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La rivista Italiana di Neurobiologia, tutti gli anni a partire dal 1972
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1988- Accesso Extracranico Alla Cavità Orbitaria Per Via Anteriore
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (1), 53-56, 1988 | | Titolo | Accesso Extracranico Alla Cavità Orbitaria Per Via Anteriore | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale S. Camillo, Roma | | Riassunto | La moderna chirurgia dei tumori intraorbitari prevede l'adozione sempre più estesa delle vie di accesso extracraniche. Oltre che quelle laterali, derivate tutte dalla tecnica originaria di Kronlein, sono largamente indicate le vie anteriori di accesso che sono comunemente attuate con un accesso unicamente cutaneo ed extraperiosteo. Alcuni Autori seguono tale via per il trattamento dei tumori mediali e situati nella prima e seconda zona di Benedict. Altri, viceversa, tendono a rimuovere anche i tumori più profondi e localizzati nel versante mediale dell'apice orbitario. È descritta una tecnica personale di via di accesso anteriore all'orbita integrata da un tempo di rimozione osteoplastica delI'arcata orbitaria. Questa via così modificata consente un acceso più agevole alI'area dell'apice orbitario ed una dissezione più precisa e sicura del tumore che vi sia situato. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Esposito |
- Alcune Considerazioni Sull'ischemia Midollare Ad Eziologia Nota
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 355-357, 1988 | | Titolo | Alcune Considerazioni Sull'ischemia Midollare Ad Eziologia Nota | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione Neurologica Ospedali Galliera, Genova ** Clinica delle Malattie nervose e mentali, Università di Genova | | Riassunto | Gli Autori espongono i dati clinici e anatomopatologici dei casi di rammollimento midollare riferibili a una determinata causa eziologica. Il confronto tra i gruppi diagnostici permette di riconoscere alcune differenze riguardo all'incidenza del rammollimento midollare tra i due sessi, all’età e alle modalità di insorgenza, alla sopravvivenza dei pazienti, nonché all'estensione della lesione anatomica. Ulteriori differenze (specie per l'età di insorgenza, il quadro clinico e la sede della lesione) vengono evidenziate dal confronto tra i casi di rammollimento da causa eziologica probabile e quelli senza causa evidente | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Stoehr *, G. Brusa **, A. Piccardo *, N. Pizio * |
- Amaurosis Fugax E Attacco Ischemico Transitorio In Sequenza: Marker Clinico Di Malattia Emboligena Carotidea
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 37-40, 1988 | | Titolo | Amaurosis Fugax E Attacco Ischemico Transitorio In Sequenza: Marker Clinico Di Malattia Emboligena Carotidea | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale S. Andrea, Vercelli - U.S.S.L. 45 | | Riassunto | Durante l'anno 1987 fra i 179 ricoverati per disturbi ischemici dieci pazienti avevano avuto in precedenza AF e TIA congruo. La patologia stenocclusiva della arteria carotide extracranica è stata rilevata in tutti. La concordanza auscultazione-Dopplerangiografia è rispettivamente 80%, 90%, 100%. La casistica ancorché ridotta conferma i dati di Pessin (1977). | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Coppo, M. Lozza, M.L. Magrassi, S. Catera, R. Santamaria, M.Galletti |
- Analisi Del Sistema Dl Istocompatibilità (Hla) In Un Gruppo Dl Pazienti Affetti Da Miastenia Gravis
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 81-83, 1988 | | Titolo | Analisi Del Sistema Dl Istocompatibilità (Hla) In Un Gruppo Dl Pazienti Affetti Da Miastenia Gravis | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Istituto di Neurologia, Università di Verona ** Centro Trasfusionale, Istituti Ospitalieri di Verona *** Istituto di Fisiologia Umana, Università di Verona **** Istituto di Scienze Immunologiche, Università di Verona | | Riassunto | Ventotto pazienti, affetti da Miastenia Gravis, 11 maschi e 17 femmine, sono stati tipizzati per il sistema HLA A, B, C e DR; i risultati sono stati analizzati in relazione ai dati clinici, alla patologia timica, al sesso e al titolo degli anticorpi anti-recettore colinergico. Solamente la frequenza di HLA B15, DR1, DR2 e DR4 risultava significativamente (p < 0.05) aumentata nei pazienti, rispetto al gruppo di controllo. Il BrUppo HLA B8 mostrava una tendenza alla significatività, ma tutti i pazienti con tale fenotipo avevano le stesse caratteristiche, note in letteratura (sesso femminile, inizio della malattia prima dei 40 anni, iperplasia timica, presenza di anticorpi antirecettore colinergico). Una associazione significativa fra il fenotipo HLA B15 e la forma generalizzata della malattia, la patologia non neoplastica del timo e la presenza di anticorpi anti recettore colinergico veniva evidenziata, dato a nostra conoscenza, non riportato in letteratura. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Fincati*, G. Tomelleri*, S. Baccaglini*, S. Ciaffoni**, C. Roata **, S. Aglioti ***, A.P. Riviera **** |
- Angiopatia Cerebrale Acuta Benigna Ed Immunopatologia Della Parete Vasale: Implicazioni Terapeutiche
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia. 34 (3-4), 33-36, 1988 | | Titolo | Angiopatia Cerebrale Acuta Benigna Ed Immunopatologia Della Parete Vasale: Implicazioni Terapeutiche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | U.S.L. 40 della Campania, Ospedale Cardarelli - Servizio di Neurofisiopatologia | | Riassunto | Un quadro morboso di «angiopatia cerebrale benigna» forse non raro viene ascritto dagli Autori alI'azione citilesiva sulla parete vasale di proteine killers del complemento non adeguatamente tamponate durante l'omeostasi immunologica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | V. Dell'Aria, A. Fels, V. Rossi, W. Goglia |
- Aspetti Clinici E Genetici Della Sindrome Miastenica Indotta Da Penicillamina Nell'artrite Reumatoide
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 85-88, 1988 | | Titolo | Aspetti Clinici E Genetici Della Sindrome Miastenica Indotta Da Penicillamina Nell'artrite Reumatoide | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | III Divisione di Medicina Generale e Sezione di Reumatologia Ospedale di Cattinara, Trieste | | Riassunto | Sono stati esaminati gli antigeni di istocompatibilità maggiore (HLA) riscontrati in due pazienti con artrite reumatoide in cui una sindrome miastenica si è sviluppata durante il trattamento con d-penicillamina. L'analisi dell'aplotipo HLA di questi 2 casi e di altri 45 tratti da una revisione completa della letteratura suggerisce che i pazienti con artrite reumatoide ed antigeni DR e Bw35 presentano un elevato rischio di sviluppare miastenia grave durante terapia penicillaminica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Paladini, G. Mazzanti, A. Parma |
- Aspetti Dl Anestesia E Terapia Intensiva Nella Miastenia Gravis
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 55-57, 1988 | | Titolo | Aspetti Dl Anestesia E Terapia Intensiva Nella Miastenia Gravis | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Ospedale Civile 0 Udine, Servizio 0 Anestesia e Rianimazione 11 | | Riassunto | Gli Autori hanno svolto un'ampia revisione della letteratura più recente in tema di anestesia e terapia intensiva nel paziente con Miastenia Gravis. Vengono discussi gli aspetti maggiormente controversi nel trattamento anestesiologico di questi pazienti. Particolare attenzione viene infine dedicata ai problemi di maggior interesse in Terapia Intensiva. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Muzzi, F. Giordano, M. Sauli |
- Assistenza Ai Pazienti Cerebro Vascolari Acuti In Liguria
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 109-112,1988 | | Titolo | Assistenza Ai Pazienti Cerebro Vascolari Acuti In Liguria | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica dell'Università di Genova | | Riassunto | Sono state studiate le caratteristiche cliniche e le modalità di assistenza in una casistica consecutiva di 1000 pazienti affetti da malattie cerebrovascolari acute focali ricoverati presso 15 diversi ospedali della Liguria. I dati clinici rispecchiano quelli di altre casistiche analoghe a livello internazionale per frequenza dì diversi gruppi diagnostici, età, sesso e mortalità a breve termine nei pazienti. L'analisi delle modalità di assistenza evidenziano come il 40% dei pazienti non venga assistito in reparti neurologici e carenze nel ricorso alle più importanti tecniche diagnostiche specialistiche nonché nella frequenza di ricorso alla terapia riabilitativa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Gandolfo, M. Del Sette, C. Finocchi |
- Attività Ripetitiva Nella Fase Post-Ischemica Dell'emgramma Di 465 Soggetti Esaminati Per Sospetto Di Spasmofilia
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 339-342, 1988 | | Titolo | Attività Ripetitiva Nella Fase Post-Ischemica Dell'emgramma Di 465 Soggetti Esaminati Per Sospetto Di Spasmofilia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Fidenza (Parma) | | Riassunto | E’ compiuta una valutazione critica dell'attività ripetitiva nella fase post-ischemica dell'EMG su 465 casi esaminati per sospetto di spas ofilia presso il nostro ambulatorio. È sottolineata l'importanza metodologica dell'adozione di criteri restrittivi nell'interpretazione del reperto EMG per evitare falsi positivi. Rispetto alla letteratura il tempo d'esordio è più precoce (in media 1' 23", nel 75% dei casi nei primi 2 minuti dopo la rimozione del bracciale), la durata media è stata di 3' 8", la frequenza è inferiore: solo 23 casi (16%), di cui 12 associati alla positività di un'altra fase. Nei rimanenti 11 casi lo studio clinico e laboratoristico ha escluso la diagnosi di spasmofilia. I dati raccolti suggeriscono una minore importanza discriminativa dell'attività ripetitiva postischemica in disaccordo con la letteratura. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M.C. Aliani, R. Menozzi, C. Abbati, A. Saginario |
- By-Pass Extra Anatomici Nell'insufficienza Cerebrovascolare
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 209-213, 1988 | | Titolo | By-Pass Extra Anatomici Nell'insufficienza Cerebrovascolare | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Chirurgia Vascolare, Ospedale S. Martino, Genova | | Riassunto | Gli interventi di by-pass extra-anatomici per malattie ostruttive di vasi e tronchi sopraortici rappresentano una soluzione opportuna per la scelta del tempo dell'intervento e la riduzione del rischio in pazienti anziani. Tali procedure sono indicate per la ostruzione o la stenosi sia della carotide che dell'arteria subclavia nel tratto prevertebrale e brachiocefalico quando esiste il sintomo del furto vertebrale. Una ulteriore indicazione è rappresentata dalla necessità contemporanea di effettuare una endoarteriotomia a livello della biforcazione. Tali procedure mostrano una evidenza di buoni risultati anche a distanza, scarsa incidenza di successiva morbilità e assenza di mortalità. La valutazione dei risultati pub esser effettuata con la utilizzazione della iconografia ecografica sia dal lato emodinamico che morfologico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Cianfanelli, P. Colotto, L. Botta, E. Zepponi, B. Borreani, L. Arnuzzo |
- Clima, Parametri Elettroatmosferici E Ricorrenza Degli Ictus: Un Problema Aperto
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 141-147, 1988 | | Titolo | Clima, Parametri Elettroatmosferici E Ricorrenza Degli Ictus: Un Problema Aperto | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica, U.S.L. n. 12, Università di Ancona * Osservatòrio Geofisico Sperimentale di Macerata ** C.N.R., Istituto di Tecnologie Biomediche Avanzate, Milano | | Riassunto | ipotesi che gli elementi climatici «dassici» (temperature minima e massima, umidità e tasso di precipitazioni) possono costituire dì fattori eziologici nell'ictus è analizzata sulla base dei dati della letteratura e di una casistica di «popolazione» costituita da pazienti con ictus rilevati negli ospedali di Ancona nel corso di otto mesi di osservazione. Analogo studio è stato compiuto sugli stessi pazienti in relazione ai fattori elettroclimatologici (campo elettrico: gradiente verticale medio, corrente aria-terra e conducibilità elettrica) per i quali non esiste alcun dato di letteratura. Tra i parametri «classici» di clima nei pazienti in studio si evidenzia una correlazione positiva discretamente elevata, ai limiti della significatività, solo per la temperatura ai valori di campo elettrico verticale medio Il trend sembra suggestivo di un possibile coinvolgimento del campo elettrico quale fattore precipitante l'evento ictale ed appare meritevole di ulteriori indagini. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Giuliani, V.A. Angeleri, E. Brizioli, G. Caraffa, L. Giannini, F. Logullo, A. Murri *, M. Musicco **, C. Scuterini *, S. Terziani |
- Confronto Tra Test Clinici Ed Eeg Nel Corso Di Interventi Di Endoarteriectomia Carotidea In Anestesia Locale
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 233-237, 1988 | | Titolo | Confronto Tra Test Clinici Ed Eeg Nel Corso Di Interventi Di Endoarteriectomia Carotidea In Anestesia Locale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Servizio di Neurofisiopatologia, I.C.P., Milano ** Istituto di Angiologia e Chirurgia Vascolare, Università di Milano *** Servizio di Anestesia e Rianimazione, I.C.P., Milano | | Riassunto | Abbiamo studiato la concordanza tra tests clinici standardizzati (Imparato 1987) e monitoraggio elettroencefalografico intraoperatorio in 55 pazienti sottoposti ad endoarteriectomia della biforcazione carotidea in anestesia loco-regionale. Abbiamo evidenziato che la maggior parte dei soggetti (84%) ha tollerato un clampaggio (CP) anche prolungato. I segni clinici ed elettroencefalografici sono stati in tutti i casi precoci (entro 1 minuto dall'inizio del CP) e si sono risolti entro un breve periodo dalla rivascolarizzazione. In ó casi (67%) vi è stata concordanza fra comparsa di segni clinici e modificazioni dell'EEG; in 1 caso (11%) si sono osservate solo modificazioni cliniche ed in 2 casi (22%) solo modificazioni elettroencefalografiche non seguite, anche a distanza, da segni clinici. L'anestesia loco-regionale si è mostrata di notevole vantaggio per un monitoraggio anche clinico del paziente ed ha fornito indicazioni più precise per l'applicazione degli shunt. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Mariani *, G. Pastorino *, F. Bonalumi **, R. Carlesi **, G. Carabellese ***, A. Severgnini *** |
- Considerazioni Clinico -Tomografiche Sulla Indicazione Chirurgica In Una Serie Consecutiva Di Ematomi Intracerebrali Spontanei. Analisi Di 400 Casi
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 271-278,1988 | | Titolo | Considerazioni Clinico -Tomografiche Sulla Indicazione Chirurgica In Una Serie Consecutiva Di Ematomi Intracerebrali Spontanei. Analisi Di 400 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Fatabenetratelli ed Oftalmico, Milano | | Riassunto | Gli Autori riportano la propria esperienza relativa ad una serie consecutiva di 400 pazienti ricoverati, per ematoma intracerebrale spontaneo, nella Divisione di Neurochirurgia dell'Ospedale Fatebenefratelli di Milano. Vengono esaminati i dati relativi al petriodo pre-TC e post-TC e le indicazioni terapeutiche per il trattamento chirurgico e/o conservativo di tale tipo di patologia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Caneschi, P. Cazzaniga, G. Frigeni, M. Pastori |
- Considerazioni Critiche Sulla Terapia Dell'ictus In Fase Acuta. Utilita' Degli Studi Multicentrici
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 53-56, 1988 | | Titolo | Considerazioni Critiche Sulla Terapia Dell'ictus In Fase Acuta. Utilita' Degli Studi Multicentrici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale S. Martino, Genova | | Riassunto | Numerosi trattamenti sono stati proposti in passato per ridurre la mortalità e la morbilità nella fase acuta dell'infarto cerebrale senza che la loro efficacia fosse dimostrata in modo realmente attendibile. I Trials clinici disponibili in letteratura sono numerosi, ma criticabili per diversi motivi. Per rispondere ai requisiti richiesti da un punto di vista metodologico e statistico per la corretta valutazione di un determinato trattamento sono stati effettuati negli ultimi anni studi multicentrici in Italia e all'estero. Nell'ambito di questa prospettiva vengono esposti i risultati dello studio multicentrico italiano. Viene sottolineata l'utilità, degli studi multicentrici come unico approccio metodologicamente valido. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Garello, P. Tanganelli |
- Considerazioni Preliminari Sugli Aspetti Organizzativi E Gestionali Dl Una Unitàcerebrovascolare In Ambiente Medico
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 135-139, 1988 | | Titolo | Considerazioni Preliminari Sugli Aspetti Organizzativi E Gestionali Dl Una Unitàcerebrovascolare In Ambiente Medico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione Medica «D. Campari», Ospedale Città di Sesto San Giovanni, Milano ** Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Ca' Granda, Milano *** Centro Auxologico Italiano, Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico%2 | | Riassunto | Recenti acquisizioni etiopatogenetiche, clinico-diagnostiche e terapetiche fanno intravvedere la necessità di istituire unità cerebrovascolari non intensive ove possa realizzarsi fin dall'inizio un approccio multidisciplinare al paziente con incidente cerebrovascolare acuto. Le singole competenze specialistiche spettano all'internista, al neurologo, al neurochirurgo, al neuroradiologo, al neurofisiopatologo ed al fisiatra. La necessità di una competenza internistica trova le sue basi razionali in alcuni punti: 1) I fattori di rischio per le vasculopatie cerebrali hanno le loro radici nella patologia internistica, 2) La patologia internistica spesso complica il decorso dell'evento cerebrovascolare acuto. In considerazione di quanto esposto è stata resa funzionante una unità di cura non intensiva per le cerebrovasculopatie nell'ambito di una divisione di medicina generale. Tale struttura si articola sia a livello ambulatoriale che di ricovero. Ci si propone di riferire in un prossimo futuro a proposito dell'utilità di tale tipo di organizzazione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Longhini*, V. D'Angelo**, R. Cavestri*, A. Clivati*, P. Cherubini*, F. Ferrarini*, M. Gabrione*, L. Radice*, A. Salvadori*** |
- Contributo Allo Studio Del S.N.C. Nella Miastenia Gravis Mediante I Potenziali Evocati
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv, Neurobiologia, 34 (28. 67-71 1988 | | Titolo | Contributo Allo Studio Del S.N.C. Nella Miastenia Gravis Mediante I Potenziali Evocati | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Centro per le malattie neuromuscolari, Divisione neurologica ** Servizio di neurofisiopatologia *** Divisione otorinolaringoiatrica, Ospedale civile di Udine | | Riassunto | A llo scopo di confermare l'ipotesi di compromissione del Sistema Nervoso Centrale (S.N.C.) nella Miastenia Gravis (M.G.), abbiamo effettuato lo studio dei Potenziali Evocati Somatosensoriali (P.E.S.) e tronco encefalici (B.A.E. Rs) in 14 pazienti, 7 maschi e 7 femmine, di età compresa fra i 20 e i 74 anni. L'elaborazione dei dati ottenuti non ha permesso di rilevare differenze significative nei nostri pazienti miastenici nei confronti di un campione di soggetti normali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Marchini *, I. Pittaro **, B. Lucci *, M. Mattotti ***, R.Budai * * |
- Correlazione Tra I Più Comuni Sintomi E Reperti Ecotomografici In Pazienti Ambulatoriali
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 163-166, 1988 | | Titolo | Correlazione Tra I Più Comuni Sintomi E Reperti Ecotomografici In Pazienti Ambulatoriali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione Neurologica ** Sezione Angiologia, Servizio di Cardiologia, Presidio Ospedaliero U.S.L. Comprensorio Spoletino, Ospedale di Terni | | Riassunto | Gli Autori hanno inteso valutare, nell'ambito dell'attività ambulatoriale di prevenzione delle malattie cerebro-vascolari, la significatività dell'esame ecotomografico carotideo in rapporto ai più comuni sintomi riferiti dai pazienti. L'indagine condotta negli anni 1984-1987 su 231 soggetti ha evidenziato una particolare significatività dell'esame nei casi di soggetti che riferivano «segni clinici di lato» a carattere transitorio e nei casi di soffi carotidei con assenza di sintomatologia neurologica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A.Paci*,G.Iannone*, A.trenta*,F.Costantini* F.O.Flamini**,S.Bartolini**,M.Marini**,D.Antonini**,C.Micheli |
- Dati Neuropsicologici E Neurofisiologici Di Soggetti «A Rischio» Di Corea Di Huntington Sottoposti A Tipizzazione Genetica Con Sonde Molecolari: Nota Preventiva
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (1), 65-70, 1988 | | Titolo | Dati Neuropsicologici E Neurofisiologici Di Soggetti «A Rischio» Di Corea Di Huntington Sottoposti A Tipizzazione Genetica Con Sonde Molecolari: Nota Preventiva | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione Neurologica e ** Servizio di Neurofisiologia dell'Ospedale S. Camillo; *** Istituto di Genetica Medica dell'Università «Tor Vergata», Roma | | Riassunto | La ricerca è basata sullo studio di12 soggetti a rischio per i quali è stato possibile stabilire al 99% la loro probabilità di avere (gruppo CH + ) o meno (gruppo CH-) ereditato il gene della CH, attraverso l'impiego di sonde molecolari per il DNA. Tali soggetti sono stati studiati mediante Test neuropsicologici mirati e mediante registrazione di potenziali evocati visivi da pattern-reversal ed acustici troncoencefalici, all'oscuro dei risultati del laboratorio genetico. Il risultato della tipizzazione ha consentito la suddivisione dei soggetti in 5 omozigoti (CH-) e 7 eterozigoti (CH + ). Le analisi statistiche hanno mostrato differenze abbastanza significative fra i due gruppi: 1) ai Test neuropsicologici i soggetti CH+ hanno mostrato risposte decrementate in alcune prove visuo-spaziali e costruttive, di memoria e nel QI non verbale; 2) i potenziali evocati visivi da pattern-reversal di 20' hanno mostrato una «non specifica» ma significativa riduzione di ampiezza nel gruppo dei soggetti CH+; mentre nei BAEPs l'incremento in latenza dell'interpicco I-III è stato incostantemente significativo. Questi risultati preliminari suggeriscono che la presenza del gene della CH in fase asintomatica, alteri in modo limitato il patrimonio cognitivo, ma comporti un impegno significativo di alcune strutture del Sistema Nervoso Centrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Borri *, C. Blundo *, D. Sollazzo **, A. Novelletto *** |
- Doppler Transcranico (Dtc) E Flusso Ematico Regionale Cerebrale (Ferc) In Pazienti Con Infarto Silviano Stabilizzato. Confronto Con Un Gruppo Di Soggetti Normali
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 159-162, 1988 | | Titolo | Doppler Transcranico (Dtc) E Flusso Ematico Regionale Cerebrale (Ferc) In Pazienti Con Infarto Silviano Stabilizzato. Confronto Con Un Gruppo Di Soggetti Normali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale S. Martino *Cattedra di Neurofisiopatologia, Universita di Genova | | Riassunto | Il Flusso Ematico Regionale Cerebrale—metodo inalatorio con Xenon 133—del territorio dell'arteria cerebrale media e la velocità ematica della stessa, determinata attraverso la finestra temporale con Doppler Transcranico, sono stati studiati in 17 pazienti affetti da lesione ischemica stabilizzata nel territorio silviano, documentata con Tomografia Computerizzata, e in 9 volontari sani. In ciascun soggetto i valori medi di FERC sono stati correlati con i valori di velocità media. I risultati possono così sintetizzarsi: 1) nei volontari non era presente alcuna correlazione tra i due parametri; 2) nei pazienti infartuati è stata trovata una correlazione significativa nell'emisfero leso; nell'emisfero controlaterale a quello della lesione i due parametri non sono risultati correlati nei casi in cui i valori di FERC della regione considerata si mantenevano nei limiti della norma (11casi); quando invece i valori di FERC risultavano significativamente ridotti (ó casi) si dimostrava una correlazione analoga a quella dell'emisfero leso. Questi dati sembrano deporre per una relativa indipendenza del FERC—autonomamente regolato in funzione delle esigenze metaboliche—della portata ematica dei grossi vasi intracranici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.A. Ottonello, G. Bino, * P. Cogorno, * S. Marenco, * F. Nobili, * G. Rodriguez, A. Seneghini, L. Garello, * G. Rosadini |
- Eeg Preoperatorio E Complicanze Neurologiche Dopo Intervento Di Endoarteriectomia Carotidea
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 239-244, 1988 | | Titolo | Eeg Preoperatorio E Complicanze Neurologiche Dopo Intervento Di Endoarteriectomia Carotidea | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Ospedale «Santa Corona», Garbagnate Milanese, Milano * Divisione di Neurologia ** Divisione di Chirurgia Vascolare | | Riassunto | Vengono analizzati i risultati di 332 interventi di endarteriectomia carotidea eseguiti nel nostro ospedale. Il nostro livello di complicazioni gravi è inferiore al 4No benché la nostra casistica comprenda 30 intevernti «associati» (EAC più altri vasi del collo o EAC più aneurismectomia della Aorta Addominale) gravati da alto rischio chirurgico. Si prende poi in considerazione la correlazione tra EEG preoperatorio normale o patologico e le complicazioni neurologiche postoperatorie. L'EEG alterato preoperatorio è produttivo di più frequenti complicazioni neurologiche senza che il dato sia statisticamente significativo. Invece l'EEG normale che presenti «sofferenza» intraoperatoria predice più frequenti complicanze neurologiche in modo statisticamente significativo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | *, C. Tonini *, P. Bassi *, S. Sbrascini *, F. Miele **, Bisetti**, A. Tacconi** |
- Efficacia Del Mesoglicano Nella Terapia Della Placca Ateromasica Dei Vasi Epiaortici
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 85-91, 1988 | | Titolo | Efficacia Del Mesoglicano Nella Terapia Della Placca Ateromasica Dei Vasi Epiaortici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione Neurologica, Udine * * Clinica Neurologica, Trieste | | Riassunto | Scopo del lavoro è di valutare l'azione del mesoglicano nelle placche aterosclerotiche dei vasi epiaortici. Il mesoglicano è normale costituente della parete arteriosa dei mammiferi e decresce nell'invecchiamento e nel processo aterogeno. Sono stati studiati 30 pazienti consecutivi della Div. Neurologica di Udine con episodio vascolare cerebrale acuto a focolaio da attribuirsi a placca aterosclerotica dd vasi epiaortici del distretto anteriore; sono stati esdusi pazienti a rischio. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad esame eco-doppler con flussimetria ad onda continua (C.W. continue wave) e pulsata (P.W.), corrdata ad analisi spettrale. L'esame è stato eseguito ai tempi To,T30,T60,T90 Sulla base dei risultati ottenuti, possiamo affermare che l'utilizzo del mesoglicano, può essere giustificato per controllare nd tempo l'evoluzione della placca aterosclerotica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | B. Lucci *, M.D. Mascolo *, M. Zorzon **, M. Pasqua ** |
- Emorragia Spontanea A Carico Del Tubercolo Quadrigemino Inferiore
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 371-372, 1988 | | Titolo | Emorragia Spontanea A Carico Del Tubercolo Quadrigemino Inferiore | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | DEA Neurologia, Ospedale Molinette, Torino | | Riassunto | La localizzazione mesencefalica isolata di un ematoma intracerebrale spontaneo è un evento raro: viene descritto il caso clinico di un paziente in cui un'emorragia del tubercolo quadrigemino inferiore sinistro, dimostrata con TAC e RMN del cranio, provoca una lesione tronculare del IV nervo cranico di destra e quindi un deficit del muscolo grande obliquo di sinistra, associata ad una emisindrome sensitiva controlaterale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Cocito, G. Gallo, G. Amedeo |
- Emorragie Intracerebrali Spontanee: Analisi Dl 153 Casi Consecutivi (1985-'86-'87)
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 263-269,1988 | | Titolo | Emorragie Intracerebrali Spontanee: Analisi Dl 153 Casi Consecutivi (1985-'86-'87) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | (1) Divisione di Neurochirurgia, (2) Divisione di Geriatria, (3' Divisione di Medicina, (4) Clinica Neurologica, (5) Istituto di Semeiotica Medica, ( 6) Clinica Medica, (7) Servizio di Anestesia e Rianimazione, %2 | | Riassunto | Sono stati analizzati retrospettivamente 153 casi consecutivi di emorragia intracerebrale spontanea ricoverati nel triennio 1985-87 presso l'Ospedale di Siena, accertati mediante TAC. Sono stati considerati l'età, la sede e le dimensioni dell'emorragia e lo stato di coscienza in rapporto all'esito. È stato valutato anche separatamente l'esito dei casi trattati conservativamente (131) e quello dei casi trattati chirurgicamente (22). L'analisi dei dati permette di trarre le seguenti considerazioni: —lo stato di coscienza è il parametro più direttamente in relazione con l'esito; —le dimensioni dell'ematoma e l'età sono anch'essi in relazione con l'esito; —non c'è relazione significativa tra stato di coscienza e dimensioni dell'ematoma; —i pazienti con disturbi della coscienza o con ingravescenza dei sintomi ed i pazienti con un ematoma di oltre 3 cm 0 sembrano trarre chiaro beneficio dal trattamento chirurgico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | D. Gambacorta, R. Biancotti, F. Reale1', G. Bellini'2', G. Caianiello'3', G. Ciacci'4', M. Mazzolai'5', V. Palazzuoli'6', M. Pasculli'7', S. Passero'8', S. Venezia, C. Venturi'9' |
- Encefalopatia Ipoglicemica Acuta: Revisione Della Letteratura E Contributo Casistico
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 365-369, 1988 | | Titolo | Encefalopatia Ipoglicemica Acuta: Revisione Della Letteratura E Contributo Casistico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto/DEA Neurologia, * Centro antidiabetico, * * DEA Medicina Ospedale Molinette, Torino | | Riassunto | Durante uno studio prospettico di 16 mesi sono stati osservati presso il nostro DEA 60 casi consecutivi di ipoglicemia acuta sintomatica in pazienti affetti da diabete mellito di tipo I e II. Sono stati rilevati: stato confusionale (23 casi); obnubilamento, stupor o coma (15); segni di iperattività adrenergica (10); deficit neurologico focale (ó); sincope (3); crisi comiziali (3). Tre pazienti hanno avuto deficit neurologici focali residui; due sono deceduti; in tutti gli altri casi la sintomatologia è completamente regredita entro 0.5-12 ore. In generale, a valori glicemici più bassi corrispondevano quadri clinici più severi, tuttavia è stato osservato un ampio spettro glicemico nell'ambito di ogni categoria. Vengono quindi esaminati gli aspetti essenziali biochimici e istopatologici delI'encefalopatia ipoglicemica sperimentale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Sicuro, G. Grassi*, M. Pasquino** |
- Esoftalmi Traumatici. Su Una Serie Di Sei Casi Trattati Chirurgicamente
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (1), 57-59, 1988 | | Titolo | Esoftalmi Traumatici. Su Una Serie Di Sei Casi Trattati Chirurgicamente | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale S. Camillo, Roma. | | Riassunto | L’esoftalmo traumatico rappresenta una patologia espansiva della cavità orbitaria non frequente. Sono stati trattati chirurgicamente ó casi, alcuni dei quali peculiari da un punto di vista anatomopatologico. L'accesso chirurgico attuato è stato extracranico 5 volte per via laterale ed 1 volta per via anteriore. Sono considerati in particolare i quadri anatomo-patologici singolari ed i criteri di indicazione ad un trattamento chirurgico urgente. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Esposito |
- Estensione Dell'area Infartuale Alla T.C. Cranio In 150 Pazienti Con Ictus Cerebrovascolare Ischemico: Correlazioni Con I Valori Glicemici E Con Altri Parametri Clinici E Di Laboratorio
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 171-177, 1988 | | Titolo | Estensione Dell'area Infartuale Alla T.C. Cranio In 150 Pazienti Con Ictus Cerebrovascolare Ischemico: Correlazioni Con I Valori Glicemici E Con Altri Parametri Clinici E Di Laboratorio | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | *Sezione di Neurologia* *Servizio di Neuroradiologia Ospedale S. Maria di Loreto Nuovo, U.S.L. 44, Napoli | | Riassunto | L’estensione dell'area infartuale alla T.C. cranio in 150 pazienti con ictus cerebrale ischemico è stata correlata con i valori glicemici e con altri parametri (pressione, ematocrito, livello di coscienza e gravità del danno focale) nella fase acuta dell'ictus. Inoltre l'area infartuale è stata comparata con i fattori di rischio classici e con gli esiti. L'estensione dell'area infartuale era correlata significativamente con i valori glicemici nella fase acuta, con la presenza di fibrillazione atriale, con la gravità del quadro clinico d'esordio e con gli esiti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. A. de Falco, O. Sepe Visconti, G. Fucci*, G. Mirone, F. Zaccaria, A. Montariello |
- Fattori Prognostici E Terapia Medica Delle Emorragie A Sede Tipica E Degli Ematomi Intraparenchimali
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 287-292, 1988 | | Titolo | Fattori Prognostici E Terapia Medica Delle Emorragie A Sede Tipica E Degli Ematomi Intraparenchimali | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica dell'Universita di Genova | | Riassunto | Mediante l'uso della tecnica statistica dell'analisi discriminante sono stati valutati i fattori presenti in fase acuta più significativamente associati alla mortalità entro 30 giorni in 82 casi consecutivi di pazienti affetti da emorragia cerebrale primitiva. Tra i fattori considerati sono risultati rilevanti i seguenti: 1. alterazione della coscienza; 2. volume della lesione emorragica; 3. invasione ventricolare; 4. gravità del deficit motorio; 5. alterazioni EEG; ó. iperglicemia. Sulla base di queste evidenze viene discusso il problema del trattamento medico dell'emorragia cerebrale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Loeb, C. Gandolfo, C. Caponnetto |
- Fattori Rischio Nell'evoluzione Dello Stroke. Follow-Up A Quattro Anni
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 41-44, 1988 | | Titolo | Fattori Rischio Nell'evoluzione Dello Stroke. Follow-Up A Quattro Anni | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Mauriziano «Umberto I°», Torino | | Riassunto | Si riferiscono i dati di un'analisi retrospettiva sull'influenza dei fattori rischio nel decorso acuto (I mese) e cronico (4 anni) dell'ictus cerebrale ischemico. Sono stati seguiti 37 soggetti (21 a 4 anni) e valutati i seguenti fattori rischio: fumo, ipertensione, pregressi TIA, arteriopatie periferiche, diabete, dislipidemie, iperaggregazione piastrinica, alterazioni vasi epiaortici. Per tutti i parametri esaminati si è osservato un maggior recupero per i pazienti non a rischio. In particolare è apparsa significativa la differenza fra i gruppi fumatori/non fumatori e dislipidemici/non dislipidemici. La persistenza, inoltre, di alcuni fattori di rischio incide negativamente sia sulle scale di valutazione neurologica che su quelle di invalidita. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Appiotti, R. Resta, M. Rivoire, G. Scarzella, A. Sciarretta, F. Trebini |
- Fisiopatologia Dello Stroke Ischemico: Implicazioni Terapeutiche
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 9-31, 1988 | | Titolo | Fisiopatologia Dello Stroke Ischemico: Implicazioni Terapeutiche | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Fidenza | | Riassunto | L’ ischemia cerebrale focale si manifesta con una caratteristica cascata di eventi circolatori e biochimico-metabolici. A livello del macrocircolo la caduta della pressione arteriosa mette in gioco il circolo collaterale e l'autoregolazione cerebrale. Se la pressione di perfusione (PP) scende al di sotto della soglia inferiore all'autoregolazione, interviene la pressione di riserva con un aumento progressivo dell'estrazione di ossigeno fino all'8-90%. Quando l'estrazione è massimale, un ulteriore abbassamento del flusso induce un'ipossia tissutale e il neurone mette in atto un risparmio metabolico. Il cervello si difende dall'ischemia acuta focale con meccanismi differenziati che sono in succesione: 1) circolo collaterale e autoregolazione della PP; 2) pressione di riserva; 3) riposo funzionale bioelettrico del neurone con risparmio metabolico. Al di sotto di un flusso ematico di 23 ml/100 g/I’ (soglia ischemica) iniziano i segni di alterazione funzionale dd neurone (espressi a livello bioelettrico). Pa valori inferiori a 10-12 ml/100 g/I' interviene una serie di eventi: depolarizzazione con perdita della trasmissione sinaptica; perturbazione del tasso dei neurotrasmettitori, della sintesi proteica ed enzimatica e della fluidità delle membrane cellulari e mitocondriali con liberazione degli acidi grassi liberi; fallimento dì meccanismi di pompa ionica per deficit dì substrati energetici (ATT in primis) e danno della catena respiratoria mitocondriale; acidosi intra-ed extra-cellulare, ecc. I valori di flusso fra 23 e 10-12 ml/100 g/I' corrispondono alla penombra ischemica, condizione ancora reversibile (dove i neuroni sono «a riposo» o «addormentati»), purché vengano rispettati precisi tempi di durata ed addirittura—il dato è certo nelI'animale da esperimento—forse indefinitamente se il flusso e superiore ai 18 ml/100 g/I' (penombra ischemica cronica). Alterazioni ioniche intra-ed extracellulari (H+, K+, Ca++, Na+) e dell'H20, sviluppo dell'edema ischemico (citotossico e poi vasogenico), iperperfusione e riossigenazione,- ipoperfusione ritardata o no-reflow sono altrettanti fattori decisivi nell'evoluzione del focolaio ischemico, come la finestra tamporale di reversibilità dell'ischemia e la PP. Il destino dell'infarto è legato agli evanti ischemici primari d'ordine biochimicometabolico e fisiopatologico dd micro-e del macro-circolo e ancora più a quelli secondari e/o postischemici. Un approccio razionale può trarre vantaggio da specifici trattamenti diretti sul microcircolo, sull'adesività e aggregabilità piastrinica, sulla protezione cerebrale, sulle proprietà emoreologiche e sul supporto sistemico cardiocircolatorio. Di recente è stata avanzata una proposta di politerapia per trarre i massimi vantaggi dai singoli trattamenti specifici. Particolare interesse è dato alla protezione farmacologica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Saginario, A. Saginario |
- Gestione Automatizzata Delle Informazioni Relative A Pazienti Affetti Da Ictus Cerebrale. Esperienze Di Un Anno
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 129-133, 1988 | | Titolo | Gestione Automatizzata Delle Informazioni Relative A Pazienti Affetti Da Ictus Cerebrale. Esperienze Di Un Anno | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Fatebenetratelli ed Oftalmico, Milano * Dipartimento di Scienze dell'informazione, Universita degli Studi, Milano | | Riassunto | Il lavoro si propone di descrivere unI sistema per la gestione delle principali informazioni relative a pazienti ricoverati durante il 1987 nel reparto di Terapia Intensiva della Divisione di Neurochirurgia dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano. Tale programma, realizzato tramite la peculiarità che il sistema operativo Unix mette a disposizione, permette inoltre un'analisi globale dei dati immessi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Caneschi, P. Cazzaniga, F. Finzi, E. Mangiagalli, E. Antoninit |
- Gli Anticorpi Anti-Recettore Per L'acetilcolina Nella Miastenia Grave
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 33-38, 1988 | | Titolo | Gli Anticorpi Anti-Recettore Per L'acetilcolina Nella Miastenia Grave | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Scienze Immunologiche, Università di Verona | | Riassunto | In questa rassegna sono riferite le caratteristiche del recettore per l'acetilcolina e degli anticorpi anti-AchR, nonché i meccanismi patogenetici con cui tali anticorpi determinano nella Miastenia Grave una riduzione del numero di AchR a livello della giunzione neuromuscolare. Nella parte finale del lavoro è discusso il significato clinico e diagnostico degli anticorpi anti-AchR. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A.P. Riviera, A. Spiazzi, M. Rocca, G. Tridente |
- I Potenziali Evocati Visivi Nella Sclerosi Multipla: Caratteristiche Delle Risposte A Diversi Tipi Dl Stimolazione E Nel Confronto Con La Patologia Eredodegenerativa Del Snc
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (1), 21-27, 1988 | | Titolo | I Potenziali Evocati Visivi Nella Sclerosi Multipla: Caratteristiche Delle Risposte A Diversi Tipi Dl Stimolazione E Nel Confronto Con La Patologia Eredodegenerativa Del Snc | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Centro Studi Sclerosi Multipl* - Ospedale di Gallarate - Università di Milano ** Divisione Neurologica - Ospedale di Gallarate | | Riassunto | I potenziali evocati visivi sono stati registrati in 11 soggetti sani e 20 pazienti affetti da sclerosi multipla in risposta a stimoli di differente contrasto e dimensioni. È stato osservato che nei pazienti con SM il difetto può essere selettivo per un tipo specifico di stimolazione. I nostri dati suggeriscono che checks di 30' e contrasto al 50°70 sono idonei per esami di routine, ma che in alcuni casi può essere opportuno utilizzare checks di differenti dimensioni e contrasto. Tra le affezioni eredodegenerative, PEV di aumentata latenza, ridotto voltaggio, aumentata dispersione temporale sono stati registrati in pazienti con atassia di Friedreich; in questi sembra caratteristico il dato di una relazione inversa tra aumento di latenza e riduzione del voltaggio delI'onda P100. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Ghezzi *, P. F. Basso **, E. Mazzalovo **, R. Montanini ** |
- Ictus Ischemico In Corso Di Emicrania Comune: Presentazione Di Un Caso Clinico
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 327-333. 1988 | | Titolo | Ictus Ischemico In Corso Di Emicrania Comune: Presentazione Di Un Caso Clinico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Senzizio di Neurologia e di Neurofisiopatologia * Servizio di Radiologia Ospedale Regionale di Aosta | | Riassunto | Viene presentato il caso di una donna di 56 anni giunta alla nostra osservazione in seguito alla comparsa improvvisa di disartria e emiparesi sinistra, durante un attacco emicranico. La paziente era affetta da emicrania comune dall'età di 16 anni. La TAC e la NMR hanno rivelato l'esistenza di lesioni infartuati multiple nelI'emisfero cerebrale destro; tutti gli accertamenti eseguiti per evidenziare l'eventuale presenza di patologie associate sono risultati negativi. Viene discussa la possibile correlazione causale tra ictus ischemico ed emicrania alla luce dei dati della letteratura. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Bottacchi, E. Duc, L. Carenini, L. Sironi, T. Meloni *, G. D'Alessandro |
- Il Comportamento Del Riflesso Stapediale Nella Miastenia Gravis
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 51-53, 1988 | | Titolo | Il Comportamento Del Riflesso Stapediale Nella Miastenia Gravis | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Div. Otorinolaringoiatrica ** Servizio di Neurofisiopatologia * * * Divisione Neurologica Ospedale Civile di Udine | | Riassunto | L’ affaticabilità del muscolo stapedio in corso di miastenia gravis (m.g.) può essere messa in evidenza con metodo impedenzometrico studiando il riflesso acustico-stapediale; gli Autori hanno valutato con tale metodica 12 pazienti affetti da m.g. riscontrando un test patologico (presenza di «decay» del riflesso stapediale alla stimolazione acustica sopraliminare continua per 10", o «desincronizzazione» e riduzione progressiva delle ampiezze del r.s. durante stimolazione pulsata per 15") complessivamente in 5 casi. In 3 pazienti si è avuto un miglioramento dei risultati del test con il riscontro di una abolizione o riduzione del decay ed un incremento dell'ampiezza del r.s. in seguito ad iniezione i.m. di piridostigmina. Gli AA. concludono ritenendo il test del r.s. un esame semplice, non invasivo e di pratica utilità nella diagnosi di m.g.; I'unico limite all'esecuzione dell'esame è la presenza di grave sordità di trasmissione di otopatie. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Mattotti *, R. Budai **, C. Marchini *** |
- Il Neurologo Di Fronte Alla Risonanza Magnetica
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (1), 5-9, 1988 | | Titolo | Il Neurologo Di Fronte Alla Risonanza Magnetica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurologia, Ospedale S. Filippo Neri, Roma ** Reparto di Neurologia, Villa Serena, Città S. Angelo (PE) | | Riassunto | Riassunto mancante | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Figà-Talamanca *, A. Serio * * |
- Il Paziente Con Ictus Cerebrale In Fase Acuta: Analisi, Indicazioni E Scopi Di Un'associazione «Laica»
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 121-128, 1988 | | Titolo | Il Paziente Con Ictus Cerebrale In Fase Acuta: Analisi, Indicazioni E Scopi Di Un'associazione «Laica» | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Reparto di Neurorianimazione, Ospedale Niguarda-Ca' Granda, Milano | | Riassunto | ITACA (Associazione per la terapia intensiva e l'assistenza ai comatosi) opera perché il paziente colpito da ictus o vittima di trauma cranico possa giungere rapidamente nelle condizioni migliori in un Centro dove esistano, per tutta la durata della malattia, strutture e personale «dedicati», dalla neurorianimazione o dalle stroke units alla neuroriabilitazione. Allo stato attuale la qualità del trattamento del paziente con ictus è legata a molteplici fattori organizzativi e culturali locali. L'obiettivo preliminare è quello di creare un «osservatorio» inerente questa patologia e un modello di analisi per individuare contenuti e metodologia di intervento, definire un linguaggio comune che permetta la migliore comprensione delle reciproche problematiche tra rianimatori, neurologi e riabilitatori e verificare la possibilità di studi multicentrici prospettici. Negli Ospedali specializzati è ipotizzabile un «contenitore» di terapia intensiva finalizzata alla patologia cerebrale acuta in cui siano presenti, differenziati ma contigui, diversi gradi di intensità di assistenza ed osservazione clinica, come condizione perché le attuali ipotesi terapeutiche possano essere realisticamente verificate e garantite da un monitoraggio e da un nursing mirati. Unità di terapia sub-intensiva e neuroriabilitazione sono un presupposto prioritario perché, se è vero che non esiste una terapia «salva vita», è anche vero che un paziente con gravi decubiti, retrazioni ed anchilosi soffrirà per un handicap ed una infelicità in gran parte evitabili. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Procaccio |
- Il Reinserimento Sociale E Professionale Di Pazienti Colpiti Da Ematomi Intracerebrali Spontanei: Studio Di Follow-Up A Distanza
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 93-99, 1988 | | Titolo | Il Reinserimento Sociale E Professionale Di Pazienti Colpiti Da Ematomi Intracerebrali Spontanei: Studio Di Follow-Up A Distanza | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Regione Lombardia U.S.S.L. 75/9 Ospedale Maggiore Niguarda Ca' Granda, Milano Dipartimento di Scienze Neurologiche | | Riassunto | Gli ematomi intracerebrali spontanei sono causa di elevata mortalità e di importanti reliquati clinici in pazienti di una particolare fascia d'età (intorno ai 50 aa.), momento di massima espressione sociale (posizione nel lavoro, obblighi familiari, ecc.). Il follow up dei pazienti vivi (43%) a distanza di 2-5 aa. dalla dimissione, effettuato con particolare attenzione sul reinserimento sociale o professionale del paziente, ha evidenziato che, nonostante l'assenza o la presenza di modesta disabilità nel 73%dei pazienti dimessi, di questi ben il 70% è stato dequalificato nd proprio lavoro, il 64% è insoddisfatto o gravemente insoddisfatto delle sue condizioni di vita ed il 70% ha subíto un peggioramento spesso grave delle sue condizioni economiche. Nella prognosi di questa patologia questi dati non possono non essere adeguatamente considerati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E.M. Arosio, L. Binozero, S. Cappa, F. Conci, V. D'Angelo, E. Fiumara, V. Monte, G. Savoia, R. Sterzi |
- Immagini Funzionali (Eeg E Ferc) Nell'ictus Cerebrale
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 153-157, 1988 | | Titolo | Immagini Funzionali (Eeg E Ferc) Nell'ictus Cerebrale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Neurofisiopatologia, Universita di Genova * Neurochirurgia, Universita di Genova Centro di Studio per la Neurofisiologia Cerebrale, C.N.R., Genova | | Riassunto | Le più moderne tecniche di esplorazione funzionale del cervello nella patologia cerebrovascolare si riconoscono neHa rappresentazione per immagini dei dati di Flusso Ematico Regionale Cerebrale (FERC) e di quelli EEG. Il FERC trova la sua indicazione sia nella fase acuta dell'ictus (per seguire il corso naturale della malattia e monitorare l'effetto della terapia instaurata sulla perfusione cerebrale) che nella fase stabilizzata in cui aree di ipoperfusione possono essere ritrovate non solo nella zona lesa, ma anche in tutto l'emisfero ipsilaterale o estese a tutto il cervello. La cartografia EEG non sembra di per sé aggiungere rilevanti contenuti di informazione rispetto all'analisi quantificata del segnale, ma appare assai utile nella valutazione dei dati, in termini statistici, rispetto a gruppi normali di riferimento e per seguire l'evoluzione della malattia. Il confronto delle due metodologie ne suggerisce l'impiego in maniera combinata piuttosto che alternativa. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Rosadini, S. Marenco, F. Nobili, C. Rivano *, G. Rodriguez |
- Immunopatologia Del Timo: Studio Immunoistochimico
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 27-31, 1988 | | Titolo | Immunopatologia Del Timo: Studio Immunoistochimico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Centro Malattie Neuromuscolari* Istituto di Anatomia Patologica ** Clinica Chirurgica, Università di Padova | | Riassunto | Gli autori descrivono 22 casi di pazienti affetti da miastenia gravis con associata patologia timica e sottoposti a timectomia. Il tessuto timico è stato studiato morfologicamente e con metodiche ultrastrutturali e immunoistochimiche nell'intento di contribuire a chiarire i meccanismi patogenetici che sono alla base della associazione patologia timica-miastenica. In accordo con la letteratura sembrano ipotizzabili due meccanismi patogenetici: il primo chiaramente autoimmunitario proprio della cosiddetta iperplasia timica, il secondo probabilmente da iperproduzione da parte del timo di fattori umorali che possono bloccare il recettore nicotinico dell'acetilcolina nello stesso sito di legame della a-bungarotossina. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Galassi, A. Parenti*, G.F. Micaglio, R. De Caro*, N. Bassi**, D.F. D'Amico**, C. Angelini |
- Impiego Del Ganglioside Gm1 Nelle Vasculopatie Cerebrali Acute. Osservazioni Preliminari
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 63-74, 1988 | | Titolo | Impiego Del Ganglioside Gm1 Nelle Vasculopatie Cerebrali Acute. Osservazioni Preliminari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale S. Antonio Abate, Gallarate | | Riassunto | In questo studio abbiamo valutato, attraverso controlli seriati nel tempo, il decorso clinico e le modificazioni elettroencefalografiche in soggetti ricoverati per vasculopatia cerebrale acuta e sottoposti a terapia anti-edemigena cerebrale (des ametazo ne) associata a ganglioside GM1 per via parenterale. I risultati clinici sono stati nel complesso favorevoli, anche se è difficile esprimere un giudizio assoluto, data la estrema variabilità del decorso clinico. Sul piano elettroencefalografico i risultati evidenziano l'efficacia della terapia soprattutto nel favorire la rapida riduzione o la scomparsa di anomalie lente diffuse. Tali effetti si ottengono generalmente in tempi più brevi rispetto ai soggetti trattati soltanto con terapia antiedemigena. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Basso, M. Allegra, A. Zibetti, R. Montanini |
- Impiego Dell'angiografia Digitale Nei Controlli Post-Operatori Degli Interventi Di Endoarteriectomia Carotidea
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 227-232, 1988 | | Titolo | Impiego Dell'angiografia Digitale Nei Controlli Post-Operatori Degli Interventi Di Endoarteriectomia Carotidea | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Servizio di Radiodiagnostica ** Sezione 0 Chirurgia Vascolare E.O. Ospedali Galliera, Genova | | Riassunto | Gli Autori presentano la loro casistica di 58 controlli postoperatori di endoarteriectomia carotidea estrapolati dai 91 casi di pazienti operati nel distretto dei vasi epiaortici e dai 1766 pazienti studiati con angiografia digitale dal Gennaio 1984 al Febbraio 1988 nella Sezione Angiografica del Servizio di Radiodiagnostica dell'Ospedale Galliera di Genova. Viene discussa la scelta dell'approccio per via venosa o per via arteriosa e viene illustrata la convinzione che sia preferibile la via arteriosa nello studio pre-operatorio, mentre la via venosa sarebbe sufficiente nello studio postoperatorio. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Damiani *, B. Boesmi *, M. Parodi *, G.L. Petrilli ** |
- In Tema Di Neuropatia Multifocale Con Blocco Di Conduzione: Contributo Casistico E Revisione Bibliografica
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 343-348, 1988 | | Titolo | In Tema Di Neuropatia Multifocale Con Blocco Di Conduzione: Contributo Casistico E Revisione Bibliografica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neurofisiopatologia, U S.S.L. n. 16, Ospedale di Lecco (Co) | | Riassunto | Vene descritto il caso di un uomo di 41 anni, affetto da cervicobrachialgia sinistra, ad insorgenza improwisa e spontanea. L'esame Elettrografico, eseguito a tre mesi di distanza, evidenziava un blocco focale prossimale della conduzione del nervo mediano (tratto Erb-ascella), con interessamento principale delle fibre motorie. I segni clinici ed elettrografici risultavano in gran parte risolti da un breve ciclo di terapia con TRH. Viene discusso il possibile inquadramento nosografico di questa particolare forma di neuropatia rispetto a: I) neuropatie multifocali demielinizzanti con blocco prossimale di conduzione (cosiddetta malattia di Lewis, Sumner, Brown, Asbury); Il) neuropatie ereditarie con labilità alla pressione (in presenza o meno di neuropatia da «tomacula»); III) plessopatia brachiale acuta idiopatica (o cosiddetta sindrome di Personage-Turner). Viene sottolineato il possibile impiego terapeutico di TRH in queste forme, spesso ribelli (come nel nostro caso) alle terapie convenzionali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Zampollo, F. Basso |
- Indagini Psicologiche In Pazienti Miastenici: Esperienze Presso L'ospdale Di Udine
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 63-65, 1988 | | Titolo | Indagini Psicologiche In Pazienti Miastenici: Esperienze Presso L'ospdale Di Udine | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Neuropsichiatria dell'lnfanzia e dell'Adolescenza dell'Ospedale Civile di Udine | | Riassunto | L’assenza in letteratura di studi psicologici su pazienti miastenici ci ha spinto ad esaminare 20 pazienti miastenici con il MMPI, con l'Adjective Check List e con il Test di Rorschach. L'elaborazione dei dati del test di Rorschach è stata realizzata secondo i criteri di siglatura indicati da Fisher e Cleveland, nella recente rielaborazione di Ruggeri e Saraceni. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Pessina |
- L'ematoma Intracerebrale Cronico Incapsulato: Aspetti Controversi
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 307-312, 1988 | | Titolo | L'ematoma Intracerebrale Cronico Incapsulato: Aspetti Controversi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurochirurgia e Istituto di Anatomia Patologica Ospedale Niguarda Ca' Granda, Milano | | Riassunto | L’ematoma intracerebrale cronico incapsulato è una rara entità anatomo-clinica . Sulla base dei dati della letteratura e della nostra esperienza personale vengono analizzati gli aspetti controversi, eziopatogenetici e di diagnostica differenziale. Dal punto di vista eziopatogenetico crediamo che: 1) la causa più probabile dell'iniziale emorragia sia una malformazione vascolare occulta, anche se altri fattori eziologici non possono essere esclusi; 2) la formazione della capsula sia dipendente da un'esuberante proliferazione dei fibroblasti aracnoidei; 3) il progressivo aumento di volume dell'ematoma sia causato da ripetuti sanguinamenti da parte di piccoli vasi neoformati dello strato interno della capsula. Riteniamo che differenziare l'ematoma intracerebrale cronico incapsulato da altre raccolte ematiche intraparenchimali non acute sia fondamentale per l'appropriato trattamento. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Fiumara, V. D'Angelo, M. Ferrara, M. Gambacorta *,C. Corona |
- L'ematoma Intracerebrale Spontaneo Nella Più Recente Esperienza Di Una Divisione Di Neurochirurgia
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 279-286, 1988 | | Titolo | L'ematoma Intracerebrale Spontaneo Nella Più Recente Esperienza Di Una Divisione Di Neurochirurgia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione 0 Neurochirurgia, USL 10/D, Careggi, Firenze | | Riassunto | L’ ematoma intracerebrale spontaneo è noto come una delle più devastanti forme di malattia cerebrovascolare. Ancor oggi si discute molto su quale sia il miglior trattamento di questa affezione. Nonostante i progressi verificatisi nel corso degli anni nella diagnostica, nella tecnica chirurgica e nelle terapie mediche, la mortalità e la morbilità dell'ematoma intracerebrale spontaneo rimangono elevati in misura inaccettabile. In questo lavoro gli Autori presentano la loro esperienza relativa a 60 pazienti osservati nel corso dell'ultimo anno e discutono il loro protocollo diagnosticoterapeutico ed i risultati ottenuti. Sulla base dei risultati e di una accurata analisi di questa lorò più recente esperienza, essi concludono che il risultato dipende dalle condizioni neurologiche all'ingresso, dalle dimensioni e dalla sede dell'ematoma ma può essere profondamente e positivamente modificato da un adeguato trattamento medico di supporto. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Mennonna, R. Gagliardi, L. Benvenuti, D. Serino |
- L'endoarteriectomia Carotidea Eseguita Con Tecnica Microchirurgica: Revisione Di Oltre 100 Casi
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 215-217, 1988 | | Titolo | L'endoarteriectomia Carotidea Eseguita Con Tecnica Microchirurgica: Revisione Di Oltre 100 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Clinica Neurochirurgica dell'Università degli Studi di Ferrara ** Istituto di Semeiotica Chirurgica dell'Universita degli Studi di Ferrara *** Servizio di Anestesia e Rianimazione Arcispedale S. Anna U.S.L. n. 31, Ferrara ***%2 | | Riassunto | Viene esaminato un gruppo di oltre100 pazienti sottoposti ad intervento di endoarteriectomia carotidea con tecnica microchirurgica. Tutti i pazienti presentavano una insufficienza circolatoria del distretto carotideo (TIA e RIND). L'esposizione dell'albero carotideo viene eseguita con tecnica standard; I'arteriotomia, la rimozione della placca ateromasica e la sutura diretta (senza patch) vengono eseguite con il microscopio operatorio. Durante il clampaggio arterioso il flusso ematico cerebrale viene indirettamente monitorato con Elettroencefalogramma e con Potenziali Evocati Somatosensoriali, al fine di apporre selettivamente lo Shunt endoluminale e di proteggere l'encefalo da possibili insulti ischemici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Gozzo *, G. Ughi *, G. Vasquez **, R. Ghadirpour *, L. Droghetti ***, C. Bazzani *, P. Roccella *, N. Braga **** |
- L'oftalmodinamometria E La Doppler Cw Nella Diagnosi Eziologica Dell'amaurosis Fugax
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (1), 11-16,1988 | | Titolo | L'oftalmodinamometria E La Doppler Cw Nella Diagnosi Eziologica Dell'amaurosis Fugax | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * * Istituto di Clinica Neurologica * Istituto di Neurochirurgia dell'Università di Pisa | | Riassunto | Gli AA., in una serie di 33 pazienti presentanti ricorrenti episodi di amaurosis fugax, hanno studiato il comportamento della pressione arteriosa retinica mediante esame oftalmodinamometrico e degli assi vascolari carotideo oftalmici mediante indagine dopplersonografica. In base alle indicazioni fornite da quest'ultima, in 14 casi è stata eseguita angiografia carotidea (in 12 casi monolaterale, in due bilaterale). I risultati ottenuti indicano un'elevata percentuale (78,7%) di patologia stenosante carotidea in pazienti affetti da amaurosis fugax ed un'alta concordanza (84,8%) fra asimmetria della pressione arteriosa retinica e stenosi carotidea evidenziata dall'esame dopplersonografico: il riscontro di una riduzione dei valori della PAR intorno al 20% rispetto al controlaterale è suggestivo di interessamento carotideo. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Savigni **, B. Lenzi *, G. Parenti *, V. Ravelli*, D. Andreani** |
- La Dissecazione Spontanea Carotido Vertebrale. Aspetti Clinici, Diagnostici E Terapeutici. Considerazioni Su Tre Casi
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3- 4), 313-316, 1988 | | Titolo | La Dissecazione Spontanea Carotido Vertebrale. Aspetti Clinici, Diagnostici E Terapeutici. Considerazioni Su Tre Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica dell'Università di Sassari | | Riassunto | La dissecazione spontanea carotidovertebrale interessa queste arterie limitatamente ai tratti extracranici e si manifesta con un quadro acuto, spesso drammatico, caratterizzato da dolore cervicale ipsilaterale e/o cefalea orbitaria, sintomi ischemici focali, sindrome di Horner. Presentiamo 3 casi di cui uno con dissecazione carotido-vertebrale, uno carotidea e uno vertebrale. Un caso è stato trattato con terapia fibrinolitica; tutti, comunque, con terapia medica. In tutti si è verificata risoluzione della sintomatologia e completa ricanalizzazione delle arterie coinvolte nei controlli angiografici a distanza. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Pirisi, M. D'Onofrio, M. Cavazzuti, M. Piredda, S. Tanca, M. Zuddas, V. Agnetti |
- La Miastenia Grave Storia Naturale Della Malattia, Principi Diagnostici E Terapeutici
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 9-14, 1988 | | Titolo | La Miastenia Grave Storia Naturale Della Malattia, Principi Diagnostici E Terapeutici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Centro Malattie Neuromuscolari, Clinica Neurologica, Università di Padova | | Riassunto | La Miastenia Grave è una malattia acquisita autoimmune della giunzione neuromuscolare ascrivibile ad una deficienza di recettori acetilcolinici. Le principali caratteristiche cliniche consistono in ptosi, diplopia o debolezza muscolare generalizzata più abnorme fatigabilità che migliora col riposo ed i farmaci antiacetilcolinestarasici. Osserman e Genkins hanno suddiviso la malattia in oculare (gruppo 1), lievemente generalizzata (gruppo 2A), gravemente generalizzata (gruppo 2B), acuta fulminante (gruppo 3), tardivamente severa (gruppo 4). La diagnosi si basa sulla storia clinica, I'esame neurologico, su tests fisici (test della borsa di ghiaccio), farmacologici (test del Tensilon), EMGrafici (Desmedt) e la determinazione del titolo serico degli anticorpi antirecettore acetilcolinico. Le terapie più applicate consistono nei farmaci anticolinesterasici, steroidi, azatioprina, plasma exchange. La timectomia è universalmente accettata solo in presenza di timoma. Sono stati inoltre somministrati steroidi endovena a «boli», immunoglobuline e ciclosporina. I mezzi di contrasto iodato sono stati inclusi tra i farmaci controindicati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Angelini, G. Micaglio |
- La Miastenia Gravis Nell'età Evolutiva
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 73-78, 1988 | | Titolo | La Miastenia Gravis Nell'età Evolutiva | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | | | Riassunto | Nell'età evolutiva la Miastenia Gravis si presenta sotto tre diverse forme: 1) M G neonatale transitoria; 2) M.G. congenita; 3) M.G. giovanile. Di ogni forma viene presentato brevemente il quadro clinico; particolare attenzione è stata posta alla M.G. ad esordio giovanile per la quale sono state esaminate le possibilità terapeutiche. Si è sottolineato infine l'importanza di una precisa diagnosi differenziale tra le varie forme di M.G. infantili. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Vicario |
- La Neuromiopatia Miastenica: Aspetti Di Diagnostica Strumentale E Neuropatologica
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 79-80, 1988 | | Titolo | La Neuromiopatia Miastenica: Aspetti Di Diagnostica Strumentale E Neuropatologica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica Neurologica 11, Università di Firenze * Divisione di Neurologia, Ospedale Civi/e di Udine | | Riassunto | In questo lavoro vengono discussi gli aspetti clinici, neurofisiologici e neuropatologici di una sindrome di recente descrizione, la «neuromiopatia miastenica». Gli autori, anche sulla base di un caso da loro recentemente descritto, sostengono l'ipotesi che la «neuromiopatia miastenica» sia una autonoma sindrome clinica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Luzzi, G. Arnetoli, C. Marchini * |
- La Panencefalite Sclerosante Subacuta (Pess)
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (1), 45-52, 1988 | | Titolo | La Panencefalite Sclerosante Subacuta (Pess) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Servizio di anatomia ed istologia patologica, Osp. S. Camillo USL PfM 10 ** Frequentatrici Ospedale L. Spallanzani | | Riassunto | Gli AA. descrivono due casi di PESS, la cui diagnosi, in uno fu clinica e di laboratorio e nell'altro fu confermata da reperti anatomici (autoptici). Il primo, un ragazzo di 17 aa., presentava un quadro clinico caratterizzato da progressivo disinteresse per l'ambiente circostante, riduzione del rendimento scolastico, mioclonie e lento decadimento mentale. L'esordio della malattia risaliva a circa tre aa. prima del ricovero. Il secondo paziente, un ragazzo di 12 aa. di nazionalità libica, presentò, nelle fasi iniziali, discinesie e lieve deterioramento psichico che, nel termine di 2-3 mesi, sfociarono in demenza. Al momento del ricovero il paziente era già in coma di II grado. Il decesso avvenne in XV giornata di ricovero. I reperti anatomici hanno mostrato le lesioni tipiche della PESS. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Conte, C. Timpano, G. Anzidei, A. Cantini, L. R. Grillo *, Dan. Meriggiano **, R. Giannini ** |
- La Polineuropatia Nella Sindrome Di Sjogren. Studio Di 7 Casi
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 349-353, 1988 | | Titolo | La Polineuropatia Nella Sindrome Di Sjogren. Studio Di 7 Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Clinica Neurologica, Universita di Parma ** Divisione Neurologica, Fidenza (Parma) | | Riassunto | Fu riscontrata in 7 donne affette da sindrome di Sjogren, di età variabile da 38 a 74 a. (età media 61,9), una neuropatia periferica. La neuropatia era prevalentemente sensitiva in 5 pazienti, con turbe autonomiche in due casi. Le altre due pazienti avevano rispettivamente una neuropatia autonomica pura e sensitivomotoria. La biopsia del nervo surale eseguita in 5 pazienti mostrò una perdita di fibre da modesta a grave, con prevalente coinvolgimento delle grandi fibre e assenza di vasculite. La degenerazione assonale con scarsa rigenerazione era prominente in un caso, mentre nei rimanenti vi era demielinizzazione segmentaria con rimielinizzazione. Lo studio suggerisce che la patogenesi della neuropatia in corso di sindrome di Sjogren non è esclusivamente collegata a meccanismi vasculitici. La sindrome di Sjogren andrebbe sospettata come possibile causa di neuropatia sensoriale o autonomica nelle donne anziane o di media età. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Fiocchi *, A. Saginario**, C. Grassa**, R. Lisi **, G. Pavesi *, F. Gemignani *, A. Marbini * |
- La Spect Nella Patologia Cerebrovascolare: Diagnostica O Solo Studio?
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4). 205-208. 1988 | | Titolo | La Spect Nella Patologia Cerebrovascolare: Diagnostica O Solo Studio? | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Div. Neurologica O.C., Bellun** Senz. Med. Nucleare O.C. Belluno | | Riassunto | Scopo delle studio, una valutazione della indagine SPECT con tracciante PAO Tc 99m nella ACV, cercando, con l'esperienza della nostra Stroke Unit, di rispondere al quesito se tale metodica possa entrare nella routine diagnostica o restare indagine per studio. I pazienti sono stati esaminati nelse varie fasi della malattia, sia durante il ricovero. sia con controlli ambulatoriali. Essenziale la collaborazione tra l'equipe della S.U. e quella della Medicina Nucleare, specie per i casi acuti. L'analisi dei dati mostra che la metodica rappresenta un valido ausilio diagnostico, complementare alla TC cerebrale ma con sensibilità e specificità maggiori se eseguita precocemente, per fenomeni che non alterano il parenchima cerebrale, i TIA, le «diaschisis», i fenomeni di «spreading depression». Fornisce informazioni sulle regioni perifocali, sulla zona di «penombra»; è facilmente riproducibile e possibile in acuto. La realizzazione è relativamente economica: non necessita di «area dedicata», né di apposita equipe, nè di apparecchiature esclusive ma utili anche per altre indagini. È un esame ben tollerato: dopo oltre 900 indagini, nessun effetto collaterale. Rappresenta, inoltre, una metodica in evoluzione, in particolare per indagini di flusso/metabolismo, studi neuro-rece ttoriali ed ormonali. In alcuni casi, infine,può guidare uri~piu opportuno comportamento terapeutico, anche nelle indicazioni chirurgiche, e nel follow-up. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | M. Gentile *, G. Fassetta *, R. Perelli **, F. Martinelli ** |
- La Terapia Chirurgica Della Miastenia Gravis
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 59-62, 1988 | | Titolo | La Terapia Chirurgica Della Miastenia Gravis | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Cardiochirurgia, Ospedale Civile di Udine * Divisione Neurologica, Ospedale Civi/e di Udine | | Riassunto | Fra il 1978 e il 1987 furono esaminati, presso l'Ospedale Civile di Udine 46 pazienti affetti da Miastenia Gravis; di essi 22 furono sottoposti a timectomia: 9 maschi, 13 femmine di età compresa fra i 20 e 69 anni (media 40). Seguendo la classificazione di Osserman, 3 pazienti erano collocabili nella classe IIa, 5 nella classe IIb, 12 nella classe III e 2 nella classe IV. Il periodo di tempo intercorso fra l'esordio dei sintomi e la timectomia, fu mediamente di 3,3 anni. L'approccio transcervicale fu effettuato in ó pazienti; in 4 di essi fu richiesta la sternotomia mediana per una completa dissezione. La sternotomia mediana parziale fu effettuata in 3 pazienti. Nei rimanenti 13 pazienti fu utilizzata la sternotomia mediana completa. Non si sono verificati decessi, né complicazioni maggiori. Il periodo di follow-up variò da 3 a 96 mesi. Attualmente 4 pazienti sono asintomatici; 13 pazienti sono migliorati; 3 invariati; 2 pazienti non si sono sottoposti a follow-up. Riteniamo di poter concludere che molti pazienti miastenici sembrano beneficiare della timectomia e che il miglioramento per un lungo periodo di tempo è in un'alta percentuale di casi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Da Col, C. Puricelli, R. Nucifora, G.P. Dolcetti, C. Marchini*, A. Meriggi. |
- La Timectomia
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 23-26, 1988 | | Titolo | La Timectomia | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Cardiochirurgica, Ospedale Civile di Udine | | Riassunto | La prima timectomia fu praticata da Saúerbruch nel 1911. Blaloch nel 1941 sospettò per primo esservi una relazione fra il timo e la miastenia e descrisse un miglioramento sintomatologico dopo l'asportazione del timo in molti casi. Nel 1945 Sloan sostenne l'importanza di asportare tutto il tessuto adiposo che sostituisce la ghiandola dopo la pubertà. La timectomia viene ora considerata da molti come trattamento di scelta della Miastenia Gravis, assieme con le terapie mediche (anticolinesterasici, immunosoppressori, plasmaferesi). Noi pensiamo che la timectomia debba sempre essere indicata quando i sintomi divengono invalidanti e concordiamo con Shum che, se effettuata precocemente, prevenga la generalizzazione dei sintomi e produca migliori risultati. La sternotomia mediana è l'approccio di scelta per l'eccellente esposizione richiesta per effettuare una completa asportazione della ghiandola. La dissezione radicale include tutte le aree di grasso mediastinico dove possano persistere isole di tessuto timico e tessuto timico ectopico, al fine di prevenire le recidive sintomatologiche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Meriggi, L. Porreca, R. Frassani, R. Lumini, A. Morelli |
- La Tomografia Rm Nella Valutazione Della Patologia Ischemica Acuta E Cronica Nell'encefalo
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 179-184, 1988 | | Titolo | La Tomografia Rm Nella Valutazione Della Patologia Ischemica Acuta E Cronica Nell'encefalo | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Istituto di Radiologia, Cattedra di Neuroradiologia, Università degli Studi, Parma ** Divisione di Neurologia U.S.L. 5, Fidenza | | Riassunto | Da tempo è ormai nota la affidabilità diagnostica della risonanza magnetica (RM) nelle lesioni infartuali cerebrali e nelle turbe croniche della vascolarizzazione. Sono stati studiati 19 casi di infarto cerebrale in fase subacuta, di cui 15 ischemici, 12 di leucoencefalopatia vascolare, 11 di esiti ischemici e 5 di lacune ischemiche mediante un tomografo a RM della potenza di 1,5 Tesla con la tecnica SpinEcho Multislices con immagini pesate in T 1 (TR = 450, TE = 30) e in T 2 (TR = 2000, TE = 50,100). L'analisi dei nostri risultati ha dimostrato la affidabilità della RM nel differenziare la lesione infartuale, in fase subacuta della lesione ormai stabilizzata, la capacità di riconoscere complicanze emorragiche anche a distanza di tempo e la possibilità di esplorare anche il bulbo midollare che appare pressoché invalutabile con la tomografia computerizzata. Inoltre, grazie alla valutazione multiplanare, risulta assai precisa la localizzazione topografica della lesione. Altrettanto valida è apparsa la RM nel campo delle leucoencefalopatie demielinizzanti su base vascolare. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | P. Piazza *, R. Menozzi *, F. Cusmano *, A. Saginario **, P. Bassi* |
- Le Tecniche Di Aferesi Nel Trattamento Della Miastenia Gravis
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 15-21,1988 | | Titolo | Le Tecniche Di Aferesi Nel Trattamento Della Miastenia Gravis | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Centro Malattie Neuromuscolari, Clinica Neurologica 1, Università di Padova ** Servizio di Immunoematologia e Trasfusionale, Ospedale di Padova | | Riassunto | Nella Miastenia Grave la rimozione degli anticorpi antirecettore acetilcolinico avviene o tramite il plasma exchange, attuato con separatori cellulari a flusso continuo o discontinuo, o per plasma filtrazione, recentemente avvalentesi di nuove colonne al triptofano che legano semiselettivamente le IgG. Il miglioramento clinico a breve termine dovuto al plasma exchange è di utilità nella crisi miastenica, nella preparazione alla timectomia, nel peggioramento posttimectomia e durante la diminuzione della terapia steroidea. Controversie permangono sull'efficacia a lungo termine del plasma exchange se non si associa a farmaci citotossici. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Micaglio*, M. Belloni**, M.B. Ceccato*, C. Angelini* |
- Malattia Cerebrovascolare Acuta: La Dimensione Del Problema
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 101-107,1988 | | Titolo | Malattia Cerebrovascolare Acuta: La Dimensione Del Problema | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia, Ospedale Rovereto | | Riassunto | Per valutare il carico ospedaliero di ricoveri per malattia cerebrovascolare è stato condotto uno studio di incidenza dell'ictus nella USL Vallagarina di Rovereto, prov. di Trento. La popolazione residente al Censimento Nazionale 1981 era di 76.462 abitanti ed i nuovi casi di ictus osservati nel periodo 1980-1985 è stato di 992 pazienti. Il tasso di incidenza standardizzato è di 247 per 100.000. La curva di soprawivenza a 30 giorni ha rivelato che il 17% dei pazienti muore in ospedale entro un mese dall'evento. I tassi di incidenza, la soprawivenza a 30 giorni e la durata della degenza sono parametri epidemiologici estremamente utili per la programmazione dei servizi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Rossi, L. Aste, M. Moresco |
- Malattia Di Sturge-Weber-Krabbe: Aspetti Clinici E Neuroradiologici
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 359-363, 1988 | | Titolo | Malattia Di Sturge-Weber-Krabbe: Aspetti Clinici E Neuroradiologici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * U.O. di Neurologia U.S.L. 13, Area Livomese ** U.O. di Neurochirurgia U.S.L. 13, Area Livomese *** U.O. di Neuroradiologia U.S.L. 13, Area Livornese | | Riassunto | Gli Autori descrivono un caso di malattia di Sturge-Weber-Krabbe del quale discutono alcuni peculiari aspetti tomodensitometrici ed angiografici. Viene da ultimo segnalato l'interessante reperto di una ereditarietà per la predisposizione a sviluppare angioma cutaneo e/o cerebrale nonché una condizione talassemica. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Marcacci*, R. Nenci***, E. Mariotti**, G. Ferrito* |
- Nevrite Ottica Retrobulbare E Sclerosi Multipla
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (1), 29-34, 1988 | | Titolo | Nevrite Ottica Retrobulbare E Sclerosi Multipla | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Centro Studi Sclerosi Multipla - Ospedale di Gallarate - Università di Milano | | Riassunto | Sono stati studiati 49 pazienti affetti da nevrite ottica retrobulbare in rapporto ai seguenti aspetti: incidenza stagionale, familiarità per SM, frequenza di progressione verso la SM. In rapporto a ciò, il rischio di SM è apparso correlato con la presenza di produzione intratecale di IgG, mentre non si è osservata una correlazione con la dimostrazione di lesioni neurologiche extravisive silenti, tramite i potenziali evocati. In 8/21 pazienti con NOR e bande oligoclonali liquorali, venne intrapresa terapia con azatioprina: la frequenza di sviluppo della SM non è risultata differire rispetto ai pazienti non trattati. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Ghezzi, M. Zaffaroni, D. Caputo, C. Locatelli, S. Marforio, C. L. Cazzullo |
- Nostra Esperienza In Tema Di Endoarteriectomia Carotidea
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv, Neurobiologia, 34 (3-4), 219-226, 1988 | | Titolo | Nostra Esperienza In Tema Di Endoarteriectomia Carotidea | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | 1° Chirurgia, Ospedale S. Maria della Misericordia, Udine | | Riassunto | Nel periodo novembre 1981- dicembre 1987, 251 interventi di endoarteriectomia carotidea sono stati eseguiti su 223 pazienti. In questo lavoro, gli Autori prendono in esame la morbilità e la mortalità perioperatorie, la remissione dei disturbi preesistenti all'intervento e l'incidenza di ictus tardivi, allo scopo di accertare se i fini dell'endoarteriectomia carotidea, vale a dire l'attenuazione dei sintomi e la prevenzione dell'ictus, siano stati conseguiti. La loro esperienza dimostra chiaramente che l'endoarteriectomia carotidea costituisce un valido mezzo di prevenzione dell'ictus e sottolinea il ruolo dell'angioplastica con «patch» nella prevenzione della ristenosi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Mozzon, N. Gonano, E. Venier, P. Dri |
- Nostra Esperienza Nel Trattamento Chirurgicodelle Stenosi Carotidee In Presenza Di Occlusione Dell'asse Controlaterale
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 249-252, 1988 | | Titolo | Nostra Esperienza Nel Trattamento Chirurgicodelle Stenosi Carotidee In Presenza Di Occlusione Dell'asse Controlaterale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Sezione di Chirurgia Vascolare, E.O. Ospedali Galliera, Genova | | Riassunto | Vengono presentati 8 casi di pazienti sottoposti ad endoarteriectomia carotidea in presenza di ostruzione completa dell'asse carotideo controlaterale, estrapolati dall'archivio computerizzato relativo ad una serie di 58 endoarteriectomie carotidee effettuate nel periodo febbraio 1984-febbraio 1988 presso la Sezione di Chirurgia Vascolare dell'E.O. Ospedali Galliera di Genova. I rilievi clinici, strumentali ed angiografici di questi pazienti vengono analizzati in dettaglio. Sulla scorta della positiva esperienza, gli Autori confermano la validità di tale approccio terapeutico per questa categoria di pazienti, in contrapposizione alla prognosi sfavorevole riportata in letteratura per i casi non trattati chirurgicamente. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G.L. Petrilli, A. Gori, A. Puzzo, P. Mortola, E. Fracchia |
- Occlusione Dell'apice Dell'arteria Basilare: Descrizione Dl Due Casi
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 321-325, 1988 | | Titolo | Occlusione Dell'apice Dell'arteria Basilare: Descrizione Dl Due Casi | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia * Servizio di Neuroradiologia, Ospedale di Lecco | | Riassunto | Vengono descritti due casi di occlusione dell'apice dell'arteria basilare, documentata angiograficamente, in osservazione da 4 e 3 anni, con lievi deficit neurologici. Nel primo caso l'occlusione è a monte delle arterie cerebrati superiori ed estesa al tratto peduncolare delle arterie cerebrali posteriori e comunicanti posteriori. La RMN cranica non ha rilevato alcuna lesione ischernica al tronco encefalico o in regione cerebellare. Nel secondo caso l'occlusione è a monte deBe arterie cerebellari superiori ma è presente una rivascolarizzazione dell'apice e delle sue diramazioni tramite l'arteria comunicante posteriore destra. Un controllo angiografico a distanza di sei settimane, in terapia anticoagulante, documenta una parziale ricanalizzazione dell'arteria. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Sozzi, P. Marotta, O. Zacchetti, R. Marina *, V. Ballarini * |
- Peculiari Aspetti Neuroradiologici Dell'ictus Cerebrale In Eta Giovanile: Descrizione Di Un Caso
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 191-195, 1988 | | Titolo | Peculiari Aspetti Neuroradiologici Dell'ictus Cerebrale In Eta Giovanile: Descrizione Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * U.O. di Neurologia U.S.L. 13, Area Livornese ** U.O. di Neuroradiologia U.S.L. 13, Area Livomese | | Riassunto | Gli Autori descrivono il caso di un paziente di 27 anni che aveva presentato una crisi epilettica parziale sensitiva, secondariamente generalizzata, cui residuava una sfumata emiparesi sinistra. La T.C. e la RMN cerebrali facevano rilevare una lesione suggestiva di un processo neoplastico. L'indagine angiografica rivelava di contro, in maniera inequivocabile, la natura ischemica della lesione, imputabile a trombosi completa dell'a. cerebrale media di destra, con parziale riabilitazione dei vasi silviani da parte dei vasi provenienti dall'arteria cerebrale posteriore. Viene sottolineata l'importanza dell'angiografia che, nel nostro caso, ha sowertito sia le ipotesi diagnostiche, che l'indirizzo terapeutico. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Ferrito *, S. Gaglianone *, N. Quilici **, F. Scazzeri **, R. Nenci **, G.L. Pardera *, G. Marcacci * |
- Plasma Exchange Nella Miastenia Gratis. Esperienza Personale
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 47-48, 1988 | | Titolo | Plasma Exchange Nella Miastenia Gratis. Esperienza Personale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto Immuno-Trasfusionale Ospedale Civile di Udine | | Riassunto | Nel corso degli ultimi due anni abbiamo trattato una piccola serie di 5 pazienti miastenici con plasma exchange, utilizzando separatori a flusso discontinuo e plasmafiltrazione . Le indicazioni sono consistite in preparazione alla timectomia, crisi miasteniche con necessità di ventilazione meccanica, refrattarietà alla terapia farmacologica. Nello schema terapeutico adottato si è proceduto a una prima serie di tre scambi (di almeno un volume plasmatico per seduta) seguita da una fase di sospensione e quindi da una seconda serie di scambi, regolandosi sulla risposta individuale. Il numero medio di sedute è stato di sette per paziente. Abbiamo previsto di effettuare i primi scambi esclusivamente con soluzioni di cristalloidi e di albumina per limitare il più possibile i rischi di trasmissione di malattie (1). I risultati ottenuti sono stati assai buoni, eccetto che in un caso, che abbiamo ritenuto refrattario al plasma exchange; tale stato può essere attribuito o a una quantità eccessiva di anticorpi, tale da non permettere al plasma exchange di rimuoverli in maniera significativa, o al contrario, a una quantità minima di anticorpi, che in tal modo sfuggono allo scambio plasmatico (2, 3). In alcuni pazienti si è notato un netto miglioramento soggettivo e obiettivo già dopo la prima o seconda seduta, con possibilità di abbandonare il respiratore meccanico e di mantenere la posizione ortostatica. Poiché nelle prime sedute non si è utilizzato plasma fresco congelato, il miglioramento non può essere attribuito alI'apporto di sostanze esogene con il plasma (anticorpi aspecifici, linfochine, interferon, ecc.), ma solo alla rimozione di anticorpi mediante lo scambio plasmatico. Il costo di ogni singola procedura è stato calcolato, tenendo conto solo del materiale monouso e dei liquidi di sostituzione, in L. 600.000; anche tale dato merita di essere tenuto presente quando si deve valutare l'opportunità di iniziare una terapia con plasma exchange. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | U. Scalettaris, P. Micconi |
- Proposte Per Un Trattamentoriabilitativo Del Paziente Cerebro-Vascolare In Regime Di Day-Hospital
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (1), 35-43, 1988 | | Titolo | Proposte Per Un Trattamentoriabilitativo Del Paziente Cerebro-Vascolare In Regime Di Day-Hospital | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Servizio di Riabilitazione - USL Centro-Sud Bolzano | | Riassunto | Il presente lavoro analizza l'iter riabilitativo seguito da 62 malati cerebrovascolari in una struttura a DayHospital. Vengono forniti i dati relativi alla distribuzione per sesso ed età, la provenienza da altre strutture, la durata del trattamento, il tipo di dimissione. Si è valutata in percentuale il tipo di eziologia, la sede del deficit, I'eventuale presenza di una compromissione del linguaggio, la sintomatologia psichica. Si è fatta una rassegna dei fattori favorenti e degli stati patologici pregressi e concomitanti, si è valutata la sintomatologia e i dati emersi dall'esame obiettivo. Si analizza nel dettaglio il tipo di intervento riabilitativo, da cui emerge il ruolo primario svolto dalla sensibilità residua nell'interrompere il circuito patologico. L'approccio riabilitativo è caratterizzato dalla globalità e mira ad esercitare non singole capacità, ma ad integrare i pazienti nella realtà quotidiana. Il fine del training è lo svolgimento autonomo dei compiti pratici che garantiscono al paziente l'autonomia. L'analisi dei risultati conferma la validità di una struttura a Day-Hospital, che segue i pazienti dalla dimissione ospedaliera fino ad un valido reinserimento nella realtà quotidiana. Il dato più rilevante emerge dall'analisi dei livelli funzionali raggiunti: ben il 74% ha raggiunto il recupero dell'autonomia e di questi il 15% ha conseguito il reinserimento lavorativo o ha ripreso l'attività precedente. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Calderara, M. R. Leoni Graber, D. Uvietta, M. Gandolfi |
- Pupilla Tonica E Polineuropatia In Corso Di Connettivite
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 381-383, 1988 | | Titolo | Pupilla Tonica E Polineuropatia In Corso Di Connettivite | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Clinica Neurologica, Universita di Parma ** Divisione Neurologica, Fidenza (PR) | | Riassunto | Una neuropatia periferica con disturbi del sistema nervoso autonomo, inclusa una pupilla tonica, fu osservata in due pazienti con una connettivopatia: una donna di 68 anni con una connettivite mista ed una donna di 38 anni con una sindrome di Sjogren. La biopsia del nervo surale ha messo in luce una perdita delle grandi fibre mielinizzate, più marcata nel primo caso, dove prevaleva una degenerazione di tipo assonale, mentre nel secondo vi era una demielinizzazione segmentaria con riemilinizzazione. La pupilla tonica sembra essere una peculiarità quasi caratteristica nelle neuropatie associate a connettiviti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Marbini *, A. Fiocchi *, A. Saginario **, C. Grassa**, G. Pavesi *, F. Gemignani * |
- Reattività Crociata Tra Antigeni Della Superficie Dei Timociti E Antigeni Del Recettore Per L'acetilcolina
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 41-46, 1988 | | Titolo | Reattività Crociata Tra Antigeni Della Superficie Dei Timociti E Antigeni Del Recettore Per L'acetilcolina | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Istituto di Scienze Immunologiche, Università di Verona | | Riassunto | La MG è una malattia autoimmune caratterizzata dalla presenza di anticorpi anti-AchR del muscolo e da un'alta incidenza di alterazioni istopatologiche del timo. In questo studio è stata rilevata la presenza nel siero di pazienti miastenici di anticorpi diretti contro strutture del timocito murino e umano. Questi anticorpi sono rilevabili solo in pazienti con anticorpi anti-AchR, e sono rimossi da una colonna di affinità, che impiega come ligando il complesso bungarotossina-AchR. Sulla base di questi risultati, si può concludere che gli anticorpi anti-timocito sono una sottopopolazione degli anticorpi anti-AchR. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A.P. Riviera, M. Rocca-, A. Spiazzi, G. Tridente |
- Riabilitazione Spontanea Della Silviana Dalla Temporale Superficiale. Considerazioni A Proposito Di Un Caso Con Studio Doppler Transcranico
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 335-338, 1988 | | Titolo | Riabilitazione Spontanea Della Silviana Dalla Temporale Superficiale. Considerazioni A Proposito Di Un Caso Con Studio Doppler Transcranico | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione di Neurologia. Ospedale San Camillo De Lellis. Roma ** Divisione di Angiologia. Ospedale San Camillo De Lellis. Roma | | Riassunto | Vene presentato il caso di un soggetto di anni 58, iperteso, affetto da nefrosclerosi e sindrome di Leriche che, nella storia neurologica, aveva presentato soltanto una perdita di coscienza senza caratteristiche definite. Lo studio doppler tradizionale corredato dello studio con doppler transcranico (TCD) ha permesso di dimostrare una ostruzione carotidea sinistra ed un flusso silviano paranormale a sinistra per inusuale riabitazione della arteria temporale superficiale. Vengono discussi aspetti fisiopatologici che permettono di ipotizzare contestuale compromissione del poligono. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | L. Sinibaldi *, L. Pittorino **, C. Blundo * |
- Ruolo Della Tomografiacomputerizzata Nella Miastenia Gravis
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 39-40, 1988 | | Titolo | Ruolo Della Tomografiacomputerizzata Nella Miastenia Gravis | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * I° Servizio di Radiologia, Ospedale Civile di Udine ** Divisione Neurologica, Ospedale Civile di Udine | | Riassunto | Affetti da miastenia gravis, 27 pazienti sono stati sottoposti a TC del torace che ha riscontrato un quadro patologico in 9 di essi (2 iperplasie, 7 neoplasie). 17 pazienti sono stati in seguito operati. Dai dati ottenuti emerge che la TC è in grado di diagnosticare con buona attendibilità la presenza di un timoma e soprattutto consente l'individuazione dei timi ectopici e delle colonizzazioni a distanza dei timomi, facilitando l'esecuzione di interventi chirurgici mirati e radicali. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F. Pessina*, C. Marchini**, M. Corsi* |
- Sclerosi Laterale Amiotrofica Familiare: Descrizione Dl Un Caso
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 377-380, 1988 | | Titolo | Sclerosi Laterale Amiotrofica Familiare: Descrizione Dl Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Fidenza (Parma) | | Riassunto | Sono descritti 2 casi di Sclerosi Laterale Amiotrofica nella stessa famiglia: padre e figlio. Il padre presentava un quadro spinale con successiva compromissione bulbare a decorso abituale e il figlio invece una paralisi bulbare progressiva a più rapido decorso. Ci è apparsa meritevole la loro segnalazione per la vicinanza cronologica dei casi, il netto anterocronismo e alcuni singolari aspetti immunologici osservati nel figlio e assenti nel padre: presenza di bande oligoclonali all'isoelectrofocusing liquorale e di anticorpi antingiunzionali alla biopsia muscolare. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Montanari, M.C. Aliani, C. Grassa, A. Saginario, M. Saginario |
- Significato Prognostico Dell'emorragia Ventricolare Nei Pazienti In Coma Con Ematoma Putaminale
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 299-305, 1988 | | Titolo | Significato Prognostico Dell'emorragia Ventricolare Nei Pazienti In Coma Con Ematoma Putaminale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia * Servizio di Neurorianimazione ** Servizio di Neuroradiologia Ospedale Niguarda Ca' Granda, Milano | | Riassunto | Gli Autori presentano i risultati di uno studio retrospettivo su 32 pazienti con emorragia putaminale ed intraventricolare, giunti all'osservazione in stato di sopore o di coma. Essi analizzano le correlazioni tra dati clinici-t omodensitometrici e mortalità nei due gruppi di trattamento, conservativo e chirurgico. È presentata una scala dei principali fattori che influenzano la prognosi. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Fiumara, V. D'Angelo, V. Monte, L. Bizzozzero, M. Arosio*, V. Branca * * |
- Sindrome Di Guillain-Barre Associata Ad Anemia Emolitica Autoimmune
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (1), 17-20, 1988 | | Titolo | Sindrome Di Guillain-Barre Associata Ad Anemia Emolitica Autoimmune | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Usl della Conca Ternana - Ospedale civile Santa Maria Terni - Divisione di Neurologia | | Riassunto | Gli autori riportano un caso di associazione tra sindrome di Guillain-Barré ed anemia emolitica autoimmune da autoanticorpi «caldi». Nell'unico caso in cui sia stata descritta una simile associazione la sintomatologia ha avuto un decorso graduale di tipo subacuto, con buona risposta alla terapia steroidea. Nel caso che viene riportato la sintomatologia neurologica ed ematologica hanno avuto esordio acuto e simultaneo con successivo decorso benigno ed ottima risposta terapeutica ai corticosteroidi. L'associazione di S. di Guillain-Barré ed anemia emolitica autoimmune viene discussa alla luce dei dati sperimentali che sottolineano l'importanza dei meccanismi umorali nell'immunopatogenesi della sindrome di Guillain-Barré. L'ipotesi di una reazione immunologica di tipo «crociato» è suggestiva ma necessita ovviamente di una conferma sperimentale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Paci, F. M. Corsi, F. Costantini, L. De Santis, G. Iannone, G. Lancia, E. Moschini, A. Trenta |
- Sintomi Pseudolesionali Nella Spasmofilia: Le Parestesie A Distribuzione Unilaterale
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 373-375, 1988 | | Titolo | Sintomi Pseudolesionali Nella Spasmofilia: Le Parestesie A Distribuzione Unilaterale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Fidenza (Parma) | | Riassunto | Sono presentati 8 casi di parestesie, 7 a distribuzione unilaterale, di cui 2 simulavano una marcia sensitiva jacksoniana, e 1 a distribuzione alterna, che hanno posto delicati problemi diagnostici. Lo studio clinico e paraclinico accurato (normalità della TAC in tutti i casi, dell'angiografia cerebrale nei 5 casi in cui fu svolta, positività dell'EMG per spasmofilia, diminuzione del calcio ionizzato in 7 casi) permise la diagnosi di spasmofilia, confermata da un follow-up di almeno 4 anni. È richiamata l'attenzione sulla possibilità che le parestesie unilaterali costituiscano un sintomo pseudolesionale e che una corretta e tempestiva diagnosi di spasmofilia possa evitare errori e ritardi diagnostici e terapeutici, il ricorso ad indagini costose e talvolta invasive e preoccupazioni infondate al paziente ed ai familiari | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Menozzi, M.C. Aliani, C. Abbati, A. Saginario |
- Studio Endocrinologico Di Un Caso Di Ipertensione Arteriosa Benigna (O Pseudotumor Cerebri)
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (1), 61-64, 1988 | | Titolo | Studio Endocrinologico Di Un Caso Di Ipertensione Arteriosa Benigna (O Pseudotumor Cerebri) | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * U.O. di Neurologia U.S.L. 13 - Area Livomese ** U.O. di Medicina Nucleare U.S.L. 13 - Area Livornese | | Riassunto | Dopo aver accennato ai problemi offerti dall'ipertensione endocranica benigna (IEB) gli Autori descrivono un caso clinico di loro osservazione in cui era presente una condizione di obesità ed iperestrinismo assoluto e relativo. Viene quindi discusso il possibile ruolo etiopatogenetico di queste due ultime condizioni nella genesi della IEB e la possibilità di un adeguato trattamento dietetico e ormonale. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Marcacci*, G. Ferrito*, F. Malvaldi**, S. Gaglianone*, S. Mencacci**, M. Mazzucca**, V. Morini** |
- Studio Longitudinale Su 27 Casi Di Miastenia Grave
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (2), 89-94, 1988 | | Titolo | Studio Longitudinale Su 27 Casi Di Miastenia Grave | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Centro per le Malattie Neuromuscolari c/o Divisione Neurologica Ospedale Civile di Udine * Istituto di Neuroimmunopatologia, Policlinico, Borgo Poma, Verona | | Riassunto | Vengono esaminati i provvedimenti diagnostici e terapeutici in un gruppo di pazienti miastenici: dal 1979 al 1987 sono stati diagnosticati 27 casi di miastenia grave dei quali 22 sono stati sottoposti a trattamento chirurgico (timectomia). Un'attenta valutazione di ciascun paziente ha condotto a buoni risultati benché la casistica presentata risenta di limiti (ampiezza numerica, durata del follow-up) che non consentono di trarre conclusioni sulla validità delle metodiche terapeutiche attuate. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | A. Rinaldi, B. Lucci, A.P. Riviera*, C. Marchini |
- Trattamento E Prognosi Delle Emorragie Cerebrali Lobari
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 293-298, 1988 | | Titolo | Trattamento E Prognosi Delle Emorragie Cerebrali Lobari | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Clinica delle Malattie Nervose e Mentali dell'Università di Siena * Divisione di Neurochirurgia, USL 30, Siena | | Riassunto | L’ utilità ai fini prognostici del trattamento chirurgico è stata valutata in una serie di 78 pazienti con emorragia cerebrale lobare non traumatica, di cui 41 sono stati trattati in modo conservativo e 37 chirurgicamente. I pazienti sono stati suddivisi in 4 classi in relazione al grado di compromissione dello stato di coscienza al momento dell'osservazione (Grado I, cosciente; Grado II, sopore; Grado III, coma; Grado IV, coma con segni di interessamento del tronco). I risultati dello studio portano alle seguenti conclusioni: nei pazienti con grave compromissione dello stato di coscienza (Grado IV) qualunque trattamento sia medico che chirurgico non modifica il corso della malattia e la mortalità è del 100%; nei pazienti senza compromissione dello stato di coscienza (Grado I) o con parziale compromissione (Grado II) è da preferire il trattamento conservativo in quanto il trattamento chirurgico non migliora la prognosi; nei pazienti con importante compromissione dello stato di coscienza (Grado III) I'interv ento evacuativo migliora sensibilmente la prognosi | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | S. Passero, F. Reale *, R. Biancotti *, R. Tassi, D. Gambacorta * |
- Un Caso Dl By Pass Sta-Mca Bilaterale Preventivo Dl Intervento Di Rivascolarizzazione Coronarica
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 257-261, 1988 | | Titolo | Un Caso Dl By Pass Sta-Mca Bilaterale Preventivo Dl Intervento Di Rivascolarizzazione Coronarica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurochirurgia, Ospedale Multizonale, Varese | | Riassunto | Presentiamo un caso di un paziente di sesso maschile di anni 62 con trombosi bilaterale delle carotidi interne operato di by-pass STAMCA bilaterale. Successivamente il paziente fu sottoposto, per angina instabile, a by-pass cardiaci senza riportare danni neurologici da circolazione extra corporea (CEC). Si discutono le basi fisiologiche del by-pass e le indagini strumentali necessarie per l'individuazione dì pazienti a rischio di ischemia cerebrale da CEC. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | C. Scamoni, M. Damiani, A. Pozzi, P. Fachinetti, A. Dorizzi |
- Una Sezione Ospedaliera Per Cerebropatie Vascolari Acute: 5 Anni Di Esperienza
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 113-119,1988 | | Titolo | Una Sezione Ospedaliera Per Cerebropatie Vascolari Acute: 5 Anni Di Esperienza | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neuro/ogia, Os,oedale di Belluno | | Riassunto | Viene riportata l'esperienza dell'attività di una sezione per malati cerebrovascolari acuti, negli anni 1984-88, nella Divisione Neurologica dell'ospedale di Belluno. Alla sezione di 12 letti per una ULSS di 95.000 abitanti è stata data una struttura non di terapia intensiva, ma di un'area specializzata per la diagnosi e la terapia della malattia cerebrovascolare. Vengono illustrate le problematiche sorte con la realizzazione della sezione e ne vengono indicati i vantaggi, consistenti essenzialmente nella razionalizzazione del trattamento e dello studio di questa patologia. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Fassetta, M. Gentile |
- Utilità Del Ca++ Antagonista Nimodipina Nel Trattamento Dell'ictus Cerebrale In Fase Acuta
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 57-62, 1988 | | Titolo | Utilità Del Ca++ Antagonista Nimodipina Nel Trattamento Dell'ictus Cerebrale In Fase Acuta | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Sez. di Neurologia, Ospedale S Maria di Loreto Nuovo, USL 44 di Napoli | | Riassunto | Gli Autori hanno indagato gli effetti dell'uso del Ca+ + antagonista nimodipina (Nd) in 40 pazienti affetti da ictus cerebrale in fase acuta, suddivisi in due gruppi. Il farmaco ha mostrato un'efficacia statisticamente significativa nei controlli clinici al 4° ed al 10° giorno di terapia. L'azione della Nd, maggiormente evidente nei primi giorni dall'evento acuto, e da ascrivere alla prevenzione del vasospasmo nella penombra dell'area lesionale, alla limitazione della necrosi cellulare da massivo ingresso di Ca+ + nelle cellule ed alla modulazione del rilascio di neurotrasmettitori eccitatori Ca++ dipendenti. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | F.A. de Falco, O. Sepe Visconti, F. Zaccaria, A. Montariello, L. Esposito Mocerino |
- Utilità Della R.M.N. Nella Conferma Diagnostica Di Lesioni Microinfartuali In Corso Di Malattia Di Vaquez (Policitema Vee). Studio Di Un Caso
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 185-189, 1988 | | Titolo | Utilità Della R.M.N. Nella Conferma Diagnostica Di Lesioni Microinfartuali In Corso Di Malattia Di Vaquez (Policitema Vee). Studio Di Un Caso | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Neurologia Ospedale < | | Riassunto | Le sindromi policitemiche, in particolare la Policitemia Vera, sono frequentemente causa di lesioni neurologiche, che spesso sono i primi segni dell'emopatia. Gli Autori presentano il caso di un uomo di 23 anni, affetto da P.V., ricoveratosi per l'insorgenza acuta di emiparesi sinistra, in seguito regredita solo parzialmente. Il paziente aveva presentato, in precedenza, due episodi di ischemia cerebrale transitoria, a carico rispettivamente degli arti di destra e di sinistra. Mentre le indagini cardiologiche, la T.C., i PEV e i BAEP e l'esame del L.C.S. con ricerca delle bande oligoclonali erano negativi, la R.M.N. mostrò alcuni piccoli nuclei di elevato segnale, interpretabili come lacune ischemiche a carico della sostanza bianca periventricolare. Gli Autori suggeriscono l'utilità della R.M.N., molto più sensibile delle altre indagini, compresa la T^C., nella conferma diagnostica della lesioni ischemiche prodottesi in corso di P.V. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Valiani, L. Attino, S. La Pia, S. Galdiero |
- Utilite Des <> Dans La Prise En Charge Des Infarct Cerebraux Et Du Vasospasme Symptomatique
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 45-50, 1988 | | Titolo | Utilite Des <> Dans La Prise En Charge Des Infarct Cerebraux Et Du Vasospasme Symptomatique | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Département de Neurologie-Neurochirurgie, Hopital Pellegrin, Bordeaux-Cedex | | Riassunto | Gli autori, nel sottolineare l'importanza delle «Unità di terapia intensiva per pazienti cerebrovascolari acuti», passano in rassegna le varie tappe ddla assistenza ai malati con ictus trattando gli aspetti: I) prevenzione delle complicanze generali; 2) monitoraggio del bilancio idro-elettolitico e, 3) della pressione arteriosa; insieme con 4) i valori glicemici e l'ematocrito. Vengono discussi i risultati ottenuti con riferimento anche alla terapia con emodiluizione. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | J.M. Orgogozo, J.P. Castel |
- Valutazione Della Perfusione Cerebrale Nella Patologia Ostruttiva Dell'arteria Carotide Interna
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 197-203, 1988 | | Titolo | Valutazione Della Perfusione Cerebrale Nella Patologia Ostruttiva Dell'arteria Carotide Interna | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | * Divisione Medica D. & G. Campari, Ospedale < | | Riassunto | E’ stato valutato il grado di asimmetria di perfusione interemisferica mediante inalazione di Xenon 133 in 26 pazienti affetti da stenosi di grado variabile della arteria carotide interna monolaterale. 11 presentavano TAC focale nel territorio della arteria cerebrale media e 15 presentavano TAC normale o con minime alterazioni profonde. La popolazione di controllo era costituita da 28 soggetti neurologicamente sani. 11 pazienti con TAC normale, 7 con TAC patologica e 7 controlli sono stati sottoposti anche ad attivazione mediante acetazolamide e.v. In condizioni basali sono state riscontrate marcate asimmetrie quasi esclusivamente nei pazienti che presentavano TAC focale. Dopo attivazione si è assistito ad incremento delle asimmetrie solo nei pazienti con TAC normale, senza correlazione col grado di stenosi. Si può presumere che tale test possa individuare quei pazienti con maggiore disuniformità interemisferica della pressione di perfusione e a maggior beneficio da interventi di rivascolarizzazione . | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | R. Cavestri *, L. Radice *, F. Ferrarini *, C. Sgorbati *, E. Longhini** |
- Valutazione Doppler-Ecotomografica Dei Soffi Carotidei Asintomatici
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 167-169, 1988 | | Titolo | Valutazione Doppler-Ecotomografica Dei Soffi Carotidei Asintomatici | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione Neurologica, Ospedale Civile di Udine | | Riassunto | 40 pazienti, portatori di soffio ca} rotideo, asintomatici dal punto L . di vista cerebrovascolare, sono stati sottoposti, dopo esame clinico, a indagine Doppler-Ecotomografica dei tronchi sovraaortici. E’ stata analizzata la diversa incidenza dei soffi originati dalla carotide esterna rispetto a quelli della carotide interna, correlandola alla severità della patologia aterosclerotica a carico dei vasi carotidei corrispondenti. Si è riscontrata una prevalenza dei «soffi sonografici» dovuti alla C.E. Ia maggior parte dei quali è risultata essere generata da un compenso emodinamico legato alla stenosi della C.I. omolaterale. Si è individuata anche una piccola percentuale di «soffi innocenti». Quest'ultimo riscontro conferma l'importanza di effettuare come primo approccio diagnostico, in tutti i portatori di soffio carotideo asintomatico, I'indagine Doppler-Ecotomografica, in quanto assai sensibile e non invasiva. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | E. Del Zotto, A. Rinaldi |
- Valutazione In Doppio-Cieco Mediante Eeg Computerizzato Dell'azione Del Mesoglicano In Pazienti Con Insufficienza Cerebrovascolare Cronica
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 75-83, 1988 | | Titolo | Valutazione In Doppio-Cieco Mediante Eeg Computerizzato Dell'azione Del Mesoglicano In Pazienti Con Insufficienza Cerebrovascolare Cronica | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | USL 40, Regione Campania, Ospedale < | | Riassunto | In questo studio, effettuato in doppio-cieco, sono stati valutati gli effetti del mesoglicano versus placebo in pazienti affetti da insufficienza cerebrovascolare cronica, privi di deficit neurologici permanenti, mediante EEG-computerizzato. 20 pazienti sono stati trattati per 180 giorni con 100 mg/die di principio attivo per os e 20 con placebo secondo le stesse modalità. I risultati conclusivi hanno evidenziato nei pazienti trattati con mesoglicano, nella derivazione C-O un incremento percentuale statisticamente significativo delle bande beta 1 (P < 0.05) e beta 2 (P < 0.10) ed un decremento parimenti significativo della banda delta (P < 0.05); analogamente nella derivazione C-T è stato osservato un incremento delle bande beta 1 (P < 0.10) e beta 2 (P < 0.05) ed un decremento della banda theta (P < 0.10). Nessuna variazione statisticamente significativa, invece, si è apprezzata nel gruppo trattato con placebo. Tali dati hanno confermato l'efficacia del mesoglicano anche nel trattamento delle vasculopatie cerebrali croniche. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Pillo, A. Fels |
- Valutazione Intraoperatoria In Chirurgia Carotidea: Esperienza Personale
| Anno | 1988 | | Rif. Biblio. | Riv. Neurobiologia, 34 (3-4), 245-248, 1988 | | Titolo | Valutazione Intraoperatoria In Chirurgia Carotidea: Esperienza Personale | | Titolo in inglese | | | Osp. / Clinica | Divisione di Chirurgia Vascolare, Ospedale S. Martino, Genova | | Riassunto | In the biennium 1986-88, 27 patients were subjected to carotid endarterectomy. To detect technical defects, operative angiography has been routinely performed; small part B-Mode and Doppler scanning have been associated in evalutation of procedure. The aim of this study was assess the use of operative ultrasound in the detection of technical errors and to assess the change in operative stroke rate. The reoperative indication has been always proposed on arteriographic data; otherwise the U.S. study was useful in determing the long term outcome of minor technical oversight in relationship to carotid restenosis. | | Riassunto in inglese | | | Parole chiave | | | Autori | G. Cianfanelli, P. Colotto, C. Ravelli, E. Zepponi, L. Botta, B. Borreani |
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