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La rivista Italiana di Neurobiologia, tutti gli anni a partire dal 1972
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1989- Acnu Intra-Arterioso Nei Gliomi Cerebrali Maligni: Risultati Preliminari
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 149-152, 1989 | | Titolo | Acnu Intra-Arterioso Nei Gliomi Cerebrali Maligni: Risultati Preliminari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia * Servizio di Neurordiologia ** Divisione di Oculistica *** Divisione di Oncologia T.L.R. Ospedale Regionale, Ancona | | Riassunto | Gli Autori riportano la loro esperienza preliminare sul trattamento con chemioterapia endoarteriosa con ACNU in 9 pazienti affetti da glioma cerebrale maligno. Viene descritto il protocollo terapeutico adottato e sottolineata l'assenza di importanti complicanze iatrogene. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Pauri, F. Rychlicki, C. Piana *, U. Pasquini, M. De Nicola *, F. Menichelli *, U. Salvolini *, V. Abbasciano **, A. Paccapelo ***, F. Sturba ***, S. Pierangeli ***, L. Zepponi ***, M. Bonsigno |
- Affidabilita Diagnostica Della Saccoradicolografia Rispetto Al Ct Scan In Pazienti Affetti Da Ernia Discale Lombare
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 59-63, 1989 | | Titolo | Affidabilita Diagnostica Della Saccoradicolografia Rispetto Al Ct Scan In Pazienti Affetti Da Ernia Discale Lombare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurochirurgia, Universita di Pisa * UO. di Neuroradiologia, USL 12, Pisa | | Riassunto | Non di rado la diagnosi di ernia del disco lombare, pur in presenza di sintomatologia evocatrice, non viene confermata dalle immagini della tomografia computerizzata. In questi casi la correlazione tra clinica e saccoradicolografia può far porre talora un fondato sospetto, talaltra una diagnosi certa. Gli Autori hanno esaminato una serie di pazienti in cui si è verificata tale evenienza ed hanno confrontato i dati clinici con quelli radicolografici. Da questo studio sono emerse le possibili cause di errore del CT ed i segni radicolografici che permettono di portare con sicurezza questi pazienti al tavolo operatorio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Cantini, P. Collavoli*, R. Vannozzi, V. Giorgetti, V. Ravelli |
- Alterazioni Di Captazione A Livellodei Gangli Della Base E Della Corteccia Parietale Nel Morbo Di Parkinson
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 195-197, 1989 | | Titolo | Alterazioni Di Captazione A Livellodei Gangli Della Base E Della Corteccia Parietale Nel Morbo Di Parkinson | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Medicina Nucleare, Universita di Torino * Divisione di Neurologia, Owedala Maria Vittoria, Torino | | Riassunto | 21 pazienti affetti dal morbo di Parkinson (PD) e 13 soggetti di controllo furono esaminati con tomografia ad emissione di fotone singolo (SPECT) al fine di valutare la distribuzione cerebrale del 99mTcHMPAO, stima della distribuzione del flusso ematico. I pazienti mostrarono una riduzione della fissazione del 99mTc-HMPAO nei nuclei ddla base rispetto ai soggetti di controllo; asimmetrie di distribuzione risultarono più frequenti nei pazienti emiparkinsoniani e assenti nei soggetti di controllo. Nei pazienti affetti da Emiparkinson, fu osservata una ridotta fissazione omolaterale ai sintomi in caso di rigidità-acinesia prevalente e controlaterale in caso di tremore prevalente; la riduzione della fissazione era simmetrica nd pazienti senza sintomi prevalenti. Nel gruppo dei 21 pazienti, anche la fissazione corticale dd 99mTc-HMPAO era ridotta rispetto ai controlli. Riduzioni asimmetriche della fissazione erano presenti nei pazienti con PD bilaterale ed erano correlate alla gravità ed alla durata della malattia | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Giobbe*, S. Viano*, G. Castellano, V. Podio |
- Approccio Laterale Intertrasversario Nell'ernia Del Disco Lombare Extraforaminale Laterale
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 65-70, 1989 | | Titolo | Approccio Laterale Intertrasversario Nell'ernia Del Disco Lombare Extraforaminale Laterale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurotraumatologia, Ospedale Regionale, Perugia * Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Regionale, Perugia | | Riassunto | L'ernia deldisco lombare extraforaminale laterale è una condizione patologica rara che negli ultimi tempi viene sempre più frequentemente diagnosticata grazie ai nuovi mezzi diagnostici, in particolare la TC, che permettono l'individuazione più precisa quanto a sede, estensione e rapporti con le strutture vicine. Dal punto di vista clinico è caratteristico l'interessamento della radice superiore oltre all'assunzione di una postura antalgica a coscia flessa e gamba estesa sulla coscia, al contrario di quanto avviene nele ernie postero-laterali. E’ possibile che tale postura determini un allargamento della porzione più laterale del forame, decomprimendo la radice superiore. Gli Autori presentano un caso di ernia extraforaminale laterale L4-L5 a sinistra giunto di recente alla loro osservazione. Si tratta di una donna di 65 anni che era stata ricoverata in un reparto internistico e che presentava intenso dolore lombare irradiato al gluteo e alla superficie anteriore della coscia e ddla gamba sinistra. La terapi a medica analgesica ed anti-infiammatoria effettuata aveva avuto scarsi risultati e di breve durata. La paziente era obbligata ad una postura antalgica semiseduta a gamba estesa; la deambulazione era causa di violente esacerbazione del dolore. L'esame obiettivo al momento del ricovero nella nostra Divisione mostro una ipotrofia del quadricipite con areflessia rotulea a sinistra e una ipoestesia grave in L4 a sinistra. Una TC lombare evidenziò una formazione ovalare solida, ddla densità del disco intersomatico nella porzione più laterale del forame di coniugazione L4-L5 e all'esterno del forame stesso, comprimente Passivamente la 4à radice lombare sinistra. La saccoradicolografia confermo l'amputazione della 4^ tasca radicolare a sinistra. L'intervento chirurgico di asportazione del disco erniato fu effettuato per via laterale extraforaminale intertrasversaria. Attraverso un'incisione paramediana sinistra la porzione mediale delle apofisi trasverse L4 ed L5 fu liberata dalle inserzioni muscolari; previa sezion e del legamento intertrasversario, fu rimossa la porzione di disco erniato, ottenendo la decompressione della radice L4. Il curettaggio del disco, impossibile per via laterale, fu completato con approccio tradizionale posteriore interlaminare. Il decorso postoperatorio fu privo di complicazioni ed il sollievo del dolore immediato. Secondo gli Autori l'estrema lateralità dell'ernia extraforaminale rende indispensabile l'aggressione della lesione per via intertrasversaria laterale. Tale approccio permette di preservare integre le faccette articolari e i peduncoli rispettando al massimo la stabilità del rachide. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Buoncristiani, G.P. Pelliccioli*I C. Castrioto, A. Casotto |
- Aspetti Psicologici Della Consulenza Genetica Nelle Malattie Neuromuscolari
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (3), 55-58, 1989 | | Titolo | Aspetti Psicologici Della Consulenza Genetica Nelle Malattie Neuromuscolari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Sezione di genetica, Dipartimento di Biologia Università di Padova * U.l.L.D.M. Sezione di Padova | | Riassunto | Lo studio illustra l'esperienza nel settore della consulenza genetica prestata a famiglie DMD e BMD dal 1975 al 1988. Le probande esaminate sono state: madri, sorelle, cugine e zie di ammalati per un totale di oltre 600 soggetti. È stato sempre chiarito il significato della consulenza genetica ed il concetto di ereditarietà. Un punto critico è apparso la comprensione del concetto di rischio; risulta infatti molto difficile riuscire a far valutare oggettivamente l'entità del rischio. Rimane decisiva la presenza del rapporto di fiducia e generale disponibilità tra la coppia interessata ed il consulente. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M.L. Mostacciuolo, A. Gallo*, G.A. Danieli |
- Aspetti Psicologici Delle Neuropatie Ereditarie Motorio Sensitive Nell'eta Evolutiva
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (3), 23-27, 1989 | | Titolo | Aspetti Psicologici Delle Neuropatie Ereditarie Motorio Sensitive Nell'eta Evolutiva | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica di Neuropsichiatria Infantile, IRCCS, Istituto Neurologico C. Mondino, Pavia * Ospedale Infantile «C. Arrigo», USSL 70, Alessandria | | Riassunto | Vengono analizzati gli aspetti psicopatologici in 10 soggetti in età evolutiva affetti da Neuropatie Ereditarie Motorio Sensitive (HMSN). Allo scopo di valutare quanto e come una simile malattia cronica interferisca sulla strutturazione dell'identità dei pazienti gli Autori focalizzano la loro attenzione sul fattore «immagine corporea» sia sul piano dell'autonomia personale sia su quello dell'autostima come immagine del Sé sia su quello più generale dell'integrazione del Sé. Viene evidenziato come, a partire da una immagine del Sé corporeo parzialmente destrutturata dalla presenza di tale malattia cronica, una insufficiente integrazione del Sé vada ad agire sulla stima di Sé di ciascun soggetto. Tale disistima, pur se in parte controllata dai meccanismi difensivi, va cosl a rafforzare i bisogni regressivi presenti in questa come in ogni altra malattia cronica. Viene inoltre discusso il ruolo dei genitori sugli aspetti psicopatologici dei soggetti affetti da HMSN. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Besana * P. Veggiotti, D. Comelli, U. Balottin |
- Associazione Di Aneurismi Cerebrali Con Adenomi Dell'ipofisi
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 159-165, 1989 | | Titolo | Associazione Di Aneurismi Cerebrali Con Adenomi Dell'ipofisi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurotraumatologia * Servizio di Neuroradiologia Ospedale Generale Regionale, Perugia | | Riassunto | Gli Autori presentano due casi di aneurismi cerebrali associati ad adenomi ipofisari. In entrambi i casi gli aneurismi furono scoperti incientalmente nel corso delle indagini neumradiologiche per l'adenoma ipofisario. Nel primo caso gli aneurismi erano multipli (3), nel secondo caso c'era un solo aneurisma. Viene discussa l'ipotesi prospettata da alcuni autori sul ruolo, sia diretto che indiretto, svolto dalle modificazioni endocrine nello sviluppo di aneurismi arteriosi endocranici in pazienti portatori di adenomi ipofisari. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Casotto, P. Buoncristiani, C. Castrioto, N. Cenci, E. Ciorba *, G. Magarini, E. Massini, G. Nasoni, P. Orvieto |
- Astrocitoma Angectasico Emisferico Sinistro. Altra Localizzazione A Destra Dopo 21 Anni
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 127-133, 1989 | | Titolo | Astrocitoma Angectasico Emisferico Sinistro. Altra Localizzazione A Destra Dopo 21 Anni | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurochirurgica dell'Università di Firenze | | Riassunto | Descriviamo un caso clinico, estremamente raro, relativo ad un paziente di 17 a. con duplice localizzazione neoplastica encefalica di tipo astrocitoma teleangectasico, operato 21 anni fa in sede rolandoparietale sinistra e sottoposto recentemente a nuovo intervento chirurgico in sede parietale destra. La TC cranio-encefalica ha consentito di porre una diagnosi precoce e la elettrocorticografia ha contribuito a limitare particolarmente la corticectomia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Pansini, F. Lo Re, G. De Luca, A. Caprio, P. Conti, R. Conti, P. Bono, P. Gallina |
- Casistica Clinica Ed Elettroencefalografica Sulla Morte Cerebrale
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (1), 45-49, 1989 | | Titolo | Casistica Clinica Ed Elettroencefalografica Sulla Morte Cerebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Emergenza ed Accettazione Neurologica, Ospedale Molinette, Torino | | Riassunto | Presso l'Ospedale Molinette di Torino negli ultimi sette anni sono state effettuate e portate a termine 88 osservazioni di morte encefalica, con successivo prelievo di reni, e in alcuni casi di cuore e fegato. Nello stesso periodo in 19 casi di sospetto coma depassé suscettibili di analoga procedura, il prelievo di organi non è stato effettuato in quanto non erano appieno soddisfatti i criteri stabiliti dalla legge (n. 644 del 6-12-75); tali soggetti sono comunque deceduti per asistolia entro breve termine. Vengono quindi esaminati, per 13 di questi soggetti, i motivi per cui non è stato possibile diagnosticare lo stato di morte cerebrale, e cioè segni di attività spinale residua, auspicando una modifica della attuale legislazione. Vengono inoltre discusse manifestazioni cliniche insolite (segno di Lazzaro), nonché un particolare aspetto della registrazione elettroencefalografica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Luda, G. Gallo, D. Cocito, L. Sicuro, G. Amedeo |
- Chirurgia Lombare: Risultati A Distanza In 617 Pazienti
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 81-88, 1989 | | Titolo | Chirurgia Lombare: Risultati A Distanza In 617 Pazienti | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale di Siena | | Riassunto | Presso la Divisione di Neurochirurgia dell'Ospedale di Siena dal 1° gennaio 1974 al 30 giugno 1988 sono stati sottoposti ad intervento chirurgico per sindrome lombare non tumorale né traumatica 617 pazienti (379 maschi e 238 femmine): 396 ernie discali pure, 68 spondilosi, 153 stenosi del canale. Non sono stati indusi nel computo 37 pazienti operati precedentemente in altra sede. Tutti i pazienti sono stati richiamati a controllo clinico con un follow-up da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 15 anni. Vengono presi in considerazione e discussi l'iter diagnostico, le indicazioni chirurgiche e le tecniche operatorie. Sono riferiti i risultati suddivisi per patologia, considerando anche l'incidenza del sesso e dell'età. Si hanno risultati soddisfacenti nell'83,7°% delle ernie discali, nel 71,4% delle spondilosi e nel 77,4% delle stenosi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Reale, R. Biancotti, D. Gambacorta |
- Cisti Aracnoidali Sovrasellari E Cisti Ependimali Del Terzo Ventricolo: Diagnosi Tc Differenziale Implicazioni Terapeutiche
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 167-177, 1989 | | Titolo | Cisti Aracnoidali Sovrasellari E Cisti Ependimali Del Terzo Ventricolo: Diagnosi Tc Differenziale Implicazioni Terapeutiche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia * Divisione di Neurotraumatologia Ospedale Generale Regionale, Perugia | | Riassunto | Una cisti liquorale nella regione del 3° ventricolo può dar luogo a un quadro clinico e radiologico di idrocefalo sopratentoriale. Sia le cisti aracnoidee soprasellari che le cisti ependimali del 3° ventricolo sono eventi patologici rari che possono peraltro essere evidenziati sempre più frequentemente con la tomografia computerizzata. Dal 1980 sono stati diagnosticati e trattati chirurgicamente 4 casi di cisti aracnoidee soprasellari e 2 con cisti ependimali del 3° v., nell'Ospedale Generale Regionale di Perugia. Le cisti ependimali furono totalmente resecate. Il trattamento chirurgico delle cisti aracnoidee soprasellari fu costituito in ogni caso da una derivazione ventricolare associata a una decompressione delle cisti. Questo fu ottenuto mediante una derivazione cisto-peritoneale a bassa pressione in tre casi e per diretto approccio con resecazione della cisti della parete superiore in un caso. Gli Autori riferiscono i dati del trattamento diagnostico e terapeutico in tre tipici casi: una ventricolografia con tomografia computerizzata fu effettuata in due casi e una cisternografia con controllo TE nel terzo caso. Gli Autori sottolineano la importanza di una valutazione accurata dei dati TE per sospettare la esistenza di una cisti liquorale nella regione del 3° ventricolo; essi fanno inoltre rimarcare il valore diagnostico della ventricolografia sotto controllo TC per determinare la ostruzione intraventricolare e la sua precisa sede e la possibilità della cisternografia-TC nel dimostrare la comunicazione fra la cisti e gli spazi subaracnoidei. Il trattamento chirurgico è stato scelto sulla base dei dati neuroradiologici surricordati che sono essenziali per la sua pianificazione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.P. Pelliccioli, P. Buoncristiani *, E. Signorini, A. Casotto * |
- Cisti Sinoviale Del Legamento Giallo A Livello Lombare: Segnalazione Di Un Caso
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 71-73, 1989 | | Titolo | Cisti Sinoviale Del Legamento Giallo A Livello Lombare: Segnalazione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Regionale, Perugia * Divisione di Neurotraumatologia, Ospedale Regionale, Perugia | | Riassunto | Viene presentato un caso di radicolopatia lombare provocata da una cisti sinoviale del legamento giallo comprimente la radice L5 Dx. Un uomo di 57 anni si presentò con lombosciatalgia Dx, postura antalgica del rachide, Lasègue positivo a Dx, ipoestesia L5 Dx, ipotrofia dei peronieri a Dx. La Radicolografia e la RMN dimostrarono stenosi del canale. La TC, oltre a tali reperti, evidenziò una piccola massa endocanalare posteriore Dx adesa al legamento giallo comprimente il sacco durale e la radice L5. All'intervento fu trovata una piccola massa solidale con il legamento giallo, il cui esame istologico pose diagnosi di cisti sinoviale. Queste rare lesioni conseguono al processo degenerativo che coinvolge il legamento giallo in corso di spondilosi. La TC nel nostro caso è risultato l'esame risolutivo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | N. Caputo, R. Luccioli, C. Castrioto *, P. Buoncristiani *, A. Casotto |
- Complicanze Neurologiche Da Ingestione Terapeutica Di Cloridrato Di Fenilpropanolamina
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (2), 77-82, 1989 | | Titolo | Complicanze Neurologiche Da Ingestione Terapeutica Di Cloridrato Di Fenilpropanolamina | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Servizio di Neurochirurgia ** Servizio di Radiologia Ospedale di Sondalo | | Riassunto | Viene riportato il caso di una paziente con angioite cerebrale reversibile ed emorragia intraparenchimale associata all'ingestione, a scopo terapeutico, del Cloridrato di Fenilpropanolamina. Tipiche anomalie radiografiche sono state dimostrate con studio angiografico cerebrale selettivo e TAC. La diagnosi clinica è stata ottenuta dopo attenta esclusione di malattie del collagene ed altre. La malattia ha tratto beneficio dalla terapia cortisonica; quaranta giorni più tardi è stato riscontrata evidenza angiografica di guarigione completa. Questa associazione patologica, ben nota nell'abuso di Amfetamina, non è mai stata precedentemente descritta con la Propadrina. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Brambilla *, L. Caverni **, E. Giombelli *, L. Monolo * |
- Complicazioni Neurologiche In Corso Di Herpes Zoster: Tre Casi Di Mielite
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 105-109,1989 | | Titolo | Complicazioni Neurologiche In Corso Di Herpes Zoster: Tre Casi Di Mielite | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica* Divisione Malattie Infettive Arcispedale Santa Maria Nuova, Reggio Emilia | | Riassunto | Riportiamo 31 casi di Herpes Zoster complicato: 14 casi di deficit di nervi cranici, 1 caso con deficit di un nervo cranico più deficit di moto segmentario, 3 deficit di moto, 2 meningo-encefaliti, 1 meningoencefalite con deficit di un nervo cranico ed 1 complicata da mielite, 2 meningiti, 2 mieliti, 2 emiplegie controlaterali a HZ oftalmico, 1 emiplegia controlaterale più deficit motorio ed 1 con deficit di nervo cranico. Descriviamo in dettaglio i tre casi con sintomatologia riconducibile a mielite. Molto frequenti nella nostra casistica le associazioni di più complicazioni diverse in successione temporale (19,3%) anche non facilmente spiegabili in senso topografico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Guidetti, L. Motti, E. Gabbi* |
- Contributo Delle Procedure Dl Reperage Stereotassico Al Trattamento Chirurgico Dei Processi Espansivi Endocranici
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 135-136, 1989 | | Titolo | Contributo Delle Procedure Dl Reperage Stereotassico Al Trattamento Chirurgico Dei Processi Espansivi Endocranici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia * Servizio di Neuroradiologia Ospedale Regionale, Ancona | | Riassunto | L'associazione della microchirurgia con i procedimenti di reperage stereotassico permette di limitare i danni causati dall'intervento realizzando il massimo risparmio di tessuto cerebrale durante l'accesso chirurgico. Sulla base di questa considerazione gli Autori riportano la loro esperienza utilizzando la chirurgia stereotassica quale contributo alla successiva craniotomia nei casi di neoplasie non affioranti in corteccia o localizzate in strutture cerebrali profonde. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Rychlicki, U. Pasquini *, M. De Nicola *, U. Salvolini * |
- Correlazioni E Follow-Up In 21 Casi Clinici Dl Ischemia Midollare
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 29-32, 1989 | | Titolo | Correlazioni E Follow-Up In 21 Casi Clinici Dl Ischemia Midollare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica Reparto Lancisi, Ospedale San Camillo, Roma | | Riassunto | Gli autori hanno studiato l'evoluzione del quadro clinico di venti casi di ischemia midollare acuta osservati nella Divisione Neurologica dell'Ospedale di San Camillo negli ultimi dieci anni. I risultati hanno fornito considerazioni sui fattori di rischio e sui vari aspetti neurofisiopatologici di tale forma morbosa. Non sono state osservate recidive di fatti ischemici midollari. In tutti i casi vi è stato un miglioramento spontaneo che è risultato precoce per quanto riguarda disturbi motori e sensitivi e tardivo per i disturbi sfinterici. In un caso, durante il follow-up fu cambiata la diagnosi per la comparsa di segni indicativi di una sclerosi multipla. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Sinibaldi, C. Gerace, M. Meccia |
- Derivazione Siringoventricolare E Decompressione Cervico Sottoccipltale Nel Trattamento Della Idrosiringomielia Associata A Malformazione Di Arnold-Chiari Tipo Il
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 41-45, 1989 | | Titolo | Derivazione Siringoventricolare E Decompressione Cervico Sottoccipltale Nel Trattamento Della Idrosiringomielia Associata A Malformazione Di Arnold-Chiari Tipo Il | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurotraumatologia, Ospedale Regionale, Perugia | | Riassunto | La Malformazione di Arnold-Chiari tipo II è la causa più frequente di Idrosiringomielia in età pediatrica. Il trattamento chirurgico di tale affezione non è ancora ben definito. Gli Autori presentano il caso di un bambino operato alla nascita per la riparazione di un mielomeningocele lombosacrale e successivamente derivato per la comparsa di idrocefalo. All'età di 5 anni fu diagnosticata con una RMN una malformazione di Arnold-Chiari tipo II associata ad Idrosiringomielia cervicale. Il paziente fu sottoposto ad intervento chirurgico di decompressione cervico-sottoccipitale e derivazione siringo-ventricolare. Gli esami RMN di controllo hanno dimostrato la persistente scomparsa della cavità idrosiringomielica cervicale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Casotto, P. Buoncristiani, C. Castrioto |
- Disturbi Psicologici Nella Distrofia Miotonica
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (3), 37-47, 1989 | | Titolo | Disturbi Psicologici Nella Distrofia Miotonica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Clinica delle Malattie Nerzose e Mentali Centro Regionale Malattie Neuromuscolari, UniversitS di Padova | | Riassunto | Sono stati indagati 40 pazienti affetti da forma severa di Distrofia Miotonica (MyD), per valutare la presenza di eventuali disturbi cognitivi e psichiatrici, mediante la somministrazione di test neuropsicologici (WAIS.R; MMSE), di un'intervista semistrutturata (SADS) e una scala di autovalutazione (SRT). Venti soggetti volontari sani sono stati sottoposti allo stesso protocollo di indagini e utilizzati come gruppo di controllo. A 27 dei 40 pazienti e a tutti i controlli sono stati inoltre rilevati i potenziali evocati acustici per la determinazione delI'ampiezza e latenza della componente P300. Il gruppo di pazienti ha registrato punteggi significativamente più bassi di Q.I. totale (p<0.001), verbale (p<0.01) e non verbale (p<0.0S) rispetto ai controlli. Il 35% dei pazienti ha soddisfatto i criteri per una diagnosi psichiatrica (contro il 15% dei controlli); di questi il 17,5% presentavano disturbi depressivi. Anche i punteggi delle sottoscale del SADS e del SRT per la depressione erano significativamente elevate nei pazienti rispetto al gruppo di controllo. Al rilevamento dei potenziali evocati acustici 14 pazienti hanno dimostrato una significativa riduzione della componente P300, mentre la latenza era normale. Nei rimanenti 13 pazienti la P300 è risultata non misurabile. Nel gruppo di 27 pazienti disturbi delle funzioni cognitive sono presenti in più del 50% dei casi. L'Analisi Discriminante classifica correttamente il 92% di questo sottogruppo, utilizzando come variabili la P300 e i risultati dei test neuropsichiatrici. I nostri dati confermano che i disturbi cognitivi e psichiatrici sono una ma nifestazione clinica importante nella Distrofia Miotonica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Colombo, G.l. Perini, M.V. Miotti, M. Armani, M. Ermani, A. Pellegrini, C. Angelini |
- Effetti Cognitivi Del Deprenil In Pazienti Parkyinsoniani
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 199-206, 1989 | | Titolo | Effetti Cognitivi Del Deprenil In Pazienti Parkyinsoniani | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica Universita di Perugia * Unita Orpanica di Neurofisiopatologia, Policlinico di Perugia | | Riassunto | Il deprenil, inibitore selettivo delle MAO-B cerebrali, blocca il processo di deaminazione ossidativa della dopamina. Questa proprietà farmacologica ne ha determinato l'impiego nella terapia della fenomenologia motoria parkinsoniana. Un significativo incremento della attività MAO-B è stato descritto, oltre che nell'invecchiamento fisiologico, anche nella demenza tipo Alzheimer (DAT), suggerendo che l'alterazione di tali sistemi enzimatici possa contribuire all'insorgenza del decadimento intellettivo. Recenti studi hanno infatti proposto il farmaco nel trattamento di alcune delle manifestazioni cognitive della DAT. Queste osservazioni ci hanno indotto a valutare gli effetti cognitivi del deprenil anche nel morbo di Parkinson. Il trattamento farmacologico non ha determinato modificazioni significative delle prestazioni neuropsicologiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Finali, G.L. Piccinin, M. Piccirilli, P. D'Alessandro *, R. Poli, T. Sciarma, L. Agostini |
- Ematoma Extradurale Spinale Acuto Da Rottura Di Malformazione Arterovenosa
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 37-40, 1989 | | Titolo | Ematoma Extradurale Spinale Acuto Da Rottura Di Malformazione Arterovenosa | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia * Servizio di Anatomia Patologica Ospedale Niguarda Ca' Granda, Milano | | Riassunto | Gli Autori riportano il caso di un ematoma spinale epidurale, satellite di una malformazione artero-venosa epidurale, diagnosticato con Risonanza Magnetica Nucleare (RMN). Dopo l'intervento chirurgico di evacuazione dell'ematoma e di asportazione ddla malformazione 'vascolare epidurale si e assistito ad un progressivo recupero dei deficit neurologici. Viene sottolineata l'importanza diagnostica della RMN in questo tipo di patologia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. D'Angelo, L. Bizzozero, C. Corona, M. Ferrara, G. Talamonti, G.P. Casadei * |
- Esistono Fattori Predittivi Di Evoluzione Del Coma Verso La Morte Cerebrale?
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (1), 51-53, 1989 | | Titolo | Esistono Fattori Predittivi Di Evoluzione Del Coma Verso La Morte Cerebrale? | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia e Divisione Neurologica* Ospedale San Martino, Genova | | Riassunto | 629 pazienti in coma da grave trauma cranico o da emorragia intracerebrale spontanea con punteggio Glasgon Coma Scale (GCS) inferiore o uguale a 8, sono stati sottoposti a monitoraggio clinico oltre che a ripetuti controlli TC e EEG. La gravità del coma all'ingresso, il suo rapido aggravamento, la presenza di gravi lesioni del tronco sia primitive che secondarie, nonché la giovane età dei pazienti, sono i fattori risultati maggiormente correlati con l'evoluzione verso la morte cerebrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Regesta, P. Tanganelli* |
- Esperienze Di Un Ospedale Coinvolto Nella Problematica Medico-Legale Dei Trapianti
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (1), 27-29, 1989 | | Titolo | Esperienze Di Un Ospedale Coinvolto Nella Problematica Medico-Legale Dei Trapianti | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Direzione Sanitaria, Ospedali Riuniti di Bergamo | | Riassunto | Vengono passate in rassegna le problematiche di ordine metodologico-organizzativo all'interno della struttura ospedaliera impegnata in attività di trapianti d'organo. Riferimento specifico viene fatto alle normative di legge vigenti ed alla loro concreta applicazione nella realtà clinica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.C. Borra, F. Lubrano |
- Fisiopatologia Dei Potenziali Evocati Somatoestesici E Loro Applicazione Nello Studio Della Patologia Midollare
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 19-27, 1989 | | Titolo | Fisiopatologia Dei Potenziali Evocati Somatoestesici E Loro Applicazione Nello Studio Della Patologia Midollare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Servizio di Neurofisiopatologia Ospedali Riuniti 0 Bergamo ** SenzAzio di Neurofisiopatologia Ospedale di Lecco | | Riassunto | I metodi di esplorazione elettrofisiologica del midollo spinale (Potenziali Evocati Somatoestesici, in primis), pur essendo ormai entrati nel campo della diagnostica strumentale neurologica, non sono ancora tuttavia esenti da controversie, per quanto attiene alla loro definizione (da un punto di vista strettamente neurofisiologico), alla nomendatura delle varie fasi, ed alla stessa utilità nella pratica clinica quotidiana. Né mancano critiche circa l'abuso che, al momento attuale, si tende a farne. Al di là delle incertezze che ancora sussistono, tuttavia, tali metodiche sembrano essere in grado di svdare lesioni talora clinicamente silenti; di fornire un valido supporto al monitoraggio della funzionalità midollare in corso di interventi chirurgici; di permettere la formulazione di criteri prognostici ndle lesioni midollari traumatiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C.A. Defanti*, F. Basso**, A. Zampollo** |
- Fistola Artero-Venosa Intradurale Extramidollare: Case Report
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 33-36, 1989 | | Titolo | Fistola Artero-Venosa Intradurale Extramidollare: Case Report | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Niguarda Ca' Granda, Milano | | Riassunto | Gli Autori riportano il caso di una fistola artero-venosa intradurale extramidollare localizzata a livello della cauda equina in un uomo di 68 anni. La chiusura chirurgica della fistola portò un notevole miglioramento della sindrome neurologica, da riferire probabilmente all'ipertensione venosa nel plesso coronarico. Per quanto riguarda l'eziologia della lesione l'età avanzata del paziente e la storia di una pregressa emilaminectomia alloo stesso livello dlla fistola fanno avanzare l'ipotesi dell'origine acquisita della stessa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Ferrara, C. Corona, E. Fiumara, N. Colombo, V. D'Angelo, L. Bizzozero |
- Fistole Durali Cavernose Complesse. Problemi Neuroradiologici E Terapeutici
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 159-165, 1989 | | Titolo | Fistole Durali Cavernose Complesse. Problemi Neuroradiologici E Terapeutici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurochirurgica dell'Università di Firenze * Servizio di Neuroradiologia, USL 10 D, Firenze | | Riassunto | Vengono presentati 2 casi di fistole durali cavernose complesse appartenenti al 1° gruppo della classificazione delle FAV durali proposta da Djindjian. Viene discusso l'apporto diagnostico offerto dalle diverse indagini neuroradiologiche e vengono valutate le problematiche terapeutiche legate alle afferenze arteriose (fistole miste crociate) ed alle efferenze venose che rappresentano ostacoli di particolare complessità ai fini del trattamento terapeutico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Conti, R. Conti, G. De Luca, P. Gallina, P. Bono, S. Mangiafico, G.P. Giordano*, M. Cappellini* |
- Follow-Up Clinico E Neuroradiologico In Un Caso Di Cavernoma Cerebrale Trattato Mediante Radiochirurgia Stereotassica
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 137-140, 1989 | | Titolo | Follow-Up Clinico E Neuroradiologico In Un Caso Di Cavernoma Cerebrale Trattato Mediante Radiochirurgia Stereotassica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione Neurologica USL 10, Jesi (An) ** Clinica Neurologica, Università di Bologna *** Divisione Neurochirurgica, Ospedale Bellaria, Bologna **** Department of Neurosurgery, Karolinska Institutet, Stockholm | | Riassunto | Presentiamo il caso di una ragazza di 20 anni con una malformazione vascolare cerebrale e crisi epilettiche parziali. Dopo numerose indagini neuroradiologiche (TC seriate, RMN, angiografia cerebrale, PET) si pervenne alla conclusione che la malformazione in questione fosse di natura vascolare ed assai probabilmente un cavernoma: una lesione non espansiva, parzialmente calcificata, sita in prossimità del corno frontale del ventricolo laterale dx. Nel dicembre 1985, nonostante le crisi epilettiche fossero state già completamente dominate da una politerapia, fu deciso il trattamento radiochirurgico. Un primo controllo TC (settembre 1986) non evidenziò alcuna modificazione della lesione, ma neppure segni di necrosi parenchimale da radioterapia; invece un secondo TC (dicembre 1989), effettuato a distanza di ben tre anni dall'intervento, mise in evidenza una riduzione significativa delle dimensioni della lesione. A nostro avviso il caso presentato è degno di attenzione per due motivi: da un lato sembra contraddire l'opinione che i cavernomi non rispondono alla radioterapia, dall'altro sottolinea la necessità di un follow-up piuttosto lungo prima di esprimere giudizi definitivi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Ciarmatori*, C.A. Tassinari**, F. Calbucci***, L. Steiner**** |
- Glioblastoma Multicentrico: Contributo Casistico
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 123-126, 1989 | | Titolo | Glioblastoma Multicentrico: Contributo Casistico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia * Divisione di Neurochirurgia ** Servizio di Neuroradiologia Ospedale di Lecco | | Riassunto | Descriviamo tre casi di glioblastoma multicentrico, in due casi nello stesso emisfero e in un caso nei due emisferi. In quest'ultimo caso viene sottolineato il possibile fattore predisponente costituito dalla assunzione di alte dosi di gonadotropine ad azione follicolo-stimolante e luteinizzante. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Sozzi, P. Marotta, L. Arnaboldi *, E. Giombelli *, M. Oriani *, R. Marina **, F. Valsecchi ** |
- Hydrocefalus-Dementia Complex Wit Basilar Invagination Due To Paget's Disease Of The Skull
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (2), 37-42, 1989 | | Titolo | Hydrocefalus-Dementia Complex Wit Basilar Invagination Due To Paget's Disease Of The Skull | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Department of Neurosurgery, Ospedali Galliera, Genova * Department of Neurosurgery Ospedale S. Camillo, Roma | | Riassunto | Viene descritto un caso di invaginazione basilare dovuto a deformazione pagetica del cranio che era accompagnato da idrocefalo e demenza. Il paziente, che aveva una sintomatologia tipica di idrocefalo «normoteso», ebbe un completo recupero neuropsichico dopo la derivazione liquorale. Viene rivista la letteratura relativa dal punto di vista del nesso causale fra osteite deformante del cranio e deterioramento mentale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Gottlieb, A. Ruelle, P. Mazzone, S. Esposito* |
- I Riflessi Trigemino Facciali Da Stimolazione Infraorbitaria
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (2), 43-47, 1989 | | Titolo | I Riflessi Trigemino Facciali Da Stimolazione Infraorbitaria | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Servizio di Neurologia, Istituto Regina Elena per lo Studio e la Cura dei Tumori, Roma ** Divisione di Neurologia, Ospedale Grande degli Infermi, Viterbo *** Ministero della Sanita, Roma **** Divisione di Neurochirurgia% | | Riassunto | I riflessi facciali ottenuti per stimolazione elettrica del nervo infraorbitario, registrando sul muscolo orbicolare del labbro inferiore, sono stati studiati in soggetti normali ed in pazienti affetti da sclerosi multipla, tumori della fossa cranica posteriore e tumori sopratentoriali. Sono state registrate risposte R1, R2 ed R3, delle quali vengono discussi il significato e le possibili utilizzazioni diagnostiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Jandolo *, L. Bove **, C. Landucci ***, R. Mastrostefano ****, A. Pace *, A. Pietrangeli * |
- Idrocefalo Cronico Dell'adulto: Aspetti Neuropsicologici
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 179-183, 1989 | | Titolo | Idrocefalo Cronico Dell'adulto: Aspetti Neuropsicologici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurotraumatologia, Policlinico di Perugia * Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale di Temi ** Servizio di Neuroradiologia, Policlinico di Perugia *** Laboratorio di Neuropsicologia, Clinica Neurologica, Universita d | | Riassunto | Una estesa batteria neuropsicologica è stata somministrata a 15 pazienti con idrocefalo cronico dell'adulto (ICA) e ad 11 pazienti con demenza senile di tipo Alzheimer (SDAT) di entità lieve-moderata, allo scopo di verificare se il pattern del decadimento presente nei soggetti con ICA sia distinguibile da quello proprio della SDAT. I pazienti con ICA presentavano, rispetto ai soggetti SDAT, performances inferiori, in modo statisticamente significativo, nella memorizzazione di materiale spaziale e in alcune prove che valutano le funzioni sottese dai lobi frontali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Buoncristiani, A. Casotto, P. Mazzi***, R. Scaroni**, C. Piccolini*, M.G. Alagia*, M. Piccirilli *** |
- Il Confine Del Se' Nelle Malattie Neuromuscolari
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (3), 15-18, 1989 | | Titolo | Il Confine Del Se' Nelle Malattie Neuromuscolari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica * Servizio di Neuropsichiatria dell'lnfanzia e della Adolescenza Ospedale Civile di Udine | | Riassunto | Gli AA. hanno studiato, mediante il test di Rorschach, il «confine del Sé» in un gruppo di miodistrofici. I dati sono stati confrontati con quelli ottenuti in gruppi di miastenici, anoressici, con sintomi di conversione psicosomatica e normali. Miodistrofici e miastenici presentano una netta prevalenza della componente statica su quella dinamica, evidenza di una buona percezione del Sé come entità definita e distinta ma di un confine del Sé molto debole, incapace di regolare l'interazione con il mondo esterno. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Pessina *, G. Pessina, T. Verbiz *, C. Marchini, B. Lucci |
- Il Feto Anencefalo Quale Donatore D'organo. Problemi Medico-Legali Nell'accertamento Della Morte Cerebrale
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (1), 63-73, 1989 | | Titolo | Il Feto Anencefalo Quale Donatore D'organo. Problemi Medico-Legali Nell'accertamento Della Morte Cerebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Sezione di Neurologia * Sezione di Anestesiologia ** Divisione di Ostetricia e Ginecologia Osp. S. Maria di Loreto Nuovo, USL 44 di Napoli | | Riassunto | L'anencefalia rappresenta una grave malformazione fetale, incompatibile con la vita. In alcuni Paesi la condizione di anencefalia è equiparata alla morte cerebrale ed è possibile utilizzare gli organi e in particolare i reni dell'anencefalo a scopo di trapianto. Abbiamo studiato dal punto di vista clinico ed elettroencefalografico un feto anencefalo dal momento del parto cesareo fino al decesso, verificatosi dopo 2 ore e 30'. L'anencefalo presenta alla nascita motilità spontanea e provocata ed è possibile evidenziare la presenza di attività elettrica cerebrale generata dalle strutture del troncoencefalo, persistente per breve tempo dopo l'arresto cardiaco. Pertanto secondo la legislazione attualmente vigente in Italia, I'anencefalo non può essere considerato potenziale donatore di organi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. A. de Falco, O. Sepe Visconti, M. Pica*, M. Iaccarino ** |
- Il Rorschach Nella Atassia Dl Friedreich. Considerazioni Preliminari
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (3), 29-35, 1989 | | Titolo | Il Rorschach Nella Atassia Dl Friedreich. Considerazioni Preliminari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Clinica delle Malattie Nervose e Mentali Centro Regionale Malattie Neuromuscolari, Universita di Padova | | Riassunto | Viene presentata la valutazione dei protocolli del test di Rorschach relativo a 17 pazienti affetti da atassia di Friedreich. Il test è stato valutato sia da un punto di vista psicodinamico che fenomenologico: dall'indagine risulta che sotto tutti i punti di vista sono diffusamente presenti elementi di tipo nevrotico, mentre non viene confermata in tutti i pazienti la diagnosi di depressione evidente a livello clinico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Bejato, E. Ferruzza, C. Trevisan, W. Sovegni, F. Barison |
- Impiego Dell'hm-Pao-99M Tc Nella Diagnosi Di Morte Cerebrale
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (1), 55-61, 1989 | | Titolo | Impiego Dell'hm-Pao-99M Tc Nella Diagnosi Di Morte Cerebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Istituto di Medicina Nucleare ** Servizio di Terapia intensiva 1° *** Servizio di Neurofisiopatologia del Sistema Nervoso, Ospedale Generale di Udine | | Riassunto | La diagnosi clinica e strumentale di morte cerebrale, intesa come condizione di «cervello morto-cuore vivente», è talora difficile e, specie nei bambini al di sotto dei 5 anni, richiede estrema prudenza ed accuratezza. Gli Autori suggeriscono lo studio del flusso arterioso endocranico con traccianti radioattivi e riportano la loro esperienza con l'impiego dell'HM-PAO99m Tc in 11 pazienti giunti alla loro osservazione con il sospetto clinico e strumentale di morte cerebrale. L'assenza di flusso arterioso endocranico (fase vascolare dinamica) e l'assenza di uptake cerebrale e cerebellare della molecola (indagine SPECT) hanno consentito di formulare con certezza la diagnosi di morte cerebrale in alcuni pazienti, e di escluderla in altri. Rimane aperta l'interpretazione del caso n. 7 in cui si rileva la persistenza di uptake cerebrale. L'angioscintigrafia e la SPECT cerebrale con HM-PAO, che consentono anche lo studio della regione sottotentoriale, sono metodiche alternative all'angiografia digitale con mezzo di contrasto, non invasive e di facile e rapida esecuzione, e dovrebbero sempre affiancarsi ai tests clinici e strumentali comunemente impiegati per la diagnosi di morte cerebrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Cattaruzzi, E. Englaro, O. Geatti, R. Franzon, F. Giacomuzzi*, E. Carchietti**, R. Budai*** |
- In Tema Di Neuropatia Da Compressione Del Nervo Mediano Associazione Di Sindrome Del Tunnel Carpale E Di Sindrome Del Pronatore Rotondo, In 18 Pazienti
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 207-211, 1989 | | Titolo | In Tema Di Neuropatia Da Compressione Del Nervo Mediano Associazione Di Sindrome Del Tunnel Carpale E Di Sindrome Del Pronatore Rotondo, In 18 Pazienti | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale di Lecco | | Riassunto | L’entrapment del nervo mediano a livello del muscolo Pronatore Rotondo (PR) è ancora poco noto in letteratura ed oggetto di discussione (meno di cento casi descritti, in tutto): ancor meno nota è l'associazione di duplice entrapment del n. mediano a livello del m. PR e del Tunnel carpale (TC). Quando presente, I'associazione di intrappolamento a livello dd m. PR e del TC pone delicati problemi di diagnosi differenziale con altre situazioni in cui si verifichi un danno canalicolare del n~ mediano in corrispondenza: I) del Ligamento di Struther: 2) del Tunnel Carpale; 3) del nervo interosseo anteriore (os. di Kiloh - Nevin); 4) fra i due muscoli Flessore Superficiale e Flessore profondo delle dita (FSD e FPD). Nel presente lavoro, descriviamo una casistica di 18 pazienti affetti da associazione di sindrome del TC e del PR (su 1000 casi consecutivi di sindrome del TC «pura» da noi osservati negli ultimi 8 anni). Vengono segnalati i dati clinici ed elettrografici, a nostro avviso importanti, per indirizzare alla diagnosi di questa non frequente, ma neppure troppo rara, situazione patologica che, se non correttamente inquadrata, può portare ad interventi (per lo più mirati ad un solo sito di entrapment) insufficienti e poco risolutori. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Zampollo, A. Basso |
- Indagine Neurofisiologica Della Funzione Masticatoria Nella Emiplegia
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (2), 27-35, 1989 | | Titolo | Indagine Neurofisiologica Della Funzione Masticatoria Nella Emiplegia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Dipartimento di Scienze Neurologiche, Universita di Roma | | Riassunto | In 15 soggetti con emiparesi faciobrachio-crurale sono state studiate le risposte motorie dirette, I'EMG volontario, il riflesso mandibolare, e i periodi silenti del massetere. In tutti i pazienti le risposte motorie dirette non hanno mostrato modificazioni significative. In 13 soggetti il livello di EMG volontario era minore dal lato paretico rispetto al controlaterale. Non si sono osservate modificazioni del primo periodo silente (SPI). Il secondo periodo silente (SP2) era ridotto dopo stimolazione dal lato paretica Si conclude che, sebbene le proiezioni corticali sul nucleo masticatorio siano bilaterali, sono prevalentemente sotto il controllo dell'emisfero controlaterale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Ferracuti, M.G. Leardi, G. Cruccu, M. Manfredi; |
- Insolita Associazione Tra Distrofia Muscolare Oculo-Faringea E Deterioramento Mentale Con Atrofia Cerebrale
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (2), 21-25, 1989 | | Titolo | Insolita Associazione Tra Distrofia Muscolare Oculo-Faringea E Deterioramento Mentale Con Atrofia Cerebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia US.L. 7 Regione Liguria, Ospedale «S. Paolo», Savona | | Riassunto | Viene presentato il caso di una donna affetta da distrofia muscolare oculofaringea. Ella era giunta alla nostra osservazione in seguito ad una crisi epilettica generalizzata tonico-clonica. Il quadro clinico tipico della distrofia oculo-faringea appariva complicato dalla presenza di deterioramento mentale con alterazioni elettroencefalografiche diffuse e con riscontro morfologico alla TC ed alla RMN encefalica di una atrofia cerebrale. Constatando I'attuale incertezza nosografica, viene avvalorata l'ipotesi dell'esistenza di possibili forme di passaggio nell'ambito delle miopatie oculari. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Tomasina, M. Manzino, P. Pastorino |
- L'
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (3), 19-21, 1989 | | Titolo | L' | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Clinica delle Malattie Nervose e Mentali, Universita di Padova * UILDM Sezione di Padova | | Riassunto | Lo studio osserva attraverso l'applicazione del test del Rorschach e l'esame clinico l’«esistenza» di 21 bambini di età compresa tra i 7 e i 15 anni, affetti da distrofia muscolare Duchenne. La malattia, la perdita del movimento sono vissute come impedimento esistenziale non come malattia del corpo; il bambino Duchenne ricerca con sofferenza la strada verso l'autenticità, I'originalità. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Gallo *, C. Angelini, C. Trevisan, F. Barison |
- L'autoisolamento Dell'handicappato In Relazione Alla Gravità Dell'handicap
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (3), 59-61, 1989 | | Titolo | L'autoisolamento Dell'handicappato In Relazione Alla Gravità Dell'handicap | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | | | Riassunto | Basandosi su una ricerca condotta in Friuli si sostiene che un handicap motorio relativamente lieve può motivare l'evitamento del contatto sociale più di uno particolarmente grave. Appare cioè dimostrato che l'autoisolamento dell'handicappato è una difesa conseguente al fatto che nel contatto con i sani il disabile vede inevitabilmente sottolineata la dissonanza cognitiva tra la propria condizione e l'illusoria ma più piacevole e consolatoria immagine di sé che una minor gravità del danno meglio consente di consenare tale atteggiamento tende però a bloccare quell'adeguata presa di coscienza della realtà che sarebbe necessaria per attuare il miglior «dasein» possibile nel proprio mondo fenomenologico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | Franco Barbina (psicologo) |
- L'ematoma Extradurale Post- Traumatico In Età Pediatrica. Analisi Dl 50 Casi
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 185-187, 1989 | | Titolo | L'ematoma Extradurale Post- Traumatico In Età Pediatrica. Analisi Dl 50 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurotraumatologia Ospedale Generale Regionale, Perugia | | Riassunto | L’ematoma extradurale rappresenta una conseguenza relativamente rara dei traumi cranici in età pediatrica. Nella nostra casistica comunque esso rappresenta il 20% del numero totale per tutte le classi di età. Dal 1975 al 1988 sono stati operati nella nostra Divisione 50 bambini di età compresa tra 0 e 15 anni con un ematoma extradurale post-traumatico. Viene presentata l'analisi di questi 50 casi ed alcune considerazioni riguardanti le differenze tra il quadro clinico e la prognosi nel bambino e nell'adulto. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Castrioto, E. Massini, N. Cenci, A. Casotto. |
- La Calcitonina Nella Corea Di Huntington: Evidenze Cliniche
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 35 (2), 83-86. 1989 | | Titolo | La Calcitonina Nella Corea Di Huntington: Evidenze Cliniche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | 2' Divisione Neurologica Ospedali Riuniti di Borgamo | | Riassunto | Sono stati trattati 5 pazienti (2 uomini e 3 donne), di età media di 50.7 anni, affetti da corea di Huntington, con Calcitonina per ta sua ipotizzata attività antidopaminerglca. Non sono stati osservati effetti positivi né sulle prestazioni motorie né sui movimenti anormali involontari; la discrepanza tra dati clinici e sperimentali è discussa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Ferraro, M. Camerlingo, G.C. Gazzaniga, A. Mamoli |
- La Presa In Carico Del Paziente Con Sclerosi Laterale Amiotrofica: Aspetti Psicologici E Relazionali
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (3), 49-53, 1989 | | Titolo | La Presa In Carico Del Paziente Con Sclerosi Laterale Amiotrofica: Aspetti Psicologici E Relazionali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Fondazione Clinica del Lavoro, IRCCS, Centro Medico di Riabilitazione, Veruno (NO) * Psicoterapeuta, Referente Formazione Psicologica, Comune di Torino | | Riassunto | Passata brevemente in rassegna la letteratura sui disturbi psicologici nella S.L.A, gli Autori descrivono qulle che considerano le principali reazioni psichiche indotte nel paziente da questa sconvolgente malattia: 1) regressione e dipendenza; 2) depressione ed angoscia di morte derivanti da una progressiva destrutturazione della propria immagine corporea integrata durante lo sviluppo del Se; 3) instaurazione, col familiare affettivamente più vicino, di modalità relazionali arcaiche di tipo diadico. Saper cogliere e guidare al meglio questi momenti appare fondamentale per il terapeuta che prende in carico questi soggetti, cercando di contenere i sensi di abbandono, sfiducia, fuga, isolamento e rifiuto che inevitabilmente subentrano nelle varie fasi della malattia e che non consentirebbero nessuna possibilità di aiuto. Per far ciò, senza subire brusche ripercussioni di tipo born-out, deve essere a sua volta sopportato a tollerare i sensi di impotenza, frustrazione ed attacco al ruolo derivantegli dal contatto con questi pazienti, specie quando subentrano nel malato l'immobilità e l'anartria, che inducono anche col terapeuta un tipo di comunicazione non verbale basata sulla mimica e sullo sguardo; in questi stadi la depressione e l'angoscia di morte dei membri della triade possono raggiungere le punte più elevate, in quanto la visualizzazione delI'immobilità, di assenza di dolore, di conservazione delle capacità intellettive possono aumentare nel medico e nel familiare il processo di identificazione col malato (immagine allo specchio). A maggior ragione, in queste fasi, il medico deve sforzarsi di mantenere un'alleanza terapeutica col malato e col familiare, senza cedere alla depressione ed alla frustrazione di un contesto relazionale dove egli non è colui che cura e guarisce, ma assiste, conforta, cerca di alleviare le sofferenze di una malattia di cui non conosce le cause e la terapia. Questi presupposti appaiono indispensabili per rendere meno angosciante la presa in carico di questi pazienti e nel contempo per dare una reale dimensione psicologica ai reparti di neuroriabilitazione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Pasetti, G. Di Lorenzo, D. Mangiacavalli * |
- La Risposta Convulsiva Allo Shock Elettrico Nel Ratto Dopo Somministrazione Acuta E Cronica Dl Farmaci Antidepressivi
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (2). 65-75, 1989 | | Titolo | La Risposta Convulsiva Allo Shock Elettrico Nel Ratto Dopo Somministrazione Acuta E Cronica Dl Farmaci Antidepressivi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | I° Clinica Neurologica, Dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Universita di Roma ,< | | Riassunto | Al fine di determinare la soglia convulsiva nel ratto durante trattamento acuto e cronico, 110 animali sono stati sottoposti a quattro shock elettrici. Il primo in assenza di farmaci il primo giorno (shock di controllo); il secondo, al terzo giorno quando gli animali avevano ricevuto da 24 ore una singola dose di ciascun farmaco (shock acuto), il terzo, al 20° giorno quando gli animali avevano assunto da 24 ore l'ultima dose (shock cronico) ed il quarto dopo sette giorni dalla sospensione farmacologica avvenuta al 21° giorno (shock durante washout). Un significativo aumento nella percentuale di crisi in estensione allo shock elettrico dopo trattamento cronico come pure allo shock elettrico dopo sospensione di sette giorni del farmaco è stato notato per l ' imipramina, la clorimipramina, I 'amitriptilina, la maproptilina, la nortriptilina, la nomifensina e la nialamide. Unicamente allo shock elettrico dopo trattamento cronico si è avuto un significativo aumento in percentuale delle crisi in estensione per la dimetacrina e la mianserina. Per la desipramina lo shock elettrico non ha indotto significative variazioni alla fine del trattamento; un significativo aumento nel numero delle crisi era presente allo shock elettrico dopo sospensione del trattamento. Non sono state osservate variazioni significative nella percentuale delle crisi dopo lo shock elettrico acuto per alcuno dei farmaci esaminati. Da ciò deriva che una variazione di soglia convulsivante nell'animale sottoposto a farmaci antidepressivi può verificarsi in corso di trattamento cronico, ma non durante somministrazione acuta. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. De Romanis |
- La Sindrome Cerebellare In Corso Dl Ipotiroidismo
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 189-193, 1989 | | Titolo | La Sindrome Cerebellare In Corso Dl Ipotiroidismo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Arcispedale Santa Marla Nuova * Clinica Neurologica di Parma ** Il' Medicina, Arcispedale Santa Maria Nuova, Reggio Emilia | | Riassunto | In letteratura sono descritti gli aspetti anatomopatologici di 6 pazienti di cui solo due con sindrome cerebellare completa in corso di ipotiroidismo, uno dei quali aveva uná precedente storia di etilismo. E’ stata ipotizzata una etiologia metabolica del deficit di solito rapidamente reversibili dopo terapia (blocco ddla glicogenolisi), unitamente ad una ipotesi vascolare (evidenza nelle autopsie di grave sclerosi vasale con aree ischemiche più evidenti a livello della corteccia encefalica). Più recentemente è stata proposta anche una etiologia neurotrofica (gli ormoni tiroidei stimolano la sintesi di NGF nel cervello di ratto neonato ed adulto). Presentiamo un caso di evidente sindrome cerebdlare, in corso di ipotiroidismo indotto da amiodarone, da lacune ischemiche multiple cerebellari documentate da TAC e RNM, e due casi di grave ipotiroidismo su base acquisita autoimmune e congenita rispettivamente con dilatazione delle cisterne peripontine e perimensencefaliche alla TAC interpretabili come segno indiret to d'atrofia dd tronco cerebrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Guidetti, G. Greco, R. Zucco, A. Marbini*, C. Salvarani**, R.Valoavi ** |
- La Sindrome Del Tunnel Carpale. Valutazione Di 100 Casi Consecutivi. Diagnosi E.M.G., T.C E Alternative Chirurgiche. Risultati Preliminari
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 213-222, 1989 | | Titolo | La Sindrome Del Tunnel Carpale. Valutazione Di 100 Casi Consecutivi. Diagnosi E.M.G., T.C E Alternative Chirurgiche. Risultati Preliminari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuroradiologia * Divisione Neurotraumatologia ** Clinica Neurologica Ospedale Generale Regionale, Perugia | | Riassunto | Vengono riportati 100 casi consecutivi di Sindrome del Tunnel Carpale trattati chirurgicamente nel periodo 1986-88. La neuropatia compressiva, in 15 casi, era secondaria a trattamento emodialitico mentre in 23 casi era associata a diabete mellito; 67 pazienti erano donne. La mano destra fu colpita nel 60% dei casi. In 36 casi vi fu un interessamento bilaterale. Le fasce di età più colpite risultarono la quarta e la quinta decade La diagnosij oltre che sulI'esame clinico e neurofisiologico, in 23 casi, fu conformata dall'esame tomografico computerizzato del polso. Il trattamento chirurgico è consistito nella sezione del legamento trasverso del carpo, in alcuni casi seguita dalla neurolisi esterna del nervo mediano. Nella maggior parte dei casi fu sufficiente una incisione cutanea (estetica) di circa 3 cm. a partire dalla piega del polso lungo la base dell'eminenza tenare. Solo in 16 casi fu necessaria un'incisione più lunga prolungata a S verso la parte inferiore dell'avambraccio In genere questo secondo appro ccio chirurgico è stato programmato nelle neuropatie compressive conseguenti a trattamento emodialitico o a patologia reumatoide. I risultati immediati e a distanza sono stati buoni, con scomparsa della sintomatologia in 99 casi. In un solo caso la formazione di una cicatrice esuberante ha richiesto il reintervento. Nei casi secondari a trattamento emodialitico per insufficienza renale, è stata documentata la presenza di sostanza amiloide perineurale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Buoncristiani *, P. Pelliccioli, C. Castrioto *, N. Cenci *, E. Massini *, A. Casotto*, G. Mazzotta**, A. Bruni** |
- Le Indicazioni Attuali Dell'angiografia Diagnostica Nei Tumori Della Fossa Posteriore
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (2), 49-57, 1989 | | Titolo | Le Indicazioni Attuali Dell'angiografia Diagnostica Nei Tumori Della Fossa Posteriore | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Servizio di Neuroradiologia, Ospedale San Martino, Genova ** Clinica Neurochirurgica, Universita di Genova | | Riassunto | Vengono prese in considerazione le caratteristiche angiografiche di 34 neoplasie della fossa posteriore diagnosticate ed operate dal 1/1/1984 al 30/10/1988 anche in relazione ai rilievi diagnostici ottenuti mediante TC e RM. Llesame angiografico è stato eseguito successivamente alle metodiche suddette al fine di: 1) migliorare o confermare la diagnosi di natura della neoplasia; 2) valutare i rapporti tra neoplasia e strutture vascolari circostanti; 3) pianificare l'intervento chirurgico, in particolare la via di accesso ed il tipo di intervento. In base a questi criteri vengono passate in revisione e vengono discusse le attuali indicazioni dell'angiografia diagnostica. In sostanza, è convinzione degli Autori che attualmente l'impiego dell'angiografia nello studio dei tumori della fossa posteriore conservi la sua piena validità in tutti i casi suscettibili di trattamento chirurgico fatta eccezione per i gliomi troncali, a meno che l'indagine non venga eseguita per biopsia in condizioni stereotassiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M.L. Rosa *, C. Rivano **, S.L. Gentile **, E. Tercero Vallecillo **, C. Capellini*, D. Capello*, P. Tortori Donati* |
- Le Placche Dl Caspar E Di Roy-Camille Nelle Fratture Cervicali E Dorso-Lombari
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 89-93, 1989 | | Titolo | Le Placche Dl Caspar E Di Roy-Camille Nelle Fratture Cervicali E Dorso-Lombari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia dell'Ospedale di Venere, Bari-Carbonara | | Riassunto | Ventidue pazienti con gravi lesioni vertebro-midollari sono stati operati con placche osteosintetiche di Caspar (lesioni cervicali) e di Roy-Camille (lesioni dorsolombari). L'intervento di Caspar consiste nell'operare per via anteriore la lesione osteodiscale cervicale, sostituendo il disco, o il corpo vertebrale con i dischi sopra e sottostanti, con innesto osseo da cresta iliaca; si ottiene stabilizzazione immediata applicando placca e viti metalliche awitate nei corpi sani sopra e sottostanti. La tecnica di Roy-Camille prevede la stabilizzazione posteriore della colonna, dopo ampia laminectomia e foraminotomie decompressive, mediante placche e viti metalliche poste a livello dei peduncoli vertebrali. I vantaggi di tali tecniche consistono nella: —possibilità di rapida mobilizzazione post-operatoria del paziente —facilitata assistenza infermieristica —marcata riduzione dei dolori —marcata riduzione dellé complicanze settiche e da decubito —possibilità di rapido trasferimento del paziente in fisioterapia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Contratti, G. Perrino, G. Ferruggio |
- Malformazione Della Giunzione Cranio-Vertebrale: Descrizione Di Un Inusuale Caso Clinico
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 111-115,1989 | | Titolo | Malformazione Della Giunzione Cranio-Vertebrale: Descrizione Di Un Inusuale Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica * Divisione Neurochirurgica ** Servizio Neuroradiologia Ospedale Regionale, Udine | | Riassunto | Gli Autori descrivono una complessa malformazione della giunzione craniovertebrale caratterizzata da canale vertebrale stretto a livello Cl-C2, da fissurazione sagittale mediana anteriore e posteriore dell'atlante, da odontoide corto e ipertrofico con anomala mobilità nei movimenti di flesso-estensione e ipoplasia del condilo occipitale destro. Tale malformazione si è resa sintomatica per la presenza di una lesione intracanalare, extradurale, antero-laterale destra a livello C1-C2, di origine cartilaginea ma di incerta classifieazione: gli Autori la interpretano, in via ipotetica, come secondaria a fattori meccanici indotti dall'anomalia ossea. L'intervento chirurgico di decompressione posteriore e di asportazione della lesione ha determinato un sensibile miglioramento della sintomatologia midollare. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Lucci, P. Facchin*, E. Biasizzo** |
- Metodiche Neurofisiologiche Nello Studio Della Morte Cerebrale: Utilità E Limiti
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (1), 31-43, 1989 | | Titolo | Metodiche Neurofisiologiche Nello Studio Della Morte Cerebrale: Utilità E Limiti | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedale di Lecco (CO), US.S.L. n. 16 | | Riassunto | Vengono prese in rassegna le metodiche strumentali di più comune impiego nell'accertamento della morte cerebrale con particolare riguardo alle tecniche di ordine neurofisiologico. Viene effettuata una revisione critica circa l'utilità pratica che tali indagini rivestono, anche alla luce di recenti posizioni polemiche al riguardo. In particolare, viene posto l'accento sui seguenti punti: a) la diagnosi di morte cerebrale non si può basare, a nostro avviso, solo su accertamenti strumentali o solo su accertamenti di carattere clinico; b) nessuna metodica proposta, così come del resto anche il solo esame clinico neurologico, appare in grado di determinare con certezza assoluta uno stato di cosiddetta «morte cerebrale»; c) solo da un insieme di indagini strumentali, correlate necessariamente ai dati clinici, può emergere una certezza diagnostica in questo campo; d) il Silenzio Elettrico Cerebrale, allo stato attuale delle conoscenze, riveste ancora un suo valore nella prognosi della evoluzione di un coma e nella diagnosi di morte cerebrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Zampollo, F. Basso |
- Mielopatia Cervicale Spondilogenetica: Studio Clinico, Neurofisiolgico E Neuroradiologico In 2 Casi Di Difficile Diagnosi
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 95-100, 1989 | | Titolo | Mielopatia Cervicale Spondilogenetica: Studio Clinico, Neurofisiolgico E Neuroradiologico In 2 Casi Di Difficile Diagnosi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale Civile, Castelfranco Veneto | | Riassunto | Talvolta la diagnosi clinica di mielopatia spondilogenetica cervicale (MPSGc) risulta estremamente difficile perché la varietà della sintomatologia è tale che può essere facilmente confusa con altre malattie degenerative o infiammatorie del sistema nervoso centrale (p.e. SLA o SM). In questi casi diventano necessarie, per il clinico, alcune metodiche strumentali di tipo neuroradiologico (mieloTC e RMN) e neurofisiologico (EMG e potenziali evocati somatosensoriali -PESS-). Due casi di MPSGc (maschi di 51 e 44 anni) studiati presso il nostro reparto neurologico, presentavano due quadri clinici tra loro alquanto diversi e di non facile inquadramento eziopatogenetico. Il primo presentava un progressivo deficit trofico e di forza dei piccoli muscoli delle mani senza turbe sensitive e con iperreflessia, mentre il secondo aveva un quadro di tetraparesi spastica senza turbe trofiche né sensitive. L'EMG nei due casi dimostrò sofferenza neurogena ai muscoli degli arti superiori. I PESS, eseguiti solo nel secondo caso, dimostravano un'alterata conduzione dei cordoni posteriori midollari localizzabile a livello cervicale. La mieloTC dimostrò degenerazioni osteofitosiche in entrambi i casi e nel primo una grossa ernia paramediana CINCE. La RMN del midollo cervicale risultò negativa nel primo caso, mentre nel secondo evidenziò un focolaio mielomalacico a livello C3-C4. Si conclude sottolineando la necessità, da una parte, di continuare la ricerca dei meccanismi eziopatogenetici della MPSGc e, dall'altra, di utilizzare tutte le tecniche disponibili per raggiungere la diagnosi in tempi brevi, quando cioè è ancora possibile pensare ad una soluzione chirurgica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Bartolomei, C. Carbonin, V. Toso |
- Mielopatie E Retrovirus: Un Dibattito Aperto
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia ,35 (2), 5-10,1989 | | Titolo | Mielopatie E Retrovirus: Un Dibattito Aperto | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica dell'Universita di Modena | | Riassunto | Le mielopatie croniche progressive costituiscono un dilemma diagnostico, in quanto spesso l'etiologia rimane sconosciuta e la terminologia appare piuttosto ambigua. Esistono tuttavia tre tipi di mielopatia —la paraparesi spastica tropicale, la mielopatia associata all'HTLV-I e le forme spinali progressive di sclerosi multipla che potrebbero rappresentare manifestazioni di una stessa malattia, in cui un retrovirus della famiglia degli HTLVs, I'HTLV-I, potrebbe avere un ruolo etiopatogenetico. In questo Editoriale si intende riassumere la letteratura a questo proposito e considerare le possibili relazioni tra questo gruppo di malattie e gli HTLVs. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Merelli, P. Sola |
- Morte Cerebrale: Punto Di Vista Dl Un Teologo
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (1), 23-26, 1989 | | Titolo | Morte Cerebrale: Punto Di Vista Dl Un Teologo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Docente di Teologia morale, Seminario Vescovile di Bergamo | | Riassunto | Le problematiche connesse con la morte cerebrale vengono discusse attraverso un iter di tipo etico-antropologico improntato alla Morale Cristiana e con centralità di riferimento al valore della vita in quanto tale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Colombo |
- Polineuropatia Con Sofferenza Del Ii Motoneurone In Due Pazienti Con Pregresso Herpes Zoster
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 223-227, 1989 | | Titolo | Polineuropatia Con Sofferenza Del Ii Motoneurone In Due Pazienti Con Pregresso Herpes Zoster | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Ospedale regionale di Aosta. Ospedale S. Raffaele di Milano * Servizio di neurologia e neurofisiopatologia ** Clinica Neurologica IV | | Riassunto | Le complicazioni motorie in corso di Herpes Zoster sono una evenienza rara. Non sono descritti casi con interessamento diffuso del secondo motoneurone. Descriviamo due casi con pregresso HZ in cui i dati dinici, neurofisiologici e morfologici concordano nell'indicare una sofferenza diffusa dd II motoneurone accanto ad una polineuropatia. Viene discussa la possibile correlazione eziologica o temporale fra infezione erpetica e manifestazioni motorie. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. D'Alessandro *, E. Bottacchi *, L. Sironi *, M. Mini *, M. Corbo **, R. Nemni**, A. Mamoli* |
- Possibilita Di Recupero Neuromotorio Nelle Lesioni Midollari
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 117-119, 1989 | | Titolo | Possibilita Di Recupero Neuromotorio Nelle Lesioni Midollari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | DiparUmento 0 Riabilitazione, UL.S.S. di Foligno | | Riassunto | Gli Autori partono dal presupposto, come affermato anche dalla letteratura, che le lesioni vertebro-midollari più gravi, non siano veramente complete. Pertanto ritengono di estrema importanza un lavoro rieducativo mirato f~m dalle fasi iniziali del trauma. Ciò al fine di evitare un'interruzione funzionale tra centri superiori e periferia in attesa della risoluzione della diaschisi e della comparsa di compensi strettamente comuni alla plasticita del SNC. Ritengono, inoltre, fondamentale un corretto approccio chinesiterapico al fine di prevenire danni di tipo terziaria Infine, sottolineano l'importanza della multidisciplinarietà dell'intervento su tali pazienti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Franceschini, R. Piperno |
- Problematiche Nello Studio Degli Aspetti Psicologici Del Malato Neuromuscolare
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (3), 7-14, 1989 | | Titolo | Problematiche Nello Studio Degli Aspetti Psicologici Del Malato Neuromuscolare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | DIVISIONE DI NEUROPSICHIATRIA INFANTILE, UNIVERSITA' DI PAVIA | | Riassunto | Non vi è dubbio che entrare nel mondo psichico di un malato, sia per conoscerlo che per curarlo è assai arduo e richiede una preparazione specifica e approfondita in questo campo. Per fare in modo attendibile un esame psichico occorre innanzitutto che tra medico e malato si realizzi un contesto relazionale ben definito e che vengano presi in considerazione i vari aspetti della personalità che il soggetto ci presenta e non alcuni soltanto. In linea di massima occorre prendere in considerazione: I) il quadro clinico del soggetto in relazione al suo funzionamento mentale; 2) il quadro clinico in riferimento ai fenomeni di interazione che il malato ha con la sua famiglia e con l'ambiente esterno; 3) il quadro clinico in rapporto all'età. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Lanzi |
- Problemi Etici Della Morte Cerebrale E Dei Trapianti
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (1), 17-22, 1989 | | Titolo | Problemi Etici Della Morte Cerebrale E Dei Trapianti | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, Ospedali Riuniti di Bergamo | | Riassunto | Vengono trattati i problemi inerenti alla definizione di «morte cerebrale» sotto il profilo clinico, semeiologico e strumentale neurofisiologico. Particolare attenzione è dedicata ai risvolti etico-epistemologici che la definizione e le metodiche di accertamento della morte cerebrale comportano. Parallelamente viene considerato l'aspetto dei rapporti tra morte cerebrale e prelievo-donazione di organi, in particolari condizioni peculiari quali la donna gravida in stato di morte cerebrale, ma con feto vivente, ed i soggetti anencefali come «potenziali donatori». | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. A. Defanti |
- Sarcoidosi A Prevalente Localizzazione Cerebrale
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (2), 59-64, 1989 | | Titolo | Sarcoidosi A Prevalente Localizzazione Cerebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * 4° Div. Medica ** Div. Neurochirurgica *** Div. Neurologica **** Div. Otoiatrica Ospedale Civile di Udine | | Riassunto | Gli Autori descrivono un caso di sarcoidosi cerebrale la cui diagnosi è stata resa possibile solo dalla biopsia di noduli cutand e mucosi. Mentre la sintomatologia neurologica si è dimostrata di variabile intensità nel tempo, quella endocrina è rimasta pressoché immutata sin dall'epoca di insorgenza dei primi sintomi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Barillari *, M. Bagatto **, B. Lucci ***, A. Meo **, M. Piemonte ****, A. Barillari |
- Sclerosi Tuberosa. Studio Di Una Famiglia Senza Deficit Intellettivo
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, (35 ), 87-90, 1989 | | Titolo | Sclerosi Tuberosa. Studio Di Una Famiglia Senza Deficit Intellettivo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Piemonte, US.L. 42, Messina * Divisione di radiologia, Ospedale Piemonte, U.S.L. 42, Messina | | Riassunto | Gli Autori descrivono un caso di sclerosi tuberosa e segnalano la presenza nella famiglia di altri due membri sicuramente affetti e di altri quattro probabili casi. Sottolineano inoltre la possibilità di diagnosticare la malattia anche nelle forme fruste grazie alle nuove tecniche strumentali. Concludono ponendo l'attenzione sulle recenti acquisizioni genetiche ed enfatizzano la loro importanza ai fini della prevenzione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Arena, M.R. Di Pasquale, S. Volta*, D. Scuderi |
- Su Tre Casi Di Granuloma Eosinofilo A Localizzazione Vertebrale
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 47-57, 1989 | | Titolo | Su Tre Casi Di Granuloma Eosinofilo A Localizzazione Vertebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurochirurgica dell'Universita di Firenze | | Riassunto | Vengono presentati tre casi di granuloma eosinofilo a localizzazione vertebrale, osservati presso la Clinica Neurochirurgica dell'Università di Firenze. Viene in particolare riferito di un caso «atipico» nelle sue espressioni cliniche, neuroradiologiche e per la sua evoluzione. È sottolineato il contributo che la TC e la RM, a completamento dello studio radiografico diretto, forniscono nella formulazione della diagnosi e nella esatta definizione dell'estensione di queste lesioni. Viene discussa la problematica, tuttora aperta, del trattamento di tale patologia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Gallina, F. Lo Re, P. Conti, R. Conti, G. De Luca, P. Bono, A. Caprio |
- Tossicità Neurologica A Lungo Termine In Pazienti Trattati Per Microcitoma Polmonare: Valutazione Tc E Neuropsicologica
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 141-148, 1989 | | Titolo | Tossicità Neurologica A Lungo Termine In Pazienti Trattati Per Microcitoma Polmonare: Valutazione Tc E Neuropsicologica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio Neuroradiologia * Clinica Neurologica ** Divisione Oncologica Medica *** Servizio Radioterapia Ospedale Generale Regionale, Perugia | | Riassunto | Dal 1978, 200 pazienti affetti da microcitoma polmonare, sono stati trattati con polichemioterapia di combinazione con o senza l'associazione di radioterapia sulI'encefalo e sul torace presso la Divisione di Oncologia Medica di Perugia. Gli schemi terapeutici adottati consistevano nel CAV (Ciclofosfamide 750 mg/m2, Adriamicina 50 mg/m2, e Vincristina, 1,4 mg/m2 ogni tre settimane) oppure nel CAV alternato a Cisplatino 100 mg/m2 e VP16 120 mg/m2. Il trattamento radiante sul torace e la radioterapia profilattica sull'encefalo (30 Gray) sono state eseguite solo nelle remissioni parziali e complete. L'evoluzione di 50 pazienti che avevano raggiunto la condizione di remissione completa è stata valutata nel tempo in termini di tossicità a lungo termine e qualità di vita. 20 pazienti (10%) hanno ottenuto la sopravvivenza libera da malattia superiore ai 2 anni e 15 sono tuttora viventi con periodo mediano di osservazione di 42 mesi senza evidenza di ripresa del microcitoma. Degli altri 5 pazienti vivi a 2 anni dalla diagnosi, 4 sono deceduti per cause non correlabili al cancro né al trattamento, mentre 1 paziente è deceduto per ripresa del microcitoma disseminato dopo 72 mesi di sopravvivenza libera da malattia. In tutti i casi è stata eseguita una valutazione neurologica e neuropsicologica per rileva re gli effetti a distanza del trattamento sull'encefalo combinato con la chemioterapia. I tests neuropsicologici eseguiti hanno dimostrato una riduzione delle capacità di concentrazione, dell'attenzione e della memoria senza deficit grossolani delle funzioni intellettive e dello stato mentale. I reperti TC più frequenti sono stati di aumento delle dimensioni degli spazi cisternali e delle cavità ventricolari, quali espressione di atrofia cerebrale corticale e sottocorticale. In alcuni casi sono stati dimostrati infarti lacunari ed idrocefalo triventricolare da stenosi postirradiatoria dell'acquedotto di Silvio. Il 90% circa di pazienti con malattia limitata ha praticato terapia radiante sull'encefalo e nel 20% si sono comunque sviluppate metastasi cerebrali. La valutazione a lungo termine degli effetti collaterali indotti dal trattamento dimostra nella maggioranza dei sopravviventi di microcitoma un deterioramento neuropsicologico e lesioni documentabili con TC che possono essere con esso correlate. Il vantaggio in termini di sopravvivenza ottenuto in questi pazienti sembra comunque superare di gran lunga il problema della tossicità neurologica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Maiotti *, G.P. Pelliccioli, L. Crinò **, E. Maranzano *** |
- Tre Casi Anatomo-Clinici Di Mielomalacie Vascolari In Sede Atipica. Proposta Di Una Ipotesi Patogenetica
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 7-18, 1989 | | Titolo | Tre Casi Anatomo-Clinici Di Mielomalacie Vascolari In Sede Atipica. Proposta Di Una Ipotesi Patogenetica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione Neurologica ** Anatomia Patologica Ospedale Civile, Casteltranco Veneto | | Riassunto | Sulla base dello studio anatomo-clinico di tre casi di mielopatia (due donne di 74 e 75 anni ed un uomo di 55 anni) e di tre ultrasettantenni esenti da turbe neurologiche viene dimostrata nd casi patologici una malformazione arterovenosa intramidollare diversificabile dalle anomalie acquisite per arteriosclerosi. I sintomi presentati sono diversi nd tre casi La donna di 74 anni ricorda i quadri clinici della midopatia necrotica subacuta lombare; quella di 75 anni suggerisce un infarto cervicale alto monolaterale in due tempi nella sede dei cordoni laterali; I'uomo di 55 anni, cifoscoliotico dalla nascita, decede per insufficienza respiratoria dopo una storia di sei masi di sofferenza ingravacente delle corna anteriori cervicali. Nelle due donne si riscontra una malformazione arterovenosa intramidollare centrata sulle aree di mielomalacia. Mentre nell'uomo la malformazione arterovenosa circonda una cavità siringomielica. Lo studio comparato con i midolli dì campioni fa concludere che le malformazioni intramido llari comportano un'alterazione della distribuzione dei vasi, del rapporto tra vascolarizzazione del grigio e della sostanza bianca, la comparsa di gavoccioli o vortici di vasi e la presenza di vasellini neoformati nel contesto della tonaca ispessita dei vasi anomali. La proliferazione vasale rende ragione della sofferenza della sostanza bianca per la compressione ed ipoperfusione dei fasci, mentre l'ipossia da alterata filtrabilità della parete giustifica la morte neuronale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Toso *, G. Maccarrone *, R. Barbazza ** |
- Uso Del Biopolimero Bop Nella Chirurgia Dei Traumi Del Rachide Cervicale
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (4), 75-79, 1989 | | Titolo | Uso Del Biopolimero Bop Nella Chirurgia Dei Traumi Del Rachide Cervicale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurochirurgia, Ospedale G. Gaslini, Genova * Servizio di Weurochirurgia B, CHR, Lille Cedex | | Riassunto | Un nuovo polimero biocompatibile ed osteoconduttore è stato utilizzato come sostituto degli autoinnesti convenzionali in 29 pazienti affetti da patologia traumatica del rachide cervicale. L'impianto è un copolimero di N-Vinilpirrolidone e Metilmetacrilato associato a fibre di poliamide 6 e ad una piccola quantità di calcio gluconato. L'ossificazione dell'impianto è stata osservata radiologicamente. Le proprietà biomeccaniche del biopolimero lo rendono particolarmente adatto a questo tipo di chirurgia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Mescola, G. Lozes *, A. Cama, S. Carini, A. Fawaz *, L. Andreussi, M. Jomin * |
- Valutazione Dei Risultati Ottenuti Nel Trattamenio Dell'ematoma Intracerebrale Spontaneo Mediante Tecnica Stereotassica Tc-Guidata Associata A Fibrinolisi
| Anno | 1989 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 35 (2), 11-19,1989 | | Titolo | Valutazione Dei Risultati Ottenuti Nel Trattamenio Dell'ematoma Intracerebrale Spontaneo Mediante Tecnica Stereotassica Tc-Guidata Associata A Fibrinolisi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Reparto di Stereotassia e Medicina Neuronucleare, Dipartimento di Neurochirurgia dell'Universita di Friburgo in Brisgovia, Germania Occidentale ** Reparto di Neurochirurgia degli Ospedali Riuniti di Bergamo | | Riassunto | La prognosi ed il decorso dell'ematoma intracerebrale spontaneo dipendono dalla sua localizzazione ed estensione e sono aggravati nei casi in cui il paziente presenta stato di coma od inondazione ventricolale. Un efficace trattamento alternativo alla chirurgia convenzionale ed alla terapia conservativa è rappresentato dalla associazione tra evacuazione stereotassica SCguidata dell'ematoma e successiva fibrinolisi ottenuta mediante l'uso di Urochinasi. Dall'ottobre del 1985 abbiamo utilizzato questa metodica nel trattamento di 22 pazienti. I risultati, dopo un periodò di osservazione compreso tra 8 e 22 mesi, sono incoraggianti. Il metodo è di facile e rapida esecuzione, non è gravoso per il paziente e può essere utilizzato in pazienti anziani ed in condizioni generali scadute. Oltre a ciò permette di raggiungere localizzazioni inacessibili alle tecniche chirurgiche convenzionali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Mohadjer*, N. Pinto**, A. Etou*, F. Mundinger* |
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