di disseminazione o differenti patologie associate possono render conto dei due diversi quadri clinici. Riferiamo di un caso, appartenente a questo secondo gruppo. Al dato anamnestico di una antica tubercolosi polmonare si associa la notizia di un trauma recente al polso. Viene discusso il possibile valore di una precedente infezione tubercolare in altri distretti nel suggerire la diagnosi di CTS di natura tubercolare. Viene inoltre valutata l'importanza del trauma al polso, quale concausa della CTS, e la necessità di porre attenzione nella ricerca di una possibile eziologia multifattoriale di questa sindrome. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | N. Bellia, C. Ravetti, C. Buffa, S. Gentile, D. Piazza, N. Lovera, S. Coverlizza*, I. Sacerdote |
- Terapia Combinata Cis-Platino-Etoposide Nei Pazienti Affetti Da Tumori Gliali
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 769-772, 1990 | | Titolo | Terapia Combinata Cis-Platino-Etoposide Nei Pazienti Affetti Da Tumori Gliali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Istituto Nazionale Neurologico «C. Besta», Milano ** Ente Ospedaliero Generale Ca Granda Niguarda, Milano Servizio di Radioterapia | | Riassunto | 38 Pz. con glioma maligno (27 glioblastomi e 11 astrocitomi anaplastici) sono stati trattati sino a 7 cicli con cis-platino ed etoposide (CDDP + VP16) mensilmente. Non si sono riscontrati effetti collaterali (nausea, vomito, mielosoppressione, polineuriti) tali da fare interrompere il trattamenta I risultati sono confrontati con quelli storici di un gruppo di 39 GBL e 22 AA operati e trattati con nitrosouree e radioterapia.Il trattamento con CDDP + VP16 è incoraggiante per quanto concerne la risposta alla terapia, il tempo libero da malattia (TTP) ed il tempo di sopravvivenza (ST). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Boiardi *, A. Silvani *, I. Milanesi *, L. Fariselli **, G. Broggi * |
- Test Di Valutazione Dell' Attenzione: Tempi Di Reazione E Analisispettrale Dell'eeg. Applicazioni In Fisiologia Dello Sport
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 341-345, 1990 | | Titolo | Test Di Valutazione Dell' Attenzione: Tempi Di Reazione E Analisispettrale Dell'eeg. Applicazioni In Fisiologia Dello Sport | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Clinica Malattie Nervose e Mentali * Istituto di Fisiologia Umana, Universita di Siena | | Riassunto | In questo lavoro vengono riportati i dati relativi all'EEG quantitativo, ai tempi di reazione semplici e complessi (TRS e TRC) ed al rendimento sportivo di un intero campionata di 8 giovani atlete praticanti la pallacanestro a livello agonistico. l’incremento di potenza relativa della banda Delta osservato nelle fasi precedenti il tempo di reazione è una costante in tutte le atlete e ben si correla con alcune performances di gioco (percentuale dei canestri in azione e nei tiri liberi). I TRS non hanno valore discriminante mentre sembrano averlo i TRC anche se le indicazioni di questi ultimi non sempre coincidono con la valutazione tecnico sportiva. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Rocchi, S. Passero, N. Battistini, D. D'Antona *, M. Fruschelli *, G. Vatti, G. Fontani* |
- Text Processing Del Referto Eeg: Parte I. Utilizzazione Dl Text Blocks E Codici Alfanumerici
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Rlv. Neurobiologia, 36 (2),175-179,1990 | | Titolo | Text Processing Del Referto Eeg: Parte I. Utilizzazione Dl Text Blocks E Codici Alfanumerici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto delle Malattie del Sistema Nervoso, Universita degli Studi di Ancona | | Riassunto | Viene presentato un programma di refertazione EEG computerizzata, esso può essere usato su computers IBM e compatibili con il sistema operativo MS-DOS ed è scritto in linguaggio Turbo-Basic. LAieput è una stringa costituita da una serie di codici ognuno dei quali corrisponde a un segmento di refertazione. Un algoritmo opera la scansione della stringa ottenendo codici separati che vengono connessi al corrispondente segmento di refertazione. La struttura delprogramma permette di intervenire facilmente sulf le sorgente alf ne di modifcare la struttura del programma stessa I vantaggi offerti da tale metodica sono: 1) risposte omogenee, 2) maggiore esaustività e precisione delle refertazioni, 3) agevolazione del lavoro di segreteria non essendo necessario decifrare grafie diverse 4) più facili elaborazioni statistiche dell'archivio elettronica | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Angeleri, M. Signorino, P. Pagelli, C. Di Patrizio |
- Text Processing Del Referto Eeg: Parte I. Utilizzazione Dl Text Blocks E Codici Alfanumerici
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2),175-179,1990 | | Titolo | Text Processing Del Referto Eeg: Parte I. Utilizzazione Dl Text Blocks E Codici Alfanumerici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto delle Malattie del Sistema Nervoso, Universita degli Studi di Ancona | | Riassunto | Viene presentato un programma di refertazione EEG computerizzata, esso può essere usato su computers IBM e compatibili con il sistema operativo MS-DOS ed è scritto in linguaggio Turbo-Basic. LAieput è una stringa costituita da una serie di codici ognuno dei quali corrisponde a un segmento di refertazione. Un algoritmo opera la scansione della stringa ottenendo codici separati che vengono connessi al corrispondente segmento di refertazione. La struttura delprogramma permette di intervenire facilmente sulf le sorgente alf ne di modif care la struttura del programma stessa I vantaggi offerti da tale metodica sono: 1) risposte omogenee, 2) maggiore esaustività e precisione delle refertazioni, 3) agevolazione del lavoro di segreteria non essendo necessario decifrare grafie diverse 4) più facili elaborazioni statistiche dell'archivio elettronica | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Angeleri, M. Signorino, P. Pagelli, C. Di Patrizio |
- Text Processing Del Referto Eeg: Parte Ii. Automatic Generation Of Reports
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 181-184, 1990 | | Titolo | Text Processing Del Referto Eeg: Parte Ii. Automatic Generation Of Reports | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto delle Malattie del Sistema Nervoso, Universita degli Studi di Ancona | | Riassunto | Viene presentato un programma per il test processing della refertazione EEG basato sul concetto della generazione automatica della refertazione. I’interfaccia-utente del programma è costituita da una serie di gruppi di domande sequenziali, ogni gruppo mostra alcune interrogazioni riguardo il tracciato EEG considerando differenti elementi (attività di fondo, parossismo, ecc.). Alla fine dell'interrogazione il programma produce e stampa la completa refertazione sulla base delle risposte fornite. Il programma necessita del sistema operativo MS-DOS ed è scritto in prolog. Le sue possibili applicazioni includono la didattica, stampa e archiviazione di referti ed elaborazioni statistiche, facilitazione del lavoro di segreteria. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Signorino, F. Angeleri, A. Moscianese |
- Trattamento Chirurgico Della Siringomielia Risultati In 36 Casi
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (1), 39-45, 1990 | | Titolo | Trattamento Chirurgico Della Siringomielia Risultati In 36 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Bellaria, Bologna | | Riassunto | Gli autori presentano la revisione clinica di 36 casi di siringomielia trattati chirurgicamente nel periodo 1970-1988. Sono state adottate le seguenti tecniche chirurgiche. I) derivazione ventricolo-peritoneale nei casi associati ad idrocefalo; 2) decompressione occipitocervicale, 3) mielotomia longitudinale, 4) shunting siringo-subaracnoidea . Il follow-up medio è di 5 anni. Una stabilizzazione dei sintomi fu conseguita in 21 (53,8%) pazienti, in Il (28.2%) casi vi fu un miglioramento clinico; quattro pazienti (10,3 %) peggiorarono dopo l'intervento. Viene sottolineata l'elevata mortalità e morbilità legata alla tecnica di decompressione suboccipitale, la tecnica di shunt siringo-subaraonoideo viene descritta in dettaglio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Padovani, G. Staffa, M Cavallo, F. Servadei, G. Gaist |
- Trattamento Combinato Dei Gliomi Ad Alto Grado Di Malignità: Risultati In Un Gruppo Di 43 Pazienti
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 877-881, 1990 | | Titolo | Trattamento Combinato Dei Gliomi Ad Alto Grado Di Malignità: Risultati In Un Gruppo Di 43 Pazienti | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Oncologia Radioterapica, CRO, Aviano-Pordenone * Divisione di Neurologia e ** Servizio di Fisica Sanitaria Ospedale Civile di Pordenone | | Riassunto | Dal gennaio 1985 al gennaio 1988, 43 pazienti valutabili affetti da giioma ad alto grado di malignità, sono stati trattati dopo chirurgia, quando fattibile, o biopsia, presso la divisione di Oncologia Radioterapica del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano— Pordenone. Ipazienti hanno ricevuto 60 Gy in 30 frazioni in 6 settimane con un acceleratore lineare da 6 MeV, ed inoltre VCR 2 mg iv. il giorno I e BCNU 80 mg i.v. associato a DDP 25 mg i.v. i giorni 1,2 e 3, ogni 6 settimane per un massimo di 12 cicli o fino a progressione di malattia. Ventinove pazienti hanno presentato stabilizzazione di malattia, 14 risposta parziale; in nessun paziente è stata notata remissione completa o progressione di malattia La durata mediana della risposta parziale è stata di 13 mesi (2,5 - 30,5+) e della stabilizzazione di malattia 5,5 mesi (1,5 - 31). La sopravvivenza media è stata di 13 mesi (3 -31+). I pazienti trattati con chirurgia totale o subtotale hanno avuto una sopravvivenza più lunga rispetto a quelli trattati con sola biopsia una sopravvivenza più lunga è stata inoltre rilevata per i pazienti con classe neurologica I e II e con un PS> 2 70 rispetto a quelli con classe neurologica III e con PS < 70. In generale, non è stata evidenziata tossicità elevata dovuta al trattamento | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Roncadin, M. Arcicasa, A. Pomes *, E. Covezzi *, R. Bortolus, G. Boz, G. Franchin, A. De Paoli, G. Bassignano**, G. Sartor**, M.G. Trovò |
- Trombosi Carotidea Da Cintura Di Sicurezza
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 601-604, 1990 | | Titolo | Trombosi Carotidea Da Cintura Di Sicurezza | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | UO. di Neurologia, Ospedale Civile, Busto Arsizio | | Riassunto | Viene presentato il caso di un uomo che a distanza di 4 giorni da un incidente stradale presentò segni di lesione cerebrale emisferica sinistra per un'occlusione della arteria carotide interna di questo lato. Il caso viene discusso con riferimento all'azione traumatica diretta al collo della cintura di sicurezza e viene confrontato con la casistica della letteratura anche per quanto riguarda l'insorgenza tardiva rispetto al trauma | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Rovetta, G.P. Grampa, I. La Spina, D. Porazzi |
- Trombosi Endoluminale Carotidea: Descrizione Di Tre Casi Trattati Chirurgicamente
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 511-515, 1990 | | Titolo | Trombosi Endoluminale Carotidea: Descrizione Di Tre Casi Trattati Chirurgicamente | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.O di Neurologia * UO. di Chirurgia Vascolare ** U.O. di Radiologia Ospedale Regionale di Aosta | | Riassunto | Descriviamo tre casi di trombosi carotidea intraluminale sottoposti ad intervento chirurgico. La diagnosi angiografica è stata confermata al tavolo operatoria In tutti i pazienti sono state evidenziate inoltre alterazioni ateromasiche associate, mentre sono state escluse malattie intercorrenti o alterazioni della coagulazione. All'esordio tutti hanno manifestato sintomi neurologici appropriati al territorio carotideo interessato dal trombo. Nessuno ha presentato recidive al controllo angiografico post-operatorio e al follow-up clinico. Dalla nostra esperienza emerge che l'approccio chirurgico associato al trattamento medico deve essere preso in considerazione in casi selezionati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. D'Alessandro, D. Palombo*, F. Peinetti*, C. Porta*, T. Meloni**, S. Blanc**, E. Duc., L. Carenini, E. Bottacchi |
- Un Metodo Di Registrazione E Analisi Computerizzata Del Segnale Eeg Per Lo Studio Del Ciclo Sonno-Veglia
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 323-328, 1990 | | Titolo | Un Metodo Di Registrazione E Analisi Computerizzata Del Segnale Eeg Per Lo Studio Del Ciclo Sonno-Veglia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Medicina Sperimentale e Scienze Biochimiche, Università di Perugia * Istituto di Fisiologia Umana, Università di Perugia ** Dipartimento di Fisiologia Generale e Ambientale, Università di Napoli | | Riassunto | Il nostro metodo di acquisizione e di analisi dei segnali elettrocorticali risponde alla necessità di avere un sistema veloce, flessibile e poco costoso per l'esame visivo e spettrale computerizzato dell'EEG. Il sistema è composto da due programmi SAMPLER e VIEW, che consentono rispettivamente l'acquisizione e l'analisi visiva del segnale. Entrambi i programmi operano su personal computers IBM-XT e IBM-AT compatibili dotati di una scheda di conversione analogico-digitale. SAMPLER digitalizza on-line, alla frequenza di 64 Hz fino a 4 segnali e li trasferisce in 4 files distinti memorizzandoli su disco fisso. VIEW permette: —di visualizzare sullo schermo segmenti dell'EEG campionato da SAMPLER di lunghezza variabile, da 4 a 32 secondi, —la marcatura sequenziale e la classificazione dell'EEG in base alle caratteristiche morfologiche del segnale in epoche di 4 secondi; —di calcolare il tempo di latenza del sonno sincronizzato (SS) e del sonno paradossale (SP); —la distinzione degli episodi di SS in base alla loro durata e alla natura dello stato di vigilanza successivo; —il calcolo - ora per ora - del numero, della durata media e totale degli episodi di veglia, SS e SP; —la creazione di tanti f les quanti sono gli stati di vigilanza rilevati per consentirne la successiva analisi spettrale mediante il programma ILS. Il sistema nel suo insieme risulta essere molto utile nello studio del ciclo sonno-veglia in animali da laboratorio e nell'uomo ed è universalmente applicabile. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M.V. Ambrosini, D. Bambagioni*, L. Colarieti, A. Giuditta** |
- Un Modello Di Gestione Automatica Di Processazioni Sperimentali: Criteri Di Impostazione Ed Effettuazione Degli Esperimenti, Di Registrazione Dei Dati E Di Elaborazione
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 393-397, 1990 | | Titolo | Un Modello Di Gestione Automatica Di Processazioni Sperimentali: Criteri Di Impostazione Ed Effettuazione Degli Esperimenti, Di Registrazione Dei Dati E Di Elaborazione | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Cattedra di Neurologia «R», Universita di Perugia | | Riassunto | Si tratta di un programma capace di gestire automaticamente gli esperimenti di psicofisiologia con ratti in un labirinto. Questo è stato opportunamente adattato e connesso al computer. Si possono così impostare con il programma vari tipi di esperimenti effettuarli del tutto automaticamente, come poi farne l'analisi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | H. Ito, G. Bocciarelli, P. Chiarini, A. Abazari, F. Federici |
- Uso Dei Potenziali Evocati Somato- Sensoriali (Seps) Nell'approccio Diagnostico Multimodale Al Paziente Con Sindrome Dell'egresso Toracico
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3),683-491, 1990 | | Titolo | Uso Dei Potenziali Evocati Somato- Sensoriali (Seps) Nell'approccio Diagnostico Multimodale Al Paziente Con Sindrome Dell'egresso Toracico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, e * Divisione di Medicina Ospedale Civile, Mirano | | Riassunto | Sono stati indagati 16 soggetti 12 femmine e 4 maschi di età compresa fra 16 e 60 anni (media 34.18 +/- 12.98) affetti da sindrome dell'egresso toracico, con assenza di segni obiettivi di deficit neurologico e «stress test» positivo. In 4 pz si evidenziava radiologicamente una costa cervicale (in 1 bilateralmente) ed in 2 una mega apofisi trasversa di C7 (in 1 bilateralmente). Tutti i soggetti sono stati sottoposti a studio EMG ad ago dei muscoli test per la funzionalità delle radici motorie C5-TI, della conduzione motoria e sensitiva dei nervi mediano e ulnare all'avambraccio, e dei SEPs da stimolazione del nervo mediano al polso bilateralmente e derivazione al gomito (N5), punto di Erb (N9), colonna cervicale (N13) e corteccia parietale controlaterale (N20). I pz sono stati infine sottoposti ad indagine vascolare con studio doppler arterioso e venoso dinamico. Lo studio della conduzione motoria e sensitiva tronculare è risultata normale in tutti i pz, mentre l'EMG ha evidenziato una denervazione di grado lieve nel territorio radicolare di C8 in 2 pz. Ai SEPs, la risposta cervicale è risultata di latenza significativamente aumentata (+ 3 derizioni standard dai valori medi normali di un gruppo di controllo) in 4 pz (25% della casistica), di cui in 3 bilateralmente. In 2 casi inoltre, con sintomatologia monolaterale e N13 di normale latenza dal lato asintomatico, la risposta cervicale è risultata assente dal lato affetta In 3 pz è risultato positivo il solo doppler arterioso (in 2 bilateralmente) ed in 10 sia quello arterioso sia quello venoso (in 3 bilateralmente). Solo 3 pz hanno presentato studio angiologico negativo Il nostro studio indica come l'approccio multimodale da noi proposto rappresenti un protocollo sensibile, non invasivo e facilmente ripetibile, sia per uno screening diagnostico, sia per un follow-up a distanza | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Zuliani, C. Fattorello, G. Marcon *, R. Zanetti |
- Utilizzazione Della Rm Nello Studio Di Pazienti Affetti Da Fenilchetonuria
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 949-9S2, 1990 | | Titolo | Utilizzazione Della Rm Nello Studio Di Pazienti Affetti Da Fenilchetonuria | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Servizio di Neuroradiologia, Universita di Bari ** Ospedale «Di Summa», Brindisi | | Riassunto | Sulla base di tre piccoli pazienti affetti da fenilchetonuria classica studiati con RMN, che ha messo in luce aree di alterato segnale iperintense nelle immagini T2-pesate a livello della sostanza bianca peritrigonale e a livello di giunzione cortico-midollare degli emisferi viene effettuata una valutazione correlativa fra le alterazioni della sostanza bianca così messe in luce e gli aspetti clinici ai fini di una migliore valutazione prognostica | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Alloro ***, F. Dicuonzo * |
- Valutazione Dei Deficit Cognitivi Nella Sclerosi Multipla: Correlazioni Clinico-Strumentali (Rm, Pet, Pess A Lunga Latenza)
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 551-557, 1990 | | Titolo | Valutazione Dei Deficit Cognitivi Nella Sclerosi Multipla: Correlazioni Clinico-Strumentali (Rm, Pet, Pess A Lunga Latenza) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimenti di Neurologia, **Neuroradiologia e *Medicina Nucleare Ist. Scient. Ospedale San Raffaele, Universita di Milano | | Riassunto | Le alterazioni delle funzioni cognitive sono relativamente frequenti nella Sclerosi Multipla (SM), in particolare nei pazienti con malattia di lunga durata tuttora appare poco chiara la fisiopatologia di tali disturbi. Con il presente studio ci siamo pertanto proposti di valutare la frequenza e l 'entità dei deficit cognitivi della SM e di individuarne i sottostanti meccanismi fisiopatologici. Sono stati studiati 60 pazienti affetti da SM definita o probabile secondo i criteri di McDonald e HallidaK con forme remittenti (31 casi), cronico-progressive dall'esordio (14 casi) e secondariamente progressive (15 casi). Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad una batteria di test neuropsicologici (Wechsler memory scale forma I/WMS, Wechsler adult intelligence scale/WAIS e test attenzionale delle matrici) ed alla Risonanza Magnetica (RM) dell'encefalo In 30 pazienti sono stati inoltre eseguiti i Potenziali Evocati Somatosensoriali a lunga latenza (PESS-LL) da stimolazione del nervo mediano. In 8 pazienti con grave deterioramento delle funzioni cognitive è stato eseguito uno studio del metabolismo glucidico cerebrale con tecnica 18F-FDG e Tomografia ad Emissione di Positroni (PET). In circa 2/3 dei nostri pazienti l'indagine neuropsicologica evidenziava un deficit cognitivo. L'entità del deficit cognitivo era correlata con la durata di malattia e con lo score di disabilità alla scala Kurtzke. Inoltre la WMS e la WAIS erano più frequentemente alterate nel gruppo di pazienti con forma progressiva dall'esordio La RM dell'encefalo è risultata alterata in 54 pazienti (90%) e la presenza di lesioni periventricolari confluenti era correlata con la severità del disturbo cognitiva mentre la presenza di atrofia corticale non era significativamente diversa nel gruppo di pazienti con deficit dei test neuropsicologici rispetto agli altri. I PESS-LL sono risultati alterati in 16 pazienti (53%) e tali anomalie erano correlate sia con alterazioni riscontrate dai test neuropsicologici che con la presenza di lesioni periventricolari confluenti evidenziate dalla RM. Una riduzione del metabolismo regionale cerebrale è stata evidenziata in tutti i pazienti esaminati con metodica 18F-FDG. Le alterazioni metaboliche coinvolgevano in particolare la sostanza grigia corticale e sottocorticale. In conclusione le alterazioni corticali dimostrate sia con la PETsia con i test neurofisiologici e neuropsicologici in presenza di lesioni alla RM unicamente localizzate nella sostanza bianca sono indicative di fenomeni di disconnessione tra differenti aree cerebrali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Martinelli, G. Comi, M. Filippi, G. Sirabian, G. Genini, D. Perani *, A. Visciani**, G. Scotti**, T. Locatelli, F. Fazio*, N. Canal |
- Valutazione Dell'affidabilità Delle Derivazioni Liquorali Nell'adulto. Studio Su 356 Pazienti
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 819-828, 1990 | | Titolo | Valutazione Dell'affidabilità Delle Derivazioni Liquorali Nell'adulto. Studio Su 356 Pazienti | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirurgia, Universita Cattolica, Roma | | Riassunto | Tra i vari tipi di intervento proposti per il trattamento di quadri patologici legati ad un disturbo della dinamica liquorale, quelli che hanno trovato una più larga diffusione sono le derivazioni ventricolo-peritoneali (D VP), le ventricolo- atriali (D VA) e le lomboperitoneali (DLP). A fronte della loro relativa semplicità, tali interventi sono gravati da un'alta incidenza di complicanze che richiedono una revisione chirurgica. Allo scopo di valutare la affidabilità dei tre tipi di intervento suddetti abbiamo eseguito una revisione della nostra casistica operatoria. Essa è costituita da 356 pazienti adulti di età compresa tra 15 e 80 anni operati, per la prima volta nel nostro Istituto, di derivazione liquorale nel periodo 1970-1988. I pazienti sono stati suddivisi in base: I) al tipo di intervento (244 DVP: 92 DVA e 20 DLP); 2) al tipo di patologia (idrocefalo tumorale, cronico, post-emorragico, triventricolare, post-traumatico, post-infettivo, da altra causa ed ipertensione endocranica benigna); 3) al tipo di valvola (Hakim, Pudenz Raimondi Holter e Denverk 4) alla data del primo intervento (prima o dopo il 1 gennaio 1985). Questa data corrisponde al momento della adozione sistematica di alcuni accorgimenti di tecnica chirurgica e della prof lassi antibiotica peroperatoria con Dalacin C Fosfato (10 mg/Kg e.v.). L'incidenza di revisioni chirurgiche nell'intera serie è stata del 28.65% (28.68% per le DVP; 27.17% per le DVA e 35% per le DLP). Il numero di revisioni nello stesso paziente varia da I a 8. Le cause di revisione più comuni sono risultate la malposizione distale, la ostruzione e l'infezione. I dati statisticamente significativi (p < 0.05) sono risultati : 1) I'aumento del rischio di revisione in funzione del numero di precedenti interventi, 2) la riduzione del rischio di revisione nei pazienti operati dopo il I gennaio 1985. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Puca, C. Anile, G. Maira, G. Rossi |
- Valutazione Dell'emg Di Superficie A Differenti Gradi Di Contrazione Volontaria Mediante L'uso Di Parametri Spettrali
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (2), 347-353, 1990 | | Titolo | Valutazione Dell'emg Di Superficie A Differenti Gradi Di Contrazione Volontaria Mediante L'uso Di Parametri Spettrali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Istituto di Clinica delle Malattie Nervose e Mentali, Universita di Siena ** Istituto di Elaborazione della Informazione, C.N.R., Pisa *** Dipartimento di Informatica, Universita di Pisa | | Riassunto | Abbiamo sviluppato un metodo di valutazione automatica del segnale EMG di superficie che analizza il potenziale evocato motorio per stimolazione elettrica sopramassimale (M), espressione dell'attivazione relativamente sincrona di tutte le unità motorie, e la contrazione volontaria a vari livelli di tensione muscolare mediante l'uso di parametri nel dominio del tempo e delle frequenze. Per comparare tra loro le potenze associate ai segnali mioelettrici nelle due condizioni sperimentali abbiamo calcolato il valore efficace dell'integrale dello spettro di potenza. Al fine di valutare possibili differenze del contenuto frequenziale del segnale EMG volontario abbiamo pesato il valore efficace percentuale in cinque bande di frequenza contigue ottenute con una ideale finestra rettangolare nel dominio delle frequenze. I valori relativi al gruppo di controllo (5 uomini e 5 donne) ed a 5 soggetti affetti da emiparesi stabilizzata indicano una diversa modalità di controllo neuromotorio non solo nei soggetti patologici ma anche fra uomini e donne sani. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Cioni *, F. Giannini *, C. Paradiso *, S. Passero *, N. Battistini *, C. Navona **, A. Starita *** |
- Valutazione Elettrofisiologica Del Coinvolgimeni O Del Sistema Nervoso Centrale In Un Gruppo Di Operai Calzaturieri Con Segni Clinici Di Lieve Polineuropatia
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (3), 673-677, 1990 | | Titolo | Valutazione Elettrofisiologica Del Coinvolgimeni O Del Sistema Nervoso Centrale In Un Gruppo Di Operai Calzaturieri Con Segni Clinici Di Lieve Polineuropatia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Cibernetica, CNR, Arco Felice, Napoli * Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale San Gennaro, USL 42, Napoli ** Servizio di Neurologia, CTO, USL 42, Napoli | | Riassunto | In un gruppo selezionato di 15 operai calzaturieri 125emmine e 3 maschi di età compresa tra i 15 e i 45 anni giunti alla nostra osservazione per la presenza di segni e sintomi di sfumata polineuropatia, sono stati studiati i potenziali evocati da stimolazione multimodale. Le alterazioni dell'ampiezza dei Potenziali Evocati Visivi (PEV) e le anomalie non specif che dei Potenziali Evocati Acustici 7Foncoencefalici (BAEP) suggeriscono in questi casi il coinvolgimento del Sistema Nervoso Centrale (SNC). La riduzione delle ampiezze della N9 e della N20 con normalità del tempo di conduzione centrale sono da correlare invece al concomitante interessamento del Sistema Nervoso Periferico (SNP). I’impiego sistematico dei potenziali evocati multimodali e l'esplorazione elettrofisiologica del SNP consentono di effettuare routinariamente lo screening di soggetti esposti alle influenze neuropatologiche di sostanze tossiche ambientali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Nolfe, V. Palma *, M. Guadagnino **, L.L. Serra **, C. Serra **, L.Sinisi * |
- Varici Periradicolari Lombari Simulanti Un'ernia Del Disco
| Anno | 1990 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 36 (4), 835-837, 1990 | | Titolo | Varici Periradicolari Lombari Simulanti Un'ernia Del Disco | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia * Servizio di Neuroradiologia - USL 30, Policlinico «Le Scotte», Siena | | Riassunto | Gli Autori presentano due casi di lombosciatalgia con esagne neurologico positivo e TAC che mostra in entrambi un quadro di «sicura» ernia discale espulsa. All'intervento chirurgico—praticato con il microscopio operatorio—nonostante una accurata ispezione non si trova alcuna protrusione o ernia discale, ma plessi venosi che comprimono la radice e che vengono coagulati. Il decorso post-operatorio è contraddistinto dalla scomparsa della sintomatologia soggettiva ed oggettiva; un controllo neuroradiologico (in un caso TAC ed in un caso RMN) non mostra più compressioni. Segnalando questi due casi gli Autori vogliono sottolineare l'importanza della congestione venosa periradicolare nella sindrome lombare. Se è eccezionale questo reperto come unica causa di compressione radicolare, non è da sottovalutare il ruolo patogenetico svolto da varici venose periradicolari associate a patologia discale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Biancotti, S. Venezia *, F. Reale |
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